Scritture · Conoscenza · Dialogo

Che cosa accade quando apriamo il Libro sacro di un’altra tradizione e vi incontriamo un nome che conosciamo, una preghiera familiare, un richiamo alla stessa responsabilità?

Nel Corano compaiono Mosè, Abramo, Maria, Gesù, Zaccaria e Giovanni. La Torà e il Vangelo sono ricordati come rivelazioni provenienti da DIO. Per molti lettori, questo incontro è l’inizio di una scoperta: la storia spirituale dell’altro può essere più vicina alla nostra di quanto immaginassimo.

Conoscere questa vicinanza richiede attenzione alle parole e rispetto per le differenze. Il confronto fra Bibbia e Corano può diventare una scuola di ascolto, nella quale la ricerca della verità accompagna la crescita personale e la costruzione della pace.

Lettura sinottica: testi originali a fronte e traduzioni italiane di lavoro preparate per questo studio. Ogni riga riporta un versetto completo; le parentesi quadre segnalano integrazioni esplicative. Nel testo italiano Allāh è reso con DIO; nell’ebraico il Nome divino è conservato e nella traduzione è reso con SIGNORE.

In quale senso il Corano è testimone della Bibbia?

Il titolo di questa pagina va compreso nel suo significato preciso: il Corano riconosce l’origine divina delle rivelazioni precedenti e si presenta come loro conferma. Questa affermazione appartiene alla visione islamica della rivelazione, nella quale il Corano esercita anche una funzione di custodia e discernimento.

Per leggere correttamente i passi occorre distinguere alcuni termini:

Torà · Tawrat

La rivelazione associata a Mosè. Nell’ebraismo, la Torà scritta designa i cinque libri del Pentateuco, all’interno del più ampio canone del Tanakh.

Vangelo · Injīl

Nel Corano è la rivelazione affidata a Gesù. Il termine non coincide automaticamente con l’intero Nuovo Testamento o con una specifica edizione dei quattro Vangeli.

Gente del Libro

L’espressione coranica Ahl al-Kitāb si riferisce in particolare a ebrei e cristiani, destinatari di precedenti rivelazioni scritturali.

Il riconoscimento di queste radici comuni lascia aperte questioni importanti sulla trasmissione dei testi, sulla loro interpretazione e sull’autorità attribuita a ciascuna Scrittura. La sincerità del dialogo cresce quando ciascuna tradizione viene ascoltata nei termini in cui comprende se stessa.

Corano 3:3–4 · La conferma delle rivelazioni precedenti

Sura Āl ʿImrān · La famiglia di Imran, 3:3–4
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
3:3
نَزَّلَ عَلَيْكَ ٱلْكِتَٰبَ بِٱلْحَقِّ مُصَدِّقًۭا لِّمَا بَيْنَ يَدَيْهِ وَأَنزَلَ ٱلتَّوْرَىٰةَ وَٱلْإِنجِيلَ
Egli ha fatto discendere su di te il Libro con la verità, a conferma di ciò che lo precedeva, e ha fatto discendere la Torà e il Vangelo,
3:4
مِن قَبْلُ هُدًۭى لِّلنَّاسِ وَأَنزَلَ ٱلْفُرْقَانَ ۗ إِنَّ ٱلَّذِينَ كَفَرُوا۟ بِـَٔايَٰتِ ٱللَّهِ لَهُمْ عَذَابٌۭ شَدِيدٌۭ ۗ وَٱللَّهُ عَزِيزٌۭ ذُو ٱنتِقَامٍ
in precedenza, come guida per gli esseri umani; e ha fatto discendere il Criterio. Per coloro che rifiutano i segni di DIO vi sarà un castigo severo. DIO è Potente, Signore della retribuzione.

La Torà e il Vangelo sono qui ricordati insieme, nel quadro di una guida rivolta agli esseri umani. Il termine al-Furqān, reso come «Criterio», richiama il discernimento fra verità ed errore.

Racconti e comandamenti che si incontrano

La pagina propone anzitutto tre confronti concreti: l’annuncio della nascita di Giovanni, il rispetto del Nome divino e la cura dei genitori. I testi presentano convergenze riconoscibili, pur conservando formulazioni e contesti propri.

Zaccaria e Giovanni: una preghiera ascoltata

Il Corano e il Vangelo secondo Luca collocano l’annuncio a Zaccaria in un luogo di preghiera. Nel Corano Giovanni è chiamato Yaḥyā. I racconti condividono personaggi e motivi, senza essere identici in ogni dettaglio.

