Il Codex Sinaiticus contiene l’epistola di Barnaba sotto il titolo ΒΑΡΝΑΒΑ ΕΠΙΣΤΟΛΗ. a partire da Quire 91, folio 2r, col. 2.

La lettera di Barnaba, chiamata anche epistola di Barnaba, (in greco: Βαρνάβα Ἐπιστολή) è un testo scritto in greco tra il 70 e il 130 d.C. Il testo completo è conservato nel Codice Sinaitico del IV secolo, dove compare subito dopo il Nuovo Testamento e prima del Pastore di Ermas. Per diversi secoli è stato uno degli scritti “antilegomenici” che alcuni cristiani consideravano come sacre scritture, mentre altri li escludevano (Eusebio di Cesarea lo classificò come tale). Alcuni primi Padri della Chiesa lo attribuirono a Barnaba, menzionato negli Atti degli Apostoli, ma oggi la maggiorparte degli studiosi lo attribuisce ad un maestro paleocristiano altrimenti sconosciuto, forse con lo stesso nome. Da non confondersi con un’altro Testo apocrifo chiamato il Vangelo di Barnaba.

Contenuto

L’Epistola di Barnaba ha la forma non tanto di una lettera (manca l’indicazione dell’identità del mittente e dei destinatari) quanto di un trattato. In questo, è come la Lettera agli Ebrei, che Tertulliano attribuì all’apostolo Barnaba e con la quale ha una grande somiglianza nei contenuti.

Il documento può essere diviso in due parti. I capitoli 1-17 danno un’interpretazione centrata su Cristo dell’Antico Testamento, che dice di dover essere compreso spiritualmente, non in linea con il significato letterale delle sue regole sul sacrificio (“il sacrificio che DIO vuole è quello di un cuore contrito” Capitolo 2), il digiuno (“il digiuno che DIO vuole è quello dall’ingiustizia” Capitolo 3), la circoncisione (Capitolo 9), la dieta (Capitolo 10), il sabato (Capitolo 15), il Tempio (Capitolo 16) e la passione e la morte di Gesù per mano dei capi degli ebrei, prefigurata nei rituali propriamente intesi del capro espiatorio (Capitolo 7). Gli ultimi quattro capitoli, 18-21, sono una versione dell’insegnamento delle due vie che si possono percorrere.
Come visto da Andrew Louth, l’autore “si preoccupa semplicemente di mostrare che le Scritture dell’Antico Testamento sono Scritture cristiane e che il significato spirituale è il loro vero significato”(Maxwell Staniforth, Andrew Louth, Early Christian Writings: The Apostolic Fathers). Come notato da Bart D. Ehrman, l’Epistola di Barnaba è la “più antiebraica di qualsiasi altro scritto che sia entrata nel Nuovo Testamento”.

Barnaba scrive con una evidente mentalità ebraica sia per la scelta delle immagini che riporta che degli esempi. La struttura a due parti, con la seconda parte distinta che inizia dal capitolo 18, ed utilizza tecniche allegoriche per interpretare frammenti di passi della Bibbia dei Settanta, applicando ai testi biblici la situazione storica contemporanea.
L’interpretazione creativa dei testi biblici è tipica della letteratura rabbinica ed è nota come midrash, ed appare anche nel Nuovo Testamento e in altre opere paleocristiane.

Importanza della conoscenza (filosofia)
Nel suo primo capitolo, la Lettera afferma che la sua intenzione è che i “figli e le figlie” a cui si rivolge abbiano, insieme alla loro fede, una conoscenza perfetta. La conoscenza (in greco, γνῶσις, gnosis) sia della Parola e quindi del “pensiero” che i credenti dovrebbero adottare, che “la conoscenza della volontà di DIO, l’arte di enumerare e specificare i Suoi Comandamenti, e di applicarli a varie situazioni”.


Testo

Capitolo 1

Introduzione – I tre precetti fondamentali

1 Figli e figlie, nel nome del SIGNORE che ci ha amati, vi saluto nella pace.
2 Grandi e di ricchezza sono i Comandamenti di DIO su di voi, al di sopra di ogni cosa mi rallegro immensamente per le vostre anime beate e gloriose, così innata in voi è la grazia del dono dello Spirito che avete ricevuto.
3 Per questo mi rallegro per me stesso nella speranza di essere salvato, perché vedo veramente quello Spirito dalle ricchezze della sorgente del SIGNORE riversato anche su di voi. Così la tanto desiderata visione di voi mi ha stupito in vostro rispetto.
4 Di questo sono convinto e persuaso intimamente perché ho parlato molto con voi, il SIGNORE ha camminato con me lungo la via della giustizia e mi sento spinto anch’io a questo, ad amarvi, cioè, più della mia stessa anima, perchè una grande fede e amore abitano in voi nella speranza della vita1 che risiede in Lui.
5 Ho quindi considerato che, se farò in modo di comunicare un po’ di quel che ho ricevuto, potrà concedermi la ricompensa per aver servito tali anime, e mi affretto a mandarvi una breve lettera affinché la vostra conoscenza2 si perfezioni insieme con la vostra fede.
6 Tre sono i precetti del SIGNORE: la speranza di vita che è l’inizio e la fine della nostra fede, la giustizia ovvero l’inizio e la fine del giudizio, e l’amore3 che è la testimonianza di gioia e di letizia delle opere compiute nella giustizia.
7 Il SIGNORE mediante i profeti ci ha fatto conoscere le cose del passato e presenti, facendoci assaporare quelle future. E noi, vedendo che si stanno realizzando una ad una come Egli aveva detto, dobbiamo progredire nel Suo timore nella forma più generosa e più elevata .
8 Io vorrei illustrarvi alcune cose, non come maestro, ma come uno di voi, che per queste sarete rallegrereti dalle attuali circostanze.

Capitolo 2

Il bisogno delle virtù

1 Vedendo dunque che i giorni si sono rivelati malvagi, e che l’operaio del male stesso è al potere, dobbiamo prestare attenzione a noi stessi, e ricercare i Comandamenti del SIGNORE.
2 Temete dunque , e la pazienza essere d’aiuto alla vostra fede, e la sopportazione della sofferenza e la continenza siano i vostri alleati.
3 Mentre queste rimangono cose Sante per il SIGNORE, la saggezza, la prudenza, la comprensione e la conoscenza si esaltano con esse.
4 Poiché Egli ci ha fatto capire attraverso tutti i Suoi Profeti, che non ha bisogno né di sacrifici, né di olocausti, né di oblazioni, dicendo in un singolo passaggio4: 5 “Qual è la moltitudine dei vostri sacrifici per me? Dice il SIGNORE. Io sono pieno dei vostri olocausti, e non desidero il grasso degli agnelli e il sangue dei tori e delle capre, nemmeno quando venite a presentarvi davanti a Me. Chi ha richiesto queste cose per mano tua? D’ora in poi non calpesterai più la Mia corte. Se portate farina, essa è vana. L’incenso è un abominio per Me. Io non posso sopportare i vostri noviluni e Sabati.”5.
6 Queste cose poi Egli abolì per far sì che la nuova legge di nostro signore Gesù il Messia, che è senza il giogo del bisogno, avesse la sua oblazione non fatta dall’uomo.
7 E di nuovo dice loro: “Ho forse comandato ai vostri padri, quando uscirono dal paese d’Egitto, di offrirmi olocausti e sacrifici? 8 No! Ma piuttosto ho comandato loro questo: Che nessuno di voi custodisca nel suo cuore alcun male contro il suo prossimo, e non amiate il falso giuramento “6.
9 Dovremmo allora comprendere, se non siamo degli stolti, l’amorevole intenzione del PADRE nostro, poiché Egli ci parla, desiderando che noi non sbagliamo come hanno fatto loro7, ma che ricerchiamo un nostro modo di fargli la nostra offerta.
10 A noi allora Egli ci parla in questo modo: “Il sacrificio per il SIGNORE è avere un cuore contrito, un odore gradito per il SIGNORE è un cuore che glorifica Colui che l’ha creato”. Dobbiamo, dunque, fratelli , interrogarci attentamente su la nostra salvezza, affinché il male non entri in noi con l’inganno e non ci scagli via dalla vita .

