Gerusalemme: La Città Santa

Gerusalemme (in ebraico: יְרוּשָׁלַיִם‎, Yerushalayim, Yerushalaim e/o Yerushalaym; in arabo: القُدس‎, al-Quds, “la [città] Santa”, sempre in arabo: أُورْشَلِيم‎, Ūrshalīm, per antonomasia è definita “La Città Eterna”), capitale giudaica tra il X e il VI secolo a.C., è la capitale contesa di Israele e città santa nelle Religioni Abramitiche: Ebraismo, nel Cristianesimo e nell’Islam. Si trova sull’altopiano che separa la costa orientale del Mar Mediterraneo dal Mar Morto, a est di Tel Aviv, a sud di Ramallah, a ovest di Gerico e a nord di Betlemme.

La Città Vecchia e le sue mura, considerate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, racchiudono in meno di un chilometro quadrato molti luoghi di grande significato religioso come il Monte del Tempio, il Muro del pianto, la Basilica del Santo Sepolcro, la Cupola della Roccia e la Moschea al-Aqsa. Nel corso della sua storia Gerusalemme è stata distrutta e ricostruita due volte ed è stata assediata, conquistata e riconquistata in decine di occasioni.

La parte orientale di Gerusalemme è stata occupata dallo Stato di Israele nel 1967, e nel 1980 il parlamento israeliano approvò la cosiddetta “legge fondamentale” che proclamava unilateralmente “Gerusalemme, unita e indivisa […] capitale di Israele”, Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nella risoluzione 478 ha definito la “legge fondamentale” nulla e priva di validità, una violazione del diritto internazionale e un serio ostacolo al raggiungimento della pace in Medio Oriente.

Il Nome viene dal termine Ebraico Yerushalayim, letteralmente “fondamento della pace”, dalla base di “yara” “distribuire gettare” e “shalom” “pace”.

Geografia fisica

Gerusalemme è situata a 31°47′N, 35°13′E sull’estremità meridionale di un altopiano dei monti della Giudea, che include il Monte degli Ulivi (Har HaZeitim) a est e il Monte Scopus (Har HaTzofim) a nord-est; l’altitudine (della città antica) è circa 760 m s.l.m. (la moderna è percorsa da continui saliscendi), la sua superficie è 125 km².

Gerusalemme dista 60 km a est di Tel Aviv e del mar Mediterraneo e 35 km a ovest del Mar Morto. Le città vicine sono Betlemme e Beit Jala a sud, Abu Dis e Maale Adumim a est, Ramallah e Givat Zeev a nord e Mevaseret Zion a ovest.

Città antica

In Gerusalemme è possibile identificare la città antica, circondata ancora oggi da mura difensive con camminamento perimetrale e passaggi obbligati (Porta Nuova, Porta di Damasco e Porta di Erode a Nord; Porta dei Leoni e Porta d’Oro murata sulla fiancata della Spianata a Est; Porta del Letame e Porta di Sion a Sud; Porta di Giaffa ad Ovest) posta su quattro colline:

  • a Nord-Ovest è presente il monte Golgota, che con una propaggine meridionale detta “sperone centrale”, si insinua tra la valle del Tyropoeon e la valle trasversale. Lo sperone centrale è stato, fin dai tempi antichi, sede di mercato, difeso dalle Mura di Manasse nel 650 a.C. circa. Il Golgota fu usato stabilmente dai Romani per le crocifissioni, ai tempi extra moenia.
  • a Nord-Est un complesso collinare che, col rilievo di Nord-Ovest, fu compreso nelle mura della città in epoca romana, sotto Vespasiano, prendendo il nome di “Città Nuova”.
  • a Sud-Ovest c’è una grossa collina (detta “di Gareb”) che raggiunge i 770 m s.l.m., le cui falde meridionali e occidentali costituiscono la valle della Geenna. Il punto più basso di questa è alla confluenza col Cedron, e risulta intorno ai 600 di altitudine. A Nord si trova la valle trasversale che divide la collina di Gareb dai promontori settentrionali. In questa fu costruito l’acquedotto superiore (V-VI secolo a.C.), che portava le acque alla piscina di Migdal o Amygdalon. Già in periodo gebuseo la collina di Gareb prende nome di Urusalim.
  • a Sud-Est si trova il complesso Sion-Ophel-Moria: si tratta di un rilievo a forma di clava con asse Nord-Sud, la parte più grossa e alta (raggiunge i 750 m di altitudine) rivolta a Nord. È individuato dalla valle del Cedron sul lato Est, e dalla valle centrale del Tyropoeon a Ovest. Sion è la parte più bassa, il manico di questa clava, e qui fu fondato il nucleo originario della città. L’Ophel, spesso chiamato “Sion” per estensione del termine, è il nome dato al pendio che sale al monte Moriah, dov’è la spianata delle moschee (detta anche spianata del Monte del Tempio).

