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Introduzione
La Guerra dei Trent’anni è stato un conflitto che ha insanguinato l’Europa nella prima metà del ‘600. Considerata la guerra più sanguinosa che il Mondo abbia mai visto in cui morirà circa un terzo della popolazione della Germania (si stimano tra i 4,5 e gli 8 milioni di morti). Considerata anche la prima guerra moderna della storia, e si svolse in gran parte all’interno del Sacro Romano Impero dal 1618 al 1648.
Inizia come uno scontro sulla vera fede, ovvero tra i cattolici cristiani e i protestanti, ma continua con ogni nazione che combatterà per il potere, un conflitto darà vita ad una nuova Europa.
La scintilla
fare una guerra nel nome della religione cristiana è quanto di più assurdo si potesse fare nel continente in cui è fiorita questa grande religione
La scintilla che ha acceso il conflitto si generò a Praga che si ribella al governo cattolico eleggendo un principe protestante. Qui avviene la famosa defenestrazione, ormai una tradizione del popolo ceco in rivolta, buttando giù dalla finestra i governatori definiti empi. Così nel 1618 la nobiltà protestante di Praga decide di buttar giù dalla finestra del municipio i rappresentanti dell’imperatore, accendendo così la miccia tra i cattolici e i protestanti. I tre nonostante un volo di circa venti metri si feriscono ma non muoiono, e così secondo i cattolici la Vergine li ha salvati (mentre altri raccontano fossero fortunatamente caduti su del letame accumulato sulla strada sottostante) e da quel momento si considera abbia avuto inizio l’ultima delle grandi guerre di religioni, l’ultima generata dal fuoco acceso dalla riforma protestante. Alla fina di quei trent’anni di grande buio e male, chiunque in Europa si convincerà di una cosa, fare una guerra nel nome della religione cristiana è quanto di più assurdo si potesse fare nel continente in cui è fiorita questa grande religione.
L’inizio: Cuius regio, eius religio
La Pace di Passau del 1552 pose fine alla Guerra di Schmalkald tra protestanti e cattolici nel Sacro Romano Impero, mentre la Pace di Augusta del 1555 cercò di prevenire futuri conflitti fissando i confini esistenti. In base al principio “Cuius regio, eius religio” (“Di chi [è] il regno, di lui la religione”, cioè i sudditi seguano la religione del proprio governante), gli Stati erano o luterani, allora la forma più comune di protestantesimo, o cattolici, in base alla religione del loro governante. Altre disposizioni proteggevano consistenti minoranze religiose in città come Donauwörth e confermavano la proprietà luterana di beni sottratti alla Chiesa cattolica a partire da Passau.
Eppure l’accordo fu minato dall’espansione del protestantesimo oltre i confini del 1555, in aree precedentemente dominate dal cattolicesimo. Un’ulteriore fonte di conflitto fu la crescita delle fedi riformate non riconosciute da Augusta, in particolare il calvinismo, una teologia vista con ostilità sia dai luterani che dai cattolici. Infine, la religione fu sempre più sostituita da obiettivi economici e politici; la Sassonia luterana, la Danimarca-Norvegia e la Svezia erano in competizione tra loro e con il Brandeburgo calvinista per il commercio del Baltico.
La gestione di questi problemi era complicata dalla natura frammentata dell’Impero e delle sue istituzioni rappresentative, che comprendevano 300 tenute imperiali distribuite tra la Germania, i Paesi Bassi, l’Italia settentrionale e l’Alsazia e la Franca Contea nella Francia moderna. Le loro dimensioni e la loro importanza variavano dai sette principi elettori che votavano per il Sacro Romano Imperatore, fino ai principi vescovi e alle città imperiali come Amburgo. Inoltre, ognuno di essi apparteneva a un circolo imperiale regionale, che si occupava della difesa e delle tasse e che spesso operava come organismo autonomo. Al di sopra di essi si trovava la Dieta imperiale (ovvero il Reichstag, il massimo organo legislativo del Sacro Romano Impero), che prima del 1663 si riuniva in modo irregolare ed era principalmente un forum di discussione, piuttosto che di legislazione.
Sebbene gli imperatori fossero eletti, dal 1440 la carica era ricoperta da un membro della famiglia Asburgo. Gli Asburgo, il più grande proprietario terriero dell’Impero, controllavano territori con oltre otto milioni di sudditi, tra cui l’Arciducato d’Austria, Boemia e Ungheria. Gli imperatori Asburgo governarono anche la Spagna fino al 1556, quando divenne un’entità separata; la Spagna mantenne gli interessi imperiali, tra cui il Ducato di Milano, e mentre i due rami della famiglia spesso cooperavano, i loro obiettivi non sempre coincidevano. L’Impero spagnolo era una superpotenza marittima globale i cui possedimenti comprendevano i Paesi Bassi spagnoli, Milano, il Regno di Napoli, le Filippine e la maggior parte delle Americhe. L’Austria era una potenza terrestre, il cui obiettivo strategico era garantire una posizione preminente in Germania e il confine orientale contro l’Impero Ottomano.
