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Il Libro dei Salmi (Ebraico תהילים, traslitterato Tehillìm o Tehilim (plurale maschile ebraico); greco Ψαλμοί, psalmòi; latino Psalmi) è un Testo contenuto nella Bibbia Ebraica (Tanakh), Cristiana e mensionato nel Corano Islamico con il nome di Zabur. Scritto in Ebraico e, secondo l’ipotesi maggiormente condivisa dagli studiosi, la redazione definitiva del Libro è avvenuta in Giudea, forse alla fine del III secolo a.C., raccogliendo testi di varia origine, composti da autori ignoti lungo i secoli precedenti. È composto da 150 capitoli (alcune traduzioni Bibliche differiscono nel numerarne alcuni), ognuno dei quali rappresenta un autonomo salmo o inno di vario genere: lode, supplica, meditazione sapienziale.

Il Libro dei Salmi è diviso in cinque sezioni, ognuna delle quali si chiude con una Dossologia (cioè una benedizione) – queste divisioni furono probabilmente introdotte dai redattori finali per imitare la divisione in cinque parti della Torah:

  • Libro 1 (Salmi 1-41)
  • Libro 2 (Salmi 42-72)
  • Libro 3 (Salmi 73-89)
  • Libro 4 (Salmi 90-106)
  • Libro 5 (Salmi 107-150)

Numerazione dei salmi

Il salterio contiene 150 Salmi ognuno dei quali è anche considerato come un capitolo del Libro.
La numerazione dei Salmi varia a seconda se consideriamo il Testo Ebraico Masoretico o i Manoscritti Greci della versione detta Septuaginta. Le antiche traduzioni latine, come la Vulgata, solitamente seguono la numerazione greca. Le traduzioni moderne le indicano entrambe (una delle due fra parentesi). Le differenze sono le seguenti:

numerazione ebraica numerazione greca
1-8 1-8
9-10 9
11-113 10-112
114-115 113
116 114-115
117-146 116-145
147 146-147
148-150 148-150

Molti manoscritti della versione Septuaginta includono un salmo in più, il salmo 151. Una versione di questo testo è stata ritrovata a Qumran fra i manoscritti del Mar Morto.

Autore

La maggior parte dei salmi comincia con un versetto introduttivo che ne attribuisce l’autore o descrive le circostanze per le quali furono composti, da cui la tradizione che i Salmi furono composti, in gran parte, da Davide. Si ritiene che i Salmi non furono trascritti prima del VI secolo a.C., e poiché il regno di Davide risale all’incirca all’anno 1000, il materiale risalente a Davide dovrebbe essere stato preservato dalla tradizione orale per secoli.

All’inizio dei salmi 39, 62 e 77 si fa riferimento a Idutun, in particolare per il modo di cantare o per il suo coro. I salmi 50 e dal 73 all’83 parlano di Asaf come maestro del coro. Le intestazioni dei salmi 42, dal 44 al 49, 84, 85, 87 e 88 riportano che «…i figli di Core furono incaricati di cantarli». Nel Secondo Libro delle Cronache (20,19) si trova un riferimento al fatto che i Leviti, i figli dei Keatiti e i figli dei Korachiti lodassero DIO a piena voce.

Esegesi Ebraica

Scritti per Ruach haQodesh e Profezia, non apocrifa, da re David, ve ne sono “ascritti” a “Mosheh Rabbenu” e persino ad Adamo, essi riguardano soprattutto il canto dei Leviti del Tempio di Gerusalemme.

Sezioni del Libro

Il salterio è diviso in 5 parti, in analogia con il Pentateuco, e ciascuna parte termina con una benedizione o Dossologia.

  1. Il primo Libro comprende i Salmi 1-41, tutti attribuiti a Davide tranne il 1, 2, 10 e 33, i quali, sebbene anonimi, sono tradizionalmente considerati suoi. Anche se l’attribuzione a Davide non è provata, si tratta probabilmente della sezione più antica dell’intero Libro.
  2. Il secondo Libro contiene i successivi 31 Salmi (42-72), 18 dei quali attribuiti a Davide e uno a Salomone (il 72). Gli altri sono anonimi.
  3. Il terzo Libro contiene 17 Salmi (73-89), dei quali il n° 86 è di Davide, l’88 di Heman l’ezraita, e l’89 di Ethan l’ezraita.
  4. Anche il quarto Libro ne contiene 17 (90-106) dei quali il 90 attribuito a Mosè e il 101 e 103 a Davide.
  5. Il quinto Libro comprende i rimanenti 44 Salmi (107-150). Di questi 15 sono di Davide e il 127 di Salomone.

