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Hajj (Pellegrinaggio nell’Islam)

Ḥajj (Arabo حَجّ) è il pellegrinaggio islamico canonico al Masjid al-Ḥarām (in arabo: المسجد الحرام‎) della Mecca e nelle sue prossimità. Esso costituisce il quinto dei pilastri dell’Islam (arkān al-Islām). Il ḥajj – la cui radice trilittera <ḥ-ǧ-ǧ-> significava originariamente “dirigersi verso” – obbliga ogni fedele che ne abbia le possibilità fisiche ed economiche a compiere, almeno una volta nella vita, i riti che compongono il ḥajj.

I riti

I riti che compongono il hajj sono:

  1. Espressione della specifica e sentita intenzione (niyya) di adempiere al rito legale che si sta per compiere.
  2. Assunzione dell’iḥrām, o “purità rituale”, stato di “purità maggiore” conseguibile col ghuṣl, un lavacro completo del corpo, in grado di far conseguire la indispensabile ṭahāra.
  3. Settuplice circumambulazione in senso antiorario della Kaʿba. Preghiera islamica di 2 rakʿāt, davanti al sacro edificio come pure al Maqām Ibrāhīm, formazione rocciosa usata da Abramo/Ibrāhīm per riedificare la Kaʿba dopo il Diluvio Universale, aiutato in ciò dal figlio Ismaele/Ismāʿīl. Settuplice marcia (saʿy) tra Safa e Marwa, a partire dalla prima collinetta, in ricordo dell’affannosa ricerca di acqua per sé e il figlio Ismāʿīl della madre Hāgar, poi miracolosamente scaturita dalla fonte di Zemzem.
  4. (8 dhū l-hijja) Yawm al-tarwiya, o “giorno dello straripamento”. Spostamento dalla Mecca in direzione di Mina, a sud della Città Santa. La notte viene trascorsa dal pellegrino qui o nella pianura di ʿArafāt.
  5. (9 dhū l-ḥijja) Stazione (wuqūf) di ʿArafāt, dove sorge la collinetta del Jabal al-Raḥma (il Monte della Misericordia), luogo d’eccellenza per la sosta che si interrompe con la ifāda, repentina messa in movimento verso Muzdalifa dove sono adempiute le ṣalāt del tramonto e della sera.
  6. (10 dhū l-ḥijja) Giorno del sacrificio (Yawm al-nahr o al-aḍḥā) a Mina. In questa occasione una vittima animale viene immolata a Dio per poi distribuirne ai vicini le carni consumandone una parte.
  7. (10 dhū l-ḥijja) Lancio di 7 sassolini (ramī al-jimār), raccolti tra Mina e Muzdalifa, contro una delle 3 steli (preferita quella intermedia) che rappresentano il diavolo. Il rito commemora un episodio in cui il Diavolo (Shayṭān, Iblīs) fu cacciato a pietrate da Abramo/Ibrāhīm perché tentava il Patriarca/profeta a non obbedire all’ordine divino di immolare il figlio (v’è discordanza nelle tradizioni islamiche, se si trattasse cioè di Isacco/Isḥāq oppure Ismaele/Ismāʿīl).
  8. Rasatura – o accorciamento per le donne – della capigliatura (khalkh) e fine dello stato di purità rituale.
  9. Ritorno alla Mecca per un ṭawāf di saluto alla Kaʿba ricoperta dalla sua nuova kiswa annuale. Tale circumambulazione è chiamata ṭawāf al-ifāda.
  10. (11-13 dhū l-ḥijja) “Giorni della gioia” (ayyām al-tashrīq) con scambi di visite e pasti conviviali. In tali giorni è vietato digiunare. Il rito della lapidazione può essere reiterato più volte, fino al lancio massimo di 70 pietruzze.

Il ḥajj va obbligatoriamente compiuto nel mese lunare di Dhū l-Ḥijja, ultimo mese dell’anno islamico. In tutti gli altri mesi il rito è chiamato ʿumra, pellegrinaggio “minore” non obbligatorio che si differenzia dal ḥajj per la sua minor durata e per i suoi diversi e più semplici passaggi liturgici.

La giurisprudenza islamica permette a chi ne sia impedito fisicamente ma ne abbia la possibilità economica di delegare qualcun altro all’assolvimento dell’obbligo religioso, i cui vantaggi spirituali saranno a favore di chi abbia provveduto al pagamento del viaggio e al mantenimento sul posto della persona incaricata. È anche possibile lasciare appositi fondi in eredità perché il rito sia compiuto in nome e a vantaggio del defunto.

Particolare è l’abbigliamento del pellegrino, che si raccomanda usi solo due pezze di stoffa non cucite di color bianco, una per cingersi i fianchi (chiamata izar) e l’altra per coprire il tronco e la spalla sinistra, ma lasciando libero il braccio destro (rida’). Le donne sono invece del tutto coperte.

Chiunque abbia adempiuto all’obbligo del ḥajj acquista un merito particolare e una ottima nomea agli occhi dei correligionari. Ha diritto talora a indossare un copricapo particolare che ricordi l’assolvimento dell’obbligo ed è insignito del titolo onorifico di Ḥājjī (pellegrino del ḥajj).

