Cassino – Gerusalemme: Giorno 3

Verso il Valico dell’orso (confine Lazio-Abruzzo)

12 Settembre 2017

Partenza: Canneto – 7:57 am
Arrivo: Villetta Barrea
Meteo: Soleggiato
Distanza: 28,2 Km
Tempo in movimento: 5h 53m
Dislivello effettuato: 984 mt

Grazie ai pochi kilometri percorsi il giorno precedente a causa della pioggia, ho affrontato il mio terzo giorno di cammino verso la Città Santa nel migliore dei modi e completamente ristorato.

La strada di montagna che conduce al Valico dell’orso in Abruzzo è stata davvero magnifica. Immerso nella natura della riserva del Parco Nazionale d’Abruzzo,Lazio e Molise, la mia prima sosta è stata presso la cascata S. Giovanni Paolo II. Non ero a conoscenza della sua esistenza, ma appena superata la Valle di Canneto, nel comune di Settefrati ho sentito il rumore delle acque e mi sono avvicinato. Specialmente durante quella giornata di fine estate, competamente senza turismo, ho potuto comprendere il potere di quel luogo. Papa Wajtyla l’11 Agosto 2008 utilizzò questo luogo per le sue meditazioni e preghiere solitarie, ed io, dopo averne contemplato la pace e la bellezza, mi sono apprestato a ripartire.

Il sentiero pianeggiante si è presto tramutato in una salita abbastanza ardua da percorrere, ma con l’aiuto del bastone, i miei 18Kg di zaino erano sopportabili tanto quanto i due giorni precedenti, e ad alleggerire le fatiche c’erano i miei audiolibri a tenermi compagnia.
Arrivato sulla parte più alta del valico, mi sono concesso una seconda sosta, lasciando lo zaino e godendomi la vista dalla bellissima montagna dei tre confini. Un caldo sole finalmente mi stava accompagnando dopo essere stato assente e desiderato nell’umidità dei primi due giorni di cammino, mi apprestai così a scendere dal versante di Val Fondillo. Questo luogo è stato sempre per me oggetto di riverenza, avendoci passato con i miei genitori molti giorni di vacanza sin da piccolissimo. Daltronde la mia intenzione di “allungare” il percorso (ripercorrendo il vecchio Tratturo Regio Pescasseroli-Candela) derivava proprio dal grande amore che nutro nei confronti di questi monti Marsicani, e dal desiderio di riscoprire quelle strade, ormai prevalentemente scomperse. Sono infatti riuscito a coprire molti Km distante dal progresso che sempre ho cercato di evitare durante il pellegrinaggio in quanto, questa errata contemporanea civilizzazione, conduce spesso a più affaticamento e tensione invece che benessere.

Camminando verso Villetta Barrea nel comune di Opi

Ho percorso Val Fondillo (il nome deriva dai Fontilli, per via delle innumerevoli fonti d’acque presenti al suo interno) godendo della presenza della natura che rende questa vallata un paradiso botanico, e sono prontamente giunto al rifugio dove ho approfittato per fare un ulteriore sosta.
Mi sono lavato nel bagno del piccolo Bar, ho ricaricato il mio powerbank e il mio cellulare e dopo circa un’oretta sono ripartito incamminandomi sulla strada asfaltata fino alla Camosciara. Proprio in questo tratto ho incontrato una volpe che mi ha intattenuto per una buona mezz’ora, poi ho ripreso (qualche Km più avanti nei pressi del ponte che attraversa il fiume) il sentiero del vecchio Tratturo il quale mi avrebbe condotto fino a Villetta Barrea, destinazione finale della mia giornata di cammino.

Il percorso è stato molto suggestivo e in serata sono arrivato nel paese. Ho dei cari amici a Villetta, i quali erano a conoscenza del mio arrivo, ma non volevo chiedere loro ospitalità per la notte, cercando così di iniziare a migliorare la mia abilità di pellegrino. Decisi così di recarmi prima al campeggio del luogo per richiedere ospitalità, ma non trovai nessuno, così chiamai il numero di telefono lasciato nei pressi dell’accettazione del responsabile e mi apprestai ad incontrarlo. Purtroppo proprio in un luogo a me così familiare trovai “la prima porta chiusa”, seppur la stagione turistica fosse ormai quasi chiusa, l’uomo mi chiese un pagamento per montare la tenda per la notte. Il prezzo non era eccessivo, ma dato il mio piccolo “patrimonio” di offerte ricevute, e la grande distanza che mi separava ancora dalla destinazione finale, decisi di rifiutare, non prima aver fatto notare al gestore l’ingiustizia del suo rifiuto nell’ospitare un forestiero.

Ma DIO vede e provvede come al solito, i miei amici venuti a sapere dell’accaduto, si sono subito organizzati per trovarmi un luogo sostitutivo da loro offerto, un’abbondante cena a base di carne e una piccola offerta in denaro per il proseguo del mio pellegrinaggio. Certamente è andata meglio così, il rifiuto è la più prevedibile delle reazioni umane, e quello è stato solo il primo dei molti che ho incontrato. Ciò che non ti uccide ti fortifica, ed io, in questo terzo giorno, sono stato davvero fortificato da DIO per mezzo dei miei amici. Grazie Alessandro, Oscar, Paolo, Filippo e Nicola.


“DIO è nostra forza e nostro rifugio, un aiuto sempre pronto nelle sventure.”
(Libro dei Salmi 46, 1)


Tracciato gpx Giorno 3



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