InshALLAH & DEO volente (se DIO vuole)

In shāʾ ALLAH (Arabic: إن شاء الله) è l’espressione in lingua araba per “se DIO vuole” o “se DIO vorrà”. La frase deriva da un passaggio del Corano che afferma che è buona cosa per un credente “rimettersi” alla volontà del CREATORE quando si parla in merito ad eventi futuri. [Corano 18, 23-24] La frase è comunemente usata da musulmani, cristiani arabi e coloro che parlano arabo di altre religioni, per riferirsi ad eventi che si spera accadranno in futuro ed esprime la convinzione che nulla accada a meno che DIO non lo desideri e che la sua Volontà sostituisce tutta la volontà umana.

23 Non dire mai di nessuna cosa: “Sicuramente io domani farò questo.”
24 Senza [aggiungere], “se DIO [ALLAH] vuole.” E ricordati del tuo SIGNORE quando avrai dimenticato [di dirlo] e di’: “Forse il mio SIGNORE mi guiderà in una direzione ancora più giusta di questa.”
(Qran 18[la caverna], 23-24)

DEO volente (“Se DIO vuole”)

Questa frase veniva spesso usata insieme alla firma alla fine delle lettere. È stata usata per indicare che “se DIO vuole” questa lettera arriverà sana e salva, e “se DIO vorrà” il contenuto di questa lettera sarà recapitato. Come abbreviazione (semplicemente “DV”) si trova spesso nelle lettere personali (anche in inglese) dei primi del 1900, impiegate per qualificare in modo generale e pio una data affermazione su una futura azione pianificata, che sarà effettuata, purché ci sarà la volontà di DIO (vedere Giacomo 4, 13-15, che incoraggia i credenti a questo modo di parlare).

13 E ora a voi, che dite: “Oggi o domani andremo nella tal città e vi passeremo un anno e faremo affari e guadagni”,
14 mentre non sapete quale sarà domani la vostra vita. Siete come vapore che appare per un istante e poi scompare.
15 Dovreste dire invece: “Se il DIO vorrà, vivremo e faremo questo o quello”.
16 Ora invece vi vantate nella vostra arroganza; ogni vanto di questo genere è iniquo.
17 Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato.
(Giacomo 4, 13-17)

Un Unico DIO: Religioni Abramitiche

  • I musulmani dicono: “Insh’ALLAH”
  • Gli ebrei: “Im yirtsé HaShém (אם ירצה ה׳)” Se DIO vuole, o Be’ezrát hashém (בעזרת ה׳): “con l’aiuto di DIO”.
  • I Romani avrebbero detto: “DEO Volente”

Questa usanza ci fa capire di quanto siano vicine le tradizioni e le culture tra le religioni Abramitiche, ma questa frase non è una sorta di superstizione, ma è semplicemente affermare che il destino non esiste al di fuori dei Piani di DIO. La nostra vita è nelle mani del nostro CREATORE e non nelle nostre, se DIO ci concederà un altro giorno domani sarà solo un regalo, proprio come lo è oggi. Lo scopo e il piano per quel determinato giorno sarà esattamente lo stesso scopo e lo stesso piano di oggi: Amare l’Amore è amare DIO, ricercare la Verità attraverso la Conoscenza, questo è seguire gli insegnamenti delle Sacre Scritture.

Ma la volontà di DIO non è sempre evidente, e molto raramente si può percorrere lungo una via semplice e senza ostacoli. Avvenimenti inaspettati, strade cieche e dure salite dove non si è affatto sicuri di cosa ci sarà domani. Quindi, sapere dove andare e cosa fare non sarà una priorità, l’importante è la direzione in cui si viaggia, ovvero in avanti (metaforicamente parlando) verso il progresso, allontanandoci dagli sbagli che inevitabilmente abbiamo commesso per arrivare dove siamo oggi senza recriminazioni:

22 Non sopravviene sventura né alla Terra né a voi stessi, che già non sia scritta nel Libro prima ancora che [Noi] la produciamo; in verità ciò è facile per DIO.
23. E ciò affinché non abbiate a disperarvi per quello che vi è sfuggito e non esultiate per ciò che vi è stato concesso. DIO [ALLAH] non ama i superbi vanagloriosi
(Corano 57, 22-23)

Quando non siamo certi di quale sia la Sua volontà per noi, abbiamo sempre la preghiera, che è meditazione, ricordo e ringraziamento. DIO vuole che facciamo qualcosa, ognuno di noi conosce qual’è la cosa giusta da fare e quella da non fare, ovvero quello che per noi è il male. Se siamo onesti con noi stessi scopriremo che il nostro problema spesso non è che non sappiamo cosa DIO vuole che facciamo ma è che non vogliamo fare quello che DIO vuole che facciamo.

 


Referenze

  • “Inshallah”, cosa significa e la sua origine, QUOTIDIANO.NET, 1º ottobre 2016. URL consultato il 17 settembre 2018 (archiviato il 22 dicembre 2017).
  • Traduzione da Il Corano, a cura di Hamza Roberto Piccardo, Newton Compton Editori.
  • Traduzione da Il Corano, a cura di Alessandro Bausani, Biblioteca Universale Rizzoli.
  • Rebecca Clifta1; Fadi Helania2. “Language in Society – Inshallah: Religious invocations in Arabic topic transition – Cambridge Journals Online”. Journals.cambridge.org. Retrieved 2016-07-07.
  • Abdur Rashid Siddiqui (2015-12-10), Qur’anic Keywords: A Reference Guide, Kube Publishing Ltd., ISBN 9780860376767
  • John L. Esposito, ed. (2014). “Insha Allah”. The Oxford Dictionary of Islam. Oxford: Oxford University Press. doi:10.1093/acref/9780195125580.001.0001. ISBN 9780195125580.

 

Let's stay connected...
Tu puoi fare cose che io non posso fare e anche io posso fare cose che tu non puoi fare, ma insieme possiamo fare grandi cose.