Tabella dei Contenuti
Introduzione
L’Apocalisse di Adamo è uno scritto apocalittico e rivelatorio tramandato nel Codice V di Nag Hammadi, dove costituisce il quinto e ultimo trattato. Il testo copto conservato deriva da un originale precedente, generalmente ritenuto composto in greco, benché la storia precisa della sua redazione rimanga oggetto di discussione. La composizione viene spesso collocata nei primi secoli dell’era cristiana; una datazione tra il I e il II secolo d.C. è stata proposta nel quadro delle diverse ipotesi formulate dagli studiosi.
L’opera assume la forma di una rivelazione che Adamo comunica a suo figlio Seth. Il racconto prende le mosse da una reinterpretazione della condizione originaria di Adamo ed Eva: prima della loro caduta essi possedevano una conoscenza del Dio eterno e partecipavano a una condizione di gloria, successivamente perduta quando furono sottoposti al potere del dio creatore e delle potenze a lui associate.
A Seth viene quindi trasmessa una conoscenza destinata anche alla sua discendenza. La narrazione assume progressivamente un carattere profetico ed escatologico: vengono annunciati cataclismi, persecuzioni e interventi delle potenze cosmiche, ma anche la manifestazione di un Illuminatore e la sopravvivenza di coloro che appartengono alla stirpe depositaria della conoscenza.
Per questi motivi l’Apocalisse di Adamo viene comunemente studiata nel contesto della letteratura sethiana e gnostica, pur presentando caratteristiche proprie e una complessa relazione con tradizioni giudaiche e apocalittiche più antiche. La sua importanza risiede soprattutto nella radicale rilettura della storia della Genesi: la salvezza non deriva semplicemente dall’obbedienza alle potenze cosmiche, ma dalla riscoperta della conoscenza del Dio trascendente.
Struttura
L’opera può essere suddivisa idealmente in alcune grandi sezioni narrative e rivelatorie:
1. La rivelazione di Adamo a Seth
Adamo, ormai anziano, chiama il figlio Seth e gli comunica una conoscenza destinata a essere custodita dalla sua discendenza.
2. La condizione originaria di Adamo ed Eva
Adamo ricorda una condizione primordiale di gloria e conoscenza, nella quale lui ed Eva erano consapevoli del Dio eterno. Tale conoscenza viene successivamente oscurata.
3. La perdita della conoscenza
L’umanità cade sotto il dominio del dio creatore e delle sue potenze. Adamo descrive questa trasformazione come un passaggio dalla conoscenza alla paura e alla soggezione.
4. La trasmissione della rivelazione a Seth
Seth diviene il depositario della conoscenza ricevuta dal padre e il capostipite di una discendenza alla quale essa sarà trasmessa.
5. Il giudizio mediante le acque
Il testo introduce una rilettura del diluvio, presentandolo nel quadro del conflitto tra le potenze dominatrici e la stirpe che conserva la conoscenza.
6. Il giudizio mediante il fuoco
Un secondo grande intervento distruttivo minaccia la discendenza spirituale, proseguendo il carattere apocalittico della rivelazione.
7. La venuta dell’Illuminatore
Una figura salvifica indicata come Illuminatore appare nel corso della storia e provoca una crisi tra le potenze e i regni del mondo.
8. Le differenti testimonianze sull’origine dell’Illuminatore
Una caratteristica particolarmente significativa del testo è la successione di diverse spiegazioni fornite dai regni riguardo all’origine dell’Illuminatore, alle quali viene contrapposta una conoscenza superiore.
9. La vittoria della conoscenza imperitura
La conclusione riafferma il destino di coloro che conoscono il Dio eterno e custodiscono le parole della verità. La rivelazione affidata da Adamo a Seth viene presentata come una conoscenza nascosta destinata alla sua santa discendenza.
Contesto Storico
L’Apocalisse di Adamo appartiene al complesso ambiente religioso dei primi secoli dell’era cristiana, nel quale tradizioni giudaiche, apocalittiche e gnostiche si intrecciarono in forme differenti. L’opera è generalmente collocata tra il I e il II secolo d.C., sebbene la sua datazione precisa rimanga discussa. Il testo conserva motivi legati alla figura di Seth, alla trasmissione di una conoscenza segreta e alla contrapposizione tra il mondo governato dalle potenze cosmiche e la realtà superiore del DIO trascendente. La versione oggi conservata proviene dalla biblioteca di Nag Hammadi ed è trasmessa in copto sahidico, probabilmente sulla base di un originale greco precedente.
Testo Completo Interlineare
Apocalisse di Adamo — Capitolo I
Nag Hammadi Codex V,5 — 64,1–67,14
Nota editoriale: il manoscritto non presenta una numerazione in capitoli. La presente sezione corrisponde alla prima unità narrativa dell'opera. Le lacune del codice sono indicate con […] e non vengono integrate con ricostruzioni non conservate nel manoscritto.
| Riferimento | Copto sahidico | Traslitterazione | Traduzione italiana |
|---|---|---|---|
| 64,1 | ⲧⲁⲡⲟⲕⲁⲗⲯⲓⲥ ⲛⲁⲇⲁⲙ | tapokalpsis n-Adam | L'Apocalisse di Adamo. |
| 64,2–6 | ⲧⲁⲡⲟⲕⲁⲗⲩⲯⲓⲥ ⲉⲧⲁⲁⲇⲁⲙ ⲧⲁⲙⲉ ⲡⲉϥϣⲏⲣⲉ ⲥⲏⲑ̅ ⲉⲣⲟⲥ ϩⲛ ⲧⲙⲉϩⲯ ⲛⲣⲟⲙⲡⲉ· ⲉϥϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ϫⲉ ⲥⲱⲧⲙ ⲉⲛⲁϣⲁϫⲉ ⲡⲁϣⲏⲣⲉ ⲥⲏⲑ̅ | tapokalypsis eta-Adam tame pef-shēre Sēth eros hn t-meh-psašf n-rompe; ef-jō mmos je: sōtm e-na-shaje, pa-shēre Sēth. | La rivelazione che Adamo insegnò a suo figlio Seth nel settecentesimo anno, dicendo: «Ascolta le mie parole, figlio mio Seth». |
| 64,6–8 | ⲟⲧⲁⲛ ⲛⲧⲁⲣⲉϥⲧⲁⲙⲓⲟⲉⲓ ⲛϭⲓ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲙ ⲡⲕⲁϩ ⲙⲛ ⲉⲩϩⲁ ⲧⲉⲕⲙⲁⲁⲩ | hotan ntaref-tamioei nči p-noute ebol hm p-kah mn Euha tek-maau | Quando Dio mi creò dalla terra insieme con Eva, tua madre, |
| 64,9–12 | ⲛⲉⲓⲙⲟⲟϣⲉ ⲛⲙⲙⲁⲥ ⲡⲉ ϩⲛ ⲟⲩⲉⲟⲟⲩ ⲉⲧⲁⲥⲛⲁⲩ ⲉⲣⲟϥ· ⲉⲃⲟⲗ ϩⲙ ⲡⲓⲉⲱⲛ ⲉⲛⲧⲁⲛϣⲱⲡⲉ ⲉⲃⲟⲗ ⲛϩⲏⲧϥ | nei-mooshe nmmas pe hn ou-eoou etas-nau erof; ebol hm pi-eōn entan-shōpe ebol nhētf. | io camminavo con lei in una gloria che ella aveva contemplato, proveniente dall'Eone dal quale noi eravamo usciti. |
| 64,12–14 | ⲁⲥⲧⲁⲙⲟⲓ ⲉⲩϣⲁϫⲉ ⲛⲧⲉ ⲟⲩⲅⲛⲱⲥⲓⲥ ⲛⲧⲉ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲡⲓϣⲁ ⲉⲛⲉϩ | as-tamoi e-ou-shaje nte ou-gnōsis nte p-noute pi-sha eneh. | Ella mi comunicò una parola di conoscenza riguardante il Dio eterno. |
| 64,14–19 | ⲁⲩⲱ ⲛⲉⲛⲉⲓⲛⲉ ⲡⲉ ⲛⲛⲛⲟϭ ⲛⲁⲅⲅⲉⲗⲟⲥ ⲛϣⲁ ⲉⲛⲉϩ· ⲛⲉⲛϫⲟⲥⲉ ⲅⲁⲣ ⲡⲉ ⲉⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲉⲧⲁϥⲧⲁⲙⲓⲟⲛ ⲙⲛ ⲛⲓϭⲟⲙ ⲉⲧⲛⲙⲙⲁϥ· ⲛⲏ ⲉⲧⲉ ⲛⲉⲛⲥⲟⲟⲩⲛ ⲙⲙⲟⲟⲩ ⲁⲛ | auō nen-eine pe n-n-noč n-aggelos n-sha eneh; nen-jose gar pe e-p-noute etaf-tamion mn ni-čom et-nmmaf, nē ete nen-sooun mmoou an. | E noi eravamo simili ai grandi angeli eterni, poiché eravamo superiori al dio che ci aveva creati e alle potenze che erano con lui, quelle che noi non conoscevamo. |
| 64,20–23 | ⲧⲟⲧⲉ ⲁϥⲧⲱϣ ⲛⲁⲛ ⲛϭⲓ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲡⲁⲣⲝⲱⲛ ⲛⲧⲉ ⲛⲉⲱⲛ ⲙⲛ ⲛⲓϭⲟⲙ ϩⲛ ⲟⲩⲃⲱⲗⲕ· ⲧⲟⲧⲉ ⲁⲛϣⲱⲡⲉ ⲉⲉⲱⲛ ⲥⲛⲁⲩ | tote af-tōsh nan nči p-noute, p-arkhōn nte n-eōn mn ni-čom, hn ou-bōlk; tote an-shōpe e-eōn snau. | Allora il dio, l'arconte degli Eoni e delle potenze, ci separò nell'ira; e allora divenimmo due Eoni. |
| 64,24–28 | ⲁⲩⲱ ⲁϥⲕⲁⲁⲛ ⲛⲥⲱϥ ⲛϭⲓ ⲡⲓⲉⲟⲟⲩ ⲉⲧϩⲙ ⲡⲉⲛϩⲏⲧ ⲁⲛⲟⲕ ⲙⲛ ⲧⲉⲕⲙⲁⲁⲩ ⲉⲩϩⲁ̅ ⲙⲛ ⲧⲅⲛⲱⲥⲓⲥ ⲛϣⲟⲣⲡ ⲉⲧⲉ ⲛⲉⲥⲛⲓϥⲉ ⲛϩⲏⲧⲛ | auō af-kaan nsōf nči pi-eoou et-hm pen-hēt, anok mn tek-maau Euha, mn t-gnōsis n-shorp ete nes-nife nhētn. | E la gloria che era nei nostri cuori abbandonò me e tua madre Eva, insieme con la conoscenza primordiale che respirava dentro di noi. |
| 64,29–65,5 | ⲁⲩⲱ ⲁϥⲡⲱⲧ ⲉⲃⲟⲗ ⲙⲙⲟⲛ ⲁϥⲃⲱⲕ ⲉϩⲟⲩⲛ [.ⲉⲛⲟϭ . ⲛ.ⲙⲛⲉⲛⲟ .. ⲉⲁ. ⲡⲉⲧⲁⲥϣ] ⲱⲡⲉ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲙ ⲡⲉⲓⲁⲓⲱⲛ ⲁⲛ ⲉⲧⲁⲛϣⲱⲡⲉ ⲉⲃⲟⲗ ⲛϩⲏⲧϥ ⲁⲛⲟⲕ ⲙⲛ ⲉⲩϩⲁ ⲧⲉⲕⲙⲁⲁⲩ· ⲁⲗⲗⲁ ⲁⲥⲃⲱⲕ ⲉϩⲟⲩⲛ ⲉⲧⲥⲡⲟⲣⲁ ⲛⲧⲉ ϩⲉⲛⲛⲟϭ ⲛⲛⲉⲱⲛ | auō af-pōt ebol mmon; af-bōk ehoun shōpe ebol hm pei-aiōn an etan-shōpe ebol nhētf, anok mn Euha tek-maau; alla as-bōk ehoun e-t-spora nte hen-noč n-neōn. | E fuggì via da noi e penetrò [… lacuna nel manoscritto …]. Non proveniva da questo Eone dal quale eravamo usciti io ed Eva, tua madre; ma essa entrò nella stirpe dei grandi Eoni. |
| 65,6–9 | ⲉⲧⲃⲉ ⲡⲁⲓ ϩⲱ ⲁⲛⲟⲕ ⲁⲉⲓⲙⲟⲩⲧⲉ ⲉⲣⲟⲕ ⲙⲡⲣⲁⲛ ⲙⲡⲣⲱⲙⲉ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ ⲉⲧⲉ ⲧⲥⲡⲟⲣⲁ ⲧⲉ ⲛⲧⲛⲟϭ ⲛⲅⲉⲛⲉⲁ ⲏ ⲉⲃⲟⲗ ⲛϩⲏⲧϥ | etbe pai hō anok aei-moute erok m-p-ran m-p-rōme etm-mau, ete t-spora te n-t-noč n-genea, ē ebol nhētf. | Per questa ragione io stesso ti ho chiamato con il nome di quell'uomo, che è la stirpe della grande generazione, o dal quale essa procede. |
