Corano

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Il Corano (in arabo: القرآن‎, al-Qurʾān; letteralmente: «la lettura» o «la recitazione salmodiata»), è il Testo Sacro della religione dell’Islam.

Per i musulmani il Corano, così come viene letto oggi, rappresenta il messaggio rivelato quattordici secoli fa da DIO (in arabo ALLAH) a Maometto (in arabo Muḥammad) per un tramite angelico, e destinato a ogni essere umano sulla Terra. Sarebbe stato recitato da Maometto a vari testimoni, che ne impararono a memoria alcuni versetti o tutto il suo corpus, e a vari compilatori – detti kātib (pl. kuttāb) – tra cui Muʿāwiya b. Abī Sufyān, ʿAbd Allāh b. Saʿd b. Abī Sarḥ e Zayd b. Thābit. Daikuttāb venne quindi scritto su vari supporti (presumibilmente foglie della palma, scapole di grandi animali (di solito cammelli), pezzi di legno,pergamena, papiro, tessuti serici), poi raccolti e risistemati definitivamente su ordine del califfo ʿUthmān b. ʿAffān.

Egli avrebbe fatto realizzare le prime quattro copie complete manoscritte (che inviò nelle quattro città principali della Umma) e fece bruciare le versioni discordanti. A questo riguardo, si è ipotizzato che dei manoscritti ritrovati a Ṣanʿāʾ nel 1972, più antichi di quelli di ʿUthmān potessero costituire una versione inedita del Corano, diversa da quella conosciuta; l’analisi dei testi ha tuttavia dimostrato che non contenevano sostanziali variazioni e che si trattava di manoscritti di fortuna, probabilmente utilizzati da musulmani non raggiunti dal testo di ʿUthmān. Nel giro di 20 anni dalla morte del Profeta, comunque, il Corano comparve nella sua forma scritta, ed escluse le aggiunte di circa 1.000 Alif (prima lettera dell’alfabeto arabo) disposte – secondo lo studioso tedesco Gerd-Rüdiger Puin – da al-Ḥajjāj b. Yūsuf nel 700, esso sarebbe rimasto pressoché invariato.

Lo stesso Puin ipotizza che le copie ancor oggi osservabili a Tashkent, a Istanbul e a Londra fossero state redatte a uso esclusivo di chi già conosceva bene a memoria il Corano (“The text was written so defectively that it can be read in a perfect way only if you have a strong oral tradition.“).

