Delaiah
Dal verbo דלה (dala), “appendere” o “trasportare” e יה (yah), quindi può essere interpretato con “tirato fuori da YHWH”, o “Yah ha liberato” ma potrebbe essere anche compreso come “Porta di Yah”.
Come è solito per i nomi che finiscono in יה (-iah), il nome Delaiah si presenta sia con, che senza la lettera ו (waw) finale. Nelle Sacre Scritture trovimo cinque diversi uomini di nome Delaiah(u) nella Bibbia:
Uno dei sette figli di Elioenai, che sembrano essere stati la più giovane generazione di discendenti di Salomone al tempo della scrittura del Cronista (1 Cronache 3:24).
Il ventitreesimo dei ventiquattro discendenti di Aronne ai quali il re Davide e il sommo sacerdote Zadok assegnarono non meglio specificati compiti nel tempio (1 Cronache 24:18; si scrive con la waw finale).
Uno dei tre capifamiglia i cui presunti discendenti post-esilici non poterono dimostrare di essere veramente israeliti (Esdra 2:60 e Neemia 7:62). Gli ebrei furono rimandati a casa con un bel po’ di provviste ed era prevedibile che questo attirasse le attenzioni dei ciarlatani.
Il padre di Semaia, che cercò di spaventare e scoraggiare Neemia (Neemia 6:10). Neemia suppose che Scemaia fosse stato assoldato dai nemici di Neemia, Tobia e Sanballat, ma potrebbe benissimo essere stato un figlio amareggiato del precedente Delaia, che forse in mancanza dei suoi giusti documenti fu confinato nella sua casa.
Uno dei consiglieri del re Jehoiakim a cui Micaiah trasmise le parole di Geremia che Baruch aveva letto nella camera di Gemaria (Geremia 36:12). Quando il rotolo di Geremia finì finalmente nelle mani di Jehoiakim, quest’ultimo si irritò così tanto per quello che c’era scritto che lo fece a pezzi e li gettò nel fuoco. Delaia era uno dei tre uomini che supplicarono il re di non bruciare le parole (Geremia 36:25). Entrambe le occorrenze di questo nome in Geremia sono scritte con il waw finale.