| 65,9–14 | ⲙⲛⲛⲥⲁ ⲛⲓϩⲟⲟⲩ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ ⲁⲥⲟⲩⲉ ⲉⲃⲟⲗ ⲙⲙⲟⲓ ⲁⲛⲟⲕ ⲙⲛ ⲧⲉⲕⲙⲁⲁⲩ ⲉⲩϩⲁ ⲛϭⲓ ⲧⲅⲛⲱⲥⲓⲥ ⲛϣⲁ ⲉⲛⲉϩ ⲛⲧⲉ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲛⲧⲉ ⲧⲙⲉ | mn-nsa ni-hoou etm-mau as-oue ebol mmoi, anok mn tek-maau Euha, nči t-gnōsis n-sha eneh nte p-noute nte t-me. | Dopo quei giorni, la conoscenza eterna del Dio della verità si allontanò da me e da tua madre Eva. |
| 65,14–16 | ϫⲓⲛ ⲡⲟⲩⲟⲉⲓϣ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ ⲁⲛϫⲓ ⲥⲃⲱ ⲉϩⲉⲛϩⲃⲏⲩⲉ ⲉⲩⲙⲟⲟⲩⲧ ϩⲱⲥ ϩⲉⲛⲣⲱⲙⲉ | jin p-ouoeish etm-mau an-ji sbō e-hen-hbēue eu-moout, hōs hen-rōme. | Da quel momento imparammo le opere morte, come gli uomini. |
| 65,17–21 | ⲧⲟⲧⲉ ⲁⲛⲥⲟⲩⲱⲛ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲉⲧⲁϥⲧⲁⲙⲓⲟⲛ· ⲛⲛⲉⲛⲟ ⲅⲁⲣ ⲁⲛ ⲡⲉ ⲛϣⲙⲙⲟ ⲛⲛⲉϥϭⲟⲙ· ⲁⲩⲱ ⲁⲛϣⲙϣⲉ ⲙⲙⲟϥ ϩⲛ ⲟⲩϩⲟⲧⲉ ⲙⲛ ⲟⲩⲙⲛⲧϩⲙϩⲁⲗ | tote an-souōn p-noute etaf-tamion; nneno gar an pe n-shmmo n-nef-čom; auō an-shmshe mmof hn ou-hote mn ou-mnt-hmhal. | Allora conoscemmo il dio che ci aveva creati, poiché non eravamo estranei alle sue potenze; e lo servimmo nel timore e nella schiavitù. |
| 65,22–25 | ⲙⲛⲛⲥⲁ ⲛⲁⲓ ⲇⲉ ⲁⲛϣⲱⲡⲉ ⲉⲛⲉ ⲛⲛⲉⲃⲏ ϩⲙ ⲡⲉⲛϩⲏⲧ· ⲁⲛⲟⲕ ⲇⲉ ⲛⲉⲓⲛⲕⲟⲧ ϩⲙ ⲡⲙⲉⲉⲩⲉ ⲛⲧⲉ ⲡⲁϩⲏⲧ | mn-nsa nai de an-shōpe ene n-nebē hm pen-hēt; anok de nei-nkot hm p-meeue nte pa-hēt. | Dopo queste cose diventammo ottenebrati nei nostri cuori. Quanto a me, dormivo nel pensiero del mio cuore. |
| 65,26–66,1 | ⲛⲉⲓⲛⲁⲩ ⲅⲁⲣ ⲡⲉ ⲉϣⲟⲙⲉⲧ ⲛⲣⲱⲙⲉ ⲙⲡⲁⲙⲧⲟ ⲉⲃⲟⲗ· ⲛⲏ ⲉⲧⲉ ⲙⲡⲓϭⲙϭⲟⲙ ⲉⲥⲟⲩⲱⲛ ⲡⲉⲩⲉⲓⲛⲉ· ⲉⲡⲓⲇⲏ ⲛⲉϩⲉⲛⲉⲃⲟⲗ ⲁⲛ ⲛⲉ ϩⲛ ⲛⲓϭⲟⲙ ⲛⲧⲉ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲉⲧⲁϥⲧⲁⲙⲓⲟ ⲙⲙⲟⲛ· ⲛⲉⲩⲟⲩⲟⲧⲃ ⲉ [.ⲉⲟⲟⲩ· ⲁⲩⲱ [.ⲛⲣⲱⲙⲉ ⲉ [ⲉⲩϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ⲛⲁⲓ ϫⲉ | nei-nau gar pe e-shomet n-rōme m-pa-mto ebol, nē ete mpi-čmčom e-souōn peu-eine; epidē ne-hen-ebol an ne hn ni-čom nte p-noute etaf-tamio mmon; neu-ouotb e eu-jō mmos nai je: | Poiché vidi davanti a me tre uomini il cui aspetto non fui capace di riconoscere, perché essi non provenivano dalle potenze del dio che ci aveva creati. Essi erano superiori [… parte del testo è perduta …], e mi dicevano: |
| 66,1–8 | ⲧⲱⲟⲩⲛⲅ ⲙⲙⲁⲩ ⲁⲇⲁⲙ̅ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲙ ⲡⲓⲛⲕⲟⲧ ⲛⲧⲉ ⲡⲙⲟⲩ· ⲁⲩⲱ ⲥⲱⲧⲙ ⲉⲧⲃⲉ ⲡⲓⲉⲱⲛ ⲙⲛ ⲧⲥⲡⲟⲣⲁ ⲙⲡⲓⲣⲱⲙⲉ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ· ⲡⲏ ⲉⲧⲁⲡⲓⲱⲛϩ ⲡⲱϩ ϣⲁⲣⲟϥ· ⲡⲏ ⲉⲧⲁϥⲉⲓ ⲉⲃⲟⲗ ⲛϩⲏⲧⲕ· ⲁⲩⲱ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲉⲩϩⲁ̅ ⲧⲉⲕⲥⲩⲛⲍⲩⲅⲟⲥ | tōoung mmau, Adam, ebol hm pi-nkot nte p-mou; auō sōtm etbe pi-eōn mn t-spora m-pi-rōme etm-mau, pē eta-pi-ōnh pōh sharof, pē etaf-ei ebol nhētk, auō ebol hn Euha tek-synzygos. | «Alzati, Adamo, dal sonno della morte, e ascolta riguardo all'Eone e alla stirpe di quell'uomo al quale è giunta la vita, colui che è uscito da te e da Eva, tua compagna». |
| 66,9–14 | ⲧⲟⲧⲉ ⲛⲧⲉⲣⲓⲥⲱⲧⲙ ⲉⲛⲉⲓϣⲁϫⲉ ⲛⲧⲟⲟⲧⲟⲩ ⲛⲛⲓⲛⲟϭ ⲛⲣⲱⲙⲉ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ· ⲛⲏ ⲉⲧⲉ ⲛⲉⲩⲁϩⲉⲣⲁⲧⲟⲩ ⲛⲛⲁϩⲣⲁⲓ· ⲧⲟⲧⲉ ⲁⲛϥⲓ ⲁϩⲟⲙ ⲁⲛⲟⲕ ⲙⲛ ⲉⲩϩⲁ̅ ϩⲣⲁⲓ ϩⲙ ⲡⲉⲛϩⲏⲧ | tote nteri-sōtm e-nei-shaje ntootou n-ni-noč n-rōme etm-mau, nē ete neu-aheratou n-nahrai; tote an-fi ahom, anok mn Euha, hrai hm pen-hēt. | Quando ebbi udito queste parole dai grandi uomini che stavano davanti a me, io ed Eva sospirammo nel profondo dei nostri cuori. |
| 66,14–23 | ⲁⲩⲱ ⲁⲡϫⲟⲉⲓⲥ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲉⲧⲁϥⲧⲁⲙⲓⲟⲛ ⲁϥⲁϩⲉⲣⲁⲧϥ ⲙⲡⲉⲛⲙⲧⲟ ⲉⲃⲟⲗ· ⲡⲉϫⲁϥ ⲛⲁⲛ ϫⲉ· ⲁⲇⲁⲙ̅ ⲉⲧⲃⲉ ⲟⲩ ⲛⲉⲧⲉⲧⲛϥⲓ ⲁϩⲟⲙ ϩⲙ ⲡⲉⲧⲛϩⲏⲧ· ϩⲓⲉ ⲛⲧⲉⲧⲛⲥⲟⲟⲩⲛ ⲁⲛ ϫⲉ ⲁⲛⲟⲕ ⲡⲉ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲉⲧⲁϥⲧⲁⲙⲓⲉ ⲧⲏⲩⲧⲛ· ⲁⲩⲱ ⲁⲓⲛⲓϥⲉ ⲉϩⲟⲩⲛ ⲉⲣⲱⲧⲛ ⲛⲟⲩⲡⲛⲁ̅ ⲛⲧⲉ ⲡⲱⲛϩ ⲉϩⲣⲁⲓ ⲉⲩⲯⲩⲝⲏ ⲉⲥⲟⲛϩ | auō a-p-joeis, p-noute etaf-tamion, af-aheratf m-pen-mto ebol; pejaf nan je: Adam, etbe ou netetn-fi ahom hm petn-hēt? hie ntetn-sooun an je anok pe p-noute etaf-tamie tēutn; auō ai-nife ehoun erōtn n-ou-pna nte p-ōnh ehrai e-ou-psychē es-onh? | E il Signore, il dio che ci aveva creati, si presentò davanti a noi e ci disse: «Adamo, perché sospirate nei vostri cuori? Non sapete forse che sono io il dio che vi ha creati e che ho soffiato in voi uno spirito di vita, in un'anima vivente?» |
| 66,24–25 | ⲧⲟⲧⲉ ⲁⲩⲕⲁⲕⲉ ϣⲱⲡⲉ ϩⲓϫⲛ ⲛⲉⲛⲃⲁⲗ | tote au-kake shōpe hijn nen-bal. | Allora una tenebra venne sopra i nostri occhi. |
| 66,25–67,2 | ⲧⲟⲧⲉ ⲁⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲉⲧⲁϥⲧⲁⲙⲓⲟⲛ ⲁϥⲧⲁⲙⲓⲟ ⲛⲛⲟⲩϣⲏⲣⲉ ⲉⲃⲟⲗ ⲛϩⲏⲧϥ ⲙⲛ ⲉⲩϩⲁ ⲧⲉⲕⲙⲁⲁⲩ ⲉⲡⲉ. ⲃⲁ [.ⲕⲥ ⲁⲛ. [.ⲉⲕⲉ.. [.ⲗ ϩⲙ ⲡⲉ ⲧ[.ϩⲙ ⲡⲙⲉⲉⲩⲉ ⲛⲧⲉ ⲡⲁϣ.ⲓ | tote a-p-noute etaf-tamion af-tamio n-nou-shēre ebol nhētf mn Euha tek-maau hm p-meeue nte […]. | Allora il dio che ci aveva creati generò un figlio da se stesso e da Eva, tua madre [… lacuna estesa …] nel pensiero […]. |
| 67,3–4 | ⲁⲓⲥⲟⲩⲱⲛ ⲟⲩⲉⲡⲓⲑⲩⲙⲓⲁ ⲉⲥϩⲟⲗϭ ⲛⲧⲉ ⲧⲉⲕⲙⲁⲁⲩ | ai-souōn ou-epithymia es-holč nte tek-maau. | Conobbi un desiderio piacevole per tua madre. |
| 67,5–9 | ⲧⲟⲧⲉ ⲁⲥⲧⲁⲕⲟ ⲉⲃⲟⲗ ⲛϩⲏⲧⲛ ⲛϭⲓ ⲧⲁⲕⲙⲏ ⲛⲧⲉ ⲡⲉⲛⲥⲟⲟⲩⲛ ⲛϣⲁ ⲉⲛⲉϩ· ⲁⲩⲱ ⲁⲥⲣⲇⲓⲱⲕⲉ ⲛⲥⲱⲛ ⲛϭⲓ ⲟⲩⲙⲛⲧϭⲱⲃ | tote as-tako ebol nhētn nči t-akmē nte pen-sooun n-sha eneh; auō as-r-diōke nsōn nči ou-mnt-čōb. | Allora la potenza della nostra conoscenza eterna venne distrutta dentro di noi, e la debolezza ci inseguì. |
| 67,10–14 | ⲉⲧⲃⲉ ⲡⲁⲓ ⲁⲩⲣ ⲕⲟⲩⲉⲓ ⲛϭⲓ ⲛⲉϩⲟⲟⲩ ⲛⲧⲉ ⲡⲉⲛⲱⲛϩ· ⲁⲓⲉⲓⲙⲉ ⲅⲁⲣ ϫⲉ ⲁⲓϣⲱⲡⲉ ϩⲁ ⲧⲉⲭⲟⲩⲥⲓⲁ ⲛⲧⲉ ⲡⲙⲟⲩ | etbe pai au-r kouei nči ne-hoou nte pen-ōnh; ai-eime gar je ai-shōpe ha t-exousia nte p-mou. | Per questo motivo i giorni della nostra vita divennero pochi; poiché compresi di essere caduto sotto l'autorità della morte. |
Apocalisse di Adamo — Sezione II
Codice di Nag Hammadi V,5 — 67,14–73,12
Noè (Deucalione), il Diluvio e l’Altra Generazione
Nota editoriale: questa sezione prosegue direttamente il racconto precedente. Adamo rivela ora a Seth gli eventi che i tre uomini celesti gli avevano manifestato. Il passo contiene diverse lacune materiali, soprattutto nei margini inferiori del manoscritto. Esse sono indicate con […] e non vengono integrate silenziosamente con ricostruzioni congetturali.
| Riferimento | Copto sahidico | Traslitterazione | Traduzione italiana |
|---|---|---|---|
| 67,14–27 | ⲛⲧⲉ ⲡⲙⲟⲩ· ⲧⲛⲟⲩ ϭⲉ ⲡⲁϣⲏⲣⲉ ⲥⲏⲑ̅ ⲧⲛⲁϭⲱⲗⲡ ⲛⲁⲕ ⲉⲃⲟⲗ ⲛⲛⲁⲓ ⲉⲧⲁⲩϭⲟⲗⲡⲟⲩ ⲛⲁⲓ ⲉⲃⲟⲗ· ϫⲉ ⲛⲓⲣⲱⲙⲉ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ ⲛⲏ ⲉⲧⲁⲓⲛⲁⲩ ⲉⲣⲟⲟⲩ ⲛϣⲟⲣⲡ ⲙⲡⲁⲙⲧⲟ ⲉⲃⲟⲗ· ϫⲉ ⲙⲙⲛⲛⲥⲁ ⲧⲣⲁϫⲱⲕ ⲉⲃⲟⲗ ⲛⲛⲓⲟⲩⲟⲉⲓϣ ⲛⲧⲉ ⲧⲉⲓⲅⲉⲛⲉⲁ· ⲁⲩⲱ ⲛⲥⲉⲙⲟⲩⲛⲅ ⲛϭⲓ ⲛⲓⲣⲟⲙⲡⲉ ⲛⲧⲉ ⲧⲅⲉⲛⲉⲁ· ⲧⲟⲧⲉ | nte p-mou. Tnou če, pa-shēre Sēth, tna-čōlp nak ebol n-nai etau-čolpou nai ebol, je ni-rōme etm-mau, nē etai-nau eroou n-shorp m-pa-mto ebol; je mn-nsa tra-jōk ebol n-ni-ouoeish nte tei-genea, auō nse-moung nči ni-rompe nte t-genea, tote… | Ora dunque, figlio mio Seth, ti rivelerò le cose che mi furono rivelate da quegli uomini che vidi per primi davanti a me. Dopo che avrò portato a compimento i tempi di questa generazione e gli anni appartenenti alla generazione avranno raggiunto il loro compimento, allora […] |
| 67,28–69,1 |
[… testo perduto alla fine della pagina 67 …]
[… inizio della pagina 69 mancante …] |
[… un’ampia porzione della profezia non è conservata …] | |
| 69,2–18 | ⲥⲉⲛⲁⲟⲩⲟⲧⲛⲟⲩ ⲉⲃⲟⲗ ⲅⲁⲣ ⲛϭⲓ ϩⲉⲛⲙⲟⲩⲓⲉⲩⲉ ⲛϩⲱⲟⲩ ⲛⲧⲉ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲡⲡⲁⲛⲧⲟⲕⲣⲁⲧⲱⲣ· ϫⲉ ⲉϥⲉⲧⲁⲕⲟ ⲛⲥⲁⲣⲁⲭ ⲛⲓⲙ ⲛⲧⲉ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲡⲡⲁⲛⲧⲟⲕⲣⲁⲧⲱⲣ· ϫⲉ ⲉϥⲉⲧⲁⲕⲉ ⲥⲁⲣⲁⲭ ⲛⲓⲙ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲙ ⲡⲕⲁϩ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲓⲧⲛ ⲛⲏ ⲉⲧⲉⲥⲕⲱⲧⲉ ⲛⲥⲱⲟⲩ· ϩⲓ ⲛⲓⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲧⲥⲡⲟⲣⲁ ⲛⲧⲉ ⲛⲓⲣⲱⲙⲉ· ⲛⲏ ⲉⲧⲁϥⲟⲩⲱⲧⲃ ⲉϩⲣⲁⲓ ⲉⲣⲟⲟⲩ ⲛϭⲓ ⲡⲓⲱⲛϩ ⲛⲧⲉ ⲧⲅⲛⲱⲥⲓⲥ ⲡⲁⲉⲓ ⲉⲧⲁϥⲉⲓ ⲉⲃⲟⲗ ⲛϩⲏⲧ ⲙⲛ ⲉⲩϩⲁ ⲧⲉⲕⲙⲁⲁⲩ· ⲛⲉⲩⲉ ⲅⲁⲣ ⲛϣⲙⲙⲟ ⲙⲙⲟϥ ⲡⲉ | sena-ouotnou ebol gar nči hen-mouieue n-hōou nte p-noute p-pantokratōr, je efe-tako n-sarax nim nte p-noute p-pantokratōr; je efe-take sarax nim ebol hm p-kah ebol hitn nē ete-s-kōte nsōou, hi ni-ebol hn t-spora nte ni-rōme, nē etaf-ouōtb ehrai eroou nči pi-ōnh nte t-gnōsis, paei etaf-ei ebol nhēt mn Euha tek-maau; neue gar n-shmmo mmof pe. | Poiché saranno riversati torrenti di pioggia appartenenti a DIO Onnipotente, affinché ogni carne sia distrutta. DIO Onnipotente distruggerà ogni carne dalla terra a causa delle cose che essa insegue, insieme a coloro che appartengono alla stirpe degli uomini sui quali ha prevalso la vita della conoscenza — quella conoscenza che uscì da me e da Eva, tua madre — poiché essi gli erano estranei. |