Corano · Sura Āl ʿImrān, 3:39
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
3:39
فَنَادَتْهُ ٱلْمَلَٰٓئِكَةُ وَهُوَ قَآئِمٌۭ يُصَلِّى فِى ٱلْمِحْرَابِ أَنَّ ٱللَّهَ يُبَشِّرُكَ بِيَحْيَىٰ مُصَدِّقًۢا بِكَلِمَةٍۢ مِّنَ ٱللَّهِ وَسَيِّدًۭا وَحَصُورًۭا وَنَبِيًّۭا مِّنَ ٱلصَّٰلِحِينَ
Allora gli angeli lo chiamarono, mentre stava in piedi a pregare nel santuario: «DIO ti annuncia la buona notizia di Giovanni, che confermerà una Parola proveniente da DIO, sarà nobile, casto e un profeta fra i giusti».
Vangelo secondo Luca · 1:11–13
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
Luca 1:11
ὤφθη δὲ αὐτῷ ἄγγελος κυρίου ἑστὼς ἐκ δεξιῶν τοῦ θυσιαστηρίου τοῦ θυμιάματος.
Gli apparve un angelo del SIGNORE, in piedi alla destra dell’altare dell’incenso.
Luca 1:12
καὶ ἐταράχθη Ζαχαρίας ἰδών, καὶ φόβος ἐπέπεσεν ἐπ’ αὐτόν.
Zaccaria, vedendolo, fu turbato e il timore si impadronì di lui.
Luca 1:13
εἶπεν δὲ πρὸς αὐτὸν ὁ ἄγγελος· Μὴ φοβοῦ, Ζαχαρία, διότι εἰσηκούσθη ἡ δέησίς σου, καὶ ἡ γυνή σου Ἐλισάβετ γεννήσει υἱόν σοι, καὶ καλέσεις τὸ ὄνομα αὐτοῦ Ἰωάννην·
Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita. Tua moglie Elisabetta ti darà un figlio e tu gli porrai nome Giovanni».

Il lettore può soffermarsi su un’immagine comune: un uomo che prega viene raggiunto da una notizia che supera le sue attese. Nella meditazione, questa scena può educarci a mantenere aperta la speranza, anche quando la nostra esperienza sembra aver già pronunciato l’ultima parola.

Il Nome di DIO e la responsabilità della parola

Corano · Sura al-Baqarah, 2:224
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
2:224
وَلَا تَجْعَلُوا۟ ٱللَّهَ عُرْضَةًۭ لِّأَيْمَٰنِكُمْ أَن تَبَرُّوا۟ وَتَتَّقُوا۟ وَتُصْلِحُوا۟ بَيْنَ ٱلنَّاسِ ۗ وَٱللَّهُ سَمِيعٌ عَلِيمٌۭ
Non fate di DIO, a motivo dei vostri giuramenti, un impedimento a compiere il bene, ad avere timore di Lui e a riconciliare le persone. DIO ascolta e conosce ogni cosa.
Torà · Esodo 20:7
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
Esodo 20:7
לֹ֥א תִשָּׂ֛א אֶת־שֵֽׁם־יְהֹוָ֥ה אֱלֹהֶ֖יךָ לַשָּׁ֑וְא כִּ֣י לֹ֤א יְנַקֶּה֙ יְהֹוָ֔ה אֵ֛ת אֲשֶׁר־יִשָּׂ֥א אֶת־שְׁמ֖וֹ לַשָּֽׁוְא׃
Non pronuncerai il nome del SIGNORE, tuo DIO, invano, perché il SIGNORE non lascerà impunito chi pronuncia il Suo nome invano.

Esodo proibisce l’uso vano del Nome divino; Corano 2:224 ammonisce contro un uso dei giuramenti che diventi ostacolo al bene e alla riconciliazione. Questi versetti non formulano, da soli, un divieto generale di ogni giuramento. Il loro incontro richiama una responsabilità concreta: invocare DIO impegna la nostra condotta alla verità.

