Sura 29 (al-‘Ankabūt – La Ragnatela)

La Sura 29 del Corano, conosciuta come al-‘Ankabūt (La Ragnatela), è un testo ricco di insegnamenti spirituali e morali, che invita il credente a riflettere sulla fragilità della vita terrena e sulla solidità della fede in DIO. Il titolo stesso richiama la ragnatela, immagine che racchiude una grande lezione: all’occhio inesperto, la tela del ragno può apparire ordinata, armoniosa e persino resistente, ma basta un soffio di vento o un semplice tocco per dissolverla. Così sono le false sicurezze che l’uomo costruisce quando affida la propria fiducia agli idoli, ai beni materiali o ai poteri umani: strutture che sembrano forti, ma che in realtà non hanno consistenza e non possono salvare.

La metafora della ragnatela ci conduce a una contrapposizione netta: da un lato, la precarietà delle costruzioni umane, che pur sembrando elaborate e ingegnose, sono destinate a sgretolarsi; dall’altro, la stabilità incrollabile che nasce dal legame autentico con il Creatore. Chi ripone la sua fiducia in DIO trova un fondamento stabile, una “roccia” che non può essere scossa né dal tempo né dalle tempeste della vita. Così, il Corano ci invita a riconoscere l’illusione delle trame effimere e ad aggrapparci invece all’unico filo che resiste: quello che unisce l’uomo al suo Signore.

Questa sura si colloca in un contesto storico difficile, quando la giovane comunità islamica affrontava persecuzioni e incomprensioni. Nonostante ciò, il messaggio che emerge non è di odio o di vendetta, bensì di perseveranza nella fede, di dialogo e di riconoscimento della comune radice spirituale che unisce musulmani, ebrei e cristiani.

Nel corso di questo studio verrà fatta un’analisi interlineare completa, confrontando il testo arabo con la traslitterazione, la traduzione canonica e una resa letterale, per cercare di avvicinarci quanto più possibile al senso originario delle parole. Seguirà un commento esegetico e teologico, che non intende imporre interpretazioni, ma piuttosto offrire spunti per comprendere meglio la profondità di questa Sura e il suo valore nel dialogo interreligioso.

Traduzione Interlineare

Versetti 1–4

 

VersettoItalianoInglese (Noble Quran)AraboTraslitterazione
11. Alif, Lām, Mīm.1. Alif, Lam, Meem.المAlif, Lam, Meem.
22. Gli uomini pensano forse che verrà lasciato loro dire: «Noi crediamo», senza che siano messi alla prova?2. Do the people think that they will be left to say, “We believe” and they will not be tried?أَحَسِبَ النَّاسُ أَن يُتْرَكُوا أَن يَقُولُوا آمَنَّا وَهُمْ لَا يُفْتَنُونَAhasiba an-nasu an yutrakoo an yaqooloo amanna wa hum la yuftanoon.
33. Certo mettemmo alla prova coloro che furono prima di loro: così DIO saprà coloro che sono sinceri e saprà coloro che mentono.3. But We have certainly tried those before them, and Allah will surely make evident those who are truthful, and He will surely make evident the liars.وَلَقَدْ فَتَنَّا الَّذِينَ مِن قَبْلِهِمْ ۖ فَلَيَعْلَمَنَّ اللَّهُ الَّذِينَ صَدَقُوا وَلَيَعْلَمَنَّ الْكَاذِبِينَWa laqad fatanna alladhina min qablihim falaya’lamanna Allahu alladhina sadaqoo wa laya’lamanna al-kadhibeen.
44. O forse coloro che commettono il male pensano di poterci sfuggire? Che cattivo giudizio è il loro!4. Or do those who do evil deeds think they can outrun Us? Evil is what they judge.أَمْ حَسِبَ الَّذِينَ يَعْمَلُونَ السَّيِّئَاتِ أَن يَسْبِقُونَا ۚ سَاءَ مَا يَحْكُمُونَAm hasiba alladhina ya’maloona as-sayyi’ati an yasbiqoona sa’a ma yahkumoon.

Commento ai versetti 1–4

Questi primi versetti aprono la Surah al-‘Ankabūt con un tema universale: la fede come prova.