Sebbene Sion e Ophel costituissero il nucleo originario, attualmente si trovano al di fuori delle mura che individuano la cosiddetta città vecchia.

Città moderna

Mea Shearim

Mea Shearim è uno dei più antichi quartieri gerosolomitani al di fuori delle mura della città vecchia. È famoso per essere il quartiere dove vivono soltanto membri della comunità haredi.

Clima

Gerusalemme gode di un clima mediterraneo, con estati calde e secche e inverni freschi e umidi (anche con innevamento sporadico tra gennaio e marzo). Il mese più freddo è gennaio secondo le serie storiche (temperatura media: 8 °C) ma con deciso e costante spostamento negli ultimi anni verso febbraio o addirittura la prima decade di marzo, i più caldi luglio e agosto (temperatura media: 23 °C); l’escursione termica tra giorno e notte è notevole: le sere sono tipicamente fresche anche in estate. Le precipitazioni annue medie toccano i 590 millimetri, concentrandosi tra ottobre e maggio (particolarmente tra gennaio e marzo). Nei restanti mesi non è raro avere completa assenza di pioggia. Una grande percentuale delle case antiche è dotata di reservoir (cisterne sotterranee) per la raccolta e conservazione dell’acqua e la quasi totalità è dotata di serbatoi esterni sui tetti. La città pesca inoltre acqua fino a 2000 m di profondità. Diffusa la tecnologia del solare, in espansione il fotovoltaico. L’inquinamento dell’aria, ampiamente mitigato dal clima collinare e dal vento costante, deriva principalmente dal traffico automobilistico (responsabile del pesante inquinamento acustico), indisciplinato ed eccessivo rispetto alla capacità di strade costruite in tempi antichi, e non tanto dall’industria.

Storia

Età antica

Le origini di Gerusalemme risalgono all’età della pietra, ma viene menzionata per la prima volta in alcuni testi egiziani dei primi secoli del II millennio a.C. (testi di esecrazione) e successivamente in modo sicuro in alcune lettere di Amarna risalenti al 1425 a.C.

La città rimase occupata dal clan amorrita dei Gebusei (1000 a.C. circa) fino alla conquista ebraica da parte di Re David, il quale fece di Gerusalemme la capitale del suo regno; David inoltre fece costruire sull’acropoli una reggia assieme a molti altri edifici e ordinò la ricostruzione delle mura di cinta. Successivamente il re Salomone fece erigere al posto della reggia il tempio di DIO; quest’ultimo fu distrutto nel 587 a.C. a seguito della violenta invasione dei Babilonesi guidati dal re Nabucodonosor che saccheggiarono la città e deportarono la popolazione a Babilonia. Rientrati i Giudei in patria dopo l’editto di Ciro del 538 a.C., costruirono il Secondo Tempio; più tardi Neemia elevò nuovamente le mura.

Nel 331 a.C. Gerusalemme venne occupata da Alessandro Magno e in seguito occupata dai Tolomei d’Egitto sino al 198 a.C., quando cadde sotto il dominio dei Seleucidi di Siria. Questi ultimi invano cercarono di ellenizzare la città, anzi provocarono la famosa rivolta ebraica dei Maccabei che, nel 165 a.C., si risolse con la vittoria di questi ultimi, l’instaurazione della dinastia degli Asmonei ed il ritorno ad una sovranità ebraica, destinata a durare fino alla conquista (63 a.C.) da parte di Gneo Pompeo. Con la conquista romana Gerusalemme fu consegnata ad Erode che la ricostruì secondo i criteri urbanistici greco-romani e fece ampliare il Tempio. Sotto il governatorato di Ponzio Pilato vi fu crocifisso Gesù, molto probabilmente sul monte Golgota.