Onorare i genitori: la fede nella vita quotidiana

Corano · Sura al-Isrāʾ, 17:23–24
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
17:23
۞ وَقَضَىٰ رَبُّكَ أَلَّا تَعْبُدُوٓا۟ إِلَّآ إِيَّاهُ وَبِٱلْوَٰلِدَيْنِ إِحْسَٰنًا ۚ إِمَّا يَبْلُغَنَّ عِندَكَ ٱلْكِبَرَ أَحَدُهُمَآ أَوْ كِلَاهُمَا فَلَا تَقُل لَّهُمَآ أُفٍّۢ وَلَا تَنْهَرْهُمَا وَقُل لَّهُمَا قَوْلًۭا كَرِيمًۭا
Il tuo SIGNORE ha decretato che non adoriate altri che Lui e che trattiate bene i genitori. Se uno di loro, o entrambi, raggiungono la vecchiaia presso di te, non dire loro neppure «uff», non rimproverarli e rivolgi loro parole rispettose.
17:24
وَٱخْفِضْ لَهُمَا جَنَاحَ ٱلذُّلِّ مِنَ ٱلرَّحْمَةِ وَقُل رَّبِّ ٱرْحَمْهُمَا كَمَا رَبَّيَانِى صَغِيرًۭا
Abbassa verso di loro l’ala dell’umiltà, per misericordia, e di’: «Mio SIGNORE, abbi misericordia di loro, come essi mi hanno allevato quando ero piccolo».
Torà · Esodo 20:12
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
Esodo 20:12
כַּבֵּ֥ד אֶת־אָבִ֖יךָ וְאֶת־אִמֶּ֑ךָ לְמַ֙עַן֙ יַאֲרִכ֣וּן יָמֶ֔יךָ עַ֚ל הָאֲדָמָ֔ה אֲשֶׁר־יְהֹוָ֥ה אֱלֹהֶ֖יךָ נֹתֵ֥ן לָֽךְ׃
Onora tuo padre e tua madre, affinché si prolunghino i tuoi giorni sulla terra che il SIGNORE, tuo DIO, ti dona.

Il comandamento dell’onore trova nel passo coranico gesti e parole quotidiane: evitare il disprezzo, parlare con rispetto, ricordare le cure ricevute. La gratitudine matura quando diventa attenzione concreta, soprattutto davanti alla fragilità e alla vecchiaia.

Torà e Vangelo: guida, luce e responsabilità

La sura al-Māʾidah offre uno dei passaggi più significativi per questo studio. Leggendo l’intera sequenza 5:43–48, incontriamo la Torà, il Vangelo e il Corano entro un discorso che unisce rivelazione, giudizio e responsabilità.

