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1984
George Orwell · Nineteen Eighty-Four
Linguaggio, memoria e libertà di pensiero: un percorso nel romanzo di Orwell, tra il potere del Partito e la coscienza di Winston Smith.

1984 (Nineteen Eighty-Four) è uno dei più celebri romanzi di George Orwell, pubblicato nel 1949 e completato nel 1948, dopo una stesura avviata negli anni precedenti (secondo una diffusa ipotesi, il titolo deriverebbe dall’inversione delle ultime due cifre del 1948).
Leggere 1984 significa interrogarsi su ciò che rende possibile una vita interiore: le parole per nominare un’esperienza, i ricordi per riconoscere una menzogna, i legami attraverso cui una persona si sente compresa.
Questa guida accompagna la lettura con l’ambientazione, la trama, il contesto storico e i passaggi significativi selezionati da ASH.
- Autore
- George Orwell
- Prima pubblicazione
- 1949
- Genere
- Romanzo distopico
- Lingua originale
- Inglese
Ambientazione
Il Partito e la sorveglianza
In un futuro prossimo rispetto all’epoca in cui Orwell scrive (l’anno 1984) la Terra è divisa in tre grandi potenze totalitarie, Oceania, Eurasia ed Estasia, impegnate in una perenne guerra tra loro, il cui scopo principale è mantenere il controllo totale sulla società. In Oceania, la sede dei vari ministeri (Ministero della Pace, che presiede alla guerra, dell’Amore, che presiede alla sicurezza, della Verità, che presiede alla propaganda e al revisionismo storico, e dell’Abbondanza, che presiede all’economia) è Londra, facente parte della provincia di Pista Uno.
La società è amministrata secondo i principi del Socing (nell’originale inglese, “IngSoc”), il Socialismo Inglese, l’ideologia del Partito, ed è governata da un onnipotente partito unico con a capo il Grande Fratello, un personaggio che nessuno ha mai visto di persona (ma che appare in manifesti affissi dappertutto) e che tiene costantemente sotto controllo la vita di tutti i cittadini (la sua descrizione fisica ricorda Josif Stalin, Adolf Hitler e Lord Kitchener). Il totalitarismo del Grande Fratello sviluppa caratteristiche dell’Unione Sovietica di Stalin e della Germania preconizzata dai nazisti.
Il potere è nelle mani di un partito unico, detto semplicemente il Partito, a sua volta diviso in Partito Interno (che comprende leader e amministratori) e Partito Esterno (formato da burocrati, impiegati e funzionari subalterni). I suoi occhi sono i teleschermi, televisori forniti di telecamera, installati per legge in ogni abitazione dei membri del Socing e che i membri del Partito Esterno non possono spegnere, ma al massimo possono attenuarne il volume dell’audio.
Questi televisori-telecamere, presenti ovunque, oltre a diffondere propaganda 24 ore su 24, spiano la vita di qualunque membro del Socing, annullando di fatto ogni possibile forma di privacy: in questo modo, il governo può osservare facilmente qualsiasi forma di comportamento, anche inconsapevole, che riveli che un individuo abbia pensieri contrari all’ortodossia del Partito. Tale meccanismo di osservazione è portato avanti continuamente, e su ogni singolo membro del Partito.
Il Partito si serve del Minamor (“Miniluv”), ovvero il Ministero dell’Amore, la cui funzione è di controllare i membri del partito e di convertire i dissidenti alla sua ideologia, ed è dotato di una polizia politica, la psicopolizia, che interviene in ogni situazione sospetta di eterodossia e di deviazionismo. Al di sotto del partito unico stanno i Prolet, che non hanno alcun potere né privilegio, svolgono i lavori pesanti in cambio del minimo di sussistenza, ma hanno il vantaggio di non essere controllati se non in modo indiretto, tramite la tecnica del Panem et circenses.
Colui che viene presentato come il capo dei dissidenti, Emmanuel Goldstein, è ritratto nei manifesti propagandistici con lineamenti ebraici e barbetta caprina, e diventa il catalizzatore della rabbia degli oceaniani, cui anche il sesso viene “fortemente disincentivato” esattamente come il libero pensiero, tanto che per gli iscritti al partito unico mettere al mondo figli diventa “il nostro dovere verso il Partito”, e la famiglia stessa diventa un mero strumento di controllo, tant’è che i bambini vengono incoraggiati a osservare i genitori e a riferire al governo ogni loro possibile comportamento ostile al Partito.
Ovunque nella città sono appesi grandi manifesti di propaganda che ritraggono il Grande Fratello, con la didascalia Il Grande Fratello ti guarda, e gli slogan del partito: «la guerra è pace», «la libertà è schiavitù», «l’ignoranza è forza». I membri del Socing vivono in alloggi assegnati dal Partito, spesso fatiscenti, e i prolet (ovvero il Proletariato) abitano nei quartieri popolari della città.
