Tabella dei Contenuti

Intro

La Sura 29 del Corano, conosciuta come al-‘Ankabūt (La Ragnatela, o anche conosciuta come il Ragno), è un testo ricco di insegnamenti spirituali e morali, che invita il credente a riflettere sulla fragilità della vita terrena e sulla solidità della fede in DIO. Il titolo stesso richiama la ragnatela, immagine che racchiude una grande lezione: all’occhio inesperto, la tela del ragno può apparire ordinata, armoniosa e persino resistente, ma basta un soffio di vento o un semplice tocco per dissolverla. Così sono le false sicurezze che l’uomo costruisce quando affida la propria fiducia agli idoli, ai beni materiali o ai poteri umani: strutture che sembrano forti, ma che in realtà non hanno consistenza e non possono salvare.

La metafora della ragnatela ci conduce a una contrapposizione netta: da un lato, la precarietà delle costruzioni umane, che pur sembrando elaborate e ingegnose, sono destinate a sgretolarsi; dall’altro, la stabilità incrollabile che nasce dal legame autentico con il Creatore. Chi ripone la sua fiducia in DIO trova un fondamento stabile, una “roccia” che non può essere scossa né dal tempo né dalle tempeste della vita. Così, il Corano ci invita a riconoscere l’illusione delle trame effimere e ad aggrapparci invece all’unico filo che resiste: quello che unisce l’uomo al suo Signore.

Questa sura si colloca in un contesto storico difficile, quando la giovane comunità islamica affrontava persecuzioni e incomprensioni. Nonostante ciò, il messaggio che emerge non è di odio o di vendetta, bensì di perseveranza nella fede, di dialogo e di riconoscimento della comune radice spirituale che unisce musulmani, ebrei e cristiani.

Nel corso di questo studio verrà fatta un’analisi interlineare completa, confrontando il testo arabo con la traslitterazione, la traduzione canonica e una resa letterale, per cercare di avvicinarci quanto più possibile al senso originario delle parole. Seguirà un commento esegetico e teologico, che non intende imporre interpretazioni, ma piuttosto offrire spunti per comprendere meglio la profondità di questa Sura e il suo valore nel dialogo interreligioso.

Audiobook Sura 29 (Il Ragno)

Traduzione Interlineare

Versetti 1–4

 

VersettoItalianoInglese (Noble Quran)AraboTraslitterazione
11. Alif, Lām, Mīm.1. Alif, Lam, Meem.المAlif, Lam, Meem.
22. Gli uomini pensano forse che verrà lasciato loro dire: «Noi crediamo», senza che siano messi alla prova?2. Do the people think that they will be left to say, “We believe” and they will not be tried?أَحَسِبَ النَّاسُ أَن يُتْرَكُوا أَن يَقُولُوا آمَنَّا وَهُمْ لَا يُفْتَنُونَAhasiba an-nasu an yutrakoo an yaqooloo amanna wa hum la yuftanoon.
33. Certo mettemmo alla prova coloro che furono prima di loro: così DIO saprà coloro che sono sinceri e saprà coloro che mentono.3. But We have certainly tried those before them, and Allah will surely make evident those who are truthful, and He will surely make evident the liars.وَلَقَدْ فَتَنَّا الَّذِينَ مِن قَبْلِهِمْ ۖ فَلَيَعْلَمَنَّ اللَّهُ الَّذِينَ صَدَقُوا وَلَيَعْلَمَنَّ الْكَاذِبِينَWa laqad fatanna alladhina min qablihim falaya’lamanna Allahu alladhina sadaqoo wa laya’lamanna al-kadhibeen.
44. O forse coloro che commettono il male pensano di poterci sfuggire? Che cattivo giudizio è il loro!4. Or do those who do evil deeds think they can outrun Us? Evil is what they judge.أَمْ حَسِبَ الَّذِينَ يَعْمَلُونَ السَّيِّئَاتِ أَن يَسْبِقُونَا ۚ سَاءَ مَا يَحْكُمُونَAm hasiba alladhina ya’maloona as-sayyi’ati an yasbiqoona sa’a ma yahkumoon.

Commento ai versetti 1–4

Questi primi versetti aprono la Surah al-‘Ankabūt con un tema universale: la fede come prova.

  • Versetto 1: Le lettere isolate Alif, Lām, Mīm (ḥurūf muqaṭṭaʿāt) ricordano all’uomo che la Parola di DIO possiede misteri che superano l’intelletto. Esse invitano ad accostarsi al Testo Sacro con umiltà, senza pretese di dominio razionale assoluto.

  • Versetto 2: Qui si abbatte un’illusione diffusa: credere non è semplicemente pronunciare parole, ma è un impegno che verrà verificato con prove. La fede autentica si misura nella difficoltà, non nel benessere. Questo principio attraversa tutte le religioni abramitiche: Israele messo alla prova nel deserto, i discepoli di Cristo chiamati a portare la croce, i credenti musulmani invitati alla ṣabr (pazienza).

  • Versetto 3: DIO ricorda che questa dinamica non è nuova: tutti i popoli e i profeti furono testati. La prova ha una funzione rivelatrice: non serve a DIO, che già conosce, ma all’essere umano, affinché emerga la verità del suo cuore. La sincerità non si manifesta nelle dichiarazioni, ma nella costanza davanti alla difficoltà.

  • Versetto 4: Infine, viene smontata l’arroganza dei malvagi, che pensano di potersi sottrarre al giudizio divino. Il versetto denuncia il loro errore, perché credono che la giustizia umana possa sostituire quella eterna di DIO. Ma l’universo stesso testimonia che nulla sfugge al Suo controllo.

Insieme, questi versetti ricordano che la vita è una prova, e che le difficoltà non sono segni di abbandono, bensì strumenti di purificazione e di rivelazione della verità interiore. Essi parlano a ebrei, cristiani e musulmani con lo stesso linguaggio universale della fede: un cammino di resistenza e autenticità davanti a DIO.

Versetti 5-8

 

VersettoItalianoInglese (Noble Quran)AraboTraslitterazione
55. Chi spera nell’incontro con DIO, sappia che il termine stabilito da DIO verrà: Egli è Colui che tutto ascolta e conosce.5. Whoever should hope for the meeting with ALLAH – indeed, the term decreed by ALLAH is coming. And He is the Hearing, the Knowing.مَن كَانَ يَرْجُو لِقَاءَ اللَّهِ فَإِنَّ أَجَلَ اللَّهِ لَآتٍ ۚ وَهُوَ السَّمِيعُ الْعَلِيمُMan kana yarju liqaa Allahi fa inna ajala Allahi laatin wahuwa as-samee‘u al-‘aleem.
66. E chi lotta, lotta solo per se stesso. In verità DIO è del tutto indipendente dalle creature.6. And whoever strives only strives for himself. Indeed, ALLAH is free from need of the worlds.وَمَنْ جَاهَدَ فَإِنَّمَا يُجَاهِدُ لِنَفْسِهِ ۚ إِنَّ اللَّهَ لَغَنِيٌّ عَنِ الْعَالَمِينَWa man jahada fa innama yujahidu linafsihi inna Allaha laghaniyyun ‘ani al-‘alameen.
77. E a coloro che credono e compiono il bene cancelleremo le loro colpe e daremo loro la ricompensa migliore per ciò che avranno fatto.7. And those who believe and do righteous deeds – We will surely remove from them their misdeeds and will surely reward them according to the best of what they used to do.وَالَّذِينَ آمَنُوا وَعَمِلُوا الصَّالِحَاتِ لَنُكَفِّرَنَّ عَنْهُمْ سَيِّئَاتِهِمْ وَلَنَجْزِيَنَّهُمْ أَحْسَنَ الَّذِي كَانُوا يَعْمَلُونَWa alladhina amanoo wa ‘amiloo as-salihati lanukaffiranna ‘anhum sayyi’atihim wa lanajziyannahum ahsana allathee kanoo ya‘maloon.
88. Abbiamo ordinato all’uomo di trattare bene i suoi genitori. Ma se essi ti spingono ad associarMi ciò di cui non hai conoscenza, non obbedire loro. A Me è il vostro ritorno e vi informerò di ciò che avrete fatto.8. And We have enjoined upon man goodness to parents. But if they endeavor to make you associate with Me that of which you have no knowledge, do not obey them. To Me is your return, and I will inform you about what you used to do.وَوَصَّيْنَا الْإِنسَانَ بِوَالِدَيْهِ حُسْنًا ۖ وَإِن جَاهَدَاكَ لِتُشْرِكَ بِي مَا لَيْسَ لَكَ بِهِ عِلْمٌ فَلَا تُطِعْهُمَا ۚ إِلَيَّ مَرْجِعُكُمْ فَأُنَبِّئُكُم بِمَا كُنتُمْ تَعْمَلُونَWa wassayna al-insana biwalidayhi husnan wa in jahadaka litushrika bi ma laysa laka bihi ‘ilmun fala tuti‘huma ilayya marji‘ukum fa unabbi’ukum bima kuntum ta‘maloon.

Commento ai versetti 5–8

  • Versetto 5: Il credente viene incoraggiato a mantenere la speranza nell’incontro con DIO. Questo “appuntamento” è certo e inevitabile: la vita non è un vagare senza senso, ma un cammino verso un termine stabilito. Le qualità di DIO ricordate – Colui che ascolta e Colui che conosce – rassicurano che nulla sfugge al Suo sguardo.