| 69,19–70,6 | ⲙⲛⲛⲥⲁ ⲛⲁⲓ ⲥⲉⲛⲛⲏⲟⲩ ⲛϭⲓ ϩⲉⲛⲛⲟϭ ⲛⲁⲅⲅⲉⲗⲟⲥ ϩⲛ ϩⲉⲛⲕⲗⲟⲟⲗⲉ ⲉⲩϫⲟⲥⲉ· ⲉⲩⲛⲁϫⲓ ⲛⲛⲓⲣⲱⲙⲉ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ ⲉϩⲟⲩⲛ ⲉⲡⲧⲟⲡⲟⲥ ⲉⲧⲉϥϣⲟⲟⲡ ⲛϩⲏⲧϥ ⲛϭⲓ ⲡⲉⲡⲛⲁ ⲛⲧⲉ ⲡⲱⲛϩ [… several lines missing …] ⲧⲉ […] ϣⲱⲡⲉ ϫⲓⲛ ⲧⲡⲉ ϣⲁ ⲡⲕⲁϩ· ⲧⲟⲧⲉ ϥⲛⲁϣⲱϫⲡ ⲛϭⲓ ⲡⲓⲙⲏⲏϣⲉ ⲧⲏⲣϥ ⲛⲧⲉ ⲧⲥⲁⲣⲁⲭ ϩⲓ ⲛⲓⲙⲟⲟⲩ | mn-nsa nai sen-nēou nči hen-noč n-aggelos hn hen-kloole eu-jose; eu-na-ji n-ni-rōme etm-mau ehoun e-p-topos etef-shoop nhētf nči pe-pna nte p-ōnh … shōpe jin t-pe sha p-kah; tote fna-shōjp nči pi-mēēshe tērf nte t-sarax hi ni-moou. | Dopo queste cose, grandi angeli verranno su nubi elevate. Essi prenderanno quegli uomini e li condurranno nel luogo dove dimora lo Spirito della Vita. [… diverse righe sono perdute …] Qualcosa avverrà dal cielo fino alla terra, e allora tutta la moltitudine della carne rimarrà sulle acque. |
| 70,7–16 | ⲧⲟⲧⲉ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲛⲁⲙⲧⲟⲛ ⲙⲙⲟϥ ⲉⲃⲟⲗ ⲙⲡⲉϥϭⲱⲛⲧ· ⲁⲩⲱ ϥⲛⲉⲛⲟⲩϫⲉ ⲛⲧⲉϥϭⲟⲙ ⲉϫⲛ ⲛⲓⲙⲟⲟⲩ· ⲁⲩⲱ ϥⲛⲁⲧ ϭⲟⲙ ⲛⲛⲉϥϣⲏⲣⲉ ⲙⲛ ⲛⲉⲩϩⲓⲟⲙⲉ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲧⲕⲓⲃⲱⲧⲟⲥ· ⲙⲛ ⲛⲓⲧⲃⲛⲟⲟⲩⲉ ⲉⲧⲁϥⲧ ⲙⲉⲧⲉ ⲉϫⲱⲟⲩ· ⲙⲛ ⲛϩⲁⲗⲁⲧⲉ ⲛⲧⲉ ⲧⲡⲉ ⲉⲧⲁϥⲙⲟⲩⲧⲉ ⲉⲣⲟⲟⲩ· ⲁϥⲕⲁⲁⲩ ϩⲓϫⲙ ⲡⲕⲁϩ | tote p-noute na-mton mmof ebol m-pef-čōnt; auō fne-nouje n-tef-čom ejn ni-moou; auō fna-ti čom n-nef-shēre mn neu-hiome ebol hn t-kibōtos, mn ni-tbnooue etaf-ti mete ejōou, mn n-halate nte t-pe etaf-moute eroou; af-kaau hijm p-kah. | Allora DIO si acquieterà dalla sua ira e getterà la sua potenza sulle acque. Egli darà forza ai suoi figli e alle loro mogli nell’arca, insieme agli animali sui quali aveva dato istruzioni e agli uccelli del cielo che aveva chiamato. Egli li aveva posti sulla terra. |
| 70,17–71,8 | ⲁⲩⲱ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲛⲁϫⲟⲟⲥ ⲛⲛⲱϩⲉ· ⲡⲏ ⲉⲧⲉ ⲛⲓⲅⲉⲛⲉⲁ ⲛⲁⲙⲟⲩⲧⲉ ⲉⲣⲟϥ ϫⲉ ⲇⲉⲩⲕⲁⲗⲓⲱⲛ̅· ϫⲉ ⲉⲓⲥ ϩⲏⲏⲧⲉ ⲁⲓⲁⲣⲉϩ ⲉⲣⲟⲕ ϩⲛ ⲧⲕⲓⲃⲱⲧⲟⲥ ⲙⲛ ⲧⲉⲕⲥϩⲓⲙⲉ ⲙⲛ ⲛⲉⲕϣⲏⲣⲉ ⲙⲛ ⲛⲉⲩϩⲓⲟⲙⲉ· ⲙⲛ ⲛⲉⲩⲧⲃⲛⲟⲟⲩⲉ ⲙⲛ ⲛϩⲁⲗⲁⲧⲉ ⲛⲧⲉ ⲧⲡⲉ ⲛⲏ ⲉⲧⲁⲕⲙⲟⲩⲧⲉ ⲉⲣⲟⲟⲩ· ⲁⲕⲕⲁⲁⲩ ϩⲓϫⲙ ⲡⲕⲁϩ [… bottom of page 70 missing …] ⲉⲧⲃⲉ ⲡⲁⲓ ⲧⲛⲁⲧ ⲙⲡⲕⲁϩ ⲛⲁⲕ ⲛⲧⲟⲕ ⲙⲛ ⲛⲉⲕϣⲏⲣⲉ ϩⲛ ⲟⲩⲙⲛⲧⲣⲣⲟ· ⲕⲛⲁⲣ ⲣⲣⲟ ⲉϫⲱϥ ⲛⲧⲟⲕ ⲙⲛ ⲛⲉⲕϣⲏⲣⲉ· ⲁⲩⲱ ⲙⲙⲛ ⲥⲡⲟⲣⲁ ⲛⲛⲏⲩ ⲉⲃⲟⲗ ⲛϩⲏⲧⲕ ⲛⲧⲉ ⲛⲓⲣⲱⲙⲉ ⲉⲧⲉ ⲛⲥⲉⲛⲁⲁϩⲉⲣⲁⲧⲟⲩ ⲁⲛ ⲙⲡⲁⲙⲧⲟ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲕⲉⲉⲟⲟⲩ | auō p-noute na-joos n-Nōhe, pē ete ni-genea na-moute erof je Deukaliōn: je eis hēēte ai-areh erok hn t-kibōtos mn tek-shime mn nek-shēre mn neu-hiome, mn neu-tbnooue mn n-halate nte t-pe nē etak-moute eroou; ak-kaau hijm p-kah etbe pai tna-ti m-p-kah nak, ntok mn nek-shēre, hn ou-mnt-rro; kna-r rro ejōf ntok mn nek-shēre; auō mmn spora n-nēou ebol nhētk nte ni-rōme ete nse-na-aheratou an m-pa-mto ebol hn ke-eoou. | E DIO dirà a Noè, che le generazioni chiameranno Deucalione: «Ecco, ti ho custodito nell’arca insieme a tua moglie, ai tuoi figli e alle loro mogli, ai loro animali e agli uccelli del cielo che hai chiamato e posto sulla terra. […] Perciò darò la terra a te e ai tuoi figli come regno. Tu e i tuoi figli regnerete su di essa. E da te non uscirà alcuna stirpe di uomini che possa stare davanti a me in un’altra gloria». |
| 71,9–20 | ⲧⲟⲧⲉ ⲥⲉⲛⲁϣⲱⲡⲉ ⲛⲑⲉ ⲛⲧⲕⲗⲟⲟⲗⲉ ⲛⲧⲉ ⲡⲓⲛⲟϭ ⲛⲟⲩⲟⲉⲓⲛ· ⲥⲉⲛⲛⲏⲩ ⲛϭⲓ ⲛⲣⲱⲙⲉ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ· ⲛⲏ ⲉⲧⲁⲩⲛⲟϫⲟⲩ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲧⲅⲛⲱⲥⲓⲥ ⲛⲧⲉ ⲛⲓⲛⲟϭ ⲛⲛⲉⲱⲛ ⲙⲛ ⲛⲓⲁⲅⲅⲉⲗⲟⲥ· ⲥⲉⲛⲁⲁϩⲉⲣⲁⲧⲟⲩ ⲙⲡⲉⲙⲧⲟ ⲛⲛⲱϩⲉ ⲙⲛ ⲛⲓⲉⲱⲛ· ⲁⲩⲱ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲛⲁϫⲟⲟⲥ ⲛⲛⲱϩⲉ ϫⲉ ⲉⲧⲃⲉ ⲟⲩ ⲁⲕⲣ ⲥⲁⲃⲟⲗ ⲛⲡⲉⲛⲧⲁⲓϫⲟⲟϥ ⲛⲁⲕ· ⲁⲕⲧⲁⲙⲓⲟ ⲛⲅⲉⲛⲉⲁ ϫⲉ ⲉⲕⲉⲧ ⲥⲱϣ ⲛⲧⲁϭⲟⲙ | tote sena-shōpe n-the n-t-kloole nte pi-noč n-ouoein; sen-nēou nči n-rōme etm-mau, nē etau-nojou ebol hn t-gnōsis nte ni-noč n-neōn mn ni-aggelos; sena-aheratou m-pemto n-Nōhe mn ni-eōn; auō p-noute na-joos n-Nōhe je etbe ou ak-r sabol n-pentai-joof nak? ak-tamio n-genea je eke-ti sōsh n-ta-čom? | Allora essi diverranno come una nube della Grande Luce. Verranno quegli uomini che furono generati dalla conoscenza dei grandi Eoni e degli angeli, e staranno davanti a Noè e agli Eoni. E DIO dirà a Noè: «Perché ti sei allontanato da ciò che ti avevo comandato? Hai forse creato un’altra generazione per disprezzare la mia potenza?» |
| 71,21–72,15 | ⲧⲟⲧⲉ ϥⲛⲁϫⲟⲟⲥ ⲛϭⲓ ⲛⲱϩⲉ ϫⲉ ⲧⲛⲁⲣ ⲙⲛⲧⲣⲉ ⲙⲡⲉⲙⲧⲟ ⲙⲡⲉⲕϫⲛⲁϩ· ϫⲉ ⲛⲧⲁⲧⲅⲉⲛⲉⲁ ⲛⲧⲉ ⲛⲓⲣⲱⲙⲉ ϣⲱⲡⲉ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲓⲧⲟⲟⲧ ⲁⲛ· ⲟⲩⲧⲉ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲓⲧⲛ ⲛⲁϣⲏⲣⲉ ⲁⲛ [… bottom of page 71 missing …] […] ⲧⲅⲛⲱⲥⲓⲥ· ⲁⲩⲱ ϥⲛⲁ […] ⲛⲛⲣⲱⲙⲉ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ ⲛϥⲛⲧⲟⲩ ⲉϩⲟⲩⲛ ⲉⲡⲉⲩⲕⲁϩ ⲉⲧⲙⲡϣⲁ ⲛϥⲕⲱⲧ ⲛⲁⲩ ⲛⲛⲟⲩⲙⲁ ⲛϣⲱⲡⲉ ⲉϥⲟⲩⲁⲁⲃ· ⲁⲩⲱ ⲥⲉⲛⲁⲙⲟⲩⲧⲉ ⲉⲣⲟⲟⲩ ϩⲙ ⲡⲓⲣⲁⲛ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ· ⲛⲥⲉϣⲱⲡⲉ ⲙⲙⲁⲩ ⲛⲥⲟⲟⲩ ⲛϣⲉ ⲛⲣⲟⲙⲡⲉ ϩⲛ ⲟⲩⲥⲟⲟⲩⲛ ⲛⲧⲉ ⲧⲁϥⲑⲁⲣⲥⲓⲁ· ⲁⲩⲱ ⲥⲉⲛⲁϣⲱⲡⲉ ⲛⲙⲙⲁⲩ ⲛϭⲓ ϩⲉⲛⲁⲅⲅⲉⲗⲟⲥ ⲛⲧⲉ ⲡⲓⲛⲟϭ ⲛⲟⲩⲟⲉⲓⲛ· ⲛⲛⲉⲗⲁⲁⲩ ⲛϩⲱⲃ ⲛⲃⲟⲧⲉ ϣⲱⲡⲉ ϩⲙ ⲡⲉⲩϩⲏⲧ· ⲉⲃⲟⲗ ⲉⲧⲅⲛⲱⲥⲓⲥ ⲟⲩⲁⲁⲥ ⲛⲧⲉ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ | tote fna-joos nči Nōhe je: tna-r mntre m-pemto m-pek-jnah, je nta-t-genea nte ni-rōme shōpe ebol hitooot an, oute ebol hitn na-shēre an. … t-gnōsis, auō fna … n-n-rōme etm-mau, nf-ntou ehoun e-peu-kah et-mpsha, nf-kōt nau n-nou-ma n-shōpe ef-ouaab; auō sena-moute eroou hm pi-ran etm-mau; nse-shōpe mmau n-soou n-she n-rompe hn ou-sooun nte t-aftharsia; auō sena-shōpe nmmau nči hen-aggelos nte pi-noč n-ouoein; nne-laau n-hōb n-bote shōpe hm peu-hēt; ebol e-t-gnōsis ouaas nte p-noute. | Allora Noè dirà: «Renderò testimonianza davanti alla potenza del tuo braccio che la generazione di questi uomini non è sorta per mezzo mio né per mezzo dei miei figli». [… una parte della dichiarazione di Noè e della transizione seguente è perduta …] […] conoscenza. Ed egli […] quegli uomini e li condurrà nella terra che è degna di loro. Costruirà per loro una dimora santa. Essi saranno chiamati con quel nome e vi rimarranno per seicento anni nella conoscenza dell’incorruttibilità. Angeli della Grande Luce dimoreranno con loro. Nessuna cosa impura sorgerà nei loro cuori, ma soltanto la conoscenza di DIO. |
| 72,15–27 | ⲧⲟⲧⲉ ⲛⲱϩⲉ ⲛⲁⲡⲉϣ ⲡⲕⲁϩ ⲧⲏⲣϥ ⲉϩⲣⲁⲩ ⲛⲛⲉϥϣⲏⲣⲉ· ⲝⲁⲙ̅ ⲙⲛ ⲓⲁϥⲉⲑ̅ ⲙⲛ ⲥⲏⲙ̅· ϥⲛⲁϫⲟⲟⲥ ⲛⲁⲩ ϫⲉ· ⲛⲁϣⲏⲣⲉ ⲥⲱⲧⲙ ⲉⲛⲁϣⲁϫⲉ· ⲉⲓⲥ ⲡⲕⲁϩ ⲁⲓⲡⲟϣϥ ⲉϫⲛ ⲧⲏⲩⲧⲛ· ⲁⲗⲗⲁ ϣⲙϣⲏⲧϥ ϩⲛ ⲟⲩϩⲟⲧⲉ ⲙⲛ ⲟⲩⲙⲛⲧϩⲙϩⲁⲗ ⲛⲛϩⲟⲟⲩ ⲧⲏⲣⲟⲩ ⲛⲧⲉ ⲡⲉⲧⲛⲱⲛϩ· ⲙⲡⲣⲧⲣⲉ ⲡⲉⲧⲛⲥⲡⲉⲣⲙⲁ ⲣ ⲥⲁⲃⲟⲗ ⲙⲡϩⲟ ⲙⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲡⲡⲁⲛⲧⲟⲕⲣⲁⲧⲱⲣ· ⲁⲛⲟⲕ ⲙⲛ ⲡⲉⲧⲛ [… bottom of page 72 missing …] | tote Nōhe na-pesh p-kah tērf ehrau n-nef-shēre: Kham, mn Iapheth, mn Sēm. fna-joos nau je: na-shēre, sōtm e-na-shaje; eis p-kah ai-poshf ejn tēutn; alla shmshetf hn ou-hote mn ou-mnt-hmhal n-n-hoou tērou nte petn-ōnh; mpr-tre petn-sperma r sabol m-p-ho m-p-noute p-pantokratōr; anok mn petn … | Allora Noè dividerà tutta la terra tra i suoi figli: Cam, Iafet e Sem. Egli dirà loro: «Figli miei, ascoltate le mie parole. Ecco, ho diviso la terra tra voi. Ma servitelo con timore e obbedienza per tutti i giorni della vostra vita. Non permettete che la vostra stirpe si allontani dalla presenza di DIO Onnipotente. Io e il vostro […]» |
| 73,1–12 | […] ϣⲏⲣⲉ ⲛⲛⲱϩⲉ ϫⲉ· ⲡⲁϭⲣⲟϭ ⲛⲁⲣ ⲁⲛⲁϥ ⲙⲡⲉⲕⲙⲧⲟ ⲉⲃⲟⲗ· ⲁⲩⲱ ⲙⲡⲉⲙⲧⲟ ⲛⲧⲉⲕϩⲟⲙ· ⲁⲣⲓⲥϥⲣⲁⲅⲓⲍⲉ ⲙⲙⲟϥ ϩⲛ ⲧⲉⲕϭⲓϫ ⲉⲧϫⲟⲟⲣ ϩⲛ ⲟⲩϩⲟⲧⲉ ⲙⲛ ⲟⲩⲁϩ ⲥⲁϩⲛⲉ· ϫⲉ ⲡⲓϭⲣⲟϭ ⲧⲏⲣϥ ⲉⲧⲁϥⲉⲓ ⲉⲃⲟⲗ ⲛϩⲏⲧ ⲛⲥⲉⲛⲁⲣⲁⲕⲧⲟⲩ ⲛⲥⲁⲃⲟⲗ ⲙⲙⲟⲕ ⲁⲛ ⲙⲛ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲡⲓⲡⲁⲛⲧⲟⲕⲣⲁⲧⲱⲣ· ⲁⲗⲗⲁ ⲥⲉⲛⲁϣⲙϣⲉ ϩⲛ ⲟⲩⲑⲃⲃⲓⲟ ϫⲱϥ ⲙⲛ ⲟⲩϩⲟⲧⲉ ⲛⲧⲉ ⲡⲉⲩⲉⲓⲙⲉ | […] shēre n-Nōhe je: pa-čroč na-r anaf m-pek-mto ebol, auō m-pemto n-tek-hom; ari-sphragize mmof hn tek-čij et-joor hn ou-hote mn ou-ah-sahne; je pi-čroč tērf etaf-ei ebol nhēt nse-na-raktou n-sabol mmok an mn p-noute pi-pantokratōr; alla sena-shmshe hn ou-thbbio jōf mn ou-hote nte peu-eime. | […] il figlio di Noè dirà: «Possa la mia stirpe essere gradita davanti alla tua presenza e davanti alla tua potenza. Sigillala con la tua mano potente, nel timore e secondo il tuo comando, affinché tutta la stirpe uscita da me non si allontani da te e da DIO Onnipotente. Al contrario, essi serviranno con umiltà davanti a lui e con il timore che deriva dalla loro conoscenza». |
Apocalisse di Adamo — Sezione III
Codice di Nag Hammadi V,5 — 73,13–76,7
I Quattrocentomila, Sakla e il Giudizio di Fuoco
Nota editoriale: questa sezione descrive l'ingresso di quattrocentomila uomini della stirpe di Cam e Iafet nella terra abitata dagli uomini provenienti dalla grande conoscenza eterna. Segue l'accusa rivolta a Sakla, il giudizio mediante fuoco, zolfo e bitume, e infine la liberazione degli uomini per opera di Abrasax, Sablo e Gamaliel. Le lacune materiali del manoscritto sono indicate con […].
