Tommaso D’Aquino (aforismi)

DIO è Unico. Nessuno, nemmeno DIO può creare un altro Dio.

 

 

Tutte le Scritture sono state scritte per questo: perché l’uomo capisse quanto DIO lo ama e, capendolo, s’infiammasse d’amore verso di Lui

 

 

Come gli occhi della nottola sono abbagliati dalla luce del sole che non riescono a vedere, ma vedono bene le cose poco illuminate, così si comporta l’intelletto umano di fronte ai primi principi, che sono tra tutte le cose, per natura, le più manifeste.

 

 

Dio avrebbe potuto creare un mondo senza uomini, e in seguito avrebbe potuto produrre l’uomo.

 

 

Dovremmo verificare se vi è contraddizione tra l’essere creato da Dio e l’essere eterno.

 

 

I doni della grazia si aggiungono alla natura in modo da non toglierla di mezzo, ma da perfezionarla: perciò anche il lume della fede che ci fu infuso per grazia non distrugge il lume della conoscenza naturale che in noi è naturalmente presente. Sebbene il lume naturale della mente umana sia insufficiente alla manifestazione di quelle cose che attraverso la fede si manifestano, è tuttavia impossibile che le cose che ci sono attraverso la fede tramandate divinamente siano contrarie a quelle che ci sono date per natura. In questo caso occorrerebbe che o le une o le altre fossero false; e poiché sia le une sia le altre ci vengono da Dio, Dio sarebbe per noi autore della falsità: il che è impossibile. […] Per conseguenza possiamo nella sacra scrittura adoperare la filosofia in tre modi. In primo luogo, a dimostrare i preamboli della fede, che sono necessari alla scienza della fede; tali sono le cose che si dimostrano intorno a Dio con la ragione naturale: che Dio esiste, che Dio è uno e altre verità di Dio e delle creature che in filosofia sono dimostrate e che la fede presuppone. In secondo luogo, la filosofia può essere adoperata a chiarire, mediante similitudini, cose che sono di pertinenza della fede; come Agostino nel de Trinitate si serve di numerose similitudini desunte da dottrine filosofiche per chiarire la Trinità. In terzo luogo, si può anche resistere alle obiezioni che si fanno alla fede sia mostrando che sono false, sia mostrando che non sono necessarie.

 

 

Il maestro si limita a «muovere», a stimolare il discepolo e il discepolo solo se risponde a questo stimolo – sia durante che dopo l’esposizione del maestro – arriva ad un vero apprendimento.

 

 

I peccati sono farina del nostro sacco; il bello, il buono che è in noi è frutto della misericordia di Dio.

 

 

La mia anima non è me stesso.

 

 

La pace è indirettamente opera della giustizia, in quanto questa ne rimuove gli ostacoli, ma è opera della carità che, in forza della sua natura, porta la pace.

 

 

Lasciamo che un Santo scriva di un altro Santo!

 

 

La natura non è altro che il piano di un Artista, e di un Artista divino, iscritto all’interno delle cose, grazie al quale si muovono verso un fine determinato, come se il costruttore di una nave potesse fornire ai pezzi di legno la capacità di muoversi da sé per la produzione della forma della nave.

 

 

La presenza del vero corpo e sangue di Cristo in questo sacramento non può essere rilevata dai sensi o dall’intelletto, ma dalla fede soltanto.

 

 

La scienza filosofica riguarda l’ente in quanto ente, cioè considera l’ente dal punto di vista della ratio universale di ente, e non dal punto di vista della ratio specifica di qualche ente particolare.

 

 

Nessun uomo dovrebbe vendere una cosa a un altro uomo per più del suo valore.

 

 

Quello che si spera si deve credere che possa essere ottenuto; è quanto aggiunge la speranza al puro desiderio.

 

 

Sebbene il lume naturale della mente umana sia insufficiente alla manifestazione di quelle cose che attraverso la fede si manifestano, è tuttavia impossibile che le cose che ci sono attraverso la fede tramandate divinamente siano contrarie a quelle che ci sono date per natura. In questo caso occorrerebbe che o le une o le altre fossero false; e poiché sia le une sia le altre ci vengono da Dio, Dio sarebbe per noi autore della falsità: il che è impossibile.

 

 

Solo Cristo è il vero sacerdote, gli altri sono i suoi ministri.

 

 

Sono altre quattro le città preminenti, Parigi nelle scienze, Salerno nelle medicine, Bologna nelle legge, Orleans nelle arti attoriali.
Quatuor sunt urbes cæteris præeminentes, Parisius in scientiis, Salernum in medicinis, Bononia in legibus, Aurelianis in actoribus.

 

[Sul Padre nostro] Tra tutte le preghiere il Padre Nostro occupa certamente il primo posto, perché possiede i cinque più importanti requisiti che ogni preghiera deve possedere. Innanzitutto infonde molta fiducia perché ci è stata consegnata da Gesù Cristo, che è intercessore sapientissimo nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza (Col 2,3) e che è nostro avvocato presso il Padre (1 Gv 2,1). È una preghiera retta perché in essa chiediamo a Dio le cose che lui stesso ci ha insegnato a chiedere. È umile perché chi prega non presume assolutamente nelle proprie forze, ma aspetta di ottenere tutto dall’onnipotenza divina cui si rivolge supplichevoli.

 

 

Umiltà è la virtù che frena il desiderio innato dell’uomo di innalzarsi sopra il proprio merito.

 

 

Uno e identico è l’atto del sentito e del senziente.

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Tu puoi fare cose che io non posso fare e anche io posso fare cose che tu non puoi fare, ma insieme possiamo fare grandi cose.