La fine del Papato: Profezia di San Malachia

La Profezia di Malachia o la Profezia dei Papi (Latino: Prophetia Sancti Malachiae Archiepiscopi, de Summis Pontificibus) è un testo attribuito a san Malachia, arcivescovo di Armagh vissuto nel XII secolo, contenente 112 brevi motti in latino che descriverebbero i papi (compresi alcuni antipapi) a partire da Celestino II, eletto nel 1143.

Dopo i motti, al termine della profezia, è presente un testo in latino che prevederebbe, durante il pontificato di un certo Pietro romano (non necessariamente immediato successore dell’ultimo papa della lista), la distruzione di una città dai sette colli e il giudizio Universale.

St-Malachy

Malachia di Armagh – Dipinto

Storia

Le profezie furono pubblicate per la prima volta nel 1595 da un benedettino di nome Arnold Wion nel suo Lignum Vitæ, una storia dell’ordine. Wion attribuì le profezie a San Malachia, l’arcivescovo di Armagh del XII secolo. Ha spiegato che le profezie non erano mai state stampate prima di allora, ma che molti erano ansiosi di vederle. Wion include sia le presunte profezie originali, composte da brevi frasi criptiche latine, sia un’interpretazione che applica le dichiarazioni ai papi storici fino a Urbano VII (papa per tredici giorni nel 1590), che Wion attribuisce ad Alfonso Ciacconio, un’attribuzione che fu confutato da Claude-François Menestrier nel 1694.

Secondo un racconto presentato nel 1871 da Abbé Cucherat, Malachia fu convocato a Roma nel 1139 da Papa Innocenzo II per ricevere due palli di lana per le sedi metropolitane di Armagh e Cashel. Mentre era a Roma, Malachia ebbe una visione dei futuri papi, che registrò con una sequenza di frasi criptiche. Questo manoscritto fu quindi depositato nell’Archivio Segreto Vaticano, e dimenticato fino alla sua riscoperta nel 1590, presumibilmente giusto in tempo per un conclave papale in corso al tempo.

Bernardo di Chiaravalle, un biografo contemporaneo di Malachia che registrò i presunti miracoli del santo, non fa menzione delle profezie, né sono nominate in alcun documento precedente alla loro pubblicazione del 1595.

Alcuni storici hanno concluso che le profezie potrebbero essere una falsificazione del tardo XVI secolo. Il monaco e studioso spagnolo Benito Jerónimo Feijóo y Montenegro scrisse nel suo Teatro Crítico Universal (1724-1739), in una voce intitolata Pretese Profezie, che l’alto livello di accuratezza delle presunte profezie fino alla data in cui furono pubblicate, rispetto al loro alto livello di inaccuratezza dopo tale data, è una prova della loro non autenticità. Le profezie e le spiegazioni date da Wion corrispondono molto strettamente ad una storia dei Papi del 1557 di Onofrio Panvinio (inclusa la replica degli errori di Panvinio), che potrebbe indicare che le profezie furono scritte sulla base di quella fonte. Una teoria per spiegare la creazione di le profezie, presentate tra l’altro dal sacerdote e enciclopedista francese del XVII secolo Louis Moréri, sono state diffuse dai sostenitori del cardinale Girolamo Simoncelli a sostegno del suo tentativo di diventare Papa durante il conclave del 1590 in sostituzione di Urbano VII. Nelle profezie, il Papa che segue Urbano VII riceve la descrizione “Ex antiquitate Urbis” (“dalla vecchia città”), e Simoncelli era di Orvieto, che in latino è Urbevetanum, città vecchia. Le profezie possono, quindi, essere state create nel tentativo di dimostrare che Simoncelli era destinato a diventare papa. Simoncelli non fu eletto papa; Urbano VII fu sostituito da Niccolò Sfondrati (Papa Gregorio XIV), dal comune di Somma Lombardo.

Interpretazioni

L’interpretazione delle profezie fornite da Wion implicano una stretta corrispondenza tra i motti e le origini dei papi, i nomi di famiglia, le armi personali e i titoli pre-papali. Ad esempio, il primo motto, Ex castro Tiberis (da un castello sul Tevere), si adatta alla casa natale di Papa Celestino II a Città di Castello, sul Tevere. Gli sforzi per collegare le profezie ai papi storici eletti dopo la sua pubblicazione sono stati più complesse. Ad esempio, papa Clemente XIII è indicato in una profezia come Rosa Umbriae (la rosa dell’Umbria), ma non era dell’Umbria e non aveva nessun legame se non il più marginale con la regione, essendo stato per un breve periodo governatore pontificio di Rieti, all’epoca parte dell’Umbria. Uno scrittore osserva che tra le previsioni post-pubblicazione (dopo il 1595) rimangono “alcune frasi sorprendentemente appropriate”, aggiungendo che “è ovviamente facile esagerare l’accuratezza della lista semplicemente citando i suoi successi”, e che “le altre allusioni non si adattano poi così bene.” Tra i “successi” riportati si legge “Religione spopolata” per Benedetto XV (1914-22) il cui pontificato includeva la prima guerra mondiale e la rivoluzione comunista ateistica russa; ‘Luce nel cielo’ per Leone XIII (1878-1903), con una cometa nel suo stemma; e “Fiore di fiori” per Paolo VI (1963-78), con fiordaliso nel suo stemma.

Petrus Romanus

In epoca recente alcuni interpreti di letteratura profetica hanno attirato l’attenzione sulle profezie a causa della loro imminente conclusione; se la lista delle descrizioni è abbinata su base individuale alla lista dei papi storici dalla pubblicazione delle profezie, Benedetto XVI (2005-13) corrisponderebbe alla penultima delle descrizioni papali, Gloria olivae (la gloria dell’ulivo). La profezia più lunga e definitiva predice l’Apocalisse:

In persecutione extrema S.R.E. sedebit.

Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus, quibus transactis civitas septicollis diruetur, & judex tremendus judicabit populum suum. Finis.

Italiano:

Nella persecuzione finale della Santa Chiesa Romana, siederà [cioè, come vescovo].

Pietro il Romano, che pascolerà le sue pecore tra molte tribolazioni, e quando queste cose saranno finite, la città dei sette colli [Roma] sarà distrutta e il terribile giudice giudicherà il suo popolo. Fine.

Saint Malachy Prophecy 112 Popes

Non tutti gli studiosi considerano Papa Francesco l’ultimo “Petrus Romanus” dal momento che il suo papato è considerato ancora subdolo a Benedetto XVI

Diversi storici e interpreti delle profezie notano che la profezia lascia aperta la possibilità di Papi non in elenco tra “la gloria dell’ulivo” e il papa finale, “Pietro il romano”. Nel Lignum Vitae, la linea In persecutione extrema S.R.E. sedebit. forma una frase separata e un paragrafo a sé stante. Mentre vengono spesso letti come parte della profezia di “Pietro il Romano”, altri interpreti la considerano una frase separata e incompleta che si riferisce esplicitamente a ulteriori papi tra “la gloria dell’ulivo” e “Pietro il romano”.

Popes and corresponding mottos

The list can be divided into two groups; one of the 74 popes and antipopes who reigned prior to the appearance of the prophecies c. 1590, for whom the connection between the motto and the pope is consistently clear. The other is of the 38 mottos attributed to popes who have reigned since 1590, for whom the connection between the motto and the pope is often strained or totally absent and could be viewed as shoehorning or postdiction.

René Thibaut divides the table at a different point, between the 71st and 72nd motto, asserting that there is a change in style at this point. He uses this distinction to put forward the view that the first 71 mottos are post-dated forgeries, while the remainder are genuine. Hildebrand Troll echoes this view, noting that mottos 72-112 use a symbolic language related to the character of the pope and his papacy, in contrast to the more literal mottos for earlier popes.