Sura al-Māʾidah · La tavola imbandita, 5:43–48
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
5:43
وَكَيْفَ يُحَكِّمُونَكَ وَعِندَهُمُ ٱلتَّوْرَىٰةُ فِيهَا حُكْمُ ٱللَّهِ ثُمَّ يَتَوَلَّوْنَ مِنۢ بَعْدِ ذَٰلِكَ ۚ وَمَآ أُو۟لَٰٓئِكَ بِٱلْمُؤْمِنِينَ
Come possono chiederti di giudicare, quando hanno presso di loro la Torà, nella quale si trova il giudizio di DIO, e poi voltare le spalle dopo questo? Costoro non sono credenti.
5:44
إِنَّآ أَنزَلْنَا ٱلتَّوْرَىٰةَ فِيهَا هُدًۭى وَنُورٌۭ ۚ يَحْكُمُ بِهَا ٱلنَّبِيُّونَ ٱلَّذِينَ أَسْلَمُوا۟ لِلَّذِينَ هَادُوا۟ وَٱلرَّبَّٰنِيُّونَ وَٱلْأَحْبَارُ بِمَا ٱسْتُحْفِظُوا۟ مِن كِتَٰبِ ٱللَّهِ وَكَانُوا۟ عَلَيْهِ شُهَدَآءَ ۚ فَلَا تَخْشَوُا۟ ٱلنَّاسَ وَٱخْشَوْنِ وَلَا تَشْتَرُوا۟ بِـَٔايَٰتِى ثَمَنًۭا قَلِيلًۭا ۚ وَمَن لَّمْ يَحْكُم بِمَآ أَنزَلَ ٱللَّهُ فَأُو۟لَٰٓئِكَ هُمُ ٱلْكَٰفِرُونَ
In verità abbiamo fatto discendere la Torà, nella quale vi sono guida e luce. Con essa giudicavano, per coloro che professavano l’ebraismo, i profeti che si erano sottomessi, e così i maestri e i dotti, in virtù del Libro di DIO che era stato loro affidato e del quale erano testimoni. Non temete dunque gli uomini, ma temete Me, e non vendete i Miei segni per un prezzo vile. Coloro che non giudicano secondo ciò che DIO ha fatto discendere, quelli sono i miscredenti.
5:45
وَكَتَبْنَا عَلَيْهِمْ فِيهَآ أَنَّ ٱلنَّفْسَ بِٱلنَّفْسِ وَٱلْعَيْنَ بِٱلْعَيْنِ وَٱلْأَنفَ بِٱلْأَنفِ وَٱلْأُذُنَ بِٱلْأُذُنِ وَٱلسِّنَّ بِٱلسِّنِّ وَٱلْجُرُوحَ قِصَاصٌۭ ۚ فَمَن تَصَدَّقَ بِهِۦ فَهُوَ كَفَّارَةٌۭ لَّهُۥ ۚ وَمَن لَّمْ يَحْكُم بِمَآ أَنزَلَ ٱللَّهُ فَأُو۟لَٰٓئِكَ هُمُ ٱلظَّٰلِمُونَ
In essa abbiamo prescritto loro: vita per vita, occhio per occhio, naso per naso, orecchio per orecchio, dente per dente, e per le ferite il taglione. Chi vi rinuncia per carità, ciò sarà per lui un’espiazione. Coloro che non giudicano secondo ciò che DIO ha fatto discendere, quelli sono gli ingiusti.
5:46
وَقَفَّيْنَا عَلَىٰٓ ءَاثَٰرِهِم بِعِيسَى ٱبْنِ مَرْيَمَ مُصَدِّقًۭا لِّمَا بَيْنَ يَدَيْهِ مِنَ ٱلتَّوْرَىٰةِ ۖ وَءَاتَيْنَٰهُ ٱلْإِنجِيلَ فِيهِ هُدًۭى وَنُورٌۭ وَمُصَدِّقًۭا لِّمَا بَيْنَ يَدَيْهِ مِنَ ٱلتَّوْرَىٰةِ وَهُدًۭى وَمَوْعِظَةًۭ لِّلْمُتَّقِينَ
Sulle loro orme abbiamo fatto seguire Gesù, figlio di Maria, a conferma della Torà che lo precedeva. Gli abbiamo dato il Vangelo, nel quale vi sono guida e luce, a conferma della Torà che lo precedeva, come guida e ammonimento per coloro che temono DIO.
5:47
وَلْيَحْكُمْ أَهْلُ ٱلْإِنجِيلِ بِمَآ أَنزَلَ ٱللَّهُ فِيهِ ۚ وَمَن لَّمْ يَحْكُم بِمَآ أَنزَلَ ٱللَّهُ فَأُو۟لَٰٓئِكَ هُمُ ٱلْفَٰسِقُونَ
Giudichi la gente del Vangelo secondo ciò che DIO vi ha fatto discendere. Coloro che non giudicano secondo ciò che DIO ha fatto discendere, quelli sono i trasgressori.
5:48
وَأَنزَلْنَآ إِلَيْكَ ٱلْكِتَٰبَ بِٱلْحَقِّ مُصَدِّقًۭا لِّمَا بَيْنَ يَدَيْهِ مِنَ ٱلْكِتَٰبِ وَمُهَيْمِنًا عَلَيْهِ ۖ فَٱحْكُم بَيْنَهُم بِمَآ أَنزَلَ ٱللَّهُ ۖ وَلَا تَتَّبِعْ أَهْوَآءَهُمْ عَمَّا جَآءَكَ مِنَ ٱلْحَقِّ ۚ لِكُلٍّۢ جَعَلْنَا مِنكُمْ شِرْعَةًۭ وَمِنْهَاجًۭا ۚ وَلَوْ شَآءَ ٱللَّهُ لَجَعَلَكُمْ أُمَّةًۭ وَٰحِدَةًۭ وَلَٰكِن لِّيَبْلُوَكُمْ فِى مَآ ءَاتَىٰكُمْ ۖ فَٱسْتَبِقُوا۟ ٱلْخَيْرَٰتِ ۚ إِلَى ٱللَّهِ مَرْجِعُكُمْ جَمِيعًۭا فَيُنَبِّئُكُم بِمَا كُنتُمْ فِيهِ تَخْتَلِفُونَ
Abbiamo fatto discendere su di te il Libro con la verità, a conferma della Scrittura che lo precedeva e come suo custode. Giudica dunque fra loro secondo ciò che DIO ha fatto discendere e non seguire i loro desideri, allontanandoti dalla verità che ti è giunta. A ciascuno di voi abbiamo assegnato una norma e una via. Se DIO avesse voluto, avrebbe fatto di voi un’unica comunità; ma vuole mettervi alla prova in ciò che vi ha donato. Gareggiate dunque nelle opere buone. A DIO farete ritorno tutti, ed Egli vi chiarirà ciò su cui eravate in disaccordo.

Il brano attribuisce «guida e luce» tanto alla Torà quanto al Vangelo. Gesù vi appare in continuità con la Torà, mentre il Corano è presentato come conferma e custode della Scrittura precedente. L’invito conclusivo a gareggiare nelle opere buone colloca il confronto religioso davanti a una prova concreta: il bene che ciascuno è disposto a compiere.