  • Versetto 6: La lotta (jihād) viene definita come un atto che, prima di tutto, serve all’uomo stesso. Non è DIO ad avere bisogno dell’impegno umano: Egli è indipendente, ma è l’uomo a crescere e purificarsi attraverso lo sforzo. In tutte le tradizioni abramitiche, lo sforzo spirituale è visto come via di trasformazione personale.

  • Versetto 7: A chi unisce fede e opere buone, DIO promette il perdono delle colpe e una ricompensa proporzionata al meglio delle sue azioni. Questo rivela la misericordia divina: non solo DIO cancella le mancanze, ma valorizza gli atti buoni nella loro forma più eccellente.

  • Versetto 8: La centralità del rapporto con i genitori viene sottolineata, ma viene anche fissato un limite: l’obbedienza non deve mai spingersi fino all’idolatria. Il rispetto e la bontà verso i genitori restano un dovere assoluto, ma la fedeltà a DIO ha la precedenza. Questo equilibrio tra etica familiare e fedeltà al monoteismo dimostra la saggezza della rivelazione.

In sintesi, questi versetti parlano di speranza, responsabilità personale e armonia tra fede e giustizia etica. L’essere umano è chiamato a coltivare la speranza nell’incontro con DIO, a lottare per migliorare sé stesso, a unire fede e opere, e a bilanciare i rapporti umani con la priorità della fedeltà al Creatore.

Versetti 9-12

 

VersettoItalianoInglese (Noble Quran)AraboTraslitterazione
99. Quanto a coloro che credono e compiono il bene, li faremo entrare tra i giusti.9. And those who believe and do righteous deeds – We will surely admit them among the righteous.وَالَّذِينَ آمَنُوا وَعَمِلُوا الصَّالِحَاتِ لَنُدْخِلَنَّهُمْ فِي الصَّالِحِينَWa alladhina amanoo wa ‘amiloo as-salihati lanudkhilannahum fee as-saliheen.
1010. Tra gli uomini vi è chi dice: «Noi crediamo in DIO», ma se subisce un torto sulla via di DIO, considera la persecuzione degli uomini come un castigo di DIO. Se giunge un soccorso da parte del tuo Signore, diranno: «Siamo stati con voi». Non conosce forse DIO meglio ciò che è nei petti delle creature?10. And of the people are some who say, “We believe in ALLAH,” but when one is harmed for ALLAH, they consider the trial of the people as the punishment of ALLAH. But if victory comes from your Lord, they say, “Indeed, we were with you.” Is not ALLAH most knowing of what is within the breasts of the worlds?وَمِنَ النَّاسِ مَن يَقُولُ آمَنَّا بِاللَّهِ فَإِذَا أُوذِيَ فِي اللَّهِ جَعَلَ فِتْنَةَ النَّاسِ كَعَذَابِ اللَّهِ ۚ وَلَئِن جَاءَ نَصْرٌ مِّن رَّبِّكَ لَيَقُولُنَّ إِنَّا كُنَّا مَعَكُمْ ۚ أَوَلَيْسَ اللَّهُ بِأَعْلَمَ بِمَا فِي صُدُورِ الْعَالَمِينَWa mina an-nasi man yaqoolu amanna billahi fa idha oodhiya fee Allahi ja‘ala fitnata an-nasi ka‘adhabi Allahi wa la’in ja’a nasrun min rabbika layaqoolunna inna kunna ma‘akum awa laysa Allahu bi a‘lama bima fee sudoori al-‘alameen.
1111. E DIO ben conosce coloro che credono, e conosce benissimo gli ipocriti.11. But ALLAH will surely make evident those who believe, and He will surely make evident the hypocrites.وَلَيَعْلَمَنَّ اللَّهُ الَّذِينَ آمَنُوا وَلَيَعْلَمَنَّ الْمُنَافِقِينَWa laya‘lamanna Allahu alladhina amanoo wa laya‘lamanna al-munafiqeen.
1212. I miscredenti dicono a coloro che credono: «Seguite la nostra via e porteremo noi i vostri peccati». Ma non porteranno affatto i loro peccati: in verità sono bugiardi.12. And those who disbelieve say to those who believe, “Follow our way, and we will carry your sins.” But they will not carry anything of their sins. Indeed, they are liars.وَقَالَ الَّذِينَ كَفَرُوا لِلَّذِينَ آمَنُوا اتَّبِعُوا سَبِيلَنَا وَلْنَحْمِلْ خَطَايَاكُمْ ۚ وَمَا هُم بِحَامِلِينَ مِنْ خَطَايَاهُم مِّن شَيْءٍ ۖ إِنَّهُمْ لَكَاذِبُونَWa qala alladhina kafaroo lilladhina amanoo ittabi‘oo sabeelana wal nahmil khatayakum wama hum bihamileena min khatayahum min shay’ innahum lakadhiboon.

Commento ai versetti 9–12

  • Versetto 9: Qui viene riaffermata la promessa: la fede e le opere buone aprono l’accesso alla compagnia dei giusti. Non è solo una ricompensa individuale, ma l’inserimento in una comunità di anime rette, come eredi spirituali dei profeti e dei santi.

  • Versetto 10: Si descrive la fragilità di una fede superficiale: dichiarare di credere è facile, ma quando sopraggiungono persecuzioni o difficoltà, alcuni vacillano e considerano le prove come un castigo. Tuttavia, se giunge un aiuto divino, essi si dichiarano parte dei credenti. Questo smaschera l’ipocrisia, mostrando che la vera fede si misura nella costanza, non nell’opportunismo.

  • Versetto 11: DIO non ha bisogno di prove esteriori, Egli conosce già i cuori, ma le prove della vita manifestano la differenza tra sincerità e ipocrisia. Il testo rende chiaro che l’ipocrita non può nascondersi per sempre: le circostanze lo svelano.

  • Versetto 12: I miscredenti cercano di sedurre i credenti con false promesse: “Seguiteci, e ci prenderemo noi le vostre colpe”. Ma nessuno può portare il peso del peccato altrui davanti a DIO. È una grande lezione interreligiosa: la responsabilità è personale, e ciascuno risponderà delle proprie azioni.

Insieme, questi versetti dipingono il contrasto tra fede autentica e fede apparente, tra sincerità e inganno. Essi insegnano che la vera fede è resiliente, non opportunista, e che nessun uomo può salvarne un altro caricandosi delle sue colpe: la salvezza dipende dalla relazione personale e sincera con DIO.

Versetti 13-16

 

VersettoItalianoInglese (Noble Quran)AraboTraslitterazione
1313. Ma porteranno i propri fardelli e anche altri fardelli insieme ai loro, e nel Giorno della Resurrezione saranno interrogati su ciò che inventavano.13. But they will surely carry their own burdens, and burdens along with their burdens; and they will surely be questioned on the Day of Resurrection about what they used to invent.وَلَيَحْمِلُنَّ أَثْقَالَهُمْ وَأَثْقَالًا مَّعَ أَثْقَالِهِمْ ۖ وَلَيُسْأَلُنَّ يَوْمَ الْقِيَامَةِ عَمَّا كَانُوا يَفْتَرُونَWa la yahmilunna athqalahum wa athqalan ma‘a athqalihim wa layus’alunna yawma al-qiyamati ‘amma kanoo yaftaroon.
1414. Già inviammo Noè al suo popolo: rimase tra loro mille anni meno cinquanta; poi il diluvio li colse mentre erano ingiusti.14. And We certainly sent Noah to his people, and he remained among them a thousand years less fifty; and the flood seized them while they were wrongdoers.وَلَقَدْ أَرْسَلْنَا نُوحًا إِلَىٰ قَوْمِهِ فَلَبِثَ فِيهِمْ أَلْفَ سَنَةٍ إِلَّا خَمْسِينَ عَامًا فَأَخَذَهُمُ الطُّوفَانُ وَهُمْ ظَالِمُونَWa laqad arsalna Noohan ila qawmihi falabitha feehim alfa sanatin illa khamseena ‘aman fa akhadhahumu at-toofanu wahum zalimoon.
1515. E lo salvammo insieme con quelli che erano nell’Arca, e ne facemmo un segno per i mondi.15. But We saved him and the companions of the ship, and We made it a sign for the worlds.فَأَنجَيْنَاهُ وَأَصْحَابَ السَّفِينَةِ وَجَعَلْنَاهَا آيَةً لِّلْعَالَمِينَFa anjaynahu wa as-haba as-safeenati wa ja‘alnaha ayatan lil-‘alameen.
1616. E Abramo quando disse al suo popolo: «Adorate DIO e temeteLo: ciò è meglio per voi, se solo sapeste!».16. And Abraham, when he said to his people, “Worship ALLAH and fear Him; that is best for you, if you should know.وَإِبْرَاهِيمَ إِذْ قَالَ لِقَوْمِهِ اعْبُدُوا اللَّهَ وَاتَّقُوهُ ۖ ذَٰلِكُمْ خَيْرٌ لَّكُمْ إِن كُنتُمْ تَعْلَمُونَWa Ibrahima idh qala liqawmihi u‘budoo Allaha wattaqoohu dhalikum khayrun lakum in kuntum ta‘lamoon.

