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Sulla terra regnava un grande Re, la cui sapienza e giustizia superavano quelle di tutti gli altri sovrani mai conosciuti.
Ai suoi sudditi affidò l’arduo
compito di custodire ed amministrare con rettitudine la terra e tutte le sue creature, promettendo come ricompensa eterna l’avvento di un’Era di Pace, Prosperità e Riposo per l’intera umanità.
E poiché desiderava
guidarli più da vicino, il Re inviò i suoi tre figli tra il popolo, affinché fossero per loro esempi viventi e guide concrete sul cammino.

Per primo mandò il più grande dei tre, affidandogli la Verità e dicendo:
“Tu sei il mio primo nato. Custodisci le Mie Parole e insegnale al popolo, affinché la giustizia non venga mai meno.“
Il figlio nella sua saggezza accolse il dono con reverenza e lo custodì, ma nel tempo finì per cadere in un eccessivo esclusivismo, dimenticando che la Verità è una Luce destinata a illuminare tutti, e non solo la propria casa.

Quindi il Re inviò anche il secondo figlio, affidando anch’egli la Verità dicendo:
“Tu sei il mio figlio di mezzo, e quindi moderato per attitudine. Custodisci le Mie Parole e insegnale al popolo, affinché l’equilibrio non venga mai meno.”
Predicando con cuore generoso, il figlio fu seguito da una moltitudine di genti, ma con il passare degli anni la sua forza venne meno, e l’orgoglio offuscò la sua voce.

Così, per il popolo, la speranza del raggiungimento dell’Era promessa, sembrò allontanarsi nuovamente.

Il Sovrano conosceva bene la vastità della terra e la diversità dei popoli che la abitavano, e così giunse il tempo di inviare il terzo e ultimo nato. A lui, affidando la Verità, disse:
“Tu sei il mio figlio più giovane, nel pieno delle forze e della sottomissione. Custodisci le Mie Parole e insegnale al popolo, affinché lo zelo per la Mia Legge non si spenga mai.”
Ardente per natura, il terzo figlio bruciò rapidamente sconfinate distanze, e la conversione corse rapida come fuoco che divampa nella stoppia. Ma poi il suo zelo si scontrò con l’impazienza e l’eccessiva rigidità del suo carattere, e la Verità venne ancora una volta contaminata.

Passarono molti anni, e quanto più l’opera dei tre figli avanzava, tanto più il popolo sembrava dividersi, sia nello Spirito che nelle tradizioni.
Eppure le vite dei credenti si intrecciavano sempre più: parlavano lingue comuni, commerciavano viaggiando in terre un tempo ostili, stringevano legami persino là dove le dottrine sembravano inconciliabili. Tutto ciò era un chiaro Segno: ormai i giorni erano maturi, affinché il regno godesse del meritato riposo dalle sue fatiche.

Così il Re convocò i tre figli, ed essi si presentarono al Suo cospetto, timorosi, sentendosi complici del mancato compimento della Promessa.
Invece il Re Giusto li sorprese e disse:
“Figli miei, vi ho convocati per confermare che il vostro impegno Mi è stato ben gradito. Ognuno di voi ha dimostrato attaccamento alla Verità che vi ho donato, e alla missione affidata per guidare il popolo. Eppure dovete sapere che non vi ho inviati perché ciascuno sostenesse da solo il peso del Mio dono, bensì perché insieme foste Luce del Mondo. Non vi ho dato tre Verità, ma una sola.

Tu, primogenito, l’hai custodita con amore, sebbene con eccessivo rigore.
Tu, figlio di mezzo, l’hai predicata instancabilmente, sebbene ti sia elevato oltre misura.
Tu, ultimo nato, l’hai portata lontano, ma con troppa inflessibilità.

Non meravigliatevi dunque se le sventure ancora numerose affliggono i vostri fedeli e Miei sudditi, poiché da Principio è stato scritto che nessuno, da solo, avrebbe portato a compimento la missione. La Promessa si compirà solamente quando riconoscerete i vostri limiti umani e, con l’umiltà frutto dell’esperienza maturata, unirete le vostre forze. Non uno di voi, ma tutti insieme guiderete il Mio popolo, che sta attendendo invano un Salvatore che giungesse a liberarli.

Non sarà nell’opera del singolo che arriverà la Salvezza, ma solo la vostra conciliazione potrà redimere ogni nazione. Ciascuno, seppur restando fedele alle proprie origini e tradizioni, sarà ricondotto all’unica Verità. Allora il Regno promesso si manifesterà, e la Luce brillerà senza tramonto.“

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