|
Ascolta il post in Audio
Getting your Trinity Audio player ready...
|
Tabella dei Contenuti
Intro
Il Salmo 47 è un inno regale che proclama la sovranità universale dell’Unico DIO. Nato in un contesto liturgico, supera tuttavia i confini di Israele e si apre a una visione più ampia: le nazioni, i popoli e perfino i loro principi sono chiamati a riconoscere il Re di tutta la terra.
Il vertice del Salmo non è la vittoria militare, ma il raduno dei nobili delle nazioni come popolo del DIO di Abramo. È una prospettiva che unisce regalità e giustizia, potere e sapienza, autorità e pace.
In questa lettura, il testo non è soltanto memoria cultuale del passato, ma promessa: i saggi e i responsabili delle nazioni si raduneranno per servire l’Unico, fondamento del Vero, del Giusto e della Pace.
Testo
Al direttore, dei figli di Korach, salmo.
Tutti i popoli battete mano, acclamate a DIO con voce di gioia.
Poiché YHWH Altissimo temibile, Re grande su tutta la terra.
Sottomette popoli sotto di noi e nazioni sotto i nostri piedi.
Sceglie per noi la nostra eredità, l’orgoglio di Giacobbe che egli ama. Selah.
Sale DIO con grido, YHWH con suono di shofar.
Cantate a DIO, cantate; cantate al nostro Re, cantate.
Poiché Re di tutta la terra è DIO; cantate con intelligenza.
Regna DIO sulle nazioni; DIO siede sul trono della sua santità.
I nobili dei popoli si radunano, popolo del DIO di Abramo; poiché a DIO appartengono gli scudi della terra, egli è grandemente esaltato.
Traduzione Interlineare
Salmo 47
| Ebraico | Traduzione Letterale | English | Italiano |
|---|---|---|---|
| לַמְנַצֵּחַ לִבְנֵי־קֹרַח מִזְמוֹר | Al direttore, dei figli di Korach, salmo | For the director of music. Of the Sons of Korah. A psalm. | Al maestro del coro. Dei figli di Core. Salmo. |
| כָּל־הָעַמִּים תִּקְעוּ־כָף הָרִיעוּ לֵאלֹהִים בְּקוֹל רִנָּה | Tutti i popoli battete mano, acclamate a Dio con voce di gioia | Clap your hands, all you nations; shout to God with cries of joy. | Popoli tutti, battete le mani; acclamate Dio con grida di gioia. |
| כִּי־יְהוָה עֶלְיוֹן נוֹרָא מֶלֶךְ גָּדוֹל עַל־כָּל־הָאָרֶץ | Poiché YHWH Altissimo temibile, Re grande su tutta la terra | For the LORD Most High is awesome, the great King over all the earth. | Poiché il SIGNORE, l’Altissimo, è terribile, grande Re su tutta la terra. |
| יַדְבֵּר עַמִּים תַּחְתֵּינוּ וּלְאֻמִּים תַּחַת רַגְלֵינוּ | Sottomette popoli sotto di noi e nazioni sotto i nostri piedi | He subdued nations under us, peoples under our feet. | Egli sottomette i popoli sotto di noi, le nazioni sotto i nostri piedi. |
| יִבְחַר־לָנוּ אֶת־נַחֲלָתֵנוּ אֶת־גְּאוֹן יַעֲקֹב אֲשֶׁר אָהֵב סֶלָה | Sceglie per noi la nostra eredità, l’orgoglio di Giacobbe che egli ama. Selah | He chose our inheritance for us, the pride of Jacob, whom he loved. | Egli sceglie per noi la nostra eredità, gloria di Giacobbe che egli ama. |
| עָלָה אֱלֹהִים בִּתְרוּעָה יְהוָה בְּקוֹל שׁוֹפָר | Sale Dio con grido, YHWH con suono di shofar | God has ascended amid shouts of joy, the LORD amid the sounding of trumpets. | Dio sale tra acclamazioni, il SIGNORE al suono di tromba. |
| זַמְּרוּ אֱלֹהִים זַמֵּרוּ זַמְּרוּ לְמַלְכֵּנוּ זַמֵּרוּ | Cantate a Dio, cantate; cantate al nostro Re, cantate | Sing praises to God, sing praises; sing praises to our King, sing praises. | Cantate a Dio, cantate; cantate al nostro Re, cantate. |
| כִּי מֶלֶךְ כָּל־הָאָרֶץ אֱלֹהִים זַמְּרוּ מַשְׂכִּיל | Poiché Re di tutta la terra è Dio; cantate con intelligenza | For God is the King of all the earth; sing to him a psalm of praise. | Poiché Dio è Re di tutta la terra; cantate con sapienza. |
| מָלַךְ אֱלֹהִים עַל־גּוֹיִם אֱלֹהִים יָשַׁב עַל־כִּסֵּא קָדְשׁוֹ | Regna Dio sulle nazioni; Dio siede sul trono della sua santità | God reigns over the nations; God is seated on his holy throne. | Dio regna sulle nazioni; Dio siede sul suo santo trono. |
| נְדִיבֵי עַמִּים נֶאֱסָפוּ עַם אֱלֹהֵי אַבְרָהָם כִּי לֵאלֹהִים מָגִנֵּי אֶרֶץ מְאֹד נַעֲלָה | I nobili dei popoli si radunano, popolo del Dio di Abramo; poiché a Dio appartengono gli scudi della terra, egli è grandemente esaltato | The nobles of the nations assemble as the people of the God of Abraham, for the kings of the earth belong to God; he is greatly exalted. | I principi dei popoli si radunano come popolo del Dio di Abramo; poiché a Dio appartengono gli scudi della terra: egli è sommamente esaltato. |
Commento
Versetto 1
“Al maestro del coro. Dei figli di Core. Salmo.”
