Tehillim: i diversi sistemi di numerazione dei Salmi

Il Libro dei Salmi (ebraico תהילים, traslitterato tehillìm o tehilim (plurale maschile ebraico); greco Ψαλμοί, psalmòi; latino Psalmi) è un testo contenuto nella Bibbia Ebraica (TaNaKh) e nell’Antico Testamento della Bibbia cristiana.
È scritto in ebraico e, secondo l’ipotesi maggiormente condivisa dagli studiosi, la redazione definitiva del libro è avvenuta in Giudea, probabilmente intorno il III secolo a.C., raccogliendo testi di varia origine, composti da autori ignoti lungo i secoli precedenti (il salmo considerato più antico è il 104 nel quale si possono riscontrare similitudini con l’egiziano Inno al Sole del XIV secolo a.C.).
È composto da 150 capitoli, ognuno dei quali rappresenta un autonomo salmo o inno di vario genere: lode, supplica, meditazione sapienziale. Il Libro dei Salmi è incluso fra i Libri Sapienziali, è anche detto Lode o Salterio.

La numerazione dei Salmi non è univoca: edizioni moderne diverse della Bibbia ne riportano schemi di numerazioni diversi, in corrispondenza di due schemi fondamentali, risalenti all’antichità.
In tutte le Bibbie i Salmi vengono numerati da 1 a 150. All’interno, ma c’è una differenza nella numerazione tra l’originale Testo Ebraico, e la versione Greca dei Settanta (LXX) e latina della Vulgata.
Più nello specifico nella Bibbia dei LXX e nella Vulgata:

Per la Chiesa Romana, la Bibbia CEI del 2008 segue la numerazione Ebraica, mentre la Bibbia CEI 1971 e la Liturgia romana seguono la numerazione dei Settanta LXX e latina.

Il riquadro sottostante specifica la corrispondenza in termini più precisi.

Corrispondenza tra le numerazioni dei Salmi

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