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La morte
Studio per argomento
La morte: limite, mistero e ritorno a DIO
La morte appartiene all’esperienza universale dell’umanità. Le Scritture non ne cancellano il dolore né pretendono di ridurne il mistero, ma insegnano ad affrontarla con verità, responsabilità e speranza.
LimiteRicordare che la vita terrena è preziosa proprio perché non è illimitata.
PassaggioAffidare a DIO ciò che supera la conoscenza e il controllo umano.
SperanzaVivere il lutto senza negare il dolore e senza rinunciare alla fiducia.
La morte è la realtà ultima che attende ogni vita. Può suscitare contemplazione, inquietudine e paura; non vi è nulla di vergognoso in questi sentimenti. La consapevolezza della nostra mortalità può anzi divenire una scuola di umiltà, capace di ricondurci a ciò che è veramente essenziale.
Per molti credenti, la morte non rappresenta una conclusione assoluta, ma un passaggio affidato al Creatore. Ebraismo, Cristianesimo e Islam non descrivono ogni aspetto dell’aldilà nello stesso modo; condividono tuttavia la convinzione che la vita umana appartenga a DIO e che le nostre azioni abbiano un significato che supera l’immediatezza del presente.
«Ogni anima assaggerà la morte; poi a Noi sarete ricondotti» — Corano 29:57
Le Scritture non chiedono a chi è in lutto di fingere che la perdita non faccia male. Il pianto, il silenzio e il bisogno di tempo appartengono all’amore umano. La fede non elimina necessariamente il dolore: può però impedirgli di diventare disperazione, custodendo la memoria di chi non è più visibile e affidandone la vita alla giustizia e alla misericordia di DIO.
Una frase tradizionalmente attribuita a Martin Lutero afferma che il Signore avrebbe scritto la promessa della risurrezione non soltanto nei libri, ma in ogni foglia della primavera. L’immagine rimane feconda anche quando la si accoglie come meditazione: la natura ci mostra che la fine di una stagione può preparare una forma nuova di vita, pur senza offrirci da sola una prova su ciò che segue la morte.
Contemplare la morte significa anche interrogare il modo in cui viviamo. Sapere che il tempo è limitato può renderci più presenti, riconoscenti e pronti a riconciliarci. La speranza scritturale non dovrebbe diventare fuga dal mondo, ma responsabilità verso le persone che ci sono state affidate e verso il bene che possiamo ancora compiere.
Scritture ebraiche
Ecclesiaste 3:1-2
Libro, Capitolo, Versetto
Ebraico originale
Traslitterazione
Traduzione canonica
Traduzione letterale
Ecclesiaste 3:1
לַכֹּל זְמָן וְעֵת לְכָל-חֵפֶץ תַּחַת הַשָּׁמָיִם
Lakol zman ve’et lekol-chefetz tachat hashamayim
“Per ogni cosa c’è una stagione, un tempo per ogni scopo sotto il cielo”
“Per tutto c’è un tempo e un periodo per ogni cosa sotto i cieli”
“Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai al suolo, perché da esso sei stato tratto; perché tu sei polvere e in polvere ritornerai”
“Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto; polvere sei e polvere tornerai”
Kai exaleipsei pan dakryon ek ton ophthalmon auton, kai ho thanatos ouk estai eti, oute penthos oute krauge oute ponos ouk estai eti, hoti ta prota apelthan
«E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi; la morte non sarà più, né vi sarà più lutto, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate».
«E cancellerà ogni lacrima dai loro occhi, e la morte non sarà più; né lutto né grido né pena saranno più, poiché le prime cose sono passate».
Kullu nafsin dha’iqatul mawt wa-innama tuwaffawna ujurakum yawmal-qiyamah fa-man zuhzih ‘anin-nari wa’udkhilal-jannata faqad faz wa-mal-hayatu-d-dunya illa mata’u-l-ghurur
“Ogni anima assaggerà la morte. E sarete ripagati per intero solo nel Giorno della Resurrezione. Chi si terrà lontano dal Fuoco e sarà ammesso al Paradiso, avrà raggiunto l’obiettivo di questa vita terrena; perché la vita di questo mondo non è altro che un godimento illusorio.”
