introduzione
Il cristianesimo è una religione monoteista a carattere universalistico originatasi dal giudaismo nel I secolo, fondata sulla venuta e predicazione di Gesù il Nazareno, contenuta nei Vangeli, inteso come figlio del DIO d’Israele, morto e risorto per la salvezza di tutti gli uomini, ovvero il Messia promesso, il Cristo.
Assieme all’Ebraismo e Islam, è classificata come “Religione Abramitica”, ed è religione di Stato in diversi paesi del Mondo. Secondo le statistiche più recenti sarebbe la Confessione Religione più diffusa, con circa 2,5 miliardi di fedeli nel Mondo.
Storia
Il Cristianesimo emerge dal giudaismo nel I secolo; alle origini si presenta con il duplice aspetto di giudeo-cristianesimo (i cui membri ritenevano che solo i circoncisi potevano essere salvati) ed etno-cristianesimo (o Cristianesimo dei Gentili, che comunque devono osservare la Legge di DIO data per mezzo di Mosè), come si desume dai racconti degli Atti di Luca e da alcune lettere di Paolo (come la Lettera ai Galati, le lettere ai Corinzi), mostrando tuttavia che le due anime convivono senza alcuna scissione, e di avere raggiunta una formula di concordia con il primo concilio di Gerusalemme (Atti 15).
I Cristiani assunsero dal Giudaismo le sue Sacre Scritture, definite poi Antico Testamento, nella versione tradotta in greco ellenistico (anche a causa della prevalente origine greco-romana della maggioranza dei primi adepti), dottrine fondamentali come il monoteismo, la fede in un Messia o Cristo, alcune forme del culto (incluso il sacerdozio), concetti di luoghi e tempi sacri, l’idea che il culto debba essere modellato secondo il modello celeste, l’uso dei Salmi nelle preghiere comuni. Il cristianesimo inteso nel comune come Religione separata da quella Ebraica, iniziò a delinearsi dopo il cosiddetto “Sinodo di Jamnia” in cui venne presa posizione decisa circa l’estraneità della “Via” dall’Ebraismo Ortodosso, a partire dalla seconda metà del II secolo. Successivamente la Chiesa post-apostolica lentamente si organizzò attorno alla cosiddetta pentarchia dei cinque patriarcati di Roma, Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme.
Inizialmente si ebbe una secolare contesa critica tra varie correnti per la formazione della prima Cristianità, correnti che si rifacevano a diverse raccolte di testi ritenuti sacri. Tale contesa terminò nel IV secolo con la conversione dell’Imperatore Costantino I (battezzato in punto di morte da un vescovo ariano) il quale fece indire il Concilio di Nicea per far emergere una sola corrente ed eliminare le altre. Contestualmente la Cristianità divenne una Religione approvata ufficialmente e i vescovi Cristiani, vittime in precedenza del potere militare, ne passarono al comando.
Nel 380 Teodosio la rese l’unica religione ufficiale dell’impero romano ricorrendo a mezzi cruenti per reprimere le resistenze dei pagani.
Nel 1054 contese teologiche circa i dogmi trinitari, il celibato ecclesiastico ed altre questioni minori culminarono nel Grande Scisma tra Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa.
Circa cinque secoli dopo lo scandalo delle indulgenze spinse Lutero a causare un altro scisma e quindi a fondare il Protestantesimo.
L’Europa occidentale ha subito, a partire dalla fine del Settecento, una progressiva diminuzione degli aderenti alle chiese storiche, cioè al cattolicesimo e alle diverse confessioni protestanti. Questo processo ha avuto un’accelerazione nel XX secolo, soprattutto a partire dagli anni sessanta. Nell’Europa dell’est l’instaurazione di regimi marxisti, per definizione materialisti, ha avuto come conseguenza un processo di scristianizzazione pianificata di stato è avvenuta iniziando dalla Russia (ex Unione Sovietica) e poi, nel dopoguerra, nei paesi governati da regimi comunisti satelliti dell’URSS. In seguito alla caduta dei regimi, dopo il 1989, è stata ristabilita in buona parte dei casi la libertà di culto.
