Eutanasia: La posizione della Chiesa e la visione della Bibbia

Il mercato globale dei prodotti farmaceutici ha raggiunto un valore di 934,8 miliardi di dollari nel 2017 e raggiungerà i 1170 miliardi di dollari nel 2021

Non è mai stato chiaro dove si collochi lo differenza fra le opinioni religiose e quelle laiche in merito alla fine della vita. La morte fa parte della vita, così come il fisiologo francese Claude Bernard (1878) ha affermato: “La vita è la morte”, ed effettivamente, non esiste vita senza morte, e questa consapevolezza ha rappresentato per l’uomo una verità spesso troppo pesante da comprendere.

Le Sacre Scritture non danno indicazioni specifiche in merito all’eutanasia (termine nato solo nel XVII sec. in ambito medico che letteralmente  significa “buona morte”, dal greco εὐθανασία εὔ- “bene” e θάνατος “morte”), ma danno moltissime indicazioni riguardo sia il dono prezioso della vita, che l’arrivo inesorabile della morte, porta d’ingresso per il credente al Giudizio Divino.
Il termine iniziò ad avere risonanza solo a partire dalla fine del XIX secolo, indicando un intervento medico tendente a porre fine alle sofferenze di una persona gravemente malata. Infatti ad oggi è solo grazie all’ausilio dei moderni macchinari medici che situazioni cliniche disperate, riescono a rimanere in “vita”, ma in passato il termine “buona morte” coniato dal filosofo inglese Francis Bacon (nel saggio “Progresso della conoscenza” “Of the Proficience and Advancement of Learning”, 1605) invitava semplicemente i medici a non abbandonare i malati inguaribili, e ad aiutarli a soffrire il meno possibile. Bacon attribuiva il significato etimologico di “buona morte” (morte non dolorosa) allo scopo etico e morale del medico, ovvero far sì che la morte, sopraggiunta in modo “naturale”, fosse non dolorosa.

Ad oggi Paesi diversi hanno diverse legislature riguardo l’eutanasia. Il comitato selezionato sull’etica medica della House of Lords britannica definisce l’eutanasia come “un intervento deliberato intrapreso con l’intenzione esplicita di porre fine a una vita, per alleviare la sofferenza intrattabile”. Nei Paesi Bassi e in Belgio, l’eutanasia è intesa come “interruzione della vita di un medico su richiesta di un paziente”, mentre la legge olandese, non usa il termine “eutanasia” ma include il concetto nella definizione più ampia di “suicidio assistito e cessazione della vita su richiesta”.
In Italia da pochi giorni l
a Corte ha ritenuto “non punibile chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”.
“Al rispetto delle modalità previste dalla normativa sul consenso informato, sulle cure palliative e sulla sedazione profonda continua (articoli 1 e 2 della legge 219/2017) ed alla verifica sia delle condizioni richieste che delle modalità di esecuzione da parte di una struttura pubblica del SSN, sentito il parere del comitato etico territorialmente competente”.

La Chiesa cattolica romana è il più grande fornitore non governativo di servizi di assistenza sanitaria nel mondo. Ha circa 18.000 cliniche, 16.000 case di riposo per anziani e bisognosi e 5.500 ospedali, Nel 2010, il Pontificio Consiglio della Chiesa per la pastorale degli operatori sanitari ha affermato che la Chiesa gestisce il 26% delle strutture sanitarie mondiali.

Argomentazioni pro e contro l’eutanasia volontaria

Ragioni a favore

  • La libera scelta: considerando la libertà di scelta come fondamentale principio democratico ogni cittadino dovrebbe potersi esprimere, come nella manifestazione del proprio diritto di voto, anche nella sfera privata, nella quale i valori di coscienza sono insindacabili
  • Qualità della vita: ad alcuni il dolore e la sofferenza che si sperimentano durante una malattia risultano incomprensibili ed insostenibili. Anche la terapia contro il dolore, che limita la sofferenza fisica, può non essere sufficiente a fronteggiare quella psichica conseguente alla situazione, principalmente legata alla perdita della propria indipendenza. Una società civile non dovrebbe imporre a nessuno questa condizione.
  • Dignità: la convinzione profonda di non avere alcuna possibilità di recuperare ciò che aveva reso la vita degna di essere vissuta ed inoltre di essere destinati a pesare sempre maggiormente e per tempi indefiniti sui propri cari, rendendo pure a loro impossibile condurre la vita come prima.

Ragioni contro

  • Giuramento di Ippocrate: ogni medico deve giurare su qualche variante di esso; la versione originale esclude esplicitamente l’eutanasia.
  • Morale: secondo molti essa può essere considerata moralmente inaccettabile. Questa visione morale di solito vede l’eutanasia come un tipo di omicidio e l’eutanasia volontaria come un tipo di suicidio, la moralità del quale è oggetto di vivo dibattito.
  • Teologica: diverse religioni e moderne interpretazioni religiose considerano sia l’eutanasia che il suicidio come atti “peccaminosi” (Wikipedia: Eutanasia e religione).
  • Piena consapevolezza: l’eutanasia può essere considerata “volontaria” soltanto se il paziente è in grado di intendere e di volere affinché possa prendere la decisione, ovvero se ha una comprensione adeguata delle opzioni e delle loro conseguenze. In alcuni casi, tale competenza cognitiva può essere difficile da determinare, o può non esserci, vedi nel caso di disabilità gravi o psichiche dove la “volontarietà” è difficilmente distinguibile dall’istigazione al suicidio.

