Studio per argomento

Omicidio e pena di morte nelle Sacre Scritture

Le Scritture condannano con forza lo spargimento di sangue innocente, ma conservano anche testi giuridici antichi nei quali la morte è prevista come pena per alcuni delitti. Comprendere questa tensione richiede contesto, distinzione tra vendetta e giustizia, e attenzione alla misericordia.

Sacralità della vitaLa vita umana non è trattata come un bene disponibile arbitrariamente.
ResponsabilitàLe Scritture distinguono intenzione, premeditazione, prova e colpa personale.
MisericordiaGiudizio e responsabilità convivono con pentimento, perdono e limiti alla vendetta.

La pena di morte compare nella Torah all’interno dell’ordinamento giuridico dell’antico Israele per l’omicidio e per altri delitti considerati gravissimi. Questi testi non possono però essere isolati dal resto del quadro biblico: lo stesso corpus distingue l’omicidio volontario dalla morte accidentale, richiede più testimoni nei procedimenti capitali e proibisce di far morire l’innocente e il giusto.

Il racconto di Caino è particolarmente significativo. Caino uccide Abele e viene giudicato da DIO, ma non viene consegnato alla vendetta: Genesi 4:15 racconta che DIO pone su di lui un segno affinché nessuno lo uccida. Il testo non annulla la gravità dell’omicidio; mostra però che la risposta al sangue versato non coincide automaticamente con una nuova uccisione.

Anche la legislazione mosaica contiene distinzioni giuridiche importanti. Esodo 21:12–14 separa la morte non premeditata dall’omicidio intenzionale; Numeri 35:30 esclude che una sola testimonianza possa bastare per una condanna capitale; Esodo 23:7 vieta espressamente di far morire l’innocente e il giusto.

«Poiché Io non ho alcun piacere nella morte di colui che muore [...] Convertitevi dunque, e vivete!»

Ezechiele 18:32

Negli scritti cristiani, Gesù richiama il comandamento contro l’omicidio e ne approfondisce la dimensione interiore, collegando violenza, ira, disprezzo e riconciliazione. Paolo distingue la vendetta personale, che proibisce, dall’autorità civile descritta nel capitolo successivo. Il Corano tutela a sua volta la vita, limita la vendetta e affianca alla retribuzione proporzionata la possibilità del perdono.

Criterio editoriale. Ogni tabella è autosufficiente: testo originale, traslitterazione e testo italiano sono riportati integralmente, versetto per versetto. Non sono presenti rinvii esterni per completare una colonna o una traduzione. Le traslitterazioni sono rese in forma continua e leggibile; i riferimenti alle edizioni testuali utilizzate sono raccolti soltanto alla fine.

Scritture ebraiche

La Torah e i Profeti affermano insieme la gravità dell’omicidio, la proporzionalità della risposta, la distinzione fra intenzione e accidente e la necessità di prove adeguate.

Genesi 4:6–15

Torah
Ebraico originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

6וַיֹּאמֶר יְהוָה, אֶל-קָיִן: לָמָּה חָרָה לָךְ, וְלָמָּה נָפְלוּ פָנֶיךָ.

7הֲלוֹא אִם-תֵּיטִיב, שְׂאֵת, וְאִם לֹא תֵיטִיב, לַפֶּתַח חַטָּאת רֹבֵץ; וְאֵלֶיךָ, תְּשׁוּקָתוֹ, וְאַתָּה, תִּמְשָׁל-בּוֹ.

8וַיֹּאמֶר קַיִן, אֶל-הֶבֶל אָחִיו; וַיְהִי בִּהְיוֹתָם בַּשָּׂדֶה, וַיָּקָם קַיִן אֶל-הֶבֶל אָחִיו וַיַּהַרְגֵהוּ.

9וַיֹּאמֶר יְהוָה אֶל-קַיִן, אֵי הֶבֶל אָחִיךָ; וַיֹּאמֶר לֹא יָדַעְתִּי, הֲשֹׁמֵר אָחִי אָנֹכִי.

10וַיֹּאמֶר, מֶה עָשִׂיתָ; קוֹל דְּמֵי אָחִיךָ, צֹעֲקִים אֵלַי מִן-הָאֲדָמָה.

11וְעַתָּה, אָרוּר אָתָּה, מִן-הָאֲדָמָה אֲשֶׁר פָּצְתָה אֶת-פִּיהָ, לָקַחַת אֶת-דְּמֵי אָחִיךָ מִיָּדֶךָ.

12כִּי תַעֲבֹד אֶת-הָאֲדָמָה, לֹא-תֹסֵף תֵּת-כֹּחָהּ לָךְ; נָע וָנָד, תִּהְיֶה בָאָרֶץ.

13וַיֹּאמֶר קַיִן, אֶל-יְהוָה: גָּדוֹל עֲוֺנִי, מִנְּשֹׂא.

14הֵן גֵּרַשְׁתָּ אֹתִי הַיּוֹם, מֵעַל פְּנֵי הָאֲדָמָה, וּמִפָּנֶיךָ, אֶסָּתֵר; וְהָיִיתִי נָע וָנָד, בָּאָרֶץ, וְהָיָה כָל-מֹצְאִי, יַהַרְגֵנִי.

15וַיֹּאמֶר לוֹ יְהוָה, לָכֵן כָּל-הֹרֵג קַיִן, שִׁבְעָתַיִם, יֻקָּם; וַיָּשֶׂם יְהוָה לְקַיִן אוֹת, לְבִלְתִּי הַכּוֹת-אֹתוֹ כָּל-מֹצְאוֹ.

6vayoʾmer yehvah, ʾel-qayin: lamah ḥarah lakhe, velamah nafelu faneykha.

7haloʾ ʾim-teyṭiyv, seʾet, veʾim loʾ teyṭiyv, lapetaḥ ḥaṭaʾt roveṣ; veʾeleykha, teshuqato, veʾatah, timeshal-bo.

8vayoʾmer qayin, ʾel-hevel ʾaḥiyv; vayehiy biheyotam basadeh, vayaqam qayin ʾel-hevel ʾaḥiyv vayaharegehu.

9vayoʾmer yehvah ʾel-qayin, ʾey hevel ʾaḥiykha; vayoʾmer loʾ yadaʿetiy, hashomer ʾaḥiy ʾanokhiy.

10vayoʾmer, meh ʿasiyta; qol demey ʾaḥiykha, ṣoʿaqiym ʾelay min-haʾadamah.

11veʿatah, ʾarur ʾatah, min-haʾadamah ʾasher paṣetah ʾet-piyha, laqaḥat ʾet-demey ʾaḥiykha miyadekha.

12kiy taʿavod ʾet-haʾadamah, loʾ-tosef tet-koḥah lakhe; naʿ vanad, tiheyeh vaʾareṣ.

13vayoʾmer qayin, ʾel-yehvah: gadol ʿaoniy, minesoʾ.

