Introduzione
L’Aprente (Fatiha, in arabo: الفاتحة, al-fātiḥa, “L’Apertura” o “L’Aprente”) costituisce la prima Sura (capitolo) del Corano.
Secondo la tradizione islamica essa racchiude l’essenza dell’intero Libro Sacro dell’Islam, il Corano, ed è recitata come preghiera, con un ruolo centrale nella Ṣalāt, e come formula rituale per esprimere la pietas islamica di chi la recita.
In alcune tradizioni, la recitazione della Fatiha accompagna particolari cerimonie, fra cui la stipula di accordi che comportano l’assunzione di diritti e doveri, sottolineando la solennità del patto.
Contenuto
Una particolarità della Fātiḥa è la sua forma di preghiera rivolta a DIO dagli uomini. In molti altri passi coranici DIO si rivolge al Profeta Muhammad ﷺ o agli esseri umani, talvolta con la formula introduttiva “Di’: …”; qui il testo rivelato insegna invece al credente le parole della lode e della supplica. Nella fede islamica anche la Fātiḥa, come le altre Sure, è parola di DIO. Per la sua funzione di preghiera fondamentale della fede è stata spesso accostata al Padre Nostro dei cristiani.
La formula iniziale “Nel Nome di DIO, il Compassionevole, il Misericordioso”, la cosiddetta basmala, compare all’inizio di tutte le Sure ad eccezione della nona. Nella numerazione adottata in questa pagina è il primo dei sette versetti della Fātiḥa; il suo computo varia fra le tradizioni di numerazione. Nella numerazione qui seguita, all’inizio delle altre Sure la basmala non riceve un numero di versetto autonomo. La formula compare inoltre all’interno del versetto 27, 30, nella lettera di Salomone.
Corano, Capitolo 1 — Audiolibro MP3
Al-Fātiḥa
L’Apertura
◆1 Nel Nome di DIO, il Compassionevole, il Misericordioso.
2 La Lode appartiene a DIO, il SIGNORE dell’universo.
3 Il Compassionevole, il Misericordioso.
4 Padrone del Giorno del Giudizio.
5 Noi solo Te adoriamo, e solo a Te chiediamo aiuto.
6 Guidaci sulla retta Via.
7 La Via di coloro che hai benedetto, non di coloro che sono incorsi nella Tua ira, né di coloro che si sono smarriti.
Al-Fātiḥa: traduzione interlineare
| Versetto | Arabo | Traslitterazione | Maulana Muhammad Ali | Traduzione ASH |
|---|---|---|---|---|
| 1 | بِسْمِ اللَّهِ الرَّحْمَٰنِ الرَّحِيمِ | Bismi Allāhi ar-Raḥmāni ar-Raḥīm | In the name of ALLAH, the Beneficent, the Merciful. | Nel Nome di DIO, il Compassionevole, il Misericordioso. |
| 2 | الْحَمْدُ لِلَّهِ رَبِّ الْعَالَمِينَ | Al-ḥamdu lillāhi rabbi al-‘ālamīn | Praise be to ALLAH, the LORD of the worlds. | La Lode appartiene a DIO, il SIGNORE dell’universo. |
| 3 | الرَّحْمَٰنِ الرَّحِيمِ | Ar-Raḥmāni ar-Raḥīm | The Beneficent, the Merciful. | Il Compassionevole, il Misericordioso. |
| 4 | مَالِكِ يَوْمِ الدِّينِ | Māliki yawmi ad-dīn | Master of the day of Requital. | Padrone del Giorno del Giudizio. |
| 5 | إِيَّاكَ نَعْبُدُ وَإِيَّاكَ نَسْتَعِينُ | Iyyāka na‘budu wa iyyāka nasta‘īn | Thee do we serve and Thee do we beseech for help. | Noi solo Te adoriamo, e solo a Te chiediamo aiuto. |
| 6 | اهْدِنَا الصِّرَاطَ الْمُسْتَقِيمَ | Ihdinā aṣ-ṣirāṭa al-mustaqīm | Guide us on the right path. | Guidaci sulla retta Via. |
| 7 | صِرَاطَ الَّذِينَ أَنْعَمْتَ عَلَيْهِمْ غَيْرِ الْمَغْضُوبِ عَلَيْهِمْ وَلَا الضَّالِّينَ | Ṣirāṭa alladhīna an‘amta ‘alayhim ghayri al-maghḍūbi ‘alayhim wa lā aḍ-ḍāllīn | The path of those upon whom Thou hast bestowed favours, not those upon whom wrath is brought down, nor those who go astray. | La Via di coloro che hai benedetto, non di coloro che sono incorsi nella Tua ira, né di coloro che si sono smarriti. |
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Commento
Nota (vv.1–3): Questi versetti aprono la Sura alludendo all’Unità e alla regalità della Divinità. Il Suo splendore e la Sua Misericordia sono eterni: l’amore è l’Essenza di DIO, e ricordare la descrizione del SIGNORE dei Mondi riesce a dissipare il dolore dei credenti.
Questo mondo può salvarsi solo attraverso il Suo Nome, e l’Aldilà eterno solo attraverso il Suo perdono. Se non fosse per il messaggio e il Nome di DIO su questa terra, la casa di ogni servo sarebbe desolata; e se non fosse per la Sua Misericordia e generosità nell’Aldilà, il lavoro dei Suoi servi sarebbe insopportabile e inutile. Se non fosse per la visione che illumina il cuore in Paradiso, nulla renderebbe veramente felice un povero corpo umano.