Bipensiero, neolingua e controllo della memoria
L’unica forma di pensiero ammissibile in Oceania è il Bipensiero (“Doublethink”), ispirato al materialismo dialettico leninista. Come recitano alcuni slogan del partito, “la menzogna diventa verità e passa alla storia”, “Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”.
La lingua che si parla in Oceania va trasformandosi conseguentemente in Neolingua (“Newspeak”), un nuovo linguaggio in cui sono ammessi solo termini con un significato preciso e privo di possibili sfumature eterodosse, in modo che riducendone il significato ai concetti più elementari si renda impossibile concepire un pensiero critico individuale.
Con la creazione della neolingua il partito censura quindi l’utilizzo di molte parole, convogliando quelle sgradite (come ad esempio “democrazia”) nell’unico termine “psicoreato”: in questo modo diventa impossibile formulare, e a lungo andare anche solo pensare ad un argomento “proibito”. I semplici concetti che renderebbero discutibile l’operato del Partito diventano inesprimibili. La stessa parola “psicoreato” va ben oltre il divieto di esprimersi, ma si spinge appunto a vietare anche solo di pensare in modo divergente dai dettami del governo totalitario del Grande Fratello.
Le scienze umanistiche sono state modificate nel loro contenuto e scopo: i contenuti di libri, giornali, film e documenti vengono riscritti continuamente, espellendo tutto quanto non sia in linea con le idee del momento del Socing: tutti i fatti che rivelino contraddizione o fallibilità del partito vengono periodicamente e sistematicamente cancellati e sostituiti, la storia non esiste più, se non per dare ragione al Partito; ci si aspetta dai membri del Socing e dai Prolet che vi si adeguino, cancellando la memoria dei fatti indesiderati e sostituendoli coi fatti che il Partito vuole che si ricordino.
Così, per esempio, se si ribaltano i fronti e l’Eurasia diventa improvvisamente alleata dopo esservi stati in guerra fino a un momento prima, nessuno deve rilevarne la contraddizione e portare memoria della precedente ostilità, per cui diverrà vero che l’Eurasia è sempre stata alleata dell’Oceania e che non vi è mai stata inimicizia tra i due stati. Tutto viene descritto come una vittoria o un miglioramento: quella che il giorno prima viene riferita come una riduzione (ad esempio di derrate alimentari), ad esempio, il giorno dopo viene riportata nei documenti come un aumento.
Anche la possibilità di produrre liberamente letteratura, per esempio attraverso la scrittura a mano, è repressa: poesie, canzoni e romanzi vengono realizzati automaticamente da complessi macchinari elettromeccanici detti versificatori, in base a schemi predefiniti; anche gli articoli di giornale che Winston “corregge” sono riscritti tramite un apparato, detto parlascrivi, in grado di produrre testo sotto dettatura.
Dovunque sono presenti i cosiddetti buchi della memoria, nei quali tutti i membri del Partito sono invitati a gettare i documenti “non aggiornati”, di fatto non ancora riscritti secondo la verità del momento, per avviarli teoricamente alla distruzione. Tra le tante attività perseguite dal regime rientra quella di tenere un diario, perché non sarebbe aggiornabile dal governo e quindi potenzialmente pericoloso per la “verità”.
Che cosa diventa difficile pensare quando scompaiono le parole per esprimerlo?
Come si può contestare il potere quando vengono riscritte le prove?
Che cosa distingue l’obbedienza esteriore dall’adesione interiore?
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Trama
(EN)« Orthodoxy means not thinking — not needing to think. Orthodoxy is unconsciousness. »
(IT)« L’Ortodossia consiste nel non pensare — nel non aver bisogno di pensare. L’Ortodossia è inconsapevolezza. »
Winston, Julia e il desiderio di libertà
Londra, 1984. Una guerra atomica ha diviso la Terra in tre potenze, in lotta fra loro e governate da regimi totalitari: Oceania, Eurasia ed Estasia. Nel superstato di Oceania, in particolare, la società è controllata da un Partito che basa il suo potere sui principi del Socing, una deformazione totalitaria del socialismo, il cui comandante supremo è il Grande Fratello, misterioso dittatore il cui viso compare nei teleschermi e nei manifesti di propaganda.
Le principali città sono sorvegliate da pattuglie della Psicopolizia, una feroce organizzazione paramilitare poliziesca che ha come obiettivo, attraverso lo spionaggio, di tenere sotto controllo la vita dei cittadini, in particolare dei membri del Partito Esterno, riconoscibili dalle tute azzurre affinché non commettano un qualsiasi “psicoreato”.
