Kippah

La kippah o kippa/kipa (ebraico: כיפה, plurale kippot; yiddish: יאַרמלקע‎, yarmulke, plurale yarmulkes) è il copricapo usato correntemente dagli Ebrei osservanti maschi obbligatoriamente nei luoghi di culto, anche se i più religiosi la indossano durante la vita quotidiana; è uso degli ebrei osservanti coprire comunque il capo in segno di rispetto verso DIO, e a tale scopo un qualsiasi copricapo è adatto.

Tra gli ebrei riformati e conservatori anche le donne si coprono la testa, ma non indossano una kippah come i maschi.

Origini e Legge ebraica

Esiste un ampio dibattito tra le autorità halakhiche se indossare una kippah sia richiesto dalla legge ebraica. Tale legge ebraica impone che un uomo si deve coprire il capo durante la preghiera. In origine, per gli uomini ebrei ortodossi, indossare un copricapo fuori della sinagoga era solo un’usanza.

Attualmente, secondo alcune autorità halakhiche ha assunto “la forza di legge” perché è un atto di Qiddush haShem (precetto di santificazione del Nome). L’autorità David Segal HaLevi del XVII secolo affermava che il motivo era per distinguere gli ebrei dai non-ebrei, soprattutto mentre si pregava.

Il Talmud afferma: “Copriti la testa in modo che il timore del cielo sia su di te”. Rabbi Hunah Rabbi Joshua non camminava mai oltre i 2 metri a capo scoperto, spiegando: “Poiché la Presenza Divina è sempre sopra la mia testa”. Secondo lo Shulchan Arukh, si consiglia fortemente agli uomini ebrei di coprirsi il capo, e quindi di non camminare mai a capo scoperto oltre i 2 metri. Coprirsi la testa, indossando ad esempio una kippah, è descritto come “onorare DIO”. La Mishnah Berurah modifica questa sentenza, aggiungendo che gli Acharonim avevano stabilito come obbligo l’indossare un copricapo, anche quando si cammina meno di due metri, e anche quando si sta fermi in piedi, dentro o fuori. In molte comunità, anche i giovani ragazzi sono incoraggiati ad indossare una kippah fin dalla giovane età, al fine di inculcare l’abitudine.

Il Talmud riporta il seguente aneddoto:

« Rabbi Hisda elogiò Rabbi Hamnuna davanti a Rabbi Huna come grande uomo. Gli disse: “Quando ti viene a trovare, portalo da me.” Quando arrivò, vide che non portava alcun copricapo. “Perché non hai un copricapo?” gli chiese. “Perché io non sono sposato” fu la risposta. Allora, egli [Rabbi Huna] voltò via la faccia e disse: ‘Fai in modo di non apparire davanti a me nuovamente prima di esserti sposato.” »
(Kiddushin 29b)

La Tanakh indica che coprirsi la testa fosse un segno di lutto:

« Davide saliva l’erta degli Ulivi; saliva piangendo e camminava con il capo coperto e a piedi scalzi; tutta la gente che era con lui aveva il capo coperto e, salendo, piangeva. »   (2Samuele 15:30 )
« [Giuda è in lutto]… I ricchi mandano i loro servi in cerca d’acqua; essi si recano ai pozzi, ma non ve la trovano e tornano con i recipienti vuoti. Sono delusi e confusi e si coprono il capo. Per il terreno screpolato, perché non cade pioggia nel paese, gli agricoltori sono delusi e confusi e si coprono il capo. »   (Geremia 14:3-4 )
« Poi Mardocheo tornò alla porta del re, ma Amàn andò subito a casa, tutto aggrondato e con il capo velato. »   (Ester 6:12 )

L’argomentazione della kippah ha due versioni. Il Gaon di Vilna dice che uno può recitare una berakhah (benedizione) senza kippah, poiché portare la kippah è solo un midos chassidus (“attributo esemplare”). Recentemente c’è stata una forte tendenza a sopprimere le fonti antiche che accettavano questa mitigazione della tradizione, tra cui l’omissione di responsa che non sostenevano l’uso della kippah in libri recenti.

Usi moderni

Secondo l’halakhista conservatore Rabbi Isaac Klein (1905–1979), nella sua Guida alla pratica religiosa ebraica, l’ebreo conservatore devoto deve corpirsi il capo quando si trova in sinagoga, durante la preghiera o lo studio sacro, quando svolge atti rituali e quando mangia. A metà del XIX secolo, gli ebrei riformati guidati da Isaac Mayer Wise (1819-1900) rifiutarono completamente le kippot dopo una disputa in cui la kippah di Rabbi Wise gli fu violentemente sbattuta via dalla testa.

Nel 1984, il rabbino Chabad Abraham Shemtov condusse una delegazione di rabbini in visita alla Casa Bianca quale parte degli “Amici Americani di Lubavitch” e donò al Presidente una menorah. Il gruppo ha raccontato di essere rimasto sorpreso quando, sul momento di accomiatarsi, il Presidente li ha invece invitati a rimanere un po’ di più, in modo che potesse raccontare loro la storia di un rabbino che serviva come cappellano nella Marina americana. Ha condiviso con loro la storia di Rabbi Arnold Resnicoff, la cui kippah (zucchetto) dovette esser gettata via dopo il bombardamento della caserma di Beirut nel 1983, perché era coperta di sangue dopo essere stata utilizzata per pulire i volti dei Marines feriti, e così un cappellano cattolico strappò un pezzo della sua uniforme mimetica e la diede al rabbino come un sostituto temporaneo della kippah. Il Presidente chiese quindi al gruppo di spiegargli la tradizione ebraica di coprirsi la testa, e Shemtov rispose: “Signor Presidente, la kippa per noi è un segno di riverenza”. Un collega del gruppo, Rabbi Feller, continuò: “Abbiamo posto la kippa sul punto più alto del nostro essere – sulla nostra testa, il vascello del nostro intelletto – per ricordare a noi stessi e al mondo che esiste Qualcosa che è al di sopra dell’intelletto umano – la Sapienza Infinita di DIO.”

Translate into your language
ASH’s Newsletter

Comments
All comments.
Comments

Let's stay connected...
Tu puoi fare cose che io non posso fare e anche io posso fare cose che tu non puoi fare, ma insieme possiamo fare grandi cose.