Non risultano altre traduzioni collegate a questa pagina.
I Nomi di DIO
ASH · Studio per argomento
I Nomi di DIO
Molti nomi, titoli e invocazioni; un solo DIO. Studiare il Nome significa imparare a riconoscere la Sua presenza, rispettare la Sua santità e custodire la verità nelle nostre parole.
NomeLa rivelazione di YHWH e la risposta a Mosè.
AttributiAltissimo, Onnipotente, Santo: parole che orientano la conoscenza.
RelazioneInvocare il Padre con fiducia, riverenza e responsabilità.
La Bibbia parla frequentemente del Nome di DIO al singolare, come in Esodo 20,7 e Salmo 8,1. Al tempo stesso impiega molte designazioni del Creatore: alcune sono nomi propri, altre titoli, attributi o espressioni di relazione. Questa pluralità di parole non implica una pluralità di divinità: rivela diversi aspetti del modo in cui l’essere umano riconosce e invoca l’Unico DIO.
Fra le designazioni delle Scritture ebraiche troviamo YHWH, El Elyon ed El Shaddai, insieme a El, Eloah, Elohim e Adonai. Nelle Scritture cristiane ricorrono Theos, Kyrios e Patēr (πατήρ, Padre). È importante distinguere il Nome personale dal titolo: “Padre”, “Signore” e “Altissimo” non svolgono esattamente la stessa funzione di YHWH.
Il rispetto del Nome appartiene ai Dieci Comandamenti. Non riguarda soltanto la pronuncia: coinvolge la verità dei giuramenti, il rifiuto della manipolazione religiosa e la coerenza fra ciò che professiamo e ciò che facciamo. Invocare DIO per legittimare una menzogna significa tradire proprio il Nome che si pretende di onorare.
Nella tradizione ebraica il Tetragramma viene trattato con particolare riverenza; nella lettura è normalmente sostituito da Adonai e nel discorso ordinario si usa spesso HaShem, “il Nome”. Il legame con il Sommo Sacerdote e Yom Kippur resta fondamentale, ma va precisato: non una sola pronuncia in quel giorno. Il Talmud, Yoma 39b, ne ricorda dieci durante il servizio; le pratiche del Tempio richiedono inoltre una distinzione storica fra contesti ed epoche.
I Nomi e i titoli: una guida alla lettura
Conserviamo tutte le sette voci dell’elenco originario e le altre designazioni menzionate nell’introduzione. L’elenco non va però identificato senza precisazioni con la classificazione rabbinica dei sette Nomi non cancellabili: Maimonide, in Yesodei ha-Torah 6,2, distingue una serie che comprende anche El. La cura degli scribi per i Nomi sacri rimane il punto essenziale.
Nome o titolo
Forma originale
Traslitterazione
Significato e precisazioni
ELOHA / Eloah
אֱלוֹהַּ
ʾEloah
Designazione singolare di DIO; “Eloha” è una variante di traslitterazione.
ELOHIM
אֱלֹהִים
ʾElohim
Forma morfologicamente plurale, frequentemente con accordo singolare quando indica il DIO d’Israele; in altri contesti indica dèi. Il contesto decide il significato.
ADONAI
אֲדֹנָי
ʾAdonai
Titolo reso “Signore”, con morfologia plurale onorifica e suffisso possessivo; nella lettura ebraica sostituisce il Tetragramma. Non va ridotto senza spiegazione a un comune singolare “mio signore”.
Ehyeh Asher Ehyeh
אֶהְיֶה אֲשֶׁר אֶהְיֶה
ʾEhyeh ʾasher ʾehyeh
Autorivelazione di Esodo 3,14: “Io sono colui che sono” oppure “Io sarò chi sarò”.
YHWH
יהוה
YHWH
Il Tetragramma, composto dalle quattro lettere yod, he, waw e he. È conservato senza proporne una pronuncia liturgica.
El Shaddai
אֵל שַׁדַּי
ʾEl Shaddai
Tradizionalmente “DIO Onnipotente”; l’etimologia di Shaddai è discussa e non coincide con una traduzione letterale certa di “onnipotente”.
YHWH Tzevaot
יהוה צְבָאוֹת
YHWH Tsevaʾot
“YHWH degli eserciti”. Sabaoth è una forma tradizionale passata attraverso il greco e il latino; si veda 1 Samuele 4,4.
El Elyon
אֵל עֶלְיוֹן
ʾEl ʿElyon
“DIO Altissimo”: un titolo che proclama la Sua supremazia.
Theos
θεός
Theos
Il termine greco per “DIO”; non è una trascrizione del Tetragramma.