| Riferimento | Copto sahidico | Traslitterazione | Traduzione italiana |
|---|---|---|---|
| 73,13–24 | ⲧⲟⲧⲉ ⲉⲣⲉϩⲉⲛⲕⲟⲟⲩⲉ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲙ ⲡⲥⲡⲉⲣⲙⲁ ⲛⲧⲉ ⲝⲁⲙ̅ ⲙⲛ ⲓⲁϥⲉⲑ̅· ⲉⲩⲉⲃⲱⲕ ⲛϭⲓ ϥⲧⲟⲟⲩ ⲛϣⲉ ⲛϣⲟ ⲛⲣⲱⲙⲉ· ⲛⲥⲉⲃⲱⲕ ⲉϩⲟⲩⲛ ⲉⲕⲉⲕⲁϩ ⲛⲥⲉϭⲟⲉⲓⲗⲉ ⲉⲛⲣⲱⲙⲉ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ· ⲛⲏ ⲉⲧⲁⲩϣⲱⲡⲉ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲧⲛⲟϭ ⲛⲅⲛⲱⲥⲓⲥ ⲛϣⲁ ⲉⲛⲉϩ· ϫⲉ ⲑⲁⲉⲓⲃⲉⲥ ⲛⲧⲉ ⲧⲉⲩϭⲟⲙ ⲛⲁⲁⲣⲉϩ ⲉⲛⲉⲛⲧⲁⲩϭⲟⲉⲓⲗⲉ ⲉⲣⲟⲟⲩ ⲉⲃⲟⲗ ⲛϩⲱⲃ ⲛⲓⲙ ⲉⲑⲟⲟⲩ ⲙⲛ ⲉⲡⲓⲑⲩⲙⲓⲁ ⲛⲓⲙ ⲉⲧⲥⲟⲟϥ· | tote ere-hen-kooue ebol hm p-sperma nte Kham mn Iapheth; eue-bōk nči ftoou n-she n-sho n-rōme; nse-bōk ehoun e-ke-kah, nse-čoeile e-n-rōme etm-mau, nē etau-shōpe ebol hn t-noč n-gnōsis n-sha eneh; je t-haeibes nte teu-čom na-areh e-nen-tau-čoeile eroou ebol n-hōb nim et-hoou mn epithymia nim et-soof. | Allora altri, provenienti dalla stirpe di Cam e Iafet, verranno: quattrocentomila uomini. Essi entreranno in un'altra terra e dimoreranno presso quegli uomini che erano venuti dalla grande conoscenza eterna. L'ombra della loro potenza proteggerà coloro che avranno dimorato con loro da ogni cosa malvagia e da ogni desiderio impuro. |
| 73,25–74,2 | ⲧⲟⲧⲉ ⲡⲥⲡⲉⲣⲙⲁ ⲛⲝⲁⲙ̅ ⲙⲛ ⲓⲁϥⲉⲑ̅ ⲛⲁⲣ ⲙⲛⲧⲥⲛⲟⲟⲩⲥ ⲙⲙⲛⲧⲣⲣⲟ· ⲁⲩⲱ ⲡⲉⲩⲕⲉⲥⲡⲉⲣⲙⲁ ⲛⲁⲃⲱⲕ ⲉϩⲟⲩⲛ ⲉⲧⲙⲛⲧⲣⲣⲟ ⲛⲕⲉⲗⲁⲟⲥ· ⲧⲟⲧⲉ ⲥⲉⲛⲁϣⲟϫⲛⲉ ⲛϭⲓ [.ⲱ. . ⲛⲉⲱⲛ ϩⲁ ⲛⲉ [ⲙⲉ ⲉⲧⲙⲟⲟⲩⲧ ⲛⲧⲉ ⲛⲛⲟϭ ⲛⲛⲉⲱⲛ ⲛⲧⲉ ⲧⲁϥⲑⲁⲣⲥⲓⲁ· | tote p-sperma n-Kham mn Iapheth na-r mnt-snoous m-mnt-rro; auō peu-ke-sperma na-bōk ehoun e-t-mnt-rro n-ke-laos. tote sena-shojne nči nte n-noč n-neōn nte t-aftharsia. | Allora la stirpe di Cam e Iafet formerà dodici regni, e un'altra parte della loro stirpe entrerà nel regno di un altro popolo. Allora […] prenderanno consiglio […] dei grandi Eoni dell'incorruttibilità. |
| 74,3–7 | ⲁⲩⲱ ⲥⲉⲛⲁⲃⲱⲕ ϩⲁ ⲥⲁⲕⲗⲁ̅ ⲡⲉⲩⲛⲟⲩⲧⲉ· ⲥⲉⲛⲁⲃⲱⲕ ⲉϩⲟⲩⲛ ⲉⲛⲓϭⲟⲙ ⲉⲩⲣⲕⲁⲧⲏⲅⲟⲣⲓ ⲛⲛⲓⲛⲟϭ ⲛⲣⲱⲙⲉ ⲛⲏ ⲉⲧϣⲟⲟⲡ ϩⲙ ⲡⲉⲩⲉⲟⲟⲩ· | auō sena-bōk ha Sakla peu-noute; sena-bōk ehoun e-ni-čom eu-r-katēgori n-ni-noč n-rōme, nē et-shoop hm peu-eoou. | Ed essi andranno da Sakla, il loro DIO. Entreranno presso le potenze, accusando i grandi uomini che dimorano nella loro gloria. |
| 74,7–17 | ⲥⲉⲛⲁϫⲟⲟⲥ ⲛⲥⲁⲕⲗⲁ̅ ϫⲉ· ⲟⲩ ⲧⲉ ⲧϭⲟⲙ ⲛⲛⲉⲓⲣⲱⲙⲉ ⲉⲧⲁⲩⲁϩⲉⲣⲁⲧⲟⲩ ⲙⲡⲉⲕⲙⲧⲟ ⲉⲃⲟⲗ· ⲛⲁⲓ ⲉⲧⲁⲩϥⲓⲧⲟⲩ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲙ ⲡⲓⲥⲡⲉⲣⲙⲁ ⲛⲧⲉ ⲝⲁⲙ̅ ⲙⲛ ⲓⲁϥⲉⲑ̅· ⲉⲩⲛⲁⲣ ϥⲧⲟⲟⲩ ⲛϣⲉ ⲛϣⲟ ⲛⲣⲱⲙⲉ· ⲁⲩϫⲓⲧⲟⲩ ⲉϩⲟⲩⲛ ⲉⲕⲉⲉⲱⲛ ⲡⲏ ⲉⲧⲁⲩϣⲱⲡⲉ ⲉⲃⲟⲗ ⲛϩⲏⲧϥ· ⲁⲩⲱ ⲁⲩⲕⲧⲟ ⲙⲡⲉⲟⲟⲩ ⲧⲏⲣϥ ⲛⲧⲉ ⲧⲉⲕϭⲟⲙ ⲙⲛ ⲧⲙⲛⲧⲣⲣⲟ ⲛⲧⲉ ⲧⲉⲕϭⲓϫ· | sena-joos n-Sakla je: ou te t-čom n-nei-rōme etau-aheratou m-pek-mto ebol? nai etau-fitou ebol hm pi-sperma nte Kham mn Iapheth, eu-na-r ftoou n-she n-sho n-rōme. au-jitou ehoun e-ke-eōn, pē etau-shōpe ebol nhētf; auō au-kto m-pe-eoou tērf nte tek-čom mn t-mnt-rro nte tek-čij. | Essi diranno a Sakla: «Qual è la potenza di questi uomini che sono stati davanti alla tua presenza? Essi sono stati presi dalla stirpe di Cam e Iafet e saranno quattrocentomila uomini. Sono stati accolti in un altro Eone, quello dal quale erano venuti, e hanno rovesciato tutta la gloria della tua potenza e il dominio della tua mano. |
| 74,17–26 | ϫⲉ ⲁⲡⲉⲥⲡⲉⲣⲙⲁ ⲛⲧⲉ ⲛⲱϩⲉ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲙ ⲡⲉϥϣⲏⲣⲉ ⲁϥⲉⲓⲣⲉ ⲙⲡⲉⲕⲟⲩⲱϣ ⲧⲏⲣϥ· ⲙⲛ ⲛⲓϭⲟⲙ ⲧⲏⲣⲟⲩ ϩⲛ ⲛⲓⲉⲱⲛ ⲉⲧⲁⲡⲉⲕⲁⲙⲁϩⲧⲉ ⲣ ⲣⲣⲟ ⲉϩⲣⲁⲓ ⲉϫⲱⲟⲩ· ⲙⲛ ⲛⲓⲣⲱⲙⲉ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ ⲙⲛ ⲛⲏ ⲉⲧⲉ ⲛⲣⲙ ⲛϭⲁⲉⲓⲗⲉ ϩⲙ ⲡⲉⲩⲉⲟⲟⲩ· ⲉⲙⲡⲟⲩⲉⲓⲣⲉ ⲙⲡⲉⲧⲉϩⲛⲁⲕ· ⲁⲗⲗⲁ ⲁⲩⲡⲱⲱⲛⲉ ⲙⲡⲉⲕⲙⲏⲏϣⲉ ⲧⲏⲣϥ· | je a-pe-sperma nte Nōhe ebol hm pef-shēre af-eire m-pek-ouōsh tērf; mn ni-čom tērou hn ni-eōn eta-pek-amahte r rro ehrai ejōou; mn ni-rōme etm-mau mn nē ete n-rm n-čaeile hm peu-eoou; empou-eire m-pet-ehnak, alla au-pōōne m-pek-mēēshe tērf. | Poiché la stirpe di Noè, attraverso i suoi figli, ha compiuto tutta la tua volontà, e così hanno fatto tutte le potenze negli Eoni sui quali regna il tuo dominio. Ma quegli uomini e coloro che dimorano con loro nella loro gloria non hanno compiuto la tua volontà. Al contrario, hanno distolto da te tutta la tua moltitudine». |
| 74,26–75,8 | ⲧⲟⲧⲉ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲛⲧⲉ ⲛⲓⲉⲱⲛ ϥⲛⲁⲧ ⲛⲁⲩ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲛⲏ ⲉⲧϣⲙϣⲉ ⲙⲙⲟϥ [.ⲗⲧ ⲛⲥⲁ ⲧⲃ.ⲩⲥ ⲛⲕ ⲥⲉⲛⲛⲏⲩ ⲉϫⲙ ⲡⲕⲁϩ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ· ⲡⲏ ⲉⲧⲟⲩⲛⲁϣⲱⲡⲉ ⲛϩⲏⲧϥ ⲛϭⲓ ⲛⲓⲛⲟϭ ⲛⲣⲱⲙⲉ· ⲛⲏ ⲉⲧⲉ ⲙⲡⲟⲩϫⲱϩⲙ· ⲟⲩⲧⲉ ⲛⲥⲉⲛⲁϫⲱϩⲙ ⲁⲛ ϩⲛ ⲉⲡⲓⲑⲩⲙⲓⲁ ⲛⲓⲙ· ϫⲉ ⲛⲧⲁⲧⲉⲩⲯⲩⲝⲏ ϣⲱⲡⲉ ⲁⲛ ϩⲛ ⲟⲩϭⲓϫ ⲉⲥϫⲁϩⲙ· ⲁⲗⲗⲁ ⲁⲥϣⲱⲡⲉ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲟⲩⲛⲟϭ ⲛⲟⲩⲁϩ ⲥⲁϩⲛⲉ ⲛⲧⲉ ⲟⲩⲁⲅⲅⲉⲗⲟⲥ ⲛϣⲁ ⲉⲛⲉϩ· | tote p-noute nte ni-eōn fna-ti nau ebol hn nē et-shmshe mmof sen-nēou ejm p-kah etm-mau; pē etou-na-shōpe nhētf nči ni-noč n-rōme; nē ete mpou-jōhm, oute nse-na-jōhm an hn epithymia nim; je nta-teu-psychē shōpe an hn ou-čij es-jahm, alla as-shōpe ebol hn ou-noč n-ouah-sahne nte ou-aggelos n-sha eneh. | Allora il DIO degli Eoni darà loro alcuni di coloro che lo servono […]. Essi verranno sopra quella terra nella quale dimoreranno i grandi uomini, coloro che non sono stati contaminati e che non saranno contaminati da alcun desiderio. La loro anima, infatti, non è venuta all'esistenza attraverso una mano contaminata, ma attraverso il grande comando di un angelo eterno. |
| 75,9–16 | ⲧⲟⲧⲉ ⲥⲉⲛⲁⲛⲟⲩϫⲉ ⲛⲟⲩⲕⲱϩⲧ ⲙⲛ ⲟⲩⲑⲏⲛ ⲙⲛ ⲟⲩⲁⲙⲣⲏϩⲉ ⲉϫⲛ ⲛⲓⲣⲱⲙⲉ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ· ⲁⲩⲱ ⲉⲣⲉⲟⲩⲕⲱϩⲧ ⲙⲛ ⲟⲩϩⲗⲟⲥⲧⲛ ⲉⲓ ⲉϫⲛ ⲛⲓⲉⲱⲛ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ· ⲛⲥⲉⲣ ⲕⲁⲕⲉ ⲛϭⲓ ⲛⲃⲁⲗ ⲛⲛⲓϭⲟⲙ ⲛⲧⲉ ⲛⲓϥⲱⲥⲧⲏⲣ· ⲛⲥⲉⲧⲙⲛⲁⲩ ⲉⲃⲟⲗ ⲙⲙⲟⲟⲩ ⲛϭⲓ ⲛⲓⲉⲱⲛ ϩⲛ ⲛⲉϩⲟⲟⲩ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ· | tote sena-nouje n-ou-kōht mn ou-thēn mn ou-amrēhe ejn ni-rōme etm-mau; auō ere-ou-kōht mn ou-hlostn ei ejn ni-eōn etm-mau; nse-r kake nči n-bal n-ni-čom nte ni-fōstēr; nse-tm-nau ebol mmoou nči ni-eōn hn ne-hoou etm-mau. | Allora saranno gettati fuoco, zolfo e bitume sopra quegli uomini. Fuoco e una nebbia accecante verranno sopra quegli Eoni. Gli occhi delle potenze dei luminari saranno oscurati, e gli Eoni non potranno vederli in quei giorni. |
| 75,17–28 | ⲁⲩⲱ ⲥⲉⲛⲛⲏⲩ ⲉϩⲣⲁⲓ ⲛϭⲓ ϩⲉⲛⲛⲟϭ ⲛⲕⲗⲟⲟⲗⲉ ⲛⲟⲩⲟⲉⲓⲛ· ⲛⲥⲉⲉⲓ ⲉϩⲣⲁⲓ ⲉϫⲱⲟⲩ ⲛϭⲓ ϩⲉⲛⲕⲉⲕⲗⲟⲟⲗⲉ ⲛⲟⲩⲟⲉⲓⲛ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲛⲓⲛⲟϭ ⲛⲛⲉⲱⲛ· ⲥⲉⲛⲛⲏⲩ ⲉϩⲣⲁⲓ ⲛϭⲓ ⲁⲃⲣⲁⲥⲁⲭ̅ ⲙⲛ ⲥⲁⲃⲗⲱ̅ ⲙⲛ ⲅⲁⲙⲁⲗⲓⲏⲗ̅· ⲛⲥⲉⲉⲓⲛⲉ ⲛⲛⲓⲣⲱⲙⲉ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲙ ⲡⲓⲕⲱϩⲧ ⲙⲛ ⲡⲓϭⲱⲛⲧ· ⲛⲥⲉϫⲓⲧⲟⲩ ⲛⲥⲁⲧⲡⲉ ⲛⲛⲓⲁⲓⲱⲛ ⲙⲛ ⲛⲓⲁⲣⲝⲏ ⲛⲧⲉ ⲛⲓϭⲟⲙ· | auō sen-nēou ehrai nči hen-noč n-kloole n-ouoein; nse-ei ehrai ejōou nči hen-ke-kloole n-ouoein ebol hn ni-noč n-neōn; sen-nēou ehrai nči Abrasax mn Sablo mn Gamaliēl; nse-eine n-ni-rōme etm-mau ebol hm pi-kōht mn pi-čōnt; nse-jitou nsa-t-pe n-ni-aiōn mn ni-arkhē nte ni-čom. | E grandi nubi di luce discenderanno. Altre nubi di luce scenderanno sopra di loro dai grandi Eoni. Abrasax, Sablo e Gamaliel discenderanno e trarranno quegli uomini fuori dal fuoco e dall'ira. Li condurranno al di sopra degli Eoni e dei principati delle potenze. |
| 75,28–76,7 | ⲛⲥⲉϫⲓⲧⲟⲩ· ⲉⲃⲟⲗ [.ⲟⲩ ⲛⲱⲛϩ ⲁ [ⲛⲥⲉϫⲓⲧⲟⲩ ⲉⲃⲟⲗ ⲛⲛⲉⲱⲛ· ⲡⲁ.[.ⲙⲁ ⲛϣⲱⲡⲉ ⲛⲧⲉ ⲛⲓⲛⲟϭ ⲙⲃⲁ[.]ⲣ ⲙⲙⲁⲩ ⲙⲛ ⲛⲓⲁⲅⲅⲉⲗⲟⲥ ⲉⲧⲟⲩⲁⲁⲃ ⲙⲛ ⲛⲓⲉⲱⲛ· ⲥⲉⲛⲁϣⲱⲡⲉ ⲛϭⲓ ⲛⲓⲣⲱⲙⲉ ⲉⲩⲉⲓⲛⲉ ⲛⲛⲓⲁⲅⲅⲉⲗⲟⲥ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ· ϫⲉ ϩⲉⲛϣⲙⲙⲟ ⲙⲙⲟⲟⲩ ⲁⲛ ⲛⲉ· ⲁⲗⲗⲁ ⲉⲩⲣ ϩⲱⲃ ϩⲛ ⲧⲥⲡⲟⲣⲁ ⲛⲁⲧⲧⲁⲕⲟ· | nse-jitou ebol n-shōpe nte ni-noč […] mmau mn ni-aggelos et-ouaab mn ni-eōn; sena-shōpe nči ni-rōme eu-eine n-ni-aggelos etm-mau; je hen-shmmo mmoou an ne, alla eu-r hōb hn t-spora n-at-tako. | Ed essi li porteranno via [… parte del testo è perduta …] nel luogo di dimora dei grandi […], insieme agli angeli santi e agli Eoni. Quegli uomini diverranno simili a quegli angeli, poiché non sono loro estranei; essi infatti operano nella stirpe incorruttibile. |
Apocalisse di Adamo — Sezione IV
Codice di Nag Hammadi V,5 — 76,8–77,26
L’Illuminatore della Conoscenza e l’Ira delle Potenze
Nota editoriale: questa sezione introduce, per la terza volta, l’Illuminatore della Conoscenza. La sua manifestazione è associata alla preservazione di un resto della stirpe di Noè, Cam e Iafet, e alla liberazione delle anime dall’autorità della morte. Le potenze non riescono a comprenderlo e volgono la loro ira contro l’uomo sul quale è disceso lo Spirito Santo. Le lacune materiali del manoscritto sono indicate con […] e non vengono integrate silenziosamente.
