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Orfani, Vedove e Forestieri
Studio per argomento
Orfani, vedove e forestieri
Nelle Sacre Scritture la cura di chi è privo di protezione familiare, economica o sociale non è un gesto marginale: è una prova concreta della giustizia, della misericordia e della fedeltà della comunità davanti a DIO.
Rendere giustiziaDifendere diritti, eredità e dignità di chi non dispone di potere o rappresentanza.
Condividere i beniLasciare spazio reale nel raccolto, nella casa e nelle risorse comuni.
RicordareLa memoria della propria fragilità impedisce di trasformare lo straniero in un nemico.
DIO raccomanda con particolare insistenza di avere riguardo per vedove, orfani e forestieri perché, nel mondo antico, queste persone potevano trovarsi senza una rete stabile di tutela, sostentamento e rappresentanza legale. Il comando biblico non nasce da un sentimento paternalistico, ma dalla giustizia: il diritto del vulnerabile non deve dipendere dalla sua forza, dal denaro o dall’appartenenza al gruppo dominante.
La pagina originale ricordava anche la responsabilità della comunità verso le famiglie rimaste prive di un marito o di un padre, specialmente quando un uomo moriva in guerra o servendo la propria comunità. Questo principio va però letto nella sua portata più ampia: le Scritture non limitano la protezione alle famiglie dei combattenti, ma la estendono a ogni vedova, orfano, povero, viandante e residente straniero. La dignità non è una ricompensa per il merito del defunto; è un dovere di giustizia verso chi vive.
«Il SIGNORE protegge i forestieri, sostiene l’orfano e la vedova» — Salmo 146, 9
La Torah trasforma questa cura in norme verificabili: divieto di oppressione, imparzialità nei tribunali, protezione dei pegni, decime comunitarie e diritto a raccogliere ciò che resta nei campi. I Profeti denunciano poi una religiosità che conserva cerimonie e parole devote, ma lascia senza difesa l’orfano e senza ascolto la vedova.
Nelle Scritture cristiane l’ospitalità verso lo straniero diventa incontro con Cristo stesso; l’assistenza a vedove e orfani è definita culto puro. Il Corano unisce l’adorazione di DIO alla bontà verso orfani, poveri, vicini e viandanti, e condanna chi respinge l’orfano o non incoraggia a nutrire il bisognoso.
Le colonne “originale” e “traslitterazione” riportano il testo integrale nei passi brevi e il nucleo linguistico centrale nei brani più estesi; la traduzione canonica conserva l’intero contenuto citato nella pagina precedente.
Ve-khi yagur ittekha ger be-artzekhem, lo tonu oto. Ke-ezraḥ mikkem yihyeh lakhem ha-ger ha-gar ittekhem; ve-ahavta lo kamokha.
Quando un forestiero dimorerà presso di voi nella vostra terra, non lo opprimerete. Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu lo amerai come te stesso, perché anche voi foste forestieri in Egitto.
Quando soggiornerà con te un residente straniero, non lo maltratterete. Sarà per voi come un nativo; amerai lui come te stesso.
Ciò che la terra produrrà durante il suo riposo servirà di nutrimento a te, al tuo servo, alla tua serva, all’operaio e al forestiero che soggiorna presso di te.
Il sabato della terra sarà per voi come cibo: per te, per i tuoi servi, per il salariato e per il residente che soggiorna con te.
ʿOseh mishpat yatom ve-almanah, ve-ohev ger latet lo leḥem ve-simlah. Va-ahavtem et-ha-ger, ki-gerim heyitem be-eretz Mitzrayim.
Il SIGNORE rende giustizia all’orfano e alla vedova, ama il forestiero e gli dà pane e vestito. Amate dunque il forestiero, perché anche voi foste forestieri nel paese d’Egitto.
Egli fa giustizia all’orfano e alla vedova e ama il residente straniero, dandogli pane e veste. Amerete il residente straniero.