I fermenti religiosi provocarono due gravissime rivolte nella città, la prima delle quali si protrasse dal 66 al 70, e per sedarla fu necessario l’intervento delle legioni comandate da Tito; quest’ultimo, soffocata la rivolta, distrusse la città e il Tempio; la seconda insurrezione, comandata da Simon Bar Kokheba nel 132, permise agli Ebrei la riconquista di Gerusalemme, seppure per breve tempo: i Romani infatti mobilitarono rapidamente le truppe di stanza al confine ed eliminarono ogni resistenza ribattezzando la città col nome di Aelia Capitolina e trasformandola in colonia romana. L’imperatore Costantino I e i suoi successori fecero restaurare ed abbellire i luoghi legati alle storie evangeliche ed erigere la prima chiesa cristiana, la Basilica del Santo Sepolcro.

Nel 614 Gerusalemme fu conquistata dai Persiani sasanidi di Cosroe II che sconfissero Eraclio I, fecero strage della popolazione e s’impadronirono della reliquia della Vera Croce; la città fu riconquistata dallo stesso Eraclio I nel 628. Nel 638 la città si arrese al califfo ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb e restò amministrata dai Califfi omayyadi di Damasco e da quelli abbasidi di Baghdad.

Dominio arabo e ottomano

Nel 972 fu conquistata dagli Imām/califfi ismailiti fatimidi ma nel 1071 essa fu presa dall’avventuriero turco Atsïz ibn Uvak, costretto presto a chiedere l’aiuto del selgiuchide Malik Shah I per evitare la reazione dei Fatimidi. Lo ottenne, senza però poter evitare di essere ucciso nel 1079 dal sultano. Il califfo fatimide Al-Hakim oppresse duramente gli abitanti cristiani e distrusse numerose chiese, fra le quali la basilica del Santo Sepolcro, suscitando lo sdegno in Occidente.

Nel confuso quadro istituzionale creato dalla guerra civile tra i vari pretendenti selgiuchidi, a seguito della morte del sultano Malikshāh a fine 1092, i Fatimidi riuscirono a riprendere la città e i territori che da essa dipendevano. Fu quindi una guarnigione fatimide a tentare inutilmente di difendere la Città Santa dall’assedio vittorioso dei Crociati che, nel 1099, se ne impadronirono massacrando la popolazione musulmana ed ebraica, e quindi erigendola a capitale del loro Regno di Gerusalemme. Poco prima, nel 1077, la popolazione di Gerusalemme aveva già subito un feroce massacro da parte dei conquistatori turchi.

Nel 1187 fu riconquistata dai musulmani di Saladino e da quel momento fu sotto la dominazione musulmana degli Ayyubidi e quindi dei Mamelucchi che però, nel 1516, furono sconfitti dal sultano ottomano Selim I, che la annesse al suo Impero, allora esteso fino alla Siria e all’Egitto.

XX secolo


Dipinto del 1455 della Terra Santa. Gerusalemme è vista da ovest; la Cupola della Roccia conserva ancora la sua forma ottagonale, alla destra Al-Aqsa, raffigurata come una chiesa.

Il dominio ottomano della città durò fino al novembre del 1917, allorquando fu occupata dai britannici comandati dal generale Edmund Allenby, cui partecipò anche un contingente italiano. Con il trattato di Versailles, la città fu dichiarata capitale del Mandato britannico della Palestina. Nel 1949, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite proclamò l’internazionalizzazione di Gerusalemme, sotto il controllo dell’ONU per favorire la convivenza di cristiani, musulmani ed ebrei. La componente ebraica pre-israeliana accettò il piano generale di partizione della Palestina in due Stati, uno ebraico ed uno arabo, mentre la componente araba palestinese e il resto del mondo arabo e islamico lo respinsero. Entrambe le parti non erano tuttavia disposte in alcun modo a rinunciare alla Città Santa e per questo le forze ebraiche e quelle arabe giordane della Legione Araba occuparono Gerusalemme: le prime il settore occidentale della città e le seconde la sua parte orientale.
Nel dicembre 1949 Gerusalemme fu proclamata capitale del nuovo Stato israeliano, che nel mese successivo vi trasferì gli uffici istituzionali.