| Riferimento | Copto sahidico | Traslitterazione | Traduzione italiana |
|---|---|---|---|
| 76,8–17 | ⲡⲁⲗⲓⲛ ⲟⲛ ϥⲛⲁⲥⲓⲛⲉ ⲙⲡⲙⲉϩ- ϣⲟⲙⲉⲧ ⲛⲥⲟⲡ ⲛϭⲓ ⲡⲓϥⲱⲥ- ⲧⲏⲣ ⲛⲧⲉ ⲧⲅⲛⲱⲥⲓⲥ ϩⲛ ⲟⲩⲛⲟϭ ⲛⲛⲉⲟⲟⲩ· ϩⲓⲛⲁ ϫⲉ ⲉϥⲉϣⲱϫⲡ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲙ ⲡⲓⲥⲡⲉⲣⲙⲁ ⲛⲧⲉ ⲛⲱϩⲉ̅ ⲙⲛ ⲛⲓϣⲏⲣⲉ ⲛⲧⲉ ⲝⲁⲙ̅ ⲙⲛ ⲓⲁϥⲉⲑ̅ ϫⲉ ⲉϥⲉϣⲱϫⲡ ⲛⲁϥ ⲛϩⲉⲛϣⲏⲛ ⲛⲣⲉϥⲧ ⲟⲩⲧⲁϩ· ⲁⲩⲱ ϥⲛⲁⲥⲱ- ⲧⲉ ⲛⲛⲉⲩⲯⲩⲝⲏ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲙ ⲡⲉϩⲟ- ⲟⲩ ⲙⲡⲙⲟⲩ· | palin on fna-sine m-p-meh-shomet n-sop nči pi-fōstēr nte t-gnōsis hn ou-noč n-ne-oou; hina je efe-shōjp ebol hm pi-sperma nte Nōhe mn ni-shēre nte Kham mn Iapheth, je efe-shōjp naf n-hen-shēn n-ref-ti outah; auō fna-sōte n-neu-psychē ebol hm pe-hoou m-p-mou. | Ancora una volta, per la terza volta, l’Illuminatore della Conoscenza passerà in una grande gloria, affinché possa preservare qualcosa della stirpe di Noè e dei figli di Cam e Iafet, custodendo per sé alberi che portano frutto. Ed egli redimerà le loro anime dal giorno della morte. |
| 76,17–27 | ϫⲉ ⲡⲓⲡⲗⲁⲥⲙⲁ ⲧⲏⲣϥ ⲉⲧⲁϥϣⲱⲡⲉ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲙ ⲡⲓⲕⲁϩ ⲉⲧⲙⲟⲟⲩⲧ· ⲥⲉⲛⲁϣⲱ- ⲡⲉ ϩⲁ ⲧⲉⲭⲟⲩⲥⲓⲁ ⲙⲡⲙⲟⲩ· ⲛⲏ ⲇⲉ ⲉⲧⲙⲉⲉⲩⲉ ⲉⲧⲅⲛⲱⲥⲓⲥ ⲛⲧⲉ ⲡⲓϣⲁ ⲉⲛⲉϩ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ϩⲙ ⲡⲉⲩϩⲏⲧ ⲛⲥⲉⲛⲁⲧⲁⲕⲟ ⲁⲛ ϫⲉ ⲙⲡⲟⲩϫⲓ ⲡⲛⲁ̅ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲧⲉⲓⲙⲛⲧⲣⲣⲟ ⲛⲟⲩⲱⲧ ⲁⲗⲗⲁ ⲛⲧⲁⲩϫⲓ ⲛⲧⲟⲟⲧϥ ⲛⲟⲩ [..] ⲛⲁⲅⲅⲉⲗⲟⲥ ⲛϣⲁ ⲉⲛⲉϩ· | je pi-plasma tērf etaf-shōpe ebol hm pi-kah et-moout sena-shōpe ha t-exousia m-p-mou; nē de et-meeue e-t-gnōsis nte pi-sha eneh p-noute hm peu-hēt nse-na-tako an, je mpou-ji p-na ebol hn tei-mnt-rro n-ouōt, alla ntau-ji ntootf n-ou […] n-aggelos n-sha eneh. | Poiché l’intera creazione sorta dalla terra morta sarà sotto l’autorità della morte. Ma coloro che meditano nei loro cuori sulla conoscenza dell’eterno DIO non periranno. Essi infatti non hanno ricevuto lo spirito soltanto da questo regno, ma lo hanno ricevuto da un […] angelo eterno. |
| 76,28–77,3 |
[… ⲙϥⲱⲥⲧⲏⲣ …]
[… ⲛⲛⲏⲟⲩ ⲉϫⲛ …] [… ⲓⲍⲉ ⲙⲙⲟ …] […] ⲛⲥⲏⲑ̅· ⲛϥⲉⲓⲣⲉ ⲛϩⲉⲛ- ⲙⲁⲉⲓⲛ ⲙⲛ ϩⲉⲛϣⲡⲏⲣⲉ ϫⲉ ⲉϥⲉⲧ ⲥⲱϣ ⲛⲛⲓϭⲟⲙ ⲙⲛ ⲡⲉⲩⲁⲣⲝⲱⲛ· |
[… fōstēr …] [… nēou ejn …] [… lacuna …] […] n-Sēth; nf-eire n-hen-maein mn hen-shpēre je efe-ti sōsh n-ni-čom mn peu-arkhōn. | [… il manoscritto è gravemente danneggiato in questo punto. Il testo superstite fa riferimento all’Illuminatore che viene su […] che è morto […] di Seth …] Ed egli compirà segni e prodigi per disprezzare le potenze e il loro arconte. |
| 77,4–9 | ⲧⲟⲧⲉ ϥⲛⲁϣⲧⲟⲣⲧⲣ ⲛϭⲓ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲛⲧⲉ ⲛⲓϭⲟⲙ· ⲉϥϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ϫⲉ· ⲁϣ ⲧⲉ ⲧϭⲟⲙ ⲛⲧⲉ ⲡⲓⲣⲱⲙⲉ ⲉⲧϫⲟⲥⲉ ⲉⲣⲟⲛ· ⲧⲟⲧⲉ ϥⲛⲁⲧⲟⲩⲛⲟⲥ ⲟⲩⲛⲟϭ ⲛϭⲱⲛⲧ ⲉϫⲙ ⲡⲓⲣⲱⲙⲉ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ· | tote fna-shtortṛ nči p-noute nte ni-čom, ef-jō mmos je: ash te t-čom nte pi-rōme et-jose eron? tote fna-tounos ou-noč n-čōnt ejm pi-rōme etm-mau. | Allora il DIO delle potenze sarà turbato e dirà: «Qual è la potenza di quest’uomo che è superiore a noi?» Allora susciterà una grande ira contro quell’uomo. |
| 77,10–18 | ⲁⲩⲱ ⲉϥⲉⲟⲩⲱⲧⲃ ⲛϭⲓ ⲡⲓⲉⲟⲟⲩ ⲛϥϣⲱⲡⲉ ϩⲛ ϩⲉⲛⲏⲉⲓ ⲉⲩⲟⲩⲁⲁⲃ ⲛⲏ ⲉⲧⲁϥⲥⲟⲧⲡⲟⲩ ⲛⲁϥ· ⲁⲩⲱ ⲛⲥⲉⲛⲁⲛⲁⲩ ⲉⲣⲟϥ ⲁⲛ ⲛϭⲓ ⲛⲓϭⲟⲙ ϩⲛ ⲛⲉⲩⲃⲁⲗ· ⲟⲩⲧⲉ ⲛⲥⲉⲛⲁⲛⲁⲩ ⲁⲛ ⲉⲡⲓⲕⲉϥⲱⲥⲧⲏⲣ· ⲧⲟⲧⲉ ⲥⲉⲛⲁⲣⲕⲟⲗⲁⲍⲉ ⲛⲧⲥⲁⲣⲁⲭ ⲙⲡⲓⲣⲱⲙⲉ ⲉⲧⲁⲡⲓⲡⲛⲁ̅ ⲉⲧⲟⲩⲁⲁⲃ ⲉⲓ ⲉϫⲱϥ· | auō efe-ouōtb nči pi-eoou nf-shōpe hn hen-ēei eu-ouaab, nē etaf-sotpou naf; auō nse-na-nau erof an nči ni-čom hn neu-bal, oute nse-na-nau an e-pi-ke-fōstēr; tote sena-r-kolaze n-t-sarax m-pi-rōme eta-pi-pna et-ouaab ei ejōf. | E la gloria si ritirerà e dimorerà in case sante che ha scelto per sé. Le potenze non la vedranno con i loro occhi, né vedranno l’Illuminatore. Allora puniranno la carne dell’uomo sul quale è disceso lo Spirito Santo. |
| 77,19–26 | ⲧⲟⲧⲉ ⲥⲉⲛⲁⲣⲝⲣⲁⲥⲑⲁⲓ ⲙⲡⲓⲣⲁⲛ ⲛϭⲓ ⲛⲓⲁⲅⲅⲉⲗⲟⲥ ⲙⲛ ⲛⲓⲅⲉⲛⲉⲁ ⲧⲏⲣⲟⲩ ⲛⲧⲉ ⲛⲓϭⲟⲙ ϩⲛ ⲟⲩⲡⲗⲁⲛⲏ· ⲉⲩϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ϫⲉ· ⲁⲥϣⲱⲡⲉ ⲉⲃⲟⲗ ⲧⲱⲛ· ⲏ ⲛⲧⲁⲩⲉⲓ ⲉⲃⲟⲗ ⲧⲱⲛ ⲛϭⲓ ⲛⲓϣⲁϫⲉ ⲙⲙⲛⲧⲛⲟⲩϫ· ⲛⲁⲓ ⲉⲧⲉ ⲙⲡⲟⲩϭⲛⲧⲟⲩ ⲛϭⲓ ⲛⲓϭⲟⲙ ⲧⲏⲣⲟⲩ· | tote sena-arkhrasthai m-pi-ran nči ni-aggelos mn ni-genea tērou nte ni-čom hn ou-planē, eu-jō mmos je: as-shōpe ebol tōn? ē ntau-ei ebol tōn nči ni-shaje m-mnt-nouj? nai ete mpou-čntou nči ni-čom tērou. | Allora gli angeli e tutte le generazioni delle potenze invocheranno il nome nell’errore, dicendo: «Da dove è venuto tutto questo? E da dove sono venute queste parole d’inganno, che nessuna delle potenze è riuscita a scoprire?» |
Apocalisse di Adamo — Sezione V
Codice di Nag Hammadi V,5 — 77,27–82,19
I Tredici Regni e le Origini dell’Illuminatore
Nota editoriale: dopo l'apparizione dell'Illuminatore della Conoscenza, i tredici regni formulano tredici differenti tradizioni riguardo alla sua origine. Ciascun regno tenta di spiegare la sua venuta secondo una propria narrazione. Le lacune materiali del manoscritto sono indicate con […] e non vengono integrate con ricostruzioni non sicure.