La dottrina Cristiana
Il cristianesimo riconosce Gesù come il Cristo (Messia) attestato dalla Torah e dalla tradizione ebraica e, nella quasi totalità delle sue denominazioni, come Dio fatto uomo. La teologia cristiana delle principali e più diffuse Chiese cristiane nacque con i primi credi ecumenici, come il Credo niceno-costantinopolitano, che contengono dichiarazioni accettate dalla maggior parte dei seguaci della fede cristiana.
I concetti fondamentali sono:
- Trinità
- Gesù Cristo, figlio di DIO e salvatore dell’umanità
- Amore verso DIO e verso il prossimo
Secondo i testi neotestamentari e la teologia cristiana, Gesù fu crocifisso, morì e fu sepolto, ed è poi risuscitato dai morti aprendo le porte del Paradiso a chi crede in lui per la remissione dei propri peccati (salvezza). Gesù è quindi asceso al cielo, dove regna con DIO PADRE, e tornerà per giudicare i vivi e i morti, e destinerà ciascuno al Paradiso oppure all’Inferno.
Le tre divisioni principali della cristianità sono il cattolicesimo, l’ortodossia orientale e le varie denominazioni del protestantesimo. Il Grande Scisma del 1054 divise la cristianità calcedoniana fra la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa. Il protestantesimo nacque all’interno della Chiesa cattolica a seguito della riforma protestante nel XVI secolo, dividendosi poi in varie ramificazioni.
In quanto fede religiosa il cristianesimo ha i suoi contenuti (dottrina). Questi, secondo la tradizione, si basano sulle rivelazioni di DIO al popolo di Israele (tradizione comune anche alla religione ebraica), sulla predicazione del Vangelo con la dottrina di salvezza di Gesù il Nazareno detto “il Cristo” (“l’unto”, “il consacrato” da DIO). Questa tradizione è rispecchiata nella Bibbia (Antico Testamento e Nuovo Testamento), considerato un testo ispirato da DIO, e quindi un testo sacro.
Importante anche l’elaborazione teologica e cristologica, dei secoli successivi, presente nella letteratura cristiana delle differenti sottocorrenti religiose e nei Padri della Chiesa, la quale utilizza, in nuove sintesi, anche alcuni termini e concetti propri della teologia greco-romana precristiana.
Riti e pratiche
Culto settimanale
Festività
Le festività nella religione cristiana sono numerose, alcune delle quali considerate feste di precetto (nelle quali cioè il fedele ha l’impegno di partecipare alla celebrazione della Eucarestia). Le più importanti feste sono la Pasqua (la domenica successiva alla prima luna di primavera), in cui si ricorda la risurrezione di Gesù Cristo al cielo; il Natale (25 dicembre, 6 o 7 gennaio a seconda della confessione), in cui si ricorda la nascita di Gesù; l’Epifania (6 o 19 gennaio a seconda della confessione) in cui si ricorda la manifestazione di Gesù a tutti i popoli, esemplificata tradizionalmente dall’arrivo dei re magi che portano doni al bimbo; nella Pentecoste (cinquantesimo giorno dopo Pasqua) si celebra l’effusione dello Spirito Santo, dono del Risorto, e la nascita della Chiesa. La quaresima è un periodo di quaranta giorni che precede la celebrazione della Pasqua. Il Corpus Domini nel calendario liturgico cattolico rievoca la liturgia della Messa nella Cena del Signore del Giovedì Santo.
Sacramenti
Il nome sacramento proviene dalla parola ebraica “qadosh” che significa appunto “sacro” o “santo”, nella tradizione e fede cristiana è un rito che “diffonde la grazia di DIO”. Il termine è la traduzione del latino sacramentum e corrisponde al greco mysterion.
La Chiesa cattolica riconosce sette sacramenti: battesimo, riconciliazione o confessione, eucaristia o comunione, confermazione o cresima, ordine sacro, matrimonio, unzione degli infermi. La Chiesa ortodossa e le Chiese ortodosse orientali antiche riconoscono gli stessi sette sacramenti della Chiesa cattolica, ma li definiscono “misteri” preferendo non utilizzare il termine “sacramento”. Nel protestantesimo viene ridiscussa la natura dei sacramenti, e generalmente vengono considerati tali solo quelli di cui il Nuovo Testamento riporta un comando esplicito da parte di Gesù, cioè il battesimo e l’eucarestia.