“Ogni anima assaggerà la morte; e sarete pagati completamente nel Giorno della Risurrezione. Chi viene salvato dal Fuoco ed entra nel Paradiso, ha raggiunto il successo; la vita terrena non è altro che inganno”
“Egli inghiottirà la morte per sempre. Il Signore DIO asciugherà le lacrime da ogni volto; eliminerà la vergogna del suo popolo da tutta la terra. Il Signore ha parlato”
“Sconfiggerà la morte per sempre, il Signore asciugherà ogni lacrima e rimuoverà la vergogna del Suo popolo”
Ou thelomen de ymas agnoein, adelphoi, peri ton kekoimenon, hina me lypesthe, kathos kai hoi loipoi hoi me echontes elpida. Ei gar pisteuomen hoti Iesous apethanen kai aneste, houtos kai ho theos tous koimethentas dia tou Iesou axei syn auto
“Ma non vogliamo che siate disinformati, fratelli, su quelli che dormono, perché non vi affliggiate come gli altri che non hanno speranza. Se infatti crediamo che Gesù è morto e risorto, così DIO porterà con sé quelli che si sono addormentati in Gesù”
“Non vogliamo che siate all’oscuro, fratelli, riguardo a coloro che dormono, affinché non vi rattristiate come coloro che non hanno speranza. Se crediamo che Gesù è morto e risorto, DIO porterà con sé coloro che si sono addormentati in Gesù”
Reu attah ki ani ani hu ve’ein elohim immadi ani amit va’achayeh machatzti va’ani erpah ve’ein miyadi matzil
“Vedete ora che io, proprio io, sono lui e non c’è dio all’infuori di me; io uccido e faccio vivere; io ferisco e guarisco; e non c’è nessuno che possa liberare dalla mia mano”
“Ora vedete che io, io sono Lui, e non c’è altro dio con me; io uccido e faccio vivere, ferisco e guarisco, e nessuno può liberare dalla mia mano”
“Di’: ‘In verità, la morte da cui fuggite – in verità, essa vi incontrerà. Allora sarete restituiti al Conoscitore dell’invisibile e del visibile, ed Egli vi informerà su ciò che facevate”
“Di’: ‘La morte da cui fuggite vi incontrerà sicuramente; allora sarete riportati al Conoscitore dell’invisibile e del visibile, e vi informerà su ciò che facevate'”
Huwa alladhi khalaqakum min turabin thumma min nutfatin thumma min ‘alaqatin thumma yukhrijukum tiflan thumma litablughu ashudakum thumma litakoonu shuyookhan wamingkum man yutawaffa min qablu walitablughu ajalan musamman wala’allakum ta’qiloon
“È Lui che vi ha creato dalla polvere, poi da una goccia di sperma, poi da un grumo simile a una sanguisuga; poi vi fa uscire come un bambino; poi vi fa raggiungere l’età della piena forza; poi vi fa diventare vecchi – anche se tra di voi ci sono alcuni che muoiono prima – e vi fa raggiungere un Termine stabilito; affinché impariate la saggezza”
“Egli è Colui che vi ha creato dalla polvere, poi da una goccia di sperma, poi da un grumo; poi vi fa nascere come bambini; poi vi fa crescere fino a raggiungere l’età matura, e tra voi alcuni muoiono prima; affinché possiate comprendere”
«Coloro che, quando li colpisce una sventura, dicono: “In verità apparteniamo a DIO e a Lui ritorniamo”».
«Quelli che, quando una calamità li raggiunge, dicono: “In verità noi siamo di DIO e in verità verso di Lui siamo ritornanti”».
Ricordare la morte per scegliere la vita
Le Scritture ci conducono a una conclusione sobria: non possiamo sottrarci alla morte, ma possiamo scegliere come vivere prima che giunga. Ricordare il nostro limite non serve a impoverire la gioia, bensì a liberarla dalla superficialità. Ci invita ad amare senza rimandare, a riparare il male quando è ancora possibile e ad affidare a DIO, con umiltà, ciò che resta oltre la nostra comprensione.
La morte
La morte, la realtà ultima che incombe su ogni vita. Quest’evento può essere oggetto di profonda contemplazione, mistero e spesso paura. Tuttavia, per coloro che sono radicati in una fede profonda, la morte viene intesa non come una fine, ma come una trasformazione, un passaggio (necessario) verso le “braccia” del proprio Creatore, convinti nell’imminente “nuovo inizio”.
Martin Lutero, il grande riformatore del Cristianesimo, una volta disse: “Nostro Signore ha scritto la promessa della resurrezione non solo nei libri, ma in ogni foglia della primavera”. Se la morte fosse l’ultima parola, la primavera non seguirebbe mai l’inverno e le tenebre consumerebbero per sempre la luce. Ma dal ritmo della natura e dalle promesse delle Scritture sappiamo che c’è una profonda speranza oltre il velo della mortalità.
Ogni individuo si troverà ad affrontare la questione della morte e non è raro provare malessere o ansia nel solo pensare a questo viaggio obbligato. Non c’è da vergognarsi nel nutrire tali sentimenti, anzi, questi momenti di introspezione ci offrono opportunità impareggiabili di crescita. Proprio come l’ansia e le preoccupazioni mettono alla prova e rafforzano la nostra fede, così anche la contemplazione della morte.
Per il credente, l’esperienza della morte è una semplice transizione, un passaggio da un regno dell’esistenza a un altro, certamente superiore per coloro che si sono “evoluti”. Le Sacre Scritture, la nostra luce guida nei momenti di oscurità, ci ricordano la promessa di vita eterna per coloro che ripongono la loro fiducia in DIO.
A tutti coloro che sono alle prese con il concetto di morte, o che sono in lutto per la scomparsa di una persona amata, confortatevi con la fede sconfinata che ci assicura il ricongiungimento in un regno incontaminato dal dolore e dalla tristezza. Respirate profondamente e sentite la presenza di DIO in voi, una forza così potente da trasformare la morte da una fine temuta in una porta d’accesso alla comunione eterna con il Divino.