14hen gerasheta ʾotiy hayom, meʿal peney haʾadamah, umipaneykha, ʾesater; vehayiytiy naʿ vanad, baʾareṣ, vehayah khal-moṣeʾiy, yaharegeniy.

15vayoʾmer lo yehvah, lakhen kal-horeg qayin, shiveʿatayim, yuqam; vayasem yehvah leqayin ʾot, leviletiy hakot-ʾoto kal-moṣeʾo.

6E l’ETERNO disse a Caino: “Perché sei tu irritato? e perché hai il volto abbattuto?

7Se fai bene non rialzerai tu il volto? Ma, se fai male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri son volti a te; ma tu lo devi dominare!”

8E Caino disse ad Abele suo fratello: “Andiamo fuori nei campi.” E avvenne che, quando furono nei campi, Caino si levò contro Abele suo fratello, e l’uccise.

9E l’ETERNO disse a Caino: “Dov’è Abele tuo fratello?” Ed egli rispose: “Non lo so; sono io forse il guardiano di mio fratello?”

10E l’ETERNO disse: “Che hai tu fatto? la voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra.

11E ora tu sarai maledetto, condannato ad errar lungi dalla terra che ha aperto la sua bocca per ricevere il sangue del tuo fratello dalla tua mano.

12Quando coltiverai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti, e tu sarai vagabondo e fuggiasco sulla terra”.

13E Caino disse all’ETERNO: “Il mio castigo è troppo grande perch’io lo possa sopportare.

14Ecco, tu mi scacci oggi dalla faccia di questo suolo, ed io sarò nascosto dal tuo cospetto, e sarò vagabondo e fuggiasco per la terra; e avverrà che chiunque mi troverà mi ucciderà”.

15E l’ETERNO gli disse: “Perciò, chiunque ucciderà Caino, sarà punito sette volte più di lui”. E l’ETERNO mise un segno su Caino, affinché nessuno, trovandolo, l’uccidesse.

Il testo originario della pagina terminava al v.12. I vv.13–15 sono mantenuti perché completano il punto già richiamato nell’introduzione: Caino è giudicato, ma viene anche protetto dalla vendetta.

Genesi 9:4–7

Torah
Ebraico originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

4אַךְ-בָּשָׂר, בְּנַפְשׁוֹ דָמוֹ לֹא תֹאכֵלוּ.

5וְאַךְ אֶת-דִּמְכֶם לְנַפְשֹׁתֵיכֶם אֶדְרֹשׁ, מִיַּד כָּל-חַיָּה אֶדְרְשֶׁנּוּ; וּמִיַּד הָאָדָם, מִיַּד אִישׁ אָחִיו--אֶדְרֹשׁ, אֶת-נֶפֶשׁ הָאָדָם.

6שֹׁפֵךְ דַּם הָאָדָם, בָּאָדָם דָּמוֹ יִשָּׁפֵךְ: כִּי בְּצֶלֶם אֱלֹהִים, עָשָׂה אֶת-הָאָדָם.

7וְאַתֶּם, פְּרוּ וּרְבוּ; שִׁרְצוּ בָאָרֶץ, וּרְבוּ-בָהּ.

4ʾakhe-basar, benafesho damo loʾ toʾkhelu.

5veʾakhe ʾet-dimekhem lenafeshoteykhem ʾederosh, miyad kal-ḥayah ʾedereshenu; umiyad haʾadam, miyad ʾiysh ʾaḥiyv--ʾederosh, ʾet-nefesh haʾadam.

6shofekhe dam haʾadam, baʾadam damo yishafekhe: kiy beṣelem ʾelohiym, ʿasah ʾet-haʾadam.

7veʾatem, peru urevu; shireṣu vaʾareṣ, urevu-vah.

4ma non mangerete carne con la vita sua, cioè col suo sangue.

5E, certo, Io chiederò conto del vostro sangue, del sangue delle vostre vite; ne chiederò conto ad ogni animale; e chiederò conto della vita dell’uomo alla mano dell’uomo, alla mano d’ogni suo fratello.

6Il sangue di chiunque spargerà il sangue dell’uomo sarà sparso dall’uomo, perché DIO ha fatto l’uomo a Sua immagine.

7Voi dunque crescete e moltiplicate; spandetevi sulla terra, e moltiplicatevi in essa”.

Il v.6 è centrale nel dibattito sulla retribuzione per l’omicidio; la motivazione immediata è la dignità dell’essere umano creato a immagine di DIO.

Esodo 20:13 & Deuteronomio 5:17

Torah
Ebraico originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

Es 20:13לֹא תִרְצָח.

Dt 5:17לֹא תִרְצָח.

Es 20:13loʾ tireṣaḥ.

Dt 5:17loʾ tireṣaḥ.

Es 20:13Non uccidere.

Dt 5:17Non uccidere.

Il verbo ebraico רָצַח (rāṣaḥ) indica in primo luogo l’uccisione illecita o omicida; il precetto viene perciò spesso reso anche come “non commettere omicidio”.

Esodo 21:12–17

Torah
Ebraico originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

12מַכֵּה אִישׁ וָמֵת, מוֹת יוּמָת.

13וַאֲשֶׁר לֹא צָדָה, וְהָאֱלֹהִים אִנָּה לְיָדוֹ--וְשַׂמְתִּי לְךָ מָקוֹם, אֲשֶׁר יָנוּס שָׁמָּה.

14וְכִי-יָזִד אִישׁ עַל-רֵעֵהוּ, לְהָרְגוֹ בְעָרְמָה--מֵעִם מִזְבְּחִי, תִּקָּחֶנּוּ לָמוּת.

15וּמַכֵּה אָבִיו וְאִמּוֹ, מוֹת יוּמָת.

16וְגֹנֵב אִישׁ וּמְכָרוֹ וְנִמְצָא בְיָדוֹ, מוֹת יוּמָת.

17וּמְקַלֵּל אָבִיו וְאִמּוֹ, מוֹת יוּמָת.

12makeh ʾiysh vamet, mot yumat.

13vaʾasher loʾ ṣadah, vehaʾelohiym ʾinah leyado--vesametiy lekha maqom, ʾasher yanus shamah.

14vekhiy-yazid ʾiysh ʿal-reʿehu, leharego veʿaremah--meʿim mizebeḥiy, tiqaḥenu lamut.

15umakeh ʾaviyv veʾimo, mot yumat.

16vegonev ʾiysh umekharo venimeṣaʾ veyado, mot yumat.

17umeqalel ʾaviyv veʾimo, mot yumat.

12Chi percuote un uomo sì ch’egli muoia, dev’esser messo a morte.

13Se non gli ha teso agguato, ma DIO gliel’ha fatto cader sotto mano, io ti stabilirò un luogo dov’ei si possa rifugiare.

14Se alcuno con premeditazione uccide il suo prossimo mediante insidia, tu lo strapperai anche dal mio altare, per farlo morire.

15Chi percuote suo padre o sua madre dev’esser messo a morte.

