Dichiarazione di gratitudine nel terzo millennio
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Introduzione

Nella tranquilla progressione delle nostre vite, mentre il tempo tesse il suo vasto mosaico, il Divino invia costantemente messaggi all’umanità, guidando le anime come la nostra che attraversano gli intricati meccanismi del Terzo Millennio.

Figli di questo presente che diventa rapidamente futuro, abitanti dell’era digitale, abitiamo un mondo ricco di progresso e di potenzialità. Eppure, a volte, ci troviamo alla deriva in un mare di insoddisfazione, ma i nostri antenati illuminano ancora il nostro cammino. Per favore leggete quanto segue e meditate sul PERCHE’ DOBBIAMO tutti RICORDARE giornalmente di essere più grati.

Non dimentichiamo mai che…

1. È stato l’Onnipotente a infondere la vita in noi, a creare la vastità del cosmo e la complessità dell’atomo. Apprezzare le nostre benedizioni significa riconoscere l’amore e la misericordia senza limiti del Creatore. Siamo vivi! Godiamocela nonostante TUTTE le complessità: SIAMO VIVI!

2. Adamo ed Eva furono espulsi dall’Eden non per la scarsità di benedizioni, ma per la brama nel desiderare ciò che non possedevano. Nella nostra ricerca di qualcosa di più, non trascuriamo l’Eden che ci circonda. Perché in ogni momento di soddisfazione si intravede il paradiso. RICORDA che fino a pochi decenni fa soffrivamo fame, freddo e ingiustizie MOLTO più di quanto avviene oggi! Siamo grati.

3. Riflettiamo sulla storia di Salomone che, nonostante la sua immensa ricchezza e saggezza, comprese la natura effimera dei tesori terreni. In quest’epoca, il fascino della tecnologia e dell’abbondanza potrebbe offuscare il confine tra l’effimero e l’eterno. La vera ricchezza, tuttavia, non sta nei vostri beni, ma nella gratitudine con cui li considerate.

4. Le tribolazioni di Giobbe ci ricordano che le difficoltà della vita sono solo prove di fede e di resistenza, che servono a rafforzare il giusto. Concentrarsi su ciò che ci manca o che ci fa soffrire può diminuire la nostra capacità di recupero, e la nostra perseveranza. Diventa così evidente che la nostra prospettiva riesce a modellare la nostra realtà. Spostando lo sguardo dalla perdita e dal dolore alla gratitudine (perchè SEMPRE si hanno cose di grande valore che non si apprezzano degnamente: una tetto? del cibo per sfamarci? Una persona cara?…) e alla crescita personale, non solo ci fa resistere alla “notte buia” e ci conduce “all’alba”, ma ci fa prosperare, trovando un significato più profondo nelle difficoltà che affrontiamo.

5. Riflettiamo sul viaggio estenuante di Mosè e degli israeliti. Nonostante fossero testimoni di meraviglie divine, alcuni rimpiangevano i lussi dell’Egitto rispetto alla prospettiva della Terra Promessa. Allo stesso modo, nella nostra epoca, le illusioni possono distoglierci dal cammino della gratitudine. Radicarsi nella fede e nel discernimento, riconoscendo la natura transitoria dei desideri mondani aiuta a VIVERE BENE!

6. Gesù, con la sua profonda comprensione e visione, ha proclamato: “Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore”. Non legate il vostro cuore alle SABBIE MOBILI dell’insoddisfazione. Fissiamolo alla gratitudine ed esso si allineerà all’amore divino.

7. Il Profeta Muhammad (pace su di lui) ha dichiarato: “Chi non ringrazia le persone, non ringrazia DIO”. Rendiamoci conto che la gratitudine alimenta l’unità; nel custodire le benedizioni, ci si avvicina l’uno all’altro e al Divino.

Conclusioni

Quindi, o Eredi del Tempo, mentre attraversiamo questa grande era, prestiamo attenzione alla saggezza millenaria delle Sacre Scritture. Poiché, mentre il mondo si trasforma, il nucleo dell’anima rimane sempre uguale. Nella gratitudine, si discerne la direzione. Nella soddisfazione, si scopre la serenità. E nel custodire le proprie benedizioni, si prova l’abbraccio senza tempo del nostro Creatore.

Possa questa dichiarazione guidare tutti i cuori che vi si imbattono verso la verità, la tranquillità e lo sconfinato amore del Divino. Amen.

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