Ecclesiaste 11, 4-6

4 Chi bada al vento non seminerà, chi guarda alle nuvole non mieterà. [nota a]
5 Come tu non conosci la via del vento, né come si formino le ossa in seno della donna incinta, così non conosci l’Opera di DIO, che fa tutto. [nota b]
6
Fin dal mattino semina la tua semenza e la sera non dar riposo alle tue mani,
poiché tu non sai quale dei due lavori riuscirà meglio: se questo o quello, o se ambedue saranno ugualmente buoni.

 


Note:

[nota a] Non guardate, e non valutate il vostro operato per mezzo di cose lontane e astratte (il vento e le nuvole), non affidatevi alle speculazioni perchè queste sono cose per coloro che non credono in DIO. Chi ha fede la mantiene sopratutto durante le avversità e attraverso incertezze e dubbi, perchè è a conoscenza che alla fine di tutto non sarà mai abbandonato dal CREATORE che opera sempre a beneficio dei Suoi figli.
[nota b] DIO è il Creatore di tutto, Egli solo genera la pace (il bene) e crea il male (Isaia 45, 5-7), entrambi sono necessari per l’ordine delle cose. Anche le cose, gli avvenimenti, che inizialmente sembrano un male, si riveleranno sempre come bene ultimo, in quanto DIO è Amore per il creato.

 


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Commento:

Così come non sappiamo (versetto 5) come le ossa siano modellate nel ventre di colei che è incinta, cosi non possiamo conoscere l’opera di DIO. Noi accettiamo il Suo operato con i figli che ci da, ma non possiamo rintracciare il processo di questa Sua Opera. Non dubitiamo della nascita del bambino che è concepito, sebbene non sappiamo come si sia formato;
Quindi Salomone continua ad invitare il credente nel procedere e perseverare nel lavoro e nel fare il bene; senza lasciare che i dubbi facciamo scivolare nessuna opportunità.

Al mattino semina il tuo seme (investi in qualche lavoro o opera) e la sera non trattenere la mano (non trattenerti da farne altre di opere), con la pretesa che sei stanco.

Inoltre si potrebbe vedere anche un riferimento più ampio (alla vita): La mattina della gioventù, il piccolo con cui hai iniziato; e anche la sera della vecchiaia, non cedere alla comune tentazione di pensare e preoccuparti invece che agire, ma lavora (opera per il bene) fino all’ultimo, perché non sai quale opera, questa o quella siano accettate (come mertito) da DIO o magari entrambe saranno buone ai Suoi occhi.
Non essere stanco di lavorare e fare del bene, perché a tempo debito, al tempo di DIO (e non il nostro da uomini impazienti) arriverà il momento migliore e raccoglierai, (Vedi Gal 6, 9) Questo è applicabile anche all’Amore spirituale, e ai nostri pii sforzi per il bene altrui; continuiamo a perseguitarli, perché, anche se abbiamo a lungo lavorato invano, potremmo finalmente vederne il successo.

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