Corano 5:68 · La fedeltà alla rivelazione ricevuta

Sura al-Māʾidah · 5:68
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
5:68
قُلْ يَٰٓأَهْلَ ٱلْكِتَٰبِ لَسْتُمْ عَلَىٰ شَىْءٍ حَتَّىٰ تُقِيمُوا۟ ٱلتَّوْرَىٰةَ وَٱلْإِنجِيلَ وَمَآ أُنزِلَ إِلَيْكُم مِّن رَّبِّكُمْ ۗ وَلَيَزِيدَنَّ كَثِيرًۭا مِّنْهُم مَّآ أُنزِلَ إِلَيْكَ مِن رَّبِّكَ طُغْيَٰنًۭا وَكُفْرًۭا ۖ فَلَا تَأْسَ عَلَى ٱلْقَوْمِ ٱلْكَٰفِرِينَ
Di’: «O Gente del Libro, non avete alcun fondamento finché non osservate la Torà, il Vangelo e ciò che vi è stato fatto discendere dal vostro SIGNORE». Ciò che è stato fatto discendere su di te dal tuo SIGNORE accrescerà certamente in molti di loro ribellione e incredulità. Non affliggerti dunque per il popolo che non crede.

Questo versetto contiene insieme un richiamo alla Torà e al Vangelo e una contestazione rivolta a chi rifiuta la rivelazione coranica. Leggerlo per intero permette di cogliere la sua forza e il suo contesto. Nella riflessione personale, esso pone una domanda esigente: quanto della Scrittura che diciamo di onorare trova davvero spazio nelle nostre scelte?

Le altre testimonianze coraniche

Corano 7:156–157 · Misericordia e annuncio del Messaggero

La supplica di Mosè introduce una dichiarazione sulla misericordia divina. Il discorso prosegue con il riferimento al Messaggero che, secondo il testo coranico, è menzionato nella Torà e nel Vangelo.

Sura al-Aʿrāf · Le Alture, 7:156–157
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
7:156
۞ وَٱكْتُبْ لَنَا فِى هَٰذِهِ ٱلدُّنْيَا حَسَنَةًۭ وَفِى ٱلْءَاخِرَةِ إِنَّا هُدْنَآ إِلَيْكَ ۚ قَالَ عَذَابِىٓ أُصِيبُ بِهِۦ مَنْ أَشَآءُ ۖ وَرَحْمَتِى وَسِعَتْ كُلَّ شَىْءٍۢ ۚ فَسَأَكْتُبُهَا لِلَّذِينَ يَتَّقُونَ وَيُؤْتُونَ ٱلزَّكَوٰةَ وَٱلَّذِينَ هُم بِـَٔايَٰتِنَا يُؤْمِنُونَ
«Assegnaci il bene in questa vita e nell’altra: davvero ci siamo rivolti a Te». Egli disse: «Con il Mio castigo colpisco chi voglio, mentre la Mia misericordia abbraccia ogni cosa. La destinerò a coloro che Mi temono, versano la zakāt e credono nei Nostri segni:
7:157
ٱلَّذِينَ يَتَّبِعُونَ ٱلرَّسُولَ ٱلنَّبِىَّ ٱلْأُمِّىَّ ٱلَّذِى يَجِدُونَهُۥ مَكْتُوبًا عِندَهُمْ فِى ٱلتَّوْرَىٰةِ وَٱلْإِنجِيلِ يَأْمُرُهُم بِٱلْمَعْرُوفِ وَيَنْهَىٰهُمْ عَنِ ٱلْمُنكَرِ وَيُحِلُّ لَهُمُ ٱلطَّيِّبَٰتِ وَيُحَرِّمُ عَلَيْهِمُ ٱلْخَبَٰٓئِثَ وَيَضَعُ عَنْهُمْ إِصْرَهُمْ وَٱلْأَغْلَٰلَ ٱلَّتِى كَانَتْ عَلَيْهِمْ ۚ فَٱلَّذِينَ ءَامَنُوا۟ بِهِۦ وَعَزَّرُوهُ وَنَصَرُوهُ وَٱتَّبَعُوا۟ ٱلنُّورَ ٱلَّذِىٓ أُنزِلَ مَعَهُۥٓ ۙ أُو۟لَٰٓئِكَ هُمُ ٱلْمُفْلِحُونَ
coloro che seguono il Messaggero, il Profeta illetterato, che trovano menzionato presso di loro nella Torà e nel Vangelo. Egli ordina loro ciò che è bene e proibisce ciò che è riprovevole, rende lecite per loro le cose buone e proibisce quelle impure; solleva da loro il peso e le catene che gravavano su di loro. Coloro che credono in lui, lo onorano, lo sostengono e seguono la luce fatta discendere con lui: essi sono coloro che prospereranno».