16Chi ruba un uomo sia che l’abbia venduto o che gli sia trovato nelle mani dev’esser messo a morte.

17Chi maledice suo padre o sua madre dev’esser messo a morte.

Il passo distingue l’uccisione premeditata da quella non premeditata e introduce il principio del rifugio; le altre pene appartengono al quadro giuridico dell’antico Israele.

Esodo 23:7

Torah
Ebraico originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

7מִדְּבַר-שֶׁקֶר, תִּרְחָק; וְנָקִי וְצַדִּיק אַל-תַּהֲרֹג, כִּי לֹא-אַצְדִּיק רָשָׁע.

7midevar-sheqer, tireḥaq; venaqiy veṣadiyq ʾal-taharog, kiy loʾ-ʾaṣediyq rashaʿ.

7Rifuggi da ogni parola bugiarda; e non far morire l’innocente e il giusto; perché io non assolverò il malvagio.

Il comando tutela esplicitamente l’innocente da una condanna mortale e lega la giustizia alla verità del procedimento.

Levitico 24:17–22

Torah
Ebraico originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

17וְאִישׁ, כִּי יַכֶּה כָּל-נֶפֶשׁ אָדָם--מוֹת, יוּמָת.

18וּמַכֵּה נֶפֶשׁ-בְּהֵמָה, יְשַׁלְּמֶנָּה--נֶפֶשׁ, תַּחַת נָפֶשׁ.

19וְאִישׁ, כִּי-יִתֵּן מוּם בַּעֲמִיתוֹ--כַּאֲשֶׁר עָשָׂה, כֵּן יֵעָשֶׂה לּוֹ.

20שֶׁבֶר, תַּחַת שֶׁבֶר, עַיִן תַּחַת עַיִן, שֵׁן תַּחַת שֵׁן--כַּאֲשֶׁר יִתֵּן מוּם בָּאָדָם, כֵּן יִנָּתֶן בּוֹ.

21וּמַכֵּה בְהֵמָה, יְשַׁלְּמֶנָּה; וּמַכֵּה אָדָם, יוּמָת.

22מִשְׁפַּט אֶחָד יִהְיֶה לָכֶם, כַּגֵּר כָּאֶזְרָח יִהְיֶה: כִּי אֲנִי יְהוָה, אֱלֹהֵיכֶם.

17veʾiysh, kiy yakeh kal-nefesh ʾadam--mot, yumat.

18umakeh nefesh-behemah, yeshalemenah--nefesh, taḥat nafesh.

19veʾiysh, kiy-yiten mum baʿamiyto--kaʾasher ʿasah, ken yeʿaseh lo.

20shever, taḥat shever, ʿayin taḥat ʿayin, shen taḥat shen--kaʾasher yiten mum baʾadam, ken yinaten bo.

21umakeh vehemah, yeshalemenah; umakeh ʾadam, yumat.

22mishepaṭ ʾeḥad yiheyeh lakhem, kager kaʾezeraḥ yiheyeh: kiy ʾaniy yehvah, ʾeloheykhem.

17Chi percuote mortalmente un uomo, dovrà esser messo a morte.

18Chi percuote a morte un capo di bestiame, lo pagherà: vita per vita.

19Quand’uno avrà fatto una lesione al suo prossimo, gli sarà fatto com’egli ha fatto:

20frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione ch’egli ha fatta all’altro.

21Chi uccide un capo di bestiame, lo pagherà; ma chi uccide un uomo sarà messo a morte.

22Avrete una stessa legge tanto per il forestiero quanto per il nativo del paese; poiché io sono l’ETERNO, vostro DIO”.

La lex talionis stabilisce proporzionalità e limita l’escalation della vendetta; la successiva tradizione giuridica ebraica sviluppò procedure e interpretazioni rigorose.

Numeri 35:29–34

Torah
Ebraico originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

29וְהָיוּ אֵלֶּה לָכֶם לְחֻקַּת מִשְׁפָּט, לְדֹרֹתֵיכֶם, בְּכֹל, מוֹשְׁבֹתֵיכֶם.

30כָּל-מַכֵּה-נֶפֶשׁ--לְפִי עֵדִים, יִרְצַח אֶת-הָרֹצֵחַ; וְעֵד אֶחָד, לֹא-יַעֲנֶה בְנֶפֶשׁ לָמוּת.

31וְלֹא-תִקְחוּ כֹפֶר לְנֶפֶשׁ רֹצֵחַ, אֲשֶׁר-הוּא רָשָׁע לָמוּת: כִּי-מוֹת, יוּמָת.

32וְלֹא-תִקְחוּ כֹפֶר, לָנוּס אֶל-עִיר מִקְלָטוֹ, לָשׁוּב לָשֶׁבֶת בָּאָרֶץ, עַד-מוֹת הַכֹּהֵן.

33וְלֹא-תַחֲנִיפוּ אֶת-הָאָרֶץ, אֲשֶׁר אַתֶּם בָּהּ, כִּי הַדָּם, הוּא יַחֲנִיף אֶת-הָאָרֶץ; וְלָאָרֶץ לֹא-יְכֻפַּר, לַדָּם אֲשֶׁר שֻׁפַּךְ-בָּהּ, כִּי-אִם, בְּדַם שֹׁפְכוֹ.

34וְלֹא תְטַמֵּא אֶת-הָאָרֶץ, אֲשֶׁר אַתֶּם יֹשְׁבִים בָּהּ--אֲשֶׁר אֲנִי, שֹׁכֵן בְּתוֹכָהּ: כִּי, אֲנִי יְהוָה--שֹׁכֵן, בְּתוֹךְ בְּנֵי יִשְׂרָאֵל.

29vehayu ʾeleh lakhem leḥuqat mishepaṭ, ledoroteykhem, bekhol, moshevoteykhem.

30kal-makeh-nefesh--lefiy ʿediym, yireṣaḥ ʾet-haroṣeḥa; veʿed ʾeḥad, loʾ-yaʿaneh venefesh lamut.

31veloʾ-tiqeḥu khofer lenefesh roṣeḥa, ʾasher-huʾ rashaʿ lamut: kiy-mot, yumat.

32veloʾ-tiqeḥu khofer, lanus ʾel-ʿiyr miqelaṭo, lashuv lashevet baʾareṣ, ʿad-mot hakohen.

33veloʾ-taḥaniyfu ʾet-haʾareṣ, ʾasher ʾatem bah, kiy hadam, huʾ yaḥaniyf ʾet-haʾareṣ; velaʾareṣ loʾ-yekhupar, ladam ʾasher shupakhe-bah, kiy-ʾim, bedam shofekho.

34veloʾ teṭameʾ ʾet-haʾareṣ, ʾasher ʾatem yosheviym bah--ʾasher ʾaniy, shokhen betokhah: kiy, ʾaniy yehvah--shokhen, betokhe beney yiseraʾel.