Prima di Augusta, l’unità religiosa compensava la mancanza di una forte autorità centrale; una volta rimossa, presentava opportunità per coloro che cercavano di indebolirla ulteriormente. Tra questi vi erano stati imperiali ambiziosi come la Sassonia luterana e la Baviera cattolica, nonché la Francia, che doveva affrontare le terre asburgiche ai suoi confini a nord, a sud e lungo i Pirenei. Un’ulteriore complicazione era data dal fatto che molti governanti stranieri erano anche principi imperiali, coinvolgendoli nelle dispute interne; Cristiano IV di Danimarca entrò in guerra nel 1625 come Duca di Holstein.
L’Epoca di ferro e sangue
Quindi le origini di questa lunga epoca di “ferro e sangue” vanno ricercate nel vigore assunto dal protestantesimo dopo la Pace di Augusta (1555), nel deciso atteggiamento antiprotestante della Chiesa e dei principi cattolici sotto la spinta della Controriforma, nei conflitti generati negli equilibri europei dalla posizione centrale della Germania e quindi nelle tensioni politiche, religiose e costituzionali all’interno dell’Impero, manifestatesi già con la formazione nel 1608-09 di alleanze contrapposte dal punto di vista religioso.
Gli asburgo governanti in Germania e Spagna cercano di soffocare il protestantesimo, e una dopo l’altra tutte le potenza europee vengono pian piano coinvolte. Il Sacro Romano Impero (retto deagli imperatori austriaci della casa degli Asburgo) in quel tempo costituisce il centro dell’Europa (Germania, Svizzera e Paesi Bassi estendendosi fino a regioni dell’Italia e della Francia)
La pace di Westfalia e la fine della guerra
Nel 1648 i paesi coinvolti nella guerra firmano la pace di Westfalia (una regione nord-orientale della Germania), firmando diversi accordi per risolvere sia la questione religiosa che politica.
In ambito religioso viene ammessa la fede calvinista, oltre a quella protestante, e viene confermata la pace di Augusta, secondo cui ogni principe poteva imporre la propria religione nel territori di suo dominio.
Ai sudditi però fu permesso di professare privatamente la propria religione, un grande passo in avanti verso la tolleranza religiosa.
Sul piano politico venne stabilito che:
- la Francia annetté i territori ad est del Reno;
- le Province Unite ottennero il riconoscimento dell’indipendenza dalla Spagna, mentre nel 1668 fu reso indipendente il Portogallo;
- la Spagna iniziò la lenta decadenza che l’avrebbe portata ad assumere un ruolo marginale in Europa, almeno fino alla riconquista della Catalogna nel 1652;
- la Svezia ottenne i territori tedeschi sul mar Baltico;
- l’Impero germanico fu smembrato in 350 Stati governati da principi con pieni poteri, liberi di stringere alleanze con sovrani stranieri ma mai contro il re. Di conseguenza così decadde l’idea degli Asburgo di creare un impero unito.
Oltre ai cambiamenti politici e religiosi, guerra in trent’anni portò profonde conseguenze negative dal punto di vista economico e sociale. Epidemie, devastazioni, saccheggi e violenze furono portate avanti soprattutto sul territorio tedesco dove ci fu un drastico calo della popolazione.
Riassunto: Fasi chiave
Gli schieramenti della guerra sono principalmente due:
- Impero Asburgico, Spagna, Stato Pontificio
- Boemia, Danimarca, Svezia, Francia, Inghilterra
Concetti chiave
- La Riforma protestante e la guerra tra Carlo V d’Asburgo e i principi protestanti tedeschi
- La Pace di Augusta è un compromesso troppo fragile ed incompleto
- Le difficoltà di applicazione rigida del principio della confessionalizzazione
- La struttura, il destino e il significato stesso dell’Impero e della dignità imperiale in un’Europa segnata dallo sviluppo degli stati moderni
- La rivalità franco-tedesca
La guerra si divide tradizionalmente in quattro fasi:
- Fase boema (1618-25)
- Fase danese (1625-29)
- Fase svedese (1630-35)
- Fase Francese (1635-48)
Fase boema: Scontro tra i boemi ussiti, e Ferdinando di Stiria, erede dell’imperatore e alfiere del cattolicesimo
Defenestrazione di Praga
Sconfitta boema nella battaglia della Montagna Bianca
Fase danese: Scontro tra l’imperatore e Cristiano IV, re di Danimarca, preoccupato delle mire espansionistiche di quest’ultimo
Sconfitta danese
Editto di restituzione
Fase svedese: Scontro tra Gustavo Astolfo, re di Svezia, e l’Imperatore
Vittoria svedese nella battaglia Lutz
La Svezia conquista alcuni territori sul suolo tedesco
Fase francese: Ingresso in guerra della Francia contro l’impero asburgico e il suo alleato: la Spagna
Vittoria francese contro gli spagnoli nella battaglia di Rocroi
La conclusione
La pace di Westfalia data 1648 e pone fine alla guerra dei trent’anni. Ha cinque maggiori conseguenze:
- La Spagna riconosce l’indipendenza delle Provincie Unite
- Spostamento dell’asse imperiale verso sud e verso est
- Europa devastata da trenta anni di guerra
- Situazione di equilibrio tra le varie potenze europee
- Fine delle guerre di religione