Popes and antipopes 1143–1590 (pre-publication)

The text on the silver lines below reproduces the original text (including punctuation and orthography) of the 1595 Lignum Vitae, which consisted of three parallel columns for the popes before 1590. The first column contained the motto, the second the name of the pope or antipope to whom it was attached (with occasional errors), and the third an explanation of the motto. There are some indications that both the mottos and explanations were the work of a single 16th century individual. The original list was unnumbered.

(From the Catholic Encyclopedia 1913 edition)

The most famous and best known prophecies about the popes are those attributed to St. Malachy. In 1139 he went to Rome to give an account of the affairs of his diocese to the pope, Innocent II, who promised him two palliums for the metropolitan Sees of Armagh and Cashel. While at Rome, he received (according to the Abbé Cucherat) the strange vision of the future wherein was unfolded before his mind the long list of illustrious pontiffs who were to rule the Church until the end of time. The same author tells us that St. Malachy gave his manuscript to Innocent II to console him in the midst of his tribulations, and that the document remained unknown in the Roman Archives until its discovery in 1590 (Cucherat, “Proph. de la succession des papes”, ch. xv). They were first published by Arnold de Wyon, and ever since there has been much discussion as to whether they are genuine predictions of St. Malachy or forgeries. The silence of 400 years on the part of so many learned authors who had written about the popes, and the silence of St. Bernard especially, who wrote the “Life of St. Malachy”, is a strong argument against their authenticity, but it is not conclusive if we adopt Cucherat’s theory that they were hidden in the Archives during those 400 years.

These short prophetical announcements, in number 112, indicate some noticeable trait of all future popes from Celestine II, who was elected in the year 1130, until the end of the world. They are enunciated under mystical titles. Those who have undertaken to interpret and explain these symbolical prophecies have succeeded in discovering some trait, allusion, point, or similitude in their application to the individual popes, either as to their country, their name, their coat of arms or insignia, their birth-place, their talent or learning, the title of their cardinalate, the dignities which they held etc. For example, the prophecy concerning Urban VIII is Lilium et Rosa (the lily and the rose); he was a native of Florence and on the arms of Florence figured a fleur-de-lis; he had three bees emblazoned on his escutcheon, and the bees gather honey from the lilies and roses. Again, the name accords often with some remarkable and rare circumstance in the pope’s career; thus Peregrinus apostolicus (pilgrim pope), which designates Pius VI, appears to be verified by his journey when pope into Germany, by his long career as pope, and by his expatriation from Rome at the end of his pontificate. Those who have lived and followed the course of events in an intelligent manner during the pontificates of Pius IX, Leo XIII, and Pius X cannot fail to be impressed with the titles given to each by the prophecies of St. Malachy and their wonderful appropriateness: Crux de Cruce (Cross from a Cross) Pius IX; Lumen in cælo (Light in the Sky) Leo XIII; Ignis ardens (Burning Fire) Pius X. There is something more than coincidence in the designations given to these three popes so many hundred years before their time. We need not have recourse either to the family names, armorial bearings or cardinalatial titles, to see the fitness of their designations as given in the prophecies. The afflictions and crosses of Pius IX were more than fell to the lot of his predecessors; and the more aggravating of these crosses were brought on by the House of Savoy whose emblem was a cross. Leo XIII was a veritable luminary of the papacy. The present pope is truly a burning fire of zeal for the restoration of all things to Christ.

The last of these prophecies concerns the end of the world and is as follows:

“In the final persecution of the Holy Roman Church there will reign Peter the Roman, who will feed his flock amid many tribulations, after which the seven-hilled city will be destroyed and the dreadful Judge will judge the people. The End.”

It has been noticed concerning Petrus Romanus, who according to St. Malachy’s list is to be the last pope, that the prophecy does not say that no popes will intervene between him and his predecessor designated Gloria olivæ. It merely says that he is to be the last, so that we may suppose as many popes as we please before “Peter the Roman”. Cornelius a Lapide refers to this prophecy in his commentary “On the Gospel of St. John” (C. xvi) and “On the Apocalypse” (cc. xvii-xx), and he endeavours to calculate according to it the remaining years of time.

Notes

Note: The Pope numbers given are from a previous work, and do not accord with the official counting of the Vatican. Our current pontiff, Pope Benedict XVI is the 265th Pope.

