La Bibbia raccontata per bambini e ragazzi

GENESI

Parte prima: La storia della creazione

1 All’inizio non esisteva niente di quello che conosciamo noi oggi. Nessun uomo, nessuna donna, nessun bambino e persino nessun animale o pianta, tutto era senza forma perchè ancora non era stato creato.
Allora il DIO buono, SIGNORE dell’Universo, decise per amore di creare i cieli e la terra, e così al tempo in cui tutto era ancora informe, il CREATORE disse: “Sia fatta la luce”, e incredibilmente fù creata la luce che illuminò il buio.
DIO vide che la luce era un bene, e così proseguí nella sua opera, separando la luce dalle tenebre, chiamando la luce Giorno e le tenebre Notte.
Giunse la sera e giunse la mattina, quello fù il primo giorno della Creazione che si era appena concluso.

2 Così DIO disse: “Ci sia un cielo, e che questo cielo divida le acque che sono al di sotto, con le distese di acque che si trovano al di sopra in cielo”. E così avvenne, così il SIGNORE chiamò il cielo Paradisio.
Giunse la sera e giunse la mattina, quello fù il secondo giorno della Creazione che si era appena concluso.

3 E DIO disse: “Che le acque sotto i cieli siano riunite tutte insieme, e che la terra si asciughi ed emerga dalle acque”. E cos’ fu fatto. DIO chiamò la terraferma “Terra” e le acque che erano state riunite “Mari”. E DIO vide che questo era un bene.
Ed il CREATORE aggiunse: “Che le piante e gli alberi crescano dalla terra”. E così ogni pianta emerse dal terreno, i semi si moltiplicarono, e ogni albero produsse il proprio tipo di frutto. DIO vide che questo era un bene.
Giunse la sera e giunse la mattina, quello fù il terzo giorno della Creazione che si era appena concluso.

4 E DIO disse: “Che ci siano delle luci nel firmamento per separare la notte dal giorno, e che siano usati come segni per distinguere le stagioni, i giorni e gli anni. Che siano inoltre luci nel cielo per illuminare la terra nella notte”. E così fu fatto. Allora DIO formò le due grandi luci per la Terra, il sole e la luna. La più grande per governare il giorno e la minore per governare la notte insieme le stelle. E DIO vide che era un bene. E ci furono una sera e una mattina, facendo il quarto giorno.
Giunse la sera e giunse la mattina, quello fù il quarto giorno della Creazione che si era appena concluso.

5 E DIO disse: “Che le acque facciano proliferare molte creature viventi e che gli uccelli volino sopra la terra, nel cielo”.
E DIO creò anche grandi animali marini, tutti i tipi di esseri viventi con cui le acque abbondano, e tutti i tipi di volatili. E DIO vide che questo era un bene, e li benedisse, dicendo: “Riempite le acque dei mari, e lasciate che gli uccelli aumentino di numero sulla terra”. E ci furono una sera e una mattina, facendo il quinto giorno.
Giunse la sera e giunse la mattina, quello fù il quinto giorno della Creazione che si era appena concluso.

6 E DIO disse: “Che la terra faccia proliferare ogni sorta di creature viventi, bestiame, animali che strisciano e belve selvatiche”. E così fu fatto, creando tutti i diversi tipi di animali che ci sono oggi sulla terra. E DIO vide che anche questo era un bene, così decise di creare anche un essere speciale, e disse: “Sia creato l’uomo, e sia creato a Mia immagine, possa egli regnare sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, sulle belve selvatiche e su tutti gli esseri viventi che strisciano sulla terra”.
DIO aveva appena creato l’uomo, simile in aspetto a se stesso, creandoli sia maschio che femmina.
Il CREATORE li benedisse e disse loro: “Fate dei figli, crescete, vivete in ogni angolo della terra e amministratela, dominate sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo e su tutti gli altri esseri viventi”.
E DIO disse: “Vedete, Io vi sto donando ogni genere di pianta che cresce sulla terra, e ogni albero da frutto con il suo seme, questo sarà per voi il vostro cibo. Così come ad ogni animale selvatico e ad ogni uccello del cielo e agli altri viventi, Io dono in cibo ogni tipo di erba e vegetale”. E così fu fatto.
E quando DIO vide tutto ciò che aveva creato, vide che tutto ciò era molto buono.
Giunse la sera e giunse la mattina, quello fù il sesto giorno della Creazione che si era appena concluso.

7 I cieli e la terra erano stati ormai completati e tutto ciò che questi contenevano era stato creato, così il settimo giorno, quando DIO ebbe finito tutto il Suo grande lavoro si riposò. DIO così benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso Egli si riposò per tutto il lavoro che aveva compiuto.

8 Al tempo in cui DIO creò il cielo e la terra, sul terreno non crescevano numerosi alberi o piante, perché il CREATORE non aveva ancora inviato giù la pioggia. Non c’era nessun uomo che coltivasse la terra, ma una nebbia si sollevava dalla terra e annaffiava il terreno.
Allora DIO creò un uomo davvero speciale, con la polvere presa dalla terra e respirando dentro di lui l’Alito della vita, fece diventare questo uomo un essere splendente.
Il SIGNORE poi piantò un giardino, lontano in Oriente, e lì dalla terra fece crescere tutti i tipi di alberi gradevoli da guardare e buoni per mangiare, chiamandolo Eden. In questo magnifico luogo, piantò anche due alberi straordinari, l’Albero della vita e l’Albero della conoscenza del bene e del male.