Le armate oceaniane, alleate con gli eserciti estasiani, sono inoltre in guerra contro gli eurasiani allo scopo di ottenere il pieno dominio dei loro territori, inviando nei deserti dell’Africa e nell’India meridionale diversi reggimenti di fanteria, di artiglieria e di carri armati.
Il trentanovenne Winston Smith è un impiegato del Partito Esterno che lavora presso gli uffici del Ministero della Verità, incaricato di “correggere” i libri e gli articoli di giornale già pubblicati, modificandoli in modo da rendere riscontrabili e veritiere le previsioni fatte dal Partito. Egli inoltre si occupa di modificare la storia scritta, contribuendo così ad alimentare la fama di infallibilità del Partito stesso, applicare le damnatio memoriae verso dissidenti “mai esistiti” e così via.
Apparentemente Winston è un tipo malleabile, in realtà mal sopporta i condizionamenti del regime e non riesce ad adeguare la propria mente al bipensiero, tanto che comincia a scrivere su di un diario i propri sentimenti di malcontento nei confronti del regime. La sua vita cambia radicalmente quando un giorno, durante i Due Minuti d’Odio al Ministero della Verità diretti contro Emmanuel Goldstein, un oppositore del Grande Fratello, incontra Julia, una ventiseienne che si adatta al Partito Esterno solo per convenienza.
Credendola un’agente della Psicopolizia, l’impiegato comincia a provare un sentimento di puro odio nei suoi confronti, sino a quando non riceve da lei un piccolo foglio di carta con scritto: “Ti amo”. Dopo qualche difficoltà, Winston si innamora di Julia nonostante il regime non voglia relazioni sessuali che non abbiano altro scopo che la procreazione.
Per evitare di essere scoperti durante i loro incontri amorosi, i due amanti, con l’aiuto del signor Charrington, trovano rifugio in una stanza situata nei quartieri riservati al Prolet, ovvero la zona della città meno sorvegliata perché abitata dalla classe operaia semianalfabeta.
Winston e Julia decidono così di collaborare con un’organizzazione clandestina di ribelli, detta la Confraternita (Brotherhood), a cui O’Brien, importante funzionario del Partito Interno nel quale il protagonista vede una figura paterna, dice di appartenere. Così ricevono da lui un libro, Teoria e prassi del collettivismo oligarchico, il manifesto dell’organizzazione, che ne espone le ideologie anti-governative nei confronti del regime.
La prigionia e il finale
Catturati da uno squadrone della Psicopolizia e consegnati separatamente in una prigione del Ministero dell’Amore, Winston e Julia vengono sottoposti a un programma di tortura fisica e psicologica condotta da O’Brien, che in realtà è un ufficiale della stessa Psicopolizia. Nel corso della prigionia Winston, evidentemente refrattario al condizionamento sociopolitico del Socing, subisce una tortura con cui viene portato ad allinearsi al bipensiero, divisa in tre fasi: apprendimento, comprensione, accettazione. Nella prima fase, il dolore è intenso ma Winston resiste e non tradisce Julia.
Nella seconda fase il dolore è insopportabile e l’aspetto fisico di Winston cambia, ma riesce ancora a resistere seppur conscio di rischiare una condanna a morte tramite fucilazione. Nella terza fase Winston viene condotto nella Stanza 101, dove si materializza la fobia più assoluta di ogni condannato: in questo caso in una gabbia, fissata sul suo volto, vengono messi due topi, unici animali che lo terrorizzano anche nei suoi incubi notturni. Di fronte alla minaccia di essere maciullato dai topi, Winston, in preda alla paura più assoluta, tradisce Julia e rinnega i suoi sentimenti anti-governativi.
Dopo un vero e proprio lavaggio del cervello, il tentativo riuscirà perfettamente e Winston finirà per schierarsi dalla parte del Grande Fratello. In un successivo mese di marzo, di anno non precisato, Winston, ormai scarcerato e riabilitato, incontra Julia in un parco, ed entrambi ammettono di essersi traditi l’un l’altro. Qualche tempo dopo, il protagonista si siede da solo nella caffetteria Bar del Castagno dove apprende la notizia della vittoria militare dell’Oceania sugli eserciti eurasiani in Africa.
Il romanzo si chiude con Winston che, guardando con ammirazione un manifesto del Grande Fratello e facendo così intuire al lettore il proprio cambiamento ideologico, immagina il momento della propria esecuzione e il proiettile che gli entra nel cervello. La conclusione mostra la sua resa interiore: ora ama il Grande Fratello.
Il finale. Il proiettile appartiene alla rappresentazione mentale della propria esecuzione. Il romanzo si chiude sull’amore di Winston per il Grande Fratello: la resa della sua coscienza è l’evento decisivo della conclusione.