Nel corso della guerra dei sei giorni gli israeliani occuparono il settore giordano, suscitando la condanna da parte dell’Assemblea generale dell’ONU. Con un decreto approvato dal Parlamento israeliano (Knesset) si dichiarò, il 30 luglio del 1980, l’ufficiale annessione del settore giordano e la proclamazione di Gerusalemme capitale “unita e indivisibile” di Israele.
Tale proclamazione tuttavia suscitò il malcontento non solo degli arabi, ma anche della gran parte delle diplomazie mondiali, a causa del timore che il riconoscimento di tale status legittimasse l’uso della forza nella soluzione delle controversie internazionali.

Status internazionale

Lo status internazionale di Gerusalemme rappresenta un problema nodale complesso e di difficile risoluzione nel quadro dei conflitti arabo-israeliani. Svariati tentativi sono stati fatti negli ultimi decenni per definirne lo status giuridico internazionale, tramite risoluzioni ONU e negoziazioni fra le parti, nessuno dei quali ha portato finora ad alcun esito definitivo. La sovranità territoriale di Gerusalemme è attualmente rivendicata sia da Israele che dal popolo palestinese in modalità finora inconciliabili. La varietà di composizione della popolazione della città, luogo di culto delle tre religioni abramitiche, la sua peculiarità storica e l’importanza di luoghi considerati patrimonio dell’umanità rendono la ricerca di una soluzione ancora più complessa, chiamando in causa, oltre ai leader dei due popoli e agli organi internazionali, anche altri soggetti tra cui la Santa Sede.

Israele, dal 1967, ha il controllo de facto dell’intera Gerusalemme, inclusa Gerusalemme Est; per consolidare tale controllo le autorità israeliane hanno messo in campo una serie di politiche urbane volte contemporaneamente a favorire la costruzione di quartieri ebraici nei territori occupati di Gerusalemme Est (nel 2008 in questi quartieri risiedevano circa 195.000 ebrei), e a ostacolare l’espansione urbana dei quartieri arabi. Israele rivendica sull’intera Gerusalemme la piena sovranità – e ne ha affermato per legge costituzionale lo status di capitale “completa e indivisa”. Il popolo palestinese, tramite i suoi rappresentanti, rivendica una parte o la totalità di Gerusalemme (in arabo al-Quds, ossia “la Santa”) come capitale del futuro Stato palestinese. La maggior parte dei membri dell’ONU e delle organizzazioni internazionali non accetta né che Gerusalemme sia capitale di Israele, né l’annessione ad Israele di Gerusalemme Est. La maggior parte delle ambasciate si trova nel distretto di Tel Aviv.

Secondo lo studioso Stephen Zunes la “comunità internazionale” in generale non avrebbe accettato di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. Il ministero degli esteri israeliano in proposito afferma come sia “la maggioranza degli stati” a non aver accettato di riconoscere a Gerusalemme lo status di capitale.

Recentemente (maggio 2007), in occasione dei festeggiamenti per il quarantesimo anniversario della riunificazione della città, ha creato sconcerto nel mondo politico israeliano l’assenza di rappresentanze diplomatiche alla cerimonia di Stato. Il primo a declinare l’invito fu l’ambasciatore tedesco, seguito da quello statunitense. Il sindaco Lupolianski reagì rifiutando la necessità di un riconoscimento internazionale, mentre membri della Knesset auspicarono che lo status di capitale potesse essere riconosciuto in futuro.

I tentativi di dare uno status definito alla città risalgono al periodo che seguì la fine del mandato britannico della Palestina. Il regime internazionale originariamente previsto dall’ONU per la città di Gerusalemme (corpus separatum), ideato nel quadro del Piano di partizione della Palestina del 1947, non fu mai realizzato e venne abbandonato negli anni seguenti. Dal 1948 al 1967, a seguito dell’assedio della città vecchia da parte della Legione Araba, sfociato nell’espulsione della popolazione ebraica dalla stessa, la città fu separata tra Gerusalemme Est, inclusa la città vecchia più alcuni quartieri orientali minori con sovranità giordana, e Gerusalemme Nuova con sovranità israeliana. Israele acquisì il controllo dell’intera città in seguito alla guerra dei sei giorni del 1967. La città fu proclamata capitale di Israele nel 1950 e designata in seguito come tale nella legislazione israeliana il 30 luglio 1980, data di promulgazione della Jerusalem Law.