La tradizione islamica identifica questo Messaggero con Muhammad. L’individuazione dei relativi annunci nei testi biblici è oggetto di letture differenti, non condivise in modo uniforme da ebrei, cristiani e musulmani. Riconoscere tale differenza consente di presentare con rispetto la testimonianza islamica senza attribuirla alle altre tradizioni.

Corano 3:93–94 · Portate la Torà e leggetela

Sura Āl ʿImrān · 3:93–94
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
3:93
۞ كُلُّ ٱلطَّعَامِ كَانَ حِلًّۭا لِّبَنِىٓ إِسْرَٰٓءِيلَ إِلَّا مَا حَرَّمَ إِسْرَٰٓءِيلُ عَلَىٰ نَفْسِهِۦ مِن قَبْلِ أَن تُنَزَّلَ ٱلتَّوْرَىٰةُ ۗ قُلْ فَأْتُوا۟ بِٱلتَّوْرَىٰةِ فَٱتْلُوهَآ إِن كُنتُمْ صَٰدِقِينَ
Ogni cibo era lecito ai figli d’Israele, eccetto ciò che Israele aveva proibito a se stesso prima che fosse fatta discendere la Torà. Di’: «Portate dunque la Torà e recitatela, se siete sinceri».
3:94
فَمَنِ ٱفْتَرَىٰ عَلَى ٱللَّهِ ٱلْكَذِبَ مِنۢ بَعْدِ ذَٰلِكَ فَأُو۟لَٰٓئِكَ هُمُ ٱلظَّٰلِمُونَ
Coloro che, dopo questo, inventano menzogne attribuendole a DIO, quelli sono gli ingiusti.

Il riferimento riguarda una controversia alimentare; qui «Israele» indica il patriarca Giacobbe. L’invito a portare e leggere la Torà ci offre anche uno spunto di metodo: una convinzione religiosa va confrontata con le fonti. L’amore per la verità comporta la disponibilità a verificare ciò che ripetiamo.

Corano 28:48–49 · Il Libro e la qualità della guida

Sura al-Qaṣaṣ · Il racconto, 28:48–49
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
28:48
فَلَمَّا جَآءَهُمُ ٱلْحَقُّ مِنْ عِندِنَا قَالُوا۟ لَوْلَآ أُوتِىَ مِثْلَ مَآ أُوتِىَ مُوسَىٰٓ ۚ أَوَلَمْ يَكْفُرُوا۟ بِمَآ أُوتِىَ مُوسَىٰ مِن قَبْلُ ۖ قَالُوا۟ سِحْرَانِ تَظَٰهَرَا وَقَالُوٓا۟ إِنَّا بِكُلٍّۢ كَٰفِرُونَ
Quando giunse loro la verità da parte Nostra, dissero: «Perché non gli è stato dato qualcosa di simile a ciò che fu dato a Mosè?». Ma non avevano già rifiutato ciò che era stato dato a Mosè? Dissero: «Due magie che si sostengono a vicenda!». E dissero: «Noi non crediamo a nessuna delle due».
28:49
قُلْ فَأْتُوا۟ بِكِتَٰبٍۢ مِّنْ عِندِ ٱللَّهِ هُوَ أَهْدَىٰ مِنْهُمَآ أَتَّبِعْهُ إِن كُنتُمْ صَٰدِقِينَ
Di’: «Portate allora, da parte di DIO, un Libro che offra una guida migliore di questi due, e io lo seguirò, se siete sinceri».

L’accusa di «due magie» è riportata come parola degli oppositori, non come giudizio del Corano sulle rivelazioni. Nella lettura qui seguita, i due testi richiamati sono la Torà e il Corano. Il passo invita a considerare la guida offerta da una rivelazione, oltre il pregiudizio con cui la si accoglie.

Corano 32:23 · Il Libro dato a Mosè

Sura al-Sajdah · La prosternazione, 32:23
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
32:23
وَلَقَدْ ءَاتَيْنَا مُوسَى ٱلْكِتَٰبَ فَلَا تَكُن فِى مِرْيَةٍۢ مِّن لِّقَآئِهِۦ ۖ وَجَعَلْنَٰهُ هُدًۭى لِّبَنِىٓ إِسْرَٰٓءِيلَ
Abbiamo certamente dato a Mosè il Libro: non essere dunque in dubbio riguardo all’incontro con lui. E ne abbiamo fatto una guida per i figli d’Israele.