Parte seconda: La prima Alleanza

1 Allora DIO pose questo essere illuminato nel giardino dell’Eden, per coltivarlo e per curarlo, dandogli però un solo comando: “Puoi mangiare tutto quello che vuoi da ogni albero del giardino, tranne che dall’Albero che dà la conoscenza del bene e del male, da questo non mangerai, perché se mangi da questo, sicuramente morirai”. Questa era la prima Alleanza che il CREATORE strinse con l’uomo, dimostrandogli quanto, come un padre con suo figlio, si fidasse di lui.

2 Allora DIO vedendo che l’uomo non amava essere nella solitudine disse: “Non è un bene per l’uomo che stia da solo, farò per lui qualcosa che gli faccia da compagnia”. Così DIO creò tutte le bestie e gli uccelli selvatici, e li condusse dall’ uomo per vedere come li avrebbe chiamati; e con qualsiasi nome egli decise di attribuirgli, ogni essere vivente prendeva quel nome. Ma purtroppo per l’uomo non si trovò tra tutti questi una vera compagnia che lo rendesse davvero felice.

3 Allora DIO fece cadere l’uomo in un sonno profondo, e mentre egli dormiva, prese una delle sue costole e da lì formò delle nuove membra. La costola che aveva tolto all’uomo, DIO la trasformò in una donna e la condusse all’uomo. A quel punto l’uomo fu davvero compiaciuto e non più solo affermò: “Poiché è stata tratta dal mio stesso corpo, la si chiamerà donna”. NOTA n.1

4 Il serpente era il più sleale tra tutti gli animali che DIO aveva creato. L’animale disse alla donna: “DIO ha veramente detto che non dovete mangiare da nessun albero del Giardino?”. E la donna rispose: “Possiamo mangiare dei frutti di tutti gli alberi del Giardino, eccetto quelli dell’Albero che si trova in mezzo al Giardino, perché il SIGNORE ha detto che se mangeremo il suo frutto, sicuramente moriremo.
Ma il serpente, per far disobedire gli esseri umani disse alla donna: “Non morirai affatto! Anzi, non appena ne mangerai, la tua conoscenza accrescerà enormemente! Perchè non provi?”.
Quando la donna si accorse che l’Albero aveva dei frutti buoni da mangiare, ed era bello alla vista e che l’avrebbe resa sapiente, prese un frutto e lo mangiò dandone anche in parte al marito.

5 In quel momento si aprirono gli occhi di entrambi, e loro si resero conto di essere senza vestiti, nudi. Così intrecciarono delle foglie di fico e si fecero delle vesti per coprirsi.
Ad un certo punto sentirono il rumore dei passi di DIO che camminava nel Giardino, e l’uomo e sua moglie temendo per aver disobbedito si nascosero da lui tra gli alberi.
Allora DIO chiamò l’uomo e gli disse: “Dove sei?”, ed egli rispose: “Ho sentito il rumore dei tuoi passi nel Giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e così mi sono nascosto”. DIO disse: “Chi ti ha detto che eri nudo? Hai mangiato forse dall’Albero dal quale Io ti ho proibito di mangiare?”. L’uomo rispose: “La donna che Tu mi hai dato come compagna me ne ha offerto e io ho mangiato”. Allora DIO disse alla donna: “Che cos’è che hai fatto?”. La donna rispose: “In verità è stato il serpente che mi ha ingannato e io ne ho mangiato”.

6 DIO rivolgendosi al serpente disse: “Siccome tu hai fatto questo, sarai odiato più di tutti gli altri animali”. Striscerai sulla tua pancia e mangerai polvere della terra per tutta la tua vita, gli uomini e i serpenti saranno nemici eterni.
Alla donna invece disse: “Aumenterò i tuoi guai e il tuo dolore, tuo marito sarà per te indispensabile, ed egli dovrà vegliare su di te”.
E all’uomo disse: “Poiché hai ascoltato tua moglie, mangiando dall’albero dal quale Io ti ho proibito di mangiare, finché vivrai dovrai guadagnarti da vivere per mezzo di lavori faticosi”. Con il duro lavoro raccoglierai cibo e mangerai, e il tuo corpo tornerà alla terra quando i tuoi anni saranno terminati, perché dalla polvere sei stato tratto, e alla polvere dovrai ritornare”.

7 Ormai, con la disubbidienza di Adamo ed Eva, DIO il SIGNORE, sapendo che l’uomo era ormai diventato come un dio, in quanto a conoscenza del bene e del male, si preoccupò che potesse anche mangiare dal frutto dell’albero della vita così da vivere in eterno. Così l’uomo e sua moglie furono scacciati dal giardino dell’Eden e pose a oriente del giardino di Eden i cherubini, che con la loro spada fiammeggiante custodivano la via dell’Albero della vita.

Parte terza: Caino e suo fratello Abele

1 Adamo decise di chiamare sua moglie Eva, perché era la madre di tutti gli esseri viventi NOTA n. 2. Adamo ed Eva ebbero due figli, Caino e Abele, il primo era un pastore, mentre Caino era un coltivatore della terra.

2 Un giorno Caino portò, come sacrificio ed offerta a DIO, alcuni frutti e del grano che aveva raccolto. Anche Abele presentò un sacrificio prendendo alcuni tra i migliori animali del suo gregge e li sacrificò al SIGNORE. DIO accettò l’offerta di Abele, ma non gradì quella di Caino.NOTA n. 3

3 Questo fece molto arrabbiare Caino e il suo volto diventò triste e scuro. Allora DIO si rivolse a Caino dicendo: “Perché sei triste? Se tu fai ciò che è giusto e buono, credi che la tua offerta non sarà accettata? Ma se invece non fai ciò che è giusto e buono, il peccato si preparerà ad attaccarti, così come una bestia selvatica con la sua preda, e il desiderio di peccare vincerà si di te. Quando tu invece sei stato chiamato a controllarlo”.