Verranno il levita, il forestiero, l’orfano e la vedova che sono nelle tue città; mangeranno e si sazieranno, affinché il SIGNORE tuo DIO ti benedica in ogni opera delle tue mani.
Verranno il levita, il residente straniero, l’orfano e la vedova nelle tue porte; mangeranno e saranno saziati.
Lo tatteh mishpat ger yatom, ve-lo taḥavol beged almanah ... la-ger la-yatom ve-la-almanah yihyeh.
Non lederai il diritto del forestiero e dell’orfano e non prenderai in pegno la veste della vedova. Ricordati che sei stato schiavo in Egitto. Quando mieterai e dimenticherai un covone, non tornerai a prenderlo: sarà per il forestiero, per l’orfano e per la vedova. Così pure nella raccolta delle olive e dell’uva lascerai loro quanto rimane.
Non piegherai il giudizio del residente straniero e dell’orfano; non prenderai in pegno la veste della vedova. Ciò che resta sarà per il residente straniero, l’orfano e la vedova.
Liberavo il povero che gridava e l’orfano che non aveva chi lo aiutasse. La benedizione di chi stava per perire veniva su di me e facevo esultare il cuore della vedova.
Salvavo l’afflitto che invocava aiuto e l’orfano senza soccorritore; facevo cantare di gioia il cuore della vedova.
16 Lavatevi, purificatevi, togliete il male delle vostre azioni dalla Mia vista. Cessate di fare il male, 17 imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova. 18 «Su, venite e discutiamo», dice il SIGNORE. «Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve; se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. 19 Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra. 20 Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada, perché la bocca del SIGNORE ha parlato». 21 Come mai è diventata una prostituta la città fedele? Era piena di rettitudine, la giustizia vi dimorava; ora invece è piena di assassini! 22 Il tuo argento è diventato scoria, il tuo vino migliore è diluito con acqua. 23 I tuoi capi sono ribelli e complici di ladri; tutti sono bramosi di regali, ricercano mance, non rendono giustizia all’orfano e la causa della vedova fino a loro non giunge.
Lavatevi e rendetevi puri; imparate a fare il bene, cercate il giudizio, correggete l’oppressore, giudicate per l’orfano e contendete per la vedova. I vostri capi non giudicano l’orfano e la causa della vedova non arriva davanti a loro.
Shamnu, ʿashtu ... din lo-danu, din yatom ve-yatzliḥu; u-mishpat evyonim lo shafatu.
28 Sono grassi e pingui, oltrepassano i limiti del male; non difendono la giustizia, non si curano della causa dell’orfano, non fanno giustizia ai poveri. 29 Non dovrei forse punire queste colpe? Oracolo del SIGNORE. Di un popolo come questo non dovrei vendicarmi? 30 Cose spaventose e orribili avvengono nel paese. 31 I profeti predicono in nome della menzogna e i sacerdoti governano al loro cenno; eppure il Mio popolo è contento di questo. Che farete quando verrà la fine?
Sono ingrassati e splendono; hanno superato le parole del male. Non giudicano il giudizio dell’orfano e non giudicano la causa dei bisognosi.
Ki im-heitev teitivu et-darkheikhem ... ger yatom ve-almanah lo taʿashoqqu ... ve-shikkanti etkhem ba-maqom ha-zeh.
Se davvero cambierete le vostre vie e le vostre azioni, se praticherete la giustizia gli uni verso gli altri, se non opprimerete il forestiero, l’orfano e la vedova e non spargerete sangue innocente, allora vi farò abitare in questo luogo.
Se rendendo buone renderete buone le vostre vie, se non opprimerete residente straniero, orfano e vedova, allora vi farò dimorare in questo luogo.
Mishpat emet shefotu; ve-ḥesed ve-raḥamim ʿasu ish et-aḥiv. Ve-almanah ve-yatom, ger ve-ʿani al-taʿashoqqu.
Praticate una giustizia vera, usate bontà e misericordia gli uni verso gli altri. Non opprimete la vedova, l’orfano, il forestiero e il povero; nessuno trami nel cuore il male contro il proprio fratello.