Nota (v.1 – Bismillah): Iniziare una buona azione “nel Nome di DIO” — ALLAH in arabo — significa rispettare e ricordare il Creatore, augurandosi il buon esito dell’opera. Significa anche che il supplicante intraprende il lavoro in Nome e per conto di DIO, per servire il bene nell’opera e per raggiungere il proprio scopo.
In altre parole, egli dedica la sua vita ad ALLAH e impiega la propria attività, orientata all’interesse personale e globale, al servizio del bene. Ammette anche la propria impotenza e si affida alla convinzione che ogni cosa può portare frutto esclusivamente se il SIGNORE lo vorrà — inshaAllah — e non per volontà di altri. Invocando DIO nel Nome della Sua benevolenza e misericordia, il credente prega il Suo aiuto per ottenere il successo nella propria impresa.
Nella presente riflessione ASH, nulla esiste o ha effetto al di fuori del corso della Volontà di DIO, che governa ogni attività senza determinare i desideri e i metodi di ogni essere creato, lasciando così a ciascuno il libero arbitrio. Una tradizione attribuita al Profeta Muhammad ﷺ descrive le questioni importanti intraprese senza la lode di DIO come prive di benedizione (Sunan Ibn Mājah 1894; classificata debole da Darussalam).
Chiunque può iniziare un’opera senza invocare DIO con la Bismillah, e l’opera potrà anche compiersi se la Volontà divina lo permette; tuttavia, ogni modo per ricordare la propria appartenenza al Creatore allontana dagli errori.
Nella presente lettura interreligiosa di ASH, iniziare un’opera nel Nome di DIO esprime aspetti di fondamentale importanza: il riconoscimento dell’Essere Supremo come suo SIGNORE e Padre; la confessione della propria impotenza di semplice uomo senza la piena Conoscenza di DIO; la fede in DIO come Onnipresente e Onnipotente; la fiducia nell’Essere Supremo, cercando il Suo compiacimento e la Sua misericordia.
Nota (v.2 – Al-Ḥamdu): Al-ḥamdu significa che ogni lode, ringraziamento e gratitudine devono essere diretti esclusivamente a DIO, e a nessun altro, dall’inizio dell’Universo fino alla sua fine. Non per costrizione, ma perché solo il Creatore merita veramente di essere lodato.
La lode non è semplicemente per la Sua soddisfazione, ma soprattutto per tutte le benedizioni e i doni messi a disposizione dell’uomo nella sua esistenza: riconoscere i favori ricevuti e non voltare le spalle alla Grazia.
DIO è amore nella sua pienezza e perfezione. Egli non ha bisogno di essere lodato; tuttavia, nella preghiera viene lodato affinché l’orante ami e custodisca gli attributi che vengono lodati, poiché siamo chiamati a imitare DIO.
L’Onnisciente SIGNORE conosce pienamente i bisogni e i desideri di tutte le Sue creature più di quanto esse stesse sappiano. Egli elargisce i Suoi favori e i Suoi doni anche senza ricevere petizioni; eppure, per educare, formare e disciplinare l’umanità, la preghiera in cui Egli viene lodato è necessaria, affinché l’uomo rimanga legato al Creatore misericordioso mentre gode dei doni divini, consapevole della sovranità assoluta del SIGNORE dei doni e della grazia.
Nota (v.4): “Padrone del Giorno del Giudizio” allude alla permanenza della regalità dell’Unità Divina e alla sussistenza dell’onnicomprensività di DIO. Nel Giorno del Giudizio, l’Ultimo Giorno, ogni re e ogni regno finiranno e scompariranno, lasciando spazio soltanto alla regalità eterna del Creatore.
Nei mondi esistenti nulla e nessuno è al di fuori della Sua regalità e del Suo governo. Egli è oggi il SIGNORE dei mondi e domani il Padrone del Giorno del Giudizio. È stato detto che il castigo è vicino, così come la resa dei conti e la ricompensa.
Nota (v.5): “Noi adoriamo solo Te, e solo a Te chiediamo aiuto” allude a due grandi pilastri della religione, attorno ai quali ruota il viaggio di coloro che hanno fede. Il primo è adornare l’Anima attraverso l’adorazione e l’autopurificazione, cioè il miglioramento personale.
Si tratta di mantenere se stessi adornati con un’adorazione priva di ostentazione e con un’obbedienza priva di ipocrisia. L’altro pilastro è purificare l’Anima dall’associare altri a DIO e dal prestare attenzione al potere e alla forza come se fossero indipendenti da Lui.
Nota (v.6): “Guidaci sulla retta via” è la sorgente della preghiera e il midollo spirituale dell’obbedienza. È la supplica, la richiesta e l’implorazione dei fedeli: la ricerca della rettitudine e della fermezza nella fede.
Significa: “Guidaci su questa via, facci viaggiare su di essa e rendici saldi in essa”. Si tratta di purificare la propria anima, di mantenerla pulita dal male, dalla menzogna, dall’associare altri a DIO e dalla corruzione, e di non dipendere dal proprio potere e dalla propria forza.