Tali proclamazioni sono state condannate da Risoluzioni ONU e sentenze di corti internazionali, poiché la città di Gerusalemme comprende territori non riconosciuti come israeliani dal diritto internazionale. La Corte internazionale di giustizia ha confermato nel 2004 che i territori occupati dallo Stato di Israele oltre la “Linea Verde” del 1967 continuano ad essere “territori occupati” e dunque con essi anche la parte est di Gerusalemme.

Il 7 ottobre 2002 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la Risoluzione 1322 (2002) confermando le precedenti Risoluzioni 476 e 478 del 1980, 672 del 1990 e 1073 del 1996 e “tutte le proprie altre Risoluzioni rilevanti”.

La Corte internazionale di giustizia in una sua opinione ufficialmente espressa nel 2004 ha confermato la validità di tali risoluzioni, in particolare della Risoluzione 478, affermando come sia (Ris. CdS 476) “inammissibile l’acquisizione di territorio con la forza” e che tutte le misure amministrative e legislative intraprese da Israele e volte ad alterare lo status di Gerusalemme, inclusa la “legge base” Israeliana che dichiara Gerusalemme quale propria capitale, costituiscono una “violazione del Diritto internazionale”.

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha richiamato tutti i membri ONU a “(a) accettare tale decisione e (b) a ritirare le proprie missioni diplomatiche presso Israele che fossero presenti a Gerusalemme”. Tale ritiro è effettivamente avvenuto, anche di quegli Stati che avevano proprie ambasciate presso Israele a Gerusalemme. Nella cartografia ONU, non è attualmente indicato alcun centro quale capitale d’Israele (Vedi: mappa di Israele, mappa del Mediterraneo sudorientale, mappa del Medio Oriente).

Tutti gli Stati che hanno rapporti diplomatici con Israele mantengono le proprie ambasciate fuori da Gerusalemme, in genere a Tel Aviv o nelle immediate vicinanze. Nel 2006 gli unici due Stati che avevano l’ambasciata a Gerusalemme, il Salvador e la Costa Rica, hanno notificato al governo israeliano la decisione di spostare le proprie rappresentanze diplomatiche verso Tel Aviv. Successivamente a tale notifica il Salvador l’ha spostata a Herzliya Pituach (un sobborgo di Herzliya che prende il nome da Theodor Herzl) e la Costa Rica a Ramat Gan (un sobborgo di Tel Aviv). Il Congresso degli Stati Uniti ha richiesto da diversi anni lo spostamento dell’ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme, ma nessuno dei governi succedutisi ha messo in atto la decisione. Su 83 ambasciate presenti nel 2008 in Israele, 64 (77%) si trovano a Tel Aviv, 10 (12%) a Ramat Gan (città presso Tel Aviv), 5 (6%) a Herzliya (città presso Tel Aviv), 2 (2,4%) a Herzliya Pituah (sobborgo marino di Herzliya), 2 (2,4%) a Mevaseret Zion (un insediamento israeliano retto da un Local council, ente amministrativo territoriale – ve ne sono 144 in Israele – simile in struttura a un municipio, ma non ancora tale, non raggiungendo la popolazione minima necessaria per esserlo secondo la legge israeliana; si trova nel Distretto di Gerusalemme, a circa 10 km dalla città di Gerusalemme, lungo l’autostrada che la collega a Tel Aviv). In totale, 81 ambasciate su 83 (97,6%) si trovano nel Distretto di Tel Aviv e solo due (Paraguay e Bolivia) in quello di Gerusalemme, ma fuori dalla città di Gerusalemme. (Fonte).

Oltre ai pronunciamenti in sede internazionale, particolarmente esplicita è la posizione ufficiale britannica su Gerusalemme, che in proposito afferma come non sia possibile nessun riconoscimento, e che lo status definitivo della città sarà oggetto di negoziati.

Il congresso statunitense, nel 1995, tentò di imporre all’amministrazione un riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, cosa non ancora avvenuta.

Monumenti e luoghi d’interesse

La grandissima importanza storica di Gerusalemme, la rende una delle città medio-orientali più interessanti dal punto di vista dei luoghi storicamente rilevanti. La concentrazione maggiore di siti storici e religiosi ha sede nella Città Vecchia di Gerusalemme, Patrimonio dell’umanità dal 1981, circondata dalle mura costruite nel 1538 durante il regno del sultano ottomano Solimano il Magnifico.