Generi letterari

Una suddivisione dei salmi può essere operata a partire dal genere letterario. Da un punto di vista stilistico si possono dividere in tre grandi generi: inni, suppliche e ringraziamenti.

  1. La composizione degli Inni è abbastanza costante: inizia con una esortazione a lodare DIO, continua specificando i motivi di questa lode, la conclusione riprende la formula di introduzione o esprime una preghiera.
  2. Le suppliche sono salmi di sofferenza o lamenti. Generalmente iniziano con una invocazione a DIO, un grido di aiuto, una preghiera. Nel corpo del Salmo si cerca di appellarsi alla Misericordia di DIO, presentandogli la triste condizione dei supplicanti, con metafore per lo più generiche. Le suppliche possono dividersi in individuali e collettive. Quelle collettive nascono forse da un disastro nazionale, una disfatta, una indigenza comune. Le suppliche individuali sono particolarmente numerose e di contenuto vario.
  3. I ringraziamenti esprimono la gioia per la grazia ottenuta; anch’essi possono essere individuali o collettivi.

Sovente i generi letterari sono mescolati per cui un salmo che inizia come supplica può continuare come salmo di ringraziamento, o altre mescolanze varie.

Gruppi di Salmi particolari

Alcuni Salmi hanno delle caratteristiche particolari, che li distinguono all’interno del salterio. Si possono allora distinguere i salmi regali, quelli alfabetici, quelli delle ascensioni e quelli del piccolo e del grande Hallel.

  1. I Salmi regali sono stati composti in qualche ricorrenza particolare del re. Sono poemi molto antichi, che datano dall’epoca monarchica e riflettono il linguaggio e il cerimoniale di corte. In una seconda lettura tali Salmi alimentano sempre più il messianismo; al tempo di Gesù tali espressioni vengono attribuite al Cristo, come perfetto realizzatore delle attese messianiche.
  2. I Salmi alfabetici sono costruiti con la particolarità di incominciare ogni riga od ogni strofa con la lettera successiva dell’alfabeto ebraico.
  3. I Salmi delle ascensioni (שירי המאלות – Shirei HaMaalot) sono un gruppo particolare di salmi, che da un certo tempo in poi sono stati utilizzati per il pellegrinaggio a Gerusalemme (detto Sukkot). Sono stati inseriti in questo gruppo perché avevano qualche riferimento alla città di Gerusalemme, oppure si adattavano al pellegrinaggio.
  4. I Salmi dell’Hallel generalmente sono di lode a DIO e hanno tutti il titolo iniziale Alleluia. Venivano usati in momenti particolari della vita e della preghiera del popolo. Sono comunemente collocati verso la fine del salterio. Il salmo 136 è chiamato “il grande Hallel” (il Talmud vi aggiunge anche i salmi 120-135). I salmi 113-118 formano il piccolo Hallel, che gli Ebrei recitavano per le tre grandi festività, per la luna nuova e per gli otto giorni successivi alla festa della dedicazione.

I Salmi possiedono allo stesso tempo un grande valore spirituale, ma anche uno poetico. Una forma tipica della poesia dei Salmi è la ripetizione del pensiero, per cui se una riga esprime un pensiero, la riga successiva generalmente, ripete, modifica, amplia, corregge il pensiero appena espresso.

Uso dei Salmi nel rituale Ebraico

La “dialettica di peccato e pentimento” (Neher) mette impietosamente a nudo la condizione dell’uomo e rivela tutta la fragilità umana.

I Salmi sono per il Giudaismo il Testo della fede pura per eccellenza e il fondamento e la ragione del concetto di pietismo ebraico perché, a differenza di altri sistemi teologici, il Giudaismo non predica la negazione dell’umanità – sinonimo di imperfezione intrinseca a cui nessun uomo può sfuggire. Non nega la colpa, riconosce invece che essa implica paradossalmente la redenzione, la redenzione non solo dell’anima dove il concetto di dualismo verrà tra breve cancellato, ma la redenzione del Corpo del singolo individuo come del Sistema imperfetto che noi viviamo o che per meglio dire che sia imprigionati a vivere così come i Giorni di Noè sarà la presenza del Figlio dell’Uomo negli Ultimi giorni cioè i nostri la profezia è agli sgoccioli nella sua applicazione e nella sua grande tribolazione così la morte verrà distrutta subentrando la via per la vita eterna e la vera giustizia di DIO il ritorno a Lui sotto la guida del Regno i veri 144.000 con il Re dei Re la cui discendenza parte da Seth 3° Figlio di Adamo per la venuta negli Ultimi giorni con il nome di Gioele o Giaele RE Eterno confronto profetico. Giunti dove si trovava il corpo di Adamo, lo presero. Quando entrarono nel paradiso, tutti gli alberi del paradiso si agitarono al punto che tutti i nati da Adamo si addormentarono in un sonno profondo per il profumo (che essi sprigionavano), con l’eccezione di Seth, perché era nato per ordine di DIO.

