Filosofia: L’Amore per la Conoscenza

Filosofia: L’amore per la conoscenza

Filosofia deriva dalla parola greca φιλοσοφία, ovvero philosophía, composto di φιλεῖν “phileîn”=amare, e σοφία “sophía”=conoscenza, ossia “amore per la Conoscenza“. Al giorno d’oggi si riferisce principalmente allo studio di domande generali e fondamentali, specialmente riguardo DIO, la vita, l’aldilà, l’esistenza, la sapienza, la morale, la ragione, la mente. Tuttavia tradizionalmente questo sapere si rivolgeva ad un campo molto più ampio, avvolgendo l’intero emisfero della comprensione, ed includeva sia la Teologia che le Scienze, “rami” che oggi non sembrano appartenere a questa “pianta” (Albero della Conoscenza). Il filosofo, è l’uomo o la donna che pensano con il proprio cervello e senza limitarsi a farsi le domande, ma impegnandosi a trovare le risposte, studiando ed usando elaborazioni dei propri predecessori come dottrina.

Le domande da risolvere sono spesso poste come problemi da studiare e contemplare, ed il termine φιλοσοφία fu probabilmente coniato da Pitagora (circa 570 – 495 a.C.). I metodi filosofici includono domande, discussioni critiche, argomentazioni razionali e presentazioni sistematiche.
Anche Cartesio (come nel Giardino dell’Eden nella Bibbia) utilizzava la metafora di un albero per far comprendere la filosofia:

Quindi, tutta la Filosofia è come un albero, di cui la Metafisica è la radice, la Fisica il tronco, e tutte le altre scienze i rami che crescono fuori da questo tronco, che sono ridotti a tre principali, la Medicina, la Meccanica e la Morale [l’Etica]. Dalla scienza della Morale, comprendo il più alto e il più perfetto che, presupponendo una conoscenza completa delle altre scienze, è l’ultimo grado di Sapienza.
(Cartesio)

 

Prima ancora che indagine speculativa, la filosofia quindi era la disciplina che assunse anche i caratteri della conduzione del “modo di vita”, ad esempio nell’applicazione concreta dei principi dedotti attraverso la riflessione ed il pensiero, ed in questa forma, sorse e si sviluppò nell’antica Grecia. A rendere complessa una definizione univoca della filosofia concorre il dissenso tra i filosofi sull’oggetto stesso della filosofia: alcuni orientano l’analisi della filosofia verso l’uomo e i suoi interessi così come viene esposto nell’Eutidemo di Platone, per cui essa sarebbe “l’uso del sapere a vantaggio dell’uomo”.

Nessuna discordanza tra Filosofia e Religione

In principio quindi queste due discipline, che sembrano essere così discordante nei tempi odierni, davvero sorgevano dalle medesime radici, cos’ come ci viene riportato durante l’era d’oro dell’Islam, l’ilm era il fine massimo da raggiungere per il credente.

La parola filosofia indicava, e dovrebbe indicare univocamente tutt’oggi, il nesso fondamentale fra il sapere e l’amore, inteso non tanto nella sua forma passionale (anche se l’eros, ovvero il desiderio, per Platone, è il movente fondamentale della ricerca filosofica), ma in una concezione più vicina al sentimento dell’amicizia.
Ed infatti priprio il grande pensatore Aristotele dedica una parte importante della sua Etica Nicomachea (libri VIII e IX) alla discussione della philìa, tradotto tradizionalmente con “amicizia”. Per Aristotele la forma più nobile di amicizia è quella che non si basa solo sull’utile o sul dilettevole, ma sul bene. Il filosofo, sarebbe dunque l'”amico del sapere”, del conoscere, non per usarlo solo come piacere intellettuale, ma come fine a sé stesso. Come tale, egli si accompagna al sapere, essendo consapevole di non poterlo possedere del tutto (anche Pitagora affermava che l’uomo può solo essere amante del sapere ma mai possederlo del tutto), poiché questo appartiene interamente solo agli dei.