Profezie

Motto A chi viene abbinato da Wion Interpretazione di Alfonso Chacón Spiegazione del testo di Chacón
Ex castro Tiberis
(“Dal castello sul Tevere”)
Celestino II
(Guido Guelfucci o Guido Ghefucci, 1143-1144)
Typhernas. Era nato a Città di Castello (Tifernum, in latino), sul Tevere.
Inimicus expulsus
(“Il nemico cacciato”)
Lucio II
(Gherardo Caccianemici, 1144-1145)
De familia Caccianemica. Di cognome Caccianemici.
Ex magnitudine montis
(“Dalla grandezza del monte”)
Eugenio III
(Pietro Bernardo dei Paganelli, 1145-1153)
Patria Ethruscus oppido Montis magni. Nato a Montemagno, presso Pisa.
Abbas Suburranus
(“Abate suburrano”)
Anastasio IV
(Corrado della Suburra, 1153-1154)
De familia Suburra. Di cognome Suburra.
De rure albo
(“Dalla campagna di Albo”)
Adriano IV
(Nicholas Breakspear, 1154-1159)
Vilis natus in oppido Sancti Albani. Di umile origine inglese (quindi “albionico”), era nato ad Abbots Langley, nel territorio della città di St Albans. Fu nominato cardinale col titolo di vescovo della sede suburbicaria di Albano.
Ex tetro carcere
(“Dal tetro carcere”)
Vittore IV (antipapa)
(Ottaviano de’ Monticello, 1159-1164)
Fuit Cardinalis S. Nicolai in carcere Tulliano. Cardinale di san Nicola in Carcere.
De via Transtiberina
(“Dalla via di Trastevere”)
Pasquale III (antipapa)
(Guido da Crema, 1164-1168)
Guido Cremensis Cardinalis S.Mariae Transtiberim. Cardinale di santa Maria in Trastevere. I nomi di Pasquale III e Callisto III, qui riportati nel corretto ordine cronologico, sono scambiati fra loro nel libro di Wion, probabilmente per un errore materiale suo o del tipografo.
De Pannonia Tusciae
(“L’Ungheria della Tuscia”)
Callisto III (antipapa)
(Giovanni di Strumi, 1168-1178)
Antipapa. Hungarus natione, Episcopus Card. Tusculanus. Ungherese (pannone), sarebbe stato cardinale di Tuscolo, antico nome della sede suburbicaria di Frascati. In realtà fu cardinale nella sede di Albano, ad una dozzina di chilometri da Frascati.
Ex ansere custode
(“Dall’oca guardiana”)
Alessandro III
(Rolando Bandinelli, 1159-1181)
De familia Paparona. Il motto di Malachia si riferisce alle oche del Campidoglio perché questo papa era stato cardinale col titolo della Basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio. I suoi discendenti assunsero anche il cognome Paparoni, cui è talvolta associato uno stemma con un’anatra.
Lux in ostio
(“Luce in ostio”)
Lucio III
(Ubaldo Allucingoli, 1181-1185)
Lucensis Card. Ostiensis. Nato a Lucca (lucensis), fu cardinale di Ostia. Di cognome Allucingoli (pare), scelse il nome Lucio.
Sus in cribro
(“Il maiale nel crivello”)
Urbano III
(Umberto Crivelli, 1185-1187)
Mediolanensis, familia Cribella, quae Suem pro armis gerit. Il crivello (“cribro”) allude al cognome Crivelli. De Novaes, però, nega che nel loro stemma vi fosse l’immagine di un maiale (sus).
Ensis Laurentii
(“La spada di Lorenzo”)
Gregorio VIII
(Alberto de Morra, 1187-1187)
Card. S. Laurentii in Lucina, cuius insignia enses falcati. Cardinale di san Lorenzo in Lucina, aveva due spade ricurve (enses falcati) nello stemma.
De Schola exiet
(“Uscirà dalla scuola”)
Clemente III
(Paolo Scolari, 1187-1191)
Romanus, domo Scholari. Di cognome Scolari.
De rure bovense
(“Dalla campagna bovense”)
Celestino III
(Giacinto di Pietro di Bobone, 1191-1198)
Familia Bovensi. Di cognome Bobone, famiglia che possedeva ampi latifondi.
Comes signatus
(“Il conte segnato”)
Innocenzo III
(Lotario conti di Segni, 1198-1216)
Familia Comitum Signiae. Apparteneva alla famiglia dei conti di Segni.
Canonicus de latere
(“Il canonico a latere”)
Onorio III
(Cencio Savelli, 1216-1227)
Familia Sabella, Canonicus S.Ioannis Lateranensis. Secondo Chacon sarebbe stato un canonico lateranense, ma la notizia non è storicamente confermata.
Avis Ostiensis
(“L’uccello di Ostia”)
Gregorio IX
(Ugolino di Anagni, 1227-1241)
Familia Comitum Signiae, Episcopus Card. Ostiensis. Cardinale di Ostia, aveva un’aquila nello stemma.
Leo Sabinus
(“Il leone sabino”)
Celestino IV
(Goffredo Castiglioni di Milano, 1241-1242)
Mediolanensis, cuius insignia Leo, Episcopus Card. Sabinus. Vescovo di Sabina, aveva un leone nello stemma.
Comes Laurentius
(“Il conte Lorenzo”)
Innocenzo IV
(Sinibaldo Fieschi dei conti di Lavagna, 1242-1254)
Domo Flisca, Comes Lavaniae, Cardinalis S. Laurentii in Lucina. Conte di Lavagna, cardinale di san Lorenzo in Lucina.
Signum Ostiense
(“Il segno di Ostia”)
Alessandro IV
(Rinaldo dei signori di Jenne, 1254-1261)
De comitibus Signiae, Episcopus Card. Ostiensis. Cardinale di Ostia, era probabilmente figlio di una sorella di Gregorio IX. Questa parentela fece sì che alcuni biografi, nel corso dei secoli, lo abbiano erroneamente considerato del casato dei conti di Segni.
Hierusalem Campaniae
(“Gerusalemme di Champagne”)
Urbano IV
(Jacques Pantaléon, 1261-1264)
Gallus, Trecensis in Campania, Patriarcha Hierusalem. Patriarca di Gerusalemme, era originario di Troyes (trecensis), nella regione della Champagne.
Draco depressus
(“Il drago abbattuto”)
Clemente IV
(Guido le Gros di Saint-Gilles, 1265-1268)
Cuius insignia Aquila unguibus Draconem tenens. Nel suo stemma appare un drago nelle grinfie di un’aquila.
Anguinus vir
(“L’uomo serpentino”)
Gregorio X
(Teobaldo Visconti di Piacenza, 1271-1276)
Mediolanensis, Familia vicecomitum, quae anguem pro insigni gerit. Lo stemma dei Visconti di Milano reca una vipera che ingoia un uomo. Gregorio X, però, non era loro parente.
Concionator Gallus
(“Il predicatore francese”)
Innocenzo V
(Pietro di Tarantasia, 1276-1276)
Gallus, ordinis Praedicatorum. Di origine francese (gallus), era un frate predicatore (concionator).
Bonus Comes
(“Il conte buono”)
Adriano V
(Ottobono dei conti Fieschi, 1276-1276)
Ottobonus familia Flisca, ex Comitibus Lavaniae. Discendente dei conti di Lavagna (comes). Il termine bonus può riferirsi al nome di battesimo, Ottobono.
Piscator Tuscus
(“Il pescatore etrusco”)
Giovanni XXI
(Pedro Julião, 1276-1277)