I tre super-stati
Nel romanzo il mondo viene descritto come suddiviso in tre unità territoriali, dette super-stati:
Oceania, che comprende il Regno Unito, l’Irlanda, le Americhe, l’Australia, la Nuova Zelanda, e la parte centromeridionale dell’Africa, governata con i principi del Socing (nell’originale “IngSoc”), ossia il “Socialismo Inglese”, richiamo deformato al socialismo britannico, da non identificare con il reale Partito Laburista inglese.
Eurasia, che comprende l’Europa (escluso il Regno Unito e l’Irlanda) e la Russia, la sua forma di governo è il Neobolscevismo, nato dalle ceneri del Partito Comunista dell’Unione Sovietica.
Estasia, che comprende la Cina, la Mongolia, il Giappone e la zona settentrionale dell’India e della Birmania. La sua forma di governo è il Culto della morte, noto anche come Annullamento dell’io.
Infine c’è una zona contesa tra le tre potenze, una terra di nessuno che comprende l’Africa centrosettentrionale, i paesi del Medio Oriente, e alcune zone dell’Asia centrale.
Nel libro non viene mai spiegata con precisione la nascita delle tre potenze, ma da informazioni frammentarie all’interno dell’opera si può ricostruire il processo per sommi capi. Negli anni cinquanta, poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, esplose una terza guerra mondiale, con l’utilizzo di ordigni nucleari. In quel difficile periodo Winston (il protagonista) perse anche la madre. La guerra portò alla conquista dell’Impero britannico e dell’America Latina da parte degli Stati Uniti, dell’Europa da parte dell’Unione Sovietica, e l’unificazione dell’Estremo Oriente.
In tutti e tre gli stati, dalle ceneri della guerra nacquero dei regimi totalitari. In particolare, in Oceania si affermò il Socing, con a capo il Grande Fratello. L’unico che gli si oppose (in realtà non è specificato se ciò sia vero, o solo una falsa notizia per ingannare i sovversivi) fu un alto funzionario, Emmanuel Goldstein, che fu esiliato e, da quel momento, considerato in Oceania il nemico pubblico numero uno.
Questa è la storia immaginaria ricostruibile all’interno del romanzo. La manipolazione dei documenti e l’incertezza dei ricordi di Winston impediscono di trattarne ogni dettaglio come un dato sicuro.
Contesto storico e culturale dell’opera
1984 appartiene a quella serie di romanzi come Il mondo nuovo (1932) di Aldous Huxley (che fu insegnante di Orwell e a cui Orwell si ispirerà) che compaiono nell’Europa del Primo e del Secondo Dopoguerra, caratterizzati da un profondo pessimismo, segno di una crisi di valori che colpisce la fiducia della borghesia e degli intellettuali nel positivismo e nelle ideologie da esso derivate, compreso il comunismo. La corrente è definita distopia e nasce in opposizione ai romanzi utopici, come per esempio La città del Sole di Tommaso Campanella o L’Utopia di Tommaso Moro. Fahrenheit 451 di Ray Bradbury (1953) sarà uno dei più famosi epigoni del genere letterario distopico.
Orwell, anarchico passato al socialismo, combattente in Spagna col POUM, fu vittima delle persecuzioni staliniste durante la guerra civile spagnola: da questo evento terribile, che egli considerò un vero e proprio tradimento tra fratelli, perpetrato con grande abilità dialettica (si veda il suo libro Omaggio alla Catalogna), nacque in lui la necessità di combattere ogni forma di totalitarismo, sia quello fascista che quello comunista.
Nel saggio Why I Write (1946), Orwell si descrisse come socialista democratico, e in una lettera del 16 giugno 1949 disse:
« Il mio recente romanzo NON è inteso come un attacco al Socialismo o al Partito Laburista (di cui sono sostenitore), ma come la denuncia delle perversioni … che sono state parzialmente realizzate nel Comunismo e nel Fascismo. »
Orwell scrisse La fattoria degli animali, e quindi 1984, ispirandosi, oltreché alle proprie esperienze e al già citato Huxley, al romanzo distopico russo Noi di Evgenij Ivanovič Zamjatin, pubblicato nel 1924, un primo esempio di accusa alla Russia sovietica leninista fatta da un conterraneo di Lenin, e al romanzo realistico Buio a mezzogiorno del 1940, di Arthur Koestler, romanzo nel quale Koestler, ex iscritto al partito comunista tedesco, svela i metodi di plagio e tortura del comunismo sovietico e dei partiti che ad esso si ispirano.
“1984” è, in effetti, un terribile ed efficace atto d’accusa da parte di Orwell nei confronti della pretesa totalitaria di voler piegare la realtà e le persone ad un fine superiore, che idealmente coincideva con la felicità del popolo, ma alla fine si identificava nell’ubbidienza cieca ai partiti totalitari e ai loro leader.