  • Versetto 1: Le lettere isolate Alif, Lām, Mīm (ḥurūf muqaṭṭaʿāt) ricordano all’uomo che la Parola di DIO possiede misteri che superano l’intelletto. Esse invitano ad accostarsi al Testo Sacro con umiltà, senza pretese di dominio razionale assoluto.

  • Versetto 2: Qui si abbatte un’illusione diffusa: credere non è semplicemente pronunciare parole, ma è un impegno che verrà verificato con prove. La fede autentica si misura nella difficoltà, non nel benessere. Questo principio attraversa tutte le religioni abramitiche: Israele messo alla prova nel deserto, i discepoli di Cristo chiamati a portare la croce, i credenti musulmani invitati alla ṣabr (pazienza).

  • Versetto 3: DIO ricorda che questa dinamica non è nuova: tutti i popoli e i profeti furono testati. La prova ha una funzione rivelatrice: non serve a DIO, che già conosce, ma all’essere umano, affinché emerga la verità del suo cuore. La sincerità non si manifesta nelle dichiarazioni, ma nella costanza davanti alla difficoltà.

  • Versetto 4: Infine, viene smontata l’arroganza dei malvagi, che pensano di potersi sottrarre al giudizio divino. Il versetto denuncia il loro errore, perché credono che la giustizia umana possa sostituire quella eterna di DIO. Ma l’universo stesso testimonia che nulla sfugge al Suo controllo.

Insieme, questi versetti ricordano che la vita è una prova, e che le difficoltà non sono segni di abbandono, bensì strumenti di purificazione e di rivelazione della verità interiore. Essi parlano a ebrei, cristiani e musulmani con lo stesso linguaggio universale della fede: un cammino di resistenza e autenticità davanti a DIO.

Versetti 5-8

 

VersettoItalianoInglese (Noble Quran)AraboTraslitterazione
55. Chi spera nell’incontro con DIO, sappia che il termine stabilito da DIO verrà: Egli è Colui che tutto ascolta e conosce.5. Whoever should hope for the meeting with ALLAH – indeed, the term decreed by ALLAH is coming. And He is the Hearing, the Knowing.مَن كَانَ يَرْجُو لِقَاءَ اللَّهِ فَإِنَّ أَجَلَ اللَّهِ لَآتٍ ۚ وَهُوَ السَّمِيعُ الْعَلِيمُMan kana yarju liqaa Allahi fa inna ajala Allahi laatin wahuwa as-samee‘u al-‘aleem.
66. E chi lotta, lotta solo per se stesso. In verità DIO è del tutto indipendente dalle creature.6. And whoever strives only strives for [the benefit of] himself. Indeed, ALLAH is free from need of the worlds.وَمَنْ جَاهَدَ فَإِنَّمَا يُجَاهِدُ لِنَفْسِهِ ۚ إِنَّ اللَّهَ لَغَنِيٌّ عَنِ الْعَالَمِينَWa man jahada fa innama yujahidu linafsihi inna Allaha laghaniyyun ‘ani al-‘alameen.
77. E a coloro che credono e compiono il bene cancelleremo le loro colpe e daremo loro la ricompensa migliore per ciò che avranno fatto.7. And those who believe and do righteous deeds – We will surely remove from them their misdeeds and will surely reward them according to the best of what they used to do.وَالَّذِينَ آمَنُوا وَعَمِلُوا الصَّالِحَاتِ لَنُكَفِّرَنَّ عَنْهُمْ سَيِّئَاتِهِمْ وَلَنَجْزِيَنَّهُمْ أَحْسَنَ الَّذِي كَانُوا يَعْمَلُونَWa alladhina amanoo wa ‘amiloo as-salihati lanukaffiranna ‘anhum sayyi’atihim wa lanajziyannahum ahsana allathee kanoo ya‘maloon.
88. Abbiamo ordinato all’uomo di trattare bene i suoi genitori. Ma se essi ti spingono ad associarMi ciò di cui non hai conoscenza, non obbedire loro. A Me è il vostro ritorno e vi informerò di ciò che avrete fatto.8. And We have enjoined upon man goodness to parents. But if they endeavor to make you associate with Me that of which you have no knowledge, do not obey them. To Me is your return, and I will inform you about what you used to do.وَوَصَّيْنَا الْإِنسَانَ بِوَالِدَيْهِ حُسْنًا ۖ وَإِن جَاهَدَاكَ لِتُشْرِكَ بِي مَا لَيْسَ لَكَ بِهِ عِلْمٌ فَلَا تُطِعْهُمَا ۚ إِلَيَّ مَرْجِعُكُمْ فَأُنَبِّئُكُم بِمَا كُنتُمْ تَعْمَلُونَWa wassayna al-insana biwalidayhi husnan wa in jahadaka litushrika bi ma laysa laka bihi ‘ilmun fala tuti‘huma ilayya marji‘ukum fa unabbi’ukum bima kuntum ta‘maloon.

