Scritture · Perseveranza · Speranza

Ci sono giorni in cui una sola domanda raccoglie tutta la nostra fatica: «Dove troverò la forza per andare avanti?».

Una perdita, una malattia, una difficoltà economica, una relazione ferita: le prove assumono volti diversi e raggiungono anche le persone più giuste. Le Sacre Scritture conoscono questa esperienza. Ci consegnano le parole di chi ha tremato, atteso, pregato e continuato a cercare DIO.

In queste pagine cerchiamo una sapienza capace di accompagnare la vita. La fiducia può aiutarci a custodire la speranza, riconoscere ciò che possiamo cambiare e accogliere il sostegno di chi cammina accanto a noi.

Percorso di lettura con 121 versetti completi, presentati uno per riga, nei testi ebraico, greco e arabo a fronte dell’italiano. Le traduzioni sono rese di lavoro preparate per questo studio. Nelle citazioni ebraiche il Nome divino è conservato e reso in italiano con SIGNORE; Allāh è tradotto DIO. Le differenze di numerazione sono segnalate accanto ai passi interessati.

Comprendere la prova senza giudicare chi soffre

La Bibbia e il Corano parlano della prova attraverso racconti, preghiere, esortazioni e immagini. Alcuni testi la collegano alla fedeltà, altri alla correzione, altri ancora alla persecuzione e all’attesa della giustizia. Queste voci richiedono attenzione al loro contesto: una preghiera personale, un oracolo rivolto a un popolo e una lettera a una comunità perseguitata non svolgono la stessa funzione.

La parola «prova» può indicare una situazione che rivela ciò che portiamo nel cuore. La «tribolazione» nomina la pressione e l’angoscia che viviamo. La «tentazione» riguarda invece l’attrazione verso il male: Giacomo 1:13–15 aiuta a distinguere questi significati e afferma che DIO non tenta nessuno al male.

Ebraismo, cristianesimo e islam conservano comprensioni proprie della rivelazione, della salvezza e del giudizio. Accostare le loro Scritture permette di ascoltare consonanze preziose, nel rispetto di queste differenze.

Si può leggere questa raccolta per intero oppure sostare su un solo passo. Anche pochi versetti, letti con attenzione, possono aprire uno spazio di preghiera e orientare una scelta.

La prova nella Torà e nella storia d’Israele

Abramo e Isacco: leggere il racconto fino alla vita preservata

Genesi 22 introduce esplicitamente la prova di Abramo. Nella tradizione ebraica il racconto è conosciuto come ʿAqedah, la legatura di Isacco. Per comprenderne il movimento, leggiamo la sequenza fino all’intervento che arresta la mano di Abramo e all’offerta dell’ariete al posto del figlio.

Genesi 22:1–14 · La prova di Abramo
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
22:1
וַיְהִ֗י אַחַר֙ הַדְּבָרִ֣ים הָאֵ֔לֶּה וְהָ֣אֱלֹהִ֔ים נִסָּ֖ה אֶת־אַבְרָהָ֑ם וַיֹּ֣אמֶר אֵלָ֔יו אַבְרָהָ֖ם וַיֹּ֥אמֶר הִנֵּֽנִי׃
Dopo questi avvenimenti, DIO mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Egli rispose: «Eccomi».
22:2
וַיֹּ֡אמֶר קַח־נָ֠א אֶת־בִּנְךָ֨ אֶת־יְחִֽידְךָ֤ אֲשֶׁר־אָהַ֨בְתָּ֙ אֶת־יִצְחָ֔ק וְלֶךְ־לְךָ֔ אֶל־אֶ֖רֶץ הַמֹּרִיָּ֑ה וְהַעֲלֵ֤הוּ שָׁם֙ לְעֹלָ֔ה עַ֚ל אַחַ֣ד הֶֽהָרִ֔ים אֲשֶׁ֖ר אֹמַ֥ר אֵלֶֽיךָ׃
Disse: «Prendi tuo figlio, il tuo unico, che ami, Isacco, va’ nella terra di Moria e offrilo là in olocausto, su uno dei monti che ti indicherò».
22:3
וַיַּשְׁכֵּ֨ם אַבְרָהָ֜ם בַּבֹּ֗קֶר וַֽיַּחֲבֹשׁ֙ אֶת־חֲמֹר֔וֹ וַיִּקַּ֞ח אֶת־שְׁנֵ֤י נְעָרָיו֙ אִתּ֔וֹ וְאֵ֖ת יִצְחָ֣ק בְּנ֑וֹ וַיְבַקַּע֙ עֲצֵ֣י עֹלָ֔ה וַיָּ֣קָם וַיֵּ֔לֶךְ אֶל־הַמָּק֖וֹם אֲשֶׁר־אָֽמַר־ל֥וֹ הָאֱלֹהִֽים׃
Abramo si alzò di buon mattino, sellò il suo asino e prese con sé due dei suoi servi e suo figlio Isacco. Spaccò la legna per l’olocausto, poi si mise in cammino verso il luogo che DIO gli aveva indicato.
22:4
בַּיּ֣וֹם הַשְּׁלִישִׁ֗י וַיִּשָּׂ֨א אַבְרָהָ֧ם אֶת־עֵינָ֛יו וַיַּ֥רְא אֶת־הַמָּק֖וֹם מֵרָחֹֽק׃
Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e vide il luogo da lontano.
22:5
וַיֹּ֨אמֶר אַבְרָהָ֜ם אֶל־נְעָרָ֗יו שְׁבוּ־לָכֶ֥ם פֹּה֙ עִֽם־הַחֲמ֔וֹר וַאֲנִ֣י וְהַנַּ֔עַר נֵלְכָ֖ה עַד־כֹּ֑ה וְנִֽשְׁתַּחֲוֶ֖ה וְנָשׁ֥וּבָה אֲלֵיכֶֽם׃
Abramo disse ai suoi servi: «Rimanete qui con l’asino. Io e il ragazzo andremo fin laggiù, ci prostreremo e poi torneremo da voi».
22:6
וַיִּקַּ֨ח אַבְרָהָ֜ם אֶת־עֲצֵ֣י הָעֹלָ֗ה וַיָּ֨שֶׂם֙ עַל־יִצְחָ֣ק בְּנ֔וֹ וַיִּקַּ֣ח בְּיָד֔וֹ אֶת־הָאֵ֖שׁ וְאֶת־הַֽמַּאֲכֶ֑לֶת וַיֵּלְכ֥וּ שְׁנֵיהֶ֖ם יַחְדָּֽו׃
Abramo prese la legna per l’olocausto e la pose su suo figlio Isacco; prese in mano il fuoco e il coltello, e i due camminarono insieme.
22:7
וַיֹּ֨אמֶר יִצְחָ֜ק אֶל־אַבְרָהָ֤ם אָבִיו֙ וַיֹּ֣אמֶר אָבִ֔י וַיֹּ֖אמֶר הִנֶּ֣נִּֽי בְנִ֑י וַיֹּ֗אמֶר הִנֵּ֤ה הָאֵשׁ֙ וְהָ֣עֵצִ֔ים וְאַיֵּ֥ה הַשֶּׂ֖ה לְעֹלָֽה׃
Isacco si rivolse a suo padre Abramo e disse: «Padre mio!». Egli rispose: «Eccomi, figlio mio». Disse: «Ecco il fuoco e la legna, ma dov’è l’agnello per l’olocausto?».
22:8
וַיֹּ֨אמֶר֙ אַבְרָהָ֔ם אֱלֹהִ֞ים יִרְאֶה־לּ֥וֹ הַשֶּׂ֛ה לְעֹלָ֖ה בְּנִ֑י וַיֵּלְכ֥וּ שְׁנֵיהֶ֖ם יַחְדָּֽו׃
Abramo rispose: «DIO provvederà per Sé l’agnello per l’olocausto, figlio mio». E i due camminarono insieme.
22:9
וַיָּבֹ֗אוּ אֶֽל־הַמָּקוֹם֮ אֲשֶׁ֣ר אָֽמַר־ל֣וֹ הָאֱלֹהִים֒ וַיִּ֨בֶן שָׁ֤ם אַבְרָהָם֙ אֶת־הַמִּזְבֵּ֔חַ וַֽיַּעֲרֹ֖ךְ אֶת־הָעֵצִ֑ים וַֽיַּעֲקֹד֙ אֶת־יִצְחָ֣ק בְּנ֔וֹ וַיָּ֤שֶׂם אֹתוֹ֙ עַל־הַמִּזְבֵּ֔חַ מִמַּ֖עַל לָעֵצִֽים׃
Giunsero al luogo che DIO gli aveva indicato. Là Abramo costruì l’altare e dispose la legna; legò suo figlio Isacco e lo depose sull’altare, sopra la legna.
22:10
וַיִּשְׁלַ֤ח אַבְרָהָם֙ אֶת־יָד֔וֹ וַיִּקַּ֖ח אֶת־הַֽמַּאֲכֶ֑לֶת לִשְׁחֹ֖ט אֶת־בְּנֽוֹ׃
Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.
22:11
וַיִּקְרָ֨א אֵלָ֜יו מַלְאַ֤ךְ יְהוָה֙ מִן־הַשָּׁמַ֔יִם וַיֹּ֖אמֶר אַבְרָהָ֣ם ׀ אַבְרָהָ֑ם וַיֹּ֖אמֶר הִנֵּֽנִי׃
Ma l’angelo del SIGNORE lo chiamò dal cielo e disse: «Abramo, Abramo!». Egli rispose: «Eccomi».
22:12
וַיֹּ֗אמֶר אַל־תִּשְׁלַ֤ח יָֽדְךָ֙ אֶל־הַנַּ֔עַר וְאַל־תַּ֥עַשׂ ל֖וֹ מְא֑וּמָּה כִּ֣י ׀ עַתָּ֣ה יָדַ֗עְתִּי כִּֽי־יְרֵ֤א אֱלֹהִים֙ אַ֔תָּה וְלֹ֥א חָשַׂ֛כְתָּ אֶת־בִּנְךָ֥ אֶת־יְחִידְךָ֖ מִמֶּֽנִּי׃
Disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli nulla! Ora so che temi DIO, perché non Mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico».
22:13
וַיִּשָּׂ֨א אַבְרָהָ֜ם אֶת־עֵינָ֗יו וַיַּרְא֙ וְהִנֵּה־אַ֔יִל אַחַ֕ר נֶאֱחַ֥ז בַּסְּבַ֖ךְ בְּקַרְנָ֑יו וַיֵּ֤לֶךְ אַבְרָהָם֙ וַיִּקַּ֣ח אֶת־הָאַ֔יִל וַיַּעֲלֵ֥הוּ לְעֹלָ֖ה תַּ֥חַת בְּנֽוֹ׃
Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, dietro di lui, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò, prese l’ariete e lo offrì in olocausto al posto di suo figlio.
22:14
וַיִּקְרָ֧א אַבְרָהָ֛ם שֵֽׁם־הַמָּק֥וֹם הַה֖וּא יְהוָ֣ה ׀ יִרְאֶ֑ה אֲשֶׁר֙ יֵאָמֵ֣ר הַיּ֔וֹם בְּהַ֥ר יְהוָ֖ה יֵרָאֶֽה׃
Abramo chiamò quel luogo «Il SIGNORE provvederà». Perciò ancora oggi si dice: «Sul monte del SIGNORE si provvederà».