Commento ai versetti 13–16

  • Versetto 13: I peccatori che illudono gli altri con false promesse non solo porteranno il peso delle proprie colpe, ma anche parte delle colpe di coloro che hanno fuorviato. La responsabilità individuale resta intatta, ma chi inganna diventa corresponsabile delle deviazioni che ha causato.

  • Versetto 14: La missione di Noè viene presentata come simbolo di perseveranza: novecentocinquanta anni di predicazione senza stancarsi. La sua lunga missione ricorda che la fede non si misura in successi immediati, ma nella costanza nel tempo. Alla fine, la punizione divina giunse su un popolo che aveva scelto l’ingiustizia.

  • Versetto 15: L’Arca diventa segno universale, memoria della salvezza e della misericordia di DIO per i Suoi servi. La storia di Noè rimane un monito: anche se il mondo sembra travolto, chi si rifugia nella fede è salvato.

  • Versetto 16: Inizia il richiamo alla missione di Abramo, il patriarca condiviso dalle tre religioni abramitiche. Il suo invito semplice e diretto è un manifesto di monoteismo puro: adorare DIO e temerLo, perché questa è la via migliore per il bene autentico. Abramo si presenta non come innovatore, ma come restauratore della verità originaria.

Questi versetti, che collegano Noè e Abramo, mostrano la continuità della rivelazione: i profeti hanno sempre richiamato al monoteismo, all’obbedienza a DIO e alla responsabilità personale. Sono storie che attraversano e uniscono ebrei, cristiani e musulmani, richiamando ciascuno alla fedeltà alla stessa radice.

Versetti 17–22

Versetto Arabo Translitterazione Traduzione Maulana Muhammad Ali Traduzione ASH
17 إِنَّمَا تَعْبُدُونَ مِن دُونِ اللَّهِ أَوْثَانًا وَتَخْلُقُونَ إِفْكًا ۚ إِنَّ الَّذِينَ تَعْبُدُونَ مِن دُونِ اللَّهِ لَا يَمْلِكُونَ لَكُمْ رِزْقًا فَابْتَغُوا عِندَ اللَّهِ الرِّزْقَ وَاعْبُدُوهُ وَاشْكُرُوا لَهُ ۖ إِلَيْهِ تُرْجَعُونَ Innamā taʿbudūna min dūni Allāhi awthānan wa takhluqūna ifkā. Inna alladhīna taʿbudūna min dūni Allāhi lā yamlikūna lakum rizqā fa-btaghū ʿinda Allāhi al-rizqa waʿbudūhu wa-shkurū lah. Ilayhi turjaʿūn. You only serve idols besides Allah and you forge a lie. Surely those whom you serve besides Allah control not for you any sustenance, so seek sustenance from Allah and serve Him and be grateful to Him. To Him you will be returned. Voi adorate all’infuori di DIO soltanto idoli e costruite menzogne. Coloro che adorate all’infuori di DIO non possiedono per voi alcun sostentamento. Cercate dunque presso DIO il sostentamento, adorateLo e siateGli riconoscenti. A Lui sarete ricondotti.
18 وَإِن تُكَذِّبُوا فَقَدْ كَذَّبَ أُمَمٌ مِّن قَبْلِكُمْ ۖ وَمَا عَلَى الرَّسُولِ إِلَّا الْبَلَاغُ الْمُبِينُ Wa in tukadhdhibū faqad kadhdhaba umamun min qablikum. Wa mā ʿalā al-rasūli illā al-balāghu al-mubīn. And if you reject, nations before you did indeed reject. And the duty of the Messenger is only to deliver clearly. E se negate la verità, già altre comunità prima di voi negarono. Sul Messaggero non vi è altro obbligo se non la trasmissione chiara.
19 أَوَلَمْ يَرَوْا كَيْفَ يُبْدِئُ اللَّهُ الْخَلْقَ ثُمَّ يُعِيدُهُ ۚ إِنَّ ذَٰلِكَ عَلَى اللَّهِ يَسِيرٌ Awa lam yaraw kayfa yubdiʾu Allāhu al-khalqa thumma yuʿīduh. Inna dhālika ʿalā Allāhi yasīr. See they not how Allah originates creation, then reproduces it? Surely that is easy to Allah. Non vedono forse come DIO origina la creazione e poi la rinnova? In verità ciò è facile per DIO.
20 قُلْ سِيرُوا فِي الْأَرْضِ فَانظُرُوا كَيْفَ بَدَأَ الْخَلْقَ ۚ ثُمَّ اللَّهُ يُنشِئُ النَّشْأَةَ الْآخِرَةَ ۚ إِنَّ اللَّهَ عَلَىٰ كُلِّ شَيْءٍ قَدِيرٌ Qul sīrū fī al-arḍi فانẓurū kayfa badaʾa al-khalq. Thumma Allāhu yunshiʾu al-nashʾata al-ākhirah. Inna Allāha ʿalā kulli shayʾin qadīr. Say: Travel in the earth, then see how He makes the first creation. Then Allah creates the latter creation. Surely Allah is Possessor of power over all things. Di’: “Percorrete la terra e osservate come Egli abbia dato inizio alla creazione.” Poi DIO farà sorgere la creazione finale. In verità DIO è Onnipotente sopra ogni cosa.
21 يُعَذِّبُ مَن يَشَاءُ وَيَرْحَمُ مَن يَشَاءُ ۖ وَإِلَيْهِ تُقْلَبُونَ Yuʿadhdhibu man yashāʾu wa yarḥamu man yashāʾ. Wa ilayhi tuqlabūn. He punishes whom He pleases and has mercy on whom He pleases, and to Him you will be turned back. Egli punisce chi vuole e usa misericordia verso chi vuole, e a Lui sarete ricondotti.
22 وَمَا أَنتُم بِمُعْجِزِينَ فِي الْأَرْضِ وَلَا فِي السَّمَاءِ ۖ وَمَا لَكُم مِّن دُونِ اللَّهِ مِن وَلِيٍّ وَلَا نَصِيرٍ Wa mā antum bi-muʿjizīna fī al-arḍi wa lā fī al-samāʾ. Wa mā lakum min dūni Allāhi min waliyyin wa lā naṣīr. And you cannot escape in the earth nor in the heaven. And you have no protector or helper besides Allah. Non potrete sfuggire né sulla terra né nel cielo, e non avete all’infuori di DIO alcun protettore né alcun soccorritore.

Nota (vv.17–18):
Questi versetti riprendono il tema abramitico fondamentale della lotta contro l’idolatria. Il Corano non limita il concetto di “idolo” alla semplice statua materiale, ma include tutto ciò che sostituisce DIO nel cuore dell’uomo: potere, ricchezza, ego, appartenenza tribale o costruzioni religiose prive di spirito. Il richiamo al sostentamento (“rizq”) è centrale: il vero nutrimento proviene solo da DIO. Il v.18 stabilisce inoltre una continuità profetica universale: ogni profeta è stato rifiutato da parte del proprio popolo, e il compito del Messaggero rimane quello di trasmettere con chiarezza, non di costringere.

Nota (vv.19–20):
Questi versetti invitano l’uomo a osservare la creazione come segno della potenza divina. Vi è quasi un invito alla contemplazione della natura, della storia e perfino della ricerca umana. L’ordine “Percorrete la terra” suggerisce uno spirito di studio e riflessione che attraversa molte tradizioni abramitiche. La resurrezione viene presentata come naturale prosecuzione della prima creazione: Colui che ha originato la vita può certamente rinnovarla.

Nota (vv.21–22):
La misericordia divina precede sempre il giudizio, ma il testo ricorda anche la responsabilità dell’uomo. Nessuna creatura può sottrarsi all’ordine di DIO o trovare protezione definitiva al di fuori di Lui. Questo tema ritorna spesso nella Torah, nei Salmi, nei Vangeli e nel Corano: l’essere umano è fragile quando si separa dal Creatore, ma ritrova forza quando ritorna a Lui.