Il più grande di tutti i piaceri è il piacere di imparare.
(Aristotele)

Persino in ambito artistico sono arrivate, fino ai giorni odierni, testimonianze sulle idee riguardo questa strettissima relazione tra filosofia e religione, e tra i nostri più illustri predecessori, primo su tutti troviamo Raffaello Sansio.
In verità l’arte è da sempre stata utilizzata per tramandare messaggi, spesso subliminali, attraverso le generazioni. I libri troppo spesso sono stati oggetto di manomissioni o di occultamenti, ma l’arte è rimasta un forziere per custodire patrimoni dell’umanità, e quello che Raffaello ci tramanda è davvero un capolavoro.
Si può affermare che la prova storica dell’importanza del connubio tra Filosofia e Teologia per elevare il genere umano trova testimonianza attraverso l’esempio più eclatante, ed è custodita in Vaticano. Negli affreschi delle stanze dei musei Vaticani spicca in particolare una stanza dove su una parete vi è l’affresco della Scuola di Atene, ed in concomitanza il dipinto della Disputa del Sacramento (sulla parete opposta) dove si esaltano la fede e la teologia.
Una presenza di così tanti pensatori di varie epoche, testimonia quanto comune sia, a tutta la filosofia antica, lo sforzo nell’arrivare alla conoscenza. Quindi ben presente sia in tutti i filosofi, che tra i primi cristiani, padri fondatori della Chiesa di Roma.

La “Scuola di Atene” è un affresco (770×500 cm circa) di Raffaello Sanzio, databile al 1509-1511 ed è situato nella Stanza della Segnatura, una delle quattro “Stanze Vaticane”.

Il bisogno di filosofare

Il bisogno di filosofare, secondo Aristotele (che segue in questo Platone) nascerebbe dalla “meraviglia”, ovvero dal senso di stupore e di inquietudine sperimentata dall’uomo quando, soddisfatte le immediate necessità materiali, comincia ad interrogarsi su argomenti più alti: il suo rapporto con DIO, il suo rapporto con il Mondo, e il perchè della sua esistenza.

“Chi pensa sia necessario filosofare deve filosofare, e chi pensa non si debba filosofare deve filosofare per dimostrare che non si deve filosofare; dunque si deve filosofare in ogni caso o andarsene di qui, dando l’addio alla vita, poiché tutte le altre cose sembrano essere solo chiacchiere e vaniloqui.”
(Aristotele, Protreptico o Esortazione alla filosofia, B6)

Queste domande di carattere universale, definibili come il problema del rapporto tra l’individuo e il mondo, tra il soggetto e l’oggetto, vengono trattate dalla filosofia secondo due aspetti: il primo è quello della filosofia teoretica, che studia l’ambito della conoscenza, il secondo è quello della filosofia pratica o morale o etica, che si occupa del comportamento della persona nei confronti degli oggetti e, in particolare, di quegli oggetti che sono gli altri uomini, che egli presume siano individui come lui, perché appaiono a lui simili, pur non potendoli veramente conoscere al di là delle apparenze esteriori.
 

Altri approfondimenti utili

 
Originariamente la parola filosofia si riferiva a qualsiasi “ramo” di conoscenza, e durante l’età d’oro islamica era esattamente la stessa cosa con la parola semitica “ilm” a delinearne esattamente il grande valore. In questo senso, la filosofia è strettamente legata alla Teologia, alla matematica, alle scienze naturali, all’educazione e alla politica. I Principi Matematici di Filosofia Naturale di Newton del 1687 sono classificati negli anni 2000 come un libro di fisica, mentre originariamente si usava il termine “filosofia naturale” perché comprendeva discipline che in seguito divennero associate a scienze come l’astronomia, la medicina e la fisica.

