15 Poiché noi siamo stranieri davanti a Te, e pellegrini come tutti i nostri antenati. Come un’ombra sono i nostri giorni sulla terra, e non c’è speranza.
16 Oh Signore, nostro DIO, tutta quest’abbondanza di cose che abbiamo preparato per costruire una Casa per il Tuo Santo Nome, viene da Te, è tutto Tuo.
17 Io so mio DIO, che tu scruti il cuore e ti compiaci della rettitudine. Perciò nella rettitudine del mio cuore ti ho offerto spontaneamente tutte queste cose, e ora vedo con gioia il tuo popolo, che è qui presente fare le sue offerte spontaneamente.
Commento
“Stranieri e pellegrini”: Nei versetti precedenti al 15 si legge, “Chi sono io, e chi è il mio popolo”, Davide umiliandosi è consapevole della sua umile discendenza di stranieri e pellegrini (tradotto anche con forestieri). Eppure DIO non rifiuta a questa gente mostrandogli il Suo favore. Chi si dimostra umile davanti e DIO riceve sempre Grazie a benedizioni. Proveniamo tutti da Abramo, il padre dei credenti e dei pellegrini, siamo tutti stranieri in una terra che non ci appartiene. Dobbiamo amministrarla bene e proteggerla.
“I nostri giorni sulla terra sono come un’ombra e non c’è speranza”: Viene sottolineata la condizione e debolezza dell’uomo, e Davide riconosce così nche la grandezza di DIO. Egli può prendere pellegrini e esseri umani senza speranza, forestieri, per elevarli ed utilizzarli nel Suo Piano. L’ombra è solo passeggera, e così è la vita dell’uomo: quanto più lunga quest’ombra sembra essere, tanto più significa che il Sole è vicino a tramontare.
“Nella rettitudine del mio cuore ho offerto…”: Ogni offerta valida deve necessariamente essere stata fatta volontariamente, con il cuore. Davide ed il popolo hanno donato perché lo desideravano, offerte fatte volentieri a DIO per riconoscenza di tutte le cose già ottenute e spesso nemmeno meritate.