Versetti 23–27

Versetto Arabo Translitterazione Traduzione Maulana Muhammad Ali Traduzione ASH
23 وَالَّذِينَ كَفَرُوا بِآيَاتِ اللَّهِ وَلِقَائِهِ أُولَٰئِكَ يَئِسُوا مِن رَّحْمَتِي وَأُولَٰئِكَ لَهُمْ عَذَابٌ أَلِيمٌ Wa alladhīna kafarū bi-āyāti Allāhi wa liqāʾihi ulāʾika yaʾisū min raḥmatī wa ulāʾika lahum ʿadhābun alīm. And those who disbelieve in the messages of Allah and the meeting with Him, such despair of My mercy, and for them is a painful chastisement. Coloro che non credono nei segni di DIO e nell’incontro con Lui, essi disperano della Mia misericordia, e per loro vi sarà un castigo doloroso.
24 فَمَا كَانَ جَوَابَ قَوْمِهِ إِلَّا أَن قَالُوا اقْتُلُوهُ أَوْ حَرِّقُوهُ فَأَنجَاهُ اللَّهُ مِنَ النَّارِ ۚ إِنَّ فِي ذَٰلِكَ لَآيَاتٍ لِّقَوْمٍ يُؤْمِنُونَ Fa mā kāna jawāba qawmihi illā an qālū uqtulūhu aw ḥarriqūh. Fa anjāhu Allāhu mina al-nār. Inna fī dhālika la-āyātin li-qawmin yuʾminūn. But the answer of his people was only that they said: Slay him or burn him. But Allah saved him from the fire. Surely in this are signs for a people who believe. La risposta del suo popolo fu soltanto: “Uccidetelo oppure bruciatelo.” Ma DIO lo salvò dal fuoco. In verità in questo vi sono segni per un popolo che crede.
25 وَقَالَ إِنَّمَا اتَّخَذْتُم مِّن دُونِ اللَّهِ أَوْثَانًا مَّوَدَّةَ بَيْنِكُمْ فِي الْحَيَاةِ الدُّنْيَا ۖ ثُمَّ يَوْمَ الْقِيَامَةِ يَكْفُرُ بَعْضُكُم بِبَعْضٍ وَيَلْعَنُ بَعْضُكُم بَعْضًا وَمَأْوَاكُمُ النَّارُ وَمَا لَكُم مِّن نَّاصِرِينَ Wa qāla innamā ittakhadhtum min dūni Allāhi awthānan mawaddata baynikum fī al-ḥayāti al-dunyā. Thumma yawma al-qiyāmati yakfuru baʿḍukum bi-baʿḍin wa yalʿanu baʿḍukum baʿḍā. Wa maʾwākumu al-nāru wa mā lakum min nāṣirīn. And he said: You have only taken idols besides Allah for friendship between you in this world’s life. Then on the Day of Resurrection some of you will deny others, and some of you will curse others. And your abode is the Fire, and you will have no helpers. E disse: “Avete preso all’infuori di DIO degli idoli soltanto per mantenere affetto reciproco nella vita terrena. Poi, nel Giorno della Resurrezione, vi rinnegherete a vicenda e vi maledirete l’un l’altro. Il vostro rifugio sarà il Fuoco e non avrete alcun soccorritore.”
26 فَآمَنَ لَهُ لُوطٌ ۘ وَقَالَ إِنِّي مُهَاجِرٌ إِلَىٰ رَبِّي ۖ إِنَّهُ هُوَ الْعَزِيزُ الْحَكِيمُ Fa āmana lahu Lūṭ. Wa qāla innī muhājirun ilā rabbī. Innahu huwa al-ʿazīzu al-ḥakīm. So Lot believed in him. And he said: I flee to my Lord. Surely He is the Mighty, the Wise. Lot credette in lui. Ed egli disse: “In verità io emigrerò verso il mio SIGNORE.” In verità Egli è il Potente, il Sapiente.
27 وَوَهَبْنَا لَهُ إِسْحَاقَ وَيَعْقُوبَ وَجَعَلْنَا فِي ذُرِّيَّتِهِ النُّبُوَّةَ وَالْكِتَابَ وَآتَيْنَاهُ أَجْرَهُ فِي الدُّنْيَا ۖ وَإِنَّهُ فِي الْآخِرَةِ لَمِنَ الصَّالِحِينَ Wa wahabnā lahu Isḥāqa wa Yaʿqūba wa jaʿalnā fī dhurriyyatihi al-nubuwwata wa al-kitāb. Wa ātaynāhu ajrahu fī al-dunyā. Wa innahu fī al-ākhirati lamina al-ṣāliḥīn. And We granted him Isaac and Jacob, and ordained among his progeny prophethood and the Book, and We gave him his reward in this world; and in the Hereafter he is surely among the righteous. E gli concedemmo Isacco e Giacobbe, e stabilimmo nella sua discendenza la profezia e il Libro. Gli concedemmo la sua ricompensa in questa vita, e nell’Altra egli sarà certamente tra i giusti.

Nota (vv.24–25):
Il racconto di Abramo ritorna come simbolo universale del credente che si oppone all’idolatria dominante. Il fuoco rappresenta non soltanto la persecuzione fisica, ma anche il tentativo umano di distruggere la verità spirituale. Il v.25 è particolarmente profondo perché mostra come molte forme di idolatria nascano dal bisogno umano di appartenenza sociale, potere o approvazione reciproca. Gli idoli diventano così strumenti di coesione terrena, ma incapaci di salvare spiritualmente l’uomo.

Nota (vv.26–27):
L’emigrazione di Abramo (“hijrah”) verso il suo SIGNORE non è soltanto geografica ma spirituale: lasciare un ambiente dominato dall’ingiustizia per avvicinarsi maggiormente a DIO. Questo tema attraversa tutta la spiritualità abramitica: l’esodo, il pellegrinaggio, il distacco dall’idolatria interiore. Il v.27 è centrale per l’interreligiosità, poiché presenta Abramo come radice comune della profezia e della Rivelazione. Nella sua discendenza vengono posti “la profezia e il Libro”, richiamando la continuità tra Torah, Vangelo e Corano.

Versetti 28–35

Versetto Arabo Translitterazione Traduzione Maulana Muhammad Ali Traduzione ASH
28 وَلُوطًا إِذْ قَالَ لِقَوْمِهِ إِنَّكُمْ لَتَأْتُونَ الْفَاحِشَةَ مَا سَبَقَكُم بِهَا مِنْ أَحَدٍ مِّنَ الْعَالَمِينَ Wa Lūṭan idh qāla li-qawmihi innakum la-taʾtūna al-fāḥishata mā sabaqakum bihā min aḥadin mina al-ʿālamīn. And Lot, when he said to his people: Surely you commit an indecency which none in the nations has ever done before you. E Lot, quando disse al suo popolo: “In verità voi commettete una turpitudine che nessuno tra i mondi aveva commesso prima di voi.”
29 أَئِنَّكُمْ لَتَأْتُونَ الرِّجَالَ وَتَقْطَعُونَ السَّبِيلَ وَتَأْتُونَ فِي نَادِيكُمُ الْمُنكَرَ ۖ فَمَا كَانَ جَوَابَ قَوْمِهِ إِلَّا أَن قَالُوا ائْتِنَا بِعَذَابِ اللَّهِ إِن كُنتَ مِنَ الصَّادِقِينَ Aʾinnakum la-taʾtūna al-rijāla wa taqṭaʿūna al-sabīla wa taʾtūna fī nādīkumu al-munkar. Fa mā kāna jawāba qawmihi illā an qālū iʾtinā bi-ʿadhābi Allāhi in kunta mina al-ṣādiqīn. What! Do you come to males and cut off the highway, and commit evil deeds in your assemblies? But the answer of his people was only that they said: Bring on us Allah’s punishment, if you are truthful. “Vi accostate agli uomini, interrompete la via e praticate il male nelle vostre assemblee?” Ma la risposta del suo popolo fu soltanto: “Fa’ venire su di noi il castigo di DIO, se sei veritiero.”
30 قَالَ رَبِّ انصُرْنِي عَلَى الْقَوْمِ الْمُفْسِدِينَ Qāla rabbi unṣurnī ʿalā al-qawmi al-mufsidīn. He said: My Lord, help me against the mischief-making people. Disse: “Mio SIGNORE, soccorrimi contro il popolo dei corruttori.”
31 وَلَمَّا جَاءَتْ رُسُلُنَا إِبْرَاهِيمَ بِالْبُشْرَىٰ قَالُوا إِنَّا مُهْلِكُو أَهْلِ هَٰذِهِ الْقَرْيَةِ ۖ إِنَّ أَهْلَهَا كَانُوا ظَالِمِينَ Wa lammā jāʾat rusulunā Ibrāhīma bi-al-bushrā qālū innā muhlikū ahli hādhihi al-qaryah. Inna ahlahā kānū ẓālimīn. And when Our messengers came to Abraham with good news, they said: We are going to destroy the people of this town; surely its people are wrongdoers. Quando i Nostri messaggeri portarono ad Abramo la buona notizia, dissero: “Distruggeremo gli abitanti di questa città, poiché i suoi abitanti sono ingiusti.”
32 قَالَ إِنَّ فِيهَا لُوطًا ۚ قَالُوا نَحْنُ أَعْلَمُ بِمَن فِيهَا ۖ لَنُنَجِّيَنَّهُ وَأَهْلَهُ إِلَّا امْرَأَتَهُ كَانَتْ مِنَ الْغَابِرِينَ Qāla inna fīhā Lūṭā. Qālū naḥnu aʿlamu bi-man fīhā. La-nunajjiyannahu wa ahlahu illā imraʾatahu kānat mina al-ghābirīn. He said: Surely Lot is in it. They said: We know best who is in it. We shall certainly save him and his followers, except his wife; she is of those who remain behind. Disse: “Ma vi è Lot.” Risposero: “Noi sappiamo bene chi vi si trova. Salveremo certamente lui e la sua famiglia, eccetto sua moglie: sarà tra coloro che rimarranno indietro.”
33 وَلَمَّا أَن جَاءَتْ رُسُلُنَا لُوطًا سِيءَ بِهِمْ وَضَاقَ بِهِمْ ذَرْعًا وَقَالُوا لَا تَخَفْ وَلَا تَحْزَنْ ۖ إِنَّا مُنَجُّوكَ وَأَهْلَكَ إِلَّا امْرَأَتَكَ كَانَتْ مِنَ الْغَابِرِينَ Wa lammā an jāʾat rusulunā Lūṭan sīʾa bihim wa ḍāqa bihim dharʿā wa qālū lā takhaf wa lā taḥzan. Innā munajjūka wa ahlaka illā imraʾataka kānat mina al-ghābirīn. And when Our messengers came to Lot, he was grieved on account of them and his power failed him. And they said: Fear not, nor grieve; surely we shall save you and your followers, except your wife; she is of those who remain behind. Quando i Nostri messaggeri giunsero da Lot, egli ne fu angosciato e si sentì impotente per loro. Dissero: “Non temere e non rattristarti. Noi salveremo certamente te e la tua famiglia, eccetto tua moglie: sarà tra coloro che rimarranno indietro.”
34 إِنَّا مُنزِلُونَ عَلَىٰ أَهْلِ هَٰذِهِ الْقَرْيَةِ رِجْزًا مِّنَ السَّمَاءِ بِمَا كَانُوا يَفْسُقُونَ Innā munzilūna ʿalā ahli hādhihi al-qaryati rijzan mina al-samāʾi bimā kānū yafsuqūn. Surely We are going to bring down upon the people of this town a punishment from heaven because they transgressed. In verità faremo scendere sugli abitanti di questa città un castigo dal cielo, poiché erano perversi.”
35 وَلَقَد تَّرَكْنَا مِنْهَا آيَةً بَيِّنَةً لِّقَوْمٍ يَعْقِلُونَ Wa laqad taraknā minhā āyatan bayyinatan li-qawmin yaʿqilūn. And certainly We have left a clear sign of it for a people who understand. E certamente ne abbiamo lasciato un segno evidente per un popolo che riflette.