Corano 53:36–42 · Mosè, Abramo e la responsabilità personale

Il richiamo ai fogli di Mosè prosegue con Abramo e con una serie di insegnamenti. Leggere la sequenza completa rende visibile il contenuto etico del riferimento alle rivelazioni precedenti.

Sura al-Najm · La stella, 53:36–42
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
53:36
أَمْ لَمْ يُنَبَّأْ بِمَا فِى صُحُفِ مُوسَىٰ
Non è stato informato di ciò che si trova nei fogli di Mosè
53:37
وَإِبْرَٰهِيمَ ٱلَّذِى وَفَّىٰٓ
e di Abramo, che adempì pienamente ?
53:38
أَلَّا تَزِرُ وَازِرَةٌۭ وِزْرَ أُخْرَىٰ
Che nessuna anima gravata porterà il peso di un’altra;
53:39
وَأَن لَّيْسَ لِلْإِنسَٰنِ إِلَّا مَا سَعَىٰ
che all’essere umano spetta soltanto ciò per cui si è adoperato;
53:40
وَأَنَّ سَعْيَهُۥ سَوْفَ يُرَىٰ
che il suo impegno sarà veduto;
53:41
ثُمَّ يُجْزَىٰهُ ٱلْجَزَآءَ ٱلْأَوْفَىٰ
poi ne riceverà la ricompensa più piena;
53:42
وَأَنَّ إِلَىٰ رَبِّكَ ٱلْمُنتَهَىٰ
e che presso il tuo SIGNORE è il termine ultimo.

Il ritorno al SIGNORE è affiancato alla responsabilità del proprio operato. Per il lettore, questa vicinanza fra memoria dei profeti e condotta personale è significativa: conoscere la storia della fede ci chiama anche a rispondere della nostra.

Riconoscere le differenze, custodire l’onestà

Il confronto richiede di leggere anche i passi che denunciano l’attribuzione a DIO di parole umane e la deformazione della Scrittura. Nella discussione islamica questi temi sono collegati al taḥrīf, termine usato per parlare di alterazione o distorsione. Il rapporto fra corruzione del testo e distorsione del significato è stato interpretato in modi diversi.

Sura al-Baqarah · 2:79
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
2:79
فَوَيْلٌۭ لِّلَّذِينَ يَكْتُبُونَ ٱلْكِتَٰبَ بِأَيْدِيهِمْ ثُمَّ يَقُولُونَ هَٰذَا مِنْ عِندِ ٱللَّهِ لِيَشْتَرُوا۟ بِهِۦ ثَمَنًۭا قَلِيلًۭا ۖ فَوَيْلٌۭ لَّهُم مِّمَّا كَتَبَتْ أَيْدِيهِمْ وَوَيْلٌۭ لَّهُم مِّمَّا يَكْسِبُونَ
Guai a coloro che scrivono il Libro con le proprie mani e poi dicono: «Questo viene da DIO», per ricavarne un prezzo vile. Guai a loro per ciò che le loro mani hanno scritto, e guai a loro per ciò che guadagnano.
Sura Āl ʿImrān · 3:78
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
3:78
وَإِنَّ مِنْهُمْ لَفَرِيقًۭا يَلْوُۥنَ أَلْسِنَتَهُم بِٱلْكِتَٰبِ لِتَحْسَبُوهُ مِنَ ٱلْكِتَٰبِ وَمَا هُوَ مِنَ ٱلْكِتَٰبِ وَيَقُولُونَ هُوَ مِنْ عِندِ ٱللَّهِ وَمَا هُوَ مِنْ عِندِ ٱللَّهِ وَيَقُولُونَ عَلَى ٱللَّهِ ٱلْكَذِبَ وَهُمْ يَعْلَمُونَ
Fra loro vi è un gruppo che contorce la lingua nel recitare il Libro, affinché crediate che ciò appartenga al Libro, mentre non appartiene al Libro. Dicono: «Viene da DIO», mentre non viene da DIO; e attribuiscono a DIO la menzogna, pur sapendolo.

Questi testi non autorizzano a cancellare i riconoscimenti della Torà e del Vangelo letti in precedenza; allo stesso tempo, quei riconoscimenti non risolvono da soli ogni questione sull’integrità dei testi o sulle dottrine. Le tradizioni differiscono, fra l’altro, nell’interpretazione della persona di Gesù e dell’autorità della rivelazione coranica.

Per ASH, l’incontro cresce nella sincerità: ciascuno può esprimere la propria convinzione, ascoltare quella altrui e riconoscere il limite delle proprie conoscenze. La dignità della persona con cui dialoghiamo rimane un dovere anche quando l’accordo teologico non viene raggiunto.