Palmiro Togliatti, con lo pseudonimo di “Roderigo di Castiglia”, scrisse nel 1950 sulla rivista Rinascita un saggio proprio su 1984, definendolo “un’altra freccia” della Borghesia aggiunta “al proprio arco sgangherato”, pur dovendo convenire, tra le righe, sul carattere di attualità del romanzo. L’intreccio tra teoria politica e finzione romanzesca è rappresentato dalla professione del protagonista, Winston Smith (il cui nome è “Winston” come Winston Churchill e “Smith”, il più comune cognome anglosassone).
Il lavoro di manipolatore delle fonti di Winston è ispirato alle riscritture dei libri sovietici che Stalin ordinava agli intellettuali russi: Stalin, oltre a diventare protagonista di episodi cui non aveva partecipato, risultava inventore del trattore, del cemento armato etc.
Nota sulle fonti. Gli esempi del trattore e del cemento armato riportati nel paragrafo precedente non sono confermati da una fonte primaria in questa revisione. Vanno distinti dall’analisi letteraria della manipolazione del passato; si vedano le note sui riferimenti storici.
Il bipensiero stesso era ispirato al materialismo dialettico leninista e alla realtà dell’Unione Sovietica, nonché alla mentalità dei vari partiti comunisti ad essa legati: la goccia che fece traboccare il vaso, agli occhi di Orwell (vedasi la Fattoria degli animali, la vendita del legname a Frederick), fu quando col Patto Molotov-Ribbentrop del 1939 Adolf Hitler passò per breve tempo da principale nemico del proletariato a stipulare con l’URSS un patto pubblico di non aggressione, accompagnato da protocolli segreti.
La necessità di piegare anche il più infimo membro del Socing è presa dal centralismo democratico: in questa corrente politica ideata da Lenin e accentuata da Stalin il pensiero non ortodosso veniva vissuto come una deviazione, in pratica come una malattia che doveva essere strappata via dal colpevole di deviazionismo, per il suo stesso bene e soprattutto per il bene della società. Anche la subalternità del proletariato al Socing trae origine dall’idea di Lenin che del proletariato e dei suoi moti spontanei non ci si dovesse fidare.
Il nome del grande nemico dell’Oceania, Goldstein, si ispira al vero cognome di Lev Trotzkij, Bronštejn, il nemico numero uno dello stalinismo.
Per approfondire il rapporto fra documenti, autorità e ricostruzione storica, leggi lo studio ASH sulla Donazione di Costantino. Per un diverso sguardo sulla pratica del potere, prosegui con Il Principe di Machiavelli.
Passaggi Significativi
La selezione conserva tutti i brani della pagina italiana, comprese le ripetizioni, le versioni alternative e i testi inglesi affiancati alle traduzioni. Gli estratti rimangono distinti: non formano una trascrizione continua del romanzo.
I rimandi alle parti e ai capitoli aiutano a ritrovare il contesto. Le indicazioni dei traduttori sono mantenute dove comparivano nella pagina originale; le rettifiche sono descritte nelle note editoriali.
Incipit
Incipit: Era una fresca limpida giornata d’aprile e gli orologi segnavano l’una. Winston Smith, col mento sprofondato nel bavero del cappotto per non esporlo al rigore del vento, scivolò lento fra i battenti di vetro dell’ingresso agli Appartamenti della Vittoria, ma non tanto lesto da impedire che una folata di polvere e sabbia entrasse con lui. L’ingresso rimandava odore di cavoli bolliti e di vecchi tappeti sfilacciati. Nel fondo, un cartellone a colori, troppo grande per essere affisso all’interno, era stato inchiodato al muro. Rappresentava una faccia enorme, più larga d’un metro: la faccia d’un uomo di circa quarantacinque anni, con grossi baffi neri e lineamenti rudi ma non sgradevoli.
01Verità e libertà
Al futuro o al passato, a un tempo in cui il pensiero è libero, quando gli uomini sono differenti l’uno dall’altro e non vivono soli… a un tempo in cui esiste la verità e quel che è fatto non può essere disfatto. Dall’età del livellamento, dall’età della solitudine, dall’età del Grande Fratello, dall’età del Bispensiero… tanti saluti! (Winston Smith)
Avrebbero potuto analizzare e mettere su carta, nei minimi particolari, tutto quello che s’era fatto, s’era detto e s’era pensato; ma l’intimità del cuore, il cui lavoro è in gran parte un mistero anche per chi lo possiede, restava imprendibile. (Winston)
Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato. (Winston)
(Who controls the past controls the future. Who controls the present controls the past.)
D’altra parte, non nutrivano per gli eventi pubblici neanche quell’interesse minimo per capire che cosa stava succedendo. L’incapacità di comprendere salvaguardava la loro integrità mentale. Ingoiavano tutto, senza batter ciglio, e ciò che ingoiavano non li faceva soffrire perché non lasciava traccia alcuna, allo stesso modo in cui un chicco di grano passa indigerito attraverso il corpo di un uccello.
