Genere Maschile
Scritto יוֹסֵף (Ebraico antico)

Da Ioseph, la forma latina del greco Ἰωσήφ (Ioseph), che era dal nome ebraico יוֹסֵף (Yosef) che significa “aggiungerà”, dalla radice יָסַף (yasaf). Nell’Antico Testamento Giuseppe è l’undicesimo figlio di Giacobbe e il primo con sua moglie Rachele. Poiché era il preferito di suo padre, i suoi fratelli maggiori lo mandarono in Egitto e dissero al loro padre che era morto. In Egitto, Giuseppe divenne un consigliere del faraone e alla fine si riconciliò con i suoi fratelli quando vennero in Egitto durante una carestia. Questo nome ricorre anche nel Nuovo Testamento, appartenendo a San Giuseppe, il marito di Maria, e a Giuseppe d’Arimatea.

Penultimo figlio di Giacobbe e Rachele (Gen 30:24, 35:24); chiamato Safnat-Paneac dal faraone (Gen 41:45). Giacobbe lo amava più di tutti i suoi figli, e a causa della loro gelosia i suoi fratelli lo vendettero come schiavo quando aveva 17 anni (Gen 37; Sal 105:17; At 7:9). Fu venduto in Egitto a Potifar, ufficiale del faraone, ma il Signore era con lui e trovò grazia agli occhi del suo padrone, diventando il suo maggiordomo. Fu accusato falsamente dalla moglie di Potifar e messo in prigione, ma anche qui il Signore era con lui e trovò grazia, e furono affidati alla sua sorveglianza tutti i detenuti (Gen 39). Uscì dalla prigione quando aveva 30 anni perché riuscì ad interpretare un sogno del faraone, che gli diede potere su tutto il paese di Egitto in visto dei sette anni di carestia. In questo periodo, da sua moglie Asenat nacquero i suoi due figli, Manasse e Efraim (Gen 41), che ricevettero la primogenitura (Gen 49:3,22-26; 50:22-26; 1Cr 5:1-2; Eb 11:21). Fu riunito con la sua famiglia quando questa andò in Egitto per trovare grano (Gen 42-48; 1Macc 2:53; At 7:13-14). Morì in Egitto all’età di 120 anni ma si fece seppellire in Canaan (Gen 50:22-26; Es 1:6; 13:19; Gios 24:32; Eb 11:22). I suoi discendenti formarono la tribù di Giuseppe, ma spesso contava come due tribù, quelle di Manasse e di Efraim (Gios 14:4; 16:4; Ez 47:13).

Nalla Bibbia questo nome appartenne anche:

Nell’Islam

Yusuf ibn Yaqub ibn Ishaaq ibn Ibrahim (arabo: يوسف ٱبن يعقوب ٱبن إسحاق ٱبن إبراهيم) (Giuseppe, figlio di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo) è un profeta citato anche nel Corano, e corrisponde a Giuseppe. È uno dei nomi comuni in Medio Oriente e tra le nazioni musulmane. Di tutti i figli di Giacobbe, Giuseppe fu quello a cui fu dato il dono della profezia. Anche se le narrazioni di altri profeti sono menzionate in varie surah, la narrazione completa di Giuseppe è data solo in una surah, chiamata appunto Yusuf, rendendola unica. Si dice che sia la narrazione più bella del Corano e che contenga più dettagli della controparte biblica.

Yusuf è stato l’undicesimo figlio di Yaqub (arabo: يعقوب, Yaqub) e stando anche a Ibn Kathir, “Giacobbe ebbe dodici figli che furono gli antenati eponimi delle tribù degli Israeliti. Il più nobile, il più esaltato, il più grande di loro era Giuseppe.” La storia inizia con Giuseppe che rivela al padre un sogno che ha fatto e che Giacobbe riconosce la sua dote di profeta. La storia di Yusuf e Zulaikha (la moglie di Potifar dell’Antico Testamento) divenne un soggetto popolare nella letteratura persiana, dove venne notevolmente elaborata nel corso dei secoli.

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