29Queste vi servano come norme di diritto, di generazione in generazione, dovunque dimorerete.

30Se uno uccide un altro, l’omicida sarà messo a morte in seguito a deposizione di testimoni; ma un unico testimone non basterà per far condannare una persona a morte.

31Non accetterete prezzo di riscatto per la vita d’un omicida colpevole e degno di morte, perché dovrà esser punito di morte.

32Non accetterete prezzo di riscatto che permetta a un omicida di ricoverarsi nella sua città di rifugio e di tornare ad abitare nel paese prima della morte del sacerdote.

33Non contaminerete il paese dove sarete, perché il sangue contamina il paese; e non si potrà fare per il paese alcuna espiazione del sangue che vi sarà stato sparso, se non mediante il sangue di colui che l’avrà sparso.

34Non contaminerete dunque il paese che andate ad abitare, e in mezzo al quale io dimorerò; poiché Io sono l’ETERNO che dimoro in mezzo ai figliuoli d’Israele”.

Il testo non presenta soltanto la pena: il v.30 contiene una garanzia probatoria decisiva, poiché una sola testimonianza non basta per una condanna a morte.

Deuteronomio 19:5

Torah
Ebraico originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

5וַאֲשֶׁר יָבֹא אֶת-רֵעֵהוּ בַיַּעַר, לַחְטֹב עֵצִים, וְנִדְּחָה יָדוֹ בַגַּרְזֶן לִכְרֹת הָעֵץ, וְנָשַׁל הַבַּרְזֶל מִן-הָעֵץ וּמָצָא אֶת-רֵעֵהוּ וָמֵת: הוּא, יָנוּס אֶל-אַחַת הֶעָרִים-הָאֵלֶּה--וָחָי.

5vaʾasher yavoʾ ʾet-reʿehu vayaʿar, laḥeṭov ʿeṣiym, venideḥah yado vagarezen likherot haʿeṣ, venashal habarezel min-haʿeṣ umaṣaʾ ʾet-reʿehu vamet: huʾ, yanus ʾel-ʾaḥat heʿariym-haʾeleh--vaḥay.

5ad esempio, se uno va nel bosco col suo compagno a tagliare delle legna e, mentre la mano avventa la scure per abbattere l’albero, e il ferro gli sfugge dal manico colpendo il compagno così che egli ne muoia, quel tale si rifugerà in una di queste città ed avrà salva la vita;

Un esempio concreto distingue la morte accidentale dall’omicidio volontario e impedisce che la vendetta privata cancelli tale distinzione.

Deuteronomio 19:11–15

Torah
Ebraico originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

11וְכִי-יִהְיֶה אִישׁ, שֹׂנֵא לְרֵעֵהוּ, וְאָרַב לוֹ וְקָם עָלָיו, וְהִכָּהוּ נֶפֶשׁ וָמֵת; וְנָס, אֶל-אַחַת הֶעָרִים הָאֵל.

12וְשָׁלְחוּ זִקְנֵי עִירוֹ, וְלָקְחוּ אֹתוֹ מִשָּׁם; וְנָתְנוּ אֹתוֹ, בְּיַד גֹּאֵל הַדָּם--וָמֵת.

13לֹא-תָחוֹס עֵינְךָ, עָלָיו; וּבִעַרְתָּ דַם-הַנָּקִי מִיִּשְׂרָאֵל, וְטוֹב לָךְ.

14לֹא תַסִּיג גְּבוּל רֵעֲךָ, אֲשֶׁר גָּבְלוּ רִאשֹׁנִים--בְּנַחֲלָתְךָ, אֲשֶׁר תִּנְחַל, בָּאָרֶץ, אֲשֶׁר יְהוָה אֱלֹהֶיךָ נֹתֵן לְךָ לְרִשְׁתָּהּ.

15לֹא-יָקוּם עֵד אֶחָד בְּאִישׁ, לְכָל-עָוֺן וּלְכָל-חַטָּאת, בְּכָל-חֵטְא, אֲשֶׁר יֶחֱטָא: עַל-פִּי שְׁנֵי עֵדִים, אוֹ עַל-פִּי שְׁלֹשָׁה-עֵדִים--יָקוּם דָּבָר.

11vekhiy-yiheyeh ʾiysh, soneʾ lereʿehu, veʾarav lo veqam ʿalayv, vehikahu nefesh vamet; venas, ʾel-ʾaḥat heʿariym haʾel.

12veshaleḥu ziqeney ʿiyro, velaqeḥu ʾoto misham; venatenu ʾoto, beyad goʾel hadam--vamet.

13loʾ-taḥos ʿeynekha, ʿalayv; uviʿareta dam-hanaqiy miyiseraʾel, veṭov lakhe.

14loʾ tasiyg gevul reʿakha, ʾasher gavelu riʾshoniym--benaḥalatekha, ʾasher tineḥal, baʾareṣ, ʾasher yehvah ʾeloheykha noten lekha lerishetah.

15loʾ-yaqum ʿed ʾeḥad beʾiysh, lekhal-ʿaon ulekhal-ḥaṭaʾt, bekhal-ḥeṭeʾ, ʾasher yeḥeṭaʾ: ʿal-piy sheney ʿediym, ʾo ʿal-piy sheloshah-ʿediym--yaqum davar.

11Ma se un uomo odia il suo prossimo, gli tende insidie, l’assale, lo percuote in modo da procurargli la morte, e poi si rifugia in una di quelle città,

12gli anziani della sua città lo trarranno via di là, e lo daranno nelle mani del vendicatore del sangue affinché sia messo a morte.

13L’occhio tuo non ne avrà pietà; toglierai via da Israele il sangue innocente, e così sarai felice.

14Non sposterai i termini del tuo prossimo, posti dai tuoi antenati, nell’eredità che avrai nel paese di cui l’ETERNO, il tuo DIO, ti dà il possesso.

15Un solo testimone non sarà sufficiente contro ad alcuno, qualunque sia il delitto o il peccato che questi abbia commesso; il fatto sarà stabilito sulla deposizione di due o di tre testimoni.

I vv.14–15 erano già presenti nella pagina e sono conservati integralmente. Il v.15 amplia il principio della pluralità dei testimoni.

Ezechiele 18:30–32

Profeti
Ebraico originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

30לָכֵן אִישׁ כִּדְרָכָיו אֶשְׁפֹּט אֶתְכֶם, בֵּית יִשְׂרָאֵל--נְאֻם, אֲדֹנָי יְהוִה: שׁוּבוּ וְהָשִׁיבוּ מִכָּל-פִּשְׁעֵיכֶם, וְלֹא-יִהְיֶה לָכֶם לְמִכְשׁוֹל עָוֺן.

31הַשְׁלִיכוּ מֵעֲלֵיכֶם, אֶת-כָּל-פִּשְׁעֵיכֶם אֲשֶׁר פְּשַׁעְתֶּם בָּם, וַעֲשׂוּ לָכֶם לֵב חָדָשׁ, וְרוּחַ חֲדָשָׁה; וְלָמָּה תָמֻתוּ, בֵּית יִשְׂרָאֵל.