Capitolo 3

Il digiuno

1 1 A loro Egli dice nuovamente a proposito di queste cose: “Perché digiunate per Me, dice il SIGNORE, così che la vostra voce sia ascoltata in questo giorno di pianto! Questo non è il digiuno che Io ho scelto, dice il SIGNORE, non il modo con cui un uomo umilia la sua anima.
2 Nemmeno se piegaste il collo come un arco*, o vi vestiste di sacco e fate del vostro letto di cenere, nemmeno così potrete chiamarlo un digiuno gradito”.
3 Ma a noi Egli dice: “Ecco il digiuno che Io ho scelto”, dice il SIGNORE, “sciogliendo ogni vincolo con la malvagità, assolvendo il digiuno da litigiose discordie, mandando via i lividi nel perdono, strappando ogni contratto ingiusto, dando all’affamato il vostro pane, e alla vista di un uomo nudo vestirlo, portando il senzatetto a casa vostra, e se vedete un uomo umile, non disprezzatelo, né voi, né alcuno della vostra famiglia e del vostro seme”.
4 Allora la tua luce si propagherà come l’aurora8 , le tue vesti9 si eleveranno rapidamente, la tua giustizia ti precederà, così la gloria di DIO ti circonderà”.
5 “Allora tu griderai e DIO ti ascolterà; mentre ancora tu parli, Egli dirà: “Ecco, IO sono qui! Se ti allontani dalla schiavitù , dalla violenza, dalle parole malvagie 10, se darai ai poveri il tuo pane con cuore allegro e avrai pietà all’anima che si è rattristata”.
6 Quindi, fratelli , colui11 che ha tanto sofferto predisse che il popolo che aveva preparato nel su amore avrebbe dovuto confidare nell’innocenza, e ci ha fatto capire prima di tutto che non avremmo dovuto naufragare per la conversione alla loro Legge.12

1 La “speranza della vita” si riferisce alla fede di riuscire ad ottenere la “vita eterna” per mezzo delle opere e della reincarnazione dello Spirito
2 La “conoscenza” corrisponde alla sapienza, la stessa “gnosi” che va abbinata alla fede per un perfetto connubio richiesti per il credente
3 Il sentimento qui riportato è certamente l’amore, ma la maggior parte dei testi in Italiano traduce letteralmente dal latino “caritas” con “carità”, invece che dal greco che invece corrisponde al sentimento dell’amore, e la compassione per il prossimo
4
Riferito ad un singolo passaggio delle Sacre Scritture
5 La luna nuova e il giorno del riposo settimanale erano tra le festività mensili più sacre (Riferimento anche ad
6 Parte delle precedenti citazioni Bibliche sono riferite a Sal 51, 16-19 e ad un passaggio del Codex Constantinopolitanus dell’Apocalisse di Adamo, che in seguito e stata dichiarato Testo apocrifo per lungo tempo scomparso e poi pervenuto all’interno dei Codici di Nag Hammâdi ritrovati in Egitto nel 1945. Altre citazioni in questa parte si riferiscono a concetti della Parola di DIO che si trovano anche in altri passaggi biblici come Isaia 1, 11-18; Lettera agli Ebrei capitolo 10, 5-10; Osea 6, 6 e Matteo 9, 13
7 “Loro” inteso come i nostri antenati
* La parola ebraica originale è “amo da pesca” (La Bibbia CEI traduce Is 58, 5 la parola con “giunco”), una metafora conforme alla grande tradizione dei pescatori giudei
8
La luce è la Luce riflessa da DIO che rende il credente “illuminato” e conscio
9 Per “vesti” si intende in questo caso specifico il “corpo”, quello mortale, ovvero la parte “esterna” della nostra Anima. Si trova anche in altri testi giudeo-cristiani (come nell’Apocalisse di Abramo, capitolo 13, 23) come “vesti celestiali” anche intesa come il corpo spirituale con cui i giusti saranno rivestiti in cielo (1Enoc 62, 15 ; 2Enoc 22, 8 ; Asc. Is. 4, 16)
10 La “schiavitù ” e il “pettegolezzo” sono due comportamenti che fuorviano l’umanità. Il primo lascia che la gente diventi dipendente dalle cose materiali (invece di essere saziata solamente dall’Amore verso DIO e le sue creature) e il secondo invece rende uno nemico dell’altro (spettegolare è quasi sempre privo di reali fondamenta, basato solo sul sentito dire, o sul visto fugacemente, rendendo questo atto inutile e dannoso per i credenti che ricercano lìilluminazione)
11 Ovvio riferimento a Gesù il Messiah che ha molto sofferto per insegnare la dottrina del PADRE
12 Fondamenta della dottrina di Gesù era non il cambiamento della Legge o dei Profeti (Mt 5, 17-19), ma il cambiamento delle leggi che gli uomini avevano “costruito” intorno la Torah di DIO