Kyrios
κύριος
Kyrios
“Signore”: titolo il cui referente va riconosciuto dal contesto; nelle traduzioni greche delle Scritture è usato anche per il Nome divino.
Patēr / Abbà
πατήρ / אַבָּא
Patēr / ʾAbba
“Padre” in greco e in aramaico. Romani 8,15 conserva entrambe le forme, esprimendo la relazione filiale nella preghiera.
Ehyeh Asher Ehyeh
La formula אֶהְיֶה אֲשֶׁר אֶהְיֶה, ʾEhyeh ʾasher ʾehyeh, viene tradizionalmente resa “Io sono colui che sono”. È possibile anche “Io sarò chi sarò”. Il verbo hayah significa “essere, divenire, accadere”; ehyeh è una forma della prima persona singolare del cosiddetto imperfetto ebraico, non una forma che significhi automaticamente passato, presente e futuro insieme.
Le letture “Io sono colui che c’era, che c’è e che ci sarà”, “Io sono colui che è sempre presente” e “Io ci sono” conservano valore come meditazioni teologiche sulla presenza e sull’eternità di DIO. La tradizione mistica può riconoscervi Colui che non nasce, non muta e non muore. Tali sviluppi vanno però distinti dalla traduzione grammaticale: il testo non riduce DIO a una definizione e mantiene aperta la promessa della Sua presenza.
Passaggi delle Sacre Scritture
Ogni versetto è riportato per intero in una riga distinta. La colonna tradizionale usa la Riveduta; la resa di studio è una traduzione editoriale distinta, non un duplicato. L’ebraico segue il testo masoretico; il greco segue SBLGNT. La traslitterazione è un ausilio semplificato, non una guida alla pronuncia liturgica; YHWH resta non vocalizzato. Le righe sono parallele per versetto, non un’analisi parola per parola. Nei Salmi, 8,1; 20,7–8 e 61,8 corrispondono rispettivamente a 8,2; 20,8–9 e 61,9 nella numerazione ebraica.
DIO disse ancora a Mosè: "Dirai così ai figliuoli d’Israele: L’Eterno, DIO de’ vostri padri, DIO d’Abrahamo, DIO d’Isacco e DIO di Giacobbe mi ha mandato da voi. Tale è il mio nome in perpetuo, tale la mia designazione per tutte le generazioni.
DIO disse ancora a Mosè: Così dirai ai figli d’Israele: YHWH, il DIO dei vostri padri, il DIO di Abramo, il DIO di Isacco e il DIO di Giacobbe, mi ha mandato a voi. Questo è il Mio Nome per sempre e questo il Mio memoriale di generazione in generazione.
Non usare il nome dell’Eterno, ch’è DIO tuo, in vano; perché l’Eterno non terrà per innocente chi avrà usato il suo nome in vano.
Non porterai il Nome di YHWH tuo DIO per la falsità, perché YHWH non lascerà impunito chi porta il Suo Nome per la falsità.
Il testo dice che DIO non lascia impunito chi abusa del Nome. La precedente formulazione “non riterrà colpevole” invertiva il senso del comandamento ed è qui corretta.
E l’uno gridava all’altro e diceva: Santo, santo, santo è l’Eterno degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria!
E uno chiamava l’altro e diceva: Santo, santo, santo è YHWH degli eserciti; la pienezza di tutta la terra è la Sua gloria.
La designazione “Tre volte Santo” deriva dall’acclamazione “Santo, santo, santo”. Apocalisse 4,8 riprende questo linguaggio liturgico; il suo testo completo è riportato più avanti.
io formo la luce, creo le tenebre, do il benessere, creo l’avversità; io, l’Eterno, son quegli che fa tutte queste cose.
Colui che forma la luce e crea le tenebre, che fa la pace e crea la calamità: Io, YHWH, faccio tutte queste cose.
Il versetto 7 contrappone luce e tenebre, shalom e raʿ. Qui shalom indica pace e benessere, mentre raʿ può indicare sventura o calamità. “Creo il male”, presente nelle traduzioni tradizionali, non va automaticamente interpretato come approvazione divina della malvagità morale.
vayoʾmer lo maleʾakhe YHWH lamah zeh tisheʾal lishemiy vehuʾ-feliʾy
E l’angelo dell’Eterno gli rispose: "Perché mi chiedi il mio nome? esso è maraviglioso".
L’angelo di YHWH gli disse: Perché mai chiedi il mio nome, mentre esso è meraviglioso?