Nella prima parte del primo libro della sua Accademica, Cicerone introdusse la divisione della filosofia in logica, fisica ed etica. Nella sezione tredici del primo libro dell’opera Vita e Dottrine dei filosofi illustri, Diogene Laerzio del 3° secolo, il primo storico della filosofia stabilì una divisione tradizionale dell’indagine filosofica in tre parti:

  • La Filosofia della Natura (“fisica”, da “ta physika”, ovvero le cose che hanno a che fare con la natura (physis) era lo studio della costituzione e dei processi di trasformazione nel mondo fisico.
  • la Filosofia Morale (o “etica”, da êthika, letteralmente:avere a che fare con il carattere, la disposizione, le buone maniere”, che era lo studio del buono, del giusto e dello sbagliato, della giustizia e delle virtù.
  • La Filosofia Metafisica (ovvero la “logica”, definita da Aristotele come scienza delle “cause prime”) che era lo studio dell’esistenza, della causalità, di DIO, della logica, delle forme e degli altri oggetti astratti (meta ta physika” letteralmente: “Oltre [il libro] della Fisica”).

Questa divisione non è obsoleta ma è stata cambiata. La Filosofia della Natura si è divisa nelle varie Scienze naturali, nello specifico: l’astronomia, la fisica, la chimica, la biologia e la cosmologia. La Filosofia Morale ha dato vita alle Scienze sociali, ma include ancora la teoria del valore (tra cui l’estetica, l’etica, la filosofia politica, ecc.). La Filosofia Metafisica ha dato vita alle Scienze formali come la logica, la matematica e la filosofia della scienza, ma includendo ancora l’epistemologia, la cosmologia e altre.

Santa Sophia: il luogo Abramitico della Conoscenza

Ad Istanbul uno dei luoghi più sacri al Mondo che unisce Cristiani e Musulmani è Santa Sophia, o Santa Sofia (in turco: Ayasofya; in greco: Αγία Σοφία, Agia Sofia), uno dei principali monumenti dedicati allimportanza della Conoscenza (ricercando sapienza con il fine di arrivare a conoscere DIO). Questo edificio denominato in onore della Sophia, si trova nel distretto di Fatih, nel mahalle (quartiere) di Sultanahmet, e dal 537 al 1453 d.C. fu una cattedrale della Chiesa Ortodossa e sede del Patriarcato di Costantinopoli. In seguito per un breve periodo tra il 1204 e il 1261 d.C., fu convertito dai crociati a cattedrale cattolica di rito romano (sotto l’Impero latino di Costantinopoli), ed infine divenire una moschea Islamica il 29 maggio 1453, e tale rimase fino al 1931 per poi essere sconsacrata il 1º febbraio 1935 per rimanere un museo visitabile a tutti.

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Questo luogo è stato quindi chiamato in onore e a memoria dell’importanza della Sapienza, una conoscenza necessaria per arrivare a DIO, ed utilizzando astutamente Bisanzio (Istanbul) come palcoscenico per questa opera.
Infatti Bisanzio (o Costantinopoli come era chiamata durante l’Impero Romano) era, ed è tutt’oggi la più importante città transcontinentale, ovvero una porta tra i due Mondi, la chiave di volta che unisce l’Oriente e l’Occidente, e il passaggio forzato per i pellegrinaggi che dall’Europa volevano raggiungere la Terra Santa, quale scenario migliore per meravigliare i fedeli e lasciare un’insegnamento neli loro cuori.

Panoramica Storica

In generale la filosofia è associata alla saggezza, alla cultura intellettuale e alla ricerca della Conoscenza (così come nella dottrina Islamicoa con la parola Ilm). In questo senso, tutte le culture e le società letterate pongono domande filosofiche del tipo “come dobbiamo vivere”, e “qual è la natura della realtà”. Una concezione ampia e imparziale della filosofia, quindi, trova una ricerca ragionata su questioni come la realtà, la moralità e la vita in tutte le civiltà del Mondo.

