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Tikkun Olam: תיקון עולם “riparare il Mondo”

Tikkun Olam (Ebraico: תיקון עולם, letteralmente “riparare il mondo”) negli insegnamenti ebraici è considerata ogni attività intenta a migliorare il mondo, avvicinandolo allo stato armonico per il quale è stato creato. L’intera Creazione è per sua natura buona, ma il Creatore ci ha volutamente lasciato spazio per migliorare la Sua opera, così tutte le attività umane “che si svolgono sotto il sole” sono un’opportunità per compiere questa missione che da uno scopo all’esistenza e alla vita degli esseri umani. Ognuno e in svariate forme può essere coinvolto nel “tikkun olam”, dal governatore di uno stato che promuove la pace e la giustizia, fino ad un bambino che raccoglie una carta per terra e ogni buona opera intenta al benessere socio-ambientale. Quindi non solo opere che possano riparare un danno già esistente, ma anche quelle che migliorano lo stato attuale delle cose, preparando il Mondo ad entrare nell’ultima era per la quale è stato creato.

L’uso documentato del termine risale al periodo mishnaico, a partire dal Medioevo, la letteratura cabalistica ne ha ampliato l’uso. L’idea che i credenti siano responsabili non solo del proprio benessere morale, spirituale e materiale, ma anche del benessere della società in senso più ampio. Una giustizia sociale dei credenti e un’affermazione delle qualità divine che DIO ci invita ad imitare e che ogni giusto di cuore deve darne esempio.

Il primo uso del termine tikkun olam si trova nella frase mip’nei tikkun ha-olam, “per il bene di riparare il mondo”, che appare nel Mishnah con il significato di modificare la legge per mantenere la società ben funzionante. Più in generale, tikkun può significare miglioramento, istituzione, riparazione o preparazione. Nel contesto mishnaico si riferisce alle misure giuridiche adottate nel presente per migliorare le condizioni sociali.

Una concezione del tikkun olam si trova anche nell’Aleinu, una parte conclusiva della maggior parte delle preghiere della congregazione ebraica, che in contrasto con l’uso del Mishnah, si concentra sulla fine dei tempi. L’Aleinu supplica DIO in questo modo:

Ebraico: “לראות מהרה בתפארת עוזך עוזך, להעביר גלולים מן הארץ כרות והאלילים ש יכרתוון לתקן לתקן עולם במלכות במלכות ש-די”.
Traduzione: “per vedere rapidamente il Tuo possente splendore, per far sì che il malvagio (idolatria) sia rimosso dalla terra, e gli dei (falsi) saranno completamente eliminati, per condurre l’olam (il mondo) sotto il regno dell’Onnipotente

 

In altre parole, quando tutti gli abitanti del mondo abbandoneranno i falsi dei (il denaro, il potere, il successo e tutte quelle cose che si “venerano” allontanandosi quindi da DIO) e riconosceranno la loro appartenenza a DIO, il mondo sarà un posto migliore.

L’umanità quindi è responsabilizzata ed innalzata in una partneship con l’opera di DIO (“siete tutti Dei” Salmo 82,6) essendo nel profondo istruiti a compiere i passi necessari per migliorare lo stato del mondo e per aiutare gli altri.

Nel corso della storia della tradizione ebraica, il tikkun olam ha fatto riferimento a volte a preoccupazioni escatologiche, come in Aleinu, e a volte a preoccupazioni pratiche, come nella Mishnah, ma in entrambi i contesti si riferisce a qualche tipo di cambiamento sociale o processo che è per il miglioramento della società o dell’umanità o del mondo. Sia che ciò avvenga principalmente all’interno della società dei credenti o in relazione al resto delle nazioni del mondo, e sia che ciò avvenga attraverso atti di giustizia e di gentilezza o attraverso l’osservanza delle Leggi Bibliche. Per esempio, lo studioso talmudico ed eminente filosofo del Medioevo, Maimonide vedeva il tikkun olam come pienamente inclusivo di tutte queste dimensioni quando scriveva:

Attraverso la saggezza, che è [rappresentata dalla] Torah [Legge], e l’elevazione del carattere, che è [rappresentata da] atti di bontà, e l’osservanza dei Comandamenti della Torah, che sono [rappresentati da] i sacrifici, si porta continuamente il miglioramento del mondo e l’ordine della realtà”.
(Pirkei Avot 1, 2)

 

Eppure egli vedeva anche la giustizia come una componente fondamentale, come ad esempio quando scriveva:

Ogni giudice che giudica la verità fino alla sua [più profonda] verità, anche solo per un’ora, è come se avesse fissato tutto il mondo interamente / tikein et kol ha’olam kulo e fatto riposare la Shekhinah su Israele.
(Mishneh Torah – Hilkhot Sanhedrin 23, 9)