La tensione del racconto rimane profonda e ha generato letture differenti. Il testo, però, rende inequivocabile il comando di fermarsi: Isacco viene risparmiato. La sua singolarità narrativa richiede prudenza; non offre una regola con cui giustificare la violenza religiosa o imporre ad altri sacrifici distruttivi.

Nel deserto: fiducia, memoria e fedeltà

Esodo 16:4
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
16:4
וַיֹּ֤אמֶר יְהוָה֙ אֶל־מֹשֶׁ֔ה הִנְנִ֨י מַמְטִ֥יר לָכֶ֛ם לֶ֖חֶם מִן־הַשָּׁמָ֑יִם וְיָצָ֨א הָעָ֤ם וְלָֽקְטוּ֙ דְּבַר־י֣וֹם בְּיוֹמ֔וֹ לְמַ֧עַן אֲנַסֶּ֛נּוּ הֲיֵלֵ֥ךְ בְּתוֹרָתִ֖י אִם־לֹֽא׃
Il SIGNORE disse a Mosè: «Ecco, farò piovere per voi pane dal cielo. Il popolo uscirà e raccoglierà ogni giorno la porzione di quel giorno, perché Io lo metta alla prova: camminerà o no nella Mia istruzione?».
Esodo 20:20
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
20:20
וַיֹּ֨אמֶר מֹשֶׁ֣ה אֶל־הָעָם֮ אַל־תִּירָאוּ֒ כִּ֗י לְבַֽעֲבוּר֙ נַסּ֣וֹת אֶתְכֶ֔ם בָּ֖א הָאֱלֹהִ֑ים וּבַעֲב֗וּר תִּהְיֶ֧ה יִרְאָת֛וֹ עַל־פְּנֵיכֶ֖ם לְבִלְתִּ֥י תֶחֱטָֽאוּ׃
Mosè disse al popolo: «Non abbiate paura: DIO è venuto per mettervi alla prova e perché il timore di Lui sia davanti a voi, affinché non pecchiate».

Corrispondenza in Sefaria: Esodo 20:17. La diversa numerazione identifica lo stesso passo.

Deuteronomio 8:2
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
8:2
וְזָכַרְתָּ֣ אֶת־כָּל־הַדֶּ֗רֶךְ אֲשֶׁ֨ר הֹלִֽיכֲךָ֜ יְהוָ֧ה אֱלֹהֶ֛יךָ זֶ֛ה אַרְבָּעִ֥ים שָׁנָ֖ה בַּמִּדְבָּ֑ר לְמַ֨עַן עַנֹּֽתְךָ֜ לְנַסֹּֽתְךָ֗ לָדַ֜עַת אֶת־אֲשֶׁ֧ר בִּֽלְבָבְךָ֛ הֲתִשְׁמֹ֥ר מִצְוֺתָ֖יו אִם־לֹֽא׃
Ricorda tutto il cammino per il quale il SIGNORE, tuo DIO, ti ha condotto nel deserto in questi quarant’anni, per renderti umile e metterti alla prova, per conoscere ciò che avevi nel cuore: avresti osservato o no i Suoi comandamenti?
Deuteronomio 13:3
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
13:3
לֹ֣א תִשְׁמַ֗ע אֶל־דִּבְרֵי֙ הַנָּבִ֣יא הַה֔וּא א֛וֹ אֶל־חוֹלֵ֥ם הַחֲל֖וֹם הַה֑וּא כִּ֣י מְנַסֶּ֞ה יְהוָ֤ה אֱלֹֽהֵיכֶם֙ אֶתְכֶ֔ם לָדַ֗עַת הֲיִשְׁכֶ֤ם אֹֽהֲבִים֙ אֶת־יְהוָ֣ה אֱלֹהֵיכֶ֔ם בְּכָל־לְבַבְכֶ֖ם וּבְכָל־נַפְשְׁכֶֽם׃
Non ascoltare le parole di quel profeta o di quel sognatore di sogni, perché il SIGNORE, vostro DIO, vi mette alla prova per sapere se amate il SIGNORE, vostro DIO, con tutto il vostro cuore e con tutta la vostra anima.

Corrispondenza in Sefaria: Deuteronomio 13:4. La diversa numerazione identifica lo stesso passo.

Giudici 3:4
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
3:4
וַֽיִּהְי֕וּ לְנַסּ֥וֹת בָּ֖ם אֶת־יִשְׂרָאֵ֑ל לָדַ֗עַת הֲיִשְׁמְעוּ֙ אֶת־מִצְוֺ֣ת יְהוָ֔ה אֲשֶׁר־צִוָּ֥ה אֶת־אֲבוֹתָ֖ם בְּיַד־מֹשֶֽׁה׃
Essi servirono a mettere alla prova Israele, per sapere se avrebbe ascoltato i comandamenti del SIGNORE, che Egli aveva impartito ai loro padri per mezzo di Mosè.

La manna richiama la fiducia vissuta giorno per giorno; Deuteronomio invita a ricordare il cammino e a riconoscere ciò che emerge nel cuore. In Deuteronomio 13, il contesto è il discernimento davanti a un richiamo verso altri dèi: anche un segno straordinario deve essere valutato alla luce della fedeltà a DIO.

Esodo 20 distingue la paura che paralizza dal timore reverente che orienta la condotta. Per la riflessione personale, questi testi pongono una domanda concreta: quali scelte custodiscono oggi la verità, anche quando la via più facile sembra un’altra?

Preghiera, conversione e verità del cuore

1 Re 8:35–36
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
8:35
בְּהֵעָצֵ֥ר שָׁמַ֛יִם וְלֹא־יִהְיֶ֥ה מָטָ֖ר כִּ֣י יֶחֶטְאוּ־לָ֑ךְ וְהִֽתְפַּֽלְל֞וּ אֶל־הַמָּק֤וֹם הַזֶּה֙ וְהוֹד֣וּ אֶת־שְׁמֶ֔ךָ וּמֵחַטָּאתָ֥ם יְשׁוּב֖וּן כִּ֥י תַעֲנֵֽם׃
Quando il cielo sarà chiuso e non vi sarà pioggia, perché avranno peccato contro di Te, se pregheranno rivolti a questo luogo, riconosceranno il Tuo Nome e si convertiranno dal loro peccato, perché Tu li avrai afflitti,
8:36
וְאַתָּ֣ה ׀ תִּשְׁמַ֣ע הַשָּׁמַ֗יִם וְסָ֨לַחְתָּ֜ לְחַטַּ֤את עֲבָדֶ֨יךָ֙ וְעַמְּךָ֣ יִשְׂרָאֵ֔ל כִּ֥י תוֹרֵ֛ם אֶת־הַדֶּ֥רֶךְ הַטּוֹבָ֖ה אֲשֶׁ֣ר יֵֽלְכוּ־בָ֑הּ וְנָתַתָּ֤ה מָטָר֙ עַל־אַרְצְךָ֔ אֲשֶׁר־נָתַ֥תָּה לְעַמְּךָ֖ לְנַחֲלָֽה׃
Tu ascolta dal cielo e perdona il peccato dei Tuoi servi e del Tuo popolo Israele, insegnando loro la buona via nella quale camminare; e manda la pioggia sulla Tua terra, che hai dato in eredità al Tuo popolo.
2 Cronache 32:31
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
32:31
וְכֵ֞ן בִּמְלִיצֵ֣י ׀ שָׂרֵ֣י בָּבֶ֗ל הַֽמְשַׁלְּחִ֤ים עָלָיו֙ לִדְרֹ֗שׁ הַמּוֹפֵת֙ אֲשֶׁ֣ר הָיָ֣ה בָאָ֔רֶץ עֲזָב֖וֹ הָֽאֱלֹהִ֑ים לְנַ֨סּוֹת֔וֹ לָדַ֖עַת כָּל־בִּלְבָבֽוֹ׃
Così, in occasione degli ambasciatori dei capi di Babilonia, inviati a lui per informarsi del prodigio avvenuto nel paese, DIO lo lasciò a se stesso per metterlo alla prova e conoscere tutto ciò che aveva nel cuore.

