La Porta d’Oro della Città Santa di Gerusalemme

La Porta d’Oro, o She’ar Harahamim (“Porta della Misericordia”) è la più antica delle attuali porte delle mura della Città Vecchia di Gerusalemme, la porta in direzione Est, e l’unica che conduce direttamente all’interno del Tempio di Gerusalemme.
La Porta d’oro, è l’unica porta orientale del Monte del Tempio e una delle uniche due che offriva l’accesso alla città da quella parte. È stata murato fin dal medioevo, la data della sua costruzione è controversa, (in questo sito nessun lavoro archeologico è permesso) ma le opinioni sono condivise tra una data di fine bizantina e quella di un primo Omayyade.

 

Le otto porte della Città Vecchia di Gerusalemme – Porta d’Oro, Porta del Leone, Porta di Erode, Porta di Damasco, Porta Nuova, Porta di Giaffa, Porta di Zion e Porta del letame

Costruzione

Sono stati ritrovati resti di una porta antica, risalenti all’epoca del secondo Tempio di Gerusalemme. La collocazione nel mezzo del lato orientale del Monte del Tempio suggerisce che possa essere stata utilizzata a scopo rituale in epoca Biblica.

La porta attuale è stata costruita probabilmente sulle rovine della porta più antica, negli anni Venti del VI secolo, come parte del programma edilizio di Giustiniano. Secondo un’altra teoria, la costruzione è avvenuta alla fine del VII secolo, da parte di artigiani bizantini ingaggiati dai califfi umayyadi.

Tradizioni

Secondo una tradizione ebraica, la Shekhinah (שכינה, la «presenza divina») si manifestava attraverso questa porta e si manifesterà ancora in occasione dell’avvento del Messia (Ez 44:1-3), e una nuova porta rimpiazzerà l’attuale; questo è il motivo per cui gli Ebrei sono soliti pregare e chiedere misericordia in questo luogo, da cui il nome Sha’ar Harachamim (שער הרחמים), la Porta della Misericordia.

In alcuni Testi della letteratura Cristiana apocrifa, la porta fa da sfondo a un incontro tra i genitori di Maria, madre di Gesù (Gioacchino e Anna); ciò ha determinato la nascita del soggetto ricorrente dell’incontro tra Gioacchino e Anna alla Porta d’Oro – ad esempio nell’affresco di Giotto Incontro alla Porta d’Oro (Incontro alla porta Aurea) – nei cicli rappresentanti la Vita della Vergine. Si trova sul lato orientale dell’antica cinta muraria ed è anche riportato che Gesù abbia varcato questa porta nel suo trionfale ingresso in città nella Domenica delle Palme. In Arabo si chiama Bab al-Dhahabi, anche scritto Bab al-Zahabi, che significa “Porta d’Oro”, ma è anche nota come Porta della Vita Eterna, e in tempi antichi, Porta Bella.

La Porta d’Oro oramai murata ad Est delle mura della Città vecchia di Gerusalemme

Chiusura

Il sultano ottomano Solimano il Magnifico fece sigillare la Porta d’Oro nel 1541. Anche se ciò potrebbe essere stato fatto per pure esigenze difensive, è presa in considerazione l’ipotesi che il sultano abbia così operato per impedire l’accesso del Messia come preventivato dalla tradizione giudaica. La comunità musulmana ha costruito un cimitero di fronte alla porta, nella credenza che il precursore del Messia, Elia, non avrebbe potuto attraversarlo, impedendo così anche l’avvento del Messia; ciò deriva dalla tradizione islamica secondo cui Elia sia un discendente di Aronne, facendone un sacerdote, e dal presupposto di una legge ebraica che impedisce a un kohen di entrare in un cimitero (anche se in realtà il divieto decade in un cimitero dedicato a non-ebrei).

La Porta d’Oro è una delle poche porte chiuse delle mura antiche di Gerusalemme, insieme alle porte di Hulda e una postierla sul lato sud delle mura orientali.

Vista della Porta d’Oro di Jerusalemme (ormai chiusa) con sullo sfondo la Mochea Cupola della Roccia

Nella cultura cristiana


Onorando la tradizione Ebraica (vedi sopra) e ispirandosi ai racconti apocrifi della vita della Vergine Maria, gli artisti cristiani medievali descrivevano la relazione tra i nonni materni di Gesù Gioacchino e Anna Incontro alla Porta d’Oro. La coppia venne a rappresentare l’ideale cristiano della castità nei rapporti coniugali all’interno del matrimonio. La pia consuetudine di uno sposo che porta la sua sposa oltre la soglia della loro casa coniugale può essere basata sul tradizionale simbolismo della Porta d’oro ai fedeli. Nell’arte altomedievale, il principio ora-formale dell’immacolata concezione della madre di Cristo era comunemente rappresentato in una forma conosciuta in italiano come la Metterza: le tre generazioni di nonna, madre e figlio.

Nell’escatologia cristiana, l’alba ad est simboleggia sia la risurrezione di Cristo all’alba della domenica di Pasqua, sia la direzione della sua Seconda Venuta. I santuari per il culto della congregazione cristiana ad un altare sono spesso disposti rispetto all’oriente. Le porte della città nei centri urbani cristiani contengono spesso artefatti religiosi destinati a proteggere la città dagli attacchi e per benedire i viaggiatori. L’Ostra Brama a Vilnius, in Lituania, contiene un’icona di Nostra Signora della Porta dell’Aurora, che è venerata sia dagli abitanti cattolici che da quelli ortodossi.


Topografia est della città vecchia


La Porta d’Oro è una delle poche porte sigillate delle mura della città vecchia di Gerusalemme, insieme alle porte di Huldah, e una piccola postazione di epoca biblica e crociata che si trova su diversi piani fuori terra sul lato meridionale del muro orientale.

 

Riferimenti Biblici: 
Ezechiele 44:1-3, Marco 11:8-11, Jovanni 12:12-15, Zaccaria 9:9, Luca 19:35-38, Salmo 118:24-26

 

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