Simboli
Il pesce, antico simbolo cristiano (Ichthys).
Il Chi Rho rappresenta le due lettere greche con cui inizia il nome Khristòs (Cristo).
La croce è oggi uno dei simboli cristiani più riconosciuti al mondo. Già Tertulliano (160-220) attesta nel De Corona che i cristiani usavano tracciare sopra la fronte il segno della croce:
| “Se ci mettiamo in cammino, se usciamo o entriamo, se ci vestiamo, se ci laviamo o andiamo a mensa, a letto, se ci poniamo a sedere, in queste e in tutte le nostre azioni ci segniamo la fronte col segno di croce.” |
| (Tertulliano, De corona, III, PL II, 80A) |
Il crocifisso, invece, non fu utilizzato come simbolo prima del V secolo. Le prime comunità cristiane, però, per identificare la propria religione non utilizzavano la croce, all’epoca brutale e ignominioso strumento di morte, ma il pesce. “Pesce” in greco antico si dice ἰχθύς (ichthys): le lettere di questa parola formano un acronimo, sintesi della dottrina cristiana, Ἰησοῦς Χριστός Θεοῦ Ὑιός Σωτήρ (Iēsoùs Christòs Theoù Yiòs Sōtèr), che significa parola per parola “Gesù Cristo figlio di DIO salvatore”, ovvero “Gesù Cristo salvatore figlio di DIO” cui spesso si accompagnava il genitivo ζωντῶν= “dei viventi”. Inoltre il pesce, essendo un animale che vive sott’acqua senza annegare, simboleggiava il Cristo, che può entrare nella morte restando vivo.
Altri simboli cristiani sono il Chi Rho, la colomba (simbolo dello Spirito Santo), l’agnello sacrificale (simbolo del sacrificio di Cristo), la vite e i tralci (simbolo dell’unione dei cristiani con il Cristo). Tutti questi simboli derivano dal Nuovo Testamento. Altro cristogramma utilizzato a partire dal III secolo è IHS.
Le Scritture
Il cristianesimo, come altre religioni, ha aderenti le cui credenze e interpretazioni bibliche variano. Il cristianesimo considera il canone biblico, l’Antico e il Nuovo Testamento, come la parola ispirata di DIO. La visione tradizionale dell’ispirazione è che DIO ha operato attraverso gli autori umani in modo che ciò che hanno prodotto fosse ciò che DIO desiderava comunicare. La parola greca che si riferisce all’ispirazione in 2 Timoteo 3, 16 è theopneustos, che significa letteralmente “soffiato da DIO”.
Alcuni credono che l’ispirazione divina renda le nostre attuali Bibbie inerranti. Altri sostengono l’inerranza della Bibbia nei suoi manoscritti originali, anche se nessuno di questi è rimasto. Altri ancora sostengono che solo una particolare traduzione sia inerrante, come la King James Version. Un altro punto di vista strettamente correlato è l’infallibilità biblica o inerranza limitata, che afferma che la Bibbia è priva di errori come guida alla salvezza, ma può includere errori su questioni come la storia, la geografia o la scienza.
I libri della Bibbia accettati dalle Chiese ortodosse, cattoliche e protestanti variano un po’, con gli ebrei che accettano solo la Bibbia ebraica come canonica; c’è comunque una sostanziale sovrapposizione. Queste variazioni sono il riflesso della gamma di tradizioni e dei concili che si sono riuniti sull’argomento. Ogni versione dell’Antico Testamento include sempre i libri della Tanakh, il canone della Bibbia ebraica. I canoni cattolico e ortodosso, oltre al Tanakh, includono anche i Libri deuterocanonici come parte dell’Antico Testamento. Questi libri compaiono nella Septuaginta, ma sono considerati apocrifi dai protestanti. Tuttavia, sono considerati importanti documenti storici che aiutano a comprendere le parole, la grammatica e la sintassi utilizzate nel periodo storico in cui sono stati concepiti. Alcune versioni della Bibbia includono una sezione apocrifa separata tra l’Antico e il Nuovo Testamento. Il Nuovo Testamento, originariamente scritto in greco koinè, contiene 27 libri che sono condivisi da tutte le chiese.