La preghiera di Salomone appartiene alla dedicazione del Tempio e alla vita dell’alleanza d’Israele. Il passo di Cronache riguarda il re Ezechia e l’arrivo degli inviati babilonesi. Il loro linguaggio sulla prova e sulla correzione va ascoltato in questi contesti, senza trasformarlo in una spiegazione automatica di ogni calamità o di ogni sofferenza personale.

Giobbe e i Salmi: dare voce alla fragilità

Una speranza pronunciata dentro il dolore

Giobbe 19:25
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
19:25
וַאֲנִ֣י יָ֭דַעְתִּי גֹּ֣אֲלִי חָ֑י וְ֝אַחֲר֗וֹן עַל־עָפָ֥ר יָקֽוּם׃
Io so che il mio riscattatore vive e che, alla fine, si leverà sulla polvere.

Giobbe pronuncia la sua fiducia mentre la controversia sulla sua sofferenza è ancora aperta. Il termine ebraico gōʾēl, qui reso «riscattatore», richiama chi riscatta o difende una causa. Il versetto è stato letto in modi diversi, anche in chiave di speranza oltre la morte: è bene distinguere le parole del testo dalle successive interpretazioni delle tradizioni.

DIO ascolta anche il cuore ferito

Salmo 25:18
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
25:18
רְאֵ֣ה עָ֭נְיִי וַעֲמָלִ֑י וְ֝שָׂ֗א לְכָל־חַטֹּאותָֽי׃
Guarda la mia afflizione e la mia fatica, e perdona tutti i miei peccati.
Salmo 26:2
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
26:2
בְּחָנֵ֣נִי יְהוָ֣ה וְנַסֵּ֑נִי צָרְפָ֖ה כִלְיוֹתַ֣י וְלִבִּֽי׃
Esaminami, SIGNORE, e mettimi alla prova; raffina i miei reni e il mio cuore.
Salmo 31:7
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
31:7
אָגִ֥ילָה וְאֶשְׂמְחָ֗ה בְּחַ֫סְדֶּ֥ךָ אֲשֶׁ֣ר רָ֭אִיתָ אֶת־עָנְיִ֑י יָ֝דַ֗עְתָּ בְּצָר֥וֹת נַפְשִֽׁי׃
Esulterò e mi rallegrerò per il Tuo amore fedele, perché hai visto la mia afflizione e hai conosciuto le angosce della mia anima.

Corrispondenza in Sefaria: Salmo 31:8. La diversa numerazione identifica lo stesso passo.

Salmo 34:6; 18–19
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
34:6
זֶ֤ה עָנִ֣י קָ֭רָא וַיהוָ֣ה שָׁמֵ֑עַ וּמִכָּל־צָ֝רוֹתָ֗יו הוֹשִׁיעֽוֹ׃
Questo povero ha gridato e il SIGNORE ha ascoltato; da tutte le sue angosce lo ha salvato.
34:18
קָר֣וֹב יְ֭הוָה לְנִשְׁבְּרֵי־לֵ֑ב וְֽאֶת־דַּכְּאֵי־ר֥וּחַ יוֹשִֽׁיעַ׃
Il SIGNORE è vicino a chi ha il cuore spezzato e salva chi ha lo spirito abbattuto.
34:19
רַ֭בּוֹת רָע֣וֹת צַדִּ֑יק וּ֝מִכֻּלָּ֗ם יַצִּילֶ֥נּוּ יְהוָֽה׃
Molte sono le afflizioni del giusto, ma da tutte lo libera il SIGNORE.

Corrispondenza in Sefaria: Salmo 34:7; 19–20. La diversa numerazione identifica lo stesso passo.

Salmo 51:17
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
51:17
זִֽבְחֵ֣י אֱלֹהִים֮ ר֪וּחַ נִשְׁבָּ֫רָ֥ה לֵב־נִשְׁבָּ֥ר וְנִדְכֶּ֑ה אֱ֝לֹהִ֗ים לֹ֣א תִבְזֶֽה׃
Sacrifici graditi a DIO sono uno spirito spezzato; un cuore spezzato e contrito, o DIO, Tu non lo disprezzi.

Corrispondenza in Sefaria: Salmo 51:19. La diversa numerazione identifica lo stesso passo.

I Salmi offrono una lingua a chi non riesce più a nascondere la propria fatica. Il grido, l’esame di coscienza e la fiducia possono convivere nella medesima preghiera. L’immagine dei «reni» e del «cuore», conservata nel Salmo 26, indica l’interiorità: il desiderio è essere conosciuti nella verità.

Il Salmo 34 riconosce apertamente che anche il giusto incontra molte afflizioni. La vicinanza di DIO al cuore spezzato invita chi legge ad avvicinarsi, a sua volta, alle persone ferite.

Il tempo dell’attesa e la parola che sostiene

Salmo 66:10
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
66:10
כִּֽי־בְחַנְתָּ֥נוּ אֱלֹהִ֑ים צְ֝רַפְתָּ֗נוּ כִּצְרָף־כָּֽסֶף׃
Tu ci hai messi alla prova, o DIO; ci hai raffinati come si raffina l’argento.
Salmo 90:15
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
90:15
שַׂ֭מְּחֵנוּ כִּימ֣וֹת עִנִּיתָ֑נוּ שְׁ֝נ֗וֹת רָאִ֥ינוּ רָעָֽה׃
Rallegraci per tanti giorni quanti ci hai afflitti, per tanti anni quanti abbiamo veduto il male.
Salmo 102:1
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
102:1
יְ֭הוָה שִׁמְעָ֣ה תְפִלָּתִ֑י וְ֝שַׁוְעָתִ֗י אֵלֶ֥יךָ תָבֽוֹא׃
SIGNORE, ascolta la mia preghiera e giunga a Te il mio grido.

Corrispondenza in Sefaria: Salmo 102:2. La diversa numerazione identifica lo stesso passo.

Salmo 116:10
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
116:10
הֶ֭אֱמַנְתִּי כִּ֣י אֲדַבֵּ֑ר אֲ֝נִ֗י עָנִ֥יתִי מְאֹֽד׃
Ho creduto, anche quando dicevo: «Sono molto afflitto».
Salmo 119:50; 71; 75; 107
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
119:50
זֹ֣את נֶחָמָתִ֣י בְעָנְיִ֑י כִּ֖י אִמְרָתְךָ֣ חִיָּֽתְנִי׃
Questo è il mio conforto nell’afflizione: la Tua promessa mi ha dato vita.
119:71
טֽוֹב־לִ֥י כִֽי־עֻנֵּ֑יתִי לְ֝מַ֗עַן אֶלְמַ֥ד חֻקֶּֽיךָ׃
È stato un bene per me essere afflitto, perché imparassi i Tuoi statuti.
119:75
יָדַ֣עְתִּי יְ֭הוָה כִּי־צֶ֣דֶק מִשְׁפָּטֶ֑יךָ וֶ֝אֱמוּנָ֗ה עִנִּיתָֽנִי׃
So, SIGNORE, che i Tuoi giudizi sono giusti e che nella Tua fedeltà mi hai afflitto.
119:107
נַעֲנֵ֥יתִי עַד־מְאֹ֑ד יְ֝הוָ֗ה חַיֵּ֥נִי כִדְבָרֶֽךָ׃
Sono molto afflitto: SIGNORE, dammi vita secondo la Tua parola.
Salmo 139:23
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
139:23
חָקְרֵ֣נִי אֵ֭ל וְדַ֣ע לְבָבִ֑י בְּ֝חָנֵ֗נִי וְדַ֣ע שַׂרְעַפָּֽי׃
Scrutami, o DIO, e conosci il mio cuore; mettimi alla prova e conosci i miei pensieri inquieti.

Nel Salmo 116, l’ebraico consente differenti sfumature nel rapporto fra credere e parlare; qui si segue la lettura «Ho creduto, anche quando dicevo». La confessione della propria afflizione può dunque trovare posto dentro la fiducia.

Sapienza e Profeti: il crogiolo e la misericordia

Il crogiolo e il fuoco sono immagini ricorrenti del discernimento e della purificazione. Nei testi profetici appartengono spesso a discorsi sulla giustizia, sull’infedeltà collettiva e sul rinnovamento del popolo.

Proverbi 17:3
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
17:3
מַצְרֵ֣ף לַ֭כֶּסֶף וְכ֣וּר לַזָּהָ֑ב וּבֹחֵ֖ן לִבּ֣וֹת יְהוָֽה׃
Il crogiolo è per l’argento e la fornace per l’oro, ma colui che mette alla prova i cuori è il SIGNORE.
Isaia 1:25
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
1:25
וְאָשִׁ֤יבָה יָדִי֙ עָלַ֔יִךְ וְאֶצְרֹ֥ף כַּבֹּ֖ר סִיגָ֑יִךְ וְאָסִ֖ירָה כָּל־בְּדִילָֽיִךְ׃
Volgerò la Mia mano contro di te; eliminerò le tue scorie come con la liscivia e rimuoverò tutte le tue impurità metalliche.
Isaia 25:4
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
25:4
כִּֽי־הָיִ֨יתָ מָע֥וֹז לַדָּ֛ל מָע֥וֹז לָאֶבְי֖וֹן בַּצַּר־ל֑וֹ מַחְסֶ֤ה מִזֶּ֨רֶם֙ צֵ֣ל מֵחֹ֔רֶב כִּ֛י ר֥וּחַ עָרִיצִ֖ים כְּזֶ֥רֶם קִֽיר׃
Poiché sei stato un rifugio per il povero, un rifugio per il bisognoso nella sua angoscia, un riparo dalla tempesta, un’ombra dall’arsura; perché il soffio dei violenti è come una tempesta contro un muro.