La Chiesa Cattolica

La Chiesa cattolica è schierata nettamente contro l’eutanasia, considerando tali pratiche equivalenti all’omicidio o al suicidio, ma comunque non sostiene affatto “l’accanimento terapeutico”, in quanto “Non si vuole così procurare la morte: [ma] si accetta di non poterla impedire.”:

“L’eutanasia
2276 Coloro la cui vita è minorata o indebolita richiedono un rispetto particolare. Le persone ammalate o handicappate devono essere sostenute perché possano condurre un’esistenza per quanto possibile normale.
2277 Qualunque ne siano i motivi e i mezzi, l’eutanasia diretta consiste nel mettere fine alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte. Essa è moralmente inaccettabile.
Così un’azione oppure un’omissione che, da sé o intenzionalmente, provoca la morte allo scopo di porre fine al dolore, costituisce un’uccisione gravemente contraria alla dignità della persona umana e al rispetto del DIO vivente, suo CREATORE. L’errore di giudizio, nel quale si può essere incorsi in buona fede, non muta la natura di quest’atto omicida, sempre da condannare e da escludere.
2278 L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'”accanimento terapeutico”. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.
2279 Anche se la morte è considerata imminente, le cure che d’ordinario sono dovute ad una persona ammalata non possono essere legittimamente interrotte. L’uso di analgesici per alleviare le sofferenze del moribondo, anche con il rischio di abbreviare i suoi giorni, può essere moralmente conforme alla dignità umana, se la morte non è voluta né come fine né come mezzo, ma è soltanto prevista e tollerata come inevitabile. Le cure palliative costituiscono una forma privilegiata della carità disinteressata. A questo titolo devono essere incoraggiate.”
(Catechismo della Chiesa Cattolica, Parte III, Sezione II, Capitolo II, Articolo V.)

L’influenza della Chiesa cattolica nell’assistenza sanitaria

La Chiesa cattolica romana è il più grande fornitore non governativo di servizi di assistenza sanitaria nel mondo. (Agnew, John “Deus Vult: The Geopolitics of Catholic Church”. 15, 1: 39–61) Ha circa 18.000 cliniche, 16.000 case di riposo per anziani e bisognosi e 5.500 ospedali, di cui il 65 percento si trova nei paesi in via di sviluppo. Nel 2010, il Pontificio Consiglio della Chiesa per la pastorale degli operatori sanitari ha affermato che la Chiesa gestisce il 26% delle strutture sanitarie mondiali. (“Catholic hospitals comprise one quarter of world’s healthcare, council reports : CNA Catholic News Agency)“.

Il coinvolgimento della Chiesa nell’assistenza sanitaria ha origini antichissime, Gesù stesso, ha incaricato i suoi seguaci di guarire i malati. I primi cristiani erano noti per la cura dei malati e degli infermi e l’enfasi cristiana sulla carità pratica ha dato origine allo sviluppo di infermieri e ospedali sistematici. L’influente regola benedettina sostiene che “la cura dei malati deve essere posta sopra e prima di ogni altro dovere, come se davvero Cristo fosse servito direttamente aspettandoli“. Durante il Medioevo, i monasteri e i conventi erano i centri medici chiave dell’Europa e la Chiesa sviluppò la prima versione di Stato sociale. Le scuole della cattedrale si sono evolute in una rete ben integrata di università medievali e scienziati cattolici (molti dei quali sacerdoti) hanno fatto una serie di importanti scoperte che hanno aiutato lo sviluppo della scienza e della medicina moderne.

Risulta ovvio che gli interessi della Chiesa in questo campo sono altissimi, la preoccupazione è che i medici meno credenti e le imprese farmaceutiche possano spingere i pazienti alle cure più durature e dispendiose in termini economici, non sulla base di precetti biblici, o interpretzioni teologiche, ma solo per interessi personali e scientifici.

Cosa insegna la Bibbia

Nell’Antico Testamento viene citato il caso di un suicidio assistito, quello di Re Saul (2 Samuele 1, 6-10), dove un soldato uccide Saul sotto sua richiesta; ma Davide in seguito emetterà una condanna di morte per quell’uomo, non per aver assecondato il moribondo, ma perchè quel moribondo era l’unto del SIGNORE (Messia) e uno straniero (amalekita) avrebbe dovuto temere di “stendere la mano” su un consecrato. (2Sam 1, 1-18)

Gli altri passaggi Biblici riguardano esclusivamente l’importanza della vita e il rispetto per la morte, ma mai è direttamente troviamo passaggi chiari in merito alla condanna dell’eutanasia:

 

Genesi 9, 6
Chiunque spargerà il sangue di un uomo, il suo sangue sarà sparso per mezzo di un uomo, perché DIO ha fatto l’uomo a Sua immagine.