Gli studiosi moderni hanno sollevato molti problemi con la Bibbia. Sebbene la versione autorizzata di Re Giacomo sia considerata da molti per la sua prosa inglese di grande effetto, in realtà è stata tradotta dalla Bibbia greca di Erasmo, che a sua volta “si basava su un singolo manoscritto del XII secolo che è uno dei peggiori manoscritti che abbiamo a disposizione”. Negli ultimi cento anni, molti studiosi hanno confrontato diversi manoscritti per ricostruire il testo originale. Un altro problema è che diversi libri sono considerati falsi. L’ingiunzione alle donne di “essere silenziose e sottomesse” in 1 Timoteo 12 è ritenuta da molti un falso di un seguace di Paolo; una frase simile in 1 Corinzi 14, che si ritiene sia di Paolo, appare in punti diversi in manoscritti diversi e si pensa che in origine fosse una nota a margine di un copista. Altri versetti in 1 Corinzi, come 1 Corinzi 11, 2-16, in cui le donne sono istruite a coprirsi i capelli “quando pregano o profetizzano”, contraddicono questo versetto.
Un’ultima questione relativa alla Bibbia è il modo in cui sono stati selezionati i libri da includere nel Nuovo Testamento. Oggi sono stati recuperati altri Vangeli, come quelli rinvenuti nel 1945 nei pressi di Nag Hammadi, e sebbene alcuni di questi testi siano molto diversi da quelli a cui i cristiani sono abituati, bisogna capire che alcuni di questi nuovi materiali evangelici recuperati sono molto probabilmente contemporanei o addirittura precedenti ai Vangeli del Nuovo Testamento. Il nucleo del Vangelo di Tommaso, in particolare, potrebbe risalire già al 50 d.C. e, in tal caso, fornirebbe un’idea dei primi testi evangelici che stanno alla base dei Vangeli canonici, testi che sono menzionati in Luca 1, 1-2. Il Vangelo di Tommaso contiene molti elementi familiari ai Vangeli canonici – il versetto 113, ad esempio (“Il Regno del PADRE è sparso sulla terra, ma gli uomini non lo vedono”), ricorda Luca 17, 20-21 – e il Vangelo di Giovanni, con una terminologia e un approccio suggestivi di quello che in seguito è stato definito gnosticismo, è stato recentemente visto come una possibile risposta al Vangelo di Tommaso, un testo che viene comunemente etichettato come proto-gnostico. La ricerca sta quindi esplorando il rapporto nella Chiesa primitiva tra la speculazione e l’esperienza mistica, da un lato, e la ricerca dell’ordine ecclesiastico, dall’altro, attraverso l’analisi di testi ritrovati, l’analisi di testi canonici e l’esame del passaggio dei testi del Nuovo Testamento allo status di canone.
Suddivisioni
Le tre divisioni principali della cristianità sono il cattolicesimo, l’ortodossia orientale e il protestantesimo. Esistono anche altri gruppi cristiani che non rientrano in queste tre categorie principali. I gruppi cristiani si distinguono per differenti dottrine e pratiche. La maggior parte dei cristiani (cattolici, ortodossi, anglicani e la maggior parte dei protestanti) condividono il Credo niceno.
Le chiese cristiane possono essere classificate in diversi modi. Una suddivisione abbastanza semplice è quella che distingue le chiese occidentali da quelle orientali. Un’altra possibile classificazione cronologica è quella basata sui concili ecumenici riconosciuti e sugli scismi a essi successivi. Il concilio ecumenico è una riunione solenne di tutti i vescovi della cristianità per definire argomenti controversi di fede o indicare orientamenti generali di morale. L’etimologia del termine risale a ecumene, la “casa dove tutti viviamo”.