Capitolo 4

Ammonizione alla fermezza – L’Alleanza

1 Bisogna dunque che consideriamo con attenzione gli avvenimenti presenti e ricerchiamo ciò che potranno condurci alla salvezza. Dobbiamo fuggire lontano da ogni opera di iniquità, per non rischiare di essere travolti da questa stessa iniquità, e odiamo l’errore del tempo presente, affinché possiamo essere amati nel tempo che verrà.
2 Non diamo alla nostra anima la libertà di correre con i peccatori e gli scellerati, per non diventare simili a loro.
3 vicina la pietra dell’inciamo finale, di cui sta scritto secondo Enoch: “Per questo il SIGNORE ha abbreviato i tempi e i giorni affinché il suo prediletto si affrettasse a giungere all’eredità”.1
4 E il Profeta dice anche questo:”Dieci regni regneranno sulla terra e dopo di essi sorgerà un piccolo re, che sottometterà tre di questi re sotto un solo ”.
5 Anche Daniele a questo proposito afferma: “E io vidi la quarta Bestia, malvagia e potente e più feroce di tutte le bestie del mare, e che da essa spuntavano dieci corna, e da esse spuntava un piccolo corno escrescente, e che essa sottometteva sotto uno degli altri tre grandi corni”.2
6 Allora comprenderete quando vi chiedo anche, come se fossi uno di voi, e soprattutto amandovi tutti al di sopra della mia stessa vita, che ora dovete fare attenzione a voi stessi, e non siate come coloro che accumulano i loro peccati sostenendo che l’Alleanza varra tanto la loro quanto la nostra.
7 È nostra ma alla fine l’hanno dimenticata, dopo che Mosè l’aveva ricevuta, in quanto la Scrittura afferma che Mosè era sul monte a digiunare per quaranta giorni e quaranta notti, e ricevette l’Alleanza dal SIGNORE su tavole di pietra scritte con il dito della mano dell’ETERNO.
8 Ma poi essi ritornarono gli idoli e la infransero, e il SIGNORE disse: “Mosè! Mosè, scendi presto, poiché il tuo popolo che hai condotto fuori dalla terra d’Egitto ha prevaricato”3. Mosè comprese e gettò via dalle sue mani le due tavole. La loro Alleanza si ruppe affinché quella dell’amato Gesù potesse essere incisa nel nostro cuore, con la speranza della fede .
9 E anche se desidero scrivere molto , mi affretto a scrivere per vostra devozione, non come insegnante, ma come si diventa uno che ama non tralasciare nulla. Facciamo dunque molta attenzione negli ultimi giorni, perché tutto il tempo della nostra vita e della nostra fede non ci gioverà a nulla, a meno che non resistiamo, divenendo figli di DIO in questo malvagio tempo presente, contro le offese che ci arrecheranno, affinché l’Oscuro non abbia alcuna possibilità di entrare in noi.
10 Allontaniamoci da ogni vanità e detestiamo definitivamente le opere della via del peccato. Non ritiratevi in disparte e non vivete da soli come se foste già stati costituiti giusti, ma unitevi agli altri per cercate il bene comune.4
11 Poiché la Scrittura dice: “Guai a coloro che si credono saggi ed intelligenti ai loro occhi”.5 Dobbiamo essere spirituali, divenire il Tempio consacrato a DIO. Quindi per quanto Egli possa risiedere in noi, “esercitiamoci” nel timore di DIO, e sforziamoci di osservare i Suoi Comandamenti per poterci rallegrare nei Suoi decreti.
12 Il SIGNORE giudicherà il mondo senza fare preferenze tra le persone. Ognuno riceverà in base alla proprie opere, se è stato buono, la giustizia camminerà davanti a lui, ma se è stato cattivo, davanti a lui ci sarà la ricompensa per la sua malvagità.
13 Non facciamo che, restando tranquilli essendo stati “chiamati”, ci addormentiamo sui nostri peccati e il Principe del male si impadronisca di noi, allontanandoci dal Regno del SIGNORE.
14 E considerate anche questo fratelli , avete visto dopo quanti segni e prodigi così grandi fatti in Israele, essi poi sono stati abbandonati; facciamo quindi attenzione a non farci trovare come è scritto: “molti saranno chiamati, ma pochi eletti”.6

Capitolo 5

La Nuova Alleanza

1 Per questo il Signore sopportò di consegnare la sua carne alla distruzione perché fossimo santificati con la remissione dei peccati, vale a dire con lo spargimento del suo sangue.
2 Sia per Israele che per noi, la Scrittura di egli dice così: “Fu colpito per le nostre iniquità e fu straziato per i nostri peccati e dalla sua lividura fummo guariti; come pecora fu condotto al macello e come agnello muto davanti al tosatore”7.
3 Bisogna ringraziare il SIGNORE che ci ha fatto conoscere il passato, ci ha resi edotti del presente e siamo capaci di intuire il futuro.
4 La Scrittura afferma che non ingiustamente si tendono reti per gli uccelli8. Ciò significa che giustamente perirà l’uomo che, avendo conosciuto la via della giustizia, prende invece quella delle tenebre.
5 E ancora fratelli , il Maestro ha sopportato la sofferenza per le nostre anime, anche se a suo riguardo il SIGNORE DIO dell’universo durante la fondazione del mondo disse9: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza”10, ed invece poi sopportò la sofferenza per mano degli uomini. Imparate.
6 I profeti, da Colui che ha grazia, profetizzarono in merito a colui che doveva soffrire e reincarnarsi per abolire la morte e per provare la risurrezione dei morti.
7 Egli dimostrò la sopportazione, poiché nella carne doveva essere manifestata, per poter compiere la promessa fatta ai nostri padri. Egli stesso preparò il nuovo popolo, potendo dimostrare sulla terra, che si può risorgere nuovamente, per essere poi da Lui giudicati.
8 Poi, insegnando e compiendo grandi miracoli e portenti, predicò a Israele che amò profondamente.
9 Quando scelse i suoi apostoli per propagandare la Buona Novella11, li scelse tra quelli che erano più gravati di ogni peccato per dimostrare che “non era venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”.12 E in seguito manifestò sestesso come Figlio di DIO.
10  Se non fosse venuto nella carne, gli uomini non avrebbero potuto in alcun modo salvarsi vedendolo, visto che non hanno il potere, quando guardano il sole, di guardare dritto ai suoi raggi. è destinato a perire, egli è opera delle Sue mani.
11 Dunque, per questo il Figlio di DIO si incarnò, per colmare la totalità dei peccati di coloro che perseguitarono e uccisero i Suoi profeti.
12 Per questa causa egli ha sofferto. In merito alla ferita della carne DIO afferma che proprio da coloro proviene: “Quando colpiranno il proprio pastore allora periranno le pecore del gregge”.
13 Egli stesso volle patire così; bisognava che patisse sopra un legno. Dice il profeta di lui: “Risparmia l’anima mia dalla spada”14 e: “Trafiggi con chiodi le mie carni, perché le turbe dei malvagi si sono a me ribellate”. E ancora: “Ecco, ho offerto le mie spalle ai flagelli e le mie guance agli schiaffi: ho reso il mio volto come dura pietra ”.

Capitolo 6

Vittoria di Cristo

1 Del tempo in cui venne a compiere la sua missione, (la Scrittura) che cosa dice? “Chi è che mi giudica? Si presenti davanti a me. Chi vuole giustificarsi davanti a me? Si avvicini al servo del Signore.
2 Guai a voi perché tutti invecchierete come un vestito e il tarlo vi corroderà”. E di nuovo il profeta parla, poiché (Gesù) come dura pietra fu posto per schiacciare: “Ecco, io introdurrò nei fondamenti di Sion una pietra preziosa, scelta, angolare e di gran pregio”. Poi che dice? “E chi crede in essa vivrà in eterno”. Sulla pietra è la nostra speranza? No; ma dice che il Signore ha reso forte la sua carne. Dice, infatti: e “mi pose come dura pietra”. Dice ancora il profeta: “La pietra che i costruttori hanno scartata è divenuta testata d’angolo”. E ancora aggiunge: “Questo è il giorno grande e meraviglioso fatto dal Signore ha”. Io, rifiuto della vostra carità, vi scrivo con molta semplicità perché possiate comprendere. Cosa dice ancora il profeta? “Un gruppo di malvagi mi ha circondato, e mi ha avviluppato come le api il favo” e: “Gettarono la sorte sul mio vestito”. Egli doveva manifestarsi e soffrire nella carne, ma la passione fu rivelata in anticipo. Dice il profeta di Israele: “Guai alla loro anima, perché presero un iniquo consiglio contro sé stessi dicendo: Leghiamo il giusto perché ci è molesto“. Che dice loro un altro profeta, Mosè? “Ecco quello che dice il Signore Dio: Entrate nella terra buona che il Signore ha promesso con giuramento ad Abramo, Isacco e Giacobbe e prendetene possesso come vostra eredità: una terra da cui sgorga latte e miele”. Che cosa dice la Sapienza? Apprendete: “Sperate in Gesù che sta per manifestarsi a voi nella carne”. L’uomo è terra che soffre; Adamo fu plasmato dalla terra. Che significa “nella terra buona, terra sgorgante latte e miele”? (Si indica) Nostro Signore benedetto, o fratelli, che ha posto in noi la sapienza e l’intelligenza dei suoi segreti. Il profeta parla del Signore: chi comprenderà la parabola del Signore se non chi è saggio, intelligente ed ama il Signore? Dopo averci rinnovati col perdono dei peccati, ci ha plasmati con un’altra forma, come se avessimo l’anima dei fanciulli, e ci ha di nuovo creati. Di noi parla la Scrittura quando riferisce al Figlio: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza, ed essi (gli uomini) dominino sulle fiere della terra, sugli uccelli del cielo, e sui pesci del mare”. Il Signore, vedendo la nostra bella forma, disse: “Crescete e moltiplicatevi e riempite la terra”. Questo per il Figlio. Ti mostrerò, poi, come parla a noi. Negli ultimi tempi fece una seconda creazione. Dice il Signore: “Ecco, io faccio le ultime cose come le prime”. In questo senso parlò il profeta: “Entrate in una terra sgorgante latte e miele e siatene padroni”. Dunque, noi fummo creati una seconda volta, e lo dice (la Scrittura) in un altro profeta: “Ecco, dice il Signore, io toglierò a costoro – cioè a quelli che lo Spirito del Signore ha previsti, – il cuore di pietra e darò loro un cuore di carne”. Egli stesso doveva manifestarsi nella carne e abitare in noi. Fratelli miei, l’abitazione del nostro cuore è per il Signore un tempio santo. Dice di nuovo il Signore: “Dove apparirò dinanzi al Signore mio Dio e dove sarò glorificato?”. E dice: “Lo confesserò a te nell’assemblea dei miei fratelli e canterò te in mezzo all’assemblea dei santi”. Noi siamo coloro che introdusse nella terra buona. Perché, dunque, latte e miele? Perché il bambino cresce nella vita prima col miele, poi con il latte. Così anche noi, vivificati nella fede della promessa e nella parola, crescendo vivremo dominando la terra. Prima ha detto: “Crescano, si moltiplichino e dominino sui pesci”. Chi ora è capace di dominare sulle fiere o sui pesci o sugli uccelli? Dobbiamo avvertire che il dominare è avere il potere, perché uno ordinando padroneggia. Se ciò non avviene ora, ci fu detto quando (avverrà): quando saremo perfetti per essere gli eredi del testamento del Signore.