| Riferimento | Copto sahidico | Traslitterazione | Traduzione italiana |
|---|---|---|---|
| 77,27–78,5 | ⲧⲏⲣⲟⲩ· ⲧϩⲟⲩⲉⲓⲧⲉ ⲟⲩⲛ ⲙⲙⲛⲧⲣⲣⲟ ϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ⲉⲣⲟϥ ϫⲉ ⲁϥϣⲱⲡⲉ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ [… lacuna …] ⲉⲧⲡⲉ ⲛϭⲓ ⲟⲩⲡⲛⲁ̅ […] ϩⲛ ⲙⲡⲏⲩⲉ· ⲁϥϫⲓ ⲡⲉⲟⲟⲩ ⲙⲡⲏ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ ⲙⲛ ⲧϭⲟⲙ· ⲁϥⲉⲓ ⲉϫⲛ ⲕⲟⲩⲛⲧⲥ ⲛⲧⲉϥⲙⲁⲁⲩ· ⲁⲩⲱ ⲛⲧϩⲉ ⲁϥⲉⲓ ⲉϫⲙ ⲡⲓⲙⲟⲟⲩ· | t-houeite oun m-mnt-rro jō mmos erof je af-shōpe ebol hn […] e-t-pe nči ou-pna […] hn m-pēue; af-ji pe-eoou m-pē etm-mau mn t-čom; af-ei ejn kounts n-tef-maau; auō n-t-he af-ei ejm pi-moou. | Il primo regno dice di lui che ebbe origine da […]. Uno spirito […] fino al cielo; egli fu nutrito nei cieli. Ricevette la gloria di colui che era là e la potenza. Venne al grembo di sua madre e in questo modo giunse all'acqua. |
| 78,6–17 | ⲧⲙⲉϩⲥⲛⲧⲉ ⲇⲉ ⲙⲙⲛⲧⲣⲣⲟ ϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ⲉⲧⲃⲏⲏⲧϥ ϫⲉ ⲁϥϣⲱⲡⲉ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲟⲩⲛⲟϭ ⲙⲡⲣⲟϥⲏⲧⲏⲥ· ⲁⲩⲱ ⲁϥⲉⲓ ⲛϭⲓ ⲟⲩϩⲁⲗⲏⲧ ⲁϥϥⲓ ⲡⲓⲁⲗⲟⲩ ⲉⲧⲁⲩϫⲡⲟϥ· ⲁϥϫⲓⲧϥ ⲉϩⲟⲩⲛ ⲉⲩⲧⲟⲟⲩ ⲉϥϫⲟⲥⲉ· ⲁⲩⲱ ⲁⲩⲥⲁⲛⲟⲩϣϥ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲙ ⲡⲓϩⲁⲗⲏⲧ ⲛⲧⲉ ⲧⲡⲉ· ⲁⲩⲁⲅⲅⲉⲗⲟⲥ ⲉⲓ ⲉⲃⲟⲗ ⲙⲙⲁⲩ· ⲡⲉϫⲁϥ ⲛⲁϥ ϫⲉ· ⲧⲱⲟⲩⲛⲅ· ⲁⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲧⲓ ⲉⲟⲟⲩ ⲛⲁⲕ· ⲁϥϫⲓ ⲛⲟⲩⲉⲟⲟⲩ ⲙⲛ ⲟⲩϫⲣⲟ· ⲁⲩⲱ ⲛⲧϩⲉ ⲁϥⲉⲓ ⲉϫⲙ ⲡⲓⲙⲟⲟⲩ· | t-meh-snte de m-mnt-rro jō mmos etbēētf je af-shōpe ebol hn ou-noč m-prophētēs; auō af-ei nči ou-halēt, af-fi pi-alou etau-jpof; af-jitf ehoun e-ou-toou ef-jose; auō au-sanoushf ebol hm pi-halēt nte t-pe; au-aggelos ei ebol mmau, pejaf naf je: tōoung, a-p-noute ti eoou nak; af-ji n-ou-eoou mn ou-jro; auō n-t-he af-ei ejm pi-moou. | Il secondo regno dice di lui che ebbe origine da un grande profeta. Venne un uccello, prese il bambino che era nato e lo portò su un alto monte. Là il bambino fu nutrito dall'uccello del cielo. Un angelo apparve in quel luogo e gli disse: «Alzati! DIO ti ha concesso la gloria». Egli ricevette gloria e forza, e in questo modo giunse all'acqua. |
| 78,18–26 | ⲧⲙⲉϩϣⲟⲙⲧⲉ ⲙⲙⲛⲧⲣⲣⲟ ϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ⲉⲣⲟϥ ϫⲉ ⲁϥϣⲱⲡⲉ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲟⲩⲙⲏⲧⲣⲁ ⲙⲡⲁⲣⲑⲉⲛⲟⲥ· ⲁⲩⲛⲟϫϥ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲧⲉϥⲡⲟⲗⲓⲥ ⲛⲧⲟϥ ⲙⲛ ⲧⲉϥⲙⲁⲁⲩ· ⲁⲩϫⲓⲧϥ ⲉⲩⲙⲁ ⲛⲉⲣⲏⲙⲟⲥ· ⲁϥⲥⲁⲛⲟⲩϣϥ ⲙⲙⲁⲩ· ⲁϥⲉⲓ ⲁϥϫⲓ ⲛⲟⲩⲉⲟⲟⲩ ⲙⲛ ⲟⲩϭⲟⲙ· ⲁⲩⲱ ⲛⲧϩⲉ ⲁϥⲉⲓ ⲉϫⲙ ⲡⲓⲙⲟⲟⲩ· | t-meh-shomte m-mnt-rro jō mmos erof je af-shōpe ebol hn ou-mētra m-parthenos; au-nojf ebol hn tef-polis, ntof mn tef-maau; au-jitf e-ou-ma n-erēmos; af-sanoushf mmau; af-ei, af-ji n-ou-eoou mn ou-čom; auō n-t-he af-ei ejm pi-moou. | Il terzo regno dice di lui che ebbe origine dal grembo di una vergine. Egli e sua madre furono scacciati dalla loro città e condotti in un luogo deserto. Là egli fu nutrito. Poi venne, ricevette gloria e potenza, e in questo modo giunse all'acqua. |
| 78,27–79,18 | ⲧⲙⲉϩϥⲧⲟⲉ ⲙⲙⲛⲧⲣⲣⲟ ϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ⲉⲣⲟϥ ϫⲉ ⲁϥϣⲱⲡⲉ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲟⲩⲡⲁⲣⲑⲉⲛⲟⲥ [… testo danneggiato …] ⲥⲟⲗⲟⲙⲱⲛ ⲕⲱⲧⲉ ⲛⲥⲱⲥ ⲛⲧⲟϥ ⲙⲛ ϥⲏⲣⲥⲁⲗⲱ̅ ⲙⲛ ⲥⲁⲩⲏⲗ̅ ⲙⲛ ⲛⲉϥⲥⲧⲣⲁⲧⲓⲁ ⲉⲧⲁⲩⲧⲁⲟⲩⲟⲟⲩ· ⲁⲥⲟⲗⲟⲙⲱⲛ ϩⲱⲱϥ ⲧⲁⲩⲟ ⲛⲧⲉϥⲥⲧⲣⲁⲧⲓⲁ ⲛⲧⲉ ⲛⲓⲇⲁⲓⲙⲱⲛ ⲉⲕⲱⲧⲉ ⲛⲥⲁ ⲧⲡⲁⲣⲑⲉⲛⲟⲥ· ⲁⲩⲱ ⲙⲡⲟⲩϭⲙ ⲧⲏ ⲉⲧⲟⲩⲕⲱⲧⲉ ⲛⲥⲱⲥ· ⲁⲗⲗⲁ ⲧⲡⲁⲣⲑⲉⲛⲟⲥ ⲉⲧⲁⲩⲧⲁⲁⲥ ⲛⲁⲩ ⲛⲧⲟⲥ ⲡⲉⲛⲧⲁⲩⲛⲧⲥ· ⲁϥϫⲓⲧⲥ ⲛϭⲓ ⲥⲟⲗⲟⲙⲱⲛ· ⲁⲥⲉⲣ ⲃⲁⲕⲉ ⲛϭⲓ ⲧⲡⲁⲣⲑⲉⲛⲟⲥ· ⲁⲥⲙⲓⲥⲉ ⲙⲡⲓⲁⲗⲟⲩ ⲙⲡⲙⲁ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ· ⲁⲥⲥⲁⲛⲟⲩϣϥ ϩⲛ ⲟⲩϣⲱⲗϩ ⲛⲧⲉ ⲧⲉⲣⲏⲙⲟⲥ· ⲛⲧⲉⲣⲟⲩⲥⲁⲛⲟⲩϣϥ ⲁϥϫⲓ ⲛⲟⲩⲉⲟⲟⲩ ⲙⲛ ⲟⲩϭⲟⲙ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲧⲥⲡⲟⲣⲁ ⲉⲧⲁⲩϫⲡⲟϥ ⲉⲃⲟⲗ ⲛϩⲏⲧⲥ· ⲁⲩⲱ ⲛⲧϩⲉ ⲁϥⲉⲓ ⲉϫⲙ ⲡⲓⲙⲟⲟⲩ· | t-meh-ftoe m-mnt-rro jō mmos erof je af-shōpe ebol hn ou-parthenos […] Solomon kōte nsōs, ntof mn Phērsalō mn Sauēl mn nef-stratia etau-taouoou; a-Solomon hōōf taouo n-tef-stratia nte ni-daimōn e-kōte nsa t-parthenos; auō mpou-čm tē etou-kōte nsōs; alla t-parthenos etau-taas nau ntos pentau-nts; af-jits nči Solomon; as-er bake nči t-parthenos; as-mise m-pi-alou m-p-ma etm-mau; as-sanoushf hn ou-shōlh nte t-erēmos; nterou-sanoushf af-ji n-ou-eoou mn ou-čom ebol hn t-spora etau-jpof ebol nhēts; auō n-t-he af-ei ejm pi-moou. | Il quarto regno dice di lui che ebbe origine da una vergine […]. Salomone la cercò insieme con Phersalo, Sauel e gli eserciti che erano stati inviati. Salomone inviò inoltre il proprio esercito di demoni alla ricerca della vergine. Essi non trovarono colei che stavano cercando, ma trovarono la vergine che era stata consegnata loro. La condussero via e Salomone la prese. La vergine rimase incinta e partorì il bambino in quel luogo. Lo nutrì ai confini del deserto. Quando fu cresciuto, egli ricevette gloria e potenza dalla stirpe dalla quale era stato generato, e in questo modo giunse all'acqua. |
| 79,19–27 | ⲧⲙⲉϩⲧ ⲇⲉ ⲙⲙⲛⲧⲣⲣⲟ ϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ⲉⲣⲟϥ ϫⲉ ⲁϥϣⲱⲡⲉ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲟⲩⲧⲗⲧⲗⲉ ⲛⲧⲉ ⲧⲡⲉ· ⲁⲩⲥⲁⲧϥ ⲉⲑⲁⲗⲁⲥⲥⲁ· ⲁⲡⲛⲟⲩⲛ ϣⲟⲡϥ ⲉⲣⲟϥ· ⲁϥϫⲡⲟϥ· ⲁϥⲟⲗϥ ⲉⲧⲡⲉ· ⲁϥϫⲓ ⲛⲟⲩⲉⲟⲟⲩ ⲙⲛ ⲟⲩϭⲟⲙ· ⲁⲩⲱ ⲛⲧϩⲉ ⲁϥⲉⲓ ⲉϫⲙ ⲡⲓⲙⲟⲟⲩ· | t-meh-ti de m-mnt-rro jō mmos erof je af-shōpe ebol hn ou-tltle nte t-pe; au-satf e-thalassa; a-p-noun shopf erof, af-jpof, af-olf e-t-pe; af-ji n-ou-eoou mn ou-čom; auō n-t-he af-ei ejm pi-moou. | Il quinto regno dice di lui che ebbe origine da una goccia proveniente dal cielo. Fu gettato nel mare. L'Abisso lo accolse, lo generò e lo innalzò verso il cielo. Egli ricevette gloria e potenza, e in questo modo giunse all'acqua. |
| 79,28–80,9 | ⲧⲙⲉϩⲥⲟ ⲇⲉ ⲙⲙⲛⲧⲣⲣⲟ ϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ϫⲉ [… testo danneggiato …] ⲉϩⲣⲁⲓ ⲉⲡⲓⲉⲱⲛ̅ ⲉⲧⲥⲁϩⲣⲁⲓ ϫⲉ ⲉϥⲉⲧⲟⲟⲩⲧⲉ ⲛϩⲉⲛϩⲣⲏⲣⲉ· ⲁⲥⲱⲱ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲧⲉⲡⲓⲑⲩⲙⲓⲁ ⲛⲛⲓϩⲣⲉⲣⲉ· ⲁⲥⲙⲉⲥⲧϥ ⲙⲡⲧⲟⲡⲟⲥ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ· ⲁⲛⲁⲅⲅⲉⲗⲟⲥ ⲥⲁⲛⲟⲩϣϥ ⲛⲧⲉ ⲡⲓⲁⲛⲑⲉⲱⲛⲟⲥ· ⲁϥϫⲓ ⲛⲟⲩⲉⲟⲟⲩ ⲙⲡⲙⲁ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ ⲙⲛ ⲟⲩϭⲟⲙ· ⲁⲩⲱ ⲛⲧϩⲉ ⲁϥⲉⲓ ⲉϫⲙ ⲡⲓⲙⲟⲟⲩ· | t-meh-so de m-mnt-rro jō mmos je […] ehrai e-pi-eōn et-sa-hrai je efe-tooute n-hen-hrēre; as-ōō ebol hn t-epithymia n-ni-hrere; as-mestf m-p-topos etm-mau; an-aggelos sanoushf nte pi-antheōnos; af-ji n-ou-eoou m-p-ma etm-mau mn ou-čom; auō n-t-he af-ei ejm pi-moou. | Il sesto regno dice che […] discese nell'Eone inferiore per raccogliere dei fiori. Ella concepì a causa del desiderio dei fiori e lo partorì in quel luogo. Gli angeli del giardino dei fiori lo nutrirono. Là egli ricevette gloria e potenza, e in questo modo giunse all'acqua. |
| 80,10–20 | ⲧⲙⲉϩⲥⲁϣϥⲉ ⲇⲉ ⲙⲙⲛⲧⲣⲣⲟ ϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ⲉⲣⲟϥ ϫⲉ ⲟⲩⲧⲗⲧⲗⲉ ⲡⲉ· ⲁⲥⲉⲓ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲧⲡⲉ ⲉϫⲙ ⲡⲕⲁϩ· ⲁⲩϫⲓⲧϥ ⲉϩⲣⲁⲓ ⲉϩⲉⲛⲃⲏⲃ ⲛϭⲓ ϩⲉⲛⲇⲣⲁⲕⲱⲛ· ⲁϥϣⲱⲡⲉ ⲛⲟⲩⲁⲗⲟⲩ· ⲁⲩⲡⲛⲁ̅ ⲉⲓ ⲉϫⲱϥ· ⲁϥϫⲓⲧϥ ⲉⲡϫⲓⲥⲉ ⲉⲡⲙⲁ ⲉⲧⲁⲧⲧⲗⲧⲗⲉ ϣⲱⲡⲉ ⲉⲃⲟⲗ ⲙⲙⲁⲩ· ⲁϥϫⲓ ⲛⲟⲩⲉⲟⲟⲩ ⲙⲛ ⲟⲩϭⲟⲙ ⲙⲡⲙⲁ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ· ⲁⲩⲱ ⲛⲧϩⲉ ⲁϥⲉⲓ ⲉϫⲙ ⲡⲓⲙⲟⲟⲩ· | t-meh-sashfe de m-mnt-rro jō mmos erof je ou-tltle pe; as-ei ebol hn t-pe ejm p-kah; au-jitf ehrai e-hen-bēb nči hen-drakōn; af-shōpe n-ou-alou; au-pna ei ejōf, af-jitf e-p-jise e-p-ma eta-t-tltle shōpe ebol mmau; af-ji n-ou-eoou mn ou-čom m-p-ma etm-mau; auō n-t-he af-ei ejm pi-moou. | Il settimo regno dice di lui che era una goccia. Essa discese dal cielo sulla terra. Dei draghi la portarono nelle caverne, ed egli divenne un bambino. Uno spirito discese su di lui e lo condusse in alto, nel luogo dal quale la goccia era provenuta. Là ricevette gloria e potenza, e in questo modo giunse all'acqua. |
| 80,21–29 | ⲧⲙⲉϩϣⲙⲟⲩⲛⲉ ⲇⲉ ⲙⲙⲛⲧⲣⲣⲟ ϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ⲉⲣⲟϥ ϫⲉ ⲁⲩⲕⲗⲟⲟⲗⲉ ⲉⲓ ⲉϫⲙ ⲡⲕⲁϩ· ⲁⲥⲕⲱⲧⲉ ⲛⲟⲩⲡⲉⲧⲣⲁ ⲉϩⲟⲩⲛ· ⲁϥϣⲱⲡⲉ ⲉⲃⲟⲗ ⲛϩⲏⲧⲥ· ⲁⲩⲥⲁⲛⲟⲩϣϥ ⲛϭⲓ ⲛⲓⲁⲅⲅⲉⲗⲟⲥ ⲛⲏ ⲉⲧϩⲓϫⲛ ⲧⲕⲗⲟⲟⲗⲉ· ⲁϥϫⲓ ⲛⲟⲩⲉⲟⲟⲩ ⲙⲛ ⲟⲩϭⲟⲙ ⲙⲡⲙⲁ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ· ⲁⲩⲱ ⲛⲧϩⲉ ⲁϥⲉⲓ ⲉϫⲙ ⲡⲓⲙⲟⲟⲩ· | t-meh-shmoune de m-mnt-rro jō mmos erof je au-kloole ei ejm p-kah; as-kōte n-ou-petra ehoun; af-shōpe ebol nhēts; au-sanoushf nči ni-aggelos nē et-hijn t-kloole; af-ji n-ou-eoou mn ou-čom m-p-ma etm-mau; auō n-t-he af-ei ejm pi-moou. | L'ottavo regno dice di lui che una nube venne sulla terra e avvolse una roccia. Egli ebbe origine da quella roccia. Gli angeli che erano sopra la nube lo nutrirono. Là ricevette gloria e potenza, e in questo modo giunse all'acqua. |
| 81,1–14 | ⲧⲙⲉϩⲯⲓⲧⲉ ⲇⲉ ⲙⲙⲛⲧⲣⲣⲟ ϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ⲉⲣⲟϥ ϫⲉ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲧⲯⲓⲧⲉ ⲙⲡⲉⲣⲓⲇⲱⲛ ⲁⲟⲩⲉⲓ ⲡⲱⲣϫ ⲉⲃⲟⲗ· ⲁⲥⲉⲓ ⲉϫⲛ ⲟⲩⲧⲟⲟⲩ ⲉϥϫⲟⲥⲉ· ⲁⲥⲣ ⲟⲩⲟⲉⲓϣ ⲉⲥϩⲙⲟⲟⲥ ⲙⲙⲁⲩ· ϩⲱⲥⲧⲉ ⲛⲥⲣⲉⲡⲓⲑⲩⲙⲉⲓ ⲉⲣⲟⲥ ⲟⲩⲁⲁⲥ ϫⲉ ⲉⲥⲉϣⲱⲡⲉ ⲛϩⲟⲟⲩⲧⲥϩⲓⲙⲉ· ⲁⲥϫⲱⲕ ⲛⲧⲉⲥⲉⲡⲓⲑⲩⲙⲓⲁ ⲉⲃⲟⲗ· ⲁⲥⲱ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲧⲉⲥⲉⲡⲓⲑⲩⲙⲓⲁ· ⲁⲩϫⲡⲟϥ· ⲁⲩⲥⲁⲛⲟⲩϣϥ ⲛϭⲓ ⲛⲓⲁⲅⲅⲉⲗⲟⲥ ⲛⲏ ⲉⲧϩⲓϫⲛ ⲧⲉⲡⲓⲑⲩⲙⲓⲁ· ⲁⲩⲱ ⲁϥϫⲓ ⲛⲟⲩⲉⲟⲟⲩ ⲙⲡⲙⲁ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ ⲙⲛ ⲟⲩϭⲟⲙ· ⲁⲩⲱ ⲛⲧϩⲉ ⲁϥⲉⲓ ⲉϫⲙ ⲡⲓⲙⲟⲟⲩ· | t-meh-psite de m-mnt-rro jō mmos erof je ebol hn t-psite m-Peridōn a-ouei pōrj ebol; as-ei ejn ou-toou ef-jose; as-r ouoeish es-hmoos mmau; hōste ns-r-epithymei eros ouaas je ese-shōpe n-hoout-shime; as-jōk n-tes-epithymia ebol; as-ō ebol hn tes-epithymia; au-jpof; au-sanoushf nči ni-aggelos nē et-hijn t-epithymia; auō af-ji n-ou-eoou m-p-ma etm-mau mn ou-čom; auō n-t-he af-ei ejm pi-moou. | Il nono regno dice di lui che una delle nove Muse si separò dalle altre e se ne andò. Ella giunse su un alto monte e vi rimase per qualche tempo. Desiderò soltanto se stessa, affinché potesse divenire maschio e femmina. Portò a compimento il proprio desiderio e concepì mediante esso. Egli nacque. Gli angeli preposti al desiderio lo nutrirono. Là ricevette gloria e potenza, e in questo modo giunse all'acqua. |