Il cristianesimo può essere anche suddiviso in sei gruppi principali:
- Cattolicesimo Romano
- Protestantesimo
- Ortodossia Orientale
- Ortodossia Orientale
- Chiesa d’Oriente
- Restaurazione.
Una distinzione più ampia che viene talvolta tracciata è quella tra Cristianesimo Orientale e Cristianesimo Occidentale, che ha le sue origini nello Scisma Est-Ovest (Grande Scisma) dell’XI secolo. Recentemente, il cristianesimo occidentale e quello orientale si sono distinti anche, ad esempio, nelle chiese di origine africana. Tuttavia, esistono altri gruppi cristiani attuali e storici che non rientrano perfettamente in una di queste categorie primarie.
Esiste una diversità di dottrine e pratiche liturgiche tra i gruppi che si definiscono cristiani. Questi gruppi possono variare ecclesiologicamente nelle loro opinioni sulla classificazione delle denominazioni cristiane. Il Credo niceno (325), tuttavia, è tipicamente accettato come autorevole dalla maggior parte dei cristiani, comprese le denominazioni cattolica, ortodossa orientale, ortodossa orientale e le principali denominazioni protestanti (come luterana e anglicana).
Cattolicesimo
La Chiesa cattolica romana deriva dalla Chiesa latina, la cui autorità si estendeva originariamente da Roma sulla parte occidentale dell’Impero romano. Riconosce il primato di autorità al vescovo di Roma, in quanto, secondo la fede cattolica, successore dell’apostolo Pietro sulla cattedra di Roma.
Tra le Chiese cristiane, secondo le statistiche, la Chiesa cattolica conta il maggior numero di fedeli a livello mondiale.
Condivide con l’attuale chiesa ortodossa le definizioni dei primi 7 concili ecumenici (dal concilio di Nicea I al concilio di Nicea II). Dopo lo scisma d’Oriente (1054), la chiesa cattolica riconoscerà come ecumenici altri 14 concili, non riconosciuti però dall’oriente.
Ortodossia
A oriente abbiamo invece le chiese ortodosse, emanazioni delle chiese di lingua greca nate originariamente nel territorio dell’Impero romano d’Oriente. A differenza di quanto accadde in Occidente, per quanto la chiesa greca assumesse rilevanza particolare, essa non fu mai in grado di imporre la propria supremazia sulle chiese “sorelle”, che rimasero autocefale. Allo stesso modo, anche le chiese fondate da missionari ortodossi (specialmente fra le popolazioni slave) si resero rapidamente autonome dalle rispettive chiese-madri, considerandosi allo stesso loro livello. Fra queste la più importante è indubbiamente è il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, considerato e riconosciuto “primo inter pares” da tutte le Chiese ortodosse.
Da notare che le chiese ortodosse, da una parte, e quella cattolica dall’altra, sono tra loro scismatiche; la chiesa cattolica non considera le chiese ortodosse eretiche, a differenza di quanto avviene per esempio per le chiese protestanti, mentre le chiese ortodosse, sebbene non vi sia stata in merito alcuna esplicita proclamazione conciliare, sospettano di eresia la chiesa cattolica, soprattutto in relazione alla dottrina del Filioque.
Protestantesimo
Le chiese della Riforma protestante sono le chiese sorte dalla Chiesa latina nel XVI secolo in seguito alla riflessione teologica di Martin Lutero, Giovanni Calvino, Ulrico Zwingli e altri, nonché dall’appoggio politico e sociale che ebbero dai principi dell’Europa centro – settentrionale. Le chiese protestanti possono venire genericamente suddivise così:
- Chiesa anglicana (tale Chiesa pur avendo aderito a molti punti dottrinali della Riforma, ha mantenuto liturgia ed ecclesiologia proprie della Chiesa cattolica);
- Chiese della Confessio augustana o luterane;
- Chiese riformate o calviniste;
- Chiese libere: anabattista, mennonita, amish, quacchera, unitariana, ecc.
Esistono anche gruppi che hanno origini diverse, come ad esempio i valdesi, i quali, tuttavia, sono attualmente inquadrabili nell’ambito delle chiese protestanti e le chiese evangeliche o autodenominate soltanto “cristiane”.