32כִּי לֹא אֶחְפֹּץ בְּמוֹת הַמֵּת, נְאֻם אֲדֹנָי יְהוִה: וְהָשִׁיבוּ, וִחְיוּ.

30lakhen ʾiysh kiderakhayv ʾeshepoṭ ʾetekhem, beyt yiseraʾel--neʾum, ʾadonay yehvih: shuvu vehashiyvu mikal-pisheʿeykhem, veloʾ-yiheyeh lakhem lemikheshol ʿaon.

31hasheliykhu meʿaleykhem, ʾet-kal-pisheʿeykhem ʾasher peshaʿetem bam, vaʿasu lakhem lev ḥadash, veruḥa ḥadashah; velamah tamutu, beyt yiseraʾel.

32kiy loʾ ʾeḥepoṣ bemot hamet, neʾum ʾadonay yehvih: vehashiyvu, viḥeyu.

30Perciò, Io vi giudicherò ciascuno secondo le vie sue, o casa d’Israele! dice il SIGNORE, l’ETERNO. Tornate, convertitevi da tutte le vostre trasgressioni, e non avrete più occasione di caduta nell’iniquità!

31Gettate lungi da voi tutte le vostre trasgressioni per le quali avete peccato, e fatevi un cuor nuovo e uno spirito nuovo; e perché morreste, o casa d’Israele?

32Poiché Io non ho alcun piacere nella morte di colui che muore, dice il SIGNORE, l’ETERNO. Convertitevi dunque, e vivete!

Il centro del passo non è la negazione della responsabilità, ma la conversione: DIO non trae piacere dalla morte e chiama alla vita.

Ezechiele 33:8–9

Profeti
Ebraico originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

8בְּאָמְרִי לָרָשָׁע, רָשָׁע מוֹת תָּמוּת, וְלֹא דִבַּרְתָּ, לְהַזְהִיר רָשָׁע מִדַּרְכּוֹ--הוּא רָשָׁע בַעֲוֺנוֹ יָמוּת, וְדָמוֹ מִיָּדְךָ אֲבַקֵּשׁ.

9וְאַתָּה כִּי-הִזְהַרְתָּ רָשָׁע מִדַּרְכּוֹ, לָשׁוּב מִמֶּנָּה, וְלֹא-שָׁב, מִדַּרְכּוֹ--הוּא בַּעֲוֺנוֹ יָמוּת, וְאַתָּה נַפְשְׁךָ הִצַּלְתָּ.

8beʾameriy larashaʿ, rashaʿ mot tamut, veloʾ dibareta, lehazehiyr rashaʿ midareko--huʾ rashaʿ vaʿaono yamut, vedamo miyadekha ʾavaqesh.

9veʾatah kiy-hizehareta rashaʿ midareko, lashuv mimenah, veloʾ-shav, midareko--huʾ baʿaono yamut, veʾatah nafeshekha hiṣaleta.

8Quando avrò detto all’empio: Empio, per certo tu morrai! e tu non avrai parlato per avvertir l’empio che si ritragga dalla sua via, quell’empio morrà per la sua iniquità, ma io domanderò conto del suo sangue alla tua mano.

9Ma, se tu avverti l’empio che si ritragga dalla sua via, e quegli non se ne ritrae, esso morrà per la sua iniquità, ma tu avrai scampato l’anima tua.

Correzione editoriale: nella vecchia pagina, sotto questo riferimento, compariva per errore il testo di Levitico 24:17–22. Qui Ezechiele 33:8–9 è riportato integralmente.

Osea 4:1–3

Profeti
Ebraico originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

1שִׁמְעוּ דְבַר-יְהוָה, בְּנֵי יִשְׂרָאֵל: כִּי רִיב לַיהוָה, עִם-יוֹשְׁבֵי הָאָרֶץ--כִּי אֵין-אֱמֶת וְאֵין-חֶסֶד וְאֵין-דַּעַת אֱלֹהִים, בָּאָרֶץ.

2אָלֹה וְכַחֵשׁ, וְרָצֹחַ וְגָנֹב וְנָאֹף; פָּרָצוּ, וְדָמִים בְּדָמִים נָגָעוּ.

3עַל-כֵּן תֶּאֱבַל הָאָרֶץ, וְאֻמְלַל כָּל-יוֹשֵׁב בָּהּ, בְּחַיַּת הַשָּׂדֶה, וּבְעוֹף הַשָּׁמָיִם; וְגַם-דְּגֵי הַיָּם, יֵאָסֵפוּ.

1shimeʿu devar-yehvah, beney yiseraʾel: kiy riyv layhvah, ʿim-yoshevey haʾareṣ--kiy ʾeyn-ʾemet veʾeyn-ḥesed veʾeyn-daʿat ʾelohiym, baʾareṣ.

2ʾaloh vekhaḥesh, veraṣoḥa veganov venaʾof; paraṣu, vedamiym bedamiym nagaʿu.

3ʿal-ken teʾeval haʾareṣ, veʾumelal kal-yoshev bah, beḥayat hasadeh, uveʿof hashamayim; vegam-degey hayam, yeʾasefu.

1Ascoltate la parola dell’ETERNO, o figliuoli d’Israele; poiché l’ETERNO ha una contestazione con gli abitanti del paese, poiché non v’è né verità, né misericordia, né conoscenza di DIO nel paese.

2Si spergiura, si mentisce, si uccide, si ruba, si commette adulterio; si rompe ogni limite, a spargimenti di sangue seguono spargimenti di sangue.

3Per questo il paese sarà in lutto, tutti quelli che l’abitano languiranno, e con essi le bestie de’ campi e gli uccelli del cielo; perfino i pesci del mare scompariranno.

La violenza è descritta come parte di una crisi morale più ampia: menzogna, furto, adulterio e sangue spezzano il tessuto della comunità.

Proverbi 6:16–19

Sapienza
Ebraico originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

16שֶׁשׁ-הֵנָּה, שָׂנֵא יְהוָה; וְשֶׁבַע, תּוֹעֲבַת נַפְשׁוֹ.

17עֵינַיִם רָמוֹת, לְשׁוֹן שָׁקֶר; וְיָדַיִם, שֹׁפְכוֹת דָּם-נָקִי.

18לֵב--חֹרֵשׁ, מַחְשְׁבוֹת אָוֶן; רַגְלַיִם מְמַהֲרוֹת, לָרוּץ לָרָעָה.

19יָפִיחַ כְּזָבִים, עֵד שָׁקֶר; וּמְשַׁלֵּחַ מְדָנִים, בֵּין אַחִים.

16shesh-henah, saneʾ yehvah; veshevaʿ, toʿavat nafesho.

17ʿeynayim ramot, leshon shaqer; veyadayim, shofekhot dam-naqiy.