Accanto alla purificazione, Isaia descrive DIO come rifugio del povero e riparo dalla violenza. Questi volti della speranza vanno tenuti insieme: la vita spirituale domanda giustizia e protezione di chi è vulnerabile.

Isaia 48:10
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
48:10
הִנֵּ֥ה צְרַפְתִּ֖יךָ וְלֹ֣א בְכָ֑סֶף בְּחַרְתִּ֖יךָ בְּכ֥וּר עֹֽנִי׃
Ecco, ti ho raffinato, ma non come l’argento; ti ho scelto nel crogiolo dell’afflizione.
Isaia 57:15
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
57:15
כִּי֩ כֹ֨ה אָמַ֜ר רָ֣ם וְנִשָּׂ֗א שֹׁכֵ֥ן עַד֙ וְקָד֣וֹשׁ שְׁמ֔וֹ מָר֥וֹם וְקָד֖וֹשׁ אֶשְׁכּ֑וֹן וְאֶת־דַּכָּא֙ וּשְׁפַל־ר֔וּחַ לְהַחֲיוֹת֙ ר֣וּחַ שְׁפָלִ֔ים וּֽלְהַחֲי֖וֹת לֵ֥ב נִדְכָּאִֽים׃
Così dice l’Alto e l’Eccelso, Colui che dimora nell’eternità e il cui Nome è Santo: «Io dimoro in un luogo alto e santo, ma anche con chi ha lo spirito contrito e umile, per ravvivare lo spirito degli umili e ravvivare il cuore dei contriti».

In Isaia 48:10 il verbo ebraico è reso qui con «ti ho scelto»; alcune traduzioni preferiscono «ti ho provato». Isaia 57 insiste sulla vicinanza dell’Altissimo a chi è contrito e umile: la grandezza divina viene annunciata insieme alla cura dell’interiorità ferita.

Geremia 9:7
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
9:7
לָכֵ֗ן כֹּ֤ה אָמַר֙ יְהוָ֣ה צְבָא֔וֹת הִנְנִ֥י צוֹרְפָ֖ם וּבְחַנְתִּ֑ים כִּֽי־אֵ֣יךְ אֶעֱשֶׂ֔ה מִפְּנֵ֖י בַּת־עַמִּֽי׃
Perciò così dice il SIGNORE degli eserciti: «Ecco, li raffinerò e li metterò alla prova; che altro potrei fare a causa della figlia del Mio popolo?».

Corrispondenza in Sefaria: Geremia 9:6. La diversa numerazione identifica lo stesso passo.

Geremia 17:10
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
17:10
אֲנִ֧י יְהוָ֛ה חֹקֵ֥ר לֵ֖ב בֹּחֵ֣ן כְּלָי֑וֹת וְלָתֵ֤ת לְאִישׁ֙ כִּדְרָכָ֔יו כִּפְרִ֖י מַעֲלָלָֽיו׃
Io, il SIGNORE, scruto il cuore e metto alla prova i reni, per dare a ciascuno secondo le sue vie, secondo il frutto delle sue azioni.
Lamentazioni 3:32–33
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
3:32
כִּ֣י אִם־הוֹגָ֔ה וְרִחַ֖ם כְּרֹ֥ב חֲסָדָֽיו׃
Anche se affligge, avrà compassione secondo l’abbondanza delle Sue misericordie.
3:33
כִּ֣י לֹ֤א עִנָּה֙ מִלִּבּ֔וֹ וַיַּגֶּ֖ה בְנֵי־אִֽישׁ׃
Poiché non è di buon grado che umilia e affligge gli esseri umani.
Ezechiele 20:38
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
20:38
וּבָרוֹתִ֣י מִכֶּ֗ם הַמֹּרְדִ֤ים וְהַפּֽוֹשְׁעִים֙ בִּ֔י מֵאֶ֤רֶץ מְגֽוּרֵיהֶם֙ אוֹצִ֣יא אוֹתָ֔ם וְאֶל־אַדְמַ֥ת יִשְׂרָאֵ֖ל לֹ֣א יָב֑וֹא וִֽידַעְתֶּ֖ם כִּי־אֲנִ֥י יְהוָֽה׃
Separerò da voi i ribelli e quelli che si sono rivoltati contro di Me; li farò uscire dalla terra in cui soggiornano, ma non entreranno nella terra d’Israele. Allora saprete che Io sono il SIGNORE.

Geremia richiama la verità del cuore e delle azioni. Lamentazioni, nel suo linguaggio segnato dalla devastazione, lascia emergere la compassione divina. Ezechiele affronta il giudizio sui ribelli nel contesto della storia d’Israele: il brano non autorizza il lettore a identificare ogni persona sofferente con una persona colpevole.

Zaccaria 13:9
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
13:9
וְהֵבֵאתִ֤י אֶת־הַשְּׁלִשִׁית֙ בָּאֵ֔שׁ וּצְרַפְתִּים֙ כִּצְרֹ֣ף אֶת־הַכֶּ֔סֶף וּבְחַנְתִּ֖ים כִּבְחֹ֣ן אֶת־הַזָּהָ֑ב ה֣וּא ׀ יִקְרָ֣א בִשְׁמִ֗י וַֽאֲנִי֙ אֶעֱנֶ֣ה אֹת֔וֹ אָמַ֨רְתִּי֙ עַמִּ֣י ה֔וּא וְה֥וּא יֹאמַ֖ר יְהוָ֥ה אֱלֹהָֽי׃
Farò passare quel terzo attraverso il fuoco; lo raffinerò come si raffina l’argento e lo metterò alla prova come si prova l’oro. Esso invocherà il Mio Nome e Io gli risponderò. Dirò: «È il Mio popolo», ed esso dirà: «Il SIGNORE è il mio DIO».

Il passo di Zaccaria si conclude con un riconoscimento reciproco fra DIO e il Suo popolo. Nell’immagine della prova, il racconto conserva così un orizzonte di relazione e di risposta alla preghiera.

Nei Vangeli: pregare e rimanere fedeli nella prova

La preghiera nel timore e le radici della fiducia

Marco 14:36
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
14:36
καὶ ἔλεγεν· Αββα ὁ πατήρ, πάντα δυνατά σοι· παρένεγκε τὸ ποτήριον τοῦτο ἀπʼ ἐμοῦ· ἀλλʼ οὐ τί ἐγὼ θέλω ἀλλὰ τί σύ.
E diceva: «Abbà, PADRE, tutto Ti è possibile: allontana da me questo calice. Però, sia ciò che vuoi Tu, non ciò che voglio io».

Nel Getsemani, Gesù esprime al PADRE il desiderio che il calice sia allontanato. La preghiera conserva la realtà dell’angoscia e l’affidamento: chiedere sollievo ha un posto nel rapporto con DIO.

Luca 8:13
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
8:13
οἱ δὲ ἐπὶ τῆς πέτρας οἳ ὅταν ἀκούσωσιν μετὰ χαρᾶς δέχονται τὸν λόγον, καὶ οὗτοι ῥίζαν οὐκ ἔχουσιν, οἳ πρὸς καιρὸν πιστεύουσιν καὶ ἐν καιρῷ πειρασμοῦ ἀφίστανται.
Quelli sulla roccia sono coloro che, quando ascoltano, accolgono la parola con gioia, ma non hanno radice: credono per un tempo e nel momento della prova si allontanano.

Il versetto di Luca appartiene alla parabola del seminatore. L’immagine della radice invita a coltivare ciò che sostiene la fedeltà nel tempo: ascolto, pratica e continuità. È un appello a esaminare la propria vita, da maneggiare con cautela quando siamo davanti alla fragilità altrui.

Luca 22:42
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
22:42
λέγων· Πάτερ, εἰ βούλει παρένεγκε τοῦτο τὸ ποτήριον ἀπʼ ἐμοῦ· πλὴν μὴ τὸ θέλημά μου ἀλλὰ τὸ σὸν γινέσθω.
Dicendo: «PADRE, se vuoi, allontana da me questo calice; tuttavia sia fatta la Tua volontà, non la mia».
Giovanni 6:5–6
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
6:5
ἐπάρας οὖν τοὺς ὀφθαλμοὺς ὁ Ἰησοῦς καὶ θεασάμενος ὅτι πολὺς ὄχλος ἔρχεται πρὸς αὐτὸν λέγει πρὸς Φίλιππον· Πόθεν ἀγοράσωμεν ἄρτους ἵνα φάγωσιν οὗτοι;
Gesù, alzati gli occhi e vedendo che una grande folla veniva verso di lui, disse a Filippo: «Dove compreremo pane perché costoro possano mangiare?».
6:6
τοῦτο δὲ ἔλεγεν πειράζων αὐτόν, αὐτὸς γὰρ ᾔδει τί ἔμελλεν ποιεῖν.
Diceva questo per metterlo alla prova; egli infatti sapeva che cosa stava per fare.

Nel racconto di Giovanni, la domanda rivolta a Filippo nasce davanti a una folla che ha bisogno di mangiare. La prova della comprensione del discepolo si intreccia così con un bisogno concreto delle persone.