 

Ecclesiaste 8, 8
Non c’è uomo che abbia potere sullo Spirito per poterlo trattenere, o che abbia potere sul giorno della morte. Non c’è congedo in battaglia, e l’iniquità non può salvare chi la commette.

 

Lettera agli Ebrei 9, 27
E come è stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, e dopo ciò viene il Giudizio,

 

Giobbe 1, 21
e disse: “Nudo sono uscito dal grembo di mia madre e nudo vi ritornerò. DIO ha dato e DIO ha tolto. Sia benedetto il Nome dell’ETERNO”.

 

Giobbe 12, 10
Egli ha nelle Sue mani la vita di ogni cosa vivente e lo Spirito di ogni essere umano.

 

Salmo 39, 4
O DIO, fammi conoscere la mia fine e quale sia la misura dei miei giorni; fa’ che io sappia quanto sono fragile.

 

Giudici 9, 53-54
Ma una donna gettò giú la parte superiore di una macina sulla testa di Abimelek e gli spezzò il cranio.
Egli chiamò subito il giovane che gli portava le armi, e gli disse: Tira fuori la spada e uccidimi, perché non si dica: “L’ha ucciso una donna!”». Così il giovane lo trafisse, ed egli morì.

 

1 Samuele 31, 3-5
La battaglia si fece aspra contro Saul; gli arcieri lo raggiunsero ed egli fu gravemente ferito dagli arcieri.
Saul disse al suo scudiero: “Sfodera la tua spada e trafiggimi con essa, non vengano questi incirconcisi a trafiggermi e a farsi beffe di me”. Ma il suo scudiero non volle, perché era tutto spaventato. Allora Saul prese la spada e vi si gettò sopra.
Quando lo scudiero vide che Saul era morto, si gettò anch’egli sulla propria spada e morì con lui.

 

Conclusioni

Solitamente oggi molti uomini e donne (specialmente Occidentali) rifiutano lo morte, cercando di vincerne questo inconcepibile evento attraverso una vita lunga e piena di successo. La ricerca medica è la più potente risorsa dell’uomo per sconfiggere (ma spesso però solo ritardare, penando psicologicamente e fisichamente) lo malattia e ritardare la morte, anche se essa inesorabilmente si rivela inevitabile. Non solo le persone, ma sopratutto il sistema, la società, in molti paesi occidentali sembrano sostenere questo atteggiamento di rifiuto e quello che diventa importante non è più vivere bene, ma vivere più a lungo possibile.

La preoccupazione è che, come spesso accade, le persone nelle situazioni critiche della malattia si affidino ciecamente agli specialisti che però non sempre sono spinti da valori morali etici. Il grande business dei farmaci è spaventoso, il mercato globale dei prodotti farmaceutici ha raggiunto un valore di 934,8 miliardi di dollari nel 2017 e raggiungerà i 1170 miliardi di dollari nel 2021, con una crescita del 5,8%, secondo un recente rapporto di ricerche di mercato farmaceutiche di The Business Research Company.
N
el quotidiano sembra più che il sistema voglia imporre medicine ai sani, e nei casi disperati i macchinari, che tengono in vita persone biologicamente già morte, sono grande fonte di guadagno per le cliniche e le case farmaceutiche. La Bibbia ci impone solo di rispettare sia la vita che la morte, in quanto entrabe provengono da DIO, ma l’intervento umano ha già compromesso il Piano Divino se un uomo o una donna, che dovrebbero già essere morti, rimangono in vita solo grazie alle cure farmacologiche e all’ausilio dei macchinari 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. I credenti devono affrontare con coraggio e fiducia l’inevitabilità della morte, termine ultimo della vita, perchè seppur questo rappresenta una grande sfida per l’uomo, per chi ha compiuto il bene nella vita, comprende davvero che dopo il Giudizio arriverà finalmente la Pace eterna, unica vera aspirazione e gioia per i giusti.

 

Bibliografia:

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  • Lino Ciccone, Eutanasia. Problema cattolico o problema di tutti?, Roma, Città Nuova Editrice 1991, ISBN 88-311-3908-8
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  • Demetrio Neri, Eutanasia. Valori, scelte morali, dignità delle persone, Bari-Roma, Laterza 1995, ISBN 88-420-4659-0
  • Alessandra Sannella, Sulle orme di Endimione. Una riflessione sociologica sull’eutanasia, Roma, FrancoAngeli 2003.
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  • Umberto Veronesi, Il diritto di morire. La libertà del laico di fronte alla sofferenza, Milano, Mondadori 2005, ISBN 88-04-54864-9.
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  • ^ Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, 2005, al n.470, su vatican.va. URL consultato il 3 marzo 2009.
  • ^ Catechismo della Chiesa Cattolica, Parte III, Sezione II, Capitolo II, Articolo V, su vatican.va. URL consultato il 3 marzo 2009.
  • ^ Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo Gaudium et Spes, 7 dicembre 1965, n.27., su vatican.va. URL consultato il 3 marzo 2009. Citata anche nella enciclica Evangelium Vitae, nota n.81
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