Canone Islamico

Secondo l’Islam l’Antico Testamento è un Testo Divino, tuttavia corrotto dal tempo e dall’uomo (il tempo e l’uomo avrebbero corrotto a loro volta il Nuovo Testamento, anch’esso considerato d’ispirazione Divina). Il Corano cita in proposito moltissime volte in modo non letterale i personaggi e le vicende narrate nella Bibbia ebraica (oltre che nel Nuovo Testamento e anche nei Vangeli Apocrifi), facendo pensare ad una conoscenza per via orale dell’Antico Testamento da parte di Maometto. Il Corano sarebbe dunque nient’altro che l’ennesima (ma ultima) rivelazione divina agli uomini affinché ubbidiscano al volere del Creatore.

La visione Islamica della Bibbia Ebraica e Cristiana si basa sulla convinzione che siano comunque Rivelazioni di DIO (ALLAH), ma credendo tuttavia che alcune parti siano state distorte o danneggiate (tahrif), con aggiunte di testo non appartenenti alla Rivelazione Divina iniziale. I musulmani credono che il Corano sia la Rivelazione al Profeta Muhammad, che DIO ha dato come sigillo e conclusione delle precedenti Rivelazioni. I Libri della Bibbia quindi sono autentiche Rivelazioni date ai Messaggeri (Profeti) di fiducia: il Tawrat (la Torah) data a Musa (Mosè), il Zabur (i Salmi) dati a Daud (Davide) e l’Injil (il Vangelo) dato a Isa (Gesù). I Musulmani ritengono che, insieme: questi Libri Sacri, il Corano, e la Suhuf Ibrahim ( “I Rotoli di Abramo”, che sembrerebbe siano attualmente andati perduti) costituiscono le Sacre Scritture dell’Islam. La convinzione che le Sacre Scritture (Bibbia Ebraica e Nuovo Testamento Cristiano) siano divinamente ispirate è uno dei Principi (Pilastri) fondamentali dell’Islam, l’insegnamento musulmano tradizionale sottolinea quei passaggi nel Corano che affermano che il Vangelo Cristiano e la Torah Ebraica siano Rivelazioni valide di DIO e Vie di salvezza.
Vi è tuttavia una linea di pensiero più dura, sviluppatasi in Arabia che insiste sul fatto che da quando Muhammad ha emesso la Rivelazione finale, il Cristianesimo e l’Ebraismo hanno perso il loro potere di salvare, ma nonostante questo, credono sia ancora possibile trovare riferimenti a Muhammad nella Bibbia.

La visione Islamica della Torah (Tawarat)

Il Corano menziona la parola Torah diciotto volte e conferma che era autentica Rivelazione Divina e Parola di DIO. Tuttavia, essi ritengono che vi siano state nel tempo aggiunte e sottrazioni apportate alla Torah.

La visione Islamica del Libro dei Salmi (Zabur)

La Sura An-Nisa 4: 163 del Corano afferma “e a Davide abbiamo dato il Salmi”. Pertanto, l’Islam conferma i Salmi come Libro ispirato da DIO (ALLAH). Il Corano menziona la parola Zabur tre volte.

La visione Islamica del Vangelo (Injil)

Quando il Corano parla del Vangelo, fa riferimento ad un Testo originale e divinamente rivelato che proviene da Gesù Cristo. Non si riferisce a uno dei Vangeli scritti secondo uno dei discepoli di Gesù, come i Vangeli secondo Matteo, Marco, Luca e Giovanni ed altri Vangeli perduti come quello di Pietro.

Anche se i Musulmani credono che il Vangelo di Gesù originale sia andato perduto, ritengono tuttavia che i suggerimenti del Messaggio del Vangelo (la Buona Novella) originale sia ancora chiaro nei Vangeli tradizionali del cristianesimo.Pur ritenendo che ci siano state aggiunte e sottrazioni apportate alla vera storia di questi Vangeli, proprio come è stato fatto per la Torah (Bibbia Ebraica)

Maometto e la Bibbia

Alcuni passaggi della Bibbia sono stati interpretati da alcuni studiosi Islamici come riferimenti Profetici a Muhammad, come Deuteronomio 18: 15-22. Versetto 15 dice: “… un profeta in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, come me; …”

Anche se Maometto non apparteneva ufficialmente alla “Casa di Israele” (essendo invece sì dicendente del Patriarca Abramo, ma da parte del figlio Ismaele avuto con la schiava Agar di sua moglie Sara) e quindi risalente come discendenza agli stessi Israeliti.

Menzione di Parakletos (traduzione in inglese comunemente “Consolatore”) in Giovanni 14:16, 15:26, 16: 7 e 18:36 sono stati presi come riferimenti profetici a Maometto da parte dei Musulmani. Studiosi cristiani, d’altra parte, interpretano parakletos come lo Spirito Santo.

Allo stesso modo, lo Spirito di verità menzionata in Giovanni 16: 12-14 è stato rivendicato da alcuni Musulmani come riferimento profetica a Maometto, anche se i Cristiani lo considerano un altro riferimento allo Spirito Santo.

Riferimenti Coranici ad altri personaggi Biblici

Alcune tra le persone presenti sia nel Corano e la Bibbia includono: Aronne, Abele, Abramo, Adamo, Caino, Davide, i discepoli di Gesù, Elia, Eliseo, Enoc, Eva, Ezra, Golia, Isacco, Ismaele, Giacobbe, Gesù, Giovanni il Battista, Giona, Giuseppe, Lot, Maria, Mosè , Noè, i Faraoni d’Egitto, Samuele, Saul, Solomone, e Zaccaria.

ASH suggerisce di ricercare sempre la propria personale interpretazione dei Testi Sacri. 
Gli errori di traduzione involontari, e le consapevoli manomissioni degli stessi, sono stati usati troppo spesso per 
modificare i Testi e controllare il pensiero delle masse. Ci sono sul web molti link affidabili dove potrete trovare 
le traduzioni interlineari dei Testi in lingua originale.
Il web va comunque usato con parsimonia e solo da supporto agli studi, ma comunque ringraziamo  chiunque mette a 
disposizione il proprio sapere per la comunità.

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