Lista dei Capitoli (Sure) nel Corano

Numero Sura Titolo Traslitterato Titolo Arabo Titolo Italiano N. Versetti Luogo

di Rivelazione

Probabile N. Cronologico
001 (I) Al-Fātiha الفاتحة L’Aprente 7 Mecca 005
002 (II) Al-Baqara البقرة La Giovenca 286 Medina 087
003 (III) Āl-`Imrān آل عمران La famiglia di Imran 200 Medina 089
004 (IV) An-Nisā’ النّساء Le Donne 176 Medina 092
005 (V) Al-Mā’ida المآئدة La Tavola Imbandita 120 Medina 112
006 (VI) Al-An`ām الانعام Il Bestiame 165 Mecca 055
007 (VII) Al-A`rāf الأعراف 206 Mecca 039
008 (VIII) Al-‘Anfāl الأنفال Il Bottino 75 Medina 088
009 (IX) At-Tawba التوبة Il Pentimento o la Disapprovazione 129 Medina 113
010 (X) Yūnus يونس Giona 109 Mecca 051
011 (XI) Hūd هود 123 Mecca 052
012 (XII) Yūsuf يوسف Giuseppe 111 Mecca 053
013 (XIII) Ar-Ra`d الرّعد Il Tuono 43 Medina 096
014 (XIV) Ibrāhīm إبراهيم Abramo 52 Medina 072
015 (XV) Al-Hijr الحجر 99 Mecca 054
016 (XVI) An-Nahl النّحل Le Api 128 Mecca 070
017 (XVII) Al-Isrā’ الإسرا Il Viaggio Notturno 111 Mecca 050
018 (XVIII) Al-Kahf الكهف La Caverna 110 Mecca 069
019 (XIX) Maryam مريم Maria 98 Mecca 044
020 (XX) Tā-Hā طه 135 Mecca 045
021 (XXI) Al-Anbiyā’ الأنبياء I Profeti 112 Medina 073
022 (XXII) Al-Hajj الحجّ Il Pellegrinaggio 78 Medina 103
023 (XXIII) Al-Mu’minūn المؤمنون I Credenti 118 Medina 074
024 (XXIV) An-Nūr النّور La Luce 64 Medina 102
025 (XXV) Al-Furqān الفرقان Il Discrimine 77 Mecca 042
026 (XXVI) Ash-Shu`arā’ الشّعراء I Poeti 227 Mecca 047
027 (XXVII) An-Naml النّمل Le Formiche 93 Mecca 048
028 (XXVIII) Al-Qasas القصص Il Racconto 88 Mecca 049
029 (XXIX) Al-`Ankabūt العنكبوت Il Ragno 69 Medina 085
030 (XXX) Ar-Rūm الرّوم I Romani 60 Medina 084
031 (XXXI) Luqmān لقمان 34 Mecca 057
032 (XXXII) As-Sajda السّجدة La Prosternazione 30 Medina 075
033 (XXXIII) Al-Ahzāb الْأحزاب I Coalizzati 73 Medina 090
034 (XXXIV) Sabā’ سبا 54 Mecca 058
035 (XXXV) Fātir فاطر Colui che dà origine 45 Mecca 043
036 (XXXVI) Yā-Sīn يس 83 Mecca 041
037 (XXXVII) As-Sāffāt الصّافات I Ranghi 182 Mecca 056
038 (XXXVIII) Sād ص 88 Mecca 038
039 (XXXIX) Az-Zumar الزّمر I Gruppi 75 Mecca 059
040 (XL) Al-Ghāfir غافر Il Perdonatore 85 Mecca 060
041 (XLI) Fussilat فصّلت “Esposti chiaramente” 54 Mecca 061
042 (XLII) Ash-Shūrā الشّورى La Consultazione 53 Mecca 062
043 (XLIII) Az-Zukhruf الزّخرف Gli Ornamenti d’Oro 89 Mecca 063
044 (XLIV) Ad-Dukhān الدّخان Il Fumo 59 Mecca 064
045 (XLV) Al-Jāthiya الجاثية La Genuflessa 37 Mecca 065
046 (XLVI) Al-`Ahqāf الأحقاف 35 Mecca 066
047 (XLVII) Muhammad محمّد 38 Medina 095
048 (XLVIII) Al-Fath الفتح La Vittoria 29 Medina 111
049 (XLIX) Al-Hujurat الحجرات Le Stanze Intime 18 Medina 106
050 (L) Qāf ق 45 Mecca 034
051 (LI) Adh-Dhāriyāt الذّاريات Quelle che spargono 60 Mecca 067
052 (LII) At-Tūr الطّور Il Monte 49 Medina 076
053 (LIII) An-Najm النّجْم La Stella 62 Mecca 023
054 (LIV) Al-Qamar القمر La Luna 55 Mecca 037
055 (LV) Ar-Rahmān الرّحْمن Il Compassionevole 78 Medina 097
056 (LVI) Al-Wāqi`ah الواقعة L’Evento 96 Mecca 046
057 (LVII) Al-Hadīd الحديد Il Ferro 29 Medina 094
058 (LVIII) Al-Mujādala المجادلة La Disputante 22 Medina 105