18lev--ḥoresh, maḥeshevot ʾaven; ragelayim memaharot, laruṣ laraʿah.

19yafiyḥa kezaviym, ʿed shaqer; umeshaleḥa medaniym, beyn ʾaḥiym.

16Sei cose odia l’ETERNO, anzi sette gli sono in abominio:

17gli occhi alteri, la lingua bugiarda, le mani che spandono sangue innocente,

18il cuore che medita disegni iniqui, i piedi che corron frettolosi al male,

19il falso testimonio che proferisce menzogne, e chi semina discordie tra fratelli.

La condanna dello spargimento di sangue innocente è inserita fra atteggiamenti e azioni che corrompono la giustizia e la convivenza.

Scritture cristiane

Gesù richiama il divieto di uccidere e porta la riflessione alle radici interiori della violenza; le lettere apostoliche distinguono vendetta privata e autorità pubblica.

Matteo 5:21–26

Vangelo
Greco originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

21Ἠκούσατε ὅτι ἐρρέθη τοῖς ἀρχαίοις Οὐ φονεύσεις· ὃς δ’ ἂν φονεύσῃ, ἔνοχος ἔσται τῇ κρίσει.

22ἐγὼ δὲ λέγω ὑμῖν ὅτι πᾶς ὁ ὀργιζόμενος τῷ ἀδελφῷ αὐτοῦ ἔνοχος ἔσται τῇ κρίσει· ὃς δ’ ἂν εἴπῃ τῷ ἀδελφῷ αὐτοῦ Ῥακά, ἔνοχος ἔσται τῷ συνεδρίῳ· ὃς δ’ ἂν εἴπῃ Μωρέ, ἔνοχος ἔσται εἰς τὴν γέενναν τοῦ πυρός.

23ἐὰν οὖν προσφέρῃς τὸ δῶρόν σου ἐπὶ τὸ θυσιαστήριον κἀκεῖ μνησθῇς ὅτι ὁ ἀδελφός σου ἔχει τι κατὰ σοῦ,

24ἄφες ἐκεῖ τὸ δῶρόν σου ἔμπροσθεν τοῦ θυσιαστηρίου καὶ ὕπαγε πρῶτον διαλλάγηθι τῷ ἀδελφῷ σου, καὶ τότε ἐλθὼν πρόσφερε τὸ δῶρόν σου.

25ἴσθι εὐνοῶν τῷ ἀντιδίκῳ σου ταχὺ ἕως ὅτου εἶ μετ’ αὐτοῦ ἐν τῇ ὁδῷ· μή ποτέ σε παραδῷ ὁ ἀντίδικος τῷ κριτῇ, καὶ ὁ κριτὴς τῷ ὑπηρέτῃ, καὶ εἰς φυλακὴν βληθήσῃ·

26ἀμὴν λέγω σοι, οὐ μὴ ἐξέλθῃς ἐκεῖθεν ἕως ἂν ἀποδῷς τὸν ἔσχατον κοδράντην.

21ēkoysate oti errethē tois archaiois oy phoneyseis· os d’ an phoneysē, enochos estai tē krisei.

22egō de legō ymin oti pas o orgizomenos tō adelphō aytoy enochos estai tē krisei· os d’ an eipē tō adelphō aytoy raka, enochos estai tō synedriō· os d’ an eipē mōre, enochos estai eis tēn geennan toy pyros.

23ean oyn prospherēs to dōron soy epi to thysiastērion kakei mnēsthēs oti o adelphos soy echei ti kata soy,

24aphes ekei to dōron soy emprosthen toy thysiastērioy kai ypage prōton diallagēthi tō adelphō soy, kai tote elthōn prosphere to dōron soy.

25isthi eynoōn tō antidikō soy tachy eōs otoy ei met’ aytoy en tē odō· mē pote se paradō o antidikos tō kritē, kai o kritēs tō ypēretē, kai eis phylakēn blēthēsē·

26amēn legō soi, oy mē exelthēs ekeithen eōs an apodōs ton eschaton kodrantēn.

21Voi avete udito che fu detto agli antichi: Non uccidere, e Chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al tribunale;

22ma io vi dico: Chiunque s’adira contro al suo fratello, sarà sottoposto al tribunale; e chi avrà detto al suo fratello “raca”, sarà sottoposto al Sinedrio; e chi gli avrà detto “pazzo”, sarà condannato al fuoco della Geenna.

23Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull’altare, e quivi ti ricordi che il tuo fratello ha qualcosa contro di te,

24lascia quivi la tua offerta dinanzi all’altare, e va’ prima a riconciliarti col tuo fratello; e poi vieni ad offrir la tua offerta.

25Fa’ presto amichevole accordo col tuo avversario mentre sei ancora per via con lui; che talora il tuo avversario non ti dia in man del giudice, e il giudice in man delle guardie, e tu sii cacciato in prigione.

26Io ti dico in verità che di là non uscirai, finché tu non abbia pagato l’ultimo quattrino.

Gesù non limita il discorso all’atto finale dell’omicidio: porta l’attenzione anche all’ira, al disprezzo e alla riconciliazione.

Matteo 15:18–19

Vangelo
Greco originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

18τὰ δὲ ἐκπορευόμενα ἐκ τοῦ στόματος ἐκ τῆς καρδίας ἐξέρχεται, κἀκεῖνα κοινοῖ τὸν ἄνθρωπον.

19ἐκ γὰρ τῆς καρδίας ἐξέρχονται διαλογισμοὶ πονηροί, φόνοι, μοιχεῖαι, πορνεῖαι, κλοπαί, ψευδομαρτυρίαι, βλασφημίαι.

18ta de ekporeyomena ek toy stomatos ek tēs kardias exerchetai, kakeina koinoi ton anthrōpon.

19ek gar tēs kardias exerchontai dialogismoi ponēroi, phonoi, moicheiai, porneiai, klopai, pseydomartyriai, blasphēmiai.

18Ma quel che esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l’uomo.

19Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adulteri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni.

L’omicidio è collocato fra i mali che hanno origine nel cuore: la dimensione morale precede e accompagna quella giuridica.

Matteo 26:52–54

Vangelo
Greco originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

52τότε λέγει αὐτῷ ὁ Ἰησοῦς Ἀπόστρεψον τὴν μάχαιράν σου εἰς τὸν τόπον αὐτῆς· πάντες γὰρ οἱ λαβόντες μάχαιραν ἐν μαχαίρῃ ἀπολοῦνται.

53ἢ δοκεῖς ὅτι οὐ δύναμαι παρακαλέσαι τὸν Πατέρα μου, καὶ παραστήσει μοι ἄρτι πλείω δώδεκα λεγιῶνας ἀγγέλων;

54πῶς οὖν πληρωθῶσιν αἱ γραφαὶ ὅτι οὕτως δεῖ γενέσθαι;

52tote legei aytō o iēsoys apostrepson tēn machairan soy eis ton topon aytēs· pantes gar oi labontes machairan en machairē apoloyntai.