Chiesa ortodossa copta
La Chiesa copta è una chiesa cristiana miafisita (impropriamente detta monofisita, definizione non accettata né dai copti né dagli etiopi). È una delle Chiese ortodosse orientali.
Nella Chiesa copta il titolo di “Papa” spetta al Patriarca di Alessandria. Dopo più di quarant’anni di ministero di Shenouda III, deceduto il 17 marzo 2012, ora il Patriarca è Teodoro II, 118º papa della Chiesa copto ortodossa. Il 4 novembre 2012, il suo nome è stato estratto a sorte da un bambino, la cui mano si dice sia guidata dal volere di Dio, al termine di una lunga liturgia nella cattedrale del Cairo.
Nel corso del XVIII secolo una parte di essa si è portata in comunione con il Papa di Roma. Oggi sussiste sotto il nome di Chiesa cattolica copta.
Chiese ortodosse orientali
Si tratta delle antiche chiese d’oriente che non hanno accettato le definizioni dogmatiche del concilio di Efeso o del concilio di Calcedonia. Per questo sono dette anche chiese non calcedoniane o chiese pre-calcedoniane.
Le “Chiese dei due concili” sono le cosiddette chiese nestoriane:
- Chiesa apostolica assira d’Oriente (o chiesa d’Oriente, o Chiesa persiana, o siro – orientale). La chiesa ha due branche: un patriarca catholicos a Kotchanès (Iran), sulla frontiera turco persiana, dove vivono circa 100.000 assiro caldei; la dignità patriarcale è ereditaria da zio a nipote. Esiste anche un patriarca a Baghdad (Iraq);
- Chiesa ortodossa siro-malabarese
Le “Chiese dei tre concili” sono nate dal rifiuto delle conclusioni del concilio di Calcedonia del 451. Sono anche chiamate Chiese non calcedonesi e talvolta Chiese monofisite, sebbene non si ritengano tali, bensì miafisite.
- Chiesa ortodossa copta (patriarcato di Alessandria al Cairo)
- Chiesa ortodossa etiopica (Patriarcato catholicos di Addis Abeba)
- Chiesa ortodossa eritrea
- Chiesa ortodossa siriaca (detta un tempo “giacobita”) (il cui patriarca conserva il titolo di patriarca di Antiochia)
- Chiesa ortodossa siro-malankarese a Kottayam (nello stato indiano del Kerala)
- Chiesa apostolica armena (o gregoriana, o ortodossa): Catholicosato di Echmiadzin residente a Vagharchapad, vicino a Erevan (Armenia) + Catolicosato di Cilicia residente ad Antylias (Libano)
La maggior parte di queste chiese ha subito uno scisma in età moderna con la formazione di un patriarcato cattolico uniato parallelo, oggi considerato chiesa sui iuris all’interno della Chiesa cattolica.
Restaurazionismo
Il termine restaurazionismo è utilizzato per intendere un complesso di chiese e comunità che nascono dal desiderio di tornare alla chiesa cristiana primitiva e che si manifesta in varie forme, soprattutto nel XIX secolo. Sono culti i quali o vogliono differenziarsi dai primi qui menzionati, oppure affermano di avere una linea storica separata.
I più estesi fra questi sono i mormoni, i testimoni di Geova e la Chiesa di Cristo.
I mormoni sono caratterizzati dalla figura individuale del primo fondatore e hanno inoltre come testi sacri il libro di Mormon e libri aggiuntivi mutuati dal loro fondatore, oltre la Bibbia, dove le dottrine cristiane vengono rielaborate in modo completamente univoco e originale. Sia mormoni che testimoni di Geova non sono riconosciuti come cristiani dalle altre chiese.
I testimoni di Geova ripropongono il cristianesimo del I secolo che prevede la predicazione di casa in casa. Si identificano con l’opera missionaria fatta da Gesù e dai suoi discepoli predicando quella che definiscono “la buona notizia del Regno”.
La Chiesa di Cristo è organizzata in comunità di credenti che riconoscono la piena ispirazione di tutta la Bibbia e per le quali il rispetto di tutto quanto in essa è contenuto è l’unico mezzo per fare la volontà di Dio. In linea con il cristianesimo delle origini, non vi è un comitato centrale ma ogni comunità è indipendente.