1 Citazione del Primo Libro di Enoch, tuttavia la versione latina dell’epistola attribuisce erroneamente la frase citata a Daniele e non ad Enoch in quanto apocrifo nel tardo canone Cristiano
2 Riferimento al Capitolo 7 del Libro di Daniele
3 Esodo 32, 7-8
4
La comunità, e quindi la fratellanza, è stata insieme alla fede l’arma principale dei primi giudeo-cristiani che nonostante le perseguitazioni riuscirono a conquistarsi un posto di rilievo negli imperi del Mondo
5 Riferimento ad Isaia 5, 21
6 Riferimento alle parole di Gesù nel Vangelo secondo Matteo 22, 14
7 Riferimento a Isaia 53, 5-8
8 Riferimento a Proverbi 1, 17 con il significato che gli uomini accorti dovrebbero sfuggire al pericolo, come gli uccelli istintivamente evitano le reti visibilmente distese.Ma gli stupidi peccatori corrono verso la propria rovina (Salmi 9, 16)
9 Questo intero versetto è stato interpretato in diversi modi, riportiamo qui il testo greco per poter più facilmente arrivare alla comprensione del messaggio di Barnaba: ὑπέμεινεν (egli è rimasto) + παθεῖν (“pathein” sofferente) + περὶ τῆς (su/nei riguardi di) + ψυχῆς (anima/mente) + ἡμῶν, (noi/nostri,) + ὢν (essere) + παντὸς (tutto) + τοῦ (del) + κόσμου (mondo) + Κύριος (“Kurios” Signore/Mesetro) + ᾧ (lui) + εἶπεν (terza persona del verbo dire) + ὁ (il/quello) + Θεὸς (“Teos” DIO) + πὸ (da/del) + καταβολῆς (fondazioni) + κόσμου (mondo)
10 Riferimento a Genesi 1, 26
11 La parola originale è Εὐαγγέλιον “euángelos” che significa “portare buone notizie” (da εὐ- eu-, “buono” + ἄγγελος ángelos, “messaggero”) che più tardi sarà tradotto con il Vangelo
12 Riferimento a Marco 2, 17 e Lc 5, 32
13 Zaccaria 13, 6-7
14 Salmo 21 (22) 20

Capitolo 7

Il digiuno e il capro espiatorio

Considerate, figli della gioia, che il Signore buono ci manifestò in anticipo ogni cosa perché conoscessimo chi dobbiamo sempre ringraziare. Se il Figlio di Dio che è Signore e che dovrà giudicare i vivi e i morti, patì perché la sua piaga ci vivificasse, crediamo che il Figlio di Dio non poteva patire che per noi. Ma posto sulla croce gli fu dato a bere aceto e fiele. Ascoltate come su questo si sono espressi i sacerdoti del tempio. Era scritto il comandamento: “Chi non avrà digiunato nel giorno del digiuno sarà condannato a morte”. Il Signore aveva così ordinato perché anche lui per i nostri peccati avrebbe offerto in sacrificio il suo corpo in modo che si compisse la figura manifestatasi in Isacco offerto sopra l’altare. Che dice nel profeta?

“Mangino la carne del capro offerto durante il digiuno per i peccati di tutti”. Notatelo bene: “E i soli sacerdoti mangino le viscere non lavate con aceto”. Perché? “Perché darete a bere fiele e aceto a me che sto per offrire il mio corpo per i peccati del mio popolo nuovo. Voi soltanto ne mangerete, mentre il popolo digiunerà e si flagellerà nel sacco e nella cenere, per mostrare che per la loro colpa bisogna soffrire. Attenzione a quanto fu ordinato: “Prendete due capri belli e uguali, offriteli, e il sacerdote prenda uno di quelli come olocausto per i peccati”. E dell’altro che faranno? Maledetto, dice, sarà uno. Attenzione a come viene rivelata la figura di Gesù. “E tutti sputate su quello, trafiggetelo e ponete intorno al suo capo la lana rossa, e così sia cacciato nel deserto”. Così è avvenuto. Chi porta il capro lo conduce nel deserto, gli toglie la lana rossa e la pone sopra un cespuglio chiamato rovo, di cui usiamo mangiare i frutti quando li troviamo in campagna; solo i frutti del rovo sono così dolci.

Che significa questo? Attenzione: “L’uno (dei due capri) sarà portato sull’altare, l’altro sarà maledetto”; e perché quello maledetto viene coronato? Perché un giorno lo vedranno con la veste rossa intorno al corpo e diranno: non è colui che abbiamo crocifisso, oltraggiato e sputacchiato? Veramente era lui che allora diceva di essere Figlio di Dio. Come mai è simile all’altro?

Per questo (è scritto) capri simili, belli, uguali, perché quando i malvagi lo vedranno venire, siano colpiti dalla somiglianza del capro. Ecco la figura di Gesù che doveva patire. E perché hanno messo la lana in mezzo alle spine? È la figura di Gesù per la Chiesa. Chiunque voglia prendere la lana rossa bisogna che patisca molto per la paura delle spine e dolorante potrà prenderla. “Così, – dice – quelli che desiderano vedermi e raggiungere il mio regno devono seguirmi nelle tribolazioni e nelle sofferenze”.

