Matteo 5, 17-19

19 Non pensate che io sia venuto per abolire la Legge o i Profeti[nota a]; io son venuto non per abolire ma a dare pieno compimento.
18 In verità[nota b] io vi dico: finché non siano passati il Cielo e la Terra, neppure uno iota o un solo trattino della Legge passerà, senza che tutto non sia compiuto.[nota c]
19 Chi dunque avrà violato uno solo di questi Comandamenti ed avrà così insegnato agli uomini, sarà considerato minimo nel Regno dei Cieli; ma chi li avrà messi in pratica ed insegnati, esso sarà chiamato grande nel Regno dei Cieli.

 


Note:

[nota a] Torah e Nevi’im sono i nomi originali in Ebraico degli Scritti Sacri del Vecchio Testamento Cristiano (ovvero il Pentateuco e gli Scritti dei Profeti)
[nota b] La parola originale in Greco è “ἀμὴν“”Amen” che si usava per affermare che quel concetto era una cosa veritiera, certa.
[nota c] La parola in Greco è γένηται (genetai, che deriva da γίγνομαιgígnomai) che può anche essere tradotta con “dovrà essere”, o “dovrà accadere”.

 


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Commento:

La perpetua validità delle Scritture Ebraiche confermate dal Cristo

Il Messia in questi versetti dell’importantissimo Capitolo 5 del Vangelo secondo Matteo, afferma e conferma che la sua dottrina (e quindi il suo arrivo, “la sua venuta”) non distruggerà/cambierà la Legge o i Profeti, cioè l’autorità e i principi dell’Antico Testamento (riferimenti Matteo 7, 12 ; 22, 40 ; Luca 16, 16 e Atti 13, 15-22).

Le autorità Ebraiche del tempo affermavano di interpretare a modo e comprendere “la Legge” e “i Profeti”, ma spesso non mettevano in pratica quegli insegnamenti, e Gesù, come farebbe un buon interprete o commentatore, non premedita una sovversione o uno stravolgimento della dottrina. Alle varie classi sociali dei suoi ascoltatori, che potrebbero comprendere una presunta abrogazione delle Scare Scritture, l’annuncio del Maestro (Rabbi) Gesù è chiaro: “non sono venuto per distruggere, ma per adempiere” (v. 19). Non per sovvertire, abrogare o annullare, ma per stabilire o ristabilire quello scritto nella Legge e dichiarato dai Profeti che “ad oggi” però non è messo in pratica. Insegna la dottrina a tutte le genti, a prescindere della classe sociale o il grado di istruzione, incarna la Parola in forma vivente affinchè venga custodita nei cuori di chi è puro di Spirito. Un Messia manifestazione della suprema autorità legislativa di DIO attraverso le Scritture.
YHWH attesta gelosamente per mezzo del Suo Messaggero la Sua esclusiva prerogativa di legislatore degli uomini (Levitico 18, 1-5 ; 19, 37, Levitico 26, 1-4 ; Levitico 26, 13-16, ecc.), e questo sarà valido finchè “
il cielo e la terra non saranno scomparsi”. Anche se l’Antico Testamento annuncia la definitiva “perdizione dei cieli e della terra”, in contrasto con l’immutabilità di DIO (Salmo 102, 24-27), la rappresentazione prevalente dei cieli e della terra nella Scrittura è quella della loro stabilità (Salmi 119, 89-91 ; Ecclesiaste 1, 4 ; Geremia 33, 25-26). Viene affermata la stabilità duratura, quindi, delle grandi verità e principi, morali e spirituali, della rivelazione dell’Antico Testamento.

Lo “iota” o jot/yod è la più piccola delle lettere dell’alfabeto ebraico, mentre il “trattino” è uno di quei piccoli tratti con cui alcune delle lettere ebraiche si distinguono da altre molto simili a loro.
Quindi nemmeno la più insignificante cosa scritta nei “rotoli” della Legge potrà “passare” (essere superata) fino a quando tutto sarò adempiuto (ovvero la Volontà di DIO sarà fatta). Questo sta a significare che nonostante qualsiasi perdita di autorità o vitalità della classe al comando spirituale e morale della società Ebraica, niente e nessuno potrà mai superare o cambiare quanto scritto nella Legge: Ama DIO, e ama il prossimo tuo (Mc 12, 29-31)

v. 19 Chiunque quindi infrangerà, oppure “annullerà”, anche uno solo dei Comandamenti di DIO, insegnerà a sua volta a fare altrettanto agli uomini, macchiandosi quindi di un doppio peccato. Questo si riferisce anche a quei Farisei che non seguivano la Legge e al loro insegnamento, come è chiaro da Matteo 5, 20, ma naturalmente abbraccia tutte le dottrine e gli insegnamenti nella Chiesa cristiana. Colui (o coloro) sarà chiamato, o meglio “considerato” minimo nel regno dei cieli.
La cosa di cui si parla non è quindi riferita alla violazione pratica, o la disobbedienza della Legge, ma l’annullamento del suo obbligo da parte di un sistema erroneo di interpretazione (e l’insegnamento agli altri di fare il stesso). La punizione non è l’esclusione dal Cielo, ma una posizione degradata, non elevata nel regno di DIO. in altre parole, saranno ridotti alla stessa condizione di disonore a cui, con il loro sistema e il loro insegnamento, hanno abbattuto quegli eterni principi della Legge Divina.
Ma chiunque invece opererà secondo le Scritture e insegnerà agli altri a fare lo stesso, sarà chiamato grande nel Regno dei Cieli, elevato in una posizione di autorità ed onore.

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