Il Profeta (Khalil Gibran)

 

E voi, giudici, che pretendete di essere giusti, che pena infliggerete a chi uccide nella carne ed è ucciso lui stesso nello spirito?

 

 

Fate allora che ciascuna stagione racchiuda tutte le altre, e il presente abbracci il passato con il ricordo ed il futuro con l’attesa.

 

 

Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine.

 

 

I vestiti coprono gran parte della vostra bellezza ma non nascondono ciò che non è bello.

 

 

Il lavoro è l’amore reso visibile.

 

 

Il maestro se egli davvero è saggio non vi invita ad entrare nella casa della sua sapienza, ma vi guida sulla soglia della vostra mente.

 

 

Il meglio di voi sia per il vostro amico. Se egli deve conoscere il riflusso della vostra marea, fate in modo che ne conosca anche il flusso.

 

 

Il piacere è un canto di libertà, ma non è la libertà. È la fioritura dei vostri desideri, ma non è il loro frutto.

 

 

Il segreto del canto risiede tra la vibrazione della voce di chi canta ed il battito del cuore di chi ascolta.

 

 

I tuoi figli non sono tuoi figli. Sono i figli e le figlie della fame che la Vita ha di sé stessa… Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi.

 

 

Il vostro amico è i vostri bisogni esauditi.

 

 

Il vostro corpo è l’arpa dell’anima e sta a voi trarne dolce musica oppure suoni confusi.

 

 

In verità, quella che voi chiamate libertà è la più forte di queste catene, anche se i suoi anelli brillano al sole e vi abbagliano gli occhi.

 

 

L’amore non dà altro che se stesso e non prende niente se non da sé.

 

 

L’io è un mare sconfinato e immisurabile.

 

 

La bellezza è l’eternità che si mira in uno specchio.

 

 

La vostra casa è il vostro corpo più grande.

 

La vostra anima è un campo di battaglia, sul quale il giudizio e la ragione fanno la guerra al desiderio e alla passione.

 

La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera, e il pozzo da cui scaturisce il vostro riso è stato sovente colmo di lacrime.

 

Misurarvi dalla vostra azione più meschina è come calcolare la potenza dell’oceano dalla fragilità della sua schiuma.

 

Non dite: “Ho trovato la verità”, ma piuttosto: “Ho trovato una verità”.

 

Potete essere liberi solo se il desiderio di ricercare la libertà diventa pratica per voi, e se cessate di parlarne come di un fine e di un compimento.

 

Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore della morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.

 

Quando siete felici, guardate nel fondo del vostro cuore e scoprirete che è proprio ciò che vi ha dato dolore a darvi ora gioia.

 

Quando vi separate dall’amico, non rattristatevi: la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna appare più chiara dalla pianura.

 

Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potete contenere.

 

Sarai completamente in pace con il tuo nemico solo quando morirete entrambi.

 

Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita. Perché vita e morte sono una cosa sola, così come il fiume e il mare.

 

Se l’amore vi chiama seguitelo, anche se ha vie lunghe e tortuose.

 

Una voce non può trascinare con sé la lingua e le labbra che le hanno dato le ali.

 

Tu sei un bel pensiero, la cosa più sublime che possa essere stretta da una mano. Tu sei una canzone ricorrente nei miei sogni.