Antea Ioannes Petrus Episcopus Card. Tusculanus. Di nome Pietro, come il Pescatore per eccellenza, era cardinale di Tuscolo, città etrusca nei pressi di Frascati.
Rosa composita
(“La rosa composta”)
Niccolò III
(Giovanni Gaetano Orsini, 1277-1280)
Familia Ursina, quae rosam in insigni gerit, dictus compositus. Nel suo stemma c’è una rosa. Pare fosse noto per la sua compostezza.
Ex telonio liliacei Martinii
(“Dalla tesoreria di Martino dai gigli”)
Martino IV
(Simon de Brion, 1281-1285)
Cuius insignia lilia, canonicus, et thesaurarius S.Martini Turonen. Fu tesoriere della basilica di san Martino di Tours, in Francia. Il giglio era l’emblema dei re di Francia.
Ex rosa leonina
(“Dalla rosa del leone”)
Onorio IV
(Giacomo Savelli, 1285-1287)
Familia Sabella insignia rosa a leonibus gestata. Lo stemma dei nobili Savelli raffigura una rosa portata da due leoni.
Picus inter escas
(“Il picchio fra le esche”)
Niccolò IV
(Girolamo Masci, 1288-1292)
Picenus, patria Esculanus. Piceno, nato ad Ascoli. Gioco di parole fra i termini latini picus (“picchio”) e picenus (“piceno”), e fra esca, esculanus ed asculanus (nativo di Ascoli, città nel Piceno).
Ex eremo celsus
(“Innalzato dall’eremo”)
Celestino V
(Pier da Morrone, 1294-1294)
Vocatus Petrus de Morrone Eremita. Prima di essere innalzato (celsus) al soglio pontificio era un eremita.
Ex undarum benedictione
(“La benedizione dalle onde”)
Bonifacio VIII
(Benedetto Caetani, 1294-1303)
Vocatus prius Benedictus, Caetanus, cuius insignia undae. Nel suo stemma sono presenti delle onde marine e il suo nome di battesimo era Benedetto.
Concionator patereus
(“Il predicatore di Patara”)
Benedetto XI
(Nicolò Beccassini, 1303-1304)
Qui vocabatur Frater Nicolaus, ordinis Praedicatorum. Era un frate predicatore (concionator) di nome Nicolò, come il santo nato a Patara, in Licia.
De fessis aquitanicis
(“Delle fasce di Aquitania”)
Clemente V
(Bertrando di Got, 1305-1314)
Natione aquitanus, cuius insignia fessae erant. Clemente V era nato in Aquitania e il suo stemma è costituito da fasce parallele.
De sutore osseo
(“Del calzolaio osseo”)
Giovanni XXII
(Jacques d’Euse, 1316-1334)
Gallus, familia Ossa, Sutoris filius. Di cognome d’Euse (che suona come de os cioè “d’osso”), era figlio di un calzolaio (sutore).
Corvus schismaticus
(“Il corvo scismatico”)
Niccolò V (antipapa)
(Pietro Rinalducci, 1328-1330)
Qui vocabatur F.Petrus de corbario, contra Ioannem XXII. Antipapa Minorita. Nacque a Corvaro, frazione di Borgorose, e fu tra i principali responsabili dello scisma d’Occidente.
Frigidus Abbas
(“L’abate freddo”)
Benedetto XII
(Jacques Fournier, 1334-1342)
Abbas Monasterii fontis frigidi. Era abate di Fontfroide (“fonte fredda”).
De rosa Attrebatensi
(“Della rosa di Arras”)
Clemente VI
(Pietro Roger di Beaufort, 1342-1352)
Episcopus Attrebatensis, cuius insignia Rosae. Vescovo di Arras, nel suo stemma sono raffigurate delle rose.
De montibus Pammachii
(“Dei monti del Pammacchio”)
Innocenzo VI
(Étienne Aubert, 1352-1362)
Cardinalis SS.Ioannis et Pauli. Titulus Panmachii, cuius insignia sex montes erant. Prima dell’elezione era cardinale dei santi Giovanni e Paolo, titolo anticamente soprannominato di san Pammachio. Chacon sembra affermare che, nello stemma di Innocenzo VI, sarebbero campeggiate sei montagne, ma l’informazione è errata.
Gallus Vicecomes
(“Visconte francese”)
Urbano V
(Guillaume de Grimoard, 1362-1370)
Nuncius Apostolicus ad Vicecomites Mediolanenses. Francese (gallus), fu nunzio apostolico presso i Visconti di Milano.
Novus de virgine forti
(“Nuovo dalla vergine forte”)
Gregorio XI
(Pierre Roger de Beaufort, 1370-1378)
Qui vocabatur Petrus Belfortis, Cardinalis S.Mariae Novae. Era cardinale di santa Maria Nuova e il suo cognome era Beaufort (“Belforte”).
De cruce Apostolica
(“Della croce apostolica”)
Clemente VII (antipapa)
(Roberto dei conti di Ginevra, 1378-1394)
Qui fuit Presbyter Cardinalis SS.XII Apostolorum, cuius insignia Crux. Cardinale col titolo della basilica dei Santi XII Apostoli, il suo stemma raffigurava una croce.
Luna Cosmedina
(“La luna cosmedina”)
Benedetto XIII (antipapa)
(Pedro Martínez de Luna y Pérez de Gotor, 1394-1417)
Antea Petrus de Luna, Diaconus Cardinalis S.Mariae in Cosmedin. Di cognome Luna, cardinale diacono di santa Maria in Cosmedin.
Schisma Barchinonium
(“Lo scisma di Barcellona”)
Clemente VIII (antipapa)
(Gil Sànchez de Muñoz, 1423-1429)
Antipapa, qui fuit Canonicus Barchinonensis. Antipapa proveniente da Barcellona, anticamente nota col nome di Barchino.
De inferno praegnanti
(“Pregnante dell’inferno”)
Urbano VI
(Bartolomeo Prignano, 1378-1389)
Neapolitanus Pregnanus, natus in loco qui dicitur Infernus. Il suo cognome era Prignano ed era nato in una frazione chiamata Inferno.
Cubus de mixtione
(“Un cubo dalla mescolanza”)
Bonifacio IX
(Pietro Tomacelli, 1389-1404)
Familia tomacella à Genua Liguriae orta, cuius insignia Cubi. Nello stemma dei Tomacelli erano presenti dei quadrati di due colori che componevano uno scaccato, il quale sembrava un sovrapporsi di cubi (la mixtione). Ogni membro della famiglia era un cubo del complesso.
De meliore sydere
(“Dalla stella migliore”)
Innocenzo VII
(Cosimo de’ Migliorati, 1404-1406)
Vocatus Cosmatus de melioratis Sulmonensis, cum insignia Sydus. Il suo cognome era Migliorati e nel suo stemma era presente una stella.
Nauta de Ponte nigro
(“Navigatore di Negroponte”)
Gregorio XII
(Angelo Correr, 1406-1415)
Venetus, commendatarius ecclesiae Nigropontis. Nacque a Venezia e fu cardinale commendatario di Negroponte.
Flagellum solis
(“Il flagello del sole”)
Alessandro V (antipapa)
(Pietro Filargo da Candia, 1409-1410)
Graecus Archiepiscopus Mediolanensis, insignia Sol. Nel suo stemma i raggi ondulati del sole sono simili a fruste.
Cervus Sirenae
(“Il cervo della sirena”)
Giovanni XXIII (antipapa)
(Baldassarre Cossa, 1410-1415)
Diaconus Cardinalis S.Eustachii, qui cum cervo depingitur, Bononiae legatus, Neapolitanus. Era cardinale di sant’Eustachio, santo tradizionalmente raffigurato vicino ad un cervo. Proveniva inoltre da Procida, di fronte a Capri, detta Isola delle Sirene.
