Cos’è l’Alevismo e cosa abbiamo da imparare dagli Aleviti

Gli aleviti venerano e attribuiscono divinità ad Ali, nipote e genero del profeta Mohammed, e per questo motivo, gli aleviti sono stati spesso classificati come musulmani sciiti. Tuttavia, gli aleviti sostengono che la loro religione è diversa dall’Islam, e che questa fede sviluppatasi in Anatolia, è basata su credenze sciamaniche e zoroastriane che risalgono a 6.000 anni fa. Ma gli aspetti più interessanti che si possono notare in questa dottrina spirituale sono delle somilianze con dei concetti chiave, fondamentali per gran parte delle Religioni e su tutti troviamo l’avvicinamento alla Divinità per gli uomini attraverso un percorso ascetico (riconducibile agli insegnamenti di Gesù), il culto degli angeli e una forma di Trinità (tra DIO, Mohammed e Ali).

Storia ed etimologia

L’alevismo (in turco: Alevilik, e in curdo: Rêya Heqî) è una tradizione islamica i cui aderenti seguono gli insegnamenti mistici aleviti (bāṭenī) di Haji Bektash Veli, e che ha riportato ed insegnato gli insegnamenti di Ali e dei Dodici Imam. A differenza delle dottrine maggioritarie nell’Islam, gli aleviti non hanno dogmi religiosi vincolanti, e gli insegnamenti sono trasmessi da un capo spirituale al successivo.

Gli Alevi si trovano principalmente in Turchia e costituiscono circa il 10%-15% della popolazione. Esistono diverse stime sulla composizione etnica della popolazione Alevita, ma in linea generale si ritiene che gran parte della popolazione abia origini curde. L’alevismo comunque rimane la seconda più grande denominazione islamica in Turchia, secondi solo ai sunniti Hanafi.

Storia

Dopo la morte del profeta Mohammed, sorse una disputa in merito a chi sarebbe dovuto essere il suo legittimo successore. La comunità islamica era divisa in coloro che aderivano ad Abu Bakr, che in seguito divennero i sunniti, e coloro che si schieravano con Ali, chiamati oggi gli sciiti. Contemporaneamente, le persone che si schierarono con Ali furono chiamate aleviti, definiti come “coloro che adorano Ali e la sua famiglia”. Pertanto, alcuni autori usano lo sciismo come sinonimo di alevismo, incorporando credenze turche presenti durante il XIV secolo, mescolate con credenze sciite, sunnite e sufi che furono adottate da alcune tribù turche e successivamente curde. Una filosofia unica, una fede, un modo di vivere, una cultura, un insegnamento e una formula sociale peculiare dell’Anatolia che è antropocentrica, ovvero nella quale la figura dell’uomo e della donna sono centrali, e radicato maggiormente per il rispetto e la venerazione della natura.

Una filosofia unica, una fede, un modo di vivere, una cultura, un insegnamento e una formula sociale peculiare dell’Anatolia che è antropocentrica, ovvero nella quale la figura dell’uomo e della donna sono centrali, e radicato maggiormente per il rispetto e la venerazione della natura.


Etimologia

Il termine “Alevi” è originario in riferimento ad Ali, il cugino e genero di Mohammed, ed il nome rappresenta una forma turca della parola ‘Alawi (arabo: علوي) “di o pertinente ad Ali”. Ma un altro interessante punto di vista, che non esclude la prima spiegazione, è quello degli Ishikisti, che affermano che “Alevi” deriva da “Alev” (“fiamma” in turco) in riferimento al fuoco che è ampiamente usato nei rituali Alevi. Secondo loro l’uso delle candele si basa sul capitolo 24 del Corano, versetti 35 e 36:

DIO è la luce dei cieli e della terra. L’esempio della Sua luce è come una nicchia all’interno della quale c’è una lampada, la lampada è racchiusa in un vetro, il vetro è come un pianeta radioso, che è illuminato da un ulivo benedetto che non è né dell’est né dell’ovest, il suo olio emana quasi una luce anche se non è toccato dal fuoco. Luce da luce, DIO guida alla Sua luce chi gli piace. E DIO dà gli esempi al popolo, e DIO è consapevole di tutte le cose. (La luce è tale) nelle case che DIO ha permesso che fossero innalzate per onorarle, per la celebrazione, in esse, del Suo Nome: in esse è glorificato al mattino e alla sera, (ancora e in etreno).
(Corano 24, 35-36)