4 Ma Caino invece con il tempo, sembrò allontanarsi dai consigli del DIO Eterno, e un giorno invitò il fratello Abele nei campi, e una volta in disparte, Caino colpì suo fratello Abele uccidendolo.

5 Ma DIO, Colui il quale nulla è nascosto chiese a Caino: “Dov’è tuo fratello Abele?”. Egli rispose: “Perchè io dovrei saperlo? Non sono mica il guardiano di mio fratello?”. Ma DIO riprese dicendo: “Che cosa hai fatto? Ascolta, il sangue di tuo fratello grida a Me dalla terra. Ecco che da ora in poi sarai anche tu condannato dalla stessa terra dove il sangue di tuo fratello si è disperso per causa tua”. Ogni volta che tu lavorerai il suolo, non ti fortificherai, ma sarai errante e vagabondo lungo la terra”.

6 Allora Caino si rivolse pentito a DIO dicendo: “La mia punizione è più di quanto io possa sopportare, mi hai cacciato ormai da questa terra, e io non potrò più adorarti. Andrò errando, come un pellegrino sulla terra, e chiunque mi incontrerà, vorrà uccidermi”.

7 Ma il SIGNORE gli rispose: “Se qualcuno ucciderà te, sarà punito sette volte più di quanto tu sei stato punito per la morte di Abele”. NOTA n. 4 Così DIO mise un segno distintivo sopra Caino, per impedire a chiunque lo incontrasse di ucciderlo NOTA n. 5, ed egli si allontanò dalla presenza di DIO e visse da vagabondo, lontano dall’Eden.

Genealogia dei patriarchi

8 La genealogia di Adamo ed Eva fu molto numerosa, Adamo visse novecentotrent’anni e generò numerosi figli e figlie. Ma c’era un figlio in particolare che era nato a sua immagine e somiglianza, e venne Chiamato Set.

9 Dopo Set la genealogia dei credenti continuò attraverso Enos, figlio di Set, e a sua volta Enos visse novant’anni e generò Chenan. Chenan visse settant’anni e generò Maalaleel, e Maalaleel visse sessantacinque anni e generò Iared. Iared visse centosessantadue anni, e generò Enoc che visse sessantacinque anni e generò Metusela. Enoc, dopo aver generato Metusela, camminò con DIO visse trecentosessantacinque anni generando figli e figlie, e poi scomparve, perché il SIGNORE lo prese con se.NOTA n 6

10 Metusela generò Lamec, e fù il patriarca che ebbe la vita più lunga sulla terra, ben novecentosessantanove anni, e poi morì. Lamec fu il padre di Noè, e quando il figlio nacque affermò: “Questo bambino ci consolerà della fatica delle nostre mani a causa del suolo che il SIGNORE ha maledetto.” E proprio questo presagio sancisce l’inizio di un grande patriarca tra i credenti, Noè.

Parte Quarta: L’Arca di Noè

1 Gli uomini erano diventati davvero numerosi sulla faccia della terra, e avvenne che i figli di DIO vedendo che le figlie degli uomini erano molto belle, decidendo quindi di sceglierne alcune per prenderle come mogli. In quel tempo il SIGNORE decise di diminuire la durate degli uomini sulla terra, affermando: “Il Mio Spirito non discuterà per sempre riguardo l’uomo, perché anch’egli è solo carne, i suoi anni quindi saranno massimo centoventi”.

2 In quel tempo c’erano sulla terra i giganti, e ci furono anche in seguito, quando i figli di DIO si unirono alle figlie degli uomini, avendo da loro dei figli. Questi furono gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono diventati famosi.

3 Quando DIO vide che gli uomini stavano diventando sempre più malvagi nel mondo e che i loro pensieri tendevano al male, ne fu molto addolorato pentendosi di aver creato l’uomo. Perciò DIO decise di distruggere completamente tutti gli esseri viventi dalla terra.

4 Ma Noè si era conquistato il favore di DIO, così il CREATORE disse a Noè: “Ho deciso di porre fine alla vita di tutti gli esseri viventi, perché la terra è piena delle loro malvagità. Li eliminerò dalla terra, ma tu e la tua famiglia sarete salvati. Costruisci un’arca di legno di cipresso, e ricoprila dentro e fuori con la pece. Costruirete l’arca con stanze e piani superiori ed inferiori. Io sto per portare fiumi d’acqua sulla terra per distruggere ogni creatura vivente in cui si trova lo Spirito della vita.”

5 Allora DIO disse a Noè: “Entra con tutta la tua famiglia nell’arca, perché vedo che di tutte le persone che ora sono vive solo voi siete retti. Prendi anche con te tutte le bestie che sono adatte al cibo e ai sacrifici, prendili sia maschi che femmina, per mantenere in vita ogni specie. E dopo sette giorni manderò della pioggia incessante sulla terra, per quaranta giorni e quaranta notti, annientando ogni essere vivente che Io ho creato”.

6 Allora Noè costruì l’arca seguendo le istruzioni che DIO gli aveva fornito, e quando le acque del diluvio si riversarono sulla terra, lui e sua moglie, insieme con i suoi figli e le mogli dei suoi figli, a con tutti gli animali della terra, gli uccelli e tutto ciò che striscia sul suolo, entrarono nell’arca.

7 La pioggia cadde sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti, e le acque abbondarono sempre di più sollevando l’arca, e annientando tutti gli uomini e le creature che non erano con Noè nell’arca.