Se “apriamo gli occhi”, troveremo i messaggi di speranza in ogni luogo. La rinascita e l’amore eterno sono inscritti non solo nei Testi sacri, ma nell’Anima stessa della nostra esistenza. La morte, quindi, non è una conclusione, ma anzi la continuazione della narrazione divina: una storia d’amore, di fede e di trionfo finale.
Passaggi delle Sacre Scritture sul tema “morte”
Ecclesiaste 3:1-2 (Vecchio Testamento)
Libro, Capitolo, Versetto
Ebraico Originale
Traslitterazione
Traduzione Canonica
Traduzione Letterale
Ecclesiaste 3:1
לַכֹּל זְמָן וְעֵת לְכָל-חֵפֶץ תַּחַת הַשָּׁמָיִם
Lakol zman ve’et lekol-chefetz tachat hashamayim
“Per ogni cosa c’è una stagione, un tempo per ogni scopo sotto il cielo”
“Per tutto c’è un tempo e un periodo per ogni cosa sotto i cieli”
“Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai al suolo, perché da esso sei stato tratto; perché tu sei polvere e in polvere ritornerai”
“Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto; polvere sei e polvere tornerai”
Kullu nafsin dha’iqatul mawt wa-innama tuwaffawna ujurakum yawmal-qiyamah fa-man zuhzih ‘anin-nari wa’udkhilal-jannata faqad faz wa-mal-hayatu-d-dunya illa mata’u-l-ghurur
“Ogni anima assaggerà la morte. E sarete ripagati per intero solo nel Giorno della Resurrezione. Chi si terrà lontano dal Fuoco e sarà ammesso al Paradiso, avrà raggiunto l’obiettivo di questa vita terrena; perché la vita di questo mondo non è altro che un godimento illusorio.”
“Ogni anima assaggerà la morte; e sarete pagati completamente nel Giorno della Risurrezione. Chi viene salvato dal Fuoco ed entra nel Paradiso, ha raggiunto il successo; la vita terrena non è altro che inganno”
“Egli inghiottirà la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime da ogni volto; eliminerà la vergogna del suo popolo da tutta la terra. Il Signore ha parlato”
“Sconfiggerà la morte per sempre, il Signore asciugherà ogni lacrima e rimuoverà la vergogna del Suo popolo”
Ou thelomen de ymas agnoein, adelphoi, peri ton kekoimenon, hina me lypesthe, kathos kai hoi loipoi hoi me echontes elpida. Ei gar pisteuomen hoti Iesous apethanen kai aneste, houtos kai ho theos tous koimethentas dia tou Iesou axei syn auto
“Ma non vogliamo che siate disinformati, fratelli, su quelli che dormono, perché non vi affliggiate come gli altri che non hanno speranza. Se infatti crediamo che Gesù è morto e risorto, così Dio porterà con sé quelli che si sono addormentati in Gesù”
“Non vogliamo che siate all’oscuro, fratelli, riguardo a coloro che dormono, affinché non vi rattristiate come coloro che non hanno speranza. Se crediamo che Gesù è morto e risorto, Dio porterà con sé coloro che si sono addormentati in Gesù”
Reu attah ki ani ani hu ve’ein elohim immadi ani amit va’achayeh machatzti va’ani erpah ve’ein miyadi matzil
“Vedete ora che io, proprio io, sono lui e non c’è dio all’infuori di me; io uccido e faccio vivere; io ferisco e guarisco; e non c’è nessuno che possa liberare dalla mia mano”
“Ora vedete che io, io sono Lui, e non c’è altro dio con me; io uccido e faccio vivere, ferisco e guarisco, e nessuno può liberare dalla mia mano”
“Di’: ‘In verità, la morte da cui fuggite – in verità, essa vi incontrerà. Allora sarete restituiti al Conoscitore dell’invisibile e del visibile, ed Egli vi informerà su ciò che facevate”
“Di’: ‘La morte da cui fuggite vi incontrerà sicuramente; allora sarete riportati al Conoscitore dell’invisibile e del visibile, e vi informerà su ciò che facevate'”
Huwa alladhi khalaqakum min turabin thumma min nutfatin thumma min ‘alaqatin thumma yukhrijukum tiflan thumma litablughu ashudakum thumma litakoonu shuyookhan wamingkum man yutawaffa min qablu walitablughu ajalan musamman wala’allakum ta’qiloon
“È Lui che vi ha creato dalla polvere, poi da una goccia di sperma, poi da un grumo simile a una sanguisuga; poi vi fa uscire come un bambino; poi vi fa raggiungere l’età della piena forza; poi vi fa diventare vecchi – anche se tra di voi ci sono alcuni che muoiono prima – e vi fa raggiungere un Termine stabilito; affinché impariate la saggezza”
“Egli è Colui che vi ha creato dalla polvere, poi da una goccia di sperma, poi da un grumo; poi vi fa nascere come bambini; poi vi fa crescere fino a raggiungere l’età matura, e tra voi alcuni muoiono prima; affinché possiate comprendere”
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