059 (LIX) Al-Hashr الحشْر L’Esodo 24 Medina 101
060 (LX) Al-Mumtahana الممتحنة L’Esaminata 13 Medina 091
061 (LXI) As-Saff الصّفّ I Ranghi Serrati 14 Medina 109
062 (LXII) Al-Jumu`a الجمعة Il Venerdì 11 Medina 110
063 (LXIII) Al-Munāfiqūn المنافقون Gli Ipocriti 11 Medina 104
064 (LXIV) At-Taghābun التّغابن Il Reciproco Inganno 18 Medina 108
065 (LXV) At-Talāq الطّلاق Il Divorzio 12 Medina 099
066 (LXVI) At-Tahrīm التّحريم L’Interdizione 12 Medina 107
067 (LXVII) Al-Mulk الملك La Sovranità 30 Medina 077
068 (LXVIII) Al-Qalam القلم Il Calamo 52 Mecca 002
069 (LXIX) Al-Hāqqah الحآقّة L’Inevitabile 52 Medina 078
070 (LXX) Al-Ma`ārij المعارج Le vie dell’Ascesa 44 Medina 079
071 (LXXI) Nūh نوح Noè 28 Mecca 071
072 (LXXII) Al-Jinn الجنّ I Demoni 28 Mecca 040
073 (LXXIII) Al-Muzzammil المزّمّل L’Avvolto 20 Mecca 003
074 (LXXIV) Al-Muddaththir المدّشّر L’Avvolto nel Mantello 56 Mecca 004
075 (LXXV) Al-Qiyāma القيامة La Resurrezione 40 Mecca 031
076 (LXXVI) Al-Insān الإٍنسان L’Uomo 31 Medina 098
077 (LXXVII) Al-Mursalāt المرسلت Le Inviate 50 Mecca 033
078 (LXXVIII) An-Nabā’ النّبا L’Annuncio 40 Medina 080
079 (LXXIX) An-Nāzi`āt النّزعت Le Strappanti Violente 46 Medina 081
080 (LXXX) `Abasa عبس Si Accigliò 42 Mecca 024
081 (LXXXI) At-Takwīr التّكوير L’Oscuramento 29 Mecca 007
082 (LXXXII) Al-Infitār الانفطار Lo Squarciarsi 19 Medina 082
083 (LXXXIII) Al-Mutaffifīn المطفّفين I Frodatori 36 Medina 086
084 (LXXXIV) Al-Inshiqāq الانشقاق La Fenditura 25 Medina 083
085 (LXXXV) Al-Burūj البروج Le Costellazioni 22 Mecca 027
086 (LXXXVI) At-Tāriq الطّارق L’Astro Notturno 17 Mecca 036
087 (LXXXVII) Al-A`lā الأعلى L’Altissimo 19 Mecca 008
088 (LXXXVIII) Al-Ghāshiya الغاشية L’Avvolgente 26 Mecca 068
089 (LXXXIX) Al-Fajr الفجر L’Alba 30 Mecca 010
090 (XC) Al-Balad البلد La Contrada 20 Mecca 035
091 (XCI) Ash-Shams الشّمس Il Sole 15 Mecca 026
092 (XCII) Al-Layl الليل La Notte 21 Mecca 009
093 (XCIII) Ad-Duhā الضحى La Luce del Mattino 11 Mecca 011
094 (XCIV) Ash-Sharh الشرح L’Apertura 8 Mecca 012
095 (XCV) At-Tīn التين II Fico 8 Mecca 028
096 (XCVI) Al-`Alaq العلق L’Aderenza 19 Mecca 001
097 (XCVII) Al-Qadr القدر II Destino 5 Mecca 025
098 (XCVIII) Al-Bayyina البينة La Prova 8 Medina 100
099 (XCIX) Az-Zalzalah الزلزلة II Terremoto 8 Medina 093
100 (C) Al-`Ādiyāt العاديات Le Scalpitanti 11 Mecca 014
101 (CI) Al-Qāri`ah القارعة La Percotente 11 Mecca 030
102 (CII) At-Takāthur التكاثر II Rivaleggiare 8 Mecca 016
103 (CIII) Al-`Asr العصر II Tempo 3 Mecca 013
104 (CIV) Al-Humaza الهمزة II Diffamatore 9 Mecca 032
105 (CV) Al-Fīl الفيل L’Elefante 5 Mecca 019
106 (CVI) Quraysh قريش I Coreisciti 4 Mecca 029
107 (CVII) Al-Mā`ūn الماعون L’Utensile 7 Medina 017
108 (CVIII) Al-Kawthar الكوثر L’Abbondanza 3 Mecca 015
109 (CIX) Al-Kāfirūn الكافرون I Miscredenti 6 Mecca 018
110 (CX) An-Nasr النصر L’Ausilio 3 Medina 114
111 (CXI) Al-Masad المسد Le Fibre di Palma 5 Mecca 006
112 (CXII) Al-Ikhlāṣ الإخلاص II Puro Monoteismo 4 Mecca 022
113 (CXIII) Al-Falaq الفلق L’Alba Nascente 5 Mecca 020
114 (CXIV) An-Nās الناس Gli Uomini 6 Mecca 021