8 Terminato il diluvio, il CREATORE fece soffiare un vento sulla terra, la pioggia cessò, e le acque si ritirarono.
Dopo quaranta giorni e quaranta notti Noè aprì la finestra dell’arca e mandò fuori un corvo, per vedere se trovasse un luogo asciutto dove poggiare le zampe. Poi mandò anche una colomba, e questa non trovando luogo sulla terra ferma, ritornò da lui nell’arca, perché le acque ancora ricoprivano tutta la terra. Noè tese la sua mano e la fece rientrare nell’arca.

9 Aspettò altri sette giorni e mandò di nuovo fuori la colomba dall’arca. Questa volta la colomba entrò da lui al tramonto, e nella sua bocca c’era un ramoscello d’ulivo appena germogliato. Noè seppe che le acque si stavano ritirando, aspettò ancora sette giorni e quando liberò la colomba, questa non fece più ritorno.

10 Allora Noè con sua moglie e i suoi figli, e le mogli dei suoi figli uscirono dall’arca, e una volta a terra costruì un altare in onore del SIGNORE che li aveva salvati, offrendo sacrifici di ringraziamento graditi a DIO.

11 In quel momento il CREATORE decise che non avrebbe mai più punito la terra così duramente a causa dell’uomo, non distruggendo mai più ogni creatura vivente, come aveva fatto con il diluvio. Finchè la terra esisterà, ci sarà sempre il tempo della semina e quello del raccolto, il freddo e il caldo, l’estate e l’inverno, il giorno e la notte, perchè tutto questo è un bene e non dovrà cessare.

12 DIO pose un segno solenne per l’Alleanza eterna che fece con l’uomo, ponendo l’arcobaleno tra le nuvole a ricordare questo accordo. DIO disse: “Ogni volta che l’arcobaleno sarà visibile sulla terra, ricorderò l’accordo e l’Alleanza che c’è tra Me, l’uomo e ogni essere vivente”NOTA n.7.
Così da quel giorno, e così sarà per sempre, le acque non distrussero più lìintera terra.

13 DIO benedisse Noè e i suoi figli, e disse loro: “Crescete, moltiplicatevi e riempite la terra. Tutti gli animali della terra e tutti gli uccelli del cielo vi temeranno, perché sono stati dati in vostro potere, così con tutto ciò che striscia sulla terra e tutti i pesci del mare. Ogni cosa che si muove e ha vita vi servirà come cibo, così come le verdi erbe, ma non potrete mangiare la carne con la sua vita, ovvero con il suo sangue.

La storia della Torre di Babele

14 Tutti gli abitanti della terra impararono un’unica lingua, e così pellegrinando verso ovest, trovarono un’ampia valle nella terra di Babilonia, e lì iniziarono a stabilirsi in gran numero.

15 Poi si dissero l’un l’altro: “Perchè non costruiamo con dei mattoni e della malta, una torre altissima, la cui cima arriverà il cielo, in questo modo avremo un punto di riferimento, per non essere sparsi su tutta la terra”.

16 Ma quando DIO scese a vedere la città e la torre che gli uomini avevano costruito, disse: “Loro sono un unico popolo e tutti hanno una sola lingua”. Questo non è che l’inizio, e ora niente di ciò che hanno intenzione di fare sembrerà loro troppo difficile. Venite, scendiamo e confondiamo la loro lingua, perché non si capiscano”.

17 Così DIO li ha dispersi da lì su tutta la terra; e hanno smesso di costruire la città. Per questo la chiamarono Babele, che significa Confusione, perché lì DIO confuse la lingua di tutti i popoli della terra e li sparse in tutto il mondo.


NOTA n.1 Quando l’uomo disse compiaciuto: “Questo finalmente è osso delle mie ossa e carne della mia carne” si riferiva al fatto che questa sua compagna era come lui, potevano capirsi e aiutarsi a vicenda. Ecco perchè anche i loro nomi erano simili, l’uomo nel testo originale ebraico si chiama “ish”, mentre la donna “isha” perché dall’uomo è stata tratta. (Libro della Genesi al Capitolo 2 e versetto numero 23). Le parole ish איש e isha אשה sono direttamente correlate, e questo per farci capire che gli esseri umani nel Mondo (allora solo in due, mentre oggi in molti miliardi) sono strattamente legati, e che solo insieme ed davvero uniti potranno essere felici

NOTA n.2 Originariamente in ebraico il nome è חַוָּה (Havah) che significa “che da la vita”, e ancora oggi il significato tradizionale di Eva è “vivere”

NOTA n.3 L’offerta deve essere portata a DIO sia con sacrificio, ma anche con bontà nel cuore. Il SIGNORE conosce ogni sentimento, persino nel profondo dei cuori, ed Egli giudicò insufficiente il comportamento di Caino, che invece di essere umile, comprendere e rimediare, si ingelosisce con il buon fratello che ha trovato la “via” per onorare il loro PADRE celeste

NOTA n.4 DIO è giusto anche nella Sua punizione. Non si può rispondere al male con altro male, ma con l’amore. Il CREATORE concede a Caino un’opportuinità per riscattarsi del suo grande peccato, seppure lontano dall’Eden e pellegrino sulla terra

NOTA n.5 DIO impone un segno sopra di Caino, seppure vagabondo non è abbandonato da DIO, così che chiunque lo incontri ne possa identificare la “paternità”

NOTA n.6 Il Nuovo Testamento usa Enoch come esempio di fede e per la sua giustizia egli non assaporò la morte. Pertanto la figura di Enoch è promessa per le generazioni di credenti che non vivranno la morte.
La traduzione di Enoch mette in evidenza la verità della Scrittura sulla redenzione finale per ognuno dei credenti che ripongono la propria fede nel SIGNORE.
La Sacra Scrittura afferma che Enoch camminò con DIO, perchè come afferma il Libro degli Ebrei “la sua vita piacque a DIO”.