Chi risponde è l’angelo di YHWH, non una voce esplicitamente identificata in questo versetto come DIO stesso. “Meraviglioso” può essere inteso come straordinario, oltre la comprensione; le identificazioni teologiche del messaggero richiedono ulteriore interpretazione.
poreuthentes oun mathēteusate panta ta ethnē, baptizontes autous eis to onoma tou patros kai tou yhiou kai tou hagiou pneumatos,
Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo,
Andando dunque, fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
La formula battesimale è presentata integralmente nel suo contesto cristiano. La pluralità delle persone nominate non autorizza a cancellare né a riscrivere il testo per uniformarlo alle altre tradizioni.
Chi è salito in cielo e n’è disceso? Chi ha raccolto il vento nel suo pugno? Chi ha racchiuse l’acque nella sua veste? Chi ha stabilito tutti i confini della terra? Qual è il suo nome e il nome del suo figlio? Lo sai tu?
Chi è salito ai cieli ed è disceso? Chi ha raccolto il vento nei suoi pugni? Chi ha avvolto le acque in una veste? Chi ha stabilito tutti i confini della terra? Qual è il suo nome e qual è il nome di suo figlio, se lo sai?
Agur: sapienza e interpretazione cristiana
Dopo aver interrogato il lettore sul mondo naturale, Agur mette in discussione la pretesa umana di padroneggiare la conoscenza spirituale. Le domande sul nome e sul figlio invitano all’umiltà: conoscere la natura e il carattere di DIO non equivale a possederne il mistero. La conoscenza dipende dalla Sua rivelazione, non dalla nostra autosufficienza.
Il commento cristiano della pagina legge nel “figlio” un richiamo al Figlio di DIO e si domanda fino a che punto Agur abbia anticipato profeticamente il Messia, Gesù Cristo. Questa lettura è conservata come interpretazione cristologica: il credente cristiano vi può riconoscere Colui che discende dall’alto per testimoniare la verità, in relazione a Giovanni 3,31–33.
Occorre tuttavia distinguere questa ricezione teologica da un’affermazione storica certa sulle conoscenze di Agur. Il versetto non nomina Gesù e non dimostra, da solo, che Agur professasse una dottrina cristiana della figliolanza divina. Nelle letture ebraiche il passo resta nel quadro della sapienza, dei limiti umani e della rivelazione. DIO è la risposta teologica alle domande sul governo del creato; l’identificazione del “figlio” richiede invece interpretazione e non è condivisa allo stesso modo dalle diverse tradizioni.
ou gar elabete pneuma douleias palin eis phobon, alla elabete pneuma yhiothesias en hō krazomen· abba ho patēr·
Poiché voi non avete ricevuto lo spirito di servitù per ricader nella paura; ma avete ricevuto lo spirito d’adozione, per il quale gridiamo: Abba! Padre!
Infatti non avete ricevuto uno spirito di schiavitù di nuovo per la paura, ma avete ricevuto uno spirito di adozione, nel quale gridiamo: Abbà, Padre!
E Mosè disse a DIO: "Ecco, quando sarò andato dai figliuoli d’Israele e avrò detto loro: DIO de’ vostri padri m’ha mandato da voi, se essi mi dicono: Qual è il suo nome? che risponderò loro?"
Mosè disse a DIO: Ecco, io vengo ai figli d’Israele e dico loro: Il DIO dei vostri padri mi ha mandato a voi. Se mi dicono: Qual è il Suo Nome?, che cosa dirò loro?
DIO disse ancora a Mosè: "Dirai così ai figliuoli d’Israele: L’Eterno, DIO de’ vostri padri, DIO d’Abrahamo, DIO d’Isacco e DIO di Giacobbe mi ha mandato da voi. Tale è il mio nome in perpetuo, tale la mia designazione per tutte le generazioni.
DIO disse ancora a Mosè: Così dirai ai figli d’Israele: YHWH, il DIO dei vostri padri, il DIO di Abramo, il DIO di Isacco e il DIO di Giacobbe, mi ha mandato a voi. Questo è il Mio Nome per sempre e questo il Mio memoriale di generazione in generazione.
Il racconto è riproposto integralmente, come nella pagina originale, affinché la domanda di Mosè, la risposta Ehyeh e la rivelazione del Nome YHWH restino leggibili insieme. I versetti 14 e 15 non sono omessi perché già citati sopra.
Riferimenti di contesto, sviluppati integralmente
Anche i riferimenti già presenti nell’introduzione e nei commenti della pagina originale sono qui sviluppati per intero, senza lasciarli come semplici rimandi.
