Mishnah e il Talmud
La Mishnah (in ebraico: מִשְׁנָה, “studio per ripetizione”, dal verbo שׁנה, shanah, che significa “studiare e rivedere” o anche “secondaria”) è la prima grande raccolta scritta delle tradizioni orali ebraiche, conosciuta come “Torah Orale”. La Mishnah è composta da sei ordini (sedarim, singolare seder סֶדֵר), ciascuno dei quali contiene tra 7 e 12 trattati (masechtot, singolare masechet מסכת; lett. “trama”), per un totale di 63 trattati, ulteriormente suddivisi in capitoli e paragrafi.
Grazie alla divisione in sei ordini, la Mishnah è talvolta chiamata “Shas”, acronimo di “Shisha Sedarim” (ששה סדרים), ovvero “i sei ordini”. Tuttavia, questo termine è più frequentemente utilizzato per riferirsi all’intero Talmud.
I sei ordini della Mishnah
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Zeraim (“Semi”): Si occupa di preghiera, benedizioni, decime e leggi agricole (11 trattati).
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Moed (“Festività”): Tratta le leggi del Sabato e delle festività ebraiche (12 trattati).
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Nashim (“Donne”): Riguarda matrimonio, divorzio, giuramenti e il nazireato (7 trattati).
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Nezikin (“Danni”): Discute di diritto civile e penale, funzionamento dei tribunali e giuramenti (10 trattati).
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Kodashim (“Sacralità”): Riguarda i riti sacrificali, il Tempio e le leggi alimentari (11 trattati).
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Tehorot (“Purificazioni”): Tratta le leggi sulla purezza e impurità, incluse quelle alimentari e corporee (12 trattati).
Il Talmud babilonese (Hagigah 14a) afferma che originariamente esistevano seicento o settecento ordini della Mishnah. Hillel il Vecchio li organizzò in sei ordini per facilitarne la memorizzazione. Una tradizione racconta che Esdra lo Scriba conoscesse a memoria non solo i 24 libri del Tanakh, ma anche 60 libri esoterici. Sebbene non sia certo che questa tradizione si riferisca alla Mishnah, vi sono motivi per credere che la Mishnah fosse composta inizialmente da 60 trattati (gli attuali 63 includono divisioni successive come quelle di Makkot e dei tre trattati di Bava).
Contenuto e struttura
| Ordine | Titolo | Significato | Trattati principali |
|---|---|---|---|
| Zeraim | Semi | Preghiera e agricoltura | • Berakhot (“Benedizioni”) • Peah (“Angolo”) • Demai (“Dubbio”) • Kilaim (“Misture”) • Shevi’it (“Settimo”) • Terumot (“Offerte”) • Ma’aserot (“Decime”) • Ma’aser Sheni (“Seconda decima”) • Challah (“Pasta”) • Orlah (“Incirconcisione”) • Bikkurim (“Primizie”) |
| Moed | Festività | Sabbat e feste |
• Shabbat (“Sabato”) |
| Nashim | Donne | Matrimonio e giuramenti | • Yebamot (“Matrimonio di Levirato”) • Ketubot (“Atti matrimoniali”) • Nedarim (“Voti”) • Nazir (“Nazireo”) • Sotah (“Adultera presunta”) • Gittin (“Divorzi”) • Kiddushin (“Santificazione”) |
| Nezikin | Danni | Diritto civile e penale | • Bava Kamma (“Prima Porta”) • Bava Metzia (“Porta Media”) • Bava Batra (“Ultima Porta”) • Sanhedrin (“Corti”) • Makkot (“Percosse”) • Shevuot (“Giuramenti”) • Eduyyot (“Testimonianze”) • Avodah Zarah (“Idolatria”) • Pirkei Avot (“Capitoli dei Padri”) • Horayot (“Decisioni”) |
| Kodashim | Sacralità | Riti sacrificali | • Zevachim (“Sacrifici”) • Menachot (“Offerte di farina”) • Chullin (“Cose profane”) • Bechorot (“Primogeniti”) • Arachin (“Stime”) • Temurah (“Sostituzione”) • Keritot (“Recisioni”) • Me’ilah (“Profanazione”) • Tamid (“Offerta quotidiana”) • Middot (“Misure”) • Kinnim (“Nidi di uccelli”) |
| Tehorot | Purificazioni | Purezza e impurità | • Kelim (“Vasi”) • Ohalot (“Tende”) • Negaim (“Piaghe”) • Parah (“Mucca rossa”) • Teharot (“Cose pure”) • Mikvaot (“Immersioni”) • Niddah (“Impurità mestruale”) • Machshirim (“Preparazioni”) • Zavim (“Blenorragia”) • Tebul Yom (“Immersioni del giorno”) • Yadayim (“Mani”) • Uktzim (“Picciuoli”) |
Mishnah, Gemara e Talmud
I commenti rabbinici sulla Mishnah, elaborati nei quattro secoli successivi in Terra d’Israele e in Babilonia, sono stati infine redatti come Gemara. I testi che combinano la Mishnah e la Gemara sono conosciuti come Talmud. Esistono due versioni del Talmud:
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Talmud babilonese (Talmud Bavli), che è il più conosciuto e studiato.
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Talmud di Gerusalemme (Talmud Yerushalmi), redatto in Terra d’Israele.
Il Talmud è scritto principalmente in ebraico tannaitico e in aramaico giudaico-babilonese. Contiene discussioni su temi che spaziano dalla Halakhah (legge ebraica) all’etica, filosofia, storia, costumi e molto altro, ed è alla base di tutti i codici della legge ebraica.
La storia: La trasmissione della Torah orale
La distruzione del Tempio di Salomone a Gerusalemme nel 586 a.C. (o 416 a.C. secondo la cronologia talmudica) e il successivo esilio babilonese rappresentarono una sfida significativa per la vita ebraica. Senza il santuario di Gerusalemme, il mantenimento di un’identità ebraica distinta divenne cruciale. Gli scribi (Soferim) assunsero il compito di conservare e interpretare la Torah, fondando la Grande Assemblea (Knesset HaGedolah) per garantire la continuità.
Dopo il ritorno dall’esilio babilonese, figure come lo scriba Esdra e gli ultimi tre profeti (Aggeo, Zaccaria e Malachia) gettarono le basi per la trasmissione della Torah orale. Questa tradizione fu poi portata avanti dai Farisei e dalle loro grandi accademie (Yeshivot), culminando nella codificazione della Mishnah sotto Rabbi Giuda il Principe. Grazie a una meticolosa conservazione, la Torah orale è rimasta una tradizione viva, costituendo la spina dorsale della legge e della pratica ebraica per generazioni.