Giudicate un giudizio di verità e fate benevolenza e compassioni; vedova, orfano, residente straniero e povero non opprimete.
II Maccabei 3, 10
Riferimento
Greco originale
Traslitterazione
Traduzione canonica
Traduzione letterale
II Maccabei 3, 10
διὰ τὸ χηρῶν τε καὶ ὀρφανῶν εἶναι τὰ μὲν
Dia to kheron te kai orphanon einai ta men.
Il sommo sacerdote gli spiegò che una parte dei depositi apparteneva alle vedove e agli orfani.
Poiché alcune delle somme erano di vedove e di orfani.
Xenos emen kai synegagete me ... eph’ hoson epoiesate heni touton ton adelphon mou ton elakhiston, emoi epoiesate.
35 Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37 Allora i giusti gli risponderanno: «Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?». 40 Rispondendo, il re dirà loro: «In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi Miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a Me».
Ero straniero e Mi avete raccolto con voi. Quanto avete fatto a uno di questi Miei fratelli, i più piccoli, lo avete fatto a Me.
Oukh hoi deka ekatharisthesan? Hoi de ennea pou? Oukh heurethesan hypostrepsantes dounai doxan to Theo ei me ho allogenes houtos?
Non sono forse stati guariti tutti e dieci? Dove sono gli altri nove? Non si è trovato chi tornasse a rendere gloria a DIO, all’infuori di questo straniero?
I dieci non furono purificati? I nove dove sono? Non furono trovati, tornando, a dare gloria a DIO, se non questo straniero.
1 Timoteo 5, 3-8
Riferimento
Greco originale
Traslitterazione
Traduzione canonica
Traduzione letterale
1 Timoteo 5, 3-8
Χήρας τίμα τὰς ὄντως χήρας ... εἰ δέ τις τῶν ἰδίων καὶ μάλιστα οἰκείων οὐ προνοεῖ, τὴν πίστιν ἤρνηται
Kheras tima tas ontos kheras ... ei de tis ton idion kai malista oikeion ou pronoei, ten pistin ernetai.
Onora le vedove che sono veramente vedove. Se una vedova ha figli o nipoti, questi imparino prima a praticare la pietà verso la propria famiglia e a rendere il contraccambio ai genitori. Chi non provvede ai suoi, soprattutto a quelli di casa, ha rinnegato la fede ed è peggiore di un non credente.
Onora le vedove realmente sole. Se qualcuno non ha cura dei propri, e specialmente dei familiari, ha negato la fede.
Adorate DIO e non associateGli alcunché. Agite con benevolenza verso i genitori, i parenti, gli orfani, i poveri, il vicino prossimo e quello lontano, il compagno, il viandante e coloro di cui avete responsabilità.
Servite DIO senza associarGli nulla; fate il bene a genitori, parenti, orfani, bisognosi, vicini e figlio della via.
DIO vi istruisce riguardo alle donne rimaste orfane, alle quali non date ciò che è stato prescritto, e riguardo ai bambini vulnerabili: dovete agire con equità verso gli orfani. Qualunque bene facciate, DIO lo conosce.
Ciò che vi è recitato nel Libro riguarda le orfane; dovete stare saldi per gli orfani con equità.
Hai visto colui che nega il Giudizio? È quello che respinge l’orfano e non incoraggia a nutrire il povero.
Hai visto chi smentisce il Rendiconto? È lui che scaccia l’orfano e non sollecita il nutrimento del bisognoso.
La giustizia si misura ai margini
Il filo comune delle tradizioni abramitiche è inequivocabile: la fede in DIO diventa credibile quando produce protezione, ascolto, nutrimento, ospitalità e diritto. Orfani, vedove e forestieri non sono figure decorative della pietà, ma persone davanti alle quali ogni società rivela che cosa considera davvero sacro. Ricordare di essere stati noi stessi fragili, dipendenti o stranieri apre la strada a una comunità nella quale nessuno è invisibile.
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