“E tu, adesso che mi hai visto come sono veramente, riesci ancora a guardarmi?”
Era un po’ curioso pensare che il cielo era lo stesso per tutti, in Eurasia, in Estasia, e anche lì. E la gente sotto il cielo, anche, era sempre la stessa gente… dovunque, in tutto il mondo, centinaia o migliaia di milioni di individui, tutti uguali, ignari dell’esistenza di altri individui, tenuti separati da mura di odio e di bugie, eppure quasi gli stessi…
Era un solitario fantasma che proclamava una verità che nessuno avrebbe mai udita. Ma per tutto il tempo impiegato a proclamarla, in un qualche misterioso modo la continuità non sarebbe stata interrotta. Non era col farsi udire, ma col resistere alla stupidità che si sarebbe potuto portare innanzi la propria eredità d’uomo.
I libri migliori […] sono proprio quelli che ci dicono quel che già sappiamo.
In filosofia, in religione, in etica e in politica, due e due avrebbero potuto fare cinque, ma fino a che ci si manteneva nell’ambito di disegnare un aeroplano o un fucile dovevano fare quattro.
In fin dei conti, come facciamo a sapere che due più due fa quattro? O che la forza di gravità esiste davvero? O che il passato è immutabile? Che cosa succede, se il passato e il mondo esterno esistono solo nella vostra mente e la vostra mente è sotto controllo?
IL GRANDE FRATELLO VI GUARDA.
BIG BROTHER IS WATCHING YOU.
02Potere e memoria
Il potere non è un mezzo, è un fine. Non si stabilisce una dittatura nell’intento di salvaguardare una rivoluzione; ma si fa una rivoluzione nell’intento di stabilire una dittatura. Il fine della persecuzione è la persecuzione. Il fine della tortura è la tortura. Il fine del potere è il potere.
Il terzo giorno il dolore agli occhi era diventato insopportabile. Ogni cinque minuti, inoltre, doveva ripulirsi gli occhiali. Era come doversi impegnare in una fatica immane, che si aveva il diritto di rifiutare e che tuttavia si desiderava ardentemente e nevroticamente portare a termine.
“Non devi neanche pensare, Winston, che i posteri ti renderanno giustizia. I posteri non sapranno mai nulla di te. Tu sarai cancellato totalmente dal corso della storia[…]. Di te non resterà nulla, né il nome in un qualche archivio, né il ricordo nella mente di qualche essere vivente. Tu sarai annientato sia nel passato sia nel futuro”.
Sapere e non sapere; credere fermamente di dire verità sacrosante mentre si pronunciavano le menzogne più artefatte; ritenere contemporaneamente valide due opinioni che si annullano a vicenda; sapendole contraddittorie fra di loro e tuttavia credendo in entrambe, fare uso della logica contro la logica; rinnegare la morale propria nell’atto di rivendicarla; credere che la democrazia sia impossibile e nello stesso tempo vedere nel Partito l’unico suo garante; dimenticare tutto ciò che era necessario dimenticare ma, all’occorrenza, essere pronti a richiamarlo alla memoria, per poi eventualmente dimenticarlo di nuovo.
Soprattutto, saper applicare il medesimo procedimento al procedimento stesso. Era questa, la sottigliezza estrema: essere pienamente consapevoli nell’indurre l’inconsapevolezza e diventare poi inconsapevoli della pratica ipnotica che avevate appena posto in atto. Anche la sola comprensione della parola “bipensiero” ne implicava l’utilizzazione.
La menzogna diventa realtà e passa alla storia.
La libertà è la libertà di dire che due più due fanno quattro. Se ciò è concesso, tutto il resto ne consegue.
La storia era un palinsesto che poteva essere raschiato e riscritto tutte le volte che si voleva.
La storia si è fermata nel 1936. Dopo, è solo propaganda.
Lo colpì il fatto che ciò che veramente caratterizzava la vita moderna non era tanto la sua crudeltà, né il generale senso d’insicurezza che si avvertiva, quanto quel vuoto, quell’apatia incolore.
“Ti rendi conto che il passato, compreso quello più recente, è stato abolito?”
03Coscienza e resistenza
Ma ogni cosa era a posto, ora, tutto era definitivamente sistemato, la lotta era finita. Egli era uscito vincitore su se medesimo. Amava il Grande Fratello.