Struttura

Il Corano è diviso in 114 capitoli, detti sūre, a loro volta divise in 6236 versetti (sing. āya, pl. āyyāt), 77.934 parole e 3.474.000 consonanti. Questo numero però varia per la redazione messa a punto in alcuni ambienti sciiti che vi comprendono infatti alcuni versetti riguardanti l’episodio del Ghadir Khumm e due intere sure, chiamate “delle due luci” (sūrat al-nūrayn) e “della Luogotenenza” (sūrat al-wilāya). Ogni sura, con l’eccezione della nona, comincia con: “Nel nome di Dio, il clemente, il misericordioso”, un versetto che è conteggiato solo nella prima sura.

Divisioni: Ḥizb o Manzil

Il Corano viene artificiosamente diviso in 30 parti (juzʾ), mentre col termine izb (letteralmente “parte”) o manzil (letteralmente “casa”) viene indicata da più di un secolo ogni sessantesima parte del Corano, marcata da un simbolo tipografico speciale, collocato al margine della copia a stampa.

Tale divisione è legata alla pia pratica di recitare il testo coranico (un intero juzʾ, eventualmente ripartito in due izb), da recitare in momenti diversi della giornata, nel corso di tutto il mese lunare di Ramadan (di 30 giorni) in cui si crede che la Rivelazione sia stata fatta “discendere” da DIO al profeta Maometto. Tuttavia la ripartizione più anticamente attestata è quella di recitare il Corano per juzʾ, anziché per izb / manzil.

Gli izb o manzil risultano essere (con l’esclusione della Sura al-fātia, ovvero “sura aprente” che apre l’elenco delle 114 sure), in funzione della diversa lunghezza delle sure:

  • Manzil 1 = 3 Sure, cioè 2–4
  • Manzil 2 = 5 Sure, cioè 5–9
  • Manzil 3 = 7 Sure, cioè 10—16
  • Manzil 4 = 9 Sure, cioè 17—25
  • Manzil 5 = 11 Sure, cioè 26—36
  • Manzil 6 = 13 Sure, cioè 37—49
  • Manzil 7 = 65 Sure, cioè 50—114

 

 

Sure meccane e medinesi

Le sure sono divise in meccane e medinesi, a seconda del periodo in cui furono rivelate. Le prime sono state rivelate prima dell’emigrazione (Egira) di Maometto daMecca a Medina, le seconde sono invece quelle successive all’emigrazione. Questa divisione non identifica peraltro il luogo della rivelazione, ma il periodo storico. In generale le sure meccane sono più brevi e di contenuto più intenso e immediato da un punto di vista emotivo (si racconta di conversioni improvvise al solo sentire la loro predicazione); le sure medinesi risalgono invece al periodo in cui il profeta Maometto era a capo della neonata comunità islamica e sono caratterizzate da norme religiose e istruzioni attinenti alla vita della comunità.

Ordine delle sure

Le sure – aperte tutte, salvo la sura IX, dalla basmala – cioè dalla formula Nel nome di DIO, il Compassionevole, il Misericordioso (in arabo: بسم الله الرحمن الرحيم ‎, Bi-smi llāhi al-Raḥmāni al-Raḥīmi) – non sono disposte in ordine cronologico ma secondo la lunghezza (cosa che rende complicatissima un’accettabile comprensione del Testo Sacro islamico attraverso una sua lettura superficiale), anche se per i musulmani esse sono state disposte nell’ordine in cui furono insegnate al profeta Maometto dall’angelo Gabriele (in lingua araba Jabrāʾīl o Jibrīl), e quindi come il profeta le avrebbe successivamente recitate ai fedeli durante il mese di ramadan. L’ordine non riflette comunque la loro importanza in quanto per i fedeli dell’Islam esse sono tutte egualmente importanti.