| 81,15–23 | ⲧⲙⲉϩⲙⲏⲧⲉ ⲙⲙⲛⲧⲣⲣⲟ ϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ⲉⲣⲟϥ ϫⲉ ⲁⲡⲉϥⲛⲟⲩⲧⲉ ⲙⲉⲣⲉ ⲟⲩϭⲏⲡⲉ ⲛⲧⲉ ⲧⲉⲡⲓⲑⲩⲙⲓⲁ· ⲁϥϫⲡⲟ ⲙⲙⲟϥ ⲉϩⲣⲁⲓ ⲉⲧⲉϥϭⲓϫ· ⲁⲩⲱ ⲁϥⲛⲟⲩϫⲉ ⲉϫⲛ ⲧⲕⲗⲟⲟⲗⲉ ⲉϩⲟⲩⲉ ⲉⲣⲟϥ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲧⲧⲗⲧⲗⲉ· ⲁⲩⲱ ⲁⲩϫⲡⲟϥ· ⲁϥϫⲓ ⲛⲟⲩⲉⲟⲟⲩ ⲙⲛ ⲟⲩϭⲟⲙ ⲙⲡⲙⲁ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ· ⲁⲩⲱ ⲛⲧϩⲉ ⲁϥⲉⲓ ⲉϫⲙ ⲡⲓⲙⲟⲟⲩ· | t-meh-mēte m-mnt-rro jō mmos erof je a-pef-noute mere ou-čēpe nte t-epithymia; af-jpo mmof ehrai e-tef-čij; auō af-nouje ejn t-kloole ehoue erof ebol hn t-tltle; auō au-jpof; af-ji n-ou-eoou mn ou-čom m-p-ma etm-mau; auō n-t-he af-ei ejm pi-moou. | Il decimo regno dice di lui che il suo DIO amò una nube del desiderio. Egli lo generò con la propria mano e riversò la goccia sulla nube che gli era vicina. Così egli nacque. Là ricevette gloria e potenza, e in questo modo giunse all'acqua. |
| 81,24–82,4 | ⲧⲙⲉϩⲙⲛⲧⲟⲩⲉ ⲇⲉ ⲙⲙⲛⲧⲣⲣⲟ ϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ϫⲉ ⲁⲡⲓⲱⲧ ⲣⲉⲡⲓⲑⲩⲙⲓ ⲉⲧⲉϥϣⲉⲉⲣⲉ ⲟⲩⲁⲁⲧⲥ· ⲁⲥⲱⲱ ϩⲱⲱⲥ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲙ ⲡⲉⲥⲉⲓⲱⲧ· ⲁⲥⲛⲟⲩϫⲉ [… testo danneggiato …] ⲛⲃⲟⲗ ϩⲓ ⲧⲉⲣⲏⲙⲟⲥ· ⲁⲡⲁⲅⲅⲉⲗⲟⲥ ⲥⲁⲛⲟⲩϣϥ ⲙⲡⲙⲁ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ· ⲁⲩⲱ ⲛⲧϩⲉ ⲁϥⲉⲓ ⲉϫⲙ ⲡⲓⲙⲟⲟⲩ· | t-meh-mnt-oue de m-mnt-rro jō mmos je a-piōt r-epithymi e-tef-sheere ouaats; as-ō hōōs ebol hm pes-eiōt; as-nouje […] n-bol hi t-erēmos; a-p-aggelos sanoushf m-p-ma etm-mau; auō n-t-he af-ei ejm pi-moou. | L'undicesimo regno dice di lui che il padre desiderò la propria figlia. Ella stessa concepì dal proprio padre. Gettò […] fuori nel deserto. Là un angelo lo nutrì, e in questo modo egli giunse all'acqua. |
| 82,5–10 | ⲧⲙⲉϩⲙⲛⲧⲥⲛⲟⲟⲩⲥ ⲙⲙⲛⲧⲣⲣⲟ ϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ⲉⲣⲟϥ ϫⲉ ⲁϥϣⲱⲡⲉ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲙ ϥⲱⲥⲧⲏⲣ ⲥⲛⲁⲩ· ⲁⲩⲥⲁⲛⲟⲩϣϥ ⲙⲙⲁⲩ· ⲁϥϫⲓ ⲛⲟⲩⲉⲟⲟⲩ ⲙⲛ ⲟⲩϭⲟⲙ· ⲁⲩⲱ ⲛⲧϩⲉ ⲁϥⲉⲓ ⲉϫⲙ ⲡⲓⲙⲟⲟⲩ· | t-meh-mnt-snoous m-mnt-rro jō mmos erof je af-shōpe ebol hm fōstēr snau; au-sanoushf mmau; af-ji n-ou-eoou mn ou-čom; auō n-t-he af-ei ejm pi-moou. | Il dodicesimo regno dice di lui che ebbe origine da due Illuminatori. Là essi lo nutrirono. Egli ricevette gloria e potenza, e in questo modo giunse all'acqua. |
| 82,11–19 | ⲧⲙⲉϩⲙⲛⲧϣⲟⲙⲧⲉ ⲇⲉ ⲙⲙⲛⲧⲣⲣⲟ ϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ⲉⲣⲟϥ ϫⲉ ϭⲓⲛⲙⲓⲥⲉ ⲛⲓⲙ ⲛⲧⲉ ⲡⲉⲩⲁⲣⲝⲱⲛ ⲟⲩⲗⲟⲅⲟⲥ ⲡⲉ· ⲁⲩⲱ ⲁϥϫⲓ ⲛⲟⲩⲧⲱϣ ⲙⲡⲙⲁ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ ⲛϭⲓ ⲡⲉⲓⲗⲟⲅⲟⲥ· ⲁϥϫⲓ ⲛⲟⲩⲉⲟⲟⲩ ⲙⲛ ⲟⲩϭⲟⲙ· ⲁⲩⲱ ⲛⲧϩⲉ ⲁϥⲉⲓ ⲉϫⲙ ⲡⲓⲙⲟⲟⲩ· ϩⲓⲛⲁ ϫⲉ ⲉⲩⲉⲧⲱⲧ ⲛⲧⲉⲡⲓⲑⲩⲙⲓⲁ ⲛⲧⲉ ⲛⲉⲓϭⲟⲙ· | t-meh-mnt-shomte de m-mnt-rro jō mmos erof je čin-mise nim nte peu-arkhōn ou-logos pe; auō af-ji n-ou-tōsh m-p-ma etm-mau nči pei-logos; af-ji n-ou-eoou mn ou-čom; auō n-t-he af-ei ejm pi-moou; hina je eue-tōt n-t-epithymia nte nei-čom. | Il tredicesimo regno dice di lui che ogni nascita proveniente dal loro arconte è un Logos. E questo Logos ricevette in quel luogo un comando. Ricevette gloria e potenza, e in questo modo giunse all'acqua, affinché fosse portato a compimento il desiderio di queste potenze. |
Apocalisse di Adamo — Sezione VI
Codice di Nag Hammadi V,5 — 82,20–83,4
La Generazione senza Re e la Vera Origine del Grande Illuminatore
Nota editoriale: dopo che i tredici regni hanno presentato le loro differenti spiegazioni riguardo all'origine dell'Illuminatore, la Generazione senza Re offre un resoconto radicalmente diverso. Secondo questa generazione, DIO scelse l'Illuminatore tra tutti gli Eoni e fece dimorare in lui la conoscenza della Verità incontaminata. Il Grande Illuminatore proviene da un'aria straniera appartenente a un Grande Eone e fa risplendere la generazione eletta attraverso l'intero Eone.
| Riferimento | Copto sahidico | Traslitterazione | Traduzione italiana |
|---|---|---|---|
| 82,20–25 | ⲧⲅⲉⲛⲉⲁ ⲇⲉ ⲛⲛⲁⲧⲣ ⲣⲣⲟ ⲉϩⲣⲁⲓ ⲉϫⲱⲥ ϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ϫⲉ ⲁⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲥⲱⲧⲡ ⲙⲙⲟϥ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲛⲓⲉⲱⲛ ⲧⲏⲣⲟⲩ· ⲁϥⲧⲣⲉ ⲟⲩⲅⲛⲱⲥⲓⲥ ⲛⲧⲉ ⲡⲓⲁⲧϫⲱϩⲙ ⲛⲧⲉ ⲧⲙⲉ ϣⲱⲡⲉ ⲛϩⲏⲧϥ· | t-genea de n-n-at-r rro ehrai ejōs jō mmos je: a-p-noute sōtp mmof ebol hn ni-eōn tērou; af-tre ou-gnōsis nte pi-at-jōhm nte t-me shōpe nhētf. | Ma la Generazione sulla quale non vi è alcun re dice: «DIO lo scelse tra tutti gli Eoni e fece sì che la conoscenza dell'Incontaminato della Verità dimorasse in lui». |
| 82,25–28 | ⲡⲉϫⲁϥ ϫⲉ· ⲁϥⲉⲓ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲟⲩⲁⲏⲣ ⲛϣⲙⲙⲟ· ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲟⲩⲛⲟϭ ⲛⲛⲉⲱⲛ ⲛϭⲓ ⲡⲓⲛⲟϭ ⲙϥⲱⲥⲧⲏⲣ· | pejaf je: af-ei ebol hn ou-aēr n-shmmo; ebol hn ou-noč n-neōn nči pi-noč m-fōstēr. | Essa dice: «Il Grande Illuminatore venne da un'aria straniera, proveniente da un Grande Eone». |
| 82,28–83,4 | ⲁⲩⲱ ⲁϥⲧⲣⲉ ⲧⲅⲉⲛⲉⲁ ⲛⲧⲉ ⲛⲓⲣⲱⲙⲉ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ ⲣ ⲟⲩⲟⲉⲓⲛ· ⲛⲏ ⲉⲧⲁϥⲥⲟⲧⲡⲟⲩ ⲛⲁϥ· ϩⲱⲥⲧⲉ ⲛⲥⲉⲣ ⲟⲩⲟⲉⲓⲛ ⲉϫⲙ ⲡⲓⲉⲱⲛ ⲧⲏⲣϥ· | auō af-tre t-genea nte ni-rōme etm-mau r ouoein; nē etaf-sotpou naf; hōste nse-r ouoein ejm pi-eōn tērf. | Ed egli fece sì che la generazione di quegli uomini che aveva scelto per sé risplendesse, affinché essi diffondessero luce attraverso l'intero Eone. |
Apocalisse di Adamo — Sezione VII
Codice di Nag Hammadi V,5 — 83,4–84,3
La Vittoria della Conoscenza della Verità e la Confessione dei Popoli
Nota editoriale: dopo la rivelazione della vera origine del Grande Illuminatore, il testo descrive il conflitto tra la stirpe associata al suo nome e la Potenza avversaria. Una nube di tenebra scende su di loro, mentre i popoli riconoscono come beati coloro che hanno conosciuto DIO mediante la conoscenza della Verità. La conclusione della sezione conserva un breve passaggio danneggiato, indicato con […].
| Riferimento | Copto sahidico | Traslitterazione | Traduzione italiana |
|---|---|---|---|
| 83,4–8 | ⲉⲱⲛ ⲧⲏⲣϥ· ⲧⲟⲧⲉ ⲧⲥⲡⲟⲣⲁ ⲛⲁⲧ ⲟⲩⲃⲉ ⲧϭⲟⲙ· ⲛⲏ ⲉⲧⲛⲁϫⲓ ⲙⲡⲉϥⲣⲁⲛ ϩⲓϫⲙ ⲡⲓⲙⲟⲟⲩ ⲁⲩⲱ ⲛⲧⲟⲧⲟⲩ ⲧⲏⲣⲟⲩ· ⲁⲩⲱ ⲟⲩⲛ ⲟⲩⲕⲗⲟⲟⲗⲉ ⲛⲕⲁⲕⲉ ⲛⲛⲏⲩ ⲉϫⲱⲟⲩ· | eōn tērf. tote t-spora na-ti oube t-čom; nē et-na-ji m-pef-ran hijm pi-moou auō n-tootou tērou; auō oun ou-kloole n-kake n-nēou ejōou. | Allora la stirpe combatterà contro la Potenza: coloro che riceveranno il suo nome sull'acqua e attraverso tutti loro. E una nube di tenebra verrà sopra di loro. |
| 83,9–14 | ⲧⲟⲧⲉ ⲥⲉⲛⲁⲱϣ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲟⲩⲛⲟϭ ⲛⲥⲙⲏ ⲛϭⲓ ⲛⲓⲗⲁⲟⲥ ⲉⲩϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ϫⲉ· ⲛⲁⲓⲁⲧⲥ ⲛⲧⲯⲩⲝⲏ ⲛⲧⲉ ⲛⲓⲣⲱⲙⲉ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ· ϫⲉ ⲁⲩⲥⲟⲩⲱⲛ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ϩⲛ ⲟⲩⲅⲛⲱⲥⲓⲥ ⲛⲧⲉ ⲧⲙⲉ· | tote sena-ōsh ebol hn ou-noč n-smē nči ni-laos eu-jō mmos je: naiat-s n-t-psychē nte ni-rōme etm-mau; je au-souōn p-noute hn ou-gnōsis nte t-me. | Allora i popoli grideranno a gran voce, dicendo: «Beata è l'anima di quegli uomini, poiché hanno conosciuto DIO mediante una conoscenza della Verità. |
| 83,14–23 | ⲥⲉⲛⲁⲱⲛϩ ϣⲁ ⲛⲉⲱⲛ ⲛⲧⲉ ⲛⲉⲱⲛ· ϫⲉ ⲙⲡⲟⲩⲧⲁⲕⲟ ϩⲛ ⲧⲉⲩⲉⲡⲓⲑⲩⲙⲓⲁ ⲙⲛ ⲛⲓⲁⲅⲅⲉⲗⲟⲥ· ⲟⲩⲧⲉ ⲙⲡⲟⲩϫⲉⲕ ⲛⲓϩⲃⲏⲩⲉ ⲛⲧⲉ ⲛⲓϭⲟⲙ ⲉⲃⲟⲗ· ⲁⲗⲗⲁ ⲁⲩⲁϩⲉⲣⲁⲧⲟⲩ ⲙⲡⲉϥⲙⲧⲟ ϩⲛ ⲟⲩⲅⲛⲱⲥⲓⲥ ⲛⲧⲉ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ· ⲛⲑⲉ ⲛⲟⲩⲟⲩⲟⲉⲓⲛ ⲉⲁϥⲉⲓ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲟⲩⲕⲱϩⲧ ⲙⲛ ⲟⲩⲥⲛⲟϥ· | sena-ōnh sha n-eōn nte n-eōn; je mpou-tako hn teu-epithymia mn ni-aggelos; oute mpou-jek ni-hbēue nte ni-čom ebol; alla au-aheratou m-pef-mto hn ou-gnōsis nte p-noute; n-the n-ou-ouoein eaf-ei ebol hn ou-kōht mn ou-snof. | Essi vivranno nei secoli dei secoli, poiché non sono stati corrotti dal loro desiderio insieme agli angeli, né hanno portato a compimento le opere delle Potenze. Al contrario, sono rimasti davanti a lui nella conoscenza di DIO, come una luce uscita dal fuoco e dal sangue. |
| 83,23–28 | ⲁⲛⲟⲛ ⲇⲉ ⲁⲛⲣ ϩⲱⲃ ⲛⲓⲙ ϩⲛ ⲟⲩⲙⲛⲧⲁⲧϩⲏⲧ ⲛⲧⲉ ⲛⲓϭⲟⲙ· ⲁⲛϣⲟⲩϣⲟⲩ ⲙⲙⲟⲛ ϩⲛ ⲧⲡⲁⲣⲁⲃⲁⲥⲓⲥ ⲛⲧⲉ ⲛⲉⲛϩⲃⲏⲩⲉ ⲧⲏⲣⲟⲩ· ⲁⲛⲱϣ ⲟⲩⲃⲉ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲛⲧⲉ ⲧⲙⲉ· | anon de an-r hōb nim hn ou-mnt-at-hēt nte ni-čom; an-shoushou mmon hn t-parabasis nte nen-hbēue tērou; an-ōsh oube p-noute nte t-me. | Noi invece abbiamo compiuto ogni opera nell'insensatezza delle Potenze. Ci siamo vantati nella trasgressione di tutte le nostre opere. Abbiamo gridato contro il DIO della Verità, |
| 83,29–84,3 | ϫⲉ ⲛⲉϥϩⲃⲏⲩⲉ ⲧⲏⲣⲟⲩ [… testo danneggiato …] ⲟⲩϣⲁ ⲉⲛⲉϩ ⲡⲉ· ⲛⲉⲓ ϩⲁ ⲛⲉⲛⲡⲛⲁ̅· ⲁⲛⲉⲓⲙⲉ ⲅⲁⲣ ⲧⲛⲟⲩ ϫⲉ ⲛⲉⲛⲯⲩⲝⲏ ⲛⲁⲙⲟⲩ ϩⲛ ⲟⲩⲙⲟⲩ· | je nef-hbēue tērou [… lacuna …] ou-sha eneh pe; nei ha nen-pna; an-eime gar tnou je nen-psychē na-mou hn ou-mou. | poiché tutte le sue opere [… parte del testo è perduta …] sono eterne. Esse sono contro i nostri spiriti. Ora infatti abbiamo compreso che le nostre anime moriranno nella morte». |
Apocalisse di Adamo — Sezione VIII
Codice di Nag Hammadi V,5 — 84,4–85,18
L’Acqua Vivente e le Parole dell’Incorruttibilità e della Verità
Nota editoriale: una voce celeste si rivolge ora alle figure associate al santo battesimo e all’Acqua Vivente: Micheu, Michar e Mnesinous. Il passo rimprovera le parole senza legge, le opere contaminate e la corruzione dell’Acqua della Vita attraverso la sottomissione alle Potenze. A queste azioni vengono poi contrapposti gli uomini il cui frutto non appassisce e le cui parole non scritte appartengono al DIO degli Eoni. Un passaggio danneggiato alla fine della pagina 84 è indicato con […].