Corona veli aurei
(“La corona del velo d’oro”)
Martino V
(Oddone Colonna, 1417-1431)
Familia Colonna, Diaconus Cardinalis S.Georgii ad velum aureum. Cardinale di san Giorgio al Velabro, nel suo stemma c’era una corona dorata.
Lupa Coelestina
(“La lupa celestina”)
Eugenio IV
(Gabriele Condolmer, 1431-1447)
Venetus, canonicus antea regularis Coelestinus, et Episcopus Senensis. Fece inizialmente parte della congregazione dei monaci celestini. La lupa si riferisce al fatto che fu vescovo di Siena.
Amator Crucis
(“Amatore della croce”)
Felice V (antipapa)
(Amedeo VIII di Savoia, 1440-1449)
Vocabatur Amadaeus Dux Sabaudiae, insignia Crux. Lo stemma dei Savoia è una croce.
De modicitate Lunae
(“Della modicità della luna”)
Niccolò V
(Tommaso Parentuccelli, 1447-1455)
Lunensis de Sarzana, humilibus parentibus natus. Nato in Lunigiana (lunae) da famiglia povera (modicitate).
Bos pascens
(“Il bue al pascolo”)
Callisto III
(Alfons de Borja y Cabanilles, 1455-1458)
Hispanus, cuius insignia Bos pascens. Nello stemma della famiglia Borgia è raffigurato un bue rosso che pascola.
De Capra et Albergo
(“Della capra e dell’albergo”)
Pio II
(Enea Silvio Piccolomini, 1458-1464)
Senensis, qui fuit à Secretis Cardinalibus Capranico et Albergato. Fu segretario dei cardinali Capranica e Albergatti.
De Cervo et Leone
(“Del cervo e del leone”)
Paolo II
(Pietro Barbo, 1464-1471)
Venetus, qui fuit Commendatarius ecclesiae Cerviensis, et cardinalis tituli S.Marci. Paolo II era stato cardinale di san Marco (che ha per simbolo un leone alato) e commendatario della chiesa di Cervia.
Piscator minorita
(“Pescatore minorita”)
Sisto IV
(Francesco della Rovere, 1471-1484)
Piscatoris filius, Franciscanus. Francescano degli ordini minori, era figlio di un pescatore.
Praecursor Siciliae
(“Il precursore di Sicilia”)
Innocenzo VIII
(Giovanni Battista Cybo, 1484-1492)
Qui vocabatur Ioannes Baptista, et vixit in curia Alfonsi regis Siciliae. Di nome Giovanni Battista, come il Precursore, visse alla corte di Alfonso V d’Aragona, re delle due Sicilie.
Bos Albanus in portu
(“Il bue albano in porto”)
Alessandro VI
(Roderic Llançol de Borja, 1492-1503)
Episcopus Cardinalis Albanus et Portuensis, cuius insignia Bos. Nel suo stemma è raffigurato il bue (bos), stemma dei Borgia, e fu cardinale vescovo di Albano Laziale prima, e di Porto-Santa Rufina poi.
De parvo homine
(“Dell’uomo piccolo”)
Pio III
(Francesco Todeschini Piccolomini, 1503-1503)
Senensis, familia piccolominea. Di cognome Piccolomini (parvo homine).
Fructus Jovis juvabit
(“Il frutto di Giove sarà gradito”)
Giulio II
(Giuliano della Rovere, 1503-1513)
Ligur, eius insignia Quercus, Iovis arbor. Il rovere è una varietà di quercia, albero sacro a Giove. Giuliano ne era il “frutto”.
De craticula Politiana
(“Della graticola poliziana”)
Leone X
(Giovanni de’ Medici, 1513-1521)
Filius Laurentii Medicei, et scholari Angeli Politiani. Il padre di Leone X si chiamava Lorenzo, come il santo martirizzato sulla graticola. L’espressione politiana, invece, si collegherebbe ad Angelo Poliziano, di cui Leone X fu discepolo.
Leo Florentius
(“Leone fiorentino”)
Adriano VI
(Adriaan Florenszoon Boeyens d’Edel, 1522-1523)
Florentii filius, eius insignia Leo. Aveva un leone nello stemma ed era figlio di un tale Florens.
Flos pilae
(“Il fiore della palla”)
Clemente VII
(Giulio de’ Medici, 1523-1534)
Florentinus de domo Medicea, eius insignia pila et lilia. Lo stemma della famiglia de’ Medici presenta palle e gigli.
Hiacinthus medicorum
(“Il giglio dei medici”)
Paolo III
(Alessandro Farnese, 1534-1549)
Farnesius, qui lilia pro insignibus gestat, et Card. fuit SS.Cosmae et Damiani. Il suo stemma aveva sei gigli e fu cardinale dei santi Cosma e Damiano, due gemelli medici.
De corona montana
(“Della corona dei monti”)
Giulio III
(Giovanni Maria Ciocchi del Monte, 1550-1555)
Antea vocatus Ioannes Maria de Monte. Allusione al riferimento al cognome Del Monte, nel cui stemma compaiono tre monti e due corone di alloro.
Frumentum floccidum
(“Frumento di nessun valore”)
Marcello II
(Marcello Cervini degli Spannocchi, 1555-1555)
Cuius insignia cervus et frumentum, ideo floccidum, quod pauco tempore vixit in papatu. Oltre al cervo (dal cognome “Cervini”) il suo stemma contiene nove spighe di frumento, ma il suo pontificato fu così breve da non portare risultati (il frumento senza valore).
De fide Petri
(“Della fede di Pietro”)
Paolo IV
(Gian Pietro Carafa, 1555-1559)
Antea vocatus Ioannes Petrus Caraffa. Di nome Pietro, era stato il primo presidente del Tribunale della Fede, detto Sant’Uffizio, istituito nel 1540.
Esculapii pharmacum
(“Il farmaco di Esculapio”)
Pio IV
(Giovanni Angelo de’ Medici, 1559-1565)
Antea dictus Ioannes Angelus Medices. Il motto sembra alludere al cognome de’ Medici: Esculapio era infatti il dio protettore della medicina.
Angelus nemorosus
(“L’angelo boscoso”)
Pio V
(Antonio Michele Ghislieri, 1566-1572)
Michael vocatus, natus in oppido Boschi. Di secondo nome Michele, come l’arcangelo, era nato a Bosco, in provincia di Alessandria.
Medium corpus pilarum
(“Il mezzo corpo delle palle”)
Gregorio XIII
(Ugo Boncompagni, 1572-1585)
Cuius insignia medius Draco, Cardinalis creatus à Pio IIII, qui pila in armi gestabat. Aveva nello stemma un mezzo drago ed era stato creato cardinale da un papa della famiglia Medici, nel cui stemma ci sono sei sfere.
Axis in medietate signi
(“L’asse nel mezzo del segno”)
Sisto V
(Felice Peretti, 1585-1590)
Qui axem in medio Leonis in armis gestat. Il suo stemma presenta una banda che divide in due un leone, che è un segno zodiacale.
De rore coeli
(“Della rugiada del cielo”)
Urbano VII
(Giovanni Battista Castagna, 1590-1590)
Qui fuit Archiepiscopus Rossanensis in Calabria, ubi manna colligitur. Urbano VII fu arcivescovo di Rossano, cittadina nelle cui campagne si raccoglie la manna.

