
Gesù di Nazaret e Betlemme: Indagine sulle due “Case” del Messiah
Intro Inizio con lo scirvere che quanto scritto in questo post è il frutto di oltre 10 anni di studi intensi di teologia e storia delle religioni. ASH, Abrahamic Study…

Intro Inizio con lo scirvere che quanto scritto in questo post è il frutto di oltre 10 anni di studi intensi di teologia e storia delle religioni. ASH, Abrahamic Study…

Introduzione Molti non sanno che nella storia la Bibbia riporta che ci fu un Messia non di stirpe Ebraica, ovvero Ciro II di Persia detto “Il Grande”, un Imperatore che…

Introduzione Un fiore può spuntare anche dal terreno apparentemente più sterile. La parola ebraica “Mashiach” significa Messia corrisponde a “colui che viene unto con l’olio”, il consacrato, ritenuto come un…

Quante cose si vorrebbero conoscere e comprendere, eppure l’Ecclesisate (il Libro del canone Biblico chiamato anche Qoeleth) conclude i suoi versi affermando che “il troppo studio logora il corpo” (12,…
Profezia · Giustizia · Pace Come sarebbe un mondo nel quale nessuno debba più avere paura del potere di un altro? I profeti hanno dato voce a questa speranza: una…
Daniele 2, 37-44 “Tu, o Re, sei il Re dei re, al quale il DIO del cielo ha dato il regno, la potenza, la forza e la gloria; e dovunque…
Messia è il termine che designa una figura di importantissimo rilievo per le Religioni Abramitiche (Ebraismo, Cristianesimo ed Islam in primis). Il termine italiano “Messia” deriva dal latino ecclesiastico Messīas-Messīae…
Dall’Ebraismo al Cristianesimo, dall’Islam al Buddhismo, fino all’Induismo e al Zoroastrismo: l’umanità ha da sempre atteso un tempo di pace, giustizia e conoscenza. Questo studio approfondisce l’Era Messianica come speranza comune, vocazione spirituale e destino profetico, invitando il lettore a riconoscere nella propria vita i segni dell’avvento di un nuovo mondo.
Al-Mā’ida, “La Tavola Imbandita”, è la quinta sura del Corano. Il capitolo affronta temi come patti, condotte lecite e illecite, doveri religiosi e rapporti con le comunità precedenti. I temi affrontati collegano la fede alla giustizia, ai doveri verso gli altri e alla vita della comunità.

Esodo 20 afferma che l’iniquità dei padri può raggiungere la terza e la quarta generazione; Ezechiele 18 dichiara invece che il figlio non porterà l’iniquità del padre. È una contraddizione? Solo apparentemente. La Scrittura distingue tra le conseguenze del peccato, che possono attraversare le generazioni, e la responsabilità morale personale davanti a DIO. Comprendere questa distinzione mostra perché contesto, lingua e Legge sono indispensabili per interpretare correttamente la Bibbia.
Testo greco originale della Lettera agli Ebrei con traduzione italiana e inglese, per uno studio interlineare comparativo fondato sull’analisi linguistica e sulla trasmissione del testo.
I Dodici Profeti, noti come Trei Asar, costituiscono una raccolta unitaria del Canone Ebraico all’interno dei Nevi’im. Pur composti da libri distinti, essi formano una sequenza coerente di messaggi profetici che attraversano temi di giustizia, responsabilità e rinnovamento spirituale.

Il passaggio da Yehoshua a Iesus non è solo linguistico, ma anche teologico. Questo studio esplora come un unico nome abbia potuto generare continuità, ma anche distanza, tra il contesto storico di Gesù e le successive interpretazioni.
L’Apocalisse di Elia è uno dei testi apocalittici più significativi della tradizione cristiana egiziana. Conservato in copto e databile ai primi secoli del cristianesimo, il documento intreccia tradizioni profetiche ebraiche con la teologia escatologica cristiana. Attraverso esortazioni morali, visioni sul tempo della fine e il racconto della sconfitta dell’Anticristo, il testo riflette la spiritualità e le aspettative messianiche delle prime comunità cristiane.
Tra i versetti del Nuovo Testamento più dibattuti sul piano teologico e cristologico, Tito 2:13 occupa una posizione centrale. La sua formulazione, apparentemente semplice, ha inciso profondamente sulla costruzione dottrinale dei secoli successivi, soprattutto nel contesto post-niceno. Tuttavia, una lettura attenta del testo greco, condotta con criteri filologici e storici, rivela una struttura più sobria e coerente con il linguaggio della Chiesa apostolica.
In questo studio, Abrahamic Study Hall propone un’analisi interlineare completa del versetto, riportando il lettore al livello originario della Scrittura: la grammatica, la sintassi e il contesto semitico che permeano il greco del Nuovo Testamento. L’espressione “la gloria del grande DIO e del nostro Salvatore, Gesù Cristo” viene esaminata parola per parola, mostrando come la congiunzione e l’uso dell’articolo non implichino necessariamente un’identificazione ontologica tra DIO e Gesù, ma riflettano piuttosto una distinzione funzionale e teologica coerente con il pensiero paolino.
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