Letture del Corano

Malgrado ogni sforzo di fissare per iscritto senza alcun errore il testo delle rivelazioni, non poté essere tuttavia conservato al di là d’ogni dubbio il ritmo delle frasi. Ciò era dovuto al fatto che la lingua araba non conosceva i segni d’interpunzione e ogni proposizione acquistava una sua autonomia solo tramite le congiunzioni “wa” e “fa” (quest’ultima marcante il cambiamento di soggetto rispetto alla proposizione precedente). La buona fede dei musulmani può essere attestata dal fatto che, consci che l’esistenza o meno di una pausa può mutare il significato della frase (valga l’esempio del noto adagio latino: Ibis redibis non morieris in bello), gli incaricati di redigere il testo non imposero, per mancanza di unanimità di consensi, una lettura che prevalesse rispetto alle altre concorrenti.

Tale diversità di “letture” ( qirāʾāt ) è ancora una delle caratteristiche delle copie stampate del Corano, che privilegerà questa o quella delle tante “letture”. L’edizione commissionata in Egitto da re Fuʾād I e realizzata nel 1924, decise che per quella che viene chiamata “edizione fuʾadina” si usasse quella di Ḥafṣ b. Sulaymān b. al-Mughīra al-Asadī, recepita da ʿĀṣim b. Abī al-Najūd di Kufa. Ibn Mujāhid ha documentato sette diverse letture, a cui Ibn al-Jazrī ne aggiunse altre tre. Esse sono:

  1. Ibn ʿĀmir di Damasco (m. 736), trasmessa da Hishām e Ibn Zakwān
  2. Ibn Kathīr di Mecca (m. 737), trasmessa da al-Bazzī e Qunbul
  3. ʿĀṣim di Kufa (m. 745), trasmessa da Shuʿba e Ḥafṣ
  4. Abū Jaʿfar al-Makhzūmī di Medina (m. 747), trasmessa da Ibn Wardān e Ibn Jammāz
  5. Abū ʿAmr b. al-ʿAlāʾ di Bassora (m. 770), trasmessa da al-Dūrī e al-Sūsī
  6. Ḥamza di Kufa (m. 772), trasmessa da Khalaf e Khallād
  7. Nāfiʿ di Medina (m. 785), trasmessa da Warsh e Qalūn
  8. al-Kisāʾī di Kufa (m. 804), trasmessa da Abū l-Ḥārith e al-Dūrī
  9. Yaʿqūb al-Ḥaḍramī (m. 820), trasmessa da Ruways e Rawḥ
  10. Khalaf di Kufa (m. 843), trasmessa da Isḥāq e Idrīs

Oltre a esse ne furono accolte ancora altre quattro:

  1. al-Ḥasan al-Baṣrī di Bassora (m. 728)
  2. Ibn Muḥaysin di Mecca (m. 740)
  3. al-Aʿmāsh di Kufa (m. 765)
  4. al-Yazīdī di Bassora/Baghdad (m. 817)

Analisi critica del Testo

Sebbene già nel 1542 Martin Lutero, con una mossa che fece molto discutere, autorizzasse una nuova traduzione del Corano in lingua latina (effettuata da Bibliander) soltanto a partire dalla metà del XIX secolo il Libro ha cominciato a essere passato al vaglio dell’analisi storiografica e filologica moderna, che cercano di verificarne l’attendibilità storica.

Formazione del Testo

La calligrafia dei Versetti Coranici, inscritta con inchiostro sull’osso della scapola di un cammello

Per la teologia musulmana il Corano è stato dettato direttamente a Maometto da ALLAH, in arabo puro, tramite l’angelo Gabriele. Tuttavia la parola del Corano esisterebbe da sempre, increata ed eterna. Le contraddizioni trovate dai critici presenti nel Testo Sacro sono state spiegate dai musulmani con la teoria che le rivelazioni più recenti avrebbero abrogato quelle più antiche, e per questo motivo nel corso dei secoli gli studiosi musulmani hanno cercato di ricreare, in maniera sempre più dettagliata, la vita del Profeta, per determinare l’ordine cronologico delle rivelazioni coraniche (il Testo Coranico non è narrativo, presenta numerose digressioni e salti logici, e i capitoli sono ordinati secondo la lunghezza). Per questo motivo generalmente i versetti ritenuti medinesi sono visti come più vincolanti rispetto a quelli meccani.