Dialogare nel modo migliore

Il Corano contiene un richiamo esplicito al modo in cui rivolgersi alla Gente del Libro. La forma del confronto entra così nel contenuto stesso della responsabilità religiosa.

Sura al-ʿAnkabūt · Il ragno, 29:46
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
29:46
۞ وَلَا تُجَٰدِلُوٓا۟ أَهْلَ ٱلْكِتَٰبِ إِلَّا بِٱلَّتِى هِىَ أَحْسَنُ إِلَّا ٱلَّذِينَ ظَلَمُوا۟ مِنْهُمْ ۖ وَقُولُوٓا۟ ءَامَنَّا بِٱلَّذِىٓ أُنزِلَ إِلَيْنَا وَأُنزِلَ إِلَيْكُمْ وَإِلَٰهُنَا وَإِلَٰهُكُمْ وَٰحِدٌۭ وَنَحْنُ لَهُۥ مُسْلِمُونَ
Discutete con la Gente del Libro soltanto nel modo migliore, salvo con coloro fra loro che commettono ingiustizia. E dite: «Crediamo in ciò che è stato fatto discendere su di noi e in ciò che è stato fatto discendere su di voi. Il nostro DIO e il vostro DIO è Uno, e a Lui ci sottomettiamo».

Il versetto richiama l’unità di DIO e la fede nella rivelazione; menziona anche l’eccezione di chi commette ingiustizia. L’invito al «modo migliore» sollecita un dialogo capace di unire chiarezza e misura. Nella prospettiva di ASH, difendere la verità e riconoscere l’ingiustizia richiede fermezza, senza trasformare la differenza religiosa in disprezzo verso un intero popolo.

Prima di rispondere, tre domande

  1. Ho letto davvero il testo e il suo contesto, oppure sto rispondendo a ciò che altri mi hanno detto?
  2. So descrivere la convinzione del mio interlocutore in termini nei quali egli possa riconoscersi?
  3. Quale bene concreto può nascere da questo incontro, anche se non arriviamo alle stesse conclusioni?

Una sapienza che diventa vita

Un versetto familiare può raggiungerci in modo nuovo quando lo ritroviamo nella voce di un’altra tradizione. Ci accorgiamo allora che alcune delle nostre domande più profonde sono condivise: come onorare DIO, come parlare con verità, come prenderci cura di chi ci è affidato, come rendere conto della nostra vita.

Questa consapevolezza può diventare un esercizio semplice. Scegli uno dei passi letti, concedigli alcuni minuti di attenzione e domandati quale gesto ti chieda oggi: una parola più rispettosa, una visita rimandata, una menzogna da correggere, una conversazione da affrontare con maggiore umiltà.

La conoscenza delle Scritture acquista profondità quando diventa responsabilità. È in questo passaggio che lo studio può contribuire alla pace: formando persone più capaci di ascoltare, verificare, correggersi e fare il bene.

Che la Parola che custodiamo nei libri trovi dimora anche nel modo in cui ci prendiamo cura gli uni degli altri.

Fonti e approfondimenti

Testi originali, risorse di confronto e note di lettura. Le traduzioni italiane sono rese di lavoro per questa pagina; i commenti spirituali esprimono la prospettiva editoriale di ASH.

Testo coranico arabo

Testo in grafia ʿuthmānī, distribuito da AlQuran Cloud, confrontato con Quran.com. I collegamenti accanto a ciascun versetto consentono la consultazione diretta.

Rivelazioni precedenti e autorità

Corano 3:3–4; 5:43–48; 5:68; 7:156–157. Per i significati di muhaymin e i diversi rapporti fra le Scritture, confrontare le traduzioni e i commenti disponibili nelle schede.

Mosè, Abramo e il richiamo alla Torà

Corano 3:93–94; 28:48–49; 32:23; 53:36–42. Per 32:23 si veda anche il commento di Ibn Kathīr sulla lettura riferita all’incontro con Mosè.

Testi biblici a fronte

Esodo 20:7 e 20:12: testo ebraico masoretico consultato in Sefaria. Luca 1:11–13: testo greco SBL Greek New Testament, a cura di Michael W. Holmes, Society of Biblical Literature e Logos Bible Software, 2010; consultazione in BibleGateway.

Confronto etico e dialogo

Corano 3:39; 2:224; 17:23–24; 29:46. Le affinità sono presentate come convergenze da comprendere nei rispettivi contesti.

Alterazione e interpretazione

Corano 2:79 e 3:78. Questi passi vanno letti insieme alle attestazioni delle rivelazioni precedenti, distinguendo le affermazioni del testo dalle successive elaborazioni esegetiche.

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