Lettera agli Efesini 3, 8-12

8 A me, che valgo meno dell’ultimo fra tutti i Santi, è data questa grazia, di predicare tra i Gentili le misteriose ricchezze del Cristo,
9 e per illuminare sempre tutti su quale debba essere la gestione del mistero che è stato fin dalle più remote età nascosto in DIO, il Creatore di tutte le cose, [a]
10 affinché i principati e le potenze [b] nei luoghi celesti conoscano oggi, per mezzo della Chiesa, la complessa Sapienza di DIO,
11 secondo il disegno eterno [c] che Egli ha attuato mediante il Messia Gesù il Signore nostro;
12 nel quale abbiamo la libertà di accostarci fuduciosi dalla fede in Lui. [d]


[a] Moltissime traduzioni nel versetto 9 asseriscono: “Per mezzo di Gesù Cristo”, ma il Testo originale Greco non contiene affatto il nome di Gesù in questo versetto (Ultimamente qualche traduzione recente sta mettendo questa parte tra parentesi quadrate).

[b] La parola originaria in Greco ἐξουσίαις, può essere tradotta anche con “autorità”.

[c] αἰώνων in Latino tradotto “In sæcula sæculorum“.

[d] La parola Greca παρρησίαν può avere più di un’interpretazione.


Controlla la traduzione interlineare dal Greco Classico


Commento:

L’epistola (spesso chiamata “Lettera”) di Paolo agli Efesini fu probabilmente scritta durante il periodo dei suoi arresti domiciliari durato due anni a Roma (60-62 d.C.). Durante questo stesso periodo, Paolo scrisse anche quelle dirette alle prime comunità dei Colossesi, dei Filippesi, e a Filemone. Dagli studiosi odierni queste quattro epistole sono comunemente denominate “Le epistole della prigione”.

La lettera agli Efesini ha un contenuto davvero profondo, lo scopo di San Paolo nello scrivela non è  per rimproverarli delle irregolarità di condotta (come invece fa nei confronti dei Corinzi), ma è una lettera che serve da monito e rimedio alle religioni misteriche pagane che dilagavano in quel tempo, e alle argomentazioni dei giudaizzanti che avrebbero usato tutti i loro poteri di persuasione per impressionare questi ex pagani, che si erano vantati come guardiani del grande Tempio di Diana, con il fasto e la cerimonia del giudaismo, insieme al suo Tempio di Gerusalemme.

Con la Nuova Alleanza DIO non “ritrattava” la Sua Parola nel Vangelo (rispetto al Vecchio Testamento), ma stava semplicemente elaborando il Suo piano eterno per la redenzione dell’umanità attraverso il Messia Gesù. Infatti, il pensiero principale di questa lettera è: “La chiesa di Gesù Cristo, nella quale ebrei e tutte le genti (gentili) sono fatti uno, è una creazione del PADRE, attraverso il Figlio, nello Spirito Santo, decretato dall’eternità e destinato a eternità.”

Nei capitoli 1-3, Paolo mostra che la chiesa è stata preordinata da DIO, che è stata redenta, e che ebreo e gentile sono stati fatti uno nel Messia.
Il lavoro svolto a Efeso è stato magnifico, avendo i cristiani costituito lì una grande chiesa, ma comunque Paolo ci tiene ad avvertire gli anziani riguardo un’apostasia che avrebbe corrotto il governo divinamente ordinato della chiesa.
Una generazione dopo nel libro dell’Apocalisse gli Efesini vengono ringraziati per molte cose meravigliose; tuttavia vengono ammoniti di aver “lasciato il tuo primo amore” (Apocalisse 2, 4). Non avevano mantenuto il fervore e la devozione dell’amore iniziale, e se non si fossero pentiti e non avessero fatto le loro prime opere, DIO li avrebbe ripudiati.
La città di Efeso oggi giace in rovina e non c’è chiesa che si riunisca lì, parole dell’Apocalisse 2, 7: “A chi vince, darò da mangiare dall’albero della vita, che è nel mezzo del Paradiso di DIO”.

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