Capitolo 8

Il sacrificio della giovenca

Quale figura pensate che si rappresenti, quando ad Israele fu ordinato che gli uomini imputabili di colpe gravissime offrissero una giovenca, la sgozzassero e la bruciassero? Inoltre, che i fanciulli ne raccogliessero le ceneri, le ponessero in vasi e legassero intorno al legno la lana rossa (di nuovo l’immagine della croce e la lana rossa) e l’issopo, e che con esso i fanciulli aspergessero uno ad uno tutto il popolo perché sia purificato dai suoi peccati? Considerate la semplicità con cui vi parla. La giovenca è Gesù; i peccatori che la offrono sono coloro che lo condussero al sacrificio. Basta con questi uomini, basta con la gloria dei peccatori!

I fanciulli che aspergono sono quelli che ci hanno annunziato la remissione dei peccati e la purificazione del cuore. Ad essi fu conferita la facoltà di predicare il vangelo, e sono dodici a testimonianza delle tribù, poiché dodici erano le tribù di Israele. Perché sono tre i fanciulli che aspergono? Per testimonianza ad Abramo, Isacco e Giacobbe, grandi presso Dio. Perché la lana sul legno? Perché il regno di Gesù è sul legno e chi spera in lui vivrà in eterno. Perché insieme la lana e l’issopo? Perché durante il suo regno vi saranno giorni tristi e torbidi, durante i quali noi saremo salvati. Chi soffre nella carne viene curato dalla corteccia dell’issopo. Questi fatti appaiono chiari a noi, invece sono oscuri per quelli che non hanno ascoltato la voce del Signore.

Capitolo 9

La circoncisione dell’udito

A proposito degli orecchi dice come ha circonciso il nostro cuore. Parla il Signore nel profeta: “Mi hanno ubbidito con il loro orecchio”, e dice ancora: “Con l’udito ascolteranno i lontani e conosceranno le mie opere”; e “circoncidete i vostri orecchi”, aggiunge il Signore. E ancora: “Ascolta, Israele, queste cose dice il Signore Dio tuo”. “Chi è colui che vuol vivere in eterno?  Ascolti con attenzione la voce del mio figlio”. E ancora: “Ascolta, o cielo, e tu, o terra, porgi l’orecchio, poiché il Signore disse questo a testimonianza per voi”. E ancora: “Udite la parola del Signore, voi principi di questo popolo”. E ancora: “Ascoltate o figli la voce di colui che grida nel deserto”. Dunque, ha circonciso i nostri orecchi, perché, ascoltando la parola, noi crediamo.

Invece, viene abolita la circoncisione in cui essi hanno posto fiducia. (Il Signore) aveva parlato di una circoncisione da non fare nella carne. Ma essi trasgredirono, perché l’ingannò un angelo cattivo. Riferisce loro: “Questo dice il Signore Dio nostro” (qui trovo il precetto): “Non seminate tra le spine, ma circoncidetevi per il Signore vostro”. Che cosa poi aggiunge? “Circoncidete la durezza del vostro cuore”. E ancora: “Ecco, dice il Signore, tutti i popoli gentili sono circoncisi nel prepuzio, questo popolo è incirconciso nel cuore”. Ma tu dirai: “Il popolo si circoncide per un sigillo”. Però si circoncidono ogni siro e ogni arabo e tutti i sacerdoti degli idoli. Dunque, appartengono all’alleanza. Anche gli egizi sono circoncisi. Apprendete, figli dell’amore, più particolareggiatamente queste cose. Abramo, praticando per primo la circoncisione, prevedeva nello spirito Gesù, conoscendo i simboli delle tre lettere. (La Scrittura) infatti, dice: “Abramo circoncise trecentodiciotto uomini della sua casa”. Quale era il significato a lui rivelato? Lo comprendete perché dice prima diciotto e, fatta una separazione, aggiunge trecento. Diciotto si indica con iota = dieci ed eta = otto. Hai Gesù. Poiché la croce è raffigurata nel tau che doveva comportare la grazia, aggiunge anche trecento. Indica Gesù nelle due prime lettere e la croce nell’altra. Chi ha posto in noi il dono della sua dottrina lo sa.  Nessuno ha imparato da me parola più sincera, ma so che voi ne siete degni.

Capitolo 10

La legge alimentare degli ebrei – La spiegazione nel Salterio

Mosè nel dire: “Non mangiate né maiale, né aquila, né sparviero, né corvo, né pesci che non abbiano squame” aveva in mente tre precetti. Infine dice loro nel Deuteronomio: “Comunicherò al mio popolo le mie decisioni”. Dunque, non è precetto divino il non mangiare, e Mosè parlava nello spirito. Quanto alla carne di maiale è da intendere: non unirti agli uomini che sono tali da rassomigliare ai porci. Quando gozzovigliano si dimenticano del Signore, quando, invece, hanno bisogno si ricordano di lui.  Proprio come il maiale che quando mangia non conosce il padrone, quando poi ha fame grugnisce, e smette se riceve. “Non mangerai l’aquila, né lo sparviero, né il nibbio, né il corvo” significa: non unirti, né essere simile a uomini tali che non sanno procurarsi il cibo con la fatica e il sudore, ma rubano iniquamente la roba d’altri e stanno spiando mentre sembrano camminare con aria innocente e osservano chi spogliare per cupidigia. Sono come questi uccelli, i soli che non si procurano il nutrimento, ma oziosi, appollaiati, cercano di divorare la carne altrui, pestiferi per la loro malvagità. Inoltre: “Non mangerai né murena, né polipo, né seppia”. Significa: non sarai simile, né ti unirai agli uomini che sino alla fine sono empi e vengono giudicati per la morte, come questi pesci, i soli che nuotano nelle profondità e non emergono come gli altri, ma vivono nei fondali giù nell’abisso. Ma anche: “Non mangerai la lepre”. Come mai? Vuol dire di non farti corruttore, né simile ad essi, perché la lepre ogni anno cambia sesso. Quanti anni vive, tanti fori ha. “Non mangiare la iena”: significa non diventare adultero né seduttore né simile ad essi. Perché? Questo animale cambia natura e diventa ora maschio ora femmina. Ha detestato a ragione anche la faina. E significa che non devi essere di quelli che sappiamo commettere impurità con la bocca, né unirti alle donne perverse che commettono tali impurità. Questo animale, invero, concepisce con la bocca. Mosè, avendo ricevuto tre precetti sui cibi, parlò in senso spirituale. Quelli, invece, li ricevettero secondo la passione della carne, nel senso materiale di alimento. David comprese il senso dei tre comandamenti e dice similmente: “Beato l’uomo che non ha camminato nel consiglio degli empi”, come i pesci che camminano nell’oscurità degli abissi, e non si ferma nella via dei peccatori, come coloro che mostrano di temere il Signore e poi peccano come il maiale, e non si è seduto sulla cattedra delle pestilenze, come i volatili appollaiati per la rapina. Avete il significato pieno sul nutrimento. Mosè dice pure: “Nutritevi di ogni animale che ha il piede diviso e che rumina”. Perché lo dice?: (è l’animale) che quando prende il cibo conosce chi lo nutre e quando riposa sembra che gioisca in lui. Disse bene guardando al precetto. Cosa dice dunque? Siate uniti a quelli che temono il Signore, a quelli che meditano nel cuore il senso esatto della parola che hanno appreso, che parlano dei comandamenti del Signore e li osservano, che sanno che la meditazione è di letizia e che ruminano la parola del Signore. Quale il senso del piede diviso? Che il giusto cammina in questo mondo e aspetta la beata eternità. Considerate come ebbe a legiferare saggiamente Mosè. Ma come è possibile per loro cogliere e penetrare tutto ciò? Noi, avendo capito esattamente i precetti, li esprimiamo come ha inteso il Signore. Per questo ha circonciso i nostri orecchi e i nostri cuori, perché comprendessimo queste cose.