Avventismo
L’avventismo ha le sue origini nel millerismo, uno dei vari movimenti della rinascita spirituale statunitense del XIX secolo, formatosi a partire dagli anni ’30 intorno a William Miller, un predicatore battista che aveva fissato la data del ritorno di Gesù nel periodo 1843-44; in seguito al mancato avveramento della predizione, i milleriti si dispersero ma uno dei gruppi formò la Chiesa Avventista del 7º giorno, istituita formalmente a Battle Creek (Michigan) nel 1863. Fra i suoi fondatori c’era Ellen Gould White, (1827-1915), una donna cui è riconosciuto un particolare dono di profezia, che svolse un ruolo fondamentale nella formazione della chiesa avventista e nello sviluppo della sua azione evangelistica negli Stati Uniti e in Europa e i cui scritti sono tenuti ancora oggi in grande considerazione.
La Chiesa avventista non è riconosciuta come evangelica o protestante dall’Alleanza Evangelica Mondiale, a causa di alcuni aspetti teologici divergenti dagli altri membri dell’Alleanza: il “giudizio investigativo”, l’autorità data agli scritti di Ellen G. White e il fatto di considerare il sabato (lo Shabbat ebraico) come giorno del riposo per i cristiani. Tuttavia, in Italia è considerata una chiesa evangelica dallo Stato italiano e nonostante le divergenze teologiche, dialoga e collabora in progetti comuni con le chiese appartenenti alla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI)
Oggi è una chiesa diffusa in quasi tutto il mondo; conta (secondo stime interne risalenti all’anno 2010) 16 milioni e 600.000 membri, è presente in oltre 200 paesi ed i dati confermano una crescita costante. L’Africa è il continente con il maggior numero di avventisti, anche se la crescita maggiore si riscontra in America Latina. Molti avventisti, tra i quali numerosi pastori, specie negli Stati Uniti d’America provengono dall’Ebraismo.La Chiesa avventista del riposo sabatico sorse nell’ambito dell’avventismo come un movimento di risveglio basato sul messaggio della giustificazione per fede. Gli avventisti del settimo giorno del movimento di riforma invece sono nati come risultato di una scissione dalla Chiesa cristiana avventista del settimo giorno causata dal disaccordo sulla corretta osservanza del sabato e sul servizio militare durante la prima guerra mondiale.
Tale nascita è avvenuta ufficialmente nel 1925 a Gotha, nella Turingia, in Germania. La Chiesa cristiana avventista (Advent Christian Church oppure Advent Christian General Conference) è una chiesa millerita dei cristiani avventisti fondata solo unicamente sugli insegnamenti del predicatore battista William Miller e nata dalla fusione dell’Unione della vita e dell’avvento di George Storrs con l’Associazione cristiana avventista. La Chiesa cristiana avventista oggi tuttavia è principalmente nota e conosciuta storicamente perché da una sua dissidenza dell’Unione della vita e dell’avvento di George Storrs con l’Associazione cristiana avventista, è nato il movimento degli Studenti biblici di Charles Taze Russell, che – particolarmente nel gruppo maggiore che ne è derivato, i testimoni di Geova – ha adottato una teologia che esce decisamente dall’ambito protestante.
Diffusione nel mondo
Il cristianesimo raggruppa diverse chiese e confessioni, talvolta molto diverse tra loro ed anche in polemica reciproca: secondo il World Christian Trends (2001) i cristiani sono complessivamente il 33% degli abitanti del globo e sono così divisi: cattolici 17,5%; protestanti 5,6%; ortodossi delle varie chiese (russa, greca, armena) 3,6%; anglicani 1,3%; copti e altri (battisti e pentecostali in ascesa) 5,0%.
Attualmente il cristianesimo è la religione più diffusa al mondo, con circa 2,5 miliardi di fedeli (1 miliardo di cattolici, 500 milioni di protestanti, 470 milioni di evangelici pentecostali -dati forniti dal CESNUR-, 240 milioni di ortodossi, e 275 milioni d’altri), davanti all’islam, che conta 1,5 miliardi di fedeli, e all’induismo, che ne conta 900 milioni.