Il chicco di grano e la speranza del frutto

Giovanni 12:24–26
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
12:24
ἀμὴν ἀμὴν λέγω ὑμῖν, ἐὰν μὴ ὁ κόκκος τοῦ σίτου πεσὼν εἰς τὴν γῆν ἀποθάνῃ, αὐτὸς μόνος μένει· ἐὰν δὲ ἀποθάνῃ, πολὺν καρπὸν φέρει.
In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto nella terra non muore, rimane solo; se invece muore, porta molto frutto.
12:25
ὁ φιλῶν τὴν ψυχὴν αὐτοῦ ἀπολλύει αὐτήν, καὶ ὁ μισῶν τὴν ψυχὴν αὐτοῦ ἐν τῷ κόσμῳ τούτῳ εἰς ζωὴν αἰώνιον φυλάξει αὐτήν.
Chi ama la propria vita la perde, e chi odia la propria vita in questo mondo la custodirà per la vita eterna.
12:26
ἐὰν ἐμοί τις διακονῇ ἐμοὶ ἀκολουθείτω, καὶ ὅπου εἰμὶ ἐγὼ ἐκεῖ καὶ ὁ διάκονος ὁ ἐμὸς ἔσται· ἐάν τις ἐμοὶ διακονῇ τιμήσει αὐτὸν ὁ πατήρ.
Se qualcuno mi serve, mi segua; e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se qualcuno mi serve, il PADRE lo onorerà.
Giovanni 16:21
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
16:21
ἡ γυνὴ ὅταν τίκτῃ λύπην ἔχει, ὅτι ἦλθεν ἡ ὥρα αὐτῆς· ὅταν δὲ γεννήσῃ τὸ παιδίον, οὐκέτι μνημονεύει τῆς θλίψεως διὰ τὴν χαρὰν ὅτι ἐγεννήθη ἄνθρωπος εἰς τὸν κόσμον.
La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non ricorda più l’angoscia, per la gioia che un essere umano è nato nel mondo.

Nel contesto del Vangelo di Giovanni, il chicco di grano illumina la morte di Gesù e il cammino del discepolo. L’espressione «odia la propria vita» appartiene a questo linguaggio di radicalità: una lettura responsabile la riferisce alla rinuncia a fare della propria conservazione il valore supremo, senza trasformarla in disprezzo della vita o invito a farsi del male.

L’immagine del parto annuncia ai discepoli un dolore attraversato dalla promessa della gioia. La speranza può essere custodita con umiltà, lasciando a ciascuno il tempo necessario per dare un nome alla propria esperienza.

Le lettere paoline: perseveranza e consolazione condivisa

Dalla perseveranza alla speranza

Romani 5:3–5
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
5:3
οὐ μόνον δέ, ἀλλὰ καὶ καυχώμεθα ἐν ταῖς θλίψεσιν, εἰδότες ὅτι ἡ θλῖψις ὑπομονὴν κατεργάζεται,
E non soltanto questo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce perseveranza,
5:4
ἡ δὲ ὑπομονὴ δοκιμήν, ἡ δὲ δοκιμὴ ἐλπίδα.
la perseveranza una virtù provata, e la virtù provata speranza.
5:5
ἡ δὲ ἐλπὶς οὐ καταισχύνει· ὅτι ἡ ἀγάπη τοῦ θεοῦ ἐκκέχυται ἐν ταῖς καρδίαις ἡμῶν διὰ πνεύματος ἁγίου τοῦ δοθέντος ἡμῖν.
E la speranza non delude, perché l’amore di DIO è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

Paolo descrive un cammino che passa dalla tribolazione alla perseveranza, dalla fedeltà provata alla speranza. Il fondamento esplicito è l’amore di DIO donato nello Spirito. La crescita spirituale richiede un rapporto vivo con questo amore e non può essere ridotta a un risultato meccanico del dolore.

Quando il peso supera le nostre forze

2 Corinzi 1:3–11
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
1:3
Εὐλογητὸς ὁ θεὸς καὶ πατὴρ τοῦ κυρίου ἡμῶν Ἰησοῦ Χριστοῦ, ὁ πατὴρ τῶν οἰκτιρμῶν καὶ θεὸς πάσης παρακλήσεως,
Benedetto il DIO e PADRE del nostro SIGNORE Gesù Cristo, PADRE delle misericordie e DIO di ogni consolazione,
1:4
ὁ παρακαλῶν ἡμᾶς ἐπὶ πάσῃ τῇ θλίψει ἡμῶν, εἰς τὸ δύνασθαι ἡμᾶς παρακαλεῖν τοὺς ἐν πάσῃ θλίψει διὰ τῆς παρακλήσεως ἧς παρακαλούμεθα αὐτοὶ ὑπὸ τοῦ θεοῦ.
che ci consola in ogni nostra tribolazione, affinché possiamo consolare quelli che si trovano in qualsiasi tribolazione, mediante la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da DIO.
1:5
ὅτι καθὼς περισσεύει τὰ παθήματα τοῦ Χριστοῦ εἰς ἡμᾶς, οὕτως διὰ τοῦ Χριστοῦ περισσεύει καὶ ἡ παράκλησις ἡμῶν.
Poiché, come abbondano in noi le sofferenze di Cristo, così per mezzo di Cristo abbonda anche la nostra consolazione.
1:6
εἴτε δὲ θλιβόμεθα, ὑπὲρ τῆς ὑμῶν παρακλήσεως καὶ σωτηρίας· εἴτε παρακαλούμεθα, ὑπὲρ τῆς ὑμῶν παρακλήσεως τῆς ἐνεργουμένης ἐν ὑπομονῇ τῶν αὐτῶν παθημάτων ὧν καὶ ἡμεῖς πάσχομεν,
Se siamo afflitti, è per la vostra consolazione e salvezza; se siamo consolati, è per la vostra consolazione, che si manifesta nella perseveranza nelle medesime sofferenze che anche noi patiamo.
1:7
καὶ ἡ ἐλπὶς ἡμῶν βεβαία ὑπὲρ ὑμῶν· εἰδότες ὅτι ὡς κοινωνοί ἐστε τῶν παθημάτων, οὕτως καὶ τῆς παρακλήσεως.
La nostra speranza riguardo a voi è salda, sapendo che, come siete partecipi delle sofferenze, così lo siete anche della consolazione.
1:8
Οὐ γὰρ θέλομεν ὑμᾶς ἀγνοεῖν, ἀδελφοί, ὑπὲρ τῆς θλίψεως ἡμῶν τῆς γενομένης ἐν τῇ Ἀσίᾳ, ὅτι καθʼ ὑπερβολὴν ὑπὲρ δύναμιν ἐβαρήθημεν, ὥστε ἐξαπορηθῆναι ἡμᾶς καὶ τοῦ ζῆν·
Non vogliamo infatti, fratelli, che ignoriate la tribolazione che ci è accaduta in Asia: siamo stati gravati oltre misura, al di là delle nostre forze, tanto da disperare perfino della vita.
1:9
ἀλλὰ αὐτοὶ ἐν ἑαυτοῖς τὸ ἀπόκριμα τοῦ θανάτου ἐσχήκαμεν, ἵνα μὴ πεποιθότες ὦμεν ἐφʼ ἑαυτοῖς ἀλλʼ ἐπὶ τῷ θεῷ τῷ ἐγείροντι τοὺς νεκρούς·
Anzi, avevamo già dentro di noi la sentenza di morte, affinché non confidassimo in noi stessi, ma in DIO che risuscita i morti.
1:10
ὃς ἐκ τηλικούτου θανάτου ἐρρύσατο ἡμᾶς καὶ ῥύσεται, εἰς ὃν ἠλπίκαμεν ὅτι καὶ ἔτι ῥύσεται,
Egli ci ha liberati da una morte così grande e ci libererà; in Lui abbiamo riposto la speranza che ancora ci libererà,
1:11
συνυπουργούντων καὶ ὑμῶν ὑπὲρ ἡμῶν τῇ δεήσει, ἵνα ἐκ πολλῶν προσώπων τὸ εἰς ἡμᾶς χάρισμα διὰ πολλῶν εὐχαριστηθῇ ὑπὲρ ἡμῶν.
mentre anche voi collaborate per noi mediante la preghiera, affinché il dono ottenuto per noi grazie a molte persone diventi motivo di ringraziamento da parte di molti a nostro favore.

La consolazione ricevuta diventa una responsabilità verso gli altri. Una sofferenza attraversata può renderci più attenti, se ci lasciamo educare all’ascolto e ricordiamo che l’esperienza altrui rimane unica.

2 Corinzi 2:9
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
2:9
εἰς τοῦτο γὰρ καὶ ἔγραψα ἵνα γνῶ τὴν δοκιμὴν ὑμῶν, εἰ εἰς πάντα ὑπήκοοί ἐστε.
Vi ho scritto anche per questo: per conoscere la prova della vostra fedeltà, se siete obbedienti in ogni cosa.

La prova dell’obbedienza in 2 Corinzi 2 appartiene a una vicenda concreta di disciplina e riconciliazione della comunità. Il contesto richiama la responsabilità delle relazioni, oltre alla capacità di sopportare difficoltà.

2 Corinzi 4:17
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
4:17
τὸ γὰρ παραυτίκα ἐλαφρὸν τῆς θλίψεως ἡμῶν καθʼ ὑπερβολὴν εἰς ὑπερβολὴν αἰώνιον βάρος δόξης κατεργάζεται ἡμῖν,
Infatti il momentaneo, lieve peso della nostra tribolazione produce per noi, oltre ogni misura, un peso eterno di gloria,

L’aggettivo «lieve» in 2 Corinzi 4:17 esprime il confronto di Paolo con la gloria eterna attesa. Va letto insieme alla sua testimonianza sulla gravità delle sofferenze: non è un criterio con cui minimizzare il dolore di un’altra persona.