Nota (vv.28–29):
Il racconto del popolo di Lot è uno dei più discussi dell’intera tradizione abramitica. Nel testo coranico l’enfasi non è posta esclusivamente su una singola colpa, ma su un insieme di corruzioni sociali: violenza, oppressione, rottura dell’ordine morale, aggressione ai viandanti e degradazione pubblica delle assemblee. Il Corano descrive una società che aveva normalizzato l’ingiustizia e la prevaricazione. Per questo motivo molti studiosi ritengono riduttivo interpretare questi versetti esclusivamente in chiave sessuale, senza considerare il contesto più ampio di abuso, violenza e disordine collettivo.

Nota (vv.30–33):
Lot appare come figura del giusto isolato all’interno di una società corrotta. La sua angoscia davanti ai messaggeri riflette la fragilità umana dei profeti, spesso presentati nelle Scritture non come esseri sovrumani, ma come uomini sinceri che affrontano paura, solitudine e persecuzione. Il conforto divino (“Non temere e non rattristarti”) richiama molti episodi biblici e coranici nei quali DIO sostiene i Suoi servi nei momenti di maggiore difficoltà.

Nota (vv.34–35):
Il “segno evidente” lasciato dopo la distruzione della città viene interpretato nella tradizione sia come traccia storica sia come ammonimento spirituale. La rovina di una civiltà nasce, secondo il testo, dalla corruzione protratta e dalla perdita della giustizia. Il versetto conclude rivolgendosi a “coloro che riflettono”, mostrando ancora una volta quanto il Corano richiami continuamente l’intelligenza, la meditazione e la responsabilità morale dell’essere umano.

Versetti 36–44

Versetto Arabo Translitterazione Traduzione Maulana Muhammad Ali Traduzione ASH
36 وَإِلَىٰ مَدْيَنَ أَخَاهُمْ شُعَيْبًا فَقَالَ يَا قَوْمِ اعْبُدُوا اللَّهَ وَارْجُوا الْيَوْمَ الْآخِرَ وَلَا تَعْثَوْا فِي الْأَرْضِ مُفْسِدِينَ Wa ilā Madyana akhāhum Shuʿayban fa-qāla yā qawmi uʿbudū Allāha wa-irjū al-yawma al-ākhira wa lā taʿthaw fī al-arḍi mufsidīn. And to Midian We sent their brother Shuʿaib. So he said: O my people, serve Allah and hope for the Last Day, and act not corruptly in the earth, making mischief. E a Madyan inviammo il loro fratello Shuʿayb, che disse: “O popolo mio, adorate DIO, sperate nell’Ultimo Giorno e non seminate corruzione sulla terra.”
37 فَكَذَّبُوهُ فَأَخَذَتْهُمُ الرَّجْفَةُ فَأَصْبَحُوا فِي دَارِهِمْ جَاثِمِينَ Fa-kadhdhabūhu fa-akhadhathumu al-rajfatu fa-aṣbaḥū fī dārihim jāthimīn. But they rejected him, so a severe earthquake overtook them, and they lay prostrate in their homes. Ma lo negarono, e il terremoto li colpì, così giacquero nelle loro dimore senza vita.
38 وَعَادًا وَثَمُودَ وَقَد تَّبَيَّنَ لَكُم مِّن مَّسَاكِنِهِمْ ۖ وَزَيَّنَ لَهُمُ الشَّيْطَانُ أَعْمَالَهُمْ فَصَدَّهُمْ عَنِ السَّبِيلِ وَكَانُوا مُسْتَبْصِرِينَ Wa ʿĀdan wa Thamūda wa qad tabayyana lakum min masākinihim. Wa zayyana lahumu al-shayṭānu aʿmālahum fa-ṣaddahum ʿani al-sabīli wa kānū mustabṣirīn. And ʿĀd and Thamūd! And their dwellings are indeed clear to you. And the devil made their deeds fair-seeming to them, thus turning them away from the path, though they could see. E anche gli ʿĀd e i Thamūd: le loro dimore vi sono ben note. Satana rese belle ai loro occhi le loro azioni e li distolse dalla Via, sebbene fossero dotati di comprensione.
39 وَقَارُونَ وَفِرْعَوْنَ وَهَامَانَ ۖ وَلَقَدْ جَاءَهُم مُّوسَىٰ بِالْبَيِّنَاتِ فَاسْتَكْبَرُوا فِي الْأَرْضِ وَمَا كَانُوا سَابِقِينَ Wa Qārūna wa Firʿawna wa Hāmān. Wa laqad jāʾahum Mūsā bi-al-bayyināti fa-istakbarū fī al-arḍi wa mā kānū sābiqīn. And قارون and Pharaoh and Haman! And certainly Moses came to them with clear arguments, but they behaved haughtily in the land; and they could not outstrip Us. E anche Qārūn, il Faraone e Hāmān. Mosè giunse loro con prove evidenti, ma essi si insuperbirono sulla terra e non poterono sfuggire.
40 فَكُلًّا أَخَذْنَا بِذَنبِهِ ۖ فَمِنْهُم مَّنْ أَرْسَلْنَا عَلَيْهِ حَاصِبًا وَمِنْهُم مَّنْ أَخَذَتْهُ الصَّيْحَةُ وَمِنْهُم مَّنْ خَسَفْنَا بِهِ الْأَرْضَ وَمِنْهُم مَّنْ أَغْرَقْنَا ۚ وَمَا كَانَ اللَّهُ لِيَظْلِمَهُمْ وَلَٰكِن كَانُوا أَنفُسَهُمْ يَظْلِمُونَ Fa-kullan akhadhnā bi-dhanbih. Fa-minhum man arsalnā ʿalayhi ḥāṣiban wa minhum man akhadhathu al-ṣayḥatu wa minhum man khasafnā bihi al-arḍa wa minhum man aghraqnā. Wa mā kāna Allāhu li-yaẓlimahum wa lākin kānū anfusahum yaẓlimūn. So each We punished for his sin. Of them was he on whom We sent a violent storm, and of them was he who was overtaken by a violent blast, and of them was he whom We caused the earth to swallow, and of them was he whom We drowned. And Allah wronged them not, but they wronged themselves. Così ciascuno lo colpimmo per il suo peccato: su alcuni inviammo una tempesta di pietre, altri furono colpiti dal Grido, altri ancora facemmo sprofondare nella terra e altri li annegammo. DIO non fece loro torto, ma furono essi stessi a fare torto a sé stessi.
41 مَثَلُ الَّذِينَ اتَّخَذُوا مِن دُونِ اللَّهِ أَوْلِيَاءَ كَمَثَلِ الْعَنكَبُوتِ اتَّخَذَتْ بَيْتًا ۖ وَإِنَّ أَوْهَنَ الْبُيُوتِ لَبَيْتُ الْعَنكَبُوتِ ۖ لَوْ كَانُوا يَعْلَمُونَ Mathalu alladhīna ittakhadhū min dūni Allāhi awliyāʾa ka-mathali al-ʿankabūti ittakhadhat baytā. Wa inna awhana al-buyūti la-baytu al-ʿankabūt. Law kānū yaʿlamūn. The parable of those who take guardians besides Allah is as the parable of the spider that makes for itself a house. And surely the frailest of houses is the spider’s house — if they but knew. L’esempio di coloro che prendono protettori all’infuori di DIO è simile al ragno che si costruisce una casa. E in verità la più fragile delle case è la casa del ragno, se solo sapessero.
42 إِنَّ اللَّهَ يَعْلَمُ مَا يَدْعُونَ مِن دُونِهِ مِن شَيْءٍ ۚ وَهُوَ الْعَزِيزُ الْحَكِيمُ Inna Allāha yaʿlamu mā yadʿūna min dūnihi min shayʾ. Wa huwa al-ʿazīzu al-ḥakīm. Surely Allah knows whatever thing they call upon besides Him. And He is the Mighty, the Wise. In verità DIO conosce qualunque cosa essi invochino all’infuori di Lui. Ed Egli è il Potente, il Sapiente.
43 وَتِلْكَ الْأَمْثَالُ نَضْرِبُهَا لِلنَّاسِ ۖ وَمَا يَعْقِلُهَا إِلَّا الْعَالِمُونَ Wa tilka al-amthālu naḍribuhā li-al-nāsi wa mā yaʿqiluhā illā al-ʿālimūn. And these parables — We set them forth for people, and none understand them save the learned. Questi esempi Noi li proponiamo agli uomini, ma non li comprendono se non coloro che possiedono conoscenza.
44 خَلَقَ اللَّهُ السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضَ بِالْحَقِّ ۚ إِنَّ فِي ذَٰلِكَ لَآيَةً لِّلْمُؤْمِنِينَ Khalaqa Allāhu al-samāwāti wa al-arḍa bi-al-ḥaqq. Inna fī dhālika la-āyatan li-al-muʾminīn. Allah created the heavens and the earth with truth. Surely in this is a sign for the believers. DIO ha creato i cieli e la terra secondo verità. In verità in questo vi è un segno per i credenti.