Gli storici di formazione storico critica di tipo occidentale (ma critiche sull’origine del Corano sono presenti anche in testi orientali medievali non musulmani) hanno avanzato ipotesi sulla formazione del Corano non derivate da presupposti soprannaturali, prendendo atto della presenza di numerosi riferimenti a testi più antichi, dottrine, miti e racconti diffusi nel mondo siriano, greco-romano e arabo dell’epoca di Maometto e precedente. Nel Corano si trovano infatti riferimenti a testi talmudici, dottrine gnostiche, leggende di santi (ad esempio la leggenda dei sette dormienti di Efeso), la leggenda di Alessandro Magno e Gog e Magog, inni cristiani e altro materiale antico, diffuso intorno ai margini orientali dell’Impero Romano. Per gli studiosi moderni infatti è più importante determinare non tanto in quali circostanze il profeta avrebbe ricevuto le rivelazioni, considerando la assoluta scarsità di testimonianze e documenti antichi relativi alla vita di Maometto (le prime biografie risalgono a quasi 200 anni dopo la data della sua morte ), ma ricostruire il contesto e le stratificazioni dei materiali che hanno dato origine al nucleo più antico del Corano.

Versetti riferiti al cristianesimo e al giudaismo

« Guidaci sulla Retta Via. La via di coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che [sono incorsi] nella [Tua] ira, né degli sviati. »
(Corano, I:6-7)
« In verità coloro che credono, siano essi Giudei, Nazareni o Sabei, tutti coloro che credono in ALLAH e nell’Ultimo Giorno e compiono il bene riceveranno il compenso presso il loro SIGNORE. Non avranno nulla da temere e non saranno afflitti. »
(Corano, II:62)
« Dicono: «Siate giudei o nazareni, sarete sulla retta via». Dì: «[Seguiamo] piuttosto la religione di Abramo, che era puro credente e non associatore». »
(Corano, II:135)
« In verità, per ALLAH Gesù è simile ad Adamo, che Egli creò dalla polvere, poi disse: “Sii”, ed egli fu. »
(Corano, III:59)
« Chi vuole una religione diversa dall’Islam(Islam=Essere sottomessi a DIO), il suo culto non sarà accettato, e nell’altra vita sarà tra i perdenti. »
(Corano, III:85)
« e dissero: “Abbiamo ucciso il Messia Gesù figlio di Maria, il Messaggero di ALLAH!”. Invece non l’hanno né ucciso, né crocifisso, ma così parve loro. Coloro che sono in discordia a questo proposito, restano nel dubbio: non hanno altra scienza e non seguono altro che la congettura. Per certo non lo hanno ucciso, ma ALLAH lo ha elevato fino a Sé. ALLAH è eccelso, saggio. »
(Corano, IV:157-158)
« Facemmo scendere la Torâh, fonte di guida e di luce.
Con essa giudicavano tra i giudei, i profeti sottomessi ad ALLAH, e i rabbini e i dottori: [giudicavano] in base a quella parte dei precetti di ALLAH che era stata loro affidata e della quale erano testimoni. Non temete gli uomini, ma temete Me. E non svendete a vil prezzo i segni Miei. Coloro che non giudicano secondo quello che ALLAH ha fatto scendere, questi sono i miscredenti. »
(Corano, V:44)
« Facemmo camminare sulle loro orme Gesù, figlio di Maria, per confermare la Torâh che scese prima di lui. Gli demmo il Vangelo, in cui è guida e luce, a conferma della Torâh, che era scesa precedentemente: monito e direzione per i timorati. »
(Corano, V:46)
« Giudichi la gente del Vangelo in base a quello che ALLAH ha fatto scendere. Coloro che non giudicano secondo quello che ALLAH ha fatto scendere, questi sono gli iniqui. »
(Corano, V:47)
« E su di te abbiamo fatto scendere il Libro con la Verità, a conferma della Scrittura che era scesa in precedenza e lo abbiamo preservato da ogni alterazione. Giudica tra loro secondo quello che ALLAH ha fatto scendere, non conformarti alle loro passioni allontanandoti dalla verità che ti è giunta. Ad ognuno di voi abbiamo assegnato una via e un percorso.
Se ALLAH avesse voluto, avrebbe fatto di voi una sola comunità. Vi ha voluto però provare con quel che vi ha dato. Gareggiate in opere buone: tutti ritornerete ad ALLAH ed Egli vi informerà a proposito delle cose sulle quali siete discordi. »
(Corano, V:48)
« Coloro che credono, i Giudei, i Sabei o i Nazareni e chiunque creda in ALLAH e nell’Ultimo Giorno e compia il bene, non avranno niente da temere e non saranno afflitti. »
(Corano, V:69)
« Sono certamente miscredenti quelli che dicono: «ALLAH è il Messia, figlio di Maria!». Mentre il Messia disse: «O Figli di Israele, adorate ALLAH, mio SIGNORE e vostro SIGNORE». Quanto a chi attribuisce consimili ad ALLAH, ALLAH gli preclude il Paradiso, il suo rifugio sarà il Fuoco. Gli ingiusti non avranno chi li soccorra! »
(Corano, V:72)
« Combattete per la causa di ALLAH contro coloro che vi combattono, ma senza eccessi, ché ALLAH non ama coloro che eccedono. Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell’omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti. »
(Corano, II:190-191)