Gran parte delle statistiche si fondano su sondaggi a campione nei vari stati o sui dati delle anagrafi (quando la religione professata è registrata), preferiti rispetto ai dati forniti dalle varie organizzazioni religiose che spesso si riferiscono al numero di battezzati, ignorando la posizione di coloro che, battezzati nell’infanzia, si siano discostati dal cristianesimo in età adulta.
È noto che in Europa occidentale, ad esempio, l’aderenza alla pratica religiosa delle varie chiese in età adulta è, ormai da parecchi anni, in forte calo, mentre negli Stati Uniti o al di fuori dell’Occidente esso appare in crescita, oppure, in certe aree del mondo come il Sud America si sia avuta un’avanzata delle chiese evangeliche di tipo pentecostale a scapito del cattolicesimo tradizionale, quindi con movimenti e travasi fra le varie confessioni cristiane.
Critica e apologetica
Le critiche al cristianesimo e ai cristiani risalgono all’età apostolica, con il Nuovo Testamento che registra attriti tra i seguaci di Gesù e i farisei e gli scribi (ad esempio Matteo 15:1-20 e Marco 7:1-23). Nel II secolo, il cristianesimo fu criticato dagli ebrei per vari motivi, ad esempio perché le profezie della Bibbia ebraica non potevano essere state realizzate da Gesù, dato che egli non ebbe una vita di successo. Nel III secolo, le critiche al cristianesimo erano aumentate, in parte per difendersi da esso, e l’Adversus Christianos di Porfirio, in 15 volumi, fu scritto come un attacco completo al cristianesimo, in parte basato sui concetti precristiani di Plotino.
Nel XII secolo, la Mishneh Torah (cioè, Rabbi Mosè Maimonide) criticava il cristianesimo per il culto degli idoli, in quanto i cristiani attribuivano la divinità a Gesù che aveva un corpo fisico. Nel XIX secolo Nietzsche iniziò a scrivere una serie di polemiche sugli insegnamenti “innaturali” del cristianesimo (ad esempio l’astinenza sessuale) e continuò a criticare il cristianesimo fino alla fine della sua vita. Nel XX secolo, il filosofo Bertrand Russell espresse la sua critica al cristianesimo in Perché non sono cristiano, formulando il suo rifiuto del cristianesimo con argomenti logici.
Le critiche al cristianesimo continuano ancora oggi, ad esempio i teologi ebrei e musulmani criticano la dottrina della Trinità sostenuta dalla maggior parte dei cristiani, affermando che questa dottrina in effetti presuppone che ci siano tre dei, andando contro il principio fondamentale del monoteismo. Lo studioso del Nuovo Testamento Robert M. Price ha delineato la possibilità che alcune storie della Bibbia siano basate in parte su un mito in “La teoria del mito di Cristo e i suoi problemi”.
L’apologetica cristiana mira a presentare una base razionale per il cristianesimo. La parola “apologetica” deriva dal greco “apologeomai”, che significa “in difesa di”. L’apologetica cristiana ha assunto diverse forme nel corso dei secoli, a partire dall’apostolo Paolo. Il filosofo Tommaso d’Aquino presentò cinque argomenti a favore dell’esistenza di Dio nella Summa Theologica, mentre la sua Summa contra Gentiles fu un’importante opera apologetica. Un altro famoso apologeta, G. K. Chesterton, scrisse all’inizio del XX secolo sui benefici della religione e, in particolare, del cristianesimo. Famoso per il suo uso del paradosso, Chesterton spiegava che il cristianesimo, pur avendo il maggior numero di misteri, era la religione più pratica. Egli indicava il progresso delle civiltà cristiane come prova della sua praticità. Il fisico e sacerdote John Polkinghorne, nel suo Questions of Truth, discute il tema della religione e della scienza, un argomento che altri apologeti cristiani come Ravi Zacharias, John Lennox e William Lane Craig hanno affrontato, con questi ultimi due uomini che sostengono che il modello inflazionistico del Big Bang è una prova dell’esistenza di DIO.