Motti successivi (dal 1590 in poi)

Di seguito, i motti relativi a 38 pontefici successivi, regnanti dal 1590 in poi. Poiché, a differenza dell’esattezza dei precedenti, l’interpretazione di questi motti è del tutto arbitraria, si è preferito non avallare alcuna opinione, lasciando solamente i motti riportati da Wion e i relativi abbinamenti:

Motto A chi risulta abbinato per sequenza di elezione Interpretazioni
Ex antiquitate Urbis
(“Dall’antichità della città”)
Gregorio XIV
(Niccolò Sfondrati, 1590-1591)
Questa spiegazione parrebbe essere un suggerimento secondo il quale la profezia avrebbe suggerito l’elezione al soglio pontificio del cardinale Girolamo Simoncelli dopo Urbano VII. Simoncelli era originario di Orvieto, che in latino era chiamata Urbs vetus, città antica. Simoncelli non venne eletto papa, ma al suo posto venne prescelto Niccolò Sfondrati, che prese il nome di Gregorio XIV. Secondo altre interpretazioni il nome “città antica” avrebbe dei collegamenti col fatto che il padre di Gregorio XIV era un senatore dell’antica città di Milano, e la parola “senatore” è derivata dal latino senex che significa anziano, o dal fatto che Milano fosse da intendersi come la “vecchia città” in questione in quanto fondata nel 400 a.C.
Pia civitas in bello
(“Pia città in guerra”)
Innocenzo IX
(Giovanni Antonio Facchinetti, 1591)
Gli studiosi della profezia hanno suggerito diverse interpretazioni collegate a Innocenzo IX, incluso il riferimento alla sua città natia di Bologna o al titolo di patriarca di Gerusalemme che egli ricoprì.
Crux Romulea
(“Croce di Romolo”)
Clemente VIII
(Ippolito Aldobrandini, 1592-1605)
Secondo gli studiosi tale frase farebbe riferimento a Clemente VIII per il fatto che durante il suo pontificato si combatté la Guerra dei Nove anni tra cattolici irlandesi e protestanti inglesi.
Undosus vir
(“Uomo ondoso”)
Leone XI
(Alessandro de’ Medici, 1605)
Secondo gli studiosi l’autore della profezia avrebbe inteso indicare la durata del pontificato di Leone XI, breve come il passaggio di un’onda.
Gens perversa
(“Stirpe perversa”)
Paolo V
(Camillo Borghese, 1605-1621)
Un probabile riferimento al dragone sullo stemma della famiglia Borghese adottato da Paolo V, dove il “perverso” sta nel legame tra il drago (chiamato all’epoca “biscia”) e la “serpe” di cui si parla nel peccato originale.
In tribulatione pacis
(“Nella tribolazione della pace”)
Gregorio XV
(Alessandro Ludovisi, 1621-1623)
Mancanza di una spiegazione riconoscibile.
Lilium et rosa
(“Il giglio e la rosa”)
Urbano VIII
(Maffeo Barberini, 1623-1644)
Il riferimento in questo caso sarebbe al giglio di Firenze, patria natia di Urbano VIII o alle diatribe che condusse tra Francia (giglio) e Inghilterra (rosa dei Tudor).
Jucunditas crucis
(“Giocondità della croce”)
Innocenzo X
(Giovanni Battista Pamphilj, 1644-1655)
Il riferimento della profezia sarebbe al fatto che Innocenzo X istituì ufficialmente la Festa dell’Esaltazione della Croce.
Montium Custos
(“Custode dei monti”)
Alessandro VII
(Fabio Chigi, 1655-1667)
In questo caso il riferimento è araldico allo stemma della famiglia Chigi adottato da Alessandro VII, contraddistinto dalla presenza di monti d’oro.
Sydus olorum
(“Stella dei cigni”)
Clemente IX
(Giulio Rospigliosi, 1667-1669)
Nessuna spiegazione riconosciuta.
De flumine magno
(“Del grande fiume”)
Clemente X
(Emilio Altieri, 1670-1676)
Un riferimento sembrerebbe qui rimandare al luogo di nascita di Clemente X, Roma, città lambita dal “grande fiume” Tevere.
Bellua insatiabilis
(“Bestia insaziabile”)
Innocenzo XI
(Benedetto Odescalchi, 1676-1689)
Il riferimento sarebbe qui araldico e cioè da ricondurre al leone presente sullo stemma di Innocenzo XI.
Poenitentia gloriosa
(“Penitenza gloriosa”)
Alessandro VIII
(Pietro Ottoboni, 1689-1691)
Il motto sembrerebbe qui fare rifermento al fatto che il pontefice dovette sottomettersi al gallicanesimo francese.
Rastrum in porta
(“Il rastrello nella porta”)
Innocenzo XII
(Antonio Pignatelli di Spinazzola, 1691-1700)
Secondo alcuni studiosi, il motto sarebbe un riferimento al cognome completo della famiglia del pontefice, “Pignatelli del Rastello”, con un chiaro riferimento al rastrello.
Flores circumdati
(“Fiori circondati”)
Clemente XI
(Giovanni Francesco Albani, 1700-1721)
Senza un particolare riferimento, di lui si sa che però, probabilmente influenzato da questo motto, fece realizzare una medaglia con la sua effige circondata da una corona di fiori.
De bona religione
(“Della buona religione”)
Innocenzo XIII
(Michelangelo Conti, 1721-1724)
Gli studiosi hanno legato il motto al fatto che dalla famiglia dei Conti siano derivati diversi papi prima di Innocenzo XIII.
Miles in bello
(“Soldato in guerra”)
Benedetto XIII
(Pier Francesco Orsini, 1724-1730)
Il riferimento qui sembrerebbe duplice, al numero di guerre che si combatterono sotto il suo pontificato o in riferimento alla guerra figurata che egli condusse contro la decadenza dei costumi della chiesa.
Columna excelsa
(“Colonna eccelsa”)
Clemente XII
(Lorenzo Corsini, 1730-1740)
Per quanto il riferimento di questo motto sembrerebbe simile a quello usato per Martino V e quindi collegherebbe il pontificato ad un papa della dinastia dei Colonna, in realtà il riferimento a Clemente XII sembrerebbe ad una statua eretta in suo onore sulla cima di una colonna o alle due colonne da lui fatte trarre dal Pantheon per l’erezione di una cappella.
Animal rurale
(“Animale di campagna”)
Benedetto XIV
(Prospero Lambertini, 1740-1758)
Il riferimento sembrerebbe qui all’animale di campagna per eccellenza, il bue, di cui certamente il Lambertini ebbe la costanza.
Rosa Umbriae
(“Rosa dell’Umbria”)
Clemente XIII
(Carlo della Torre di Rezzonico, 1758-1769)
Il riferimento del motto sembrerebbe qui da ricondurre al fatto che questo pontefice elevò agli altari diversi santi francescani.
Ursus velox
(“Orso veloce”)
Clemente XIV
(Gian Vincenzo Antonio Ganganelli, 1769-1774)
Non vi è un riferimento esplicito.
Peregrinus apostolicus
(“Pellegrino apostolico”)
Pio VI
(Giovanni Angelo Braschi, 1775-1799)
Il riferimento sarebbe da ricondurre al suo lungo regno che lo portò a compiere diversi viaggi, anche a scopo diplomatico come quello compiuto a Vienna presso l’imperatore Giuseppe II del Sacro Romano Impero, ma anche il riferimento alla deportazione in Francia ad opera di Napoleone Bonaparte.
Aquila rapax
(“Aquila rapace”)
Pio VII
(Gregorio Barnaba Chiaramonti, 1800-1823)
Il riferimento del motto sarebbe qui da ricondurre alla figura di Napoleone Bonaparte che per insegna aveva appunto un’aquila, quell’aquila che tentò di porre i propri artigli sullo Stato della Chiesa, riuscendovi ma perdendolo poi inesorabilmente col ritorno dei papi a Roma.
Canis et coluber
(“Cane e serpente”)
Leone XII
(Annibale della Genga, 1823-1829)
Il motto farebbe qui riferimento alle raffigurazioni allegoriche delle due qualità principali di Leone XII e del suo pontificato: vigilanza e prudenza.
Vir religiosus
(“Uomo religioso”)
Pio VIII
(Francesco Saverio Castiglioni, 1829-1830)
L’idea del motto è qui da ricondursi al nome pontificale scelto (Pio, ovvero religioso) oppure al fatto che egli non era il primo papa proveniente dalla sua famiglia.
De balneis Ethruriae
(“Dei bagni dell’Etruria”)
Gregorio XVI
(Bartolomeo Alberto Cappellari, 1831-1846)
Il riferimento del motto sembrerebbe qui ricondurre all’appartenenza di Gregorio XVI all’ordine dei Camaldolesi, fondati appunto a Balneus in Etruria nel XIII secolo.
Crux de cruce
(“Croce dalla croce”)
Pio IX
(Giovanni Maria Mastai Ferretti, 1846-1878)
L’idea del motto è qui quella probabilmente di veder contrapposta la croce della chiesa a quella presente sullo stemma dei Savoia, con cui appunto Pio IX dovette lottare nel tentativo di preservare l’unità dello Stato della Chiesa di fronte al nascente Regno d’Italia.
Lumen in coelo
(“Luce nel cielo”)
Leone XIII
(Gioacchino Pecci, 1878-1903)
Il riferimento del motto sarebbe qui da ricondurre alla presenza di una stella cometa (una “luce nel cielo”) nello stemma del pontefice.
Ignis ardens
(“Fuoco ardente”)
Pio X
(Giuseppe Sarto, 1903-1914)
L’idea degli studiosi è che l’idea del fuoco ardente sarebbe da ricondurre allo zelo dimostrato da Pio X.
Religio depopulata
(“La religione devastata”)
Benedetto XV
(Giacomo Della Chiesa, 1914-1922)
Il riferimento di questo motto sarebbe da ricondurre al dramma della prima guerra mondiale, ma anche a quello della rivoluzione russa, entrambe scoppiate sotto il suo pontificato.
Fides intrepida
(“Fede intrepida”)
Pio XI
(Achille Ratti, 1922-1939)
Il riferimento del motto sembrerebbe qui relativo all’opposizione che Pio XI mosse all’ascesa di Benito Mussolini e del fascismo, in particolare alle disposizioni che questi emanarono contro la chiesa cattolica.
Pastor angelicus
(“Pastore angelico”)
Pio XII
(Eugenio Pacelli, 1939-1958)
Il motto sarebbe qui da interpretare alla luce del ruolo avuto dal pontefice durante lo Shoah.
Pastor et nauta
(“Pastore e navigante”)
Giovanni XXIII
(Angelo Giuseppe Roncalli, 1958-1963)
L’interpretazione sembrerebbe qui bipartita: pastore d’anime e nocchiero essendo stato patriarca di Venezia.
Flos florum
(“Fiore dei fiori”)
Paolo VI
(Giovanni Battista Montini, 1963-1978)
Anche in questo caso il riferimento del motto sembrerebbe ai gigli (fiori) presenti sullo stemma di Paolo VI.
De medietate Lunae
(“Del medio periodo della luna”)
Giovanni Paolo I
(Albino Luciani, 1978)
Il riferimento del motto sembrerebbe qui da ricondurre alla brevissima durata del pontificato di Giovanni Paolo I, quasi pari ad una fase lunare.
De labore solis
(“Della fatica del sole”)
Giovanni Paolo II
(Karol Wojtyła, 1978-2005)
Secondo alcune interpretazioni, si sarebbe ravvisata un’interessante coincidenza: una eclissi solare (la fatica del sole del motto) sia il giorno della nascita che quello della morte di Giovanni Paolo II. Secondo un’altra ipotesi, invece, il riferimento sarebbe da ricondurre a Niccolò Copernico il quale elaborò la teoria dell’eliocentrismo, e proveniva dalla terra di Polonia, vivendo tra l’altro gran parte della sua vita a Cracovia proprio come papa Giovanni Paolo II. Secondo un’altra interpretazione, il motto farebbe riferimento alla particolare devozione di Giovanni Paolo II per la Madonna di Fatima, che si manifestò col miracolo del sole roteante in cielo, visto da migliaia di fedeli alla prima apparizione.
Gloria olivae
(“Gloria dell’ulivo”)
Benedetto XVI
(Joseph Ratzinger, 2005-2013)
Secondo alcuni studiosi, l’interpretazione del motto sarebbe da ricondurre al fatto che papa Benedetto XVI fu innanzitutto il papa delle riconciliazioni e delle riappacificazioni, di cui il ramo d’ulivo è un chiaro simbolo. Secondo altri studi, invece, il riferimento sarebbe al nome pontificale scelto da Benedetto XVI che rappresenta un chiaro riferimento a San Benedetto da Norcia, fondatore dell’ordine degli olivetani. Inoltre papa Ratzinger nacque il giorno del sabato santo, con evidente riferimento all’olivo pasquale.
In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit
(“Regnerà durante l’ultima persecuzione della Chiesa”)
Papa Francesco???
(Jorge Mario Bergoglio, dal 2013)
Quest’ultimo motto, assai temuto dai sostenitori della profezia, è stato riproposto immediatamente dopo l’elezione di papa Francesco. Secondo alcuni il riferimento sarebbe da ricondurre al periodo buio che la chiesa sta attraversando sotto il suo pontificato.