 

Credenze

Secondo lo studioso Soner Çağaptay, l’alevismo è una “interpretazione relativamente non strutturata dell’Islam”. Il giornalista Patrick Kingsley afferma che per alcuni Aleviti la loro religione è “semplicemente un’identità culturale, piuttosto che una forma di culto”.

Molti insegnamenti sono basati su una tradizione trasmessa oralmente, tradizionalmente tenuta segreta agli estranei, ma oggi ampiamente accessibile a tutti. Gli aleviti professano comunemente la shahada islamica, ma aggiungendo “Ali è l’amico di DIO”.

La base delle credenze più distintive degli aleviti si trova nei Buyruk, degli scritti compilati e dialoghi dello sceicco Safi-ad-din Ardabili, e di altre personalità rilevanti del tempo. Sono inclusi anche gli inni (nefes) di figure come Shah Ismail o Pir Sultan Abdal, le storie di Hajji Bektash e altre tradizioni.

DIO, ALLAH

Medaglioni rappresentativi di Ali ibn Abu Talib (destra) e Husayn ibn Ali (sinistra) all’interno di Hagia Sophia, Istanbul

Nella cosmologia alevita, DIO (ALLAH in Arabo) è anche chiamato Al-Haqq (la Verità), Egli ha creato la vita, quindi il Mondo creato può riflettere il Suo Essere. Gli aleviti credono nell’unità di DIO, Maometto e Ali, ma non si tratta di una trinità composta da DIO e dalle figure storiche di Maometto e Ali, ma piuttosto come rappresentazioni della luce di DIO (e non di DIO stesso), non essendo né indipendenti da DIO, né caratteristiche separate di Lui.

Spiriti e Aldilà

Gli aleviti credono nell’immortalità dell’anima e nell’esistenza letterale di esseri soprannaturali. Credono anche negli angeli buoni e cattivi (melekler), e quindi in Satana che è colui che incoraggia i desideri malvagi dell’uomo (nefs). Gli aleviti, credono nell’esistenza di creature spirituali, come i jinn (Cinler) e il malocchio.

Anche se tra gli aleviti non esiste una narrazione riconosciuta della creazione, è generalmente accettato che DIO abbia creato i cinque arcangeli, che sono stati invitati nella presenza di DIO. All’interno hanno trovato una luce che rappresenta la luce di Muhammad e Ali, e secondo la storia coranica, uno degli arcangeli rifiutò di prostrarsi davanti alla luce, sostenendo che la luce è un corpo creato come lui e quindi inappropriato da adorare. Egli rimase così al servizio di DIO, ma rifiutando la prova finale e tornando così nelle tenebre. Da questo declino primordiale, emerse l’inimicizia del diavolo verso Adamo (il genere umano dei credenti). Gli arcangeli costituiscono gli stessi quattro arcangeli dell’Islam ortodosso, e il quinto arcangelo cioè Azazil (Satana, il Diavolo) che cadde dalla grazia, e quindi non incluso tra gli arcangeli canonici a parte questa storia.

I dodici Imam

I Dodici Imam fanno parte di una credenza Alevita comune, nel quale ogni Imam rappresenta un diverso aspetto del Mondo, uguale all’interpretazione delle Dodici Tribù di Israele. Essi sono realizzati come dodici servizi o On İki Hizmet che sono eseguiti dai membri della comunità alevita, e si crede che ogni Imam sia un riflesso di Ali ibn Abu Talib, il primo Imam degli sciiti. Si ritiene che il dodicesimo Imam è stato tenuto nascosto e rappresenta l’Era Messianica.