Capitolo 11

Il Battesimo

Indaghiamo se il Signore ebbe intenzione di parlare in anticipo dell’acqua (battesimale) e della croce. In quanto all’acqua è scritto che Israele non avrebbe ricevuto il battesimo che porta alla remissione dei peccati, ma ne avrebbe costituito uno per sé. Dice, infatti, il profeta: “Stupisci, o cielo, e ancora di più tremi la terra, perché questo popolo commise due delitti: abbandonò me fonte di vita e si scavò una cisterna di morte”. “Non è pietra arida il sacro monte di Sion. Voi sarete come gli uccellini che volano privati del nido”. Ancora dice il profeta: “Io camminerò davanti a te, spianerò i monti, spezzerò le porte di bronzo, romperò le sbarre di ferro e ti darò tesori segreti, nascosti, invisibili, perché riconoscano che io sono il Signore Dio. Abiterai in un’alta caverna di roccia forte e la sua acqua è certa. Vedrete il re nella gloria e la vostra anima mediterà il timore del Signore”.

Ancora in un altro profeta dice: “Chi agisce così sarà come un albero piantato lungo i corsi d’acqua e che darà frutto a suo tempo e le sue fogli non cadranno mai. Riusciranno tutte le sue opere. Non così, non così gli empi, ma come pula che il vento disperde dalla faccia della terra. Per questo gli empi non si alzeranno nel giudizio, né i peccatori nell’assemblea dei giusti, perché il Signore conosce la via dei giusti e la via degli empi andrà in rovina”. Notate che ha designato nel contempo l’acqua e la croce.

Egli vuol significare questo: beati coloro che, avendo sperato nella croce, scesero nell’acqua, e indica la mercede con “a suo tempo”. Allora, promette, darò. Per il presente dice che le foglie non cadranno, a significare che ogni parola che uscirà dalla loro bocca nella fede e nell’amore, sarà per la conversione e la speranza di molti. E di nuovo un altro profeta dice: “E la terra di Giacobbe era celebrata sopra ogni terra”, per dimostrare che Dio glorifica il vaso del suo spirito. Poi, che dice? “E vi era un fiume che scorreva da oriente e dal quale si alzavano alberi fiorenti; chiunque mangerà dei loro frutti vivrà in eterno”. Questo significa che noi discendiamo nell’acqua pieni di peccati e di lordura e ne risaliamo portando il frutto nel cuore, avendo nello spirito il timore e la speranza in Gesù. “E chi mangerà di essi vivrà in eterno” vuol dire: chiunque ascolterà queste parole e crederà, vivrà in eterno.

Capitolo 12

La croce – Giosuè

Ugualmente riparla della croce in un altro profeta: “E quando tali cose si compiranno?”. Dice il Signore: “Quando il legno sarà steso a terra e poi risollevato, e quando dal legno il sangue stillerà”. Ecco ancora che si parla della croce e di chi doveva essere crocifisso. (Il Signore) parla un’altra volta a Mosè, quando Israele combatteva contro i nemici, per ammonirli, mentre erano in guerra, che per i loro peccati erano stati consegnati alla morte. Lo Spirito parla al cuore di Mosè di rappresentare la figura della croce e di chi avrebbe dovuto patire (su di essa), per significare che se non crederanno in Lui saranno in guerra eterna. Mosè in mezzo al combattimento ammucchiò armi su armi, e postosi più in alto di tutti distese le braccia, e così Israele vinceva nuovamente. Quando le abbassava, di nuovo venivano uccisi. Perché? Perché sapessero che non si potevano salvare, se non sperando in Lui. Ancora, dice in un altro profeta: “Per tutto il giorno ho steso le mie braccia verso un popolo disubbidiente e che si oppone al mio retto cammino”. Ancora una volta mentre Israele soccombeva, Mosè rappresenta la figura di Gesù, perché Egli doveva patire e proprio quello che credevano morto sulla croce avrebbe dato la vita. Il Signore fece che ogni sorta di serpenti li mordesse e morivano (invero la prevaricazione di Eva avvenne per mezzo del serpente), per convincerli che a causa della loro prevaricazione erano stati consegnati alla tortura della morte. Del resto lo stesso Mosè aveva ordinato: “Nessun oggetto fuso o scolpito sarà vostro dio”, ma egli ne compose uno per mostrare la figura di Gesù. Mosè fece un serpente di bronzo, lo innalzò solennemente e chiamò con un bando il popolo. Quando convennero allo stesso luogo pregarono Mosè che facesse una preghiera per la loro guarigione. Disse loro Mosè: “Quando uno di voi viene morsicato, venga vicino al serpente che è sopra il legno e speri credendo che, pur essendo morto, può dare la vita e subito sarà salvato”. E così fecero. Hai di nuovo anche in ciò la gloria di Gesù, poiché ogni cosa è per lui e in lui. Che cosa dice ancora Mosè di Gesù figlio di Nave, che era profeta, dopo che egli gli ebbe imposto il nome, solo perché tutto il popolo ascoltasse che il Padre rivela ogni cosa intorno al Figlio suo Gesù? Dice Mosè intorno a Gesù figlio di Nave, appena gli diede questo nome e lo mandò quale esploratore della regione: “Prendi un libro nelle tue mani, e scrivi ciò che il Signore dice, e cioè che il Figlio di Dio negli ultimi giorni taglierà dalle radici tutta la casa di Amalech”. Ecco, di nuovo Gesù, non figlio dell’uomo, ma Figlio di Dio, apparso in figura nella carne. Poiché avrebbero detto che Cristo è figlio di David, lo stesso David temendo e prevedendo l’errore dei peccatori, profetizza: “Disse il Signore al mio Signore: siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi”. Ancora Isaia dice così: “Disse il Signore al Cristo mio Signore, del quale io presi la destra: lo ascoltino le genti, ed io distruggerò il potere dei re”. Vedi come David lo chiama Signore e non lo chiama figlio.

Capitolo 13

Ebrei e cristiani come eredi dell’Alleanza

Vediamo se eredita questo popolo o il primo e se l’alleanza è per noi o per loro. Ascoltate dunque che cosa dice la Scrittura del popolo: “Isacco pregava per la moglie Rebecca perché era sterile. Essa concepì”. E poi: “Rebecca uscì per interrogare il Signore, e il Signore le disse: Due nazioni sono nel tuo ventre e due popoli nel tuo cuore, e un popolo vincerà l’altro e il maggiore servirà il minore”. Bisogna comprendere chi è Isacco e chi è Rebecca e per chi ha mostrato che questo popolo è più grande dell’altro. E in un’altra profezia Giacobbe parla più chiaramente a Giuseppe suo figlio: “Ecco, il Signore non mi privò della tua presenza: conduci a me i tuoi figli perché li benedirò”. E condusse Efraim e Manasse, volendo che fosse benedetto Manasse che era più vecchio; Giuseppe l’aveva condotto alla destra del padre Giacobbe che vide nello spirito la figura del popolo futuro. E cosa dice? “E Giacobbe incrociò le mani e pose la destra sulla testa di Efraim, il secondo e più giovane, e lo benedisse. E Giuseppe parlò a Giacobbe: “Porta la tua destra sul capo di Manasse che è il figlio primogenito”. E Giacobbe rispose a Giuseppe: “Lo so, figlio, lo so, ma il maggiore servirà il minore e questo sarà benedetto”. Vedete per chi fu stabilito che questo è il primo e l’erede dell’alleanza. Se ciò fu ancora ricordato, da Abramo ne abbiamo una conoscenza perfetta. Che cosa dice ad Abramo, che per avere da solo creduto gli fu computato a giustizia? “Ecco, posi te, Abramo, quale padre dei popoli che pur non circoncisi credono in Dio”.