Obbediva al Partito, ma lo odiava ancora. In passato aveva occultato una mente eretica sotto una coltre di conformismo. Adesso aveva compiuto un passo indietro: aveva ceduto con la mente, ma conservando la speranza di mantenere inviolata la profondità del cuore. (Manferlotti, 2000)
Per la prima volta si rese conto che chi vuole tenere un segreto deve celarlo innanzitutto a se stesso. Deve sempre sapere che è lì, ma finché non sia indispensabile, non deve farlo affiorare alla coscienza in una forma alla quale sia possibile conferire un nome. D’ora in avanti non doveva limitarsi ad avere pensieri corretti, doveva sentire in maniera corretta, sognare in maniera corretta. E doveva tenere il suo odio serrato come un globo di materia che fosse a un tempo parte di lui ed estraneo a lui, come una specie di cisti.
“Sei lento a imparare, Winston” disse O’Brien, con dolcezza.
“Ma come posso fare a meno…” borbottò Winston “come posso fare a meno di vedere quel che ho dinanzi agli occhi? Due e due fanno quattro.” “Qualche volta, Winston. Qualche volta fanno cinque. Qualche volta fanno tre. Qualche volta fanno quattro e cinque e tre nello stesso tempo. Devi sforzarti di più. Non è facile recuperare il senno.”
Se vuoi un’immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano — per sempre. (O’Brien)
Si chiese, come aveva fatto parecchie volte in passato, se per caso non fosse pazzo. Forse, a ben pensarci, un pazzo non era che una minoranza formata da una sola persona. Un tempo era segno di follia credere che la terra girasse intorno al sole, oggi lo era il ritenere che il passato fosse immutabile. Poteva darsi che lui fosse il solo ad avere una simile convinzione, ed essendo il solo doveva per forza di cose essere pazzo. Tuttavia non lo disturbava granché il pensiero di essere pazzo: più orribile ancora era la possibilità che avesse anche torto.
Spacciare deliberate menzogne e credervi con purità di cuore, dimenticare ogni avvenimento che è divenuto sconveniente, e quindi, allorché ridiventa necessario, trarlo dall’oblio per tutto quel tempo che abbisogna, negare l’esistenza della realtà obiettiva e nello stesso tempo trar vantaggio dalla realtà che viene negata… tutto ciò è indispensabile, in modo assoluto. (da La teoria e la pratica del collettivismo oligarchico di Emmanuel Goldstein; 1950)
Raccontare deliberatamente menzogne e nello stesso tempo crederci davvero, dimenticare ogni atto che nel frattempo sia divenuto sconveniente e poi, una volta che ciò si renda di nuovo necessario, richiamarlo in vita dall’oblio per tutto il tempo che serva, negare l’esistenza di una realtà oggettiva e al tempo stesso prendere atto di quella stessa realtà che si nega, tutto ciò è assolutamente indispensabile. (da Teoria e prassi del collettivismo oligarchico di Emmanuel Goldstein, Capitolo I: L’ignoranza è forza; 2000)
«[…] Ortodossia vuol dire non pensare, non aver bisogno di pensare. Ortodossia e inconsapevolezza sono la stessa cosa.»
Quasi inconsciamente, scrisse con le dita sul tavolo coperto di polvere: 2+2 = 5. (capitolo 6, parte III)
04Legami e identità
Winston: Io so che alla fine sarete sconfitti. C’è qualche cosa, nell’universo… non so, un qualche spirito, un qualche principio… che non riuscirete mai a sopraffare.
O’Brien: Credi in DIO, Winston?
Winston: No.
O’Brien: E allora quale può essere questo principio che ci annienterà?
Winston: Non lo so. Lo spirito dell’Uomo.
O’Brien: E tu, ti consideri forse un uomo?
Winston: Sì.
O’Brien: Se tu sei un uomo, Winston, tu sei l’ultimo uomo. La tua specie è estinta; noi ne siamo gli eredi. Ti rendi conto che sei solo? Tu sei fuori della storia, tu non esisti.
Tirare avanti giorno dopo giorno e settimana dopo settimana, dilatare il più possibile un presente che non aveva futuro, sembrava a entrambi un istinto incontrollabile, come fanno i polmoni, che continuano a inspirare aria finché ce n’è.
Il Partito raccomandava di non badare alla prova fornita dai propri occhi e dalle proprie orecchie. Era l’ordine finale, il più essenziale di tutti. Il suo cuore ebbe un tuffo al pensiero dell’enorme potere spiegato contro di lui, della facilità con cui ognuno dei cosiddetti intellettuali del Partito lo avrebbe potuto rovesciare sul tappeto della discussione, degl’argomenti sottili ch’egli non sarebbe stato in grado di comprendere, e tanto meno di controbattere con adeguate risposte. Eppure lui aveva ragione! Loro avevano torto e lui aveva ragione.
Le cose ovvie, le cose semplici, le cose vere dovevano essere difese. Le verità esistenti erano vere, non ci potevano essere dubbi, su questo! Il mondo concreto esiste, le sue leggi non mutano. Le pietre sono dure, l’acqua è liquida, gli oggetti privi di sostegno cadono verso il centro della terra.