Pluralità

Ci sono due lati della creazione, uno che va da un centro spirituale alla pluralità, l’altro dalla pluralità al centro spirituale. La pluralità è la separazione della coscienza pura dalla fonte Divina. È vista come una tenda che aliena la creazione dalla fonte Divina e un’illusione che chiama la Zāherī o lato esoterico della realtà. La natura nascosta o vera della creazione è chiamata bāṭenī o esoterica.

La pluralità della natura è attribuita all’infinita energia potenziale del Kull-i Nafs quando prende forma corporea scendendo nell’essere da DIO. Durante la cerimonia del Cem, il cantore o aşık canta:

Tutti noi, vivi o senza vita, proveniamo da Uno solo, questo è ineffabile, Sultano.
Perché amare e innamorarsi è il mio destino da tempo immemorabile.

 

Questo viene cantato per ricordare che la ragione della creazione è l’amore, in modo che i seguaci possano conoscere se stessi e gli altri, e che possano amare ciò che conoscono.

L’essere umano perfetto

Sebbene sia comune riferirsi ad Ali e Haji Bektash Veli o agli altri Santi aleviti come manifestazioni dell’essere umano perfetto, questo concetto è anche identificato con la nostra vera identità come pura coscienza, da cui il concetto coranico di esseri umani che non hanno il peccato originale, essendo la coscienza pura e perfetta. Il compito della vita dell’umanità è di realizzare pienamente questo stato mentre si è ancora nella forma umana materiale.

L’essere umano perfetto è anche definito in termini pratici, come colui che è in pieno controllo morale delle sue mani, della sua lingua e dei suoi lombi (eline diline beline sahip); tratta equamente tutti i tipi di persone (yetmiş iki millete aynı gözle bakar); e serve gli interessi degli altri. Chi ha raggiunto questo tipo di illuminazione è anche chiamato “eren” o “münevver” (mūnavvar).

Un educativo poema

من داها نسنه بيلمه زه م / Mən daha nəsnə bilməzəm, // Non conosco nessun altra cosa [all’infuori di DIO],

آللاه بير محممد على́دير / Allah bir Məhəmməd Əlidir. // DIO è unico Muhammad-Ali.

اؤزوم غوربتده سالمازام / Özüm qürbəttə salmazam, // Non posso far uscire la mia essenza in luoghi lontani dalla mia terra,

آللاه بير محممد على́دير / Allah bir Məhəmməd Əlidir. // DIO è unico Muhammad-Ali.

اونلار بيردير، بير اولوبدور / Onlar birdir, bir olubdur, // Sono unici, Uno solo, [cioè Haqq-Muhammad-Ali]

يئردن گؤيه نور اولوبدور / Yerdən göyə nur olubdur, // È la nūr [riferimento alla Luce emanata da DIO] dalla terra al cielo,

دؤرد گوشه ده سيرر اولوبدور، / Dörd guşədə sirr olubdur, // È un misterioso segreto, occultato in ogni angolo della piazza,

آللاه بير محممد على́دير / Allah bir Məhəmməd Əlidir. // DIO è unico Muhammad-Ali.

ختايى بو يولدا سردير / Xətai bu yolda sirdir, // Khatai in questa tariqah svela un misterioso segreto [rimasto] occulto,

سرين وئره نلر ده اردير / Sirrin verənlər də ərdir, // Anche chi rivela il proprio segreto, [lo farà] rimanere privato,

آيدا سيردير، گونده نوردور / Ayda sirdir, gündə nurdur, // Il mistero della Luna, la luce del Sole,

آللاه بير محممد على́دير / Allah bir Məhəmməd Əlidir. // DIO è unico Muhammad-Ali.

(poema scritto dallo Shaykh della tariqah Safaviyya Ismail I)

Conclusioni

Le conclusioni sono facili da farsi per chiunque e senza influenzare alcun pensiero ma semplicemente considerando quanta Verità e quante similitudini e parallelismi ci sono tra questa dottrina e le altre. Siamo tutti figli dello stesso DIO, chiamati a compiere opere eterne attraverso la nostra elevazione, e per fare questo basterà semplicemente desiderarlo, desiderando però allo stesso modo il bene del prossimo, che poi in verità per gli illuminati è risaputo che corrisponde al nostro  stesso “io”.

 


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