Capitolo 14

Il compimento della Promessa agli ebrei

Certamente. Ma indagando, vediamo se l’alleanza che (Dio) giurò ai padri, la diede effettivamente al popolo. La diede, sì, ma essi per i loro peccati non furono degni di riceverla. Dice il profeta: “E Mosè per quaranta giorni e quaranta notti digiunando rimase sul monte Sinai per ricevere il testamento del Signore per il popolo. E Mosè ricevette dal Signore le due tavole scritte nello spirito dal dito della mano del Signore”. Ricevutele, Mosè le portava al popolo per consegnarle. Il Signore disse a Mosè: “Mosè, Mosè, scendi subito perché il tuo popolo, che portasti dall’Egitto, ha prevaricato. E Mosè comprese che avevano di nuovo fabbricato gli idoli di metallo fuso e gettò a terra con le mani le tavole, e così si spezzarono le tavole dell’alleanza del Signore”. Mosè la ricevette, ma essi non ne furono degni. Sappiate come noi la ricevemmo. Mosè da servitore l’aveva ricevuta, il Signore stesso, invece, la diede a noi, al popolo erede, avendo sofferto per noi. Egli apparve al mondo, perché essi colmassero la misura dei peccati e noi ricevessimo l’alleanza mediante Gesù Signore che è l’erede. Egli si preparò a questo, a manifestarsi per liberare dalle tenebre i nostri cuori consunti e consegnati alla morte dall’iniquità della colpa e stabilire con la parola l’alleanza con noi. Sta scritto infatti che il Padre gli impose di liberarci dalle tenebre e di prepararsi un popolo santo. Dice, dunque, il profeta: “Io sono il Signore Dio tuo, ti ho chiamato nella giustizia e prenderò la tua mano e la fortificherò; ti posi come alleanza per il popolo, come luce delle nazioni, per aprire gli occhi dei ciechi e per liberare i prigionieri dalle catene e dal carcere quelli che sono nelle tenebre”. Conosciamo, dunque, da dove fummo liberati. Ancora il profeta parla: “Ecco, ti ho posto come luce dei popoli per essere la salvezza sino ai confini della terra. Così dice il Signore, il Dio che ti ha liberato”.

Ancora dice il profeta: “Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per predicare agli umili la grazia e mi ha mandato a risanare quelli che hanno il cuore contrito, per annunziare ai prigionieri la libertà e ai ciechi la vista, a proclamare l’anno accetto al Signore e il giorno della retribuzione, a consolare tutti gli afflitti”.

1 ? Cap. 16. In Barn. 16:5 l’autore scrive: “Dice infatti la Scrittura: «E avverrà che negli ultimi giorni il Signore consegnerà alla rovina le greggi del pascolo, l’ovile e la loro torre»”, il passo citato dall’autore dell’epistola di Barnaba non si riscontra nella Scrittura ebraica e si è supposto che provenga da 1 Enoc. Anche Barn. 16:6, che legge: “Infatti sta scritto: «Avverrà che, compiuta la settimana, il tempio glorioso di Dio sarà edificato nel nome del Signore»” viene interpretato come allusione a 1 Enoc oppure alla profezia delle settanta settimane di cui in Dan. 9:24-27

Capitolo 15

Il sabato

Inoltre del sabato è scritto nei dieci comandamenti quando (Dio) parlò a Mosè di persona sul monte Sinai: “Santificate il sabato del Signore con mani pure e con cuore puro”. E in un’altra parte dice: “Se i miei figli osserveranno il sabato, allora stenderò la mia misericordia su di loro”. Parla del sabato al principio della creazione: “E Dio fece in sei giorni le opere delle sue mani e le terminò nel settimo giorno e in quello si riposò e lo santificò”. Osservate, o figli, che cosa significa “terminò in sei giorni”.
Questo dice che in seimila anni il Signore compirà ogni cosa. Un giorno, per lui, infatti, vale mille anni. Egli stesso, secondo me, lo testimonia dicendo: “Ecco, un giorno del Signore sarà come mille anni”. Dunque, o figli, in sei giorni, ossia in seimila anni saranno compiute tutte le cose. “E riposò nel settimo giorno” che significa: quando, venuto il Figlio suo, distruggerà il tempo dell’iniquo e giudicherà gli empi e muterà il sole, la luna e le stelle, allora ben riposerà nel settimo giorno. Poi dice: “Lo santificherai con mani pure e con cuore puro”. Se ci fosse uno che puro di cuore potesse santificare il giorno che Dio ha santificato ci inganneremmo del tutto. Se non ora, lo potremo però noi stessi quando riposando gloriosamente lo santificheremo, giustificati e in possesso della promessa; non ci sarà più l’ingiustizia, poiché tutte le cose sono state rinnovate dal Signore. Allora lo potremo santificare, essendo stati noi prima santificati. Infine, disse loro: “Non gradisco le novene e i sabati”. Vedete come dice: “Non mi sono ora accetti i sabati, ma quello che ho stabilito, nel quale, ponendo fine a tutte le cose, farò il principio dell’ottavo giorno che è l’inizio del nuovo mondo. Per questo passiamo nella gioia l’ottavo giorno in cui Gesù risorse dai morti e manifestatosi salì ai cieli.

Capitolo 16

Il Tempio

Ancora per quanto concerne il tempio, vi dirò che quei miseri, ingannandosi, sperarono in un edificio come se fosse la casa di Dio, e non nel Dio che li aveva creati. Lo hanno quasi relegato in un tempio come i pagani. Ma imparate come parla il Signore per averlo abrogato: “Chi ha misurato il cielo con la spanna o la terra con la mano? Non io, dice il Signore. Il cielo è il mio trono e la terra lo sgabello dei miei piedi. Quale casa potreste edificarmi, o in quale il luogo sarà il mio riposo?”. Vedete come era vana la loro speranza. Inoltre dice: “Ecco quelli che hanno distrutto questo tempio, essi lo edificheranno”. E si avvera. Durante la loro guerra fu distrutto dai nemici. Ora gli stessi servitori dei nemici lo riedificheranno. Era stato ancora preannunziato che la città, il tempio e il popolo di Israele sarebbero stati consegnati (ai nemici). Dice infatti la Scrittura: “E avverrà che negli ultimi giorni il Signore consegnerà alla rovina le greggi del pascolo, l’ovile e la loro torre””. E accadde come aveva detto il Signore. Indaghiamo se esiste il tempio di Dio. Esiste dove egli stesso dice di costruirlo e portarlo a termine.
Infatti sta scritto: “Avverrà che, compiuta la settimana, il tempio glorioso di Dio sarà edificato nel nome del Signore”. Trovo dunque che il tempio c’è. Ora imparate come sarà edificato nel nome del Signore. Prima che noi avessimo creduto in Dio, l’abitacolo del nostro cuore era corruttibile e debole come tempio veramente edificato dalla mano. Era pieno di idolatria ed era la casa dei demoni per l’operare quanto era contrario a Dio. “Sarà edificato nel nome del Signore”: riflettete perché il tempio del Signore sarà gloriosamente edificato. In che modo? Imparate. Ottenuta la remissione dei peccati e sperando nel suo nome siamo divenuti nuovi, rigenerati dal principio. Perciò Dio abita veramente nella nostra dimora, in noi. Come? La sua parola di fede, la chiamata della sua promessa, la sapienza delle sue leggi, i precetti della dottrina ed egli stesso profetizzando in noi, abitando in noi e aprendoci la porta del tempio che è la nostra bocca, e dandoci il pentimento, ci porta da schiavi della morte nel tempio incorruttibile. Chi desidera salvarsi non guarda all’uomo, ma a chi abita e parla in lui, meravigliato di non aver udito chi dice tali parole né di aver desiderato di udirle. Questo è il tempio spirituale edificato dal Signore.

