Giovanni Crisostomo (florilegio)

  • “Vuoi onorare il corpo di Cristo? Dopo averlo onorato in chiesa, non disprezzarlo quando è coperto di stracci fuori della porta della chiesa. Colui che ha detto “questo è il mio corpo” ha detto anche “questa è la mia fame”. Che importa che la mensa del Signore scintilli di calici d’oro, mentre lui muore di fame? Che senso ha offrirgli porpora e oro, e rifiutargli un bicchiere d’acqua? Rendi bella la casa del Signore, ma non disprezzare il mendicante, perché il tempio di carne di questo fratello è più prezioso del tempio di pietre.”

 

  • Molti hanno tentato di sopprimere il nome del Crocifisso, ma hanno ottenuto l’effetto contrario. Questo nome rifiorì sempre di più e si sviluppò con progresso crescente. I nemici invece sono periti e caduti in rovina. Erano vivi che facevano guerra a un morto, e ciononostante non l’hanno potuto vincere.

 

  • È tempo di passare al desiderio della carne. Come riusciremo a incatenare questa belva? Quale freno le imporremo? Non ne conosco altro se non l’inferno. (da Educazione dei figli)

 

  • È veramente un gran bene la tribolazione. Non possiamo conseguire il regno eterno in altro modo che attraverso la croce.

 

  • Il mio e il tuo sono pure e semplici parole: non hanno un fondamento reale.

 

  • La virtù dell’umiltà è necessaria massimamente a coloro che sono costituiti in dignità, perché più facilmente sono esposti alla superbia. Questa virtù è il fondamento di tutta la vita cristiana.

 

  • Non ci sarebbero più pagani, se ci comportassimo da veri cristiani.

 

  • Perciò ti dico che costoro [i sodomiti] sono anche peggio degli omicidi e sarebbe meglio morire che vivere disonorati in questo modo. (da Commentario sull’epistola ai Romani, Omelia 4)

 

  • Possiamo dirci perfetti quando non diamo nessuna occasione cattiva agli uomini e ci studiamo di conservarci senza peccato al cospetto di DIO.

 

  • Quanto è degno di lacrime quello che avviene ai nostri giorni! Gli apostoli ebbero sofferenze ovunque. Noi passiamo i giorni nei sollazzi umani dove troviamo la nostra rovina. Mentre dappertutto cerchiamo la nostra quiete, non vogliamo sostenere per Cristo gl’insulti, i motteggi.

 

  • [Paolo si separa da Barnaba] Questa separazione, anzi che esserci di scandalo, può, per l’opposto, servirci di grande edificazione… Volesse Iddio che tutte le separazioni seguissero in siffatta guisa e non avessero per fine se non la gloria di Dio e la salute dei fedeli!

 

  • Se un grande della terra va a visitarli, allora si fa principalmente sentire il nulla di tutto ciò che il mondo presenta di più magnifico. Colà vedreste un semplice anacoreto, avvezzo a smovere la gleba, ignorante di tutte le cose del secolo, assise su d’una zolla, accanto di un generale gonfio del suo potere e del comando sopra un grand’esercito. Dalla bocca del solitario non escono vili adulazioni, ma salutari consigli, ma sublimi discorsi, che non blandiscono l’orgoglio, e che riusciranno profittevoli a colui che gli ascolta, almeno per tutto il tempo in cui rimarrà in quel santo consorzio: ne uscirà sublimato anch’egli dai grandi pensieri esposti a’ suoi orecchi; ma ahi! rientrerà bentosto nella bassezza delle mondane sue idee. Per que’ pii solitarii i nomi dei grandi, dei principi della terra non sono che parole vuote di senso; rìdono del loro fasto e della loro magnificenza, come noi ridiamo di que’ fanciulli che fanno da re nei loro trastulli.

 

  • Sicuramente noi dobbiamo mostrare dolcezza e gentilezza verso gli animali e per varie ragioni, e questo soprattutto perché essi hanno la nostra stessa origine.

 

  • Tacciano quelli che rigettano il matrimonio, e quelli che lo stimano più di quanto convenga; poiché S. Paolo con le sue parole impone silenzio e agli uni e agli altri. È buona cosa il matrimonio, purché contenga gli sposi nel dovere della temperatura. È buono, perché aiuta il pericolante e lo sostiene. Ma sarà forse di aiuto a colui che già sa stare in piedi? No, in questo caso, né è utile, né è necessario: anzi è impedimento alla virtù, non perché circondato da molti pericoli, ma perché toglie l’onore di una speciale corona.

 

  • Vuoi onorare il corpo di Cristo? Dopo averlo onorato in chiesa, non disprezzarlo quando è coperto di stracci fuori della porta della chiesa. Colui che ha detto “questo è il mio corpo” ha detto anche “questa è la mia fame”. Che importa che la mensa del Signore scintilli di calici d’oro, mentre lui muore di fame? Che senso ha offrirgli porpora e oro, e rifiutargli un bicchiere d’acqua? Rendi bella la casa del Signore, ma non disprezzare il mendicante, perché il tempio di carne di questo fratello è più prezioso del tempio di pietre.

Commento alle lettere di s. Paolo ai Colossesi

  • Ecco l’astuzia satanica, ecco, l’inganno diabolico: nascondere l’errore e porgere, nel miele, il veleno!