Nota: i commenti sottostanti sono brevi e selettivi.

Le profezie:

Pope No. Name (Reign) Motto No. Motto (and explanation)
167 Celestine II (1143-1144) 1 Ex castro Tyberis
(from a castle on the Tiber)
Hist.: Celestin II was born in Citta di Castello, Toscany, on the shores of the Tiber
168 Lucius II (1144-1145) 2 Inimicus expulsus
169 Eugene III (1145-1153) 3 Ex magnitudine montis
(Of the greatness of the mount)
Hist.: Born in the castle of Grammont (latin: mons magnus), his family name was Montemagno
170 Anastasius IV (1153-1154) 4 Abbas Suburranus
171 Adrian IV (1154-1159) 5 De rure albo
(field of Albe)
Hist.: Born in the town of Saint-Alban
Antipope Victor IV (1159-1164) 6 Ex tetro carcere
Antipope Paschal III (1164-1168) 7 Via trans-Tyberina
Antipope Calistus III (1168-1178) 8 De Pannonia Tusciæ
172 Alexander III (1159-1181) 9 Ex ansere custode
173 Lucius III (1181-1185) 10 Lux in ostio
174 Urban III (1185-1187) 11 Sus in cribo
175 Gregory VIII (1187) 12 Ensis Laurentii
176 Clement III (1187-1191) 13 De schola exiet
177 Celestine III (1191-1198) 14 De rure bovensi
178 Innocent III (1198-1216) 15 Comes signatus
(signed Count)
Hist.: descendant of the noble Signy, later called Segni family
179 Honorius III (1216-1227) 16 Canonicus de latere
180 Gregory IX (1227-1241) 17 Avis Ostiensis
(Bird of Ostia)
Hist.: before his election he was Cardinal of Ostia
181 Celestine IV (1241) 18 Leo Sabinus
182 Innocent IV (1243-1254) 19 Comes Laurentius
183 Alexander IV (1254-1261) 20 Signum Ostiense
184 Urban IV (1261-1264) 21 Hierusalem Campaniæ
(Jerusalem of Champagne)
Hist.: native of Troyes, Champagne, later patriarch of Jerusalem
185 Clement IV (1265-1268) 22 Draca depressus
186 Gregory X (1271-1276) 23 Anguinus vir
187 Innocent V (1276) 24 Concionatur Gallus
188 Adrian V (1276) 25 Bonus Comes
189 John XXI (1276-1277) 26 Piscator Tuscus
190 Nicholas III (1277-1280) 27 Rosa composita
191 Martin IV (1281-1285) 28 Ex teloneo liliacei Martini
192 Honorius IV (1285-1287) 29 Ex rosa leonina
193 Nicholas IV (1288-1292) 30 Picus inter escas
194 Nicholas IV (1288-1292) 31 Ex eremo celsus
(elevated from a hermit)
Hist.: prior to his election he was a hermit in the monastery of Pouilles
195 Boniface VIII (1294-1303) 32 Ex undarum benedictione
196 Benedict XI (1303-1304) 33 Concionator patereus
197 Clement V (1305-1314) 34 De fessis Aquitanicis
(ribbon of Aquitaine)
Hist.: was archbishop of Bordeaux in Aquitaine
198 John XXII (1316-1334) 35 De sutore osseo
(of the cobbler of Osseo)
Hist.: Family name Ossa, son of a shoe-maker
Antipope Nicholas V (1328-1330) 36 Corvus schismaticus
(the schismatic crow)
Note the reference to the schism, the only antipope at this period
199 Benedict XII (1334-1342) 37 Frigidus Abbas
(cold friar)
Hist.: he was a priest in the monastery of Frontfroid (coldfront)
200 Clement VI (1342-1352) 38 De rosa Attrebatensi
201 Innocent VI (1352-1362) 39 De montibus Pammachii
202 Urban V (1362-1370) 40 Gallus Vice-comes
203 Gregory XI (1370-1378) 41 Novus de Virgine forti
(novel of the virgin fort)
Hist.: count of Beaufort, later Cardinal of Ste-Marie La Neuve
Antipope Clement VII (1378-1394) 42 De cruce Apostilica
Antipope Benedict XIII (1394-1423) 43 Luna Cosmedina
Antipope Clement VIII (1423-1429) 44 Schisma Barcinonicum
204 Urban VI (1378-1389) 45 De Inferno pregnani(From the hell of Pregnani)
Hist.: He was a town called Inferno in the region of Pregnani.
205 Boniface IX (1389-1404) 46 Cubus de mixtione
206 Innocent VII (1404-1406) 47 De meliore sydere
207 Gregory XII (1406-1415) 48 Nauta de ponte nigro
Antipope Alexander V (1409-1410) 49 Flagellum Solis
Antipope John XXIII (1410-1415) 50 Cervus Sirenæ
208 Martin V (1417-1431) 51 Corona veli aurei
209 Eugene IV (1431-1447) 52 Lupa cælestina
Antipope Felix V (1439-1449) 53 Amator crucis
210 Nicholas V (1447-1455) 54 De modicitate lunæ
211 Callistus III (1455-1458) 55 Bos pascens
(grazing ox)
Hist.: Alphonse Borgia's arms sported a golden grazing ox
212 Pius II (1458-1464) 56 De capra et Albergo
213 Paul II (1464-1471) 57 De cervo et Leone
214 Sixtus IV (1471-1484) 58 Piscator Minorita
215 Innocent VIII (1484-1492) 59 Præcursor Siciliæ
216 Alexander VI (1492-1503) 60 Bos Albanus in portu
217 Pius III (1503) 61 De parvo homine
218 Julius II (1503-1513) 62 Fructus jovis juvabit
219 Leo X (1513-1521) 63 De craticula Politiana
220 Adrian VI (1522-1523) 64 Leo Florentius
221 Clement VII (1523-1534) 65 Flos pilæi ægri
222 Paul III (1534-1549) 66 Hiacynthus medicorum
223 Julius III (1550-1555) 67 De corona Montana
224 Marcellus II (1555) 68 Frumentum floccidum
225 Paul IV (1555-1559) 69 De fide Petri
226 Pius IV (1559-1565) 70 Æsculapii pharmacum
227 St. Pius V (1566-1572) 71 Angelus nemorosus
228 Gregory XIII (1572-1585) 72 Medium corpus pilarum
229 Sixtus V (1585-1590) 73 Axis in medietate signi
230 Urban VII (1590) 74 De rore cæli
231 Gregory XIV (1590-1591) 75 De antiquitate Urbis
232 Innocent IX (1591) 76 Pia civitas in bello
233 Clement VIII (1592-1605) 77 Crux Romulea
234 Leo XI (1605) 78 Undosus Vir
235 Paul V (1605-1621) 79 Gens perversa
236 Gregory XV (1621-1623) 80 In tribulatione pacis
237 Urban VIII (1623-1644) 81 Lilium et rosa
238 Innocent X (1644-1655) 82 Jucunditas crucis
239 Alexander VII (1655-1667) 83 Montium custos
240 Clement IX (1667-1669) 84 Sydus Olorum
(constellation of swans)
Hist.: upon his election, he was apparently the occupant of the Chamber of Swans in the Vatican.
241 Clement X (1670-1676) 85 De flumine magno
242 Innocent XI (1676-1689) 86 Bellua insatiabilis
243 Alexander VIII (1689-1691) 87 Pœnitentia gloriosa
244 Innocent XII (1691-1700) 88 Rastrum in porta
245 Clement XI (1700-1721) 89 Flores circumdati
246 Innocent XIII (1721-1724) 90 De bona Religione
247 Benedict XIII (1724-1730) 91 Miles in bello
248 Clement XII (1730-1740) 92 Columna excelsa
249 Benedict XIV (1740-1758) 93 Animal rurale
250 Clement XIII (1758-1769) 94 Rosa Umbriæ
251 Clement XIV (1769-1774) 95 Ursus velox
252 Pius VI (1775-1799) 96 Peregrinus Apostolicus
253 Pius VII (1800-1823) 97 Aquila rapax
254 Leo XII (1823-1829) 98 Canis et coluber
255 Pius VIII (1829-1830) 99 Vir religiosus
256 Gregory XVI (1831-1846) 100 De balneis hetruriæ
(bath of Etruria)
Hist.: prior to his election he was member of an order founded by Saint Romuald, at Balneo, in Etruria, present day Toscany.
257 Pius IX (1846-1878) 101 Crux de cruce
(Cross of Crosses)
Hist.:Pius XI was the last Pope to reign over the Papal States (the middle third of what is today Italy). He ended up being a prisoner of the Vatican, never venturing outside Vatican City. A much heavier burden than his predecessors.
258 Leo XIII (1878-1903) 102 Lumen in cælo(Light in the Heavens)
Hist.: Leo XIII wrote encyclicals on Catholic social teaching that were still being digested 100 years later. He added considerably to theology.
259 St. Pius X (1903-1914) 103 Ignis ardens
(ardent fire)
Hist.: The Pope had great personal piety and achieved a number of important reforms in the devotional and liturgical life of priests and laypeople.
260 Benedict XV (1914-1922) 104 Religio depopulata
(Religion laid waste)
Hist.: This Pope reigned during the Bolshevik Revolution in Russia which store the establishment of Communism.
261 Pius XI (1922-1939) 105 Fides intrepida
(Intrepid faith)
Hist.: This Pope stood up to Fascist and Communist forces lining up against him in the lead up to World War II.
262 Pius XII (1939-1958) 106 Pastor angelicus
(Angelic Shepherd)
Hist.: This Pope was very mystical, and is believed to have received visions. People would kneel when they received telephone calls from him. His encyclicals add enormously to the understanding of Catholic beliefs (even if they are now overlooked because of focus on the Second Vatican Council, which occurred so soon after his reign).
263 John XXIII (1958-1963) 107 Pastor et Nauta
(pastor and marine)
Hist.: prior to his election he was patriarch of Venice, a marine city, home of the gondolas
264 Paul VI (1963-1978) 108 Flos florum
(flower of flowers)
Hist.: his arms displayed three lilies.
265 John Paul I (1978) 109 De medietate Lunæ
(of the half of the moon)
Hist.: Albino Luciani, born in Canale d'Agardo, diocese of Belluno, (beautiful moon) Elected pope on August 26, his reign lasted about a month, from half a moon to the next half...
266 John Paul II (1978-2005) 110 De labore Solis
(of the eclipse of the sun, or from the labour of the sun)
Hist.: Karol Wojtyla was born on May 18, 1920 during a solar eclipse. He also comes from behind the former Iron Curtain (the East, where the Sun rises). He might also be seen to be the fruit of the intercession of the Woman Clothed with the Sun labouring in Revelation 12 (because of his devotion to the Virgin Mary). His Funeral occurred on 8 April, 2005 when there was a solar eclipse visible in the Americas.
267 Benedict XVI (2005-) 111 Gloria olivæ
The Benedictine order traditionally said this Pope would come from their order, since a branch of the Benedictine order is called the Olivetans. St Benedict is said to have prophesied that before the end of the world, a member of his order would be Pope and would triumphantly lead the Church in its fight against evil. While the Holy Father chose the name "Benedict", this does not seem enough to fulfil the prophecy. Nor is it clear how Benedict XVI (a Bavarian) is "Glory of the Olives". Since he is said to have remarked in the Conclave after saying he would take the name Benedict that it was partly to honour Benedict XV, a pope of peace and reconciliation, perhaps Benedict XVI will be a peacemaker in the Church or in the World, and thus carry the olive branch.
In persecutione extrema S.R.E. sedebit Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus: quibus transactis civitas septicollis diruetur, & Judex tremêdus judicabit populum suum. Finis.
(In extreme persecution, the seat of the Holy Roman Church will be occupied by Peter the Roman, who will feed the sheep through many tribulations, at the term of which the city of seven hills will be destroyed, and the formidable Judge will judge his people. The End.)