Al Capo de’ musici. Sulla Ghittea. Salmo di Davide. O Eterno, Signor nostro, quant’è magnifico il tuo nome in tutta la terra! O Tu che hai posta la tua maestà nei cieli.
YHWH, nostro Signore, quanto è maestoso il Tuo Nome su tutta la terra! Tu hai posto la Tua magnificenza sopra i cieli.
Il popolo quindi mandò gente a Sciloh, e di la fu portata l’arca del patto dell’Eterno degli eserciti, il quale sta fra i cherubini; e i due figliuoli di Eli, Hofni e Fineas, erano là, con l’arca del patto di DIO.
Il popolo mandò a Silo e di là portarono l’arca dell’alleanza di YHWH degli eserciti, che siede sui cherubini; e là, con l’arca dell’alleanza di DIO, erano i due figli di Eli, Ofni e Fineas.
ho anōthen erchomenos epanō pantōn estin. ho ōn ek tēs gēs ek tēs gēs estin kai ek tēs gēs lalei· ho ek tou ouranou erchomenos epanō pantōn estin·
Colui che vien dall’alto è sopra tutti; colui che vien dalla terra è della terra e parla com’essendo della terra; colui che vien dal cielo è sopra tutti.
Colui che viene dall’alto è sopra tutti; colui che è dalla terra è dalla terra e parla dalla terra. Colui che viene dal cielo è sopra tutti.
kai ta tessara zōa, hen kath’ hen autōn echōn ana pterygas hex, kyklothen kai esōthen gemousin ophthalmōn· kai anapausin ouk echousin hēmeras kai nyktos legontes· hagios hagios hagios kyrios, ho theos, ho pantokratōr, ho ēn kai ho ōn kai ho erchomenos.
E le quattro creature viventi avevano ognuna sei ali, ed eran piene d’occhi all’intorno e di dentro, e non restavan mai, giorno e notte, di dire: Santo, santo, santo è il Signore DIO, l’Onnipotente, che era, che è, e che viene.
E i quattro esseri viventi, ciascuno di essi con sei ali, sono pieni di occhi intorno e dentro; e non hanno riposo giorno e notte, dicendo: Santo, santo, santo, Signore DIO Onnipotente, Colui che era e che è e che viene.
Conoscere il Nome, onorarlo nella vita
La conoscenza dei Nomi di DIO non è possesso del Suo mistero. YHWH, Elohim, El Shaddai, Signore e Padre invitano a una relazione che unisce riverenza, fiducia e responsabilità. Il Nome non è una formula per esercitare potere: è una chiamata a vivere nella verità. Onorarlo significa custodire le parole, adempiere le promesse e non separare mai la preghiera dalla giustizia.
Collegamenti conservati dalla pagina originale
I collegamenti sono conservati con le loro destinazioni originali; alcuni portano a pagine italiane.
Utilizziamo i cookie per arricchire il tuo percorso attraverso il nostro tesoro di saggezza e intuizioni. Memorizzando le tue preferenze e le visite ripetute, miriamo a offrirti un'esperienza più personalizzata e profonda. Scegliendo “Accetta”, accogli l'uso di TUTTI i cookie in conformità con la nostra ricerca spirituale e intellettuale
Questo sito web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza durante la navigazione nel sito. Di questi, i cookie classificati come necessari sono memorizzati sul suo browser in quanto sono essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito web. Utilizziamo anche cookie di terze parti che ci aiutano ad analizzare e capire come utilizzi questo sito web. Questi cookie vengono memorizzati nel suo browser solo con il suo consenso. Avete anche la possibilità di rinunciare a questi cookie. Ma l'opt-out di alcuni di questi cookie può influenzare la tua esperienza di navigazione.
I cookie di performance sono utilizzati per capire e analizzare gli indici di performance chiave del sito web che aiuta a fornire una migliore esperienza utente per i visitatori.
I cookie analitici sono utilizzati per capire come i visitatori interagiscono con il sito web. Questi cookie aiutano a fornire informazioni sulle metriche del numero di visitatori, la frequenza di rimbalzo, la fonte del traffico, ecc.
I cookie necessari sono assolutamente essenziali per il corretto funzionamento del sito web. Questa categoria comprende solo i cookie che assicurano le funzionalità di base e le caratteristiche di sicurezza del sito web. Questi cookie non memorizzano alcuna informazione personale.
Scroll Up
Studi, pace, unità
Resta Connesso!
Unisciti alla nostra comunità di studio inserendo il tuo indirizzo email: aggiornamenti, riflessioni e percorsi verso la pace.