NOTA n.7 L’arcobaleno è il segno dell’Alleanza tra DIO e gli uomini, per saperne di più leggi cliccando qui questo articolo

Parte quinta: Abramo il padre dei popoli della terra

1 I figli di Noè che uscirono con lui dall’arca erano Sem, Cam e Jafet, e Terah, un discendente di Sem, era il padre di Abramo, Nahor e Haran.

2 DIO disse ad Abramo: “Vattene dal tuo paese di origine, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre fino alla terra che Io ti mostrerò”. Farò di te una grande nazione, ti benedirò e renderò famoso il tuo nome”.

3 Così Abramo prese Sarah sua moglie e partì, come gli aveva ordinato DIO, e Lot figlio di suo fratello Haran, partì con loro insieme ai loro beni in direzione della terra di Canaan.

4 Abramo attraversò il paese fino a un luogo chiamato Shechem, alla quercia di Moreh. Lì DIO apparve ad Abramo dicendo: “Ai tuoi figli Io darò in eredità questa terra”. E così in quel luogo Abramo costruì un altare in onore di DIO che gli era apparso. Da lì si ritirò sulla collina vicino a Bethel dove sistemò la sua tenda, e anche lì costruì un altare al SIGNORE per pregarlo.

5 Abramo divenne estremamente ricco in bestiame, argento ed oro, e altrettanto Lot, possedeva così tanti greggi, mandrie e tende che la terra non era abbastanza ricca per il sostentamento di entrambe le famiglie dei patriarchi.

6 Un giorno accadde una lite tra i mandriani di Lot e i mandriani di Abramo, così Abramo disse a Lot: “Ti prego, non ci sia alcun litigio tra me e te, né tra i miei mandriani e i tuoi, perché noi siamo parenti”. Non c’è forse tutta la terra davanti a noi? Ti supplico, separatevi da me”. Se tu andrai a sinistra, allora io andrò a destra, e se tu invece deciderai di andare a destra, allora io andrò a sinistra”.

7 Così Lot si guardò intorno e vide che tutta la pianura del Giordano, fino a Zoar, era fertile, tanto quanto il Giardino di DIO. Così Lot scelse per sé tutta la valle del Giordano, e visse nelle città della pianura e spostò la sua tenda fino a Sodoma. Ma gli uomini di Sodoma erano molto malvagi e peccarono contro DIO.

8 DIO disse ad Abramo, dopo che Lot si era allontanato da lui: “Alza gli occhi e guarda dal luogo dove sei a nord, a sud, a est e a ovest, per tutta la terra che vedi, la darò a te e ai tuoi discendenti per sempre”. DIO promise ad Abramo che la sua discendenza sarebbe divenuta come la polvere della terra, così numerosa che non si potrà potrà contare. Ed Abramo felice di questa benedizione levò le sue tende ed andò ad abitare alle querce di Mamre, che sono nella cità di Ebron, e qui costruì un altare in onore del SIGNORE.

9 Poi DIO si manifestò ad Abramo anche vicino le querce di Mamre. Mentre era seduto all’ingresso della sua tenda, tre uomini apparvero davanti a lui, e appena li vide, accorse per offrirgli ospitalità. Si prostrò con la faccia a terra dicendo: “Signori, se siete disposti per favore, non passate oltre, intrattenetevi presso il vostro servo. Lasciate che vi porti un po’ d’acqua, che vi lavi i piedi e riposatevi all’ombra degli alberi, e io vi porti del cibo, affinché possiate ristorarvi. Allora potrete andare per la vostra strada”. Gli uomini risposero: “Fa pure come hai detto”.

10 Così Abramo si affrettò ad andare alla tenda di Sara e disse: “Prepara velocemente quattro porzioni di buon pasto, impasta e prepara delle focacce”. Abramo corse al suo bestiame, prese un vitello tenero e buono, e lo diede al servo per cucinarlo. E tutti ne mangiarono sotto l’albero.

11 Ad un certo punto gli ospiti dissero: “Dov’è tua moglie? Egli disse: “Là, dentro la tenda”. Così uno di loro proferì: “Tornerò da te tra circa nove mesi, ed ecco, Sarah, tua moglie avrà con se un figlio”.

Parte sesta: La storia di Abramo continua

Abramo salva Lot

1 In quei tempi si susseguivano numerose guerre tra i popoli di Sodoma, di Gomorra e di numerose altre terre.

2 Alcuni tra i re di quelle terre si radunarono nella valle di Siddim, il mar Salato, e si prepararono per muovere guerra per conquistare altri territori.

3 Allora il re di Sodoma, il re di Gomorra, il re di Adma, il re di Seboim e il re di Bela, cioè Soar, uscirono e si schierarono in battaglia contro quelli, nella valle di Siddim: contro Chedorlaomer re di Elam, Tideal re dei Goim, Amrafel re di Scinear e Arioc re di Ellasar. Quattro re contro altri cinque.

4 Ma i re di Sodoma e di Gomorra vennero sconfitti e si diedero alla fuga. I vincitori presero tutte le ricchezze di Sodoma e di Gomorra, tutti i loro viveri e prendendo prigioniero anche Lot, figlio del fratello di Abramo, con i suoi beni. Lot abitava infatti a Sodoma.

5 Ma la notizia giunse fino ad Abramo, l’Ebreo, che abitava alle querce di Mamre. Così come ebbe udito che suo fratello era stato fatto prigioniero, armò trecentodiciotto dei suoi più fidati servi, nati in casa sua, ed inseguì i re fino a Dan. Abramo ed i suoi servi sconfisse quei forti re e riuscì anche a recuperare tutti i di Lot, le donne e il popolo riconducendoli nella loro terra.