Filosofia Occidentale

La filosofia occidentale è la tradizione filosofica del mondo occidentale e risale ai pensatori Presocratici che vivevano nell’antica Grecia nel VI secolo a.C. come Talete (624 a.C. – 546 a.C.) e Pitagora (570 a.C. – 495 a.C. circa) che praticavano “l’amore per la Sapienza” (filosofia) ed erano anche definiti physiologoi (studenti di physis ovvero della natura). Socrate era un filosofo molto influente, che insisteva nel dire che non possedeva Sapienza ma era un persecutore della stessa. La filosofia occidentale può essere suddivisa in tre epoche: antica (greco-romana), medievale (cristiana europea) e moderna.

L’era antica era dominata dalle scuole filosofiche greche che nacquero dai vari alunni di Socrate, come Platone, che fondò l’Accademia Platonica e il suo allievo Aristotele, (che fondò la Scuola Peripatetica) che furono entrambi estremamente influenti nella tradizione Occidentale. Altre tradizioni includono il cinismo, lo stoicismo, lo scetticismo greco e l’epicureismo. Argomenti importanti trattati dai greci includevano la metafisica (con teorie concorrenti come l’atomismo e il monismo), la cosmologia, la natura della vita vissuta (eudaimonia), la possibilità della conoscenza e la natura della ragione (logos). Con l’ascesa dell’Impero Romano, la filosofia greca fu anche sempre più discussa in latino da romani come Cicerone e Seneca.

La filosofia medievale (V-XVI secolo) è il periodo successivo alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente ed è stata dominata dall’ascesa del cristianesimo e riflette quindi le preoccupazioni teologiche ebraico-cristiane, oltre a mantenere una continuità con il pensiero greco-romano. Problemi come l’esistenza e la natura di DIO, la natura della fede e della ragione, la metafisica, il problema del male sono stati discussi in questo periodo. Alcuni pensatori medievali chiave sono Sant’Agostino, Tommaso d’Aquino, Boezio, Anselmo e Ruggero Bacone. La filosofia per questi pensatori era vista come un aiuto alla teologia (ancilla theologiae) e quindi cercavano di allineare la loro filosofia con la loro interpretazione delle sacre scritture. Questo periodo vide lo sviluppo della Scolastica, un metodo critico per il testo sviluppato nelle università medievali basato sulla lettura e la disputa su testi chiave. Il periodo rinascimentale ha visto un crescente interesse per il pensiero classico greco-romano e per un robusto umanesimo. La prima filosofia moderna nel mondo occidentale inizia con pensatori come Thomas Hobbes e René Descartes (1596-1650). In seguito all’ascesa delle scienze naturali, la filosofia moderna si occupava di sviluppare un fondamento secolare e razionale per la conoscenza e si allontanò dalle strutture tradizionali di autorità come la religione, il pensiero scolastico e la Chiesa. I principali filosofi moderni includono Spinoza, Leibniz, Locke, Berkeley, Hume e Kant. La filosofia del XIX secolo è influenzata dal più ampio movimento definito Illuminismo e include figure come Hegel una figura chiave nell’idealismo tedesco, Kierkegaard che sviluppò le basi per l’esistenzialismo, Nietzsche un famoso anti-cristiano, John Stuart Mill che promosse l’Utilitarismo, Karl Marx che ha sviluppato le basi per il comunismo e l’americano William James. Il ventesimo secolo ha visto la divisione tra filosofia analitica e filosofia continentale, nonché tendenze filosofiche come la fenomenologia, l’esistenzialismo, il positivismo logico, il pragmatismo e la svolta linguistica.