Il quartiere cristiano, situato nella zona nord-occidentale, è confinante a sud-ovest con il quartiere armeno, che sorge oltre la porta di Giaffa; il quartiere cristiano inoltre confina a nord con quello musulmano, il quale si estende in un’area compresa tra la porta di Damasco, la porta di Santo Stefano e la Porta Dorata (oggi murata), a est della quale si trovano il Monte degli Ulivi e l’orto del Getsemani. Il quartiere ebraico, compreso tra le sezioni musulmana e armena, occupa il quadrante sud-orientale della Città Vecchia.

Numerosi sono i monumenti di Gerusalemme, tra questi: la moschea islamica della Cupola della Roccia, che rappresenta il simbolo della città, costruita in età omayyade sul luogo che, secondo il Corano, è quello da cui il profeta islamico Maometto ascese da vivo al Cielo per grazia divina; il secondo è la basilica cristiana del Santo Sepolcro, costruita su una preesistente basilica del IV secolo, a sua volta eretta sul luogo tradizionalmente considerato la tomba di Cristo; il terzo è l’emblematico Muro Occidentale o Muro del Pianto, luogo sacro per eccellenza degli ebrei, residuo del Tempio costruito da Salomone, re di Giudea.

Si segnala inoltre la Chiesa di san Salvatore, fondata nel 1559 dai Francescani, all’interno del complesso ancora oggi sede della Custodia di Terra Santa, dell’archivio storico, della biblioteca, delle edizioni Franciscan Printing Press.[senza fonte] Dal 2008 è dotata del più importante organo a canne della città, opera di artigiani austriaci e dono della diocesi di Innsbruck. Nella struttura opera l’Istituto Magnificat, dedicato all’insegnamento musicale (canto, coro, pianoforte, archi, fiati) in collegamento con il Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza, con docenti e studenti ebrei e cristiani, israeliani e palestinesi. Il coro del Magnificat accompagna le celebrazioni cattoliche solenni del Santo Sepolcro e delle altre Basiliche e Santuari.

Vista dall’alto del Monte del Tempio

Nella Città Nuova sono situati il Museo d’Israele (con l’esposizione di alcuni rotoli originali od in riproduzione del Mar Morto), l’Università Ebraica (1918, tra le migliori al mondo, un campus della quale è nella parte araba), il Museo dell’Olocausto o “Yad Vashem”, il Cimitero nazionale del monte Herzl, sede inoltre del Centro Sionistico Internazionale, la Biblioteca nazionale e universitaria ebraica e il Palazzo del parlamento israeliano (Knesset), sia la sede precedente che quella attuale. Pregevoli la Sinagoga di rito italiano, trasportata e riassemblata qui da Conegliano, la parte più antica dei quartieri di Rehavia e Morasha composte da vicoli stretti e silenziosi. Diverse comunità nazionali (Russia, Francia, Spagna, Italia, Paesi Bassi, ecc.) hanno ricostruito nella città nuova simboli architettonici dei loro paesi (ad esempio Piazza della Signoria di Firenze nello spiazzo del servizio dell’educazione municipale, chiese ortodosse nel Russian Compound vicino al carcere centrale cittadino, un mulino a vento a Rechavia..).

Il passeggio e lo shopping si praticano soprattutto nel triangolo tra Jaffa road, King George street e rechov Ben Jehuda (l’artefice della lingua ebraica moderna) oppure in via Salach-Din, la via principale del quartiere arabo ad Est. Un intero quartiere quasi è dedicato al terziario ed allo shopping (Talpiot) oltre al grande Mall “Malha” (Regina), nei pressi dell’omonima stazione ferroviaria. Il mercato popolare ebraico è in Mahanè benJehuda, il suk da Porta Damasco verso Nord. La parte moderna di Gerusalemme si è sviluppata attorno alla Città Vecchia anche con insediamenti di grandi dimensioni (quartiere di Ghilo).

Dal 1981 la Città Vecchia di Gerusalemme è inserita tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. L’anno seguente viene elencata tra i “patrimoni in pericolo” in seguito alla richiesta avanzata dalla Giordania.