Abramo benedetto da Melchisedec

6 Quando Abramo ritornava, dopo aver sconfitto quei re, il re di Sodoma gli andò incontro nella valle di Sciavè, cioè la valle del re.

7 Melchisedec, re di SalemNOTA n.1, fece portare del pane e del vino, egli era sacerdote del DIO Altissimo. Egli benedisse Abramo, dicendo: “Benedetto sia Abramo dal DIO Altissimo, SIGNORE dei cieli e della terra! 20 Benedetto sia il DIO Altissimo, che ti ha consegnato i tuoi nemici!” Ed Abramo gli diede la decima di ogni cosa.

8 Il re di Sodoma disse ad Abramo: “Dammi solo le persone, i beni puoi tenerli per te.” Ma Abramo rispose al re: “Ho alzato la mia mano al SIGNORE, il DIO Altissimo, padrone dei cieli e della terra, giurando che non avrei preso neppure un singolo filo di cotone, né un laccio di sandalo, di tutto ciò che ti appartiene. 9 Non si potrà mai dire che Abramo si è fatto arricchire da qualcun altro. Ebbene, per me e la mia casa non prenderò niente, a parte il sostentamento, quello che hanno mangiato i giovani e la parte che spetta agli uomini che sono venuti con me: Aner, Escol e Mamre. Essi prendano la loro parte.”

Lot fugge da Sodoma

10 Giunse il lamento del popolo di Sodoma e Gomorra fino a DIO, a causa dei terribili peccati che si commettevano in quella terra. Così DIO disse: “Scenderò a vedere se davvero hanno agito davvero in questo modo abominevole”.

11 E i loro peccati risultarono davvero così malvagi che DIO decise di strerminare quel luogo e quel popolo. Ma Abramo si accostò a DIO e disse: “Vuoi Tu SIGNORE misericordioso spazzare via i giusti con i malvagi? Supponiamo che ci siano in città cinquanta persone che sono giuste, travolgerai e non risparmierai quei cinquanta giusti a causa degli empi? Per la giustizia di DIO, questa è cosa impossibile, il giusto non può essere ucciso con l’empio!

12 Così DIO rispose: “Se troverò nella città di Sodoma cinquanta persone giuste, risparmierò l’intero luogo per il bene di questi giusti”.

13 Così Abramo scusandosi replicò ancora: “Oso ancora parlare a DIO, anche se non sono altro che polvere e cenere, ti chiedo: Supponiamo che ne manchino cinque dei cinquanta giusti. Spazzeresti via tutta la città per mancanza di soli cinque?”. DIO disse: “Assolutamente no, mon la spazzerò via, se ne troverò quarantacinque”.

14 E Abramo parlò di nuovo, e disse: “E se ce ne fossero solo quaranta? Egli, il CREATORE rispose: “Per il bene di quaranta non lo farò”. Ma Abramo continuò: “Oh, non si arrabbi DIO con me, lasciatemi parlare ancora per favore”. E se ne trovassero trenta?” Rispose DIO: “Non lo farò, nemmeno se ne troverò trenta”. 15 Abramo domandò ancora: “Tu vedi che io ho osato parlare con DIO ancora ed ancora, ma volevo domandarti, e se ne trovassi solo venti?” Il SIGNORE rispose: “Per il bene di quei venti Io non distruggerò quella terra”. Allora Abramo disse per l’ultima volta: “Oh, che DIO non si adiri con il Suo sercvo, ma mi sia concesso parlare ancora una volta”. E se ne trovassi dieci?” DIO rispose: “Per il bene di quei dieci non la distruggerò”. Ma purtroppo le persone buone in quella terra non raggiunsero nemmeno questo misero numero.

NOTA n.1 Melchizedek, in ebraico: מַלְכִּי-צֶדֶֿק malkī-ṣeḏeq, “re di giustizia” (amarico: መልከ ጼዴቅ malkī-ṣeḏeq; armeno: Մելքիսեդեք, Melkisetek), era il re di Salem e sacerdote di El Elyon tradotto come “il più alto DIO”) menzionato nel 14° capitolo del Libro della Genesi. La terra di Salem è la terra Santa di Gerusalemme (come nel Salmo 76, 2) anche mensionata nel Nuovo Testamento nella Lettera agli Ebrei al Capitolo 7
I visitatori di Abramo e la promessa

Un giorno torrido, Abramo si stava rilassando all’ombra fresca di un albero. All’improvviso, notò tre uomini che si avvicinavano. Senza perdere tempo, corse verso di loro, entusiasta di avere compagnia.

“Amici, riposate sotto quest’albero”, disse con calore. “Lasciate che vi porti del pane e un pasto gustoso”. Gli uomini accettarono con gioia, aspettando con ansia il banchetto.

Mentre Abramo era impegnato a preparare il cibo, Sara stava impastando la pasta per il pane fresco. All’improvviso, sentì uno degli uomini dire: “L’anno prossimo, Sara avrà un figlio!”.

Sarah ridacchiò tra sé e sé, pensando: “Un figlio? Alla mia età? È strano come un pesce che vive nel deserto!”.

Ma l’uomo, che in realtà era un angelo, insistette: “Niente è troppo difficile per DIO. Guarda e vedrai!”.

Un avvertimento per Sodoma e Gomorra

Dopo il pasto, gli uomini guardarono verso le lontane città di Sodoma e Gomorra. Sapevano che stava per accadere qualcosa di terribile, perché la gente di quelle città era stata molto cattiva.

L’angelo disse: “Gli abitanti di queste città hanno dimenticato come essere gentili. Per questo motivo, le loro città saranno distrutte!”.

Ma in mezzo a tanta cattiveria viveva un uomo buono di nome Lot, nipote di Abramo. DIO decise di salvare Lot e la sua famiglia dall’imminente disastro.