Nota (vv.36–40):
Questi versetti raccolgono diversi esempi di popoli e figure che rifiutarono la giustizia divina: Shuʿayb, gli ʿĀd, i Thamūd, Qārūn, il Faraone e Hāmān. Il filo comune non è soltanto la miscredenza, ma soprattutto l’arroganza, la corruzione e l’abuso del potere. Il Corano insiste sul fatto che DIO non opprime gli uomini: sono gli uomini stessi che, perseverando nell’ingiustizia, preparano la propria rovina spirituale e sociale.

Nota (v.41):
Questo è il versetto centrale della Surah. La casa del ragno rappresenta la fragilità delle false sicurezze umane: potere, denaro, idolatria, orgoglio, strutture religiose prive di sincerità o alleanze costruite senza DIO. La ragnatela appare complessa e raffinata, ma rimane estremamente fragile. Così anche molte costruzioni umane sembrano solide esteriormente, ma crollano quando manca la verità spirituale. La metafora possiede una straordinaria profondità teologica e filosofica, ed è uno dei simboli più potenti dell’intero Corano.

Nota (vv.42–43):
Il Corano sottolinea che le parabole non sono semplici immagini poetiche, ma strumenti di conoscenza. Solo coloro che cercano sinceramente la comprensione riescono a coglierne il significato profondo. Questo principio richiama anche le parabole bibliche e l’idea che la vera sapienza richieda umiltà, riflessione e apertura del cuore.

Nota (v.44):
La creazione “secondo verità” indica che l’universo non è casuale o privo di significato. Il mondo viene presentato come un segno continuo della presenza e della sapienza di DIO. Natura, storia e coscienza diventano così luoghi nei quali l’essere umano può contemplare il Creatore.

Versetti 45–52

Versetto Arabo Translitterazione Traduzione Maulana Muhammad Ali Traduzione ASH
45 اتْلُ مَا أُوحِيَ إِلَيْكَ مِنَ الْكِتَابِ وَأَقِمِ الصَّلَاةَ ۖ إِنَّ الصَّلَاةَ تَنْهَىٰ عَنِ الْفَحْشَاءِ وَالْمُنكَرِ ۗ وَلَذِكْرُ اللَّهِ أَكْبَرُ ۗ وَاللَّهُ يَعْلَمُ مَا تَصْنَعُونَ Utlu mā ūḥiya ilayka mina al-kitābi wa aqimi al-ṣalāh. Inna al-ṣalāta tanhā ʿani al-faḥshāʾi wa al-munkar. Wa la-dhikru Allāhi akbar. Wa Allāhu yaʿlamu mā taṣnaʿūn. Recite that which has been revealed to you of the Book and keep up prayer. Surely prayer keeps one away from indecency and evil. And certainly the remembrance of Allah is the greatest. And Allah knows what you do. Recita ciò che ti è stato rivelato del Libro e compi la preghiera. In verità la preghiera allontana dalla turpitudine e dal male. E certamente il ricordo di DIO è la cosa più grande. DIO conosce ciò che fate.
46 وَلَا تُجَادِلُوا أَهْلَ الْكِتَابِ إِلَّا بِالَّتِي هِيَ أَحْسَنُ إِلَّا الَّذِينَ ظَلَمُوا مِنْهُمْ ۖ وَقُولُوا آمَنَّا بِالَّذِي أُنزِلَ إِلَيْنَا وَأُنزِلَ إِلَيْكُمْ وَإِلَٰهُنَا وَإِلَٰهُكُمْ وَاحِدٌ وَنَحْنُ لَهُ مُسْلِمُونَ Wa lā tujādilū ahla al-kitābi illā bi-allatī hiya aḥsan illā alladhīna ẓalamū minhum. Wa qūlū āmannā bi-alladhī unzila ilaynā wa unzila ilaykum wa ilāhunā wa ilāhukum wāḥid wa naḥnu lahu muslimūn. And argue not with the People of the Book except by what is best, save such of them as act unjustly, and say: We believe in that which has been revealed to us and revealed to you, and our God and your God is One, and to Him we submit. Non disputate con la Gente del Libro se non nel modo migliore, eccetto coloro tra loro che commettono ingiustizia. E dite: “Noi crediamo in ciò che è stato rivelato a noi e in ciò che è stato rivelato a voi. Il nostro DIO e il vostro DIO è Uno solo, e a Lui noi ci sottomettiamo.”
47 وَكَذَٰلِكَ أَنزَلْنَا إِلَيْكَ الْكِتَابَ ۚ فَالَّذِينَ آتَيْنَاهُمُ الْكِتَابَ يُؤْمِنُونَ بِهِ ۖ وَمِنْ هَٰؤُلَاءِ مَن يُؤْمِنُ بِهِ ۚ وَمَا يَجْحَدُ بِآيَاتِنَا إِلَّا الْكَافِرُونَ Wa kadhālika anzalnā ilayka al-kitāb. Fa-alladhīna ātaynāhumu al-kitāba yuʾminūna bih. Wa min hāʾulāʾi man yuʾminu bih. Wa mā yajḥadu bi-āyātinā illā al-kāfirūn. And thus have We revealed the Book to you. So those to whom We gave the Book believe in it, and of these there are those who believe in it. And none deny Our messages except the disbelievers. Così abbiamo fatto scendere su di te il Libro. Coloro ai quali abbiamo dato il Libro credono in esso, e anche tra questi vi sono coloro che credono. Nessuno nega i Nostri segni se non i miscredenti.
48 وَمَا كُنتَ تَتْلُو مِن قَبْلِهِ مِن كِتَابٍ وَلَا تَخُطُّهُ بِيَمِينِكَ ۖ إِذًا لَّارْتَابَ الْمُبْطِلُونَ Wa mā kunta tatlū min qablihi min kitābin wa lā takhuṭṭuhu bi-yamīnik. Idhan la-ir'tāba al-mubṭilūn. And you did not recite before it any book, nor did you transcribe one with your right hand, for then could those who say untrue things have doubted. Tu non recitavi alcun libro prima di questo, né lo scrivevi con la tua mano destra. Altrimenti coloro che seguono la falsità avrebbero dubitato.
49 بَلْ هُوَ آيَاتٌ بَيِّنَاتٌ فِي صُدُورِ الَّذِينَ أُوتُوا الْعِلْمَ ۚ وَمَا يَجْحَدُ بِآيَاتِنَا إِلَّا الظَّالِمُونَ Bal huwa āyātun bayyinātun fī ṣudūri alladhīna ūtū al-ʿilm. Wa mā yajḥadu bi-āyātinā illā al-ẓālimūn. Nay, it is clear messages in the hearts of those who are given knowledge. And none deny Our messages except the unjust. No, esso è composto da segni evidenti custoditi nei cuori di coloro ai quali è stata data la conoscenza. Nessuno nega i Nostri segni se non gli ingiusti.
50 وَقَالُوا لَوْلَا أُنزِلَ عَلَيْهِ آيَاتٌ مِّن رَّبِّهِ ۖ قُلْ إِنَّمَا الْآيَاتُ عِندَ اللَّهِ وَإِنَّمَا أَنَا نَذِيرٌ مُّبِينٌ Wa qālū lawlā unzila ʿalayhi āyātun min rabbih. Qul innamā al-āyātu ʿinda Allāh wa innamā anā nadhīrun mubīn. And they say: Why have not signs been sent down upon him from his Lord? Say: Signs are only with Allah, and I am only a plain warner. E dicono: “Perché non sono stati fatti scendere su di lui dei segni dal suo SIGNORE?” Di’: “I segni appartengono soltanto a DIO, e io sono soltanto un ammonitore evidente.”
51 أَوَلَمْ يَكْفِهِمْ أَنَّا أَنزَلْنَا عَلَيْكَ الْكِتَابَ يُتْلَىٰ عَلَيْهِمْ ۚ إِنَّ فِي ذَٰلِكَ لَرَحْمَةً وَذِكْرَىٰ لِقَوْمٍ يُؤْمِنُونَ Awa lam yakfihim annā anzalnā ʿalayka al-kitāba yutlā ʿalayhim. Inna fī dhālika la-raḥmatan wa dhikrā li-qawmin yuʾminūn. Does it not suffice them that We have revealed to you the Book which is recited to them? Surely there is mercy in this and a reminder for a people who believe. Non basta forse loro che abbiamo fatto scendere su di te il Libro che viene recitato davanti a loro? In verità in questo vi è misericordia e monito per un popolo che crede.
52 قُلْ كَفَىٰ بِاللَّهِ بَيْنِي وَبَيْنَكُمْ شَهِيدًا ۖ يَعْلَمُ مَا فِي السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضِ ۗ وَالَّذِينَ آمَنُوا بِالْبَاطِلِ وَكَفَرُوا بِاللَّهِ أُولَٰئِكَ هُمُ الْخَاسِرُونَ Qul kafā bi-Allāhi baynī wa baynakum shahīdā. Yaʿlamu mā fī al-samāwāti wa al-arḍ. Wa alladhīna āmanū bi-al-bāṭili wa kafarū bi-Allāhi ulāʾika humu al-khāsirūn. Say: Allah is sufficient as a witness between me and you. He knows what is in the heavens and the earth. And those who believe in falsehood and disbelieve in Allah, these it is that are the losers. Di’: “DIO basta come testimone tra me e voi. Egli conosce ciò che è nei cieli e sulla terra.” Coloro che credono nella falsità e non credono in DIO, essi sono i perdenti.