“Tutti i documenti sono stati distrutti o falsificati, tutti i libri riscritti, tutti i quadri dipinti da capo, tutte le statue, le strade e gli edifici cambiati di nome, tutte le date alterate, e questo processo è ancora in corso, giorno dopo giorno, minuto dopo minuto. La storia si è fermata. Non esiste altro che un eterno presente nel quale il Partito ha sempre ragione.”
«Quando fai all’amore, spendi energia; e dopo ti senti felice e non te ne frega più di niente. Loro non possono tollerare che ci si senta in questo modo. Loro vogliono che si bruci l’energia continuamente, senza interruzione. Tutto questo marciare su e giù, questo sventolio di bandiere, queste grida di giubilo non sono altro che sesso che se ne va a male, che diventa acido. Se sei felice e soddisfatto dentro di te, che te ne frega del Grande Fratello e del Piano Triennale, e dei Due Minuti di Odio, e di tutto il resto di quelle loro porcate?»
Forse non si desiderava tanto essere amati quanto essere capiti.
Una volta, pensò Winston, un uomo guardava il corpo di una ragazza, lo desiderava, e questo era tutto; ora non vi era spazio né per il puro amore né per la pura lussuria. Non esistevano emozioni allo stato puro, perché tutto si mescolava alla paura e all’odio. Il loro amplesso era stato una battaglia, l’orgasmo una vittoria. Era un colpo inferto al Partito. Era un atto politico.
Dal diario segreto di Winston Smith
Appunti e riflessioni di Winston: scrivere è un modo di rivolgersi a un lettore possibile, oltre la solitudine del presente.
Al futuro o al passato, a un tempo in cui il pensiero è libero, quando gli uomini sono differenti l’uno dall’altro e non vivono soli… a un tempo in cui esiste la verità e quel che è fatto non può essere disfatto. Dall’età del livellamento, dall’età della solitudine, dall’età del Grande Fratello, dall’età del bispensiero… tanti saluti!
Lo psicoreato non comporta la morte: lo psicoreato È la morte.
La libertà consiste nella libertà di dire che due più due fanno quattro. Se è concessa questa libertà, ne seguono tutte le altre.
Fino a che non diventeranno coscienti del loro potere, non saranno mai capaci di ribellarsi, e fino a che non si saranno liberati, non diventeranno mai coscienti del loro potere.
L’integrità mentale non ha alcun rapporto con la statistica.
Capisco COME, ma non capisco PERCHÉ.
I understand HOW, I don’t understand WHY.
I tre slogan del Partito
Tre formule che rovesciano il significato delle parole e rendono visibile il funzionamento del bipensiero.
La guerra è pace.
War is peace.
La libertà è schiavitù.
Freedom is slavery.
L’ignoranza è forza.
Ignorance is strength.
La canzone del castagno
Le due versioni italiane già presenti nella pagina sono affiancate per permettere il confronto. I crediti originali sono conservati.
Sotto i larghi rami del castagno.
T’ho venduto e mi hai venduto:
Là giaccion loro, qui giacciamo noi.
Sotto i larghi rami del castagno.(Baldini, 1950)
Sotto il castagno, chissà perché.
Io ti ho venduto, e tu hai venduto me:
sotto i suoi rami alti e forti,
essi sono defunti e noi siam morti.(Manferlotti, 2000)
Explicit
Le righe conclusive del romanzo.
Alzò lo sguardo verso quel volto enorme. Ci aveva messo quarant’anni per capire il sorriso che si celava dietro quei baffi neri. Che crudele, vana inettitudine! Quale volontario e ostinato esilio da quel petto amoroso! Due lacrime maleodoranti di gin gli sgocciolarono ai lati del naso. Ma tutto era a posto adesso, tutto era a posto, la lotta era finita. Era riuscito a trionfare su se stesso. Ora amava il Grande Fratello.
Domande per la lettura
Nel percorso di studio ASH, la lettura invita a distinguere ciò che un personaggio afferma, ciò che il racconto mostra e ciò che possiamo sostenere con delle prove. 1984 rende questa distinzione particolarmente urgente.
- Verità e prove. Che cosa può conoscere Winston indipendentemente dal Partito? Che cosa rimane incerto?
- Linguaggio e pensiero. In che cosa la distruzione programmata delle parole si distingue dal normale cambiamento di una lingua?
- Potere e coscienza. Perché al Partito non basta ottenere obbedienza, ma occorre trasformare anche il pensiero e i sentimenti?
- Relazioni umane. Che cosa custodiscono l’amore, l’amicizia e la memoria? Dove il romanzo ne mostra la vulnerabilità?