DIO mandò due angeli a casa di Lot che gli dissero: “Sbrigati! Impacchetta le tue cose! E ricordate, una volta che iniziate a correre, non guardate indietro!”.

Lot, sua moglie e le sue figlie ascoltarono. Fecero i bagagli e iniziarono a fuggire dalla città. Ma nonostante l’avvertimento degli angeli, la moglie di Lot guardò indietro e si trasformò in una colonna di sale!

Il destino di Sodoma e Gomorra

Proprio come avevano detto gli angeli, Sodoma e Gomorra furono distrutte. Ma grazie all’avvertimento degli angeli, Lot e le sue figlie si salvarono.

Anche se fu un giorno difficile, Lot e le sue figlie impararono una lezione preziosa. Capirono l’importanza di ascoltare le istruzioni di DIO, proprio come fecero Abramo e Sara.

Isacco, il figlio promesso

Il tempo passò e, proprio come aveva promesso l’angelo, Sara diede alla luce un bambino che saltellava e si chiamava Isacco. Abramo e Sara erano pieni di gioia! “Wow, i miracoli accadono!”, pensarono.

Isacco crebbe e divenne un bambino gentile e rispettoso. Abramo gli voleva molto bene. Ma un giorno DIO diede ad Abramo un compito difficile. Voleva vedere quanto Abramo si fidasse di Lui.

La grande prova di Abramo

DIO chiese ad Abramo di portare Isacco in cima a una montagna e di offrirlo in sacrificio. Abramo aveva il cuore spezzato, ma si fidò di DIO e decise di seguire il suo comando.

Ma proprio mentre Abramo stava per sacrificare Isacco, apparve un angelo! “Resisti, Abramo!”, disse l’angelo. “Hai dimostrato la tua fede. Ecco, usa questo ariete al suo posto”.

Abramo si sentì sollevato e grato. Lui e Isacco tornarono a casa, con un legame ancora più forte.

Parte settima: Giacobbe figlio di Isacco

La storia di due fratelli: Giacobbe ed Esaù

Il tempo passò e Isacco divenne un uomo saggio e gentile. Sposò una donna meravigliosa di nome Rebekah e nacquero due gemelli, Giacobbe ed Esaù. Anche se erano gemelli, erano diversi come il giorno e la notte!

Esaù fu il primo a nascere, il che lo rende il maggiore. Cresce e diventa un uomo corpulento con un grande amore per la vita all’aria aperta. Era un eccellente cacciatore e riusciva a catturare il cervo più veloce in un batter d’occhio. Suo padre, Isacco, amava i piatti gustosi che Esaù portava a casa dalle sue cacce.

Giacobbe, invece, era tranquillo e riflessivo. Preferiva rimanere a casa, imparando a cucinare e a prendersi cura della casa. Era un cocco di mamma e Rebecca gli voleva un gran bene.

Un giorno, dopo una lunga e infruttuosa caccia, Esaù tornò a casa estremamente affamato. Vide Giacobbe che stava cucinando un delizioso stufato rosso e ne chiese un po’. Giacobbe, da sempre stratega, vide un’opportunità. Accettò di dare a Esaù un po’ di stufato, ma solo se Esaù gli avesse dato la sua primogenitura, che era la benedizione speciale che spettava al primogenito.

Esaù, affamato e stanco, pensò: “A cosa serve una primogenitura se muoio di fame?”. Così accettò l’accordo di Giacobbe. Non sapeva che questa decisione affrettata avrebbe cambiato le loro vite per sempre.

L’astuto piano di Giacobbe

Più tardi, quando Isacco era ormai vecchio e non ci vedeva più, volle dare la sua benedizione speciale al primogenito Esaù. Chiese a Esaù di andare a caccia e di preparare un pasto per lui.

Ma Rebekah lo sentì e aveva un piano tutto suo. Voleva che Giacobbe, il suo preferito, ricevesse la benedizione. Così disse a Giacobbe di portare due capre del loro gregge e preparò i piatti preferiti di Isacco.

Per ingannare Isacco e fargli credere di essere Esaù, Giacobbe indossò i vestiti di Esaù e si coprì le braccia con le pelli di capra, perché Esaù era peloso.

Giacobbe portò il pasto a Isacco, che fu ingannato dal travestimento di Giacobbe. Credendo che Giacobbe fosse Esaù, Isacco gli diede la benedizione speciale.

La furia di Esaù e la fuga di Giacobbe

Quando Esaù tornò e scoprì il trucco, si infuriò! Gridò disperato e implorò il padre di benedirlo. Isacco benedisse Esaù, ma non era la stessa benedizione del primogenito che Giacobbe aveva rubato.

Esaù era così arrabbiato con Giacobbe che giurò di ucciderlo. Quando Rebekah lo seppe, ebbe paura per la vita di Giacobbe. Disse a Giacobbe di fuggire a casa di suo fratello Labano, ad Haran, finché la rabbia di Esaù non si fosse calmata.

Così Giacobbe lasciò la sua casa, senza sapere quando sarebbe tornato, per intraprendere un viaggio che avrebbe portato a sogni, amore e a un incontro di lotta con DIO stesso.

Il sogno mistico di Giacobbe e il suo viaggio

Dopo aver lasciato la sua casa per sfuggire alla rabbia del fratello Esaù, Giacobbe intraprese un lungo viaggio. Attraversò deserti e colline, stanco e solitario. Un giorno, mentre il sole stava tramontando, trovò un posto tranquillo dove riposare per la notte.

Usando una roccia come cuscino, Giacobbe si sdraiò sotto il cielo stellato. Quella notte fece un sogno magico. Vide una scala gigantesca, così alta che arrivava dalla terra fino al cielo. Gli angeli andavano su e giù per la scala, più indaffarati delle api in un giardino fiorito.