Da molti anni le autorità saudite hanno fissato alla cifra approssimativa di 2 milioni il numero di pellegrini autorizzati ad adempiere al ḥajj (con l’eccezione del 2012 in cui la cifra ha superato le 3.161.000 presenze) e dal 2013 hanno stabilito che non si possa richiedere il permesso di compiere il Pellegrinaggio maggiore per più di una volta in un quinquennio.

Significance

To the Muslims, Hajj is associated with religious as well as social significance. Nevertheless, it should be noted that the obligation for performing this pilgrimage is only fulfilled if it is done on the eighth to twelfth day of the last month of the Islamic calendar. If in a given year, an adult Muslim is in good health and his life and wealth is safe, they must perform the Hajj in the same year. Delaying it is considered sinful unless the delay is caused by reasons beyond his/her control.

Apart from being an obligatory religious duty, the Hajj is seen to have a spiritual merit that provides the Muslims with an opportunity of self-renewal. Hajj serves as a reminder of the Day of Judgment when Muslims believe people will stand before GOD. Hadith literature (sayings of Muhammad) articulates various merits a pilgrim achieves upon successful completion of their Hajj. After successful pilgrimage, pilgrims can prefix their names with the title ‘Al-Hajji’, and are held with respect in Muslim society. However, Islamic scholars suggest Hajj should signify a Muslim’s religious commitment, and should not be a measurement of their social status. Hajj brings together and unites the Muslims from different parts of the world irrespective of their race, colour, and culture, which acts as a symbol of equality.

A 2008 study on the impact of participating in the Islamic pilgrimage found that Muslim communities become more positive and tolerant after Hajj experience. Titled Estimating the Impact of the Hajj: Religion and Tolerance in Islam’s Global Gathering and conducted in conjunction with Harvard University’s John F. Kennedy School of Government, the study noted that the Hajj “increases belief in equality and harmony among ethnic groups and Islamic sects and leads to more favorable attitudes toward women, including greater acceptance of female education and employment” and that “Hajjis show increased belief in peace, and in equality and harmony among adherents of different religions.”

Malcolm X, an American activist during the Civil Rights Movement, describes the sociological atmosphere he experienced at his Hajj in the 1960s as follows:

There were tens of thousands of pilgrims, from all over the World. They were of all colors, from blue-eyed blondes to black-skinned Africans. But we were all participating in the same ritual, displaying a spirit of unity and brotherhood that my experiences in America had led me to believe never could exist between the white and the non-white. America needs to understand Islam, because this is the one religion that erases from its society the race problem. You may be shocked by these words coming from me. But on this pilgrimage, what I have seen, and experienced, has forced me to rearrange much of my thought patterns previously held.

Economic aspect

In 2014, Saudi Arabia was expected to have earned up to $8.5 billion from Hajj. Saudi Arabia’s highest source of revenue after oil and gas is Hajj and the country is expected to depend more on Hajj as the amounts of available oil and gas for sale decline.

Number of pilgrims per year

There has been a substantial increase in the number of pilgrims during the last 92 years, and the number of foreign pilgrims has increased by approximately 2,824 percent, from 58,584 in 1920 to 1,712,962 in 2012. Because of development and expansion work at Masjid al-Haram, the authority restricted the number of pilgrims in 2013. The following number of pilgrims arrived in Saudi Arabia each year to perform Hajj.

Year Hijri year Local pilgrims Foreign pilgrims Total
1920 1338 58,584
1921 1339 57,255
1922 1340 56,319
1950 1369 100,000 (approx.)
1950s 150,000 (approx.)
1960s 300,000 (approx.)
1970s 700,000 (approx.)
1980s 900,000 (approx.)
1989 1409 774,600
1990 1410 827,200
1991 1411 720,100
1992 1412 1,015,700
1993 1413 992,800
1994 1414 997,400
1995 1415 1,046,307
1996 1416 784,769 1,080,465 1,865,234
1997 1417 774,260 1,168,591 1,942,851
1998 1418 699,770 1,132,344 1,832,114
1999 1419 775,268 1,056,730 1,831,998
2000 1420 466,430 1,267,355 1,733,785
2001 1421 440,808 1,363,992 1,804,800
2002 1422 590,576 1,354,184 1,944,760
2003 1423 493,230 1,431,012 1,924,242
2004 1424 473,004 1,419,706 1,892,710
2005 1425 1,030,000 (approx.) 1,534,769 2,560,000 (approx.)
2006 1426 573,147 1,557,447 2,130,594
2006 1427 724,229 1,654,407 2,378,636
2007 1428 746,511 1,707,814 2,454,325
2008 1429 1,729,841
2009 1430 154,000 1,613,000 2,521,000
2010 1431 989,798 1,799,601 2,854,345
2011 1432 1,099,522 1,828,195 2,927,717
2012 1433 1,408,641 1,752,932 3,161,573
2013 1434 700,000 (approx.) 1,379,531 2,061,573 (approx.)
2014 1435 700,000 (approx.) 1,389,053 2,089,053 (approx.)
2015 1436 615,059 (approx.) 1,384,941 2,000,000 (approx.)
2016 1437 537,537 1,325,372 1,862,909

 

Raffigurazione della Mecca 1850

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