Commento ai versetti 5–8

  • Versetto 5: Il credente viene incoraggiato a mantenere la speranza nell’incontro con DIO. Questo “appuntamento” è certo e inevitabile: la vita non è un vagare senza senso, ma un cammino verso un termine stabilito. Le qualità di DIO ricordate – Colui che ascolta e Colui che conosce – rassicurano che nulla sfugge al Suo sguardo.

  • Versetto 6: La lotta (jihād) viene definita come un atto che, prima di tutto, serve all’uomo stesso. Non è DIO ad avere bisogno dell’impegno umano: Egli è indipendente, ma è l’uomo a crescere e purificarsi attraverso lo sforzo. In tutte le tradizioni abramitiche, lo sforzo spirituale è visto come via di trasformazione personale.

  • Versetto 7: A chi unisce fede e opere buone, DIO promette il perdono delle colpe e una ricompensa proporzionata al meglio delle sue azioni. Questo rivela la misericordia divina: non solo DIO cancella le mancanze, ma valorizza gli atti buoni nella loro forma più eccellente.

  • Versetto 8: La centralità del rapporto con i genitori viene sottolineata, ma viene anche fissato un limite: l’obbedienza non deve mai spingersi fino all’idolatria. Il rispetto e la bontà verso i genitori restano un dovere assoluto, ma la fedeltà a DIO ha la precedenza. Questo equilibrio tra etica familiare e fedeltà al monoteismo dimostra la saggezza della rivelazione.

In sintesi, questi versetti parlano di speranza, responsabilità personale e armonia tra fede e giustizia etica. L’essere umano è chiamato a coltivare la speranza nell’incontro con DIO, a lottare per migliorare sé stesso, a unire fede e opere, e a bilanciare i rapporti umani con la priorità della fedeltà al Creatore.

Versetti 9-12

 