In cima alla scala c’era DIO, che parlò a Giacobbe. DIO gli promise: “Io sono con te, Giacobbe. Ti proteggerò ovunque tu vada. Avrai molti discendenti e saranno una benedizione per il mondo intero”.

Giacobbe si svegliò stupito, rendendosi conto di aver visto DIO. Prese la roccia che aveva usato come cuscino, la mise in piedi come un pilastro e chiamò quel luogo Bethel, che significa “Casa di DIO”. Fece anche una promessa a DIO: se lo avesse protetto e provveduto a lui, il Signore sarebbe stato il suo DIO.

La famiglia di Giacobbe e la nascita delle dodici tribù

Giacobbe continuò il suo viaggio e arrivò a casa dello zio Labano. Lì si innamorò di Rachele, la bella figlia minore di Labano. Per sposarla, accettò di lavorare per Labano per sette anni. Ma Labano lo ingannò e gli diede invece la figlia maggiore Lia.

Giacobbe si arrabbiò, ma accettò di lavorare altri sette anni per sposare Rachele. Nel corso degli anni, la famiglia di Giacobbe crebbe. Dalle sue mogli, Lia e Rachele, e dalle loro serve, Bilhah e Zilpah, ebbe dodici figli e una figlia.

I figli erano Ruben, Simeone, Levi, Giuda, Dan, Neftali, Gad, Asher, Issacar, Zabulon, Giuseppe e Beniamino. Questi dodici figli divennero in seguito i capi delle dodici tribù di Israele.

Ciascuno dei figli di Giacobbe aveva talenti e personalità uniche. Tutti hanno avuto un ruolo nel plasmare il futuro di Israele, portando avanti la promessa che DIO aveva fatto al nonno Abramo e al padre Giacobbe.

Nelle loro storie, vediamo il potere dei sogni e l’importanza della fede. È attraverso il loro cammino, pieno di alti e bassi, che si è formata la nazione di Israele. E tutto è iniziato con un sogno, una scala e una promessa sotto il cielo stellato di una notte.

Parte ottava: Giuseppe, il sognatore

La storia di Giuseppe

Il figlio preferito di Giacobbe era Giuseppe. Questo fece ingelosire i suoi fratelli, soprattutto quando Giacobbe regalò a Giuseppe un mantello colorato. Come se non bastasse, Giuseppe sognò che avrebbe governato sui suoi fratelli!

I fratelli erano così arrabbiati che vendettero Giuseppe come schiavo. Ma Giuseppe era intelligente e laborioso e finì per essere il responsabile di tutto nella casa del suo padrone in Egitto.

Tuttavia, le cose cambiarono quando Giuseppe fu accusato ingiustamente e messo in prigione. Anche in prigione, però, riuscì a trarre il meglio dalla sua situazione e fu messo al comando grazie alla sua saggezza e integrità.

Un giorno il Faraone fece un paio di sogni che nessuno dei suoi saggi riuscì a interpretare. Poi sentì parlare di Giuseppe, lo schiavo ebreo che sapeva interpretare i sogni.

Giuseppe fu portato davanti al Faraone e gli disse che i sogni significavano che ci sarebbero stati sette anni di abbondanza seguiti da sette anni di carestia. Il Faraone ne fu così colpito che mise Giuseppe a capo di tutto l’Egitto per prepararsi alla carestia.

La carestia non colpì solo l’Egitto, ma anche Canaan, dove viveva la famiglia di Giuseppe. I suoi fratelli vennero in Egitto per comprare del grano e, senza riconoscerlo, si inchinarono davanti a Giuseppe proprio come nei suoi sogni.

Dopo aver messo alla prova i suoi fratelli per vedere se erano cambiati, Giuseppe rivelò la sua identità. Ci furono lacrime e abbracci e Giuseppe perdonò i suoi fratelli per quello che avevano fatto.

La famiglia di Giacobbe in Egitto

Giuseppe invitò suo padre Giacobbe, i suoi fratelli e le loro famiglie a vivere in Egitto, dove c’era cibo a sufficienza. Giacobbe era entusiasta di rivedere il suo amato figlio Giuseppe.

Giacobbe visse in Egitto con i suoi figli e le loro famiglie per diciassette anni. Prima di morire, benedisse i suoi figli e chiese di essere sepolto di nuovo in Canaan con i suoi antenati.

La morte di Giacobbe e la promessa di Giuseppe

Dopo la morte di Giacobbe, tutti i suoi figli lo piansero. Giuseppe si assicurò che suo padre fosse riportato a Canaan e sepolto come aveva desiderato.

I fratelli temevano che Giuseppe avrebbe cercato di vendicarsi per ciò che gli avevano fatto. Ma Giuseppe disse loro: “Voi volevate farmi del male, ma DIO l’ha fatto per il bene”. Li rassicurò sul suo perdono e promise di prendersi cura di loro e dei loro figli.

Giuseppe visse fino a 110 anni. Prima di morire, disse ai suoi fratelli: “DIO verrà sicuramente in vostro aiuto, e allora dovrete portare le mie ossa su da questo luogo”.

Così, quando Giuseppe morì, lo imbalsamarono e lo misero in una bara in Egitto. Ma il suo ultimo desiderio diede speranza agli israeliti. Essi credettero che un giorno DIO li avrebbe ricondotti nella Terra Promessa, portando con sé le ossa di Giuseppe.

Così si conclude il libro della Genesi, la storia degli inizi. È una storia di famiglie, sogni e promesse, che mostra come DIO abbia sempre un piano, anche quando le cose sembrano molto, molto complicate.

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