L’introduzione colloca il testo in un contesto liturgico. Non è una riflessione privata, ma un canto pubblico. La fede qui è comunitaria, corale. I figli di Core — tradizionalmente legati al servizio nel Tempio — danno voce a un’assemblea che celebra la regalità divina.
Versetto 2
“Popoli tutti, battete le mani; acclamate DIO con grida di gioia.”
Il destinatario non è Israele soltanto, ma “tutti i popoli”. È un invito universale. L’adorazione non è riservata a un’etnia, ma estesa all’umanità. Il gesto del battere le mani è espressione di riconoscimento regale: DIO è proclamato sovrano davanti alle nazioni.
Versetto 3
“Poiché il SIGNORE, l’Altissimo, è terribile, grande Re su tutta la terra.”
Qui si fonda la ragione dell’acclamazione: DIO è “Altissimo” (ʿElyon) e “Re grande”. Non un dio locale, ma sovrano universale. Il termine “terribile” non indica crudeltà, bensì maestà che incute riverenza. La regalità divina è assoluta, non negoziabile.
Versetto 4
“Egli sottomette i popoli sotto di noi, le nazioni sotto i nostri piedi.”
Storicamente può alludere a vittorie d’Israele. Teologicamente esprime la convinzione che la storia non è anarchica: le nazioni non dominano il destino; è DIO che dirige. Tuttavia, questo versetto va letto con equilibrio: non legittima supremazie etniche, ma afferma che la sovranità ultima appartiene a DIO.
Versetto 5
“Egli sceglie per noi la nostra eredità, gloria di Giacobbe che egli ama. Selah.”
L’eredità non è conquista autonoma, ma scelta divina. Il termine “Selah” invita a fermarsi. Qui emerge il tema dell’elezione: Giacobbe è amato. Ma l’elezione non è privilegio statico; è responsabilità. L’amore divino implica vocazione.
Versetto 6
“DIO sale tra acclamazioni, il SIGNORE al suono di tromba.”
L’immagine richiama un’intronizzazione. Il suono dello shofar evoca il Sinai e le feste solenni. DIO è proclamato Re. Alcuni vi vedono un’allusione escatologica: la manifestazione finale della regalità divina davanti alle nazioni.
Versetto 7
“Cantate a DIO, cantate; cantate al nostro Re, cantate.”
La ripetizione è enfatica. Non è entusiasmo superficiale, ma insistenza liturgica. Il canto diventa atto di riconoscimento politico-spirituale: proclamare DIO Re è già un atto di fede contro ogni idolatria del potere umano.
Versetto 8
“Poiché DIO è Re di tutta la terra; cantate con sapienza.”
L’espressione “con sapienza” (maskil) suggerisce che la lode non sia irrazionale. La fede biblica non esclude l’intelligenza. La regalità divina va compresa, meditata, interiorizzata. Qui si intrecciano culto e conoscenza.
Versetto 9
“DIO regna sulle nazioni; DIO siede sul suo santo trono.”
Il verbo è solenne: DIO regna. Non è solo una speranza futura; è una realtà teologica presente. Il trono “santo” indica che il governo divino è fondato su giustizia e rettitudine, non su arbitrio.
Versetto 10
“I principi dei popoli si radunano come popolo del DIO di Abramo; poiché a DIO appartengono gli scudi della terra: egli è sommamente esaltato.”
Questo è il vertice del Salmo.
“I principi” (nedivè ʿammim) sono i nobili, i responsabili, i sapienti delle nazioni. Non sono annientati, ma radunati. Non vengono descritti come sconfitti, ma come convergenti.
Il testo afferma che essi si radunano “come popolo del DIO di Abramo”. Qui si apre una visione universale: il DIO di Abramo non resta circoscritto a una genealogia; diventa punto di convergenza delle nazioni.
Gli “scudi della terra” — simbolo del potere politico e militare — appartengono a DIO. Il potere non è autonomo. È derivato.
La promessa implicita è chiara:
un giorno i principi, i saggi, i responsabili delle nazioni riconosceranno l’Unico DIO, fonte del Vero, del Giusto e della Pace.
Non è una fusione indistinta delle differenze, ma un raduno sotto un’unica sovranità morale.
Conclusioni
Il Salmo 47 non è solo un canto antico. È una dichiarazione teologica sulla storia:
DIO regna.
Le nazioni sono sotto la sua autorità.
I leader del mondo sono destinati a radunarsi sotto il DIO di Abramo.
Se letto in chiave escatologica, l’ultimo versetto diventa una promessa:
la conoscenza, la giustizia e la pace non saranno imposte dalla forza, ma riconosciute nella sovranità dell’Unico.
Condividi:
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail