Isaia 45, 5-7

5 Io sono il SIGNORE, e non c’è nessun altro; all’infuori di Me non c’è dio; Io ti fortificherò malgrado tu non mi conoscevi,
6 affinché sappiano, da dove sorge il sole e fino all’occidente, che non esiste nessuno al di fuori di Me. Io sono il SIGNORE e non c’è nessun altro.
Io formo la luce e creo le tenebre, Colui che fa il bene e provoca il male; Io, il SIGNORE, compio tutto questo.

 


Commento:

Il solo passaggio Biblico che attesta la completa Onnipotenza di DIO, creatore di tutte le cose, Colui che forma sia il bene che il male.
Questo passaggio ha creato molta confusione nei teologi e nelle diversi interpretazioni delle dottrine di tutti i tempi, interrogandosi sul perchè un DIO così infinitamente buono, ed un DIO di amore come quello di Abramo (Deuteronomio 7, 9 ; Ezechiele 18, 32 ; Salmo 86, 15 ; Proverbi 3, 12 ; Sofonia 3, 17), abbia dovuto creare il male che tanto affligge gli uomini dalla Genesi.

Io formo [yatsar, plasmare] la luce [or], creo [barah, creare] le tenebre [choshek], do [asah, realizzo, stabilisco] il bene [shalom], creo [barah, creare] il male [rah]; io, il SIGNORE, sono colui che fa [asah, realizzo, stabilisco] tutte queste cose
(Isaia 45, 7)

DIO è il CREATORE, l’autore di ogni cosa buona, ma anche di ciò che noi consideriamo cattiva, e nel testo di Isaia, Egli infatti afferma di creare anche le tenebre e il male (spesso tradotto anche con avversità). Nel testo originale Ebraico per “male” usa la parola רָע (rah) che può indicare sia il male naturale o morale, e sia l’avversità, e l’afflizione, il profeta Isaia sta mettendo quindi a confronto elementi opposti (luce/tenebre e bene-pace/male-afflizione). Non si mettono qui in opposizione a la giustizia e l’ingiustizia, il “male” è riferito al castigo, ovvero una conseguenza per una determinata azione sbagliata.
Nel primi 2 Capitoli di Genesi, nei quali avviene tutta la Creazione, non c’è assolutamente traccia del male, me questo si riscontra solamente partendo dal terzo capitolo, ovvero dopo la disubbedienza di Adamo ed Eva. La conseguenza che sussegue al peccato è la quindi la morte (“poiché tu sei polvere, e in polvere ritornerai“) e la cacciata dal Giardino dell’Eden.

DIO è come un padre che vuole solo il benessere dei figli, ma proprio perchè Tutore e Protettore degli stessi, dirige con mano salda il Suo Popolo non scampandoli dal castigo in quanto questo rimane l’unico mezzo che davvero fa interrogare gli uomini e le donne sul loro operato.
Anche il profeta Abacuc (come Gedeone in Giudici 6, 13) si domanda:

13 Tu hai gli occhi troppo puri per vedere il male e non puoi guardare l’iniquità. Perché stai a guardare quelli che agiscono con frode, e taci quando il malvagio divora chi è piú giusto di lui?
(Abacuc 1, 13)

Il CREATORE non rimane mai impassibile al male, e quantomeno “in silenzio” davanti l’ingiustizia. Solo l’impazienza dell’uomo permette di renderlo dubbioso durante l’attesa, ma il bene erediterà la Terra e la testimonianza di questo rimane sotto gli occhi di ciunque ha tempo e ambizione di crescita sufficienti per meditare sulla storia, dalla genesi, fino ai secoli più recenti.

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