Filosofia mediorientale

Le regioni della Mezzaluna fertile, l’Iran e l’Arabia sono la patria della più antica letteratura filosofica sapienziale conosciuta e oggi è per lo più dominata dalla cultura islamica. La prima letteratura sapienziale della Mezzaluna fertile era un genere che cercava di istruire le persone su azioni etiche, vita pratica e virtù attraverso storie e proverbi. Nell’antico Egitto, questi testi erano conosciuti come sebayt (‘insegnamenti’) e sono centrali per la nostra comprensione della filosofia dell’antico Egitto. L’astronomia babilonese includeva anche molte speculazioni filosofiche sulla cosmologia che possono aver influenzato gli antichi greci. La filosofia ebraica e la filosofia cristiana sono tradizioni religioso-filosofiche che si sono sviluppate sia in Medio Oriente che in Europa, che condividono entrambi alcuni testi giudaici antichi (principalmente il Tanakh) e le credenze delle religioni abramitiche. Pensatori ebrei come i Geonim delle accademie talmudiche di Babilonia e Maimonide si impegnarono con la filosofia greca e islamica. Più tardi la filosofia ebraica fu sottoposta a forti influenze intellettuali occidentali e comprende le opere di Moses Mendelssohn che inaugurò la Haskalah (l’Illuminismo ebraico), l’esistenzialismo ebraico e l’ebraismo riformato.

La filosofia iraniana pre-islamica inizia con l’opera di Zoroastro, uno dei primi promotori del monoteismo e del dualismo tra bene e male. Questa cosmogonia dualistica influenzò i successivi sviluppi iraniani come il manicheismo, il mazdakismo e lo zurvanismo.

Dopo le conquiste musulmane, la prima filosofia islamica sviluppò le tradizioni filosofiche greche in nuove direzioni innovative. Questa età dell’oro islamica influenzò gli sviluppi intellettuali europei. Le due correnti principali del primo pensiero islamico sono il Kalam che si concentra sulla teologia islamica e la Falsafa che si basava sull’aristotelismo e il neoplatonismo. L’opera di Aristotele fu molto influente tra i falsafa come al-Kindi (IX secolo), Avicenna (980 – giugno 1037) e Averroè (XII secolo). Altri come Al-Ghazali erano molto critici dei metodi dei falsafa aristotelici. I pensatori islamici svilupparono anche un metodo scientifico, una medicina sperimentale, una teoria dell’ottica e una filosofia giuridica. Ibn Khaldun fu un pensatore influente nella filosofia della storia.

In Iran diverse scuole di filosofia islamica continuarono a fiorire dopo l’Età dell’Oro e includono correnti come la filosofia illuminista, la filosofia sufi e la teosofia trascendente. Il mondo arabo del XIX e XX secolo ha visto il movimento Nahda (risveglio o rinascimento) che ha influenzato la filosofia islamica contemporanea.

East Asian philosophy

Il pensiero filosofico dell’Asia orientale iniziò nell’antica Cina, e la filosofia cinese inizia durante la dinastia Zhou occidentale e nei periodi successivi alla sua caduta, quando fiorirono le “Cento scuole di pensiero” (dal VI secolo al 221 a.C.). Questo periodo fu caratterizzato da significativi sviluppi intellettuali e culturali e vide l’ascesa delle principali scuole filosofiche della Cina, Confucianesimo, Legalismo e Daoismo, così come numerose altre scuole meno influenti. Queste tradizioni filosofiche svilupparono teorie metafisiche, politiche ed etiche come Tao, Yin e yang, Ren e Li che, insieme al buddismo cinese, influenzarono direttamente la filosofia coreana, la filosofia vietnamita e la filosofia giapponese (che comprende anche la tradizione nativa di Shinto). Il buddismo iniziò ad arrivare in Cina durante la dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.), attraverso una graduale trasmissione sulla via della seta e attraverso influenze autoctone sviluppò forme cinesi distinte (come il Chan/Zen) che si diffusero in tutta la sfera culturale dell’Asia orientale. Durante le dinastie cinesi successive, come la dinastia Ming (1368-1644) e la dinastia coreana Joseon (1392-1897), un risorgente neoconfucianesimo guidato da pensatori come Wang Yangming (1472-1529) divenne la scuola di pensiero dominante e fu promosso dallo stato imperiale.