53ē dokeis oti oy dynamai parakalesai ton patera moy, kai parastēsei moi arti pleiō dōdeka legiōnas aggelōn;

54pōs oyn plērōthōsin ai graphai oti oytōs dei genesthai;

52Allora Gesù gli disse: Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendon la spada, periscon per la spada.

53Credi tu forse ch’io non potrei pregare il PADRE mio che mi manderebbe in quest’istante più di dodici legioni di Angeli?

54Come dunque si adempirebbero le Scritture, secondo le quali bisogna che così avvenga?

Il passo nasce nel contesto dell’arresto di Gesù e respinge l’uso della spada da parte del discepolo in quella situazione.

Romani 12:19

Lettere apostoliche
Greco originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

19μὴ ἑαυτοὺς ἐκδικοῦντες, ἀγαπητοί, ἀλλὰ δότε τόπον τῇ ὀργῇ· γέγραπται γάρ Ἐμοὶ ἐκδίκησις, ἐγὼ ἀνταποδώσω, λέγει Κύριος.

19mē eaytoys ekdikoyntes, agapētoi, alla dote topon tē orgē· gegraptai gar emoi ekdikēsis, egō antapodōsō, legei kyrios.

19Non fate le vostre vendette, cari miei, ma cedete il posto all’ira di DIO; poiché sta scritto: “A Me la vendetta; Io darò la retribuzione, dice il SIGNORE.”

Il testo vieta la vendetta personale e rimette la retribuzione a DIO.

Romani 13:4

Lettere apostoliche
Greco originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

4Θεοῦ γὰρ διάκονός ἐστιν σοὶ εἰς τὸ ἀγαθόν. ἐὰν δὲ τὸ κακὸν ποιῇς, φοβοῦ· οὐ γὰρ εἰκῇ τὴν μάχαιραν φορεῖ· Θεοῦ γὰρ διάκονός ἐστιν, ἔκδικος εἰς ὀργὴν τῷ τὸ κακὸν πράσσοντι.

4theoy gar diakonos estin soi eis to agathon. ean de to kakon poiēs, phoboy· oy gar eikē tēn machairan phorei· theoy gar diakonos estin, ekdikos eis orgēn tō to kakon prassonti.

4perché il magistrato è un ministro di DIO per il tuo bene; ma se fai quel ch’è male, temi, perché egli non porta la spada invano; poich’egli è un ministro di DIO, per infliggere una giusta punizione contro colui che fa il male.

La “spada” è stata letta come simbolo del potere coercitivo dell’autorità e, da alcuni interpreti, anche come riferimento alla pena capitale.

Apocalisse 21:8

Apocalittica
Greco originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

8τοῖς δὲ δειλοῖς καὶ ἀπίστοις καὶ ἐβδελυγμένοις καὶ φονεῦσιν καὶ πόρνοις καὶ φαρμάκοις καὶ εἰδωλολάτραις καὶ πᾶσιν τοῖς ψευδέσιν τὸ μέρος αὐτῶν ἐν τῇ λίμνῃ τῇ καιομένῃ πυρὶ καὶ θείῳ, ὅ ἐστιν ὁ θάνατος ὁ δεύτερος.

8tois de deilois kai apistois kai ebdelygmenois kai phoneysin kai pornois kai pharmakois kai eidōlolatrais kai pasin tois pseydesin to meros aytōn en tē limnē tē kaiomenē pyri kai theiō, o estin o thanatos o deyteros.

8ma quanto ai codardi, agl’increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, questa è la seconda morte.

È un testo escatologico sul giudizio divino, non una procedura penale affidata direttamente alla comunità umana.

Corano

I passi coranici qui raccolti affermano la sacralità della vita, la proporzionalità del qiṣāṣ e il limite all’eccesso nella retribuzione.

Corano, Sura 2:178–179

Al-Baqarah
Arabo originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

178يَٰٓأَيُّهَا ٱلَّذِينَ ءَامَنُواْ كُتِبَ عَلَيۡكُمُ ٱلۡقِصَاصُ فِي ٱلۡقَتۡلَىۖ ٱلۡحُرُّ بِٱلۡحُرِّ وَٱلۡعَبۡدُ بِٱلۡعَبۡدِ وَٱلۡأُنثَىٰ بِٱلۡأُنثَىٰۚ فَمَنۡ عُفِيَ لَهُۥ مِنۡ أَخِيهِ شَيۡءٞ فَٱتِّبَاعُۢ بِٱلۡمَعۡرُوفِ وَأَدَآءٌ إِلَيۡهِ بِإِحۡسَٰنٖۗ ذَٰلِكَ تَخۡفِيفٞ مِّن رَّبِّكُمۡ وَرَحۡمَةٞۗ فَمَنِ ٱعۡتَدَىٰ بَعۡدَ ذَٰلِكَ فَلَهُۥ عَذَابٌ أَلِيمٞ

179وَلَكُمۡ فِي ٱلۡقِصَاصِ حَيَوٰةٞ يَٰٓأُوْلِي ٱلۡأَلۡبَٰبِ لَعَلَّكُمۡ تَتَّقُونَ

178yāʾaayyuhā alladhiyna ʾāmanuwā kutiba ʿalaykumu alqiṣāṣu fiy alqatlā alḥurru bialḥurri waalʿabdu bialʿabdi waalʾaunthāā bialʾaunthāā faman ʿufiya lahuū min ʾaakhiyhi shayʾun faattibāʿu bialmaʿruwfi waʾaadāʾun ʾiilayhi biʾiiḥsānin dhālika takhfiyfun mmin rrabbikum waraḥmahun famani aʿtadāā baʿda dhālika falahuū ʿadhābun ʾaaliymun

179walakum fiy alqiṣāṣi ḥayawāhun yāʾauwliy alʾaalbābi laʿallakum tattaquwna

178O voi che credete, vi è stata prescritta la legge del contrappasso riguardo agli uccisi: il libero per il libero, lo schiavo per lo schiavo e la donna per la donna. Ma a chi venga perdonato qualcosa dal proprio fratello, si segua allora ciò che è conveniente e si paghi a lui con generosità. Questa è una concessione dal vostro SIGNORE e una misericordia. Chi, dopo questo, trasgredisce, avrà una punizione dolorosa.

179O voi che comprendete, nella legge del contrappasso vi è vita per voi, affinché possiate diventare giusti.

Il termine al-qiṣāṣ indica retribuzione proporzionata. Lo stesso v.178 introduce però il perdono e l’indennizzo, ponendo un limite alla vendetta indiscriminata.

