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Roma-Gerusalemme

2938Km a piedi

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Peregrini enim sumus coram Te, et advenæ, sicut omnes patres nostri
Siamo tutti pellegrini davanti a Te, e stranieri, così come i nostri padri
(1Cronache 29, 15)

 

Così la Bibbia in latino definisce il breve passaggio dell’uomo sulla terra, chiunque nasce pellegrino sulla terra e straniero davanti a DIO. Dal ricco al povero e dallo stolto fino al sapiente, non c’è distinzione alcuna, ognuno compare su questa terra ma poi dopo non molto come nebbia scompare. Il dilemma esistenziale non è comprendere dove finiremo dopo la morte, ma riuscire a sentirsi davvero vivi prima che quest’ultima inevitabilmente sopraggiunga. La vita è senza alcun dubbio un dono in quanto nessuno può assicurarsela per conto proprio, ma quello che invece dipenderà da noi stessi sarà la volontà di ricercare e perseguire ognuno il proprio scopo, provando a penetrare il senso della nostra esistenza. Questo mio viaggio è stata una delle parti più razionali del mio scavare ed investigare dentro e fuori di me, non volevo permettere al mio passato di contaminare i miei pensieri, nè tantomeno che le preoccupazioni del presente condizionassero i miei sogni futuri. Camminare da straniero e pellegrino sulla terra insegna proprio questo, a saper vivere e godere pienamente del solo tempo che conta davvero per noi, il presente. Il pellegrinaggio per definizione è il viaggio intrapreso per devozione verso luoghi sacri per la propria fede, dove però la meta non è mai più importante del viaggio stesso. La mia di fede mi ha condotto più volte a Gerusalemme, prima per più di una volta da ordinario visitatore, e in seguito da pellegrino, questa volta avevo deciso di raggiungerla lasciandomi alle spalle la mia zona di comfort con la convinzione che attraverso questa particolare condizione di viaggio mi sarei ritrovato davvero a sentirmi tutt’uno con il viaggio stesso e con le terre che percorrevo, e così è stato. Solo dopo aver percorso passo dopo passo la vastità della terra, comprendi quale minuscolo posto il proprio mortale ego occupi all’interno dell’eterna creazione di DIO.

Il Monastero di Simonos Petras nella Repubblica di Monte Athos in Grecia che mi ha ospitato per ben tre giorni durante il mio 42° giorno di pellegrinaggio

Il termine in inglese self-discovery si traduce in Italiano con “scoperta di se stessi“. Si può riferire ad una serie di esperienze nelle quali una persona cerca di determinare per conto proprio di come si sente interiormente riguardo a questioni spirituali. Ma questo viaggio interiore si può trasformare anche in un vero e proprio pellegrinare, in cui l’attraversare le terre circostanti spesso risulta meno faticoso del percorrere la via della propria anima. Questa ricerca interiore viene spesso associata alla meditazione orientale, ma è invece parte integrante di quasi tutte le religioni. L’ebraismo, il cristianesimo e l’islam hanno in comune molte più cose di quanto solitamente si pensa, a partire naturalmente dall’adorare lo stesso Unico DIO e dalla loro origine. Ad Abramo il SIGNORE preannunciò una discendenza numerosissima come le stelle del cielo e i granelli di sabbia del mare, egli fu quindi il primo credente nella narrazione della Genesi che lascia la sua terra d’origine per recarsi da straniero nel luogo che DIO promette di mostrargli (Genesi 12, 1). Il termine “ebreo” etimologicamente proviene dalla parola ivri (עברי dalla radice avar “passare”) che significa “attraversare” per cui con questo vocabolo si identifica “colui che passa”, “che erra” andando di paese in paese, e di nazione in nazione. Attraversare una terra significa imparare a superare delle prove, ritengo che ogni tribolazione entra nella vita di un uomo o di una donna esclusivamente per permettere una crescita. Coloro che vengono messi alla prova, saranno gli stessi che potranno rendere testimonianza a chi avrà il piacere di accoglierla, e questo racconto è stato scritto come testimonianza in merito agli eventi e i preziosi insegnamenti appresi nei miei 101 giorni di cammino verso Gerusalemme.

Il Deserto Salato nella Provincia di Konia – Attraversando l’altopiano dell’Anatolia (Turchia) durante il giorno 76 del mio pellegrinaggio

Il mio pellegrinaggio è stato motivato principalmente dalla fede, ma durante tutto il mio percorso ho mantenuto l’interesse nel voler accumulare quanta più esperienza possibile in materia di pace nel mondo, solidarietà, dialogo interreligioso, e progresso sociale. Non ho mai voluto credere che quello che filtra attraverso la comunicazione di massa possa essere la stessa acqua che c’è alla fonte dell’informazione, e nemmeno che le opinioni delle persone in generale possano rispecchiare la verità dei fatti. Le vicende vissute e le cose che ho imparato le proverò ad esporre in questo resoconto, variando da argomenti di natura sociale come le tanto diverse seppur assolutamente simili situazioni politiche degli stati che ho attraversato, a quelle religiose e filosofiche, ma anche osservazioni geografiche in merito alle diverse terre che ho gentilmente calpestato in un viaggio di quasi tremila chilometri a zero impatto sull’ambiente. Un patrimonio di testimonianze e confronti fatti con le tantissime persone che DIO ha posto lungo il mio cammino e che hanno rinforzato in me la convinzione che per quanto differenti possiamo a prima vista sembrare siamo tutti uniti nella stessa natura e nella sorte. Questo viaggio mi ha cambiato nel profondo e per sempre, sciogliendo dentro di me quei legami terreni che troppo spesso hanno condizionato i miei pensieri e ragionamenti, resettando il mio vero io e riconciliandomi con i pensieri e le emozioni dei miei padri. I progressi che facciamo durante le nostre vite non possono essere misurati esclusivamente con un metro materiale, perchè questo ci fa dimenticare di quanto importante sia invece il riuscire a bilanciare la crescita di quello che possediamo al di fuori con quella che invece avviene dentro di noi. A questo serve la scrittura, i libri, i racconti, i documentari, e tutte le altre forme di testimonianza possibili, a lasciare un messaggio positivo e propositivo nello spirito di coloro che abbracciano quella narrazione.

 

 


Testimonianza del pellegrinaggio Cassino-Gerusalemme

Il Libro è in fase di completamento…

Cassino – Gerusalemme: Giorno 66
Cassino – Gerusalemme: Giorno 65
Cassino – Gerusalemme: Giorno 64
Cassino – Gerusalemme: Giorno 63
Cassino – Gerusalemme: Giorno 62
Cassino – Gerusalemme: Giorno 61
Cassino – Gerusalemme: Giorno 60
Cassino – Gerusalemme: Giorno 59
Cassino – Gerusalemme: Giorno 58
Cassino – Gerusalemme: Giorno 57
Cassino – Gerusalemme: Giorno 56
Cassino – Gerusalemme: Giorno 55


Photo Album
ASH Pellegrinaggio

File gpx della mappa completa del pellegrinaggio

Distanza totale: 3516095 m
Altitudine massima: 1693 m
Altitudine minima: -9 m
Totale salita: 47253 m
Totale discesa: -46544 m
Velocità media: 1.56 m/s
Total time: 08:36:43

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