Inoltre, il contesto originale della preghiera Aleinu, nella liturgia del Rosh Hashanah, è accompagnato dalla speranza che “tutti [le persone/e le creature] formino un’unica comunità per fare la Tua volontà con tutto il cuore”. In molti contesti questo viene interpretato come un richiamo all’universalismo e alla giustizia per tutta l’umanità, sentimenti che sono comuni a tutta la liturgia delle Religioni Abramitiche. Nell’Ebraismo Conservatore ad esempio troviamo nel libro di preghiera Siddur Sim Shalom:”Possano i cittadini di tutte le razze e credi creare un legame comune in vera armonia per bandire ogni odio e intolleranza” e “unire tutti i popoli in pace e libertà e aiutarli a realizzare la visione del profeta: “Una nazione non alzerà più la spada contro la nazione, né vivrà più la guerra””. Entrambe le linee esprimono con tutto il cuore l’idea dell’uguaglianza universale, della libertà e della pace per tutti.

Con l’esecuzione delle mitzvot, si ritiene che il popolo dei credenti diventerà una società modello. Questa idea a volte viene attribuita a versi biblici che descrivono gli ebrei come “un regno di sacerdoti e una nazione santa” (Esodo 19, 5-6) e “una luce delle nazioni” o “una luce per le nazioni” (Isaia 42, 6 e Isaia 49, 6). Quindi rispettare i Comandamenti ha effetti sociologici ed educativi pratici e in questo modo le mitzvot perfezioneranno i credenti e il mondo.

La nostra unica casa: il Mondo

Tikkun olam è spesso usato per descrivere atti di giustizia sociale e di consapevolezza ambientale, siamo tutti responsabili e custodi della nostra casa il Mondo. Di fondamentale importanza è garantire la sostenibilità della vita in questo stadio della creazione, esser rispettosi dell’ambiente, risparmiare sulle energie non rinnovabili, prendere meno le auto, sprecare di meno, consumare il giusto sono tutte cose a favore della “riparazione e manunenzione” del luogo in cui viviamo noi e i nostri figli dopo di noi.

Il Mishnah insegna che ogni persona è un intero mondo a se (Sanhedrin 4, 5) ogni tikkun nel mondo influisce in tutto il resto del mondo, e ogni tikkun ha il potenziale di cambiare ogni cosa. Nella preghiera riscopriamo la scintilla divina sia nel magnifico mondo che ci circonda, sia dentro di noi, mentre con lo studio delle Sacre Scritture applichiamo la sapienza divina alla nostra vita quotidiana.
Quindi il Tikkun Olam non si limita solo alla vastità del Creato ma anche in una delle forme più significative, ovvero all’interno della propria famiglia. Ogni precetto che viene rispettato è un elemento cruciale per il tikkun olam, rispettare i genitori, non mentire, rispettare il proprio partner, provvedere all’educazione dei figli insegnando le Leggi Bibliche, sono tutte opere per il Mondo e potrebbero sia giovare alla nostra, ma anche ispirare altre famiglie. Sono tutte queste opere e moltre altre che allontanano il male da noi, emarginandolo ai confini della Terra e avvicinano il mondo al suo stato finale, scopo ultimo per il quale è stato creato.


Bibliografia

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  5. Fine, Lawrence. “Tikkun Olam in contemporary Jewish thought”. MyJewishLearning.com.
  6. Mirsky, Yehudah (2008). “Tikkun Olam: Basic Questions and Policy Directions”. Facing Tomorrow. The Jewish People Policy Planning Institute. pp. 213–229. Retrieved 22 October 2018 – via Berman Jewish Policy Archive.ù
  7. Dr. Judith Bleich, “Rabbi Samson Raphael Hirsch: Ish al Ha’edah” Jewish Action, issue unknown, p. 28 (accessed October 23, 2008): “[Hirsch aimed at n]othing less than transformation of the entire Jewish community and ultimately, the molding of society at large in its moral image (tikkun olam).”
  8. Krasner, Jonathan (2013). “The Place of Tikkun Olam in American Jewish Life”. Jewish Political Studies Review. 25 (3–4).
  9. The Meaning of God in Modern Jewish Religion (1937), p. 124: “We cannot consider ourselves servants of the Divine King unless we take upon ourselves the task ‘to perfect the World under the Kingdom of the Almighty.’ We must strive to reconstruct the social order in ways that would give evidence of our allegiance to the creative spirit of human life, that spirit which makes for personal self-realization and social communion…We should not give up hope of achieving an adequately representative government integrally related to a righteous economic order and to an internationalism without which there can never be universal peace.”
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