Il rituale mosaico descritto nel Pentateuco non fa riferimento all’uso di canti nel servizio divino, che vengono utilizzati per la prima volta da Davide. Alcune intestazioni dei Salmi suggeriscono un loro utilizzo nel culto

  • Tredici Salmi sono designati in ebraico shir, cioè ode, e può riferirsi a componimenti sia religiosi sia profani.
  • Quarantacinque salmi sono detti mitsmor tradotti in greco con il termine salmo, e significa componimento musicale sacro accompagnato da uno strumento
  • il salmo 45 e molti altri sono indicati come tehillah, cioè in ebraico “inno”, cioè canto di lode, in riferimento a DIO
  • Sei Salmi (16;56-60) hanno il titolo ebraico michtam.
  • Il Salmo 7 e il Libro di Abacuc hanno il titolo shiggaion.

I salmi hanno avuto un ruolo preminente nel culto ebraico fino ai giorni nostri. Anche nel Nuovo Testamento troviamo menzionato il loro uso da parte della comunità palestinese del I secolo.

I Salmi nel culto Cristiano

Nel Cristianesimo il valore spirituale dei Salmi è tenuto in grande considerazione:

  • sono le preghiere dell’Antico Testamento e del popolo Ebraico nella sua millenaria esperienza religiosa;
  • sono stati recitati da Gesù Cristo, dalla Vergine Maria, dagli apostoli;
  • i cristiani hanno fatto dei Salmi la loro preghiera ufficiale.

Nel Nuovo Testamento troviamo riferimenti al fatto che i primi cristiani utilizzassero i Salmi nel culto divino, e tuttora vengono largamente impiegati nella liturgia cristiana. In particolare nella liturgia ortodossa, cattolica e anglicana il salterio è utilizzato in modo ciclico e queste chiese hanno sviluppato anche delle salmodie particolari. Nei primi secoli della Chiesa i candidati all’episcopato erano tenuti alla conoscenza dell’intero libro dei salmi a memoria, spesso imparato praticando la vita monastica.

Uso riformato – presbiteriano

Le chiese evangeliche riformate mettono in evidenza come il canto dei Salmi sia sempre stato importante componente del culto, prima nella sinagoga e poi nella chiesa. Il Nuovo Testamento stesso ne prescrive il canto con la dizione “Salmi, inni e cantici spirituali”, definizione storica che descrive le caratteristiche dei 150 Salmi. L’uso dei Salmi cantati è stato portato avanti dal Monachesimo e così rivalutato dalla Riforma che ne prescriveva l’uso esclusivo durante il culto.

Durante la Riforma protestante divennero comuni traduzioni e parafrasi metriche, e molti salmi subirono adattamenti come inni. Ciò fu particolarmente diffuso in ambito calvinista. Il primo libro stampato nel Nord America è stato una raccolta di adattamenti di salmi, il Bay Psalm Book (1640).

Nel corso del XIX-XX secolo, nel culto delle chiese evangeliche i salmi sono stati progressivamente sostituiti dagli inni. Nei libri di canto ne rimangono alcuni, spesso parafrasati o ridotti a qualche espressione. Oggi il canto dei Salmi è in corso di rivalutazione.

Uso cattolico

Nella Chiesa cattolica i Salmi vengono regolarmente utilizzati nella liturgia eucaristica e nella liturgia delle ore. I salmi sono anche il fondamento della preghiera monastica delle ore canoniche. Ci sono tre forme in uso:

  • antifonale, con due cori che si alternano;
  • responsoriale, dove il solista e il coro si alternano;
  • diretta, se il salmo è cantato dal coro o dal solista.

I Salmi nel culto Musulmano

I Libro dei Salmi (chiamato in Arabo Zabur) è un Libro di cui parla il Corano. Un Testo che seppur non si può far risalire a esclusivamente a re Davide, ma bensì appartenente ad una collezione nel quale confluiscono altri autori e di epoche diverse. La versione in Greco non coicide con quella Ebraica, mentre la versione Siriaca differisce da entrambe.

Corano Capitolo 17 (Sura XVII)

Qunran 17, 55 “Il tuo SIGNORE ben conosce quel che c’è nei Cieli e sulla Terra. Ad alcuni Profeti abbiamo dato eccellenza sugli altri e a Davide abbiamo dato il Salterio [Zabur]”

 

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