2 Corinzi 6:4–10
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
6:4
ἀλλʼ ἐν παντὶ συνιστάνοντες ἑαυτοὺς ὡς θεοῦ διάκονοι· ἐν ὑπομονῇ πολλῇ, ἐν θλίψεσιν, ἐν ἀνάγκαις, ἐν στενοχωρίαις,
ma in ogni cosa ci presentiamo come servitori di DIO: con molta perseveranza, nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angustie,
6:5
ἐν πληγαῖς, ἐν φυλακαῖς, ἐν ἀκαταστασίαις, ἐν κόποις, ἐν ἀγρυπνίαις, ἐν νηστείαις,
nelle percosse, nelle prigionie, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni;
6:6
ἐν ἁγνότητι, ἐν γνώσει, ἐν μακροθυμίᾳ, ἐν χρηστότητι, ἐν πνεύματι ἁγίῳ, ἐν ἀγάπῃ ἀνυποκρίτῳ,
con purezza, conoscenza, pazienza, bontà, nello Spirito Santo, con amore sincero,
6:7
ἐν λόγῳ ἀληθείας, ἐν δυνάμει θεοῦ· διὰ τῶν ὅπλων τῆς δικαιοσύνης τῶν δεξιῶν καὶ ἀριστερῶν,
con la parola della verità, con la potenza di DIO, mediante le armi della giustizia a destra e a sinistra;
6:8
διὰ δόξης καὶ ἀτιμίας, διὰ δυσφημίας καὶ εὐφημίας· ὡς πλάνοι καὶ ἀληθεῖς,
attraverso gloria e disonore, cattiva e buona fama; ritenuti ingannatori, eppure veritieri;
6:9
ὡς ἀγνοούμενοι καὶ ἐπιγινωσκόμενοι, ὡς ἀποθνῄσκοντες καὶ ἰδοὺ ζῶμεν, ὡς παιδευόμενοι καὶ μὴ θανατούμενοι,
sconosciuti, eppure ben conosciuti; come morenti, ed ecco, viviamo; come castigati, ma non messi a morte;
6:10
ὡς λυπούμενοι ἀεὶ δὲ χαίροντες, ὡς πτωχοὶ πολλοὺς δὲ πλουτίζοντες, ὡς μηδὲν ἔχοντες καὶ πάντα κατέχοντες.
come afflitti, eppure sempre lieti; come poveri, eppure capaci di arricchire molti; come persone che non hanno nulla, eppure possiedono tutto.

La preghiera prende forma anche nella solidarietà

Filippesi 4:4–7; 14
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
4:4
Χαίρετε ἐν κυρίῳ πάντοτε· πάλιν ἐρῶ, χαίρετε.
Rallegratevi sempre nel SIGNORE; lo dirò ancora: rallegratevi.
4:5
τὸ ἐπιεικὲς ὑμῶν γνωσθήτω πᾶσιν ἀνθρώποις. ὁ κύριος ἐγγύς·
La vostra mitezza sia conosciuta da tutti gli esseri umani. Il SIGNORE è vicino.
4:6
μηδὲν μεριμνᾶτε, ἀλλʼ ἐν παντὶ τῇ προσευχῇ καὶ τῇ δεήσει μετʼ εὐχαριστίας τὰ αἰτήματα ὑμῶν γνωριζέσθω πρὸς τὸν θεόν·
Non siate in ansia per nulla, ma in ogni cosa fate conoscere a DIO le vostre richieste, con preghiera e supplica, accompagnate da ringraziamento.
4:7
καὶ ἡ εἰρήνη τοῦ θεοῦ ἡ ὑπερέχουσα πάντα νοῦν φρουρήσει τὰς καρδίας ὑμῶν καὶ τὰ νοήματα ὑμῶν ἐν Χριστῷ Ἰησοῦ.
E la pace di DIO, che supera ogni comprensione, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.
4:14
πλὴν καλῶς ἐποιήσατε συγκοινωνήσαντές μου τῇ θλίψει.
Tuttavia avete fatto bene a condividere la mia tribolazione.

L’invito alla preghiera e alla pace è accompagnato dal riconoscimento dell’aiuto ricevuto: «avete fatto bene a condividere la mia tribolazione». La mitezza, la supplica e la partecipazione concreta alla fatica altrui appartengono allo stesso orizzonte.

2 Tessalonicesi 1:3–7
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
1:3
Εὐχαριστεῖν ὀφείλομεν τῷ θεῷ πάντοτε περὶ ὑμῶν, ἀδελφοί, καθὼς ἄξιόν ἐστιν, ὅτι ὑπεραυξάνει ἡ πίστις ὑμῶν καὶ πλεονάζει ἡ ἀγάπη ἑνὸς ἑκάστου πάντων ὑμῶν εἰς ἀλλήλους,
Dobbiamo sempre ringraziare DIO per voi, fratelli, come è giusto, perché la vostra fede cresce molto e abbonda l’amore di ciascuno di voi tutti verso gli altri,
1:4
ὥστε αὐτοὺς ἡμᾶς ἐν ὑμῖν ἐγκαυχᾶσθαι ἐν ταῖς ἐκκλησίαις τοῦ θεοῦ ὑπὲρ τῆς ὑπομονῆς ὑμῶν καὶ πίστεως ἐν πᾶσιν τοῖς διωγμοῖς ὑμῶν καὶ ταῖς θλίψεσιν αἷς ἀνέχεσθε,
tanto che noi stessi ci vantiamo di voi nelle comunità di DIO per la vostra perseveranza e fede in tutte le persecuzioni e tribolazioni che sopportate.
1:5
ἔνδειγμα τῆς δικαίας κρίσεως τοῦ θεοῦ, εἰς τὸ καταξιωθῆναι ὑμᾶς τῆς βασιλείας τοῦ θεοῦ, ὑπὲρ ἧς καὶ πάσχετε,
Questo è un segno del giusto giudizio di DIO, perché siate ritenuti degni del Regno di DIO, per il quale anche soffrite,
1:6
εἴπερ δίκαιον παρὰ θεῷ ἀνταποδοῦναι τοῖς θλίβουσιν ὑμᾶς θλῖψιν
se davvero è giusto presso DIO ricambiare con tribolazione quelli che vi affliggono,
1:7
καὶ ὑμῖν τοῖς θλιβομένοις ἄνεσιν μεθʼ ἡμῶν ἐν τῇ ἀποκαλύψει τοῦ κυρίου Ἰησοῦ ἀπʼ οὐρανοῦ μετʼ ἀγγέλων δυνάμεως αὐτοῦ
e dare a voi, che siete afflitti, sollievo insieme a noi, quando il SIGNORE Gesù si rivelerà dal cielo con gli angeli della Sua potenza,

La Seconda lettera ai Tessalonicesi si rivolge a credenti perseguitati e colloca la loro speranza nella giustizia finale di DIO. Il giudizio è affidato a Lui: il passo non costituisce un mandato alla vendetta personale.

Le altre lettere e l’Apocalisse: restare saldi nel bene

I testimoni e il frutto della disciplina

Ebrei 11:17; 36–38
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
11:17
Πίστει προσενήνοχεν Ἀβραὰμ τὸν Ἰσαὰκ πειραζόμενος, καὶ τὸν μονογενῆ προσέφερεν ὁ τὰς ἐπαγγελίας ἀναδεξάμενος,
Per fede Abramo, messo alla prova, offrì Isacco; proprio lui, che aveva accolto le promesse, offriva il suo unico figlio,
11:36
ἕτεροι δὲ ἐμπαιγμῶν καὶ μαστίγων πεῖραν ἔλαβον, ἔτι δὲ δεσμῶν καὶ φυλακῆς·
Altri sperimentarono scherni e flagelli, e anche catene e prigionia.
11:37
ἐλιθάσθησαν, ἐπρίσθησαν, ἐν φόνῳ μαχαίρης ἀπέθανον, περιῆλθον ἐν μηλωταῖς, ἐν αἰγείοις δέρμασιν, ὑστερούμενοι, θλιβόμενοι, κακουχούμενοι,
Furono lapidati, segati, morirono uccisi di spada; andarono in giro in pelli di pecora e di capra, privi del necessario, afflitti, maltrattati,
11:38
ὧν οὐκ ἦν ἄξιος ὁ κόσμος ἐπὶ ἐρημίαις πλανώμενοι καὶ ὄρεσι καὶ σπηλαίοις καὶ ταῖς ὀπαῖς τῆς γῆς·
di loro il mondo non era degno; vagavano per deserti e montagne, per caverne e fenditure della terra.
Ebrei 12:11
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
12:11
πᾶσα δὲ παιδεία πρὸς μὲν τὸ παρὸν οὐ δοκεῖ χαρᾶς εἶναι ἀλλὰ λύπης, ὕστερον δὲ καρπὸν εἰρηνικὸν τοῖς διʼ αὐτῆς γεγυμνασμένοις ἀποδίδωσιν δικαιοσύνης.
Ogni disciplina, sul momento, sembra essere motivo di tristezza e non di gioia; in seguito, però, restituisce a coloro che sono stati esercitati da essa un frutto di pace e di giustizia.

Ebrei ricorda persone la cui fedeltà non coincise con una vita protetta dalla persecuzione. La sofferenza non cancella la dignità dei testimoni. Il «frutto di pace e di giustizia» della disciplina indica un orizzonte di formazione, da distinguere da qualsiasi uso abusivo dell’autorità.

Nota testuale: in Ebrei 11:37 si segue il testo greco SBLGNT. La parola «tentati», presente in alcune edizioni e nella precedente raccolta, appartiene a una diversa tradizione testuale e non compare nel testo greco qui riprodotto.