Corano, Sura 5:32

Al-Māʾidah
Arabo originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

32مِنۡ أَجۡلِ ذَٰلِكَ كَتَبۡنَا عَلَىٰ بَنِيٓ إِسۡرَٰٓءِيلَ أَنَّهُۥ مَن قَتَلَ نَفۡسَۢا بِغَيۡرِ نَفۡسٍ أَوۡ فَسَادٖ فِي ٱلۡأَرۡضِ فَكَأَنَّمَا قَتَلَ ٱلنَّاسَ جَمِيعٗا وَمَنۡ أَحۡيَاهَا فَكَأَنَّمَآ أَحۡيَا ٱلنَّاسَ جَمِيعٗاۚ وَلَقَدۡ جَآءَتۡهُمۡ رُسُلُنَا بِٱلۡبَيِّنَٰتِ ثُمَّ إِنَّ كَثِيرٗا مِّنۡهُم بَعۡدَ ذَٰلِكَ فِي ٱلۡأَرۡضِ لَمُسۡرِفُونَ

32min ʾaajli dhālika katabnā ʿalāā baniy ʾiisrāʾiyla ʾaannahuū man qatala nafsā bighayri nafsin ʾaaw fasādin fiy alʾaarḍi fakaʾaannamā qatala alnnāsa jamiyʿanā waman ʾaaḥyāhā fakaʾaannamā ʾaaḥyā alnnāsa jamiyʿanā walaqad jāʾathum rusulunā bialbayyināti thumma ʾiinna kathiyranā mminhum baʿda dhālika fiy alʾaarḍi lamusrifuwna

32Per questo prescrivemmo ai Figli d’Israele che chiunque uccida una persona — a meno che non sia per un omicidio o per corruzione sulla terra — è come se avesse ucciso tutta l’umanità; e chiunque salvi una vita è come se avesse salvato tutta l’umanità. I Nostri messaggeri vennero a loro con prove chiare; eppure molti di loro, dopo ciò, continuarono a eccedere sulla terra.

Il versetto attribuisce alla vita umana un valore simbolicamente universale e richiama una prescrizione rivolta ai Figli d’Israele.

Corano, Sura 6:151

Al-Anʿām
Arabo originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

151۞ قُلۡ تَعَالَوۡاْ أَتۡلُ مَا حَرَّمَ رَبُّكُمۡ عَلَيۡكُمۡۖ أَلَّا تُشۡرِكُواْ بِهِۦ شَيۡـٔٗاۖ وَبِٱلۡوَٰلِدَيۡنِ إِحۡسَٰنٗاۖ وَلَا تَقۡتُلُوٓاْ أَوۡلَٰدَكُم مِّنۡ إِمۡلَٰقٖ نَّحۡنُ نَرۡزُقُكُمۡ وَإِيَّاهُمۡۖ وَلَا تَقۡرَبُواْ ٱلۡفَوَٰحِشَ مَا ظَهَرَ مِنۡهَا وَمَا بَطَنَۖ وَلَا تَقۡتُلُواْ ٱلنَّفۡسَ ٱلَّتِي حَرَّمَ ٱللَّهُ إِلَّا بِٱلۡحَقِّۚ ذَٰلِكُمۡ وَصَّىٰكُم بِهِۦ لَعَلَّكُمۡ تَعۡقِلُونَ

151qul taʿālawā ʾaatlu mā ḥarrama rabbukum ʿalaykum ʾaallā tushrikuwā bihiī shayʾanā wabialwālidayni ʾiiḥsānanā walā taqtuluwā ʾaawlādakum mmin ʾiimlāqin nnaḥnu narzuqukum waʾiiyyāhum walā taqrabuwā alfawāḥisha mā ẓahara minhā wamā baṭana walā taqtuluwā alnnafsa allatiy ḥarrama alllahu ʾiillā bialḥaqqi dhālikum waṣṣāākum bihiī laʿallakum taʿqiluwna

151Di’: “Venite, vi reciterò ciò che il vostro SIGNORE vi ha proibito: non associateGli nulla; trattate bene i genitori; non uccidete i vostri figli per timore della povertà — Noi provvediamo a voi e a loro —; non avvicinatevi alle turpitudini, manifeste o nascoste; e non uccidete la vita che DIO ha reso sacra, se non secondo diritto. Questo vi ha comandato, affinché comprendiate”.

Il divieto di togliere la vita è qualificato dall’espressione “se non secondo diritto”, che richiede un quadro giuridico e non autorizza la vendetta privata.

Corano, Sura 17:33

Al-Isrāʾ
Arabo originaleTraslitterazione completaTesto italiano ASHNota di lettura

33وَلَا تَقۡتُلُواْ ٱلنَّفۡسَ ٱلَّتِي حَرَّمَ ٱللَّهُ إِلَّا بِٱلۡحَقِّۗ وَمَن قُتِلَ مَظۡلُومٗا فَقَدۡ جَعَلۡنَا لِوَلِيِّهِۦ سُلۡطَٰنٗا فَلَا يُسۡرِف فِّي ٱلۡقَتۡلِۖ إِنَّهُۥ كَانَ مَنصُورٗا

33walā taqtuluwā alnnafsa allatiy ḥarrama alllahu ʾiillā bialḥaqqi waman qutila maẓluwmanā faqad jaʿalnā liwaliyyihiī sulṭānanā falā yusrif ffiy alqatli ʾiinnahuū kāna manṣuwranā

33Non uccidete la vita che DIO ha reso sacra, se non secondo diritto. E chi viene ucciso ingiustamente, Noi abbiamo dato al suo erede un’autorità; ma egli non ecceda nell’uccidere. In verità egli è assistito.

Il versetto unisce inviolabilità della vita, riconoscimento del torto subito e limite esplicito all’eccesso nella retribuzione.

Lettura d’insieme

Presi insieme, questi testi non producono una formula semplice. Alcuni appartengono a codici giuridici antichi che prevedono la pena di morte; altri impongono limiti severi alla vendetta, proteggono l’innocente, distinguono l’intenzionalità e insistono sulla conversione e sulla riconciliazione.

Per questo uno studio abramitico serio deve evitare due estremi: isolare un singolo versetto come se esaurisse l’intera materia, oppure cancellare i testi difficili perché scomodi. La comprensione nasce dal confronto fra legge, profezia, sapienza, Vangelo e Corano, considerando genere letterario, contesto storico e sviluppo dell’interpretazione.

Riferimenti testuali

La pagina è completa e non richiede consultazioni esterne per leggere i passaggi. Per la sola verifica filologica sono stati confrontati: il testo masoretico di Mechon-Mamre per le Scritture ebraiche; il testo greco Nestle 1904 per il Nuovo Testamento; il testo arabo coranico nella grafia ʿUthmānī; per Sura 2 anche l’interlineare già pubblicato su Abrahamic Study Hall.

Le traduzioni italiane bibliche già presenti nella precedente pagina ASH sono state conservate senza abbreviazioni; Ezechiele 33:8–9 è stato corretto perché la vecchia pagina riportava sotto quel riferimento un testo appartenente a Levitico 24.

Studi, pace, unità

Resta Connesso!

Unisciti alla nostra comunità di studio inserendo il tuo indirizzo email: aggiornamenti, riflessioni e percorsi verso la pace.