Gerusalemme ospita anche il Bible Lands Museum, un museo che “esplora” la cultura dei popoli e delle terre citati nella Bibbia, fra cui gli antichi Egizi, i Cananei, Filistei, Aramei, Ittiti, Elamiti, Fenici e Persiani.

Vi si trova il Memoriale alle vittime di atti terroristici.

Interessante anche da un punto di vista turistico il quartiere haredi Mea Shearim.

Società

Evoluzione demografica

I gerosolimitani sono 743.000 (maggio 2007), di cui 68% ebrei, 30% musulmani, e 2% cristiani; la densità è 5.750,4 abitanti per km². Benché riceva dall’estero alcune migliaia di immigranti ebrei l’anno, lasciano la città più persone di quante vi arrivino; tuttavia l’alta natalità degli arabi e degli ebrei ultra-ortodossi (Haredi) continua a far crescere la popolazione in linea con la media nazionale. Il tasso di fertilità (4,02) e la dimensione familiare (3,8) sono quindi assai superiori alle medie nazionali.

Di conseguenza, cambia la composizione religiosa ed etnica della città: ampia maggioranza, gli ebrei hanno solo il 31% dei bambini sotto i 15 anni, e infatti la quota di ebrei declina dal tempo della riunificazione della città (1967), quando era pari al 74%. Peraltro, fra gli ebrei cresce la quota degli Haredi (ormai più di un terzo degli ebrei locali), che non sono sionisti e il cui stile di vita spinge i giovani ebrei laici a trasferirsi sulla costa mediterranea. Il tema della composizione è politicamente molto sensibile e oggetto di dibattito.

La presente tabella mostra l’evoluzione demografica, con attenzione a quella ebraica. Confronti fra anni vanno effettuati con cautela perché le aree coperte variano con il variare dei confini della città e del distretto.

Una città “santa”

« Quale gioia, quando mi dissero:
“Andremo alla casa del Signore”.
E ora i nostri piedi si fermano
alle tue porte Gerusalemme! »
(Salmo 121 (122))

Ciò che rende davvero unica Gerusalemme è l’essere città santa per le tre più grandi religioni monoteiste del mondo. La città è sacra infatti per gli ebrei, in quanto storico simbolo della patria ebraica, luogo dove fu eretto il Tempio di Gerusalemme (l’edificio sacro più importante per l’ebraismo), nonché capitale del Regno di Giuda e Israele dal 1000 a.C. circa e del Regno di Giuda dal 933 a.C. al 597 a.C.; allo stesso modo sacra per i cristiani poiché luogo in cui Gesù ha vissuto gli ultimi momenti della propria vita e dove, secondo la tradizione cristiana, è stato sepolto e soprattutto, secondo il culto, è risorto; altrettanto sacra per i musulmani in quanto essi sostengono che Maometto vi sia giunto al termine d’un miracoloso viaggio notturno (isrāʾ) per ascendere poi al cielo pur rimanendo vivo (miʿraj).

Istruzione e ricerca

Gerusalemme è sede di varie università ebraiche, arabe, inglesi e italiane:

  • l’Università Ebraica di Gerusalemme (Hebrew University of Jerusalem), fondata nel 1925, una delle due istituzioni più prestigiose in Israele, patria di svariati premi Nobel, tra cui Avram Hershko, David Gross, e Daniel Kahneman, e della Biblioteca Universitaria e Nazionale Ebraica, ricca di oltre cinque milioni di volumi e aperta già nel 1892, situata in tre campus: Monte Scopus (Gerusalemme), Givat Ram e Ein Kerem (Ospedale Hadassah), sede delle facoltà di area medico-sanitaria;
  • l’Università Araba di Gerusalemme (Università Al-Quds), fondata nel 1984 come simbolo arabo-palestinese, in un campus a sud-est della città;
  • la Bezalel Accademia delle Arti e Design, aperta nel 1906 e la Jerusalem Academy of Music and Dance, aperta nel 1958, i cui edifici sono situati nei campus dell’Università Ebraica (a Monte Scopus e a Givat Ram, rispettivamente);
  • il Jerusalem College of Technology, fondato nel 1969 e con sede a Givat Mordechai, una di molte istituzioni che combinano studi laici (ingegneria dell’alta tecnologia e gestione aziendale, nel caso del JCT) e studi religiosi (ebraismo);
  • Studium Biblicum Franciscanum, fondato a Gerusalemme nel 1924;
  • numerose facoltà rabbiniche (Yeshivah).
  • Numerose le scuole di lingua ebraica (Ulpan, plurale Ulpanim), legate alla consistente immigrazione ed alla presenza di studenti stranieri (tenuti a superare quasi sempre un severo esame di qualificazione per potersi laureare) nonché all’interesse per il giudaismo di non pochi studiosi.