Giacomo: distinguere la prova dalla tentazione al male

Giacomo 1:2–4; 12–15
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
1:2
Πᾶσαν χαρὰν ἡγήσασθε, ἀδελφοί μου, ὅταν πειρασμοῖς περιπέσητε ποικίλοις,
Considerate una gioia piena, fratelli miei, quando incontrate prove di vario genere,
1:3
γινώσκοντες ὅτι τὸ δοκίμιον ὑμῶν τῆς πίστεως κατεργάζεται ὑπομονήν·
sapendo che la prova della vostra fede produce perseveranza.
1:4
ἡ δὲ ὑπομονὴ ἔργον τέλειον ἐχέτω, ἵνα ἦτε τέλειοι καὶ ὁλόκληροι, ἐν μηδενὶ λειπόμενοι.
E la perseveranza porti a compimento la sua opera, affinché siate maturi e integri, senza mancare di nulla.
1:12
Μακάριος ἀνὴρ ὃς ὑπομένει πειρασμόν, ὅτι δόκιμος γενόμενος λήμψεται τὸν στέφανον τῆς ζωῆς, ὃν ἐπηγγείλατο τοῖς ἀγαπῶσιν αὐτόν.
Beato l’uomo che persevera nella prova, perché, dopo essere stato approvato, riceverà la corona della vita che Egli ha promesso a coloro che Lo amano.
1:13
μηδεὶς πειραζόμενος λεγέτω ὅτι Ἀπὸ θεοῦ πειράζομαι· ὁ γὰρ θεὸς ἀπείραστός ἐστιν κακῶν, πειράζει δὲ αὐτὸς οὐδένα.
Nessuno, quando è tentato, dica: «Sono tentato da DIO». DIO infatti non può essere tentato dal male e non tenta nessuno.
1:14
ἕκαστος δὲ πειράζεται ὑπὸ τῆς ἰδίας ἐπιθυμίας ἐξελκόμενος καὶ δελεαζόμενος·
Ciascuno, invece, è tentato quando viene trascinato e adescato dal proprio desiderio.
1:15
εἶτα ἡ ἐπιθυμία συλλαβοῦσα τίκτει ἁμαρτίαν, ἡ δὲ ἁμαρτία ἀποτελεσθεῖσα ἀποκύει θάνατον.
Poi il desiderio, avendo concepito, genera il peccato; e il peccato, una volta compiuto, produce la morte.

La stessa lettera che invita alla perseveranza afferma che DIO non tenta nessuno al male. La distinzione protegge il discernimento: attraversare una difficoltà e cedere al male sono esperienze che richiedono risposte differenti. La gioia indicata da Giacomo guarda alla maturità della fede, lasciando pieno spazio alla verità della fatica.

La cura di DIO e la fraternità nella sofferenza

1 Pietro 1:6–7
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
1:6
ἐν ᾧ ἀγαλλιᾶσθε, ὀλίγον ἄρτι εἰ δέον λυπηθέντες ἐν ποικίλοις πειρασμοῖς,
Per questo esultate, anche se ora, per poco tempo, se è necessario, siete afflitti da prove di vario genere,
1:7
ἵνα τὸ δοκίμιον ὑμῶν τῆς πίστεως πολυτιμότερον χρυσίου τοῦ ἀπολλυμένου διὰ πυρὸς δὲ δοκιμαζομένου εὑρεθῇ εἰς ἔπαινον καὶ δόξαν καὶ τιμὴν ἐν ἀποκαλύψει Ἰησοῦ Χριστοῦ.
affinché il valore provato della vostra fede, molto più prezioso dell’oro che perisce eppure viene provato con il fuoco, sia trovato motivo di lode, gloria e onore alla rivelazione di Gesù Cristo.
1 Pietro 4:12
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
4:12
Ἀγαπητοί, μὴ ξενίζεσθε τῇ ἐν ὑμῖν πυρώσει πρὸς πειρασμὸν ὑμῖν γινομένῃ ὡς ξένου ὑμῖν συμβαίνοντος,
Carissimi, non stupitevi dell’incendio che divampa tra voi per mettervi alla prova, come se vi accadesse qualcosa di estraneo.
1 Pietro 5:6–9
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
5:6
Ταπεινώθητε οὖν ὑπὸ τὴν κραταιὰν χεῖρα τοῦ θεοῦ, ἵνα ὑμᾶς ὑψώσῃ ἐν καιρῷ,
Umiliatevi dunque sotto la potente mano di DIO, affinché vi innalzi al momento opportuno,
5:7
πᾶσαν τὴν μέριμναν ὑμῶν ἐπιρίψαντες ἐπʼ αὐτόν, ὅτι αὐτῷ μέλει περὶ ὑμῶν.
gettando su di Lui ogni vostra preoccupazione, perché Egli ha cura di voi.
5:8
νήψατε, γρηγορήσατε. ὁ ἀντίδικος ὑμῶν διάβολος ὡς λέων ὠρυόμενος περιπατεῖ ζητῶν τινα καταπιεῖν·
Siate sobri, vegliate. Il vostro avversario, il diavolo, gira come un leone ruggente, cercando qualcuno da divorare.
5:9
ᾧ ἀντίστητε στερεοὶ τῇ πίστει, εἰδότες τὰ αὐτὰ τῶν παθημάτων τῇ ἐν τῷ κόσμῳ ὑμῶν ἀδελφότητι ἐπιτελεῖσθαι.
Resistetegli, saldi nella fede, sapendo che le stesse sofferenze si compiono nella vostra fraternità sparsa nel mondo.
2 Pietro 2:9
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
2:9
οἶδεν κύριος εὐσεβεῖς ἐκ πειρασμοῦ ῥύεσθαι, ἀδίκους δὲ εἰς ἡμέραν κρίσεως κολαζομένους τηρεῖν,
Il SIGNORE sa liberare dalla prova le persone devote e custodire gli ingiusti sotto punizione per il giorno del giudizio,

La Prima lettera di Pietro unisce la fiducia nella cura di DIO alla vigilanza e alla consapevolezza di appartenere a una fraternità. Sapere che altri soffrono può aprire la solidarietà; richiede però di ascoltare la singolarità di ogni storia, senza fare confronti che umiliano.

Fedeltà, correzione e speranza nelle lettere alle comunità

Apocalisse 2:10
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
2:10
μηδὲν φοβοῦ ἃ μέλλεις πάσχειν. ἰδοὺ μέλλει βάλλειν ὁ διάβολος ἐξ ὑμῶν εἰς φυλακὴν ἵνα πειρασθῆτε, καὶ ἕξετε θλῖψιν ἡμερῶν δέκα. γίνου πιστὸς ἄχρι θανάτου, καὶ δώσω σοι τὸν στέφανον τῆς ζωῆς.
Non temere ciò che stai per soffrire. Ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in prigione, perché siate messi alla prova, e avrete una tribolazione di dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita.
Apocalisse 3:10; 19
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
3:10
ὅτι ἐτήρησας τὸν λόγον τῆς ὑπομονῆς μου, κἀγώ σε τηρήσω ἐκ τῆς ὥρας τοῦ πειρασμοῦ τῆς μελλούσης ἔρχεσθαι ἐπὶ τῆς οἰκουμένης ὅλης, πειράσαι τοὺς κατοικοῦντας ἐπὶ τῆς γῆς.
Poiché hai custodito la parola della mia perseveranza, anch’io ti custodirò dall’ora della prova che sta per venire su tutto il mondo abitato, per mettere alla prova coloro che abitano sulla terra.
3:19
ἐγὼ ὅσους ἐὰν φιλῶ ἐλέγχω καὶ παιδεύω· ζήλευε οὖν καὶ μετανόησον.
Io rimprovero e correggo tutti quelli che amo. Sii dunque zelante e convertiti.

Queste parole sono rivolte, rispettivamente, alle comunità di Smirne, Filadelfia e Laodicea. L’Apocalisse incoraggia la fedeltà e richiama alla conversione dentro situazioni concrete. Le sue immagini vanno lette nel genere e nel contesto del libro, con prudenza verso ogni tentativo di ricavarne calendari certi della sofferenza futura.

Nel Corano: pazienza, affidamento e misericordia

I passi coranici accostano la responsabilità personale alla supplica, la pazienza alla fiducia e il timore di DIO alla buona condotta. Il loro ascolto richiede di custodire anche le parti meno abitualmente citate.

Il limite umano e la preghiera di affidamento

Corano 2:286 · Sura al-Baqarah, La Vacca
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
2:286
لَا يُكَلِّفُ ٱللَّهُ نَفْسًا إِلَّا وُسْعَهَا ۚ لَهَا مَا كَسَبَتْ وَعَلَيْهَا مَا ٱكْتَسَبَتْ ۗ رَبَّنَا لَا تُؤَاخِذْنَآ إِن نَّسِينَآ أَوْ أَخْطَأْنَا ۚ رَبَّنَا وَلَا تَحْمِلْ عَلَيْنَآ إِصْرًۭا كَمَا حَمَلْتَهُۥ عَلَى ٱلَّذِينَ مِن قَبْلِنَا ۚ رَبَّنَا وَلَا تُحَمِّلْنَا مَا لَا طَاقَةَ لَنَا بِهِۦ ۖ وَٱعْفُ عَنَّا وَٱغْفِرْ لَنَا وَٱرْحَمْنَآ ۚ أَنتَ مَوْلَىٰنَا فَٱنصُرْنَا عَلَى ٱلْقَوْمِ ٱلْكَٰفِرِينَ
DIO non impone a nessuna anima se non ciò che è nelle sue capacità. A suo favore è ciò che ha guadagnato e a suo carico ciò che ha commesso. «Nostro SIGNORE, non chiamarci a rispondere se dimentichiamo o sbagliamo. Nostro SIGNORE, non porre su di noi un peso come quello che ponesti su coloro che ci precedettero. Nostro SIGNORE, non caricarci di ciò che non abbiamo la forza di sopportare. Assolvici, perdonaci e abbi misericordia di noi. Tu sei il nostro Protettore: soccorrici contro il popolo che non crede».

Il versetto parla di ciò che DIO richiede all’anima e della responsabilità per le proprie azioni; poi diventa una supplica per il perdono, la misericordia e un peso sostenibile. Letto integralmente, lascia emergere sia la fiducia sia il riconoscimento del limite umano.