 

  • L’uso degli amuleti è idolatria bella e buona anche se quelli che li trafficano vi fan sopra mille ragionamenti. […] Dimmi se il dottore venisse a visitarci e, trascurando le medicine, pronunciasse formule magiche, lo diremmo davvero medico?

 

  • Se già tra i mali corporei il più grande nasconde il più piccolo, quanto più nell’anima un timore scaccia l’altro timore ed un dolore un altro dolore

[AAVV, La teologia dei Padri, III, Città Nuova, Roma, 1982]

Commento alle lettere di s. Paolo ai Corinti

  • Chi è amato, infatti, si muove a suo piacimento nell’intimo del cuore che lo ama.

 

  • Come si spiega allora che tutti costoro [gli apostoli], quando il Cristo era ancora in vita, non avevano saputo resistere a pochi giudici, mentre poi, giacendo lui morto e sepolto e, secondo gli increduli, non risorto, e quindi non in grado di parlare, avrebbero ricevuto da lui tanto coraggio da schierarsi vittoriosamente contro il mondo intero?

 

  • Dai mezzi usati da Dio si vede come la stoltezza di DIO sia più saggia della sapienza degli uomini, e come la sua debolezza sia più forte della fortezza umana.

 

  • Fin dalla più tenera età premunite i bambini con armi spirituali, e insegnate loro a segnare la fronte con la mano.

 

  • I filosofi, i re e, per così dire, tutto il mondo, che si perde in mille faccende, non possono nemmeno immaginare ciò che dei pubblicani e dei pescatori poterono fare con la grazia di DIO.

 

  • Il nostro cuore si è tutto aperto per voi (2Cor 6,11). Come il calore, così l’amore ha la prerogativa di dilatare, è, infatti, una virtù ardente e impetuosa.

 

  • La croce ha esercitato la sua forza di attrazione su tutta la terra e lo ha fatto servendosi non di mezzi umanamente imponenti, ma dell’apporto di uomini poco dotati.

 

  • Molti hanno tentato di sopprimere il nome del Crocifisso, ma hanno ottenuto l’effetto contrario. Questo nome rifiorì sempre di più e si sviluppò con progresso crescente. I nemici invece sono periti e caduti in rovina. Erano vivi che facevano guerra a un morto, e ciononostante non l’hanno potuto vincere.

[Giovanni Crisostomo, Commento alle lettere di s. Paolo ai Corinti, traduzione di Cecilia Tirone, Cantagalli, Siena, 1962]

Omelie

  • Cristo è con me, di chi avrò paura? Anche se si alzano contro di me i cavalloni di tutti i mari o il furore dei principi, tutto questo per me vale di meno di semplici ragnatele.

 

  • Disprezzo le potenze di questo mondo e i suoi beni mi fanno ridere. Non temo la povertà, non bramo ricchezze non temo la morte, né desidero vivere, se non per il vostro bene. È per questo motivo che ricordo le vicende attuali e vi prego di non perdere la fiducia.

 

  • Il raggio solare può recarmi qualcosa di più giocondo della vostra carità? Il raggio mi è utile nella vita presente, ma la vostra carità mi intreccia la corona per la vita futura.

 

  • Per prevenire l’eresia degli eretici, negatori della sua vera umanità, Gesù Cristo volle assoggettarsi alle nostre miserie; volle sentire la fame, la sete, la stanchezza; vicino a morire, dimostrò ripugnanza ed ambascia. Volle, insomma, soffrire da uomo, per convincerci che egli era anche vero uomo.

 

  • S’innalzino pure le onde, non potranno affondare la barca di Gesù.

[AAVV, Liturgia horarum iuxta ritum Romanum, Typis Polyglottis Vaticanis, ed. italiana, Roma, 1972]

Sul Vangelo di Matteo

  • A nulla giova la prudenza senza la semplicità.

 

  • Abbiamo indicato cinque vie di riconciliazione con DIO. La prima è la condanna dei propri peccati. La seconda è il perdono delle offese. La terza consiste nella preghiera, la quarta nell’elemosina e la quinta nell’umiltà.

 

  • Finché saremo agnelli, vinceremo e, anche se saremo circondati da numerosi lupi, riusciremo a superarli. Ma se diventeremo lupi, saremo sconfitti, perché saremo privi dell’aiuto del pastore.

 

  • La fede è come il capo e la radice. Conservando questa, anche se perderai tutto, riconquisterai ogni cosa con maggiore solamente semplici o solamente prudenti, ma unisce queste due qualità, in modo che diventino virtù.

 

  • Se condanni le tue colpe sarai più cauto nel ricadervi.

[AAVV, Liturgia horarum iuxta ritum Romanum, Typis Polyglottis Vaticanis, ed. italiana, Roma, 1972]

Predica di capodanno

  • Chi si è persuaso che i giorno possano essere buoni o cattivi, nel giorno cattivo non si curerà di compiere opere buone quasi fosse vano [..], nel giorno buono, si comporterà allo stesso modo, come se la sua indolenza non gli potesse recar nessun danno, trattandosi di un giorno fortunato.

 

  • È una pazzia estrema, per un solo giorno fortunato, aspettarsi che tutto l’anno sia tale.

 

  • Il giorno è buono o cattivo non per natura sua – un giorno infatti non differisce da un altro giorno – ma per la nostra negligenza o la nostra neghittosità.

 

  • Tutto l’anno sarà per te fausto, non se a capodanno ti ubriacherai, ma se a capodanno ed in ciascun altro giorno farai ciò che piace a DIO.

Tags: , , ,

No comments yet.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.