Nell’era moderna, i pensatori cinesi incorporarono idee dalla filosofia occidentale. La filosofia marxista cinese si sviluppò sotto l’influenza di Mao Zedong, mentre un pragmatismo cinese sotto Hu Shih e l’ascesa del Nuovo Confucianesimo furono influenzati da Xiong Shili. Il pensiero moderno giapponese nel frattempo si sviluppò sotto forti influenze occidentali come lo studio delle scienze occidentali (Rangaku) e la società intellettuale modernista Meirokusha che attinse al pensiero illuminista europeo. Il XX secolo vide l’ascesa dello Shinto di Stato e anche del nazionalismo giapponese. La Scuola di Kyoto, una scuola filosofica giapponese influente e unica, si sviluppò dalla fenomenologia occidentale e dalla filosofia buddista giapponese medievale come quella di Dogen.

Altre interessanti opinioni da considerare

“E se “filo-sofia” non volesse dire “amore della saggezza” ma “saggezza dell’amore”, così come “teologia” vuol dire “discorso su DIO” e non “parola di DIO”, o come “metrologia” vuol dire “scienza delle misure” e non “misura della scienza”? Perché per filosofia questa inversione nella successione delle parole? Perché in Occidente la filosofia si è strutturata come una logica che formalizza il reale, sottraendosi al mondo della vita, per rinchiudersi nelle università dove, tra iniziati si trasmette da maestro a discepolo un sapere che non ha nessun impatto sull’esistenza e sul modo di condurla? Sarà per questo che da Platone, che indica come condotta filosofica “l’esercizio di morte”, ad Heidegger, che tanto insiste sull’essere-per-la-morte, i filosofi si sono innamorati più del saper morire che del saper vivere?”
(Umberto Galimberti, La Repubblica 12 aprile 2008)

Amore per la Conoscenza o Conoscenza dell’Amore, entrambe ne rimarcano comunque la fondamentale importanza per colui o colei che ambisce ad una crescita personale. Sia philos che sophia sono entrambi pilastri per il genere umano, vademecum verso l’illuminazione e l’unica strada che conduce all’Era Messianica.
Una Filosofia combinata, armonizzata, o quantomeno strettamente relazionata con la Teologia, ma molto meno che con la Religione che è stata creata dagli uomini, e non come la Fede generata da DIO.
Questa dottrina concepirebbe quindi più Teosofi (Theos-Sophos), che Filosofi (Philos-Sophos), ovvero più “amanti/compagni di DIO”, che “compagni della Conoscenza“.
 
In conclusione a quanto affermato rimane doveroso specificare che il termine philos, in Greco antico, è solo la seconda delle quattro possibili classificazioni dell’amore. Infatti nell’antica filosofia greca troviamo l’amore parentale-familiare (chiamato storge), l’amore per il compagno o la compagna (philia), l’amore erotico, ma anche quello romantico (eros), e infine l’amore puramente spirituale o verso DIO (agape).
Philos
è più frequentemente chiamato “amore fraterno” (similmente al Cantico dei Cantici nella Bibbia in cui l’amante chiama sorella la sua amata
puramente per la condivisione della stessa Fede in DIO), tuttavia, questo non significa che i rapporti formati da esso avvengano solo tra maschi o in famiglie biologiche. Invece, philos denota un senso di parentela, condividendo la propria vita profondamente. Questo potrebbe essere un compagno di vita o semplicemente un buon amico o la persona da cui si è imparato a fidarsi, ed è per questo che si può considerare filosofia anche come “philo-sophia”, ovvero “compagna-conoscenza” (con la conoscenza come compagna) in un rapporto indiscindibile tra l’uomo e la donna i quali decidono di accompagnarsi ad essa.
 

Referenze