La richiesta conclusiva di soccorso contro chi non crede appartiene alla voce della comunità credente nel testo. La sua presenza va riconosciuta e interpretata nel contesto, senza ricavarne un’autorizzazione personale a ostilità o violenza verso chi professa un’altra fede.

Una via d’uscita, dentro la responsabilità

Corano 65:2–3 · Sura al-Ṭalāq, Il Divorzio
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
65:2
فَإِذَا بَلَغْنَ أَجَلَهُنَّ فَأَمْسِكُوهُنَّ بِمَعْرُوفٍ أَوْ فَارِقُوهُنَّ بِمَعْرُوفٍۢ وَأَشْهِدُوا۟ ذَوَىْ عَدْلٍۢ مِّنكُمْ وَأَقِيمُوا۟ ٱلشَّهَٰدَةَ لِلَّهِ ۚ ذَٰلِكُمْ يُوعَظُ بِهِۦ مَن كَانَ يُؤْمِنُ بِٱللَّهِ وَٱلْيَوْمِ ٱلْءَاخِرِ ۚ وَمَن يَتَّقِ ٱللَّهَ يَجْعَل لَّهُۥ مَخْرَجًۭا
Quando saranno giunte al termine del loro periodo, trattenetele in modo conveniente oppure separatevi da loro in modo conveniente; chiamate a testimoniare due uomini giusti fra voi e rendete la testimonianza per DIO. Con questo viene ammonito chi crede in DIO e nell’Ultimo Giorno. A chi ha timore di DIO, Egli aprirà una via d’uscita,
65:3
وَيَرْزُقْهُ مِنْ حَيْثُ لَا يَحْتَسِبُ ۚ وَمَن يَتَوَكَّلْ عَلَى ٱللَّهِ فَهُوَ حَسْبُهُۥٓ ۚ إِنَّ ٱللَّهَ بَٰلِغُ أَمْرِهِۦ ۚ قَدْ جَعَلَ ٱللَّهُ لِكُلِّ شَىْءٍۢ قَدْرًۭا
e gli darà sostentamento da dove non se lo aspetta. A chi si affida a DIO, Egli basta. DIO porta a compimento il Suo proposito; DIO ha stabilito una misura per ogni cosa.

La promessa di una via d’uscita compare in un discorso sul divorzio, sul rispetto dovuto alle donne e sulla testimonianza giusta. La fiducia in DIO è dunque accostata a obblighi concreti di correttezza. Il termine del periodo richiamato al versetto 2 va compreso nel contesto delle disposizioni della sura.

Per la riflessione spirituale, il passo invita a custodire la rettitudine anche quando una relazione attraversa una crisi. Affidarsi a DIO impegna a compiere con giustizia ciò che dipende da noi.

Corano 16:127–128 · Sura al-Naḥl, Le Api
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
16:127
وَٱصْبِرْ وَمَا صَبْرُكَ إِلَّا بِٱللَّهِ ۚ وَلَا تَحْزَنْ عَلَيْهِمْ وَلَا تَكُ فِى ضَيْقٍۢ مِّمَّا يَمْكُرُونَ
Sii paziente; la tua pazienza viene soltanto da DIO. Non rattristarti per loro e non essere oppresso dalle loro trame.
16:128
إِنَّ ٱللَّهَ مَعَ ٱلَّذِينَ ٱتَّقَوا۟ وَّٱلَّذِينَ هُم مُّحْسِنُونَ
DIO è con coloro che Lo temono e con coloro che operano il bene.

La pazienza viene ricondotta a DIO e accompagnata dal richiamo a operare il bene. Il passo può sostenere una perseveranza capace di mantenere misura e integrità anche davanti all’ostilità.

Nella perdita: apparteniamo a DIO

Corano 2:155–157 · Sura al-Baqarah, La Vacca
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
2:155
وَلَنَبْلُوَنَّكُم بِشَىْءٍۢ مِّنَ ٱلْخَوْفِ وَٱلْجُوعِ وَنَقْصٍۢ مِّنَ ٱلْأَمْوَٰلِ وَٱلْأَنفُسِ وَٱلثَّمَرَٰتِ ۗ وَبَشِّرِ ٱلصَّٰبِرِينَ
Certamente vi metteremo alla prova con qualcosa della paura e della fame, con perdita di beni, di vite e di frutti. E annuncia la buona notizia a coloro che perseverano,
2:156
ٱلَّذِينَ إِذَآ أَصَٰبَتْهُم مُّصِيبَةٌۭ قَالُوٓا۟ إِنَّا لِلَّهِ وَإِنَّآ إِلَيْهِ رَٰجِعُونَ
coloro che, quando li colpisce una disgrazia, dicono: «Apparteniamo a DIO e a Lui ritorniamo».
2:157
أُو۟لَٰٓئِكَ عَلَيْهِمْ صَلَوَٰتٌۭ مِّن رَّبِّهِمْ وَرَحْمَةٌۭ ۖ وَأُو۟لَٰٓئِكَ هُمُ ٱلْمُهْتَدُونَ
Su di loro sono benedizioni del loro SIGNORE e misericordia; essi sono coloro che seguono la giusta guida.

La paura, la fame e la perdita sono nominate senza nasconderne la concretezza. La risposta dei perseveranti esprime un’appartenenza che attraversa la precarietà. Nella lettura spirituale, ricordare il ritorno a DIO può custodire la speranza mentre il dolore trova le proprie parole e il proprio tempo.

Una sapienza per il cammino di ogni giorno

Questa raccolta conserva molte voci, e nessuna formula esaurisce il mistero della sofferenza. Vi incontriamo però gesti che possono orientare il cammino: rivolgersi a DIO con sincerità, perseverare nel bene, fare spazio alla consolazione e soccorrere chi è afflitto.

Quattro domande per un passo possibile

  1. Che cosa sto vivendo davvero? Dare un nome alla paura, alla perdita o alla stanchezza può rendere più chiaro ciò di cui abbiamo bisogno.
  2. Quale bene dipende oggi da me? Una scelta onesta, una parola misurata, un compito affrontato con pazienza: la fedeltà può abitare un gesto piccolo.
  3. A chi posso chiedere sostegno? Una persona fidata, una comunità o qualcuno competente possono aiutarci a portare un peso che da soli appare insostenibile.
  4. Quale sofferenza posso alleggerire? Un ascolto senza fretta, una visita, un aiuto materiale possono dare forma alla consolazione di cui parlano le Scritture.

Il significato di ciò che viviamo può restare a lungo oscuro. Anche allora possiamo proteggere la dignità, cercare la verità e lasciare aperta una possibilità di bene. La crescita può cominciare dal riconoscere un limite e permettere a qualcuno di avvicinarsi.

Una preghiera per i giorni difficili

DIO della misericordia, guarda la nostra fatica. Donaci la forza per compiere il bene che oggi è possibile, l’umiltà di chiedere aiuto e la sapienza di riconoscerlo quando arriva. Custodisci chi è solo e insegnaci a diventare presenza per chi soffre. Mantieni viva in noi la speranza e guida i nostri passi nella giustizia e nella pace. Amen.

Meditazione originale ASH, ispirata al percorso di lettura.

Che la prova attraversata ci renda più attenti alla fragilità degli altri, e che nessuno debba cercare consolazione senza trovare una porta aperta.

Fonti, edizioni e note di lettura

Le traduzioni italiane sono rese di lavoro preparate per questa pagina. I commenti e la preghiera finale esprimono la prospettiva editoriale di ASH e sono distinti dalle citazioni scritturali.

Bibbia ebraica

Testo del Westminster Leningrad Codex, distribuito da Open Scriptures Hebrew Bible. Il testo WLC è di pubblico dominio. Nei quattro luoghi con lettura masoretica distinta dalla forma scritta si segue il qerè: Deuteronomio 8:2, Salmo 26:2, Geremia 17:10 e Lamentazioni 3:32. Sono rimossi i marcatori morfologici e le sigle di paragrafo.

Numerazioni e confronto dei passi

I riferimenti principali mantengono la numerazione della raccolta di partenza. I collegamenti dei versetti ebraici aprono il passo corrispondente in Sefaria. Le differenze sono segnalate per Esodo 20:20; Deuteronomio 13:3; Salmi 31:7, 34:6 e 18–19, 51:17, 102:1; Geremia 9:7. Il numero del Salmo può differire ulteriormente nelle edizioni che seguono la numerazione greca e latina.

Nuovo Testamento greco

The Greek New Testament: SBL Edition, a cura di Michael W. Holmes, Society of Biblical Literature e Logos Bible Software, 2010. Testo acquisito dal repository dell’edizione, con rimozione dei soli marcatori dell’apparato critico; versetti confrontabili tramite i collegamenti a BibleGateway. Edizione distribuita con licenza Creative Commons Attribution 4.0.

Corano arabo

Testo in grafia ʿuthmānī distribuito da AlQuran Cloud. Passi: 2:286; 65:2–3; 16:127–128; 2:155–157. I collegamenti a Quran.com permettono di consultare testo, traduzioni e commenti.

Passi ampliati per il contesto

Genesi 22:1–14; 1 Re 8:35–36; Giovanni 6:5–6; Romani 5:3–5; 2 Corinzi 1:3–11 e 6:4–10; Ebrei 11:36–38; Giacomo 1:12–15. Anche gli intervalli già presenti nella raccolta sono riportati integralmente, compresi i versetti intermedi. I riferimenti non consecutivi sono separati dal punto e virgola.

Criteri di interpretazione

La lettura distingue racconto, poesia, profezia, esortazione e linguaggio apocalittico. Il gōʾēl di Giobbe 19:25, il verbo di Isaia 48:10 e la variante di Ebrei 11:37 sono accompagnati da note. Le affinità fra le tradizioni sono proposte come occasione di studio e di dialogo, nel rispetto delle loro differenze.

Studi, pace, unità

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