Nota (v.45):
Questo versetto collega direttamente la Rivelazione, la preghiera e la trasformazione morale dell’essere umano. La preghiera autentica non viene presentata come un semplice rito esteriore, ma come una forza spirituale che allontana dall’ingiustizia e dalla corruzione. L’espressione “il ricordo di DIO è la cosa più grande” occupa un posto centrale nella spiritualità islamica e richiama il continuo invito biblico a ricordare il Nome e la presenza del Creatore.

Nota (v.46):
Questo è uno dei versetti fondamentali per il dialogo interreligioso nell’intero Corano. La “Gente del Libro” viene riconosciuta come depositaria di una Rivelazione autentica, e il confronto deve avvenire “nel modo migliore”, cioè con rispetto, sapienza e giustizia. Il versetto afferma inoltre un principio teologico centrale per la visione abramitica: “Il nostro DIO e il vostro DIO è Uno solo.” Questa affermazione costituisce uno dei punti più importanti di continuità tra ebraismo, cristianesimo e islam.

Nota (vv.47–49):
Il Corano si presenta qui non come una rottura totale con le Scritture precedenti, ma come continuità della Rivelazione divina. Il riferimento ai “cuori di coloro ai quali è stata data la conoscenza” sottolinea che la vera comprensione spirituale non dipende soltanto dall’erudizione esteriore, ma anche dalla sincerità interiore e dalla ricerca della verità.

Nota (vv.50–52):
Molti chiedevano segni spettacolari come prova della missione profetica. Il testo però risponde che il segno principale è il Libro stesso: la sua sapienza, il suo richiamo morale e la sua capacità di guidare l’essere umano. La Rivelazione viene presentata come misericordia e memoria viva per coloro che credono.

Versetti 53–63

Versetto Arabo Translitterazione Traduzione Maulana Muhammad Ali Traduzione ASH
53 وَيَسْتَعْجِلُونَكَ بِالْعَذَابِ ۚ وَلَوْلَا أَجَلٌ مُّسَمًّى لَّجَاءَهُمُ الْعَذَابُ ۚ وَلَيَأْتِيَنَّهُم بَغْتَةً وَهُمْ لَا يَشْعُرُونَ Wa yastaʿjilūnaka bi-al-ʿadhāb. Wa lawlā ajalun musammā la-jāʾahumu al-ʿadhāb. Wa la-yaʾtiyannahum baghtatan wa hum lā yashʿurūn. And they ask you to hasten on the chastisement. And had not a term been appointed, the chastisement would certainly have come to them. And it will certainly come to them suddenly, while they perceive not. Ti chiedono di affrettare il castigo. Se non vi fosse un termine stabilito, il castigo sarebbe già giunto su di loro. Ma esso verrà improvvisamente, mentre non se ne accorgono.
54 يَسْتَعْجِلُونَكَ بِالْعَذَابِ وَإِنَّ جَهَنَّمَ لَمُحِيطَةٌ بِالْكَافِرِينَ Yastaʿjilūnaka bi-al-ʿadhāb wa inna jahannama la-muḥīṭatun bi-al-kāfirīn. They ask you to hasten on the chastisement, and surely hell encompasses the disbelievers. Ti chiedono di affrettare il castigo, ma in verità la Geenna già circonda i miscredenti.
55 يَوْمَ يَغْشَاهُمُ الْعَذَابُ مِن فَوْقِهِمْ وَمِن تَحْتِ أَرْجُلِهِمْ وَيَقُولُ ذُوقُوا مَا كُنتُمْ تَعْمَلُونَ Yawma yaghshāhumu al-ʿadhābu min fawqihim wa min taḥti arjulihim wa yaqūlu dhūqū mā kuntum taʿmalūn. On the day when the chastisement will cover them from above them and from beneath their feet, and He will say: Taste what you did. Nel Giorno in cui il castigo li avvolgerà dall’alto e da sotto i loro piedi, sarà detto: “Gustate ciò che avete compiuto.”
56 يَا عِبَادِيَ الَّذِينَ آمَنُوا إِنَّ أَرْضِي وَاسِعَةٌ فَإِيَّايَ فَاعْبُدُونِ Yā ʿibādiya alladhīna āmanū inna arḍī wāsiʿatun fa-iyyāya faʿbudūn. O My servants who believe, surely My earth is vast, so serve Me alone. O Miei servi che credete, in verità la Mia terra è vasta: adorate dunque soltanto Me.
57 كُلُّ نَفْسٍ ذَائِقَةُ الْمَوْتِ ۖ ثُمَّ إِلَيْنَا تُرْجَعُونَ Kullu nafsin dhāʾiqatu al-mawt. Thumma ilaynā turjaʿūn. Every soul must taste of death. Then to Us you will be returned. Ogni anima gusterà la morte. Poi a Noi sarete ricondotti.
58 وَالَّذِينَ آمَنُوا وَعَمِلُوا الصَّالِحَاتِ لَنُبَوِّئَنَّهُم مِّنَ الْجَنَّةِ غُرَفًا تَجْرِي مِن تَحْتِهَا الْأَنْهَارُ خَالِدِينَ فِيهَا ۚ نِعْمَ أَجْرُ الْعَامِلِينَ Wa alladhīna āmanū wa ʿamilū al-ṣāliḥāti la-nubawwiʾannahum mina al-jannati ghurafan tajrī min taḥtihā al-anhāru khālidīna fīhā. Niʿma ajru al-ʿāmilīn. And those who believe and do good, We shall certainly give them an abode in the Garden with lofty buildings beneath which rivers flow, abiding therein. Excellent is the reward of the workers. Coloro che credono e compiono opere giuste, Noi li faremo certamente dimorare in alte dimore del Giardino sotto le quali scorrono i fiumi, dove resteranno in eterno. Eccellente è la ricompensa di coloro che operano il bene.
59 الَّذِينَ صَبَرُوا وَعَلَىٰ رَبِّهِمْ يَتَوَكَّلُونَ Alladhīna ṣabarū wa ʿalā rabbihim yatawakkalūn. Who are patient and on their Lord they rely. Coloro che perseverano e ripongono fiducia nel loro SIGNORE.
60 وَكَأَيِّن مِّن دَابَّةٍ لَّا تَحْمِلُ رِزْقَهَا اللَّهُ يَرْزُقُهَا وَإِيَّاكُمْ ۚ وَهُوَ السَّمِيعُ الْعَلِيمُ Wa kaʾayyin min dābbatin lā taḥmilu rizqahā Allāhu yarzuquhā wa iyyākum. Wa huwa al-samīʿu al-ʿalīm. And how many an animal there is that carries not its sustenance! Allah sustains it and yourselves. And He is the Hearing, the Knowing. Quante creature vi sono che non accumulano il proprio sostentamento! DIO provvede ad esse e anche a voi. Egli è l’Ascoltatore, il Sapiente.
61 وَلَئِن سَأَلْتَهُم مَّنْ خَلَقَ السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضَ وَسَخَّرَ الشَّمْسَ وَالْقَمَرَ لَيَقُولُنَّ اللَّهُ ۖ فَأَنَّىٰ يُؤْفَكُونَ Wa laʾin saʾaltahum man khalaqa al-samāwāti wa al-arḍa wa sakhkhara al-shamsa wa al-qamara la-yaqūlunna Allāh. Fa-annā yuʾfakūn. And if you ask them who created the heavens and the earth and made the sun and the moon subservient, they would say: Allah. Whence are they then turned away? Se chiedi loro chi ha creato i cieli e la terra e ha assoggettato il sole e la luna, diranno certamente: “DIO.” Come possono allora allontanarsi dalla verità?
62 اللَّهُ يَبْسُطُ الرِّزْقَ لِمَن يَشَاءُ مِنْ عِبَادِهِ وَيَقْدِرُ لَهُ ۚ إِنَّ اللَّهَ بِكُلِّ شَيْءٍ عَلِيمٌ Allāhu yabsuṭu al-rizqa li-man yashāʾu min ʿibādihi wa yaqdiru lah. Inna Allāha bi-kulli shayʾin ʿalīm. Allah enlarges the provision for whom He pleases of His servants and straitens it for him. Surely Allah is Knower of all things. DIO amplia il sostentamento a chi vuole tra i Suoi servi e lo restringe ad altri. In verità DIO conosce ogni cosa.
63 وَلَئِن سَأَلْتَهُم مَّن نَّزَّلَ مِنَ السَّمَاءِ مَاءً فَأَحْيَا بِهِ الْأَرْضَ مِن بَعْدِ مَوْتِهَا لَيَقُولُنَّ اللَّهُ ۚ قُلِ الْحَمْدُ لِلَّهِ ۚ بَلْ أَكْثَرُهُمْ لَا يَعْقِلُونَ Wa laʾin saʾaltahum man nazzala mina al-samāʾi māʾan fa-aḥyā bihi al-arḍa min baʿdi mawtihā la-yaqūlunna Allāh. Quli al-ḥamdu li-Allāh. Bal aktharuhum lā yaʿqilūn. And if you ask them who sends down water from the clouds, then gives life with it to the earth after its death, they would say: Allah. Say: Praise be to Allah! Nay, most of them understand not. E se chiedi loro chi fa scendere acqua dal cielo ridando vita alla terra dopo la sua morte, diranno certamente: “DIO.” Di’: “Lode a DIO.” Ma la maggior parte di loro non comprende.

