Ger

La parola biblica ger significa straniero, un residente temporaneo o un pellegrino nella propria terra. Quando la Torah ci insegna ad essere compassionevoli verso i ger, si riferisce ai non residenti e ai forestieri, nel passato erano i non israeliti che avevano rinunciato all’idolatria e accettato le sette leggi di Noè, intesa come la base dei Comandamenti. Gli ebrei quindi sono richiamati ad essere sensibili nei confronti degli straniero, e quindi dei profughi, essendo stati loro per moltissimi anni stranieri e sotto il duro giogo degli Eiziani.

Quando Abramo cercò di seppellire Sarah, fece appello agli Ittiti, che allora dominavano la terra vicino a Hebron. Disse loro: “Io sono un ger e un residente tra di voi”. Rashi legge questo verso come l’ammissione di Abramo della sua completa vulnerabilità di fronte agli Ittiti, rimettendosi con umiltà alla loro decisione, riuscendo a seppellire Sara nella caverna del campo di Macpela di fronte a Mamre, cioè Ebron, nel paese di Canaan. 

Un esempio nel Deuteronomio di ger

18 Egli difende la causa dell’orfano e della vedova, e ama lo straniero [ger] che risiede in mezzo a voi, dando loro cibo e vestiario. 19 E voi dovete amare lo straniero [ger], perché voi stessi eravate stranieri [gerim] in Egitto.
(Deut 10, 18-19)

 

Ger toshav

Ger toshav (ebraico: גר תושב, ger: “straniero” o “alieno” + toshav: “residente”, lit. “straniero residente”) è un termine halakhico usato nell’ebraismo per designare lo status legale di un gentile (non ebreo) che vive in Terra d’Israele e che non vuole convertirsi all’ebraismo ma che accetta di osservare le Sette Leggi di Noè, un insieme di imperativi che, secondo il Talmud, furono dati da DIO come un insieme vincolante di leggi morali universali per i “figli di Noè” – cioè, tutta l’umanità. Un ger toshav è quindi comunemente considerato un “Giusto Gentile” (ebraico: חסיד אומות העולם, Chassid Umot ha-Olam: “Pio popolo del mondo”), ed è assicurato un posto nel Mondo a venire (Olam Ha-Ba).

I sette comandamenti dell’Alleanza di Noè a cui il ger toshav accetta di essere legato sono enumerati nel Talmud babilonese (Avodah Zarah 8, 4, Sanhedrin 56a-b):

  1. Non adorare gli idoli.
  2. Non maledire DIO.
  3. Non uccidere.
  4. Non commettere adulterio, bestialità o immoralità sessuale.
  5. Non rubare.
  6. Non mangiare carne presa da un animale vivo.
  7. Stabilire tribunali di giustizia.

L’Enciclopedia Talmudit, curata dal rabbino Shlomo Yosef Zevin, afferma che dopo la consegna della Torah, il popolo ebraico non fu più incluso nella categoria dei figli di Noè; tuttavia, Maimonide (Mishneh Torah, Hilkhot M’lakhim 9, 1) indica che anche i sette comandamenti fanno parte della Torah, e il Talmud babilonese (Sanhedrin 59a, vedi anche Tosafot ad. loc.) afferma che gli ebrei sono obbligati in tutte le cose in cui sono obbligati i gentili, anche se con alcune differenze nei dettagli.

 

 

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