VersettoItalianoInglese (Noble Quran)AraboTraslitterazione
99. Quanto a coloro che credono e compiono il bene, li faremo entrare tra i giusti.9. And those who believe and do righteous deeds – We will surely admit them among the righteous.وَالَّذِينَ آمَنُوا وَعَمِلُوا الصَّالِحَاتِ لَنُدْخِلَنَّهُمْ فِي الصَّالِحِينَWa alladhina amanoo wa ‘amiloo as-salihati lanudkhilannahum fee as-saliheen.
1010. Tra gli uomini vi è chi dice: «Noi crediamo in DIO», ma se subisce un torto sulla via di DIO, considera la persecuzione degli uomini come un castigo di DIO. Se giunge un soccorso da parte del tuo Signore, diranno: «Siamo stati con voi». Non conosce forse DIO meglio ciò che è nei petti delle creature?10. And of the people are some who say, “We believe in ALLAH,” but when one [of them] is harmed for [the cause of] ALLAH, they consider the trial of the people as [if it were] the punishment of ALLAH. But if victory comes from your Lord, they say, “Indeed, we were with you.” Is not ALLAH most knowing of what is within the breasts of the worlds?وَمِنَ النَّاسِ مَن يَقُولُ آمَنَّا بِاللَّهِ فَإِذَا أُوذِيَ فِي اللَّهِ جَعَلَ فِتْنَةَ النَّاسِ كَعَذَابِ اللَّهِ ۚ وَلَئِن جَاءَ نَصْرٌ مِّن رَّبِّكَ لَيَقُولُنَّ إِنَّا كُنَّا مَعَكُمْ ۚ أَوَلَيْسَ اللَّهُ بِأَعْلَمَ بِمَا فِي صُدُورِ الْعَالَمِينَWa mina an-nasi man yaqoolu amanna billahi fa idha oodhiya fee Allahi ja‘ala fitnata an-nasi ka‘adhabi Allahi wa la’in ja’a nasrun min rabbika layaqoolunna inna kunna ma‘akum awa laysa Allahu bi a‘lama bima fee sudoori al-‘alameen.
1111. E DIO ben conosce coloro che credono, e conosce benissimo gli ipocriti.11. But ALLAH will surely make evident those who believe, and He will surely make evident the hypocrites.وَلَيَعْلَمَنَّ اللَّهُ الَّذِينَ آمَنُوا وَلَيَعْلَمَنَّ الْمُنَافِقِينَWa laya‘lamanna Allahu alladhina amanoo wa laya‘lamanna al-munafiqeen.
1212. I miscredenti dicono a coloro che credono: «Seguite la nostra via e porteremo noi i vostri peccati». Ma non porteranno affatto i loro peccati: in verità sono bugiardi.12. And those who disbelieve say to those who believe, “Follow our way, and we will carry your sins.” But they will not carry anything of their sins. Indeed, they are liars.وَقَالَ الَّذِينَ كَفَرُوا لِلَّذِينَ آمَنُوا اتَّبِعُوا سَبِيلَنَا وَلْنَحْمِلْ خَطَايَاكُمْ ۚ وَمَا هُم بِحَامِلِينَ مِنْ خَطَايَاهُم مِّن شَيْءٍ ۖ إِنَّهُمْ لَكَاذِبُونَWa qala alladhina kafaroo lilladhina amanoo ittabi‘oo sabeelana wal nahmil khatayakum wama hum bihamileena min khatayahum min shay’ innahum lakadhiboon.

Commento ai versetti 9–12

  • Versetto 9: Qui viene riaffermata la promessa: la fede e le opere buone aprono l’accesso alla compagnia dei giusti. Non è solo una ricompensa individuale, ma l’inserimento in una comunità di anime rette, come eredi spirituali dei profeti e dei santi.

  • Versetto 10: Si descrive la fragilità di una fede superficiale: dichiarare di credere è facile, ma quando sopraggiungono persecuzioni o difficoltà, alcuni vacillano e considerano le prove come un castigo. Tuttavia, se giunge un aiuto divino, essi si dichiarano parte dei credenti. Questo smaschera l’ipocrisia, mostrando che la vera fede si misura nella costanza, non nell’opportunismo.

  • Versetto 11: DIO non ha bisogno di prove esteriori, Egli conosce già i cuori, ma le prove della vita manifestano la differenza tra sincerità e ipocrisia. Il testo rende chiaro che l’ipocrita non può nascondersi per sempre: le circostanze lo svelano.

  • Versetto 12: I miscredenti cercano di sedurre i credenti con false promesse: “Seguiteci, e ci prenderemo noi le vostre colpe”. Ma nessuno può portare il peso del peccato altrui davanti a DIO. È una grande lezione interreligiosa: la responsabilità è personale, e ciascuno risponderà delle proprie azioni.

Insieme, questi versetti dipingono il contrasto tra fede autentica e fede apparente, tra sincerità e inganno. Essi insegnano che la vera fede è resiliente, non opportunista, e che nessun uomo può salvarne un altro caricandosi delle sue colpe: la salvezza dipende dalla relazione personale e sincera con DIO.