Capitolo 17

Conclusione della prima parte

Ho spiegato a voi quanto era nella semplicità possibile, e l’anima mia spera di non aver tralasciato nulla. Se vi scrivo delle cose presenti o future, non mi comprenderete perché sono avvolte nell’allegoria.

Capitolo 18

Le due vie

Basta così. Passiamo ad un’altra conoscenza e dottrina. Due sono le vie dell’insegnamento e della libertà; quella della luce e quella delle tenebre. Grande è la differenza tra queste due vie. Per l’una sono disposti gli angeli di Dio apportatori di luce, per l’altra gli angeli di Satana. L’uno è il Signore dei secoli nei secoli, l’altro è principe di questo tempo di iniquità.

Capitolo 19

La via della luce

Questa, pertanto, è la via della luce. Se qualcuno vuole pervenire ad un luogo determinato non risparmi le sue fatiche. Questa è l’indicazione dataci per camminare su tale via. Amerai chi ti ha creato, temerai chi ti ha plasmato, glorificherai chi ti ha liberato dalla morte. Sarai semplice di cuore e ricco di spirito e non ti unirai a coloro che camminano sulla strada della morte. Odierai tutto ciò che non piace a Dio ed ogni ipocrisia e non abbandonerai i precetti del Signore. Non ti vanterai, sarai, invece, umile in tutto senza cercare gloria per te. Non adotterai un malvagio proposito contro il tuo prossimo e non darai arroganza alla tua anima. Non fornicherai, non sarai adultero né corromperai i fanciulli. Non esca da te la parola di Dio frequentando i depravati.

Non considerare la persona nel riprendere qualcuno per la caduta. Sarai mansueto, tranquillo e temerai le parole che hai ascoltato. Non avrai rancore contro tuo fratello. Non dubitare se avverrà o non avverrà l’una o l’altra cosa. Non pronunzierai il nome del Signore. Amerai il prossimo tuo più della tua anima. Non ucciderai il bambino con l’aborto e non lo farai morire appena nato. Non allontanare la mano da tuo figlio e da tua figlia, ma dall’infanzia insegnerai loro il timore di Dio. Non essere desideroso dei beni del tuo prossimo, né essere avaro. Non ti legare nell’anima ai superbi, ma frequenterai gli umili e i giusti.

Accetta gli avvenimenti che ti capitano come un bene, sapendo che nulla avviene senza Dio. Non sarai doppio nel pensiero e nella parola; laccio di morte è la doppiezza della parola. Sii sottomesso ai padroni come ad immagine di Dio con rispetto e timore. Non comanderai con asprezza al tuo servo e alla tua serva che sperano nello stesso Dio, perché non abbiano a perdere il timore di Dio che è sugli uni e sugli altri. Egli non venne a chiamare secondo la persona, ma quelli che lo Spirito ebbe a preparare. Renderai comune ogni cosa col tuo prossimo e non dirai che è tua. Se avete in comune ciò che è incorruttibile, quanto più quello che è corruttibile. Non essere loquace, laccio di morte è la bocca. Per quanto potrai, sarai casto per la tua anima. Non avere le mani larghe nel prendere, e strette nel dare. Amerai come la pupilla del tuo occhio chi ti dice la parola di Dio. Giorno e notte ti ricorderai del giudizio. Cercherai sempre di affaticarti con la predicazione andando ad esortare e preoccupandoti di salvare l’anima con la parola, o di lavorare con le mani per espiare le tue colpe. Non esitare nel concedere e non brontolare nel dare e conoscerai chi è il tuo buon rimuneratore. Custodirai ciò che hai ricevuto senza aggiungere e senza togliere. Odierai il male sino alla fine. Giudicherai con giustizia. Non creare divisioni, cerca, invece, la pace riconciliando i contendenti. Confesserai i tuoi peccati e non ti recherai alla preghiera con coscienza agitata.

Capitolo 20

Esortazione finale

La via del nero è tortuosa e piena di maledizioni. È la via della morte eterna nel castigo, in cui si hanno le cose che rovinano l’anima: idolatria, arroganza, superbia di potere, ipocrisia, doppiezza di cuore, adulterio, omicidio, rapina, disprezzo, trasgressione, inganno, malizia, alterigia, veneficio, magia, avarizia, mancanza di timore di Dio. coloro che vessano i buoni, odiano la verità, amano la menzogna, non riconoscono il guadagno della giustizia, non aderiscono al bene né al giudizio giusto, non si curano della vedova e dell’orfano, non vegliano per il timore di Dio, ma per il male, e da essi sono assai lontano la mansuetudine e la pazienza, amano la vanità e si procacciano la ricompensa. Sono crudeli verso il povero, indolenti verso il sofferente, facili alla maldicenza, ingrati verso il loro creatore, uccisori dei figli, distruttori del plasma creato da Dio, incuranti del bisogno, oppressori del tribolato, avvocati dei ricchi, giudici cattivi dei poveri, peccatori in tutto.

Capitolo 21

Conclusione e subscriptio

È bene, dunque, imparare i comandamenti del Signore, quali sono stati scritti per seguirli. Chi fa questo sarà glorificato nel regno di Dio; chi sceglie, invece, le altre cose perirà con le sue opere. Per questo c’è una risurrezione, per questo c’è un premio. Prego voi che siete superiori di accettare un consiglio dalla mia benevolenza. In mezzo a voi avete per chi operare il bene, non trascuratelo. È vicino il giorno in cui periranno tutte le cose con il maligno. “È vicino il Signore e la sua ricompensa”.

Ancora vi chiedo: siate buoni legislatori di voi stessi, rimanete vostri fedeli consiglieri, allontanate da voi ogni ipocrisia. Dio che domina tutto l’universo vi conceda sapienza, intelligenza, scienza, conoscenza dei suoi precetti, costanza. Siate discepoli di Dio cercando che cosa il Signore vuole da voi e operate per trovarvi pronti nel giorno del giudizio. Se vi ricordate del bene, ricordatevi di me quando meditate queste cose, perché il mio zelo e la mia vigilanza portino a qualche vantaggio. Ve lo chiedo come una grazia. Sino a quando il bel vaso è con voi, non trascurate nulla delle cose vostre, ma ricercatele continuamente e adempite ogni precetto. Sono cose degne. Per questo mi sono affrettato a scrivervi quello che potevo per darvi gioia.

Vi saluto, figli dell’amore e della pace. Il Signore della gloria e di ogni carità sia col vostro spirito.


Traduzione ASH Dicembre 2020
Ogni traduzione realizzata da Abrahamic Study Hall è priva di copyright, realizzata per beneficenza, con il fine di divulgazione del Messaggio delle Sacre Scritture

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