L’ultima “profezia”

Dopo il motto In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit, l’elenco si conclude con il testo:

(LA)«Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibus transactis, civitas septicollis diruetur, et Judex tremendus iudicabit populum suum. Finis.» (IT)«Pietro Romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dai sette colli sarà distrutta e il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Fine.»

Il testo non contiene alcuna nuova profezia ed è un semplice memento che, prima o poi, la sequenza dei papi sarà destinata a concludersi. Lo stesso nome, Petrus Romanus, potrebbe non indicare alcuna caratteristica del pontefice e potrebbe significare soltanto “il papa che c’è a Roma”. Anticamente, infatti, era bene specificare il papa “di Roma” per distinguerlo da eventuali antipapi scismatici in altre parti d’Europa. Gli eventi descritti, poi, sono gli stessi segnalati nell’Apocalisse, in cui la distruzione di Babilonia, una città appunto costruita su sette colli (Ap 17, 9), precede il giudizio universale.

Speculazioni

Nel 1995 il teologo ed esegeta biblico Sergio Quinzio pubblicò il Mysterium iniquitatis, titolo che è una citazione del versetto paolino 2Ts 2, 7, in cui l’autore prende le profezie di Malachia come spunto per una riflessione di tipo escatologico: la Chiesa è destinata a scomparire con un’enciclica che sancisce «il dogma del fallimento del cristianesimo nella storia del mondo».

Nell’elenco di papi che Wion abbina ai primi 74 motti della profezia sono presenti dieci antipapi. Se il documento non fosse un falso storico, si potrebbe mettere in dubbio che i motti di Malachia possano essere riferiti anche ad antipapi, mischiandoli con i papi successivamente riconosciuti. In tal caso gli abbinamenti di Wion sarebbero errati e i motti sarebbero da riassegnare, mentre mancherebbero ancora dieci papi prima che la lista dei papi futuri sia esaurita.

Togliendo gli antipapi verrebbe a modificarsi l’attribuzione classica: per esempio, Pio XII non sarebbe più Pastor Angelicus, ma Peregrinus Apostolicus, mentre Paolo VI non sarebbe più Flos Florum, bensì Canis et Coluber. Questa ipotesi, tuttavia, è in contrasto sia con l’opinione prevalente che il testo sia un falso, sia con l’ottima concordanza fra motti e papi prima del 1590.


Sources

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