Enoc: Colui che camminò con DIO

Enoc era un discendente di Adamo, menzionato più volte nella Bibbia, anche nel Nuovo Testamento. La lettera agli Ebrei afferma infatti che “Per fede Enoc fu tolto da questa vita, così che non sperimentasse la morte: Non si trovò più, perché DIO l’aveva portato via. Perché prima di essere preso fu lodato come uno che piacque a DIO”. Enoc fu una delle due persone nella narrazione Biblica che fu scelta per sfuggire alla morte, l’altra era il profeta Elia.

Enoc era senza dubbio un uomo giusto, e visse una vita profetizzando nel rigoroso rispetto di DIO. Il profeta Enoc possedeva una giustizia così profonda che la sua Anima era “avvolta nella conoscenza del SIGNORE”. Non era solo il cuore di Enoc ad essere puro, ma tutto il suo essere, il Suo Spirito che era connesso a DIO.
Quindi Enoc non fu semplicemente un giusto, ma anche un uomo prudente e saggio. Previde guai e cercò di evitarli quando necessario.

Enoc

La descrizione che troviamo di questo patriarca nel libro della Genesi ce ne fa intuire la straordinarietà, un uomo che visse una vita di intensa comunione con DIO e di servizio. Il suo cammino costituisce ancora oggi un prezioso esempio per i credenti di DIO e la sua “fine” è una splendida raffigurazione del destino che attende i figli di DIO.

“Enoc visse sessantacinque anni e generò Metusela. Enoc, dopo aver generato Metusela, camminò con DIO trecento anni e generò figli e figlie. Tutto il tempo che Enoc visse fu di trecentosessantacinque anni. Enoc camminò con DIO, poi scomparve, perché DIO lo prese” (Ge 5:21-24).“

Per fede Enoc quindi fu rapito perché non vedesse la morte, e non lo trovarono più, perché DIO lo aveva portato via.

Dalla Bibbia sappiamo che Enoc era il bisnonno di Noè che visse una vita santa e fedele al SIGNORE. Inoltre è anche il padre di Matusalemme, l’uomo più longevo mai esistito.

Il mondo al tempo di Enoc

Nel Libro della Genesi, le parole, “Visse e poi morì”, sono ripetute molte volte, con un’eccezione, Enoc. infatti il verso 24 dice:
“Ed Enoc camminò con DIO, poi disparve perché DIO lo prese”.
Al tempo di Enoc, parecchie centinaia di anni dopo l’uccisione di Abele, sappiamo che il male si era notevolmente diffuso sulla terra.
Gli uomini erano diventati malvagi al punto che sfidavano apertamente DIO (Gd 15). Dopo pochi secoli la terra ormai corrotta e piena di violenza sarebbe stata pronta per il giudizio (Ge 6, 11).
Ma DIO concesse ad Eva un’altra progenie nella persona di Seth, al posto del giusto Abele, che Caino aveva ucciso (Ge 4, 25), e nella famiglia di Seth nacque Enoc, il cui nome significa in lingua ebraica “consacrato”.

Camminò con DIO

La Bibbia evidenzia il fatto che fosse il settimo esponente della settima generazione da Adamo, e nella Bibbia ogni numero non è casuale.
Dalla nascita del figlio la sua vita cambiò, e la sua fede lo condusse a “camminare con DIO”, ovvero avere sempre al suo fianco la dottrina e la rettitudine.

La conseguenza del cammino con DIO è di riprodurre quaggiù il carattere Divino e di vivere nel nostro quotidiano i princìpi di rettitudine e giustizia.

Nella versione dei LXX al posto di “camminò con DIO” troviamo scritto che “era piaciuto a DIO”.
Questi due termini sono differenti si, ma allo stesso tempo inseparabili, infatti, nella lettera di Paolo ai Colossesi è detto “affinché camminiate in modo degno del SIGNORE, per piacergli in ogni cosa” (1, 10).

Quindi la grandezza di Enoc fu anche nella sua umiltò, perché non provò ad andare verso il cielo, ma camminò con DIO con i piedi sulla Terra, sapendo di non farcela da solo, seppure con lo sguardo sempre fisso sul divino.

La testimonianza di Enoc

La sua vita rimane una testimonianza molto forte per i credenti. Spesso si parla poco di questo uomo di fede, ma la sua testimonianza è rimasta eterna. “Camminava con DIO” e “Piacque a DIO”, non potrebbe esserci una testimonianza migliore e missione più alta nella vita.
Dal racconto in Genesi 5 inoltre, sappiamo che Enoch visse nei giorni poco prima di Noè, e considerati i grandi peccati che circondavano il patriarca Enoc possiamo immaginare di quanto significasse per DIO, vedere che sulla terra nella Sua creazione, ci fosse ancora del bene, anzi un bene così grande in una persona da eclissare il male di una moltitudine di malvagi.

Che incredibile esempio abbiamo in Enoch, ha vissuto una vita nella fede, uno stile di vita per lui. Camminava con DIO, permettendo di dirigere i suoi passi, e per questo era gradito al SIGNORE. Fu per la sua fede che DIO prese Enoch, non facendogli conoscere la morte. Non fu più trovato, perché DIO lo rapì in cielo (Eb 11, 5).
Aveva vissuto sulla terra trecentosessantacinque anni, per trecento dei quali aveva camminato con DIO, e poi scomparve.
Egli sapeva che il SIGNORE sarebbe venuto in mezzo alle sue sante miriadi, e credeva questo in modo così profondo che ciò costituiva una realtà per la sua Anima.
Quando scomparì probabilmente gli uomini lo cercarono, come fecero più tardi anche con Elia, ma non lo trovarono. Il Mondo di allora non si era interessato di lui durante la sua vita, così è avvenuto per molti giusti, ricordando su tutti il Messiah Gesù.

Conclusione

Per fede si può davvero sfuggì alla sorte degli uomini che è quella di morire. Per fede egli sfuggì al giudizio imminente che raggiunse dopo non molto tempo il Mondo di allora, fu risparmiato dall’ora terribile che venne su tutta la terra abitata (Ge 7 e Ap 3, 10).
La sua sorte è l’immagine della nostra, anche a noi toccherà il Giudizio, e dobbiamo farci trovare pronti. Questo non significa stravolgere le nostre vite, ma solamente migliorarle e migliorarci, avendo fede che le cose presto cambieranno. Operare a favore del bene e per la pace, così si camminerà con DIO, e non si conoscerà la morte. Ma davvero ognuno potrà riuscirci? Come si fa a non morire? La risposta si trova in una vita giusta che conduce alla resurrezione delle Anime. Questa nostra sarà sicuramente l’ultima delle nostre spoglie mortali, ma non necessariamente anche del nostro essere. Chi opera per il bene rinasce.

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