si trovano di fatto solo nei consimili passaggi riguardanti il “jihād minore”, che storicamente il testo sacro sembra riferire alle azioni ostili che, fin dall’inizio della vita della Comunità organizzata da Maometto a Medina, contrapposero i nemici pagani della Umma islamica ai musulmani.

Fra i miscredenti non sono in ogni caso da annoverare gli appartenenti alla “Gente del libro” (Ahl al-Kitab), ovvero i cristiani, gli ebrei e i sabei, che sono considerati custodi di una tradizione divina precedente al Corano che, per quanto alterata da tempo e uomini, è ritenuta comunque basilarmente valida, anche se per difetto.

Ponendosi come Terza Rivelazione dopo la Torah e i Vangeli (Injīl), ovvero come completamento del Messaggio trasmesso a ebrei e cristiani, il Corano contiene diversi riferimenti ai personaggi della Bibbia e a tradizioni ebraiche e cristiane. Sulla figura di Gesù in particolare il Corano ricorda dottrine gnostiche e docetiste, sostenendo che sulla croce sarebbe stato sostituito con un simulacro, solo apparentemente dotato di vita.

Contenuto culturale

Il Corano è foriero di alcuni elementi fondamentali dell’Islam: rigoroso monoteismo senza termini mediani fra DIO Creatore e l’universo creato; una provvidenza divina che si estende ai singoli individui; un’immortalità personale con un’eternità di felicità o di dolore a seconda della condotta tenuta nella vita terrena. La filosofia greca, che i musulmani conobbero dai siriaci e dai persiani, presentava invece un sistema dottrinario caratterizzato da una complessa tematica scientifica e dal razionalismo aristotelico, aspetti estranei alla precettistica coranica. Le correnti filosofiche musulmane, nate almeno un secolo prima della Scolastica occidentale, si divisero nell’accordo, spesso difficile, tra Corano e approccio filosofico razionalizzante. I mutakallimūn (“coloro che disputano”, i “dialettici”) erano fedeli all’approccio coranico e sostenevano l’eternità del kālam (Parola) divino; i Mu’taziliti (“coloro che si allontanano”), pur con un preciso intento religioso, rappresentavano nei fatti una sorta di razionalismo e affermavano l’espressione nel tempo umano della Parola divina. I Fratelli della Purità elaborarono in una poderosa “Enciclopedia” (secolo X) tutti i motivi fondamentali della metafisica che erano trattati negli scritti pseudo-aristotelici (De Causis, Theologia Aristotelis); i sufi attinsero al pensiero del Neoplatonismo, elaborando una dottrina caratterizzata da un preciso afflato mistico. Grandi filosofi e scienziati furono poi al-Kindi, al-Farabi, Avicenna, Averroè e al-Ghazali.

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