Nota (vv.56–57):
Questi versetti contengono un forte richiamo spirituale rivolto ai credenti perseguitati o oppressi. “La Mia terra è vasta” è stato interpretato nella tradizione anche come invito all’emigrazione spirituale e materiale quando la fede viene soffocata dall’ingiustizia. Il richiamo alla morte ricorda inoltre la fragilità dell’esistenza terrena e il ritorno finale verso DIO.

Nota (vv.58–60):
Il testo unisce fede, opere giuste, perseveranza e fiducia nel Creatore. Il sostentamento non viene presentato come semplice frutto dello sforzo umano, ma come dono proveniente da DIO. Il versetto sulle creature che non accumulano il proprio nutrimento richiama la spiritualità biblica della fiducia nella Provvidenza divina e invita l’uomo a non vivere dominato dall’ansia materiale.

Nota (vv.61–63):
Questi versetti mostrano come molti uomini riconoscano intellettualmente DIO come Creatore, ma poi si allontanino spiritualmente dalla Sua guida. Il Corano insiste sul fatto che i segni divini sono continuamente presenti nella natura: il sole, la luna, la pioggia e la rinascita della terra diventano simboli della sapienza e della misericordia del Creatore.

Versetti 64–69

Versetto Arabo Translitterazione Traduzione Maulana Muhammad Ali Traduzione ASH
64 وَمَا هَٰذِهِ الْحَيَاةُ الدُّنْيَا إِلَّا لَهْوٌ وَلَعِبٌ ۚ وَإِنَّ الدَّارَ الْآخِرَةَ لَهِيَ الْحَيَوَانُ ۚ لَوْ كَانُوا يَعْلَمُونَ Wa mā hādhihi al-ḥayātu al-dunyā illā lahwun wa laʿib. Wa inna al-dāra al-ākhirata lahiya al-ḥayawān. Law kānū yaʿlamūn. And this world’s life is naught but a play and an idle sport. And surely the home of the Hereafter is the real life, did they but know. Questa vita terrena non è altro che distrazione e gioco. In verità la Dimora ultima è la vera Vita, se solo sapessero.
65 فَإِذَا رَكِبُوا فِي الْفُلْكِ دَعَوُا اللَّهَ مُخْلِصِينَ لَهُ الدِّينَ فَلَمَّا نَجَّاهُمْ إِلَى الْبَرِّ إِذَا هُمْ يُشْرِكُونَ Fa-idhā rakibū fī al-fulki daʿawū Allāha mukhliṣīna lahu al-dīn. Fa-lammā najjāhum ilā al-barri idhā hum yushrikūn. So when they ride in ships, they call upon Allah, being sincerely obedient to Him, but when He brings them safe to land, lo! they associate others with Him. Quando salgono sulla nave invocano DIO con devozione sincera verso di Lui. Ma quando Egli li salva conducendoli alla terraferma, ecco che tornano ad associargli altri.
66 لِيَكْفُرُوا بِمَا آتَيْنَاهُمْ وَلِيَتَمَتَّعُوا ۖ فَسَوْفَ يَعْلَمُونَ Li-yakfurū bimā ātaynāhum wa li-yatamattaʿū. Fa-sawfa yaʿlamūn. So that they deny what We have given them, and that they may enjoy themselves. But they will soon know. Così rinnegano ciò che abbiamo concesso loro e si abbandonano ai piaceri. Ma presto sapranno.
67 أَوَلَمْ يَرَوْا أَنَّا جَعَلْنَا حَرَمًا آمِنًا وَيُتَخَطَّفُ النَّاسُ مِنْ حَوْلِهِمْ ۚ أَفَبِالْبَاطِلِ يُؤْمِنُونَ وَبِنِعْمَةِ اللَّهِ يَكْفُرُونَ Awa lam yaraw annā jaʿalnā ḥaraman āminan wa yutakhaṭṭafu al-nāsu min ḥawlihim. Afa-bi-al-bāṭili yuʾminūna wa bi-niʿmati Allāhi yakfurūn. See they not that We have made a sacred territory secure, while people are carried off by force from around them? Will they then believe in falsehood and deny Allah’s favour? Non vedono forse che abbiamo reso questo Santuario un luogo sicuro mentre intorno a loro gli uomini vengono rapiti con violenza? Crederanno dunque nella falsità e rinnegheranno il favore di DIO?
68 وَمَنْ أَظْلَمُ مِمَّنِ افْتَرَىٰ عَلَى اللَّهِ كَذِبًا أَوْ كَذَّبَ بِالْحَقِّ لَمَّا جَاءَهُ ۚ أَلَيْسَ فِي جَهَنَّمَ مَثْوًى لِّلْكَافِرِينَ Wa man aẓlamu mimmani iftarā ʿalā Allāhi kadhiban aw kadhdhaba bi-al-ḥaqqi lammā jāʾah. Alaysa fī jahannama mathwan li-al-kāfirīn. And who is more unjust than he who forges a lie against Allah or rejects the Truth when it comes to him? Is there not in hell an abode for the disbelievers? Chi è più ingiusto di colui che inventa menzogne contro DIO oppure nega la Verità quando essa giunge a lui? Non vi è forse nella Geenna una dimora per i miscredenti?
69 وَالَّذِينَ جَاهَدُوا فِينَا لَنَهْدِيَنَّهُمْ سُبُلَنَا ۚ وَإِنَّ اللَّهَ لَمَعَ الْمُحْسِنِينَ Wa alladhīna jāhadū fīnā la-nahdiyannahum subulanā. Wa inna Allāha la-maʿa al-muḥsinīn. And those who strive hard for Us, We shall certainly guide them in Our ways. And Allah is surely with the doers of good. Coloro che lottano per Noi, certamente li guideremo nelle Nostre vie. E in verità DIO è con coloro che operano il bene.

Nota (v.64):
Il Corano non nega il valore della vita terrena, ma mette in guardia dal considerarla il fine ultimo dell’esistenza. “Distrazione e gioco” indicano la fragilità e la temporaneità delle cose materiali quando vengono separate dalla dimensione spirituale. La “vera Vita” viene invece identificata con la vicinanza eterna a DIO.

Nota (vv.65–66):
Questi versetti descrivono una dinamica spirituale universale: nei momenti di pericolo l’essere umano tende spontaneamente a rivolgersi sinceramente al Creatore, mentre nella sicurezza spesso dimentica la propria dipendenza da Lui. Il testo non vuole soltanto criticare l’idolatria antica, ma riflettere sulla fragilità della fede umana e sull’incostanza del cuore.

Nota (v.67):
Il riferimento al Santuario sicuro richiama il tema della protezione divina e della sacralità dei luoghi dedicati al culto. La sicurezza viene presentata come dono di DIO, non come semplice conquista umana. Questo versetto possiede anche una forte dimensione sociale: la pace e la sicurezza sono segni della misericordia divina e responsabilità collettiva dell’umanità.

Nota (vv.68–69):
La Surah si conclude contrapponendo la falsità alla ricerca sincera della Verità. Il versetto finale è tra i più profondi dell’intero Corano: la “lotta” (“jahada”) non viene presentata soltanto come conflitto esteriore, ma soprattutto come sforzo spirituale, morale e interiore verso DIO. La guida divina è promessa a coloro che perseverano sinceramente nel bene. Questo principio attraversa l’intera spiritualità abramitica: il cammino verso il Creatore richiede impegno, purificazione e perseveranza.

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