Il sistema di istruzione pubblica è separato fra ebraico e arabo. Nel settore ebraico le scuole pubbliche sono affiancate da numerose scuole religiose (con materie laiche ed ebraiche), incluse quelle ultra-ortodosse (Haredi) che in genere non hanno materie laiche e quindi non consentono di sostenere l’esame di maturità (Bagrut) né quindi di accedere all’università. Nel settore arabo, che si lamenta di essere sotto-finanziato, le scuole offrono un’istruzione di qualità inferiore, come sembrerebbero dimostrare gli esiti della Bagrut (indispensabile per alcune facoltà universitarie); per contrastare il sovraffollamento sono in costruzione nuove scuole e nel 2007 il governo ha approvato un piano quinquennale.

Economia

Storicamente, l’economia di Gerusalemme, città lontana dai porti e dalle vie commerciali (Giaffa, Gaza), dipendeva dai pellegrini, ossia, come oggi lo si chiama, dal turismo religioso internazionale. Il turismo culturale e religioso, oltre alla consistente presenza di studenti stranieri presso le università civile e le facoltà ecclesiastiche (Studium Biblicum Franciscanum dei Frati Minori, Ecole Biblique et Archeologique Francais dei Domenicani, S. Paul Theological Institute dei Salesiani ed altri centri ecumenici e riformati), è ancor oggi il volano principale (6,1% degli addetti solo in alberghi e ristoranti), ma da 40 anni è sempre più chiaro che il benessere della città non può affidarsi solo ad esso.

L’urbanistica favorisce il turismo ma scoraggia lo sviluppo economico: una legge approvata durante il Mandato britannico per conservare l’estetica della città impone che ogni edificio sia costruito in pietra di Gerusalemme; inoltre, solo il 2,2% della superficie della città è destinabile a industria e infrastrutture (la metà di Tel Aviv, un settimo di Haifa), in gran parte ad Atarot.

Di conseguenza, solo l’8,5% della forza lavoro è impiegata nell’industria manifatturiera (in Israele 15,8%), anche se un numero crescente di imprese high-tech internazionali si sta localizzando nel parco industriale di Har Hotzvim, periferia nord della città.

In quanto polo religioso e culturale, ma anche in quanto città afflitta da una non trascurabile povertà (vedi sotto), la quota di addetti nell’istruzione (17,9%), nella sanità (12,6%), nei servizi sociali (6,4%), è ampiamente superiore alla media nazionale.

In quanto capitale dello Stato di Israele, Gerusalemme è sede anche di una quota importante di posti di lavoro pubblici (8,2% del totale, contro una media nazionale del 4,7%), in misura crescente dopo l’unificazione della città sotto controllo israeliano in seguito alla guerra dei sei giorni (1967); inoltre da allora il governo offre sussidi e incentivi alle nuove imprese che si localizzano in città.

Dal 1967 (ma in realtà già dalla divisione del 1948) la parte araba fino al 1967 (Gerusalemme Est) si è sviluppata a ritmi più lenti della parte israeliana dal 1948 (Gerusalemme Ovest). Ciononostante, le famiglie con persone occupate sono il 76% a est e solo il 67% a ovest, a causa del gran numero di ebrei ultra-ortodossi (Haredi) maschi che non entrano nella forza lavoro. Il tasso di disoccupazione (2007) è leggermente migliore a Gerusalemme (8,3%) che nel resto di Israele (9,0%), anche se in gran parte a causa del relativamente basso tasso di attività. Per queste ragioni, oltre che per la seconda intifada, la quota di abitanti sotto la soglia di povertà è cresciuta in entrambe le parti della città fra il 2001 e il 2007 (+40%). Nel 2006, il reddito mensile medio per occupato era a Gerusalemme NIS 5.940 (1.080 euro), NIS 1.350 (245 euro) sotto alla media di Tel Aviv.

 

Tags:

No comments yet.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.