1Corinzi 3, 16-23

16 Non sapete voi che siete il Tempio di DIO, e che lo Spirito di DIO abita in voi?
17
Se uno distrugge il Tempio di DIO, IDDIO distruggerà lui; poiché il Tempio di DIO è Santo; e questo Tempio siete voi.
18 Nessuno s’inganni. Se qualcuno fra voi s’immagina d’esser sapiente in questa era[nota a], si consideri stolto affinché si faccia sapiente [nota b];
19 perché la sapienza di questo mondo è stoltezza presso DIO. Infatti è scritto: “Egli prende i sapienti nella loro astuzia” [nota c];
20 e altrove: “Il SIGNORE conosce i pensieri dei sapienti, e sa che sono futili.” [nota d]
21 Nessuno dunque si glori degli uomini [nota e]. Perché ogni cosa vi appartiene:
22 dato che Paolo, e Apollo, e Cefa, e il mondo, e la vita, e la morte, e le cose presenti, e le cose future, tutto vi appartiene;
23 e voi appartenete a Cristo, e Cristo appartiene a DIO. [nota f] 

 


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Note:

[nota a] La parola Greca αἰῶνι può essere intesa sia come “era/età” (inteso come periodo di tempo) o come “mondo/universo” (inteso anche come per sempre, perpetuamente)

[nota b] Spesso troviamo tradotto nelle versioni più recenti delle Bibbie “diventi stolto affinché possa diventare savio“. Si può facilmente comprendere che un’uomo o una donna pur provando a diventare stolti, non potranno mai essere sapienti/savi.
Questo concetto si ritrova spesso nella filosofia antica Greca, specialmente in Platone (Apologia di Socrate), dove l’uomo che è a conoscenza di non sapere (“so di non sapere”), lo rende più sapiente tra tutti coloro che invece affermavano di sapere.

[nota c] Citazione biblica dal Libro di Giobbe 5, 13 “Egli prende [di sorpresa] i saggi nella loro astuzia e manda in rovina il consiglio dei disonesti.”

[nota d] Citazione biblica dal Libro dei Salmi 94, 11 “Il SIGNORE conosce i pensieri dei saggi, sa che sono vani”

[nota e] Spesso la parola greca ἀνθρώποις = antropois è tradotta erroneamente come “potenti/leaders” invece che più genericamenete uomini

[nota f] “Il Cristo [il Messia] appartiene a DIO [il CREATORE]”, in questo pasaggio la dottrina di Paolo di Tarso è chiara. Non ci sono mai riferimenti nei suoi scritti riguardo la trinità, idealizzata secoli dopo la sua morte e resa ufficiale al primo concilio di Nicea nel 325 d.C.

Commento:

La saggezza degli uomini è stoltezza per DIO
In questo capitolo l’apostolo Paolo inizia ad imputare ai Corinzi le loro divisioni e li istruisce su come rettificare ciò che è sbagliato nella loro neo comunità, per poi concludere con due insegnamenti fondamentali:
1 Li esorta ad onorare i loro corpi (usando l’importantissima similitudine del Tempio di DIO) mantenendoli puri (v. 16-17), propensi all’umiltà e al diffidare da loro stessi (v. 18-21)
2 li ammonisce di gloriarsi di particolari ministri (continuando ciò che scrve in v.5 ricordando che i loro ministri restano
pur sempre semplici uomini), esortandoli ad essere seguaci esclusivamente del Cristo (il loro maestro in terra), unico che può condurli a DIO (in quanto venuto anche egli dal CREATORE).

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