| Riferimento | Copto sahidico | Traslitterazione | Traduzione italiana |
|---|---|---|---|
| 84,4–14 | ⲧⲟⲧⲉ ⲁⲩⲥⲙⲏ ϣⲱⲡⲉ ϣⲁⲣⲟⲟⲩ ⲉⲥϫⲱ ⲙⲙⲟⲥ ϫⲉ ⲙⲓⲝⲉⲩ̅ ⲙⲛ- ⲙⲓⲝⲁⲣ̅ ⲙⲛ ⲙⲛⲏⲥⲓⲛⲟⲩⲥ̅· ⲛⲏ ⲉⲧϩⲓϫⲛ ⲡⲓϫⲱⲕⲙ ⲉⲧⲟⲩⲁⲁⲃ ⲙⲛ ⲡⲓⲙⲟⲟⲩ ⲉⲧⲟⲛϩ ϫⲉ ⲉⲧⲃⲉ ⲟⲩ ⲛⲉⲧⲉⲧⲛⲱϣ ⲟⲩⲃⲉ ⲡⲛⲟⲩ- ⲧⲉ ⲉⲧⲟⲛϩ ϩⲛ ϩⲉⲛⲥⲙⲏ ⲛⲁⲛⲟ- ⲙⲟⲥ ⲙⲛ ϩⲉⲛⲗⲁⲥ ⲉⲙⲛ ⲛⲟⲙⲟⲥ ⲧⲉ ⲉⲧⲟⲟⲧⲟⲩ ⲙⲛ ϩⲉⲛⲯⲩⲝⲏ ⲉⲩⲙⲉϩ ⲛⲥⲛⲟϥ ⲙⲛ ϩⲉⲛϩⲃⲏⲩⲉ ⲉⲩⲥⲟⲟϥ· | tote au-smē shōpe sharoou, es-jō mmos je: Mikheu mn Mikhar mn Mnēsinous, nē et-hijn pi-jōkm et-ouaab mn pi-moou et-onh; je etbe ou netetn-ōsh oube p-noute et-onh hn hen-smē n-anomos, mn hen-las e-mn nomos te etootou, mn hen-psychē eu-meh n-snof mn hen-hbēue eu-soof? | Allora una voce giunse fino a loro, dicendo: «Micheu, Michar e Mnesinous, voi che siete preposti al santo battesimo e all’Acqua Vivente, perché avete gridato contro il DIO vivente con voci senza legge, con lingue sulle quali non vi è legge, con anime piene di sangue e con opere contaminate? |
| 84,14–23 | ⲉⲧⲉⲧⲛⲙⲉϩ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ϩⲉⲛϩⲃⲏⲩⲉ ⲉⲛⲁ ⲧⲙⲉ ⲁⲛ ⲛⲉ ⲁⲗⲗⲁ ⲛⲉⲧⲛϩⲓⲟⲟⲩⲉ ⲙⲉϩ ⲛ- ⲟⲩⲛⲟϥ ⲙⲛ ⲡⲧⲉⲗⲏⲗ· ⲉⲁⲧⲉ- ⲧⲛϫⲉϩⲙ ⲡⲓⲙⲟⲟⲩ ⲛⲧⲉ ⲡⲱⲛϩ ⲁⲧⲉⲧⲛⲥⲱⲕ ⲙⲙⲟϥ ⲉϩⲟⲩⲛ ⲉⲡⲟⲩⲱϣ ⲛⲧⲉ ⲛⲓϭⲟⲙ ⲛⲏ ⲉⲧⲁⲩⲧ ⲧⲏⲩⲧⲛ ⲉⲧⲟⲟ- ⲧⲟⲩ ϫⲉ ⲉⲧⲉⲧⲛⲉϣⲙϣⲉ ⲙⲙⲟⲟⲩ· | etetn-meh ebol hn hen-hbēue ena t-me an ne; alla netn-hiooue meh n-ounof mn p-telēl; eatetn-jehm pi-moou nte p-ōnh; atetn-sōk mmof ehoun e-p-ouōsh nte ni-čom, nē etau-ti tēutn etootou je etetne-shmshe mmoou. | Voi siete colmi di opere che non appartengono alla Verità, mentre le vostre vie sono piene di gioia e di esultanza. Avete contaminato l’Acqua della Vita e l’avete trascinata nella volontà delle Potenze, quelle nelle cui mani siete stati consegnati affinché le serviste. |
| 84,23–28 | ⲁⲩⲱ ⲙⲡⲉⲡⲉ- ⲧⲛⲙⲉⲉⲩⲉ ⲉⲓⲛⲉ ⲙⲡⲁ ⲛⲓ- ⲣⲱⲙⲉ ⲉⲧⲙⲙⲁⲩ ⲁⲛ ⲛⲏ ⲉⲧⲉⲧⲛⲡⲱⲧ ⲛⲥⲱⲟⲩ ⲡⲟⲩⲥ. ..ⲛⲥⲁ ⲛⲉ .ⲉⲡⲓⲑⲩⲙⲓⲁ.. ϩⲉ | auō mpe-petn-meeue eine m-pa ni-rōme etm-mau an, nē etetn-pōt nsōou [… epithymia …] | E il vostro pensiero non è simile a quello di quegli uomini che voi perseguitate, [… il resto della frase è danneggiato; le lettere superstiti contengono un riferimento al desiderio …] |
| 85,1–6 | ⲙⲁⲣⲉⲡⲉⲩⲟⲩⲧⲁϩ ⲗⲱⲱⲙ· ⲁⲗⲗⲁ ⲥⲉⲛⲁϣⲱⲡⲉ ⲉⲩⲥⲟⲟⲩⲛ ⲙⲙⲟⲟⲩ ϣⲁ ⲛⲓⲛⲟϭ ⲛⲛⲉⲱⲛ· ϫⲉ ⲛⲓϣⲁϫⲉ ⲉⲧⲁⲩⲁⲣⲉϩ ⲉⲣⲟⲟⲩ ⲛⲧⲉ ⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲛⲧⲉ ⲛⲉⲱⲛ ⲙⲡⲟⲩϩⲓⲧⲟⲩ ⲉ- ⲡϫⲱⲱⲙⲉ ⲟⲩⲧⲉ ⲛⲥⲉⲥϩⲏⲟⲩⲧ ⲁⲛ· | mare-peu-outah lōōm; alla sena-shōpe eu-sooun mmoou sha ni-noč n-neōn; je ni-shaje etau-areh eroou nte p-noute nte n-eōn mpou-hitou e-p-jōōme, oute nse-shēout an. | [… l’inizio dell’affermazione risente della lacuna precedente …] Il loro frutto non appassisce. Al contrario, essi saranno conosciuti fino ai Grandi Eoni, poiché le parole che hanno custodito dal DIO degli Eoni non furono poste in un libro, né furono messe per iscritto. |
| 85,7–11 | ⲁⲗⲗⲁ ϩⲉⲛⲁⲅⲅⲉⲗⲓⲕⲟⲥ ⲉⲧⲛⲁⲛⲧⲟⲩ ⲛⲁⲓ ⲉⲧⲉ ⲛⲥⲉⲛⲁⲙⲙⲉ ⲉⲣⲟⲟⲩ ⲁⲛ ⲛ- ϭⲓ ⲛⲅⲉⲛⲉⲁ ⲧⲏⲣⲟⲩ ⲛⲛⲣⲱⲙⲉ· ⲥⲉ- ⲛⲁϣⲱⲡⲉ ⲅⲁⲣ ⲉϫⲛ ⲟⲩⲧⲟⲟⲩ ⲉϥ- ϫⲟⲥⲉ ϩⲓϫⲛ ⲟⲩⲡⲉⲧⲣⲁ ⲛⲧⲉ ⲧⲙⲉ· | alla hen-aggelikos et-na-ntou, nai ete nse-na-mme eroou an nči n-genea tērou n-n-rōme; sena-shōpe gar ejn ou-toou ef-jose, hijn ou-petra nte t-me. | Ma saranno esseri angelici a portarle, esseri che tutte le generazioni degli uomini non conosceranno. Essi infatti saranno sopra un alto monte, sopra una Roccia della Verità. |
| 85,12–18 | ⲉⲧⲃⲉ ⲡⲁⲓ ⲥⲉⲛⲁⲧ ⲣⲁⲛ ⲉⲣⲟⲟⲩ ϫⲉ ⲛⲓϣⲁϫⲉ ⲛⲧⲉ ⲧⲁϥⲑⲁⲣⲥⲓⲁ ⲙⲛ ⲧⲙⲛⲧⲙⲉ ⲛⲛⲏ ⲉⲧⲥⲟⲟⲩⲛ ⲙⲡⲛⲟⲩⲧⲉ ⲛϣⲁ ⲉⲛⲉϩ ϩⲛ ⲟⲩ- ⲥⲟϥⲓⲁ ⲛⲧⲉ ⲟⲩⲅⲛⲱⲥⲓⲥ ⲙⲛ ⲟⲩⲥⲃⲱ ⲛⲧⲉ ϩⲉⲛⲁⲅⲅⲉⲗⲟⲥ ϣⲁ ⲉⲛⲉϩ ϫⲉ ϥⲥⲟⲟⲩⲛ ⲛϩⲱⲃ ⲛⲓⲙ· | etbe pai sena-ti ran eroou je ni-shaje nte t-aftharsia mn t-mnt-me, n-nē et-sooun m-p-noute n-sha eneh hn ou-sophia nte ou-gnōsis mn ou-sbō nte hen-aggelos sha eneh, je f-sooun n-hōb nim. | Per questa ragione saranno chiamate «Le Parole dell’Incorruttibilità e della Verità», appartenenti a coloro che conoscono l’eterno DIO nella Sapienza della Conoscenza e nell’insegnamento degli angeli eterni, poiché egli conosce ogni cosa. |
Apocalisse di Adamo — Sezione IX
Codice di Nag Hammadi V,5 — 85,19–85,32
La Conoscenza Segreta di Adamo, il Santo Battesimo e l’Acqua Vivente
Nota editoriale: queste righe costituiscono la conclusione formale dell’Apocalisse di Adamo. La rivelazione trasmessa da Adamo a Seth viene definita conoscenza segreta ed è affidata, attraverso Seth, alla sua stirpe. Il testo la associa al santo battesimo, alla conoscenza eterna, agli Illuminatori incorruttibili e alla santa stirpe. I nomi Jesseus, Mazareus e Jessedekeus compaiono immediatamente prima del colophon finale. La lettura è parzialmente ricostruita nel manoscritto.
| Riferimento | Copto sahidico | Traslitterazione | Traduzione italiana |
|---|---|---|---|
| 85,19–22 | ⲛⲁⲓ ⲛⲉ ⲛⲓⲁⲡⲟⲕⲁⲗⲩⲯⲓⲥ ⲉⲧⲁ- ⲁⲇⲁⲙ̅ ϭⲁⲗⲡⲟⲩ ⲉⲃⲟⲗ ⲛⲥⲏⲑ̅ ⲡⲉϥ- ϣⲏⲣⲉ· ⲁⲩⲱ ⲁⲡⲉϥϣⲏⲣⲉ ⲧⲁⲙⲉ ⲧⲉϥⲥⲡⲟⲣⲁ ⲉⲣⲟⲟⲩ· | nai ne ni-apokalypsis eta-Adam čalpou ebol n-Sēth pef-shēre; auō a-pef-shēre tame tef-spora eroou. | Queste sono le rivelazioni che Adamo manifestò a Seth, suo figlio; e suo figlio le fece conoscere alla propria stirpe. |
| 85,22–24 | ⲧⲁⲓ ⲧⲉ ⲧⲅⲛⲱ- ⲥⲓⲥ ⲛⲛⲁⲡⲟⲕⲣⲩϥⲟⲛ ⲛⲧⲉ ⲁⲇⲁⲙ̅ ⲉⲧⲁϥⲧⲁⲁⲥ ⲛⲥⲏⲑ̅· | tai te t-gnōsis n-n-apokryphon nte Adam, etaf-taas n-Sēth. | Questa è la conoscenza delle cose segrete di Adamo, che egli affidò a Seth. |
| 85,24–27 | ⲉⲧⲉ ⲡⲓϫⲱ- ⲕⲙ ⲉⲧⲟⲩⲁⲁⲃ ⲡⲉ ⲛⲛⲏ ⲉⲧⲥⲟ- ⲟⲩⲛ ⲛⲧⲅⲛⲱⲥⲓⲥ ⲛⲉⲛⲉϩ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲓⲧⲟⲟⲧⲟⲩ ⲛⲛⲓⲗⲟⲅⲟⲅⲉⲛⲏⲥ | ete pi-jōkm et-ouaab pe n-nē et-sooun n-t-gnōsis n-eneh ebol hitootou n-ni-logogenēs. | Essa è il santo battesimo di coloro che conoscono la conoscenza eterna, attraverso coloro che sono generati dal Logos. |
| 85,27–29 | ⲙⲛ ⲛⲓϥⲱⲥⲧⲏⲣ ⲛⲁⲧⲧⲁⲕⲟ ⲛⲏ ⲉⲧⲁⲩ- ⲉⲓ ⲉⲃⲟⲗ ϩⲛ ⲧⲥⲡⲟⲣⲁ ⲉⲧⲟⲩⲁⲁⲃ· | mn ni-fōstēr n-at-tako, nē etau-ei ebol hn t-spora et-ouaab. | e attraverso gli Illuminatori incorruttibili, coloro che sono venuti dalla santa stirpe: |
| 85,30–31 | ⲓⲉⲥⲥⲉⲩⲥ̅ ⲙⲁⲍⲁⲣⲉⲩⲥ̅ ⲓⲉⲥⲥⲉⲇⲉⲕⲉⲩⲥ̅ [ⲡⲓⲙⲟⲟⲩ ⲉⲧⲟⲛϩ] | Iesseus, Mazareus, Iessedekeus, | Jesseus, Mazareus, Jessedekeus, . |
| 85,32 | ⲧⲁⲡⲟⲕⲁⲗⲩⲯⲓⲥ ⲛⲁⲇⲁⲙ | t-apokalypsis n-Adam | L’Apocalisse di Adamo. |
BIBLIOGRAFIA
- The Gnostic Society Library – The Apocalypse of Adam, translated by George W. MacRae. The page provides the complete English text of the tractate from the Nag Hammadi Library and identifies it as part of the Coptic Gnostic Library tradition.
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