Gabriel

Genere Maschile

Scritture גַּבְרִיאֵל (ebraico antico) Γαβριήλ (greco antico)

Dal nome ebraico גַבְרִיאֵל (Gavri’el) che significa “DIO è la mia forza”, derivato da גֶּבֶר (gever) che significa “uomo forte”, “essere potente” e אֵל (‘el) che significa “DIO”. Gabriele è un arcangelo nella tradizione, che appare spesso come un messaggero di DIO. Nell’Antico Testamento viene inviato per interpretare le visioni del profeta Daniele, mentre nel Nuovo Testamento serve come annunciatore delle nascite di Giovanni a Zaccaria e di Gesù a Maria.
Secondo la tradizione islamica fu l’angelo che dettò il Corano a Mohammed.

Gabriele è uno dei due angeli nominati nella Bibbia, Michele è l’altro. Di Michele sappiamo che è un arcangelo ma di Gabriele non è specificato.
Gabriele spiega a Daniele alcune delle visioni più impressionanti contenute nella Bibbia (Daniele 8, 16 e 9, 21), e più di cinque secoli dopo, Gabriele (Γαβριηλ) annuncia a Zaccaria e Maria i loro rispettivi figli: Giovanni sarà il Battista e Gesù il Cristo (Luca 1, 19 e 1, 26). Gabriele stesso afferma di essere alla presenza del SIGNORE (Luca 1, 19), anche se questo è stato promesso a tutti noi (Giuda 1, 24).

Gabriele, o Jibril (arabo: جِبْرِيل, romanizzato: Jibrīl, o arabo: جبرائيل Jibrāʾīl), è uno degli arcangeli principali e identificato come l’Angelo della Rivelazione nell’Islam.

L’esegesi narra che Mohammed vide Gabriele nel suo pieno splendore angelico solo due volte, la prima volta quando ricevette la sua prima rivelazione. Mentre la Bibbia ritrae Gabriele come un Messaggero celeste inviato a Daniele, Maria e Zaccaria, la tradizione islamica sostiene che Gabriele fu inviato a numerosi profeti pre-islamici con rivelazioni e ingiunzioni divine, incluso Adamo, che i musulmani credono sia stato consolato da Gabriele anche dopo la caduta. Egli è conosciuto con molti nomi nell’Islam, come “custode della santità”.

Nel Corano, Gabriele appare nominato in 2, 97 e 66, 4, così come in 2, 98, dove è menzionato insieme a Michele (Mīkāʾīl).

 

 

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