Versetti 13-16

 

VersettoItalianoInglese (Noble Quran)AraboTraslitterazione
1313. Ma porteranno i propri fardelli e anche altri fardelli insieme ai loro, e nel Giorno della Resurrezione saranno interrogati su ciò che inventavano.13. But they will surely carry their own burdens, and [other] burdens along with their burdens; and they will surely be questioned on the Day of Resurrection about what they used to invent.وَلَيَحْمِلُنَّ أَثْقَالَهُمْ وَأَثْقَالًا مَّعَ أَثْقَالِهِمْ ۖ وَلَيُسْأَلُنَّ يَوْمَ الْقِيَامَةِ عَمَّا كَانُوا يَفْتَرُونَWa la yahmilunna athqalahum wa athqalan ma‘a athqalihim wa layus’alunna yawma al-qiyamati ‘amma kanoo yaftaroon.
1414. Già inviammo Noè al suo popolo: rimase tra loro mille anni meno cinquanta; poi il diluvio li colse mentre erano ingiusti.14. And We certainly sent Noah to his people, and he remained among them a thousand years less fifty; and the flood seized them while they were wrongdoers.وَلَقَدْ أَرْسَلْنَا نُوحًا إِلَىٰ قَوْمِهِ فَلَبِثَ فِيهِمْ أَلْفَ سَنَةٍ إِلَّا خَمْسِينَ عَامًا فَأَخَذَهُمُ الطُّوفَانُ وَهُمْ ظَالِمُونَWa laqad arsalna Noohan ila qawmihi falabitha feehim alfa sanatin illa khamseena ‘aman fa akhadhahumu at-toofanu wahum zalimoon.
1515. E lo salvammo insieme con quelli che erano nell’Arca, e ne facemmo un segno per i mondi.15. But We saved him and the companions of the ship, and We made it a sign for the worlds.فَأَنجَيْنَاهُ وَأَصْحَابَ السَّفِينَةِ وَجَعَلْنَاهَا آيَةً لِّلْعَالَمِينَFa anjaynahu wa as-haba as-safeenati wa ja‘alnaha ayatan lil-‘alameen.
1616. E [ricorda] Abramo quando disse al suo popolo: «Adorate DIO e temeteLo: ciò è meglio per voi, se solo sapeste!».16. And [mention] Abraham, when he said to his people, “Worship ALLAH and fear Him; that is best for you, if you should know.وَإِبْرَاهِيمَ إِذْ قَالَ لِقَوْمِهِ اعْبُدُوا اللَّهَ وَاتَّقُوهُ ۖ ذَٰلِكُمْ خَيْرٌ لَّكُمْ إِن كُنتُمْ تَعْلَمُونَWa Ibrahima idh qala liqawmihi u‘budoo Allaha wattaqoohu dhalikum khayrun lakum in kuntum ta‘lamoon.

Commento ai versetti 13–16

  • Versetto 13: I peccatori che illudono gli altri con false promesse non solo porteranno il peso delle proprie colpe, ma anche parte delle colpe di coloro che hanno fuorviato. La responsabilità individuale resta intatta, ma chi inganna diventa corresponsabile delle deviazioni che ha causato.

  • Versetto 14: La missione di Noè viene presentata come simbolo di perseveranza: novecentocinquanta anni di predicazione senza stancarsi. La sua lunga missione ricorda che la fede non si misura in successi immediati, ma nella costanza nel tempo. Alla fine, la punizione divina giunse su un popolo che aveva scelto l’ingiustizia.

  • Versetto 15: L’Arca diventa segno universale, memoria della salvezza e della misericordia di DIO per i Suoi servi. La storia di Noè rimane un monito: anche se il mondo sembra travolto, chi si rifugia nella fede è salvato.

  • Versetto 16: Inizia il richiamo alla missione di Abramo, il patriarca condiviso dalle tre religioni abramitiche. Il suo invito semplice e diretto è un manifesto di monoteismo puro: adorare DIO e temerLo, perché questa è la via migliore per il bene autentico. Abramo si presenta non come innovatore, ma come restauratore della verità originaria.

Questi versetti, che collegano Noè e Abramo, mostrano la continuità della rivelazione: i profeti hanno sempre richiamato al monoteismo, all’obbedienza a DIO e alla responsabilità personale. Sono storie che attraversano e uniscono ebrei, cristiani e musulmani, richiamando ciascuno alla fedeltà alla stessa radice.

Verses 13-69

Il proseguo di questo studio è disponibile su